Prima pagare, poi protestare
di Stefano CicchettiArriva la lettera, intestata “Regione Emilia-Romagna”, che grosso modo recita: lei non ha pagato il bollo per l’anno 2007. Siccome invece il bollo non solo l’ho pagato eccome, ma posso anche dimostrarlo, passo a leggere i possibili passi successivi: raccomandata, invio dei dati tramite internet, etc. Scelgo quello che appare meno oneroso, cioè recarmi di persona in un ufficio Aci. Primo errore: l’ufficio è zeppo di gente e quindi se ne andrà la retribuzione di almeno un’ora di lavoro. Anche perché, maledetta iella, proprio quel giorno non funziona nemmeno il ticket salvafila e non si può fare altro che aspettare il turno sul posto. L’attesa non si rivela però del tutto inutile. Serve a scoprire che praticamente tutti i “clienti” hanno in mano la stessa lettera. Il problema non è però sempre il medesimo: a qualcuno viene contestata una cifra sbagliata, ad altri un ritardo nel pagamento. Istruttive anche le conversazioni fra il cittadino e l’impiegata, fra l’altro svolte in totale assenza di privacy. L’unica addetta allo sportello è un’anziana signora munita di una tale pazienza che al confronto Giobbe finirebbe nel girone degli iracondi.
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