ARTICOLI CHE PARLANO DI TEATRO_NOVELLI_RIMINI

gio 07 apr 2011 - Notizia di attualità

La stagione 2010/2011 del Teatro Novelli appena conclusa proponeva il teatro come specchio della vita, «uno specchio molto limpido», come scrive Peter Brook. «Fra il teatro Novelli e gli Atti sono stati 55 gli spettacoli tra prosa, commedie, concerti, danza, performance, monologhi, lavori di ricerca teatrale. Complessivamente, fra novembre e marzo, i fruitori sono stati oltre 30.000, di cui quasi 2000 abbonati. Positivo anche il trend che evidenzia un + 10% rispetto al 2010» ci rivela Giampiero Piscaglia, direttore Istituzione Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini. «Oltre ai numeri, in tutte le ultime stagioni c'è un aspetto qualitativo che ci sta molto a cuore: un progressivo ricambio di pubblico con una presenza giovanile in costante crescita. A questi risultati non sono estranee alcune azioni che abbiamo compiuto per diversificare i pubblici e allentare gli "obblighi" dell'abbonamento, con formule sempre più flessibili che hanno incentivato la facoltà di selezione libera degli spettatori. Non secondaria anche la scelta di non aumentare i prezzi.» Quest'anno, per dar conto degli umori e amori della platea, è stato distribuito anche un questionario. «Nel momento in cui scriviamo» continua Piscaglia, «ne risultano pervenuti 651. Alla domanda se gli spettacoli hanno corrisposto complessivamente alle aspettative, il 93% di persone ha espresso piena soddisfazione! Anche la maggioranza di quel 7% che ha espresso criticità, motivandole con ragioni di gusto personale, ha comunque dichiarato l'intenzione di rinnovare il proprio abbonamento o di tornare a frequentare la stagione teatrale».

mer 25 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 29 gennaio al Novelli da non perdere "Due lupi", ispirato a "Il grande quaderno", prima parte di "Trilogia della città di K." di Agota Kristof. Regia, coreografia e spazio sono di Virgilio Sieni, uno dei protagonisti della danza contemporanea italiana, vincitore quest'anno del Premio UBU Speciale e del premio "Lo Straniero". Sul palco, a dare corpo e voce ai gemelli Lucas e Claus e ai loro duri esercizi di sopravvivenza al disamore e alla crudeltà della guerra sono le gemelle Luisa e Silvia Pasello. Quattro le scene, all'ombra incombente di un carrarmato, con una partitura gestuale e vocale che dà piena ragione della scabra scrittura dell'autrice ungherese. Quello che affiora è "una fiaba fatta di esercizi sulla pelle, nel cuore tenebroso della guerra. Un grumo di azioni curate insieme all'emissione della voce, sempre all'unisono; questa, a sua volta, è accompagnata dalla similarità di un gesto che, in una forma dislessica, si perde nell'universo fiabesco, tra lentezza e sospensioni, attese e presagi" ha scritto Sieni. Info: tel. 0541 793811 - www.teatroermetenovelli.it

mer 22 feb 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Giovagnoli Luciano

L'arrivo di Johnny Winter al Novelli è un evento unico. Un appuntamento imperdibile. L'idea di risentire dal vivo l'urlo della sua voce rauca e grintosa a chiusura delle inarrestabili ‘cavalcate' sulla sua Gibson è già di per sé emozionante! Albino, con i lunghi capelli bianchi, magrissimo, tatuato, il cappellaccio da cowboy e la sua musica travolgente, Johnny Winter è un'autentica icona del blues bianco. Nato nel 1944 a Beaumont nel Texas, lui e il noto fratello Edgar, entrambi albini, crescono tra trivelle di petrolio e fortissime tensioni razziali. Unica evasione sono le trasmissioni radiofoniche di J.P. Richardson, il più celebre deejay locale, che spinge per la diffusione del rock'n'roll e i due fratelli cominciano subito a far gavetta formando i primi gruppi. Nel 1962 vanno a un concerto di BB King, unici bianchi e per di più albini, e Johnny chiede al grande musicista di farlo salire sul palco. BB King è restio, ma deve cedere all'insistenza del pubblico e gli presta la sua chitarra. Il giovane Johnny Winter ottiene una vera e propria standing ovation. La sua fama crescente, però, rimarrà confinata ancora per anni negli stati del Sud. Anni in cui l'idea che potesse esistere un blues bianco era indigesta e la segregazione razziale in campo musicale era una realtà, con classifiche di vendita separate per musica bianca e musica nera. Ma proprio dal Sud partirà una vera e propria rivoluzione in questa direzione e Johnny Winter ne sarà uno dei protagonisti riuscendo a creare una musica con robuste radici nere, ma contaminata dal rock e ... velocissima! Il sessantotto consacrerà il chitarrista texano con l'uscita del primo LP ‘The Progressive Blues Experiment', che influenzerà i musicisti blues negli anni a venire, e il successivo contratto discografico con la ‘Columbia'. 

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