ARTICOLI CHE PARLANO DI VINCENZO_GIORGETTI

mer 10 feb 2010 - Notizia di cultura - scritto da Costantini Claudio

Sono più di quanto uno può pensare le persone che cercano la poesia, per sentire il suono delle parole, ritrovarsi nella sua atmosfera, nei suoi colori. Le poesie che rispondono e appagano le tue domande e danno forma e immagine ai ricordi sono difficili da trovare, sono sparse qua e là nei libri, bisogna saperle riconoscere. Vincenzo Giorgetti in “Impronte” - la sua nuova raccolta di versi edita dalla Theut - ci apre una porta per entrare nella sua anima, ma ancor più, come accade quando si leggono componimenti poetici, in noi stessi. Quei versi, sparsi in una trentina di poesie alle volte abbandonano l’autore e allora sei tu che percorri il viale “accanto agli enormi pini riempiti di freddo” la notte di San Silvestro o che vedi i silenzi “dipingere i sussurri, le emozioni del cuore”. Vincenzo cammina sulla spiaggia, lungo le strade portandosi dietro la sua vita e mischiandola con le cose, le persone, i ricordi, l’amore. Poi si ferma e scrive i versi delle sue poesie. Il libro inizia con un racconto per immagini, quelle della giovinezza, della speranza del futuro, della solitudine, dei luoghi nei quali si svolge tutta un’esistenza. Poi la prosa si trasforma in versi e trovi in entrambi la stessa persona Fabio Boni ovvero Vincenzo e la città o meglio un suo quartiere. Da qui si può sentire la brezza marina e lungo un viale costeggiato da pini arrivare al mare, alla spiaggia e d’inverno sentire con la nebbia la solitudine. Si possono anche risentire le voci dei bambini che nel campo del quartiere giocavano, le madri e le nonne che li richiamavano a casa e le tante persone che ora non ci sono più se non nei versi e nella prosa di Vincenzo.

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