ARTICOLI CHE PARLANO DI WORD_COMMUNICATION


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mer 28 set 2011 - Notizia di attualità

Prende avvio con il corso-laboratorio di giornalismo "Media e migranti" il progetto "Word Communication" per l'integrazione dei cittadini stranieri residenti sul territorio di Rimini e della regione Emilia Romagna. Il progetto, finanziato con i fondi europei e ministeriali FEI 2010 e coordinato dalla Provincia di Rimini, intende lavorare sulla costruzione di un nuovo modello di comunicazione interculturale e sulla diffusione di informazioni chiare orientate a favorire l'inclusione dei cittadini stranieri immigrati presenti sul territorio locale.
il corso di giornalismo "Media e migranti" ha come obiettivo l'approfondimento dei generi e la pratica delle tecniche del "giornalismo sociale", un settore che trova spazio crescente nei media e rappresenta uno strumento indispensabile di qualificazione professionale per comunicare su giornali, radio, televisioni e internet. 
Il corso è completamente gratuito ed è stato elaborato dall'Associazione "Ilaria Alpi", in collaborazione con coop. "Comunità Aperta" partner del progetto e la redazione di "Chiamami città": vedrà impegnati, come docenti dei moduli formativi, giornalisti professionisti di rilievo a livello nazionale. L'associazione Ilaria Alpi si è accreditata negli anni quale osservatorio sull'informazione sociale e promuove annualmente corsi di formazione sul giornalismo televisivo e d'inchiesta presso Università italiane quali Milano e Urbino. 
Il corso è rivolto ad un massimo di 30 giovani cittadini italiani e stranieri residenti o domiciliati nella regione Emilia Romagna, interessati ad operare nel settore della comunicazione con particolare riferimento all'ambito interculturale e motivati ad acquisire competenze nel settore della comunicazione televisiva, radiofonica e giornalistica.

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Ceka Agron

Sentire tutti i giorni i fatti degli immigrati, è diventata una cosa normale, ma basta ragionare un poco sulle loro storie per sentirci, forse, un po' in colpa e anche per vergognarci! In particolare, spesso, la vita degli immigrati, parte da clandestino! Per raggiungere l'Italia, c'è sempre un mare ondoso e "cattivo" con le navicelle disperate. Si parte per raggiungere l'"America" (che ora è in grosse difficoltà economiche), si parte di notte per paura dei controlli, si parte dalla disperazione, si rischia la vita, anche con figli piccoli, si paga caro (anche per i soldi che si devono sborsare) questo viaggio terribile. Per chi ha fortuna, si arriva a vedere e toccare la terra promessa. Ma la terra promessa, è per poco tempo! Si sfamano, si lavano, si vestono, ospitati nei Centri di Prima Accoglienza e alla fine, si fanno partire indietro. Ma questa volta il viaggio lo paga il paese "ospite". Questa volta si parte in aereo. Tutto più bello e comodo, si vola in alto e dopo poco tempo si è in patria. Nella propria terra, con in mente l'idea e il tormento di ripartire... Questa è la vita di chi cerca un futuro più dignitoso, che spesso finisce presto, in mezzo al mare, nella notte. E come sempre c'è chi guadagna sulla disperazione e chi muore.

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Ceka Agron

Da straniero, con la cittadinanza italiana, cerco di pensare all'italiana... Cerco di immaginarmi cosa possono pensare alcuni cittadini un po' conservatori e ragionare come loro. Credo che questo tipo di Italiano sia stanco degli immigrati. Gli immigrati si fanno notare, vivono a modo loro, fanno ghetto, non si integrano, non studiano l'italiano... e spesso delinquono... O mi sbaglio?! Ci vorranno degli anni o cambiamenti di generazioni perché cambi questo atteggiamento e che si arrivi, forse, ad una convivenza pacifica e un senso di uguaglianza e indifferenza verso la provenienza o il colore di pelle dell'altro. Nel frattempo, questo tipo di italiano", si deve rassegnare dell'atteggiamento ostativo alla convivenza e mettersi in gioco e contribuire alla pacificazione degli atteggiamenti. Si suggerisce anche il film comico "Cose dell'altro mondo" di Francesco Patierno, che per farsi notare bisogna scomparire. Se gli immigrati scompaiono, sicuramente può essere un trauma per l'Italia. A mio avviso, gli stranieri in Italia, sono come i nipoti quando vanno dai nonni. Questi ultimi, dopo qualche giorno sono stanchi e stressati della loro presenza e quindi, vogliono la loro tranquillità. Ma quando i nipoti partono, i nonni cominciano a sentire la loro mancanza e gli viene la voglia e l'amore di averli vicini... 

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Simili parole si possono incontrare in tutte le Costituzioni del mondo. Le società primitive erano fondate sulla schiavitù. Solo infatti dopo secoli e secoli, alcune società hanno riconosciuto che il lavoratore deve avere diritti e doveri e spetta agli organi dello stato far rispettare sia i diritti sia i doveri. Ma come insegna la storia, sono state necessarie numerose rivoluzioni e innumerevoli anni, secoli, per riformare il modo di lavoro, gli orari e le condizioni, sia sanitarie che di dignità e rispetto, nelle quali il lavoratore svolgeva il proprio impiego. 

Le società odierne hanno organi per la tutela del lavoro, del lavoratore. Organi che tutelano gli orari di lavoro, che seguono ben precisi criteri e impongono dei limiti, quali per esempio il numero di ore oltre il quale si entra nello "straordinario" la cui retribuzione è diversa da quella del normale orario di lavoro. Ma non sempre è così, la realtà si presenta infatti con molte altre facce. Orari di lavoro che superano di molto i limiti imposti dalla legge, retribuzioni di molto inferiori ai minimi sindacali, giorni di riposo totalmente assenti. Queste condizioni rovinano la salute del lavoratore, che dovrebbe essere invece tutelata. Ma non avendo altre possibilità di lavoro, nonostante le condizioni siano insopportabili, i lavoratori continuano a lavorare senza alcun tipo di tutela.
L'unica speranza che si poteva avere era quella che col passare del tempo le condizioni sarebbero migliorate, ma l'entrata nell'Unione Europea di nuovi stati ha di nuovo fermato tutto. Nuovi lavoratori in grado di essere regolari, ma che accettano retribuzioni inferiori alla media, orari più lunghi e senza alcuna pausa. 
Nasce quindi spontanea una domanda: Tutti gli sforzi che l'uomo ha fatto nel corso dei secoli per ottenere prima e far rispettare poi i propri diritti di lavoratore, sono stati vani? Tutti i sacrifici che sono stati fatti per lottare contro lo sfruttamento, contro gli orari estenuanti, le condizioni sanitarie disumane, ci hanno portato a questo?

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Albu Raluca

La campanella riprenderà fra poco a suonare per i nostri alunni. Ragazzi italiani e stranieri sono chiamati a scoprire insieme cosa significano l'amicizia, il rispetto reciproco, la responsabilità delle proprie azioni, la lealtà e l'onestà. E' proprio là, sui banchi di scuola, che si modella e si cementa la nostra società multicolore e multiculturale, sotto l'attenta guida degli insegnanti (il 7,5% del totale degli alunni è straniero).
Ecco un identikit dell'alunno straniero quindicenne, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa. La maggior parte degli allievi stranieri è nata all'estero. Nella loro famiglia si parla la propria lingua di origine, ma molti non hanno problemi ad imparare velocemente l'italiano. I loro genitori svolgono attività di media e bassa qualifica professionale e vivono spesso situazioni di disagio economico. Arrivati in Italia intorno all'età di nove anni, dopo la scuola media buona parte di loro sceglie istituti professionali e tecnici. Quasi tutti i ragazzi stranieri frequentano una scuola pubblica. Per prepararsi meglio agli studi, il 13,1% di loro prende ripetizioni di italiano e il 16% di matematica. Rispetto ai compagni italiani dispongono di ambienti di studio meno adatti, soprattutto per quanto riguarda le dotazioni informatiche: solo l'88,6% degli stranieri possiede un computer con cui fare i compiti e il 73,8% possiede un collegamento alla rete internet, a fronte, rispettivamente, del 95,7% e del 88,7% degli alunni italiani. Non hanno librerie molto ricche come i colleghi italiani, più della metà degli studenti stranieri ha accesso a meno di 25 libri e addirittura nel 27% dei casi a meno di 10. Fortunatamente in Italia esistono biblioteche molto fornite che permettono a tutti l'accesso ai libri necessari allo studio. Per quanto riguarda il futuro, molti adolescenti stranieri in Italia vogliono conseguire il diploma di scuola superiore (34,4%), mentre solo il 26,7% di loro progettano di ottenere la laurea specialistica o il dottorato (contro il 41,6% dei ragazzi italiani). 

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Ogni volta che, per lavoro, incontro un immigrato che si trova in Italia, gli chiedo di raccontarmi un po' di sè. Un po' per curiosità mia, un po' per poter scrivere le loro storie. Una di queste storie è quella di una signora che lavora come badante. L'ho incontrata mentre aspettava di fare una visita medica ed era molto agitata.

Mi ha spiegato che aveva fretta di tornare a casa dalla sua assistita, una nonnina anziana, perché doveva preparale da mangiare e attendere l'arrivo del marito dalle terapie e dei figli dal lavoro a cui doveva preparare il pranzo. Finito di lavare i piatti, sarebbero arrivati la figlia e il nipote, che per fortuna avrebbero cucinato per conto loro, lasciando però alla badante i piatti da lavare.
Oltre a preparare il pranzo e la cena, il suo lavoro consisteva nel pulire e sistemare non solo le camere dei due anziani signori ma anche quelle dei figli e l'intera casa. E dato che "la pagavano", il nonnino le faceva sistemare e curare anche l'orto. Poi la sera, dopo averli messi a dormire, si poteva finalmente riposare.
Le ho chiesto allora se non fosse stanca di fare tutto questo per loro e come mai, pur essendo assunta come badante, dovesse occuparsi di tutto il resto, dei compiti della casa e dell'orto che non erano inclusi nel lavoro di badante. Lei altrettanto stupita mi ha risposto che tutte quelle occupazione extra erano il solo modo per garantirsi un contratto di lavoro.
Mi sono sentita bollire dentro dalla rabbia, per le ingiustizie che doveva sopportare la signora. 
Una persona con due lauree in giurisprudenza e in economia, una persona che in Ucraina avrebbe dovuto avere la possibilità di lavorare per vivere. E invece, ha dovuto lasciare la sua famiglia, andare via di casa alla ricerca di un lavoro. 

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Albu Raluca

Cinque milioni di stranieri vivono e lavorano oggi in Italia. Si tratta di persone di varie culture e religioni per la cui integrazione nel tessuto sociale italiano si è fatto molto, ma che continuano ad essere considerati "cittadini di serie B". Per questo motivo inizierà a breve la raccolta di firme per la modifica della legge riguardante il conferimento della cittadinanza italiana e il diritto di voto. Si tratta della campagna "L'Italia sono anch'io" promossa da 18 organizzazioni della società civile tra le quali: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull'immigrazione, Caritas Italiana, Cgil, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fondazione Migrantes, sotto la presidenza del Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. 

Ecco le proposte di legge per quanto riguarda la cittadinanza italiana:
- chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno è Italiano;
- jus soli per minori non nativi e che vanno a scuola: i bambini che, nati in Italia da genitori privi di titolo di soggiorno, o entrati in Italia entro il 10° anno di età, vi abbiano soggiornato legalmente, possono diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni;
- cittadinanza italiana allo straniero che risiede regolarmente in Italia da 5 anni, su proposta del sindaco.

mer 12 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

Davanti ad una situazione ormai incontenibile c'è stata l'iniziativa organizzata dai commercianti del quartiere più nominato negli ultimi giorni: Borgo Marina, appunto. I piatti asiatici e nordafricani preparati dalle due comunità con lo scopo di creare un dialogo tra gli abitanti del quartiere sembrano non aver raggiunto il loro obiettivo. Durante la festa abbiamo intervistato diversi cittadini italiani e bengalesi abitanti del quartiere e l'impressione che emerge è che la situazione sia estremamente difficile. Alcuni hanno dichiarato che il problema non è in chi vive o ha attività nel quartiere, anzi, secondo una signora loro sono gentili e regolari con i pagamenti degli affitti e non creano seccature mentre il problema è quello della moschea, che non è più il luogo adatto per i musulmani. La rabbia di un'altra signora è tale che ha boicottato la festa considerandola uno "schifo", anche per gli spacciatori che rimangono nascosti negli angoli della via. Dall'altra parte gli organizzatori principali della festa l'hanno voluta per difendersi davanti alle accuse pesanti contro i commercianti asiatici. La festa ha visto la partecipazione del primo cittadino, il sindaco Gnassi, che ha voluto lanciare il messaggio che la questione del quartiere è nell'agenda politica della nostra città. Da parte sua Cavuoti (Responsabile del Centro Islamico) ha ripetuto che la moschea non c'entra niente con la malavita del quartiere e l'impegno della comunità sarà quello di trovare uno spazio più adatto e dignitoso alla preghiera dei fedeli.

mer 12 ott 2011 - Notizia di - scritto da Albu Raluca

L'ho sempre chiamato "il quartierino colorato" per via della mescolanza di lingue, colori della pelle, vetrine variopinte. I nuovi abitanti di questo angolo riminese vengono dalle parti più remote del mondo: Bangladesh, Pakistan, Senegal, India, Cina, Tunisia. Spesso discutono davanti ai loro negozietti in attesa di clienti o di merci. Un posto un po' insolito nel paesaggio riminese che però viene tante volte evitato dai passanti italiani perché è "un posto dove si spaccia, dove ci sono molto risse, un posto pericoloso, un covo di musulmani che tramano chi sa quali scenari terribili, un raduno di immigrati clandestini".

Le polemiche non mancano, i comitati pro e contro nemmeno, è un'emergenza!!!

Lo spauracchio del diverso ha colpito in pieno il Borgo dove "sono in troppi" in termini di abitanti e commercianti stranieri. Si dimentica però che la grande maggioranza di proprietari di negozi e case nel Borgo sono italiani che traggono benefici dagli affitti pagati dagli stranieri. Un Borgo che altrimenti sarebbe morto vista la crisi economica che viviamo tutti noi. Al centro dello scandalo poi c'è la cosiddetta moschea... in realtà un posto improprio dove i musulmani esercitano il loro culto visto che le loro richieste per un posto adatto sono rimaste senza risposta. Ma con tutti gli edifici vuoti sul territorio riminese non si potrebbe destinare ai credenti musulmani un posto da dove far alzare le loro preghiere?

mer 12 ott 2011 - Notizia di - scritto da De Rubeis Angela

"Quello dei free press è un popolo di non lettori. Gli editori non investono più un euro nella carta stampata. Gli unici investimenti che si fanno sono nel web". Arrivano come macigni, categoriche le affermazioni di Mauro Sarti, docente di Teoria e tecnica giornalistica all'università di Bologna. L'occasione è stata la prima lezione di "Word Communication: Media e migranti: linguaggio e strumenti" il corso/laboratorio di giornalismo del Ministero dell'Interno, che ha coinvolto l'Associazione Comunità Aperta, Associazione Ilaria Alpi, Radio Icaro, Onda Libera e la Provincia di Rimini dedicato a giornalisti.
Al centro della questione il giornalismo sociale ma anche il modo in cui il giornalismo tout courte la figura giornalistica si sono formate e trasformate negli ultimi 30 anni. Che il mestiere si sia stravolto in pochi decenni non v'è dubbio. L'ingresso nelle redazioni dei computer e delle connessioni internet è stata una delle rivoluzioni più importanti se non nella storia del giornalismo, quasi...
Fuori da ogni teorizzazione, Sarti ci ha tenuto a mostrare una faccia della medaglia che non sempre viene colta, raramente dai giornalisti e per niente dai lettori: il giornale è un prodotto industriale e come tale va trattato. Con la differenza che la responsabilità della formazione più o meno forte dell'opinione dell'oramai nota "casalinga di Voghera" trasforma questo prodotto in qualcosa di particolarmente delicato e dalla forte responsabilità.
Ma torniamo alla macchina industriale. Dati alla mano, il giornale cartaceo resta fanalino di coda negli investimenti. La grande abbuffata (piccola in realtà, perché i soldi son pochi) la fa il web. 

mer 09 nov 2011 - Notizia di - scritto da Ioli Chiara

La multimedialità e l'informazione intesa come collaborazione fra giornalisti italiani e stranieri. Sono questi i poli di maggior attrazione della lezione di Laura Silvia Battaglia per il terzo incontro del progetto Word Communication.
Laura Silvia Battaglia, giornalista free-lance per il quotidiano Avvenire e tutor per il corso di giornalismo all'Università Cattolica di Milano, ha canalizzato l'analisi dell'immigrazione sul linguaggio: quello che web e televisione utilizzano per raccontarla e per descrivere le condizioni in cui versano i paesi d'origine dei migranti.
La concezione di giornalismo che Laura Silvia Battaglia propone, rompe con lo stereotipo che lo vuole un freddo lavoro solitario e fortemente competitivo. Attualmente, e proprio grazie alle nuove piattaforme comunicative (siti internet, blog, social network), è più facile e interessante formare gruppi di lavoro di giornalisti che si organizzino in modo autonomo e creino assieme un punto di ascolto, ricerca e divulgazione delle notizie.
La stampa generalista e la maggior parte dei quotidiani italiani vivono in genere l'immigrazione solo come un'emergenza, evidenziandone principalmente le tragedie, ciò che "fa notizia". La stampa specializzata sulla situazione dei migranti restituisce invece alla persona il suo valore, ponendola al centro delle analisi e considerandone pertanto anche la vita d'ogni giorno, le difficoltà quotidiane.
Di quest'ultimo tipo è l'informazione da italiani che tenta di dare una visione il più possibile completa e attuale dell'immigrazione, in modo da raccontarne temi, problemi e caratteristiche in maniera più diretta. Come ad esempio fa lo street magazine "Terre di mezzo", che sceglie di raccontare dall'interno la vita e i problemi delle grandi aree urbane del nostro Paese.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

 

如果您不会意大利语, 上班时间又与意大利语课的开课时间有冲突, 那么您可以选择免费上网学习意大利语. 您需要的是一点时间, 一台电脑, 还有网络.

"意大利的建筑工地, 用基础意大利语构建国籍"是国家教育电视台, 内政部, 欧盟协作的成果. 成立这个项目(www.cantieriditalia.rai.it)的目的是教育移民意大利语, 推广有关公民的权利和义务方面的知识. 它的内容总共分40集(可以在线观看), 每集分4章.
第一章"欢迎来到意大利!"的内容是能够反映意大利日常生活的诸多故事. 第二章"使用意大利语"是意大利语基础课和语法基础课. 第三章"形象的词典"解释一些常用词的用法. 第四章"在意大利生活"专门解释意大利公民的权利和义务, 各类服务和各领域的机遇. 网站上有40集讲课采用的书籍和其他资料: 600多道练习题, 附有自我测试题, 有关移民服务和其他以移民为主体的项目的链接, 还有一种有助于学习意大利语和公民教育知识的游戏.

 

mer 23 nov 2011 - Notizia di - scritto da Guenci Villa Giorgia

 

The project, organized by Associazione Arcobaleno, is called Integrazione 2011 and is for foreigners students of the first and second class of the secondary school of Rimini.

From November, every Tuesday and Thursday from 17.00 to 19.00 is possible to support these students with learning of the italian language and doing homework.
It will be 2 times a week for a couple of hours and it will be in Casa dell'Intercultura in Via Farini 1, in the historic centre of Rimini (in front of the Police offices).
The Associazione Arcobaleno has contacted the secondary school of the city, but the students can be present at the meetings spontaneously; this will help them with a steady commitment to have positive results. It's no necessary to present documents to partecipate to the group study.
The project is active even in Rimini Sud, but in this case, on Monday and Wednesday, in Sala Martinelli in Via Martinelli 21 in Riccione from 16.00 to 18.00.
The students can be helped from volounteers and project will be monitored by Simona Smanio.

 

mer 23 nov 2011 - Notizia di - scritto da Albu Raluca

After turning 18 and before turning 19, young man and women born in Italy from foreign parents are entitled to apply for Italian citizenship, as long as they have been legal residents without interruptions from birth and until their 18th birthday. After turning 19 it is no longer possible to apply for citizenship on this ground, and every year many foreigners, unaware of this possibility, loose their chance. But who are these young persons? 
In 2012 there will be approximately 15.000 boys and girls entitled to citizenship: sons and daughters of immigrants, but born in Italy, and speaking perfect Italian, and often even local dialects. They don't even consider themselves as immigrants since never "arrived" in Italy, and have lived here their whole lives. They went to Italian schools and feel Italian, even when with a black skin or almond eyes. They are youngsters who will help to build tomorrow's Italy since their future is strictly connected to this land, since unlike their parents they don't have any other home country to miss. Many of them don't even speak their parents' language, don't follow their traditions, have Italian names, and look at the future with the same ambitions as their Italian counterparts. Their are the much talked about second generation immigrants, to whom the Italian government denies the right of citizenship at birth.

mer 23 nov 2011 - Notizia di - scritto da Rossini Stefano

Guardare e raccontare storie di persone. Questa la lezione di Raffaele Masto, giornalista di Radio Popolare - storica emittente libera di Milano - e Simone Amendola, filmaker e documentarista romano. Questo è quello che i due autori cercano di fare e che hanno raccontato a Rimini ai giornalisti di World Communication, con mezzi e tecniche diverse, ma con un'idea chiara: si parla di persone singole. "Storie - come racconta Amendola che nel 2010 ha vinto il premio IADoc Ilaria Alpi col documentario Alysia nel Paese delle Meraviglie, che racconta la vita di una comunità straniera a Roma - che sono belle quando raccontano la normalità e le difficoltà della vita di un ragazzo non considerato come immigrato, ma come una persona con i suoi problemi. Ricordo ancora quando un mio amico, curdo, una sera a casa mia, tra una bevuta e l'altra, mi ha raccontato dei suoi problemi amorosi. E solo di quelli, nonostante le incredibili vicissitudini passate per arrivare in Italia". Eccolo il bandolo della matassa. L'idea che la persona arrivata in Italia abbia come unico problema il fatto di essere un immigrato prima ancora di essere un curdo, un marocchino, un ragazzo impelagato in una storia d'amore o in cerca di lavoro. continua Amendola - perché il racconto secondo me colpisce di più, gioca sulle emozioni e si concentra non sulla notizia, ma sulla storia". Ovvio che le storie bisogna averle, conoscerle e cercarle. Ed è proprio sulla base di questo assunto che Raffaele Masto ha deciso di tenere un contratto di lavoro part time, con Radio Popolare e dedicare il resto del tempo a girare il mondo alla ricerca di storie. "La società sta fuori dalle redazioni. Se si rimane seduti davanti al proprio computer in attesa di un comunicato stampa non si racconterà mai nulla". Anche il mezzo è importante. E la radio, per Masto, è più efficace della tv.

mer 07 dic 2011 - Notizia di - scritto da Arruzzolo Silvia

 

Le biblioteche sono luoghi multiculturali per eccellenza, data la loro dimensione pluralista e il contributo che offrono alla conoscenza delle differenze. In quest'epoca di profonde trasformazioni in senso multiculturale, le biblioteche stanno acquisendo sempre maggior consapevolezza di questa loro dimensione. L'utenza straniera è riconosciuta ormai ovunque come fenomeno rilevante e i cosiddetti servizi interculturali, in primo luogo la dotazione di materiali nelle lingue d'origine dei cittadini immigrati, stanno iniziando a diffondersi.

Tuttavia, in Italia c'è ancora della strada da fare per rispondere adeguatamente alla realtà attuale. Nelle nostre biblioteche i servizi dedicati alla popolazione straniera sono ancora piuttosto scarsi e spesso limitati ai minori, escludendo quella parte così significativa dell'utenza locale che è rappresentata dagli immigrati adulti.

 

mer 07 dic 2011 - Notizia di - scritto da Ceka Agron

 

L'11 novembre 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'accordo sull'integrazione che comprende anche il sistema dei "permessi di soggiorno a punti". Si tratta di un "accordo di integrazione fra lo straniero e lo Stato Italiano". L'accordo entra in vigore 4 mesi dopo la pubblicazione, quindi il 10 marzo 2012. Secondo la Legge, dopo l'entrata in vigore della Legge, il "nuovo" straniero che entra in Italia deve firmare "l'accordo di integrazione" con il quale si impegnerà a raggiungere alcuni obiettivi che permettono la sua permanenza in Italia. Praticamente, lo straniero deve conoscere la lingua italiana (come minimo il livello A2), deve avere conoscenza sufficiente della Costituzione Italiana, deve conoscere le istituzioni pubbliche, soprattutto quello che riguarda il sistema scolastico, i servizi sociali, del lavoro e gli obblighi fiscali. I nuovi immigrati, avranno un bonus di 16 punti e dopo due anni si verificherà se lo straniero ha raggiunto 30 punti. Se, invece, perde i punti, rischia la sua permanenza in Italia! Ovviamente, motivi per perdere i punti, sono anche i delitti e la malavita.

 

mer 07 dic 2011 - Notizia di - scritto da Ceka Agron

"Il 28 novembre 1912 l'Albania si è alzata in piedi! Ismail Qemali, assieme ai suoi compagni, a Valona, ha detto: Basta la schiavitù! Morire o vivere, è nostra l'Albania!". Gli albanesi si sono liberati da Turchi, Greci, Serbi, Bulgari, ecc. proclamando così l'Indipendenza. Il 28 novembre per l'Albania è un giorno di festa nazionale e viene festeggiato anche dagli albanesi in tutto il mondo dove sono emigrati. La festa è molto sentita dagli albanesi i quali festeggiano con gioia, ma, nello stesso tempo rimane l'amarezza della perdita di molti territori. L'Albania di oggi, è circondata da terra albanese ed abitata da albanesi fin dall'antichità: ha perso molte terre a sud con la Grecia, dove ancora oggi gli albanesi Çam, deportati in Albania, chiedono il possesso dei loro terreni e delle loro case dove sono nati. Ad est in Macedonia, è abitata in gran parte da albanesi formando intere città dove si parla la lingua albanese. A nord confina con il Kosovo, la nuova Repubblica ma con 95% di etnia e lingua madre albanese. Per finire a Nord-Ovest con il Montenegro, dove anche lì abitano molti albanesi. 

lun 12 dic 2011 - Notizia di - scritto da Olivares Gloria

Sul posto di lavoro è necessario avere un comportamento corretto per salvaguardare la propria salute oltre che la vita. In Italia la sicurezza è tutelata da diverse leggi: infatti è necessario rendere sicuro il posto di lavoro, è fondamentale la propria attenzione e avere la collaborazione del datore di lavoro che è responsabile per tutti i dipendenti.

L'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli infortuni sul Lavoro), è un ente pubblico che tutela e assicura contro gli infortuni sul lavoro. L'assicurazione, obbligatoria per tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti nelle attività che la legge individua come rischiose, tutela il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa. L'assicurazione esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente ai danni subiti dai propri dipendenti. 

 

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

自今年11月23号开始, 通过临时接待居留证到达意大利的未成年移民可以驻留120天, 比535/1999号法规第9条规定的90天多30天, 其法规已按照2011年9月27号的内阁主席法令第191条得到修改(其法规按照1998年7月25日第286号法令的第33条第2/2bis点给未成年移民委员会规定任务). 只有在特殊情况下, 120天的限制可以经过未成年委员会提议得到延长. 
120天指不同时期段的总和, 而每个时期段是指入境签证法规定为有效的驻留时间.

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

С 23 ноября несовершеннолетние иностранцы, прибывающие в Италию для визита по солидарности, могут остаться в Италии на время до 120 дней, это на 30 дней больше, чем прежние 90 дней, предусмотренные статьёй 9 Положения n.535/1999, теперь поправленное Указом Председателя Совета министров от 27 сентября 2011 года № 191 (Правило относительно обязанностей комитета для несовершеннолетних иностранцев, в соответствии со статьей 33, пунктами 2 и 2-бис Законодательного декрета от 25 июля 1998 года, № 286).Срок 120 дней также может быть продлен по предложению Комитета для  несовершеннолетних иностранцев, но только в случае форс-мажорных обстоятельств.
В общей сложности 120 дней их пребывания, должно быть суммированно несколькими периодами прибывания, относящихся к фактическому проживанию в календарном году, учитывая нормы въездных виз.

mer 07 dic 2011 - Notizia di - scritto da Redazione

 

Dal 23 novembre i minori stranieri che giungono in Italia per soggiorni solidaristici di accoglienza temporanea possono rimanere in Italia 120 giorni, 30 in più rispetto al limite di 90 giorni previsto dall'articolo 9 del regolamento n.535/1999, ora modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2011, n. 191 (Regolamento concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell'articolo 33, commi 2 e 2-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286). Il termine di 120 giorni può essere anche esteso, su proposta del Comitato per i minori stranieri, ma solo in casi di forza maggiore.
Il totale di 120 giorni di permanenza deve derivare dalla somma di più periodi, riferiti alle permanenze effettive nell'anno solare, rispettando la normativa sui visti di ingresso.

 

lun 09 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Young immigrants of second generation have to face the difference between their original cultural and that one of the new country, or the difference between their family way of thinking, deeply linked with the tradition of their country, and the way of life of their peers. How young people, in this difficult age, faced this problems and how Italian society help these youngs? Young Italians know that exist a place for them, where have a support from Rimini's Health Service. The young foreigners know this place, because the service is everybody.
What is "Spazio Giovani"?
It's a service for young in an age between 14-21 years old, where can have information and consulence about psycological and relational themes (gynecological problems, contraception, pregnant), and receive an education about health and sex. 
Who is working there?
Qualified persons: social assistent, psychologist, midwife, gynecologist, health assistant, sociologist and dietist who can talk with you with trust and serenity.
Who is this service for?

mer 25 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Silvia

È stato presentato martedì a Roma il Portale integrazione migranti www.integrazionemigranti.gov.it. Scopo del sito è fornire ai migranti, ma anche agli operatori del settore, tutte le informazioni necessarie su apprendimento della lingua italiana e accesso al lavoro, mediazione interculturale e integrazione. Il portale permette persino di seguire online i corsi di italiano per ottenere il permesso di soggiorno. Il progetto, cofinanziato dal Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di Paesi terzi, è sorto sotto il coordinamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con il Ministero dell'Interno, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e quello della Cooperazione internazionale e integrazione. A supportare l'iniziativa, inoltre, ci sono le agenzie Isfol e Italia Lavoro. Il sito purtroppo è poco accessibile per le persone straniere. Sono presenti alcune parti multilingue ma il portale è interamente in italiano. Ma pare che, dal mese di febbraio, il sito si avvarrà anche del contact center di Linea Amica che risponderà in italiano, inglese, francese e spagnolo. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Bizzocchi Laura

Non tutti sanno che da alcuni anni nella provincia di Rimini sono attivi corsi di danza africana e di percussioni! Da ottobre infatti sia al centro Totem di Viserba che all'Aulos di Rimini sono iniziati i corsi per principianti e non. Con l'espressione danza africana si fa riferimento ad un insieme molto eterogeneo e vasto di fenomeni coreutici ed espressivi il cui trade d'union è la musica. Queste danze costituiscono spesso nelle società di tipo tradizionale un sistema di simboli condiviso dai membri della comunità che permette loro di comunicare ed elaborare culturalmente i principali eventi della vita individuale e sociale. Le nascite, i matrimoni, i funerali sono spesso celebrati attraverso di essa. La danza africana ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, è un modo per esprimere con ritmo e gesti ogni ricorrenza; le tribù africane hanno un ritmo, un movimento, un gesto diverso per ogni ricorrenza: uno per richiamare la pioggia, uno per festeggiare un matrimonio, uno per accompagnare il defunto nel suo viaggio. La danza africana si diffonde in Europa negli anni settanta grazie ad artisti africani che si differenziano per appartenenza culturale e per la personale ricerca artistica. 

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