ARTICOLI CHE PARLANO DI VALMARECCHIA
Sì, sì, arrivano. No, no, è tutto bloccato. Zitto tu che non sai le cose. Ma no, la legge parla chiaro.
Insomma, si farà o no il passaggio in Emilia Romagna dei comuni dell’Alta Valmarecchia? Intanto si avvicinano le elezioni, si surriscaldano gli animi e aumentano le esigenze di farsi notare. A parte questo, nulla per il momento si muove, o perlomeno non fino alla prima metà di marzo, giorni in cui a Roma risulta in calendario la discussione sulla proposta di legge alla Camera.
Santarcangelo vede con grande favore l’annessione dei 7 Comuni, in quanto è, storicamente, riferimento principale della Valmarecchia. Un ruolo antico, fatto di scambi commerciali in epoche con prevalente economia agricola, cioè fino al primo dopoguerra. Non a caso, la ferrovia progettata, e parzialmente costruita a cavallo fra l’ottocento e il novecento, che partiva da Santarcangelo, attraversava la Valmarecchia per arrivare fino a Urbino.
La “secessione” della Valmarecchia il 30 marzo approda in Parlamento, con la discussione della proposta di legge firmata da Sergio Pizzolante (FI-Pdl) e Gianluca Pini (Lega Nord).
A Novafeltria nei giorni scorsi il Vicepresidente della Commissione Affari costituzionali, On. Roberto Zaccaria (Pd) ha spiegato che “è stato il Governo di centro sinistra a volere questa possibilità e la riforma del Titolo V della Costituzione. Coerentemente, siamo favorevoli al passaggio del sette comuni dell’Alta Valmarecchia. Sostegno anche da parte dei parlamentari del Pd Elisa Marchioni e Massimo Vannucci. Quest’ultimo ha chiarito la propria posizione personale: al referendum si era espresso infatti per il ‘no’; ma davanti ad un “sì” all’84% ha annunciato che non potrà esprimere un voto contrario.
Scalpitano i comuni oltre Verucchio, i paesi arroccati lungo la vallata del Marecchia, mordono il freno attendendo l’ultimo voto per diventare riminesi, per cambiare provincia e regione. Riavvicinarsi al mare di casa, al dialetto di sempre. San Leo, Pennabilli, Casteldelci, Novafeltria, Talamello, Maiolo, Sant’Agata Feltria si sentono romagnoli. Almeno in gran parte. Qui da Rimini, li si guarda invece un po’ come i luoghi delle gite fuori porta e l’unificazione, l’ingrandirsi della provincia, non sembra scaldare gli animi, accendere gli entusiasmi. Eppure a portarsi in casa la Valmarecchia c’è da guadagnarci in termini di turismo, di meraviglie naturalistiche, paesaggio, bellezze architettoniche, storia, rocche, castelli... Per non parlare dei giacimenti gastronomici di grande livello. Con l’ingresso di Sant’Agata Feltria la provincia di Rimini, contando Mondaino, potrebbe ambire a uno status nel prestigioso mondo del tartufo. Portandoci in casa Talamello si avrebbe una delle storiche capitali del formaggio di Fossa. Le formaggette miste di pecora e mucca che ancora si trovano tra San Leo e Casteldelci sono l’archeologia di una tradizione casearia tutta romagnola ormai quasi estinta... Basta il voto del Senato e... zac! Un patrimonio gastronomico da valorizzare. Anzi, già valorizzato in alcuni suoi aspetti, primo tra tutti la carne bovina, la bistecca, la mitica fiorentina che in Valmarecchia è di casa, eccome.
Risaliamo il corso del fiume Marecchia di buon mattino. Seguiamo la via Marecchiese ben oltre il confine regionale (ancora per poco, i sette comuni marchigiani dovrebbero unirsi presto ai riminese, salvo sorprese sempre in agguato), poi cominciamo a inerpicarci in una delle tante stradine che dal fiume salgono sui costoni di collina. Ci aspettano delle reliquie della civiltà contadina: le formaggelle miste di latte di pecora e mucca, il cacio della memoria, delle scampagnate infantili tra San Leo, Maioletto e Casteldelci. C'è una freschezza dimenticata in questi piccoli e odorosi formaggi bianchi, prodotti nella cucina di casa, ad uso personale, quasi in gran segreto. Segreto? Eh, sì, perché la Valmarecchia è rimasto il luogo dei pastori misti, un po' pecore, un po' mucche, a volte qualche capra. La tradizione del passato, di prima che la gente abbandonasse le campagne per aprire un bar al mare o lavorare nelle pensioni per bagnanti. Quando negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, dall'entroterra si sono riversati tutti sulla costa richiamati dal turismo, là nel retrobottega contadino della Romagna sono arrivati, per fortuna, i pastori sardi con le loro greggi.
Una signora presenta una ricetta in una farmacia di Rimini. La dottoressa dietro il banco gliela deve restituire con queste parole: “Mi dispiace davvero, ma lei è di San Leo e questa prescrizione è valida solo nei territori delle Ausl marchigiane”. E la signora risponde: “Ah già, è vero. Ma ancora per poco!”.
Una scena veramente accaduta, ma che dunque non vedremo più.
Per la gente comune la soluzione di problemi di questo tipo sarà certamente il risultato più tangibile della storica vittoria: il ritorno del Montefeltro in Romagna e dunque nella provincia di Rimini. Là dove lo collocava Dante e dove è sempre rimasto per il senso comune. Per via della storia, della geografia, del dialetto e perfino della piada e delle tagliatelle.
L'ingresso dei sette comuni dell'alta vallata del Marecchia in Emilia Romagna trasforma la provincia di Rimini in uno dei giacimenti culturali e gastronomici più interessanti di quest'angolo d'Italia centrale, terra di confine, Appennino marchignolo, per rubare la definizione allo scrittore Fabio Tombari. Torno su argomenti di cui ho già parlato su queste pagine perché non vorrei che fosse sottovalutata la portata dell'allargamento e, al tempo stesso, la fragilità di un territorio ancora in gran parte rurale, con ritmi infinitamente più lenti della riviera. Scrivo questo pensando non ai castelli, alle sagre, agli eventi, alle attività economiche e alle industrie presenti sul territorio, ma guardando ai campi, agli agricoltori, agli allevatori, agli artigiani del gusto, alle meraviglie gastronomiche che grazie ad una battaglia fatta da altri, dagli abitanti della vallata, abbiamo acquisito in un colpo solo.
La Festa del Miele di Torriana compie vent’anni. Tante sono le edizioni per la due giorni più dolce che ci sia, quest’anno fissata per sabato 5 e domenica 6 settembre. Si comincia sabato sera con “a cena con la Pro Loco di Torriana”, a base di cucina romagnola, piatti tipici e assaggi di miele. Dalle 19.30 musica rock, pop e blues con la Banda Larga, e dalle 21 fino a tarda notte acustic live dei No Tollers. Domenica fin dal mattino per le vie del borgo il mercatino del miele con prodotti dell’alveare, produzioni tipiche locali e artigianato. Nel portale di ingresso si svolgerà un laboratorio ludico a tema ambientale a cura dell’Osservatorio Naturalistico Valmarecchia, un’esposizione di funghi dell’Associazione Micologica Santarcangiolese, la mostra di tessitura artigianale e ricamo del laboratorio di Torriana "Filo di Penelope ... filo del mondo". Sempre al mattino, dal portale partono "Passeggiate ecologiche guidate lungo i sentieri dell'Oasi di Montebello" a cura dell'Osservatorio Naturalistico Valmarecchia (prenotazioni tel. 340 0576207).
Il 15 giugno, prima ancora dell’approvazione della legge, la regione Marche aveva annunciato di voler ricorre alla Corte Costituzionale. Poi pareva aver rinunciato. Ora invece torna sui suoi passi: Ancona ritiene incostituzionale il passaggio dei sette comuni della Valmarecchia alla provincia di Rimini e quindi alla regione Emilia-Romagna e ha incaricato un legale di predisporre un ricorso alla suprema Corte.
Veementi le reazioni a Rimini. Il presidente della provincia Stefano Vitali si dice “indignato” per un atto che va “contro ogni principio di buona amministrazione”; un’iniziativa, dunque, “inopportuna, intempestiva, inefficace, persino insolente”. Per l’On. Sergio Pizzolante (Pdl) quella delle Marche è “becera propaganda politica”. L’On. Gianluca Pini (Lega Nord) giudica il ricorso “una barzelletta” e dubita che sarà davvero presentato.
Buona annata, finalmente!, per il tartufo bianco pregiato: i preziosi e profumati funghi ipogei sono ben presenti tra boschi e calanchi e la crisi economica ha un po' contribuito ad abbassare i prezzi. Quest'anno si possono trovare delle inebrianti pepite, magari non troppo grosse, anche attorno ai 1000 euro al chilo, la metà della scorsa stagione. E sulla tavola si può ricreare la magia della grande cucina fatta di poche cose, ma indimenticabili. Ho mangiato un solo tuber magnatum in quest'autunno 2009, vicino a Ferrara a Runco, da amici, nell'agriturismo Le Occare, luogo di grande charme: due uova al tegamino, un tartufo che effondeva effluvi di meraviglia e una bottiglia di Barbaresco della Cantina dei Produttori di Barbaresco, annata 1999. Ecco, questo credo sia mangiare da re. Se non vi piace l'uovo, sono perfette le tagliatelle, se non amate il Barbaresco, puntate sul Brunello o sul Sagrantino di Montefalco. I migliori tartufi, i bianchi dall'afrore inconfondibile, in provincia di Rimini non mancano proprio, specie ora che sono entrati i sette comuni dell'alta valle del Marecchia, portando in dote Sant'Agata Feltria, una delle "Città del Tartufo" italiane con la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato che in ottobre ha visto chiudersi la venticinquesima edizione.
“Con foglio di via. Storie di internamento in Alta Valmarecchia 1940-1944” è un volume scritto da Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni che rivela una pagina pressoché sconosciuta di storia locale. O meglio, getta nuova luce sulla parola generica “sfollamento”, sull’internamento di ebrei, italiani e stranieri nei Comuni di Pennabili, San Leo e San’Agata Feltria in Alta Valmarecchia tra il 1940 e il 1944. Tramite un’accurata ricerca tra i documenti d’archivio, sia nazionali che locali, e grazie alle testimonianze dirette dei protagonisti, gli autori hanno ricostruito la vita degli internati dentro il tessuto sociale delle comunità dell’Alta Valmarecchia, evidenziando una misura di polizia non ancora profondamente studiata e per lungo tempo ignorata, confusa, appunto, con il termine sfollamento. Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni hanno ricostruito la tragica realtà della deportazione attraverso la ricostruzione delle storie famigliari e visitando il luogo e il tempo hanno incontrato altre rilevanti presenze portate dalla guerra: politici avversi al Regime, stranieri appartenenti a nazioni “nemiche”, italiani sfollati, prigionieri slavi, confinanti albanesi, partigiani.
Sulla Valmarecchia l’intesa fra le regioni c’è: l’8 febbraio Emilia-Romagna e Marche hanno sottoscritto un accordo in tema di territorio, ambiente, sviluppo, lavoro, viabilità, trasporto pubblico locale, in modo da non creare fratture nel passaggio della valle alla provincia di Rimini. Restano da regolare, a livello nazionale, la sanità ed il rapporto col Governo, in particolare per quanto riguarda le risorse perequative e la revisione delle norme del patto di stabilità in favore della provincia riminese, che si trova ad amministrare sette Comuni in più senza avere per ora ricevuto un corrispondente aumento di contributi statali. Inoltre si continua a chiedere un contributo finanziario straordinario per i territori della Valmarecchia.
Comunità Montana Alta Valmarecchia. Siamo in pieno fermento, le cose non stanno andando tutte lisce, ma i tempi stanno stringendo: la Regione Emilia Romagna ha reso pubbliche delle date entro cui approvare lo statuto, se non c’è accordo potrebbe anche essere lo stesso Vasco Errani a porvi rimedio. Per un decreto del Presidente della Regione datato 21 dicembre 2009, i sette nuovi comuni che hanno recentemente fatto il loro ingresso in regione, erano tenuti ad approvare entro il 15 febbraio lo statuto. Sei Comuni hanno votato a favore della stessa stesura (Maiolo, San Leo e Talamello addirittura all’unanimità) mentre Casteldelci ha approvato uno statuto diverso.
La frana che ha interessato nei giorni scorsi la strada provinciale 6, che collega il paese di Maiolo alla via Marecchiese, ha letteralmente spazzato via un pezzo di strada. Si tratta dell’unica via che possono percorrere i mezzi pesanti per raggiungere Maiolo dalla bassa valle, passando da Ponte Baffoni. L’unica alternativa per i camion è passare da San Leo, fino a Madonna di Pugliano a da lì a Maiolo. Per fortuna per quanto riguarda le automobili ci sono altre due strade: una provinciale, che però è praticamente a corsia unica, e una strada provinciale che collega Maiolo al centro di Novafeltria tramite il ponte sul fiume che però ha portata e larghezza limitate.
Per fortuna la frana ha interessato un tratto privo di abitazioni, quindi non ci sono state evacuazioni; il suo fronte è molto lungo e qui sta il problema del ripristino della viabilità. I monitoraggi sono stati assidui nei giorni scorsi e la zona è stata tempestivamente controllata dai funzionari di Bologna, dai tecnici della Provincia, così come i sopralluoghi della Protezione Civile, soprattutto per verificare che la situazione non peggiori.
L'Unione dei Comuni Valle del Marecchia organizza un pullman per la "Marcia per la Pace Perugia - Assisi" di domenica 16 maggio. La marcia, 24 chilometri in circa sei ore, giunta quest'anno alla sua diciannovesima edizione, cresce costantemente in partecipanti e importanza, con molte anche dall'estero. La prima marcia è del 1961; in quell'occasione venne esibita per la prima volta la bandiera per la pace, con i colori dell'arcobaleno. E' possibile iscriversi, entro il 7 maggio, presso gli uffici Urp di Santarcangelo, Verucchio, Poggio Berni e Torriana. Il costo è di 5 euro per i minorenni e 10 euro per gli adulti.
E' stato istituito un punto informativo, presso la sede della Comunità Montana, per agevolare il passaggio di Provincia e di Regione. I fruitori di questo speciale servizio sono i cittadini dell'Alta Valmarecchia, alle prese con una serie di cambiamenti amministrativi. Gli addetti del Punto Informativo si possono avvalere, di volta in volta, di un team di tecnici ed esperti, presso entrambe le Regioni e le Province, per dipanare il più tempestivamente possibile ogni possibile quesito dei cittadini. Sono state incaricate a questo servizio due persone, gli istruttori amministrativi Loretta Silvestri e Nadia Benzi. Aperto il 20 aprile, fra i primi contatti quelli riguardanti dubbi sulle riscossioni delle tasse: pago? Non pago? A chi pago?. Chiamano gli stessi impiegati dei sette comuni della Valle per avere informazioni sui nuovi referenti per tante pratiche da sbrigare.
L'assessore provinciale alle politiche per l'Alta Valmarecchia Stefania Sabba, in una dichiarazione dell'11 giugno scorso, evidenzia la necessità di una rapida conclusione del processo di annessione dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia alla provincia di Rimini.
Nell'urgente e nota questione del mancato trasferimento dell'ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria il problema maggiore da arginare è quello di una ricaduta delle difficoltà e degli intoppi burocratici sulla popolazione che deve materialmente usufruire della struttura.
Risulta ancora poco chiaro il ruolo svolto dal governo rispetto ai finanziamenti previsti per la complessa operazione del distacco dei sette comuni, sollecitati dalla regione Emilia-Romagna già nel febbraio scorso e a marzo considerati ancora insufficienti secondo le dichiarazioni del presidente della provincia di Rimini Stefano Vitali.
A quasi un anno dall'ingresso dei sette Comuni dell'Alta Valmarecchia nella provincia di Rimini è possibile tentare un primo bilancio di questo storico passaggio. Va detto che siamo in presenza di un evento praticamente unico. In tutta la storia della Repubblica italiana non si conosce un'altra situazione in cui una parte così vasta di territorio non solo sia passata da una Provincia all'altra, ma abbia cambiato Regione. E' bene tenerlo presente anche per comprendere le difficoltà e certe "lentezze burocratiche" che certamente ci sono state e ci sono ancora. La gran parte del lavoro è stata fatta, tuttavia non si può dimenticare che la Legge 117 dell'agosto 2009, che ha sancito il ricongiungimento della Valmarecchia, sia un testo incompleto. Nel senso che non prevede l'iter con il quale effettuare tutti i percorsi amministrativi che occorrono per dare piena attuazione al passaggio dei comuni. Soprattutto non prevede nessun finanziamento affinché l'attuazione della Legge avvenga senza creare alcun disagio per la popolazione residente.
I sette comuni della Valmarecchia passati nella provincia di Rimini hanno, anzi non hanno ricevuto i nuovi cap. E cioè, i numeri sono sì giunti da Roma, ma senza alcun che fossero accompagnati da alcun documento scritto e ufficiale che si degnasse di informare da quando saranno attivi.
E così c'è anche il comune che ha già rifatto la carta intestata "ma solo perché erano finite le buste, così, per non fare le cose due volte."
Un piccolo mistero nella valle? O piuttosto il mistero è, tanto per cambiare, cosa succeda nelle segrete stanze degli uffici capitolini?
Dal 29 luglio al 7 agosto debutterà a Novafeltria il Valmarecchia Festival. Tra passato e futuro è il tema di questa prima edizione, ideata e organizzata da La Città Invisibile in collaborazione con il Comune di Novafeltria, il Napoli Teatro Festival Italia e il Consulado General de España de Milan - Cooperación Cultural Exterior. Per 8 giorni, spettacoli di teatro, musica, cabaret, mostre, laboratori per i giovani animeranno le serate dei paesi della Valmarecchia. Il progetto è nato dalle suggestioni di un luogo, Novafeltria, da sempre cuore degli scambi commerciali della Valmarecchia, che hanno influenzato la struttura stessa della città: una grande piazza di memorie collettive che, con il Festival, torna a popolare gli spazi di scambio, lasciando raccontare le persone e i loro ricordi; un nuovo mercato che ha l'obiettivo di far circolare idee, incontrare persone, valorizzare il territorio.
Per tutte le informazioni: www.valmarecchiafestival.it
Si fa presto a dire: Valmarecchia, ma a cosa si pensa? A un territorio, da un anno entrato a far parte della nostra provincia, geologicamente antichissimo, ma proiettato nella modernità. A un crocevia di storia, dai borghi sorti su insediamenti villanoviani, ai monumenti romani riadattati nel Medioevo ai castelli Rinascimentali. A una terra di pellegrinaggi religiosi, di presenze sovrannaturali e di poeti. Comunque, a una terra che oggi "comincia" dal mar Adriatico e finisce all'Alpe della Luna, con le sue specificità e le sue problematiche, complessa, ricca e stratificata, che forse possiamo cogliere solo "in movimento". Ed è questa la chiave di lettura adottata da un'interessante pubblicazione appena uscita da Edizioni Lithos: "Valmarecchia: terra di mo(vi)menti speciali - flussi di storia, alimentazione, natura e fede", curata da Massimo Fucci. Al volume, edito nel primo anniversario del passaggio dei sette comuni della Valmarecchia dalle Marche alla Romagna, ideato da Handydandy, hanno collaborato per i testi Chiara Lazzaretti, Luisa Bartolotti per gli aspetti alimentari e Diego Galizzi per quelli storici.
Sabato 31 luglio al Teatro Mariani di Sant'Agata, prima festa di compleanno per la Val Marecchia targata RN: per l'occasione è stato indetto il convegno "Riforme e autonomie", organizzato dal Comune di Sant'Agata e dal comitato Unavalmarecchia. Il Comitato ha inoltre deciso di promuovere ogni anno, per almeno 7 anni e sempre in un comune diverso, la Festa della Valmarecchia Unita, con il titolo simbolico "Piazza 29 luglio 2009". "Riforme e autonomie" ha visto una nutrita partecipazione: in prima linea i Sindaci dei sette Comuni passati alla provincia di Rimini (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello) e personalità della politica, della cultura e dell'economia del nostro territorio. Nel corso dell'incontro sono state ripercorse le tappe della lunga storia che dal Risorgimento ha portato al ritorno dell'Alta Valmarecchia in Romagna, documentando come dal 1816 questa esigenza si sia sempre manifestata a livello popolare, ed è stato fatto il punto sul cammino ancora da compiere. A conclusione dei lavori, è stata concessa la cittadinanza onoraria di Sant'Agata Feltria a Francesco Frattolin, architetto veneto fondatore dell'Unione Comuni Italiani per Cambiare Regione, che con il suo ricorso ha consentito l'effettuazione del Referendum.
Castagne e tartufo: a ottobre nella valle del Marecchia i protagonisti sono i frutti dell'autunno. Ma non mancano mostre ed escursioni guidate.
Domenica nel centro storico di Talamello va in scena la Fiera delle Castagne. Una festa per gustare sapori unici, un vero e proprio prodotto tipico della Valmarecchia e dell'Appennino. Il tutto innaffiato naturalmente con la Cagnina nuova. Pensata per le famiglie e per i bambini, la festa riempirà Talamello di numerosi spettacoli ed esibizioni musicali. Le vie dell'antico paese accoglieranno i prodotti e il mercatino dell'artigianato. Nelle trattorie e negli stand gastronomici in funzione durante tutta la giornata sarà possibile gustare tutte le specialità della zona. A partire ovviamente dalle castagne di Talamello cucinate nei vari modi, delle caldarroste ai dolci e le confetture. Per tutto il giorno poi si svolgerà la vendita delle castagne di Talamello da parte dei produttori del Consorzio di tutela e valorizzazione della Valmarecchia.
"Costo zero": secondo i promotori, così doveva essere per il passaggio dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia dalla provincia di Pesaro a quella di Rimini. Appurato invece che i costi ci sono eccome, sono scintille e contenziosi fra governo, regioni, province e vari enti interessati, nella giostra di delicati accordi amministrativi. In palio risorse, trasferimenti di beni, rate di mutui da pagare. Dove poi non parla la carta bollata, ci pensa la politica ad alzare la voce.
Il 12 ottobre il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali ricorda che "L'onorevole Pini aveva annunciato che il Governo avrebbe messo a disposizione entro settembre un fondo di due milioni per l'alta Valmarecchia. Non sono più pervenute notizie in merito e, diciamo così, siamo in attesa. Per ora ci si deve 'accontentare' di una ipotesi molto concreta di 600 mila euro all'anno in meno", riferendosi alle rate dei mutui contratti da Pesaro che si scaricheranno su Rimini.
La risposta del forlivese Gianluca Pini (Lega Nord Romagna) non si è fatta attendere: "Mi risulta che circa la metà dell'importo sia in arrivo a giorni con impegni di spesa mirati sui Comuni".
È stagione di due prodotti che sono un gran vanto e una gran meraviglio della provincia di Rimini allargata ai sette comuni dell'alta Valmarecchia: il Tuber magnatum più noto come tartufo bianco pregiato e il formaggio stagionato nelle fosse. Del primo nomea, meraviglia e prezzo sono noti nel mondo, mentre meno risaputo è che il territorio riminese ne è pieno, del migliore, del più profumato. Lo testimoniano due fiere importanti, seppur di portata diversa, quella grandiosa e popolare di Sant'Agata Feltria, giunta ormai alla sedicesima edizione appena conclusasi e quella più giovane, semplice e paesana di Mondaino dal titolo "Fossa, tartufo e Cerere" che si svolgerà nelle domeniche del 21 e del 28 novembre, con numerosi eventi infrasettimanali. Ad accomunare le due manifestazioni non c'è solo la possibilità di acquistare ottimi tartufi bianchi delle colline riminese, ma un simpatico filo rosso che fa sì che la Fiera nazionale del tartufo pregiato di Sant'Agata sia, tra le Marche e la Romagna, la prima tra le iniziative dedicate al prezioso fungo tuberaceo, mentre quella di Mondaino è l'ultima (cosa da non sottovalutare perché i tartufi migliori sono quelli nel cuore della stagione che più o meno si protrae fino a Natale). Quindi, detto con un po' d'orgoglio di campanile, la provincia di Rimini apre e chiude le danze intorno al tartufo.
"A seguito dell'entrata dei comuni dell'Alta Valmarecchia nel territorio emiliano-romagnolo, la Regione sta promuovendo un'attività volta a mettere in luce i fabbisogni della vallata e a condividere proposte per migliorare la qualità della vita della popolazione... In base alla Sua conoscenza della realtà dell'Alta Valmarecchia, Le chiediamo di compilare il presente questionario in ogni sua parte".
Queste righe sono destinate ad alcune centinaia di volontari, i quali hanno collaborato perché ci sia una maggiore sinergia tra le istituzione e la popolazione, per meglio organizzare gli indispensabili interventi sul territorio. La Regione Emilia Romagna, assieme a Ervet (acronimo di Emilia Romagna Valorizzazione Economica del Territorio), si è attivata per conoscere gli abitanti dell'Alta Valmarecchia, mediante un questionario. Ne sono stati consegnati circa un migliaio ai 7 comuni entrati a far parte della regione nel 2009. Sono stati distribuiti presso le biblioteche, i musei, i comuni e le scuole; non sono obbligatori; chi si sentiva di compilarli è però stato pregato di farlo con chiarezza ed entro i termini stabiliti, ovvero entro il 4 novembre.
Remus è una rete museale. Il nome richiama i remi, dunque l'acqua e, perché no, quella di un fiume. E' infatti il fiume Marecchia il legante della rete, comprendente quattro comuni: Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana e Verucchio. Dove, guarda caso, gli assessori alla cultura sono altrettante donne.
Dopo mesi di lavoro coordinato e un battesimo (con acqua di fiume, in una chiesa sconsacrata) tenutosi il 7 novembre, è partito un progetto ambizioso che dà molteplici vantaggi. Come la possibilità poter visitare cinque siti museali con un solo biglietto senza limiti di tempo, senza scapicollarsi per doverli utilizzare in giornata. Il prossimo step è quello di dialogare e coordinarsi con l'Alta Valmarecchia, dove esiste una rete museale consolidata.
I musei di Remus al momento sono quattro: uno è il costituendo: museo della tessitura che Torriana sta approntando con l'esposizione di pezzi eseguiti al telaio, rinvenuti durante gli scavi nelle zone circostanti. Nel frattempo, sono attivi i laboratori per riprendere le vecchie lavorazioni, nel tentativo di non disperdere un sapere molto antico.
Una rete per i teatri della Valmarecchia. I comuni di Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Verucchio hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per lavorare in sinergia, operazione adesso possibile grazie all'ingresso del Montefeltro in Romagna. Ma a cosa serve una rete di teatri? Serve a coordinare le attività; essenzialmente a non accavallare le date degli spettacoli. Insomma, meglio amici che nemici, le guerre intestine in ambiti culturali danneggiano e basta, servono solo a disperdere il pubblico.
Ciascuno dei Teatri manterrà una sua identità culturale che lo caratterizzerà per le scelte. Perché la chiamano rete e non circuito? Una rete differenzia la programmazione di ciascun teatro secondo la sua specifica vocazione, mentre un circuito ha una programmazione unica ripetuta a tappe, quindi lo stesso artista lo si troverebbe a date più o meno ravvicinate. Quindi un circuito è adatto a teatri molto lontani fra loro, mentre per una vallata l'ottimale è appunto la rete, ovvero la collaborazione.
La programmazione della rete dei Teatri della Valmarecchia comincia a dire la sua in fatto di intrattenimenti. Il Teatro Sociale di Novafeltria sabato 19 febbraio offre la scena a Dario Vergassola, con il suo spettacolo itinerante "Sparla con me". Il titolo prende lo punto dalle sue serate televisive al fianco di Serena Dandini nella trasmissione di Raitre "Parla con me", dai suoi interventi esilaranti nei confronti degli ospiti, ma anche dalla sua attitudine al confronto semiserio fra sé stesso e il mondo che lo circonda. Vergassola ama definirlo "un confronto con l'impossibile", che non si sa mai se è da leggersi come inarrivabile oppure inutilmente presente. Le gag sul palco prendono di mira le ragazze calendario, i vip, i calciatori e i tronisti, contrapposti a ricordi più intimi, come gli amici del bar, i familiari, la suocera impenitente. Uno spazio Vergassola lo dedica ai suoi ricordi dell'unico bancomat di La Spezia, con la movìda che questo causava negli immediati paraggi. Il viaggio a ritroso arriva perfino al tenero ventiseiesimo anno, con un Dario vestito da Zorro o ancora indietro nel tempo dove si proclama aspirante Robin Hood: tutto naturalmente attraversato dalle ombre odierne, fatte di silicone, vacuità e sorrisi a 32 denti (finti).
E' stata recentemente approvata (6 dicembre) la delibera della Regione Emilia Romagna che precisa meglio, dopo una fase un po' incerta, le norme da rispettare per autorizzare e installare impianti fotovoltaici la cui realizzazione, insieme a quella di altri impianti alimentati da fonti rinnovabili come vento, biomasse, acqua è fondamentale per ridurre la dipendenza da tutte le tipologie di fonti energetiche destinate ad esaurirsi. E' l'Unione Europea che indica questa prospettiva, quando invita gli Stati membri ad incrementare del 20% la costruzione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, e a ridurre del 20% i consumi energetici (in particolare quelli che generano gas serra). Il fotovoltaico è un valido ausilio per produrre energia pulita: tuttavia il dibattito oggi verte su dove debbano essere posti gli impianti, e la delibera della Regione prende in esame proprio questo aspetto, che già a settembre un Decreto legge sul tema, in attuazione della Legge nazionale 387/2003, ha definito in modo più preciso. Un tema assai sensibile per aree di particolare interesse paesaggistico e ambientale, come le colline della Valmarecchia e della Valconca. Negli ultimi anni, infatti, gli impianti hanno avuto una notevole diffusione in varie aree del Paese, anche in funzione degli incentivi statali di cui il fotovoltaico beneficia, ponendo il problema dell'equilibrio tra gli impianti fotovoltaici e la tutela del valore e della bellezza del territorio, inteso nel significato più generale.
Spesso accade che il lupo dei nostri boschi in realtà è un cane inselvatichito. Il problema del randagismo viene affrontato periodicamente dalle istituzioni, che si appellano alla nostra etica per prevenire l'abbandono, specie dei cani. Questi di solito riescono a vivere poco tempo in fase di forzata libertà, a causa di incidenti o avvelenamenti. Ma quando ce la fanno, subiscono un processo involutivo mettendo al mondo nelle generazioni successive, non più cani addomesticati ma "canidi": cani selvatici. Non sono lupi e non saranno mai lupi. Ma sono entrambi predatori e appartenenti alla stessa specie, quella dei Canis Lupus. Esiste un problema di convivenza fra loro, dato dalla presenza incontrollata del cane in natura. Il lupo è il frutto di millenni di selezione naturale, quindi darwinianamente adattato al proprio ambiente; il cane è frutto di selezioni, a volte sconsiderate, create dall'uomo. Il cane abbandonato, se non muore, "subisce" un adattamento che lo porta a un inselvatichimento. Nel branco del lupo solo il maschio e la femmina dominanti si accoppiano, solo una volta all'anno. I cani di un branco si accoppiano tutti indistintamente, due volte l'anno.
Valmarecchia: dopo l'ingresso dei sette comuni in Romagna, alcune delle molte promesse sono state mantenute. Fra queste, lo stanziamento di tre milioni e mezzo di fondi europei e regionali per i centri storici dell'Alta Valmarecchia, da spendere per il loro recupero e valorizzazione. I fondi stanziati hanno una piacevole prerogativa: vanno spesi bene (poi se ne deve dare conto) e piuttosto velocemente.
A gennaio si è tenuto un incontro nel Teatro Sociale di Novafeltria. Regione e Provincia hanno incontrato i sindaci e quanti hanno parte in causa. Esiste un documento che si chiama DUP e ne sono stati letti e valutati i contenuti, ovvero: le iniziative di sviluppo territoriale. Si sono messe a punto le strategie e si sono definite le priorità. In linea generale gli investimenti dei prossimi anni riguardano la viabilità, l'ambiente, la sanità, la protezione civile, la scuola, le telecomunicazioni. Una delle priorità è il recupero del patrimonio storico e culturale. I tre milioni e mezzo provengono da FESR (fondo europeo di sviluppo regionale) e FAS (fondo per le aree sottoutilizzate). Come si spendono? Intanto Vincenzo Sebastiani, nella doppia veste di Sindaco di Novafeltria e Presidente della Comunità Montana Alta Valmarecchia, tiene a precisare che i fondi europei sono 1,702 mln più 1 milione di importo regionale, poi i rimanenti sono messi a disposizione dai 7 Comuni come compartecipazione alla spesa.
Cantieri in corso da Case Gnoli a via Montese. Sono partiti i lavori per la pista ciclabile sulla Marecchiese e, salvo intoppi, entro l'estate sarà possibile inaugurarla con una bella biciclettata al mare. Sono infatti parecchie le persone che con la bella stagione si avventurano verso il litorale, sfidando macchine e camion. Una messa in sicurezza di cui si sentiva la necessità, trattandosi di un pezzo di strada che, senza soluzione di continuità, lega la periferia santarcangiolese al centro di Rimini.
La ditta che ha vinto del bando è la CBR Costruzioni, la quale anziché i 365 giorni preventivati per la consegna dei lavori si è offerta di portarli a termine in un tempo ridotto di oltre la metà: 160 giorni. Un cantiere lungo tre chilometri e mezzo, dalla rotonda di via Montese, che delimita il terreno del Ristorante Bastian Contrario, fino al primo semaforo che si incontra sulla Marecchiese, all'incrocio di via Savina e via Casale Sant'Ermete. La spesa complessiva secondo il preventivo doveva superare i due milioni ma poi in sede di gara c'è stato un ribasso e l'importo è sceso a circa 1milione700mila euro comprensivi di oneri (tasse e assicurazioni).
Novità imminenti anche per la rotonda a conclusione della ciclabile, a Case Gnoli. Il 22 febbraio è stato firmato il contratto e il cantiere è già improntato; una volta terminati i lavori, il traffico dovrebbe risultare notevolmente più scorrevoli. Una seconda rotonda, anch'essa molto attesa, verrà messa a punto entro il 2012 al posto del semaforo successivo, quello di San Martino dei Mulini. Soddisfazione degli abitanti della zona, molto aumentati negli ultimi anni, che si dicevano da troppo tempo trascurati in una situazione a dir poco pericolosa.
Il Piacere della Carne: un Festival del Montefeltro giunto all'ottava edizione. Quest'anno due novità: anziché proporre menù con secondi tagli, si è deciso di uscire alla grande con solo carne di primo taglio, tenendo comunque il costo del pasto a una cifra contenuta. Inoltre i menù tra cui scegliere sono due: uno con tutte le portate e uno che parte dal secondo. Dal 20 marzo al 23 aprile, un mese a disposizione per andare a mangiare nei ristoranti super selezionati e per comprare la carne dai macellai di riferimento. Condizione necessaria che unisce tutti i partecipanti? Utilizzare solo quella che Bovinmarche ha certificato come Carne del Montefeltro, ovvero, nata, cresciuta e macellata proprio sui pascoli di casa nostra. L'iniziativa è promossa da Confesercenti Montefeltro con l'obiettivo di valorizzare il territorio mediante le ricette tradizionali, senza disdegnare le novità. Quest'anno i ristoranti che partecipano sono 13, cinque in più, e propongono un menù completo che comprende anche le altre eccellenze del Montefeltro, come il prosciutto di Carpegna, le patate di Montecopiolo e il formaggio di fossa. Oppure un menù ristretto composto da un secondo di carne, contorno e dolce. 30 euro per il primo, 25 euro per la versione mini.
Il 10 marzo a Rimini il nuovo consiglio di amministrazione del Club di Prodotto - coordinato da CNA Commercio e Turismo - "Castelli e Valli Romagnole", il primo e unico club di prodotto della provincia di Rimini iscritto presso l'unione "Appennino e verde".
Andando ben oltre il disegno di legge che introduce "quote rosa" obbligatorie nei consigli di amministrazione, il neo-eletto CdA è tutto composto da donne. Sono: la Presidente Arianna Staccoli (Hotel Cento Pini di Gemmano), la Vice presidente Daniela Corvi (Hotel Parco di Pennabilli) e Francesca Sala (Ristorante Cantina delle Fosse di San Savino di Coriano) in qualità di Segretario.
Il consorzio "I Castelli e le Valli Romagnole" si propone, attraverso la sinergia degli imprenditori associati con le Istituzioni, di valorizzare il territorio dell'antica signoria dei Malatesta, per contribuire a promuovere, attraverso un prodotto specializzato e innovativo rivolto al turista che desidera natura-sport-cultura e tradizioni, un'offerta turistica che abbia al centro l'entroterra, creando un'integrazione valida alla proposta balneare.
Per informazioni: www.castellievalliromagnole.it
A Novafeltria non si è ancora votato, ma le sorprese ci sono già con largo anticipo sulle urne: il sindaco uscente non si ricandida, lascia dopo una sola legislatura. Ecco perché: "Il mio impegno amministrativo è solo la conclusione di un lungo percorso - spiega Vincenzo Sebastiani - convinto che la politica non sia una cosa sporca e che ogni persona può e deve fare politica, per gestire la cosa pubblica, con l'obiettivo di migliorare il benessere di tutti".
E l'ormai ex-sindaco aggiunge: "In questo particolare momento storico, per Novafeltria e la vallata, sento forte la necessità di promuovere nuove energie. Ora è necessario quel rinnovamento proclamato da tutti e quasi mai promosso dai più, un rinnovamento che non sia solo generazionale ma che parta anche da lì".
Il candidato del centrosinistra è dunque Lorenzo Marani, primario di medicina all'ospedale di Novafeltria. Niente primarie; in pochi mesi di riflessione tutti i soggetti coinvolti hanno condiviso la proposta e appoggiato Marani come uomo giusto al momento giusto. 56 anni, mai fatta politica: "In questo momento così particolare, mi è stato chiesto impegno e io sono pronto, con spirito di servizio -si presenta Lorenzo Marani - non mi candido per interessi personali, la carriera che volevo fare l'ho già fatta. Penso di poter dare una mano al paese e il mio pensiero è di lavorare assieme con forza per questa valle".
Liste civiche in Alta Valmarecchia. Svolta epocale? I partiti non vanno più di moda, sono troppo pesanti, ritenuti impegnativi e troppo statici, non al passo con una società veloce. Lista civica piace, così come i risultati di lunedì scorso dimostrano.
A Novafeltria il nuovo sindaco è Lorenzo Marani. Appoggiato e promosso da Insieme per Novafeltria, ha ottenuto 2578 preferenze, pari al 55,43%. L'altra lista era Percorso Comune, capitanata da Elena Vannoni, la quale ha raccolto 2073 voti, pari al 44,57%. Una lista civica vicina agli ambienti del centrosinistra, contro una lista che si è sempre proclamata trasversale, con al suo interno persone provenienti da diverse idee politiche. A caldo, il sindaco uscente Vincenzo Sebastiani, mentre si dà ai meritati festeggiamenti, dichiara: "Siamo contenti di aver fatto l'enplein, assieme a Pennabilli; è stata una campagna elettorale dura per i nostri sostenitori una bella soddisfazione, non era una vittoria scontata". Parole di merito del sindaco uscente anche per la lista della Vannoni, che si è comportata bene e ha recuperato tanto. "Io sono doppiamente contento per il risultato di Perticara - prosegue Vincenzo Sebastiani - dove la lista numero 1 ha preso 259 preferenze, mentre per la Vannoni sono state 209: ben 50 voti in più, laddove dicevano che non ne avremmo preso uno". Lorenzo Marani, 56 anni, primario di medicina presso l'ospedale di Novafeltria, si dice uomo prestato alla politica, per solidarietà e per spirito di servizio. Il suo pensiero è di lavorare con una equipe affiatate, per il bene di Novafeltria. Come dice il nome, infatti, Insieme per Novafeltria.
Dare un futuro alla montagna
Valenti: " Sviluppo economico e tutela del territorio
di Lorella Barlaam
Con Lorenzo Valenti, neo Sindaco di Pennabilli, eletto con la lista civica di centrosinistra "Una storia nuova" che ha raggiunto il 38,35% dei voti, facciamo il punto sull'agenda della nuova amministrazione.
Lorenzo Valenti, come trova la situazione del Comune di Pennabilli, e quale priorità indica?
«Conoscevo bene la situazione comunale, visto che ho fatto 5 anni come consigliere di minoranza e qualche mese nella giunta Valli. Il Comune di Pennabilli vive la crisi di tutta la montagna, segnata dall'invecchiamento della popolazione che qui da noi è scesa sotto i 3.000 abitanti. Tuttavia il nostro Comune ha in sé grandi potenzialità per iniziare un nuovo periodo in cui si inverta questa tendenza, attirando nuovi investimenti ed invogliando i giovani a restare sul territorio. Il miglioramento della viabilità di valle ed intervalliva è senz'altro la priorità se si vuole un nuovo sviluppo socio economico.»
Lei riparte da Sindaco dopo aver ricoperto la carica di Presidente della Comunità montana: che ruolo strategico vede per l'Alta Valle Marecchia?
«La ripresa parte dalla centralità dell'agricoltura che ha la preminente funzione di tutela e presidio del territorio. Da questa centralità occorre incentivare uno sviluppo equilibrato dei vari settori economici che veda insieme crescere il turismo, l'artigianato e la piccola industria».
Sabato 25 giugno è andato in scena a Maiolo l'anteprima del Valmarecchia Festival 2011 che si svolgerà dal 20 al 29 luglio.
L'evento quest'anno estenderà la propria attività ai comuni di San Leo, Novafeltria e Maiolo e prevede due appuntamenti anche all'interno del Centro commerciale I Malatesta di Rimini. Il programma aprirà con la mostra "Femmmine!" che verrà inaugurata il 20 luglio alle 18 presso l'Oratorio di Santa Marina a Novafeltria; la collettiva, nata da un'idea di G. Tersar e visitabile sino al 31 luglio, esplora l'universo femminile attraverso lo sguardo di diverse artiste.
Il denso programma della seconda edizione del festival proseguirà nei giorni successivi: venerdì 22 luglio alle 18.30 Eva Lunardi si esibirà in una ricercata performance di danze ai tessuti aerei presso il Centro I Malatesta. Domenica 24 luglio presso Antico Alto a Maiolo torna DecamerOne con ospiti d'eccezione Barbara Mazzi e i musicisti de L'Istrice. Martedì 26 luglio al Teatro Sociale di Novafeltria lo spettacolo di danza Sulla collina della compagnia Duncan Ballet. Quest'anno i giovedì del Festival si svolgeranno sotto il cielo di Pietracuta e coinvolgeranno grandi e bambini: il 21 luglio al parco "Andreina" lo spettacolo Polli, draghi e lupi cattivi di Daniele Celli, il 28 luglio all' Anfiteatro di Via Imperiale Diavolo di una poesia, spettacolo di burattini in baracca.
Sposarsi con rito civile: una tendenza in crescita. E quindi un business per i sindaci. Che pertanto rispolverano i propri più affascinanti dei loro comuni per offrirli al giorno più bello. Molto spesso sono edifici interessanti da un punto di vista storico e artistico, magari con vedute perfette per le foto. Il matrimonio in municipio per parecchio tempo è stato visto in come una sorta di prassi da sbrigare alla svelta, salvo poi rifarsi alla grande con il ricevimento. Ma ora, inesorabile, la moda si è ribaltata, anche la cerimonia vuole la sua parte. E allora, dove andare?
Parlando della p'arte nord del riminese, partiamo da Bellaria, dove oltre alla sala consiliare viene proposta Casa Panzini, disponibile da aprile a ottobre. E' un villino dei primi anni del ‘900 con parco a disposizione per rinfresco: 250 euro se il "sì" è pronunciato in orario di lavoro comunale, altrimenti fanno 300 euro. Solo due controindicazioni: la sala di accoglienza per gli sposi è al primo piano e la scalinata ripida non sempre va bene per gli anziani. E in caso di rinfresco nel parco, ancora non ci sono i servizi igienici, previsti in futuro nella foresteria.
Novafeltria propone l'ufficio del sindaco, ma solo per 10 persone, oppure la sala del Consiglio (100 euro la domenica e 50 euro per il fuori orario) oltre, grazie a una delibera del 2007, il teatro sociale, a 250 euro nei mesi invernali e 150 in estate, sia per residenti che per non residenti. Allestimento a cura degli sposi.
San Leo naturalmente gareggia alla grande, qui sono moltissimi i matrimoni di non residenti.
Non sarà il nevone del ‘29, ma anche i più anziani vanno dicendo di non ricordare nevicate così copiose da molti anni. Valmarecchia inghiottita dalla neve, capace di ostruire strade, prontamente ripulite, subito ricoperte di nuovo, vanificando il lavoro degli operai del Comune, della Protezione Civile e dei numerosi volontari. Per almeno tre giorni si è verificato un curioso fenomeno: le strade di Rimini pulite e scorrevoli, panorama lievemente imbiancato fino a Santa Giustina. Dal cartello di Santarcangelo, situazione completamente diversa, che andava peggiorando man mano che si risaliva la vallata. Poi la situazione è precipitata, comprendendo anche Rimini.
Fra le varie emergenze, i centri storici, già normalmente di non facile accesso, si sono trovati in poche ore con enormi quantità di neve ammucchiata da gestire. Il referente di vallata per la Protezione civile, Piegiorgio Bellucci, ha messo in campo due alternative: o si trovano i mezzi idonei per spostarla, oppure si polverizza con macchine apposite. Ma per spararla dove? "Non la possiamo mica togliere dalla strada pubblica e buttarla nei giardini privati", ha commentato il sindaco di Verucchio, Giorgio Pruccoli. Intanto nelle stradine medievali, rese ancora più strette dai cumuli bianchi, spesso non passavano nemmeno i bobcat.
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.

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