ARTICOLI CHE PARLANO DI TEATRO_ROSASPINA

gio 03 giu 2010 - Notizia di cultura - scritto da Bisacchi Simona

Imparare la storia e le lingue straniere può essere divertente. Soprattutto se si studiano a teatro. Ne sanno qualcosa i ragazzi della scuola media statale Alighieri-Fermi di Rimini, protagonisti di "22 luglio 1588" spettacolo di ambientazione storica, recitato in inglese e spagnolo, in programma giovedì 3 giugno alle 21 al teatro Rosaspina di Montescudo. L'iniziativa - che rientra nell'ambito di un progetto europeo - è stata sostenuta dalle professoresse Viviana Scandola e Donatella Sarti (che ne curano la regia) e dai professori Andrea Carlini e Stefano Montanari (scenografi) con l'appoggio degli insegnanti che hanno prestato ore per le prove. In scena i ragazzi della 3B nei panni di Elisabetta I e la sua corte, di Filippo II di Spagna e della sua Invincibile Armada. I ragazzi della 3C saranno invece i musicisti di questo spettacolo, incentrato sulla celebre battaglia tra Inghilterra e Spagna. Come finì è storia. E se non ve la ricordate potete ripassarla sui libri. O concedervi una sera a teatro.

gio 03 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

O/Z, il lungo viaggio teatrale di Fanny & Alexander intorno al capolavoro di L. Frank Baum - con tanto di Atlante edito da Ubulibri - ha appena avuto la sua consacrazione al MAMbo. Un crossover tra teatro e arte contemporanea, come da DNA del gruppo ravennate. «Traguardo di questo viaggio tra i punti cardinali» ha scritto Franco Quadri, è «il mirabile WEST, prepotente assolo di una grande Francesca Mazza.» E se il personaggio uno e trino di Dorothy è per i Fanny & Alexander un "avatar" dello spettatore, «la mia Dorothy - ci spiega Francesca Mazza - governata da un dispositivo di eterodirezione lo è più che mai. Vado in scena senza copione, e ogni sera gesti e parole cambiano, sempre in diretta. È una strana condizione: nel momento in cui mi siedo al mio tavolino sono in condizione di svuotamento, pronta ad essere attraversata, disponibile ad eseguire gli ordini. Insieme, una gran componente autobiografica ha nutrito la drammaturgia. C'è come uno svuotarsi e riempirsi di qualcosa di mio, che nel modo in cui viene frantumato e proposto al pubblico quasi non mi appartiene più. Penso che rappresenti una condizione paradigmatica dell'essere attore, il mettersi al servizio di una visione...» In scena da sola, come sul ring, due auricolari discordi che intimano cosa dire e come muoversi, Francesca ogni sera arriva a sfiorare l'originario mysterium del teatro, la discesa e possessione del dio. Leo De Berardinis diceva che «la tecnica la devi sempre possedere a un punto tale che la puoi dimenticare.» 

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