ARTICOLI CHE PARLANO DI TRC

mer 15 giu 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Sani Emer

Il cantiere del metrò di costa (Trc) verrà aperto al Marano in direzione Rimini il 18 agosto, nel tratto non soggetto a modifiche del tracciato. L'amministrazione è riuscita a ottenere dalla Provincia l'impegno ad apportare tre fondamentali varianti. Altre potrebbero arrivare in corso d'opera. "Le corsie dei binari da due diventeranno una nel tratto tra i viali La Spezia ed Emilia - spiega il sindaco Massimo Pironi - il metrò poi transiterà nel sottopasso di viale Ceccarini che verrà allargato sul lato del parco delle Magnolie. Verrà inoltre eliminata la stazione al porto". 
Con la fermata prevista inizialmente si sarebbe dovuta smantellare la rotonda che oggi funziona come regolatore del traffico al posto del semaforo. Resta ancora in sospesa la contestata realizzazione del muro alto 8 metri a fianco del ponte al porto, necessario per sostenere i binari del metrò. E' stata cassata invece la proposta di fare transitare il metrò su viale D'Annunzio, una soluzione che avrebbe avuto un minore impatto ambientale, rispetto al transito parallelo alla ferrovia.

mer 27 lug 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Sani Emer

Da una parte amministrazione e Partito democratico, dall'altra il comitato "No al Trc". Un braccio di ferro nel quale si sa già chi vincerà. Una sfida anacronistica: il cantiere del metrò di costa partirà infatti il 18 agosto dal Marano verso Rimini. Il comitato chiede un referendum consuntivo sull'opera, organizza blitz di protesta con manifesti e volantinaggi. Un ultimo colpo di coda di chi è contrario. Ma il Trc oramai è stato finanziato con contributo statale (circa 50 milioni), il progetto esecutivo pronto e i lavori affidati. Il trasporto rapido costiero risale al 1996, anche allora la protesta si fece sentire aspramente. Per il Pd però la volontà popolare, o per lo meno per la maggior parte della città, è stata espressa chiaramente con le votazioni alle amministrative. Il Trc è stato inserito per due volte nel programma del candidato sindaco, che per ogni volta è stato poi eletto. Il Pd quindi tira dritto sul Trc. "Certo dell'importanza del trasporto pubblico locale e consapevole delle grandi problematiche della mobilità che affliggono la provincia - spiega il segretario Enrico Angelini - continuerà il percorso di miglioramento del metrò. Consapevoli della grande attenzione che suscita, il Pd proseguirà il dibattito con le forze politiche della maggioranza, per poi avviare un percorso di confronto con tutta la città".

mer 10 ago 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Premessa: Chi scrive è di parte. Infatti, abito lungo il tracciato del Trc (nel primo progetto rientravo fra gli espropriandi). Inoltre, ho lavorato per sette estati nell'allora Atam, bigliettaio sulle linee 11 e 4. Poi per 15 anni ho fatto il pendolare fra Rimini e Riccione. Purtroppo ho anche l'età per ricordarmi un numero dell'Arengo del luglio 1972 - "Speciale piano particolareggiato" - con il progetto di monorotaia di Gian Carlo De Carlo. Il settimanale Panorama titolò: "A Rimini tutti in centro con il treno volante". E il Corriere della Sera: "Progetto avveniristico per Rimini".

Quello che nel 1972 era l'avvenire, è già passato da un pezzo. Ma noi siamo ancora qui a dibattere di un'opera che per molti è "inutile", "uno spreco" e di male in peggio. Il tutto dopo 16 anni dal primo progetto di Trc e alla vigilia dell'apertura dei cantieri. Com'è potuto succedere?
Innanzi tutto è successo quello che accadde alla monorotaia di De Carlo: gli amministratori firmavano, ma dandosi di gomito e ammiccando: tanto non si farà mai. Soprattutto a Riccione, si sono succedute quattro-giunte-quattro che mettevano il Trc nei loro programmi, firmavano gli atti, sottoscrivevano i lucidi, stanziavano i fondi, ma continuavano a sussurrare "tanto non si farà mai", piuttosto che spiegare perché intanto invece si andava avanti. E si spendevano soldi. 
Fra milioni buttati per rimediare a progetti fatti coi piedi, modificare tracciati, annullare espropri già effettuati (nel frattempo dimenticandosi di aeroporto e zona nord), la faccenda peggio di così non poteva essere gestita.
Ma il punto è un altro. E' che il Trc è opera "inutile e dannosa": un dogma, a sentire gli oppositori. Perchè? Costa troppo e lavorerà in passivo. 

 

mer 07 dic 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Sani Emer

Terminati i passaggi istituzionali sull'ammissibilità del referendum: il consiglio comunale ha detto no. La consultazione non è stata ammessa con il voto compatto della maggioranza (Idv, Sel e Socialisti). L'assemblea ha così confermato il parere negativo espresso dai tre saggi, per incompatibilità con il regolamento comunale di una consultazione popolare su questo tema .
Il metrò di costa resta comunque un'opera discussa. Con una delibera di indirizzo votata dalla maggioranza, l'amministrazione si impegna a non finanziare i maggiori costi oltre ai 6,3 milioni già messi a disposizione con un mutuo. Un passo in avanti che stabilisce le responsabilità in capo a Rimini e Provincia, anche dei debiti di 8,9 milioni di Agenzia mobilità, ma che fa poca chiarezza sulla sostenibilità economica dell'opera. Il Pd riccionese in un incontro con l'assessore regionale Maurizio Melucci e il segretario provinciale Emma Petitti ha ricevuto rassicurazioni verbali che ci penseranno gli enti sovracomunali ha trovare i fondi necessari per completare l'opera e gestirla, anche se al momento non ci sono delibere in questo senso. 
Respinto il referendum per il quale il comitato "No Trc" aveva raccolto 4mila firme (3mila e 700 quelle certificate), gli oppositori all'opera non si sono arresi e continuano la protesta con cartelli e scritte sui muri e sulle strade.
Il Comune di Riccione intanto ha iniziato a pagare il mutuo ventennale acceso per il Trc lo scorso giugno.

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