ARTICOLI CHE PARLANO DI TEATRO_NOVELLI

mer 14 gen 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 14 gennaio a Rimini, al teatro Novelli, e il 14 febbraio presso il Teatro della Regina di Cattolica va in scena "Gomorra", lo spettacolo del Mercadante Teatro Stabile di Napoli - vincitore del premio E.T.I. 2008 per la novità italiana - nato in stretta collaborazione tra il regista Mario Gelardi e lo scrittore Roberto Saviano durante la stesura dell'omonimo romanzo-reportage. "Gomorra.

mer 25 mar 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ascanio Celestini, regista, attore e drammaturgo tra i più interessanti dell’attuale generazione, il 29 marzo al Teatro Novelli di Rimini è in concerto con “Parole sante” (ore 21), insieme a Roberto Boarini (violoncello), Gianluca Casadei (fisarmonica), Matteo D’Agostino (chitarra) e Andrea Pesce (suono). Nello spettacolo e nel cd omonimo, vincitore del Premio Ciampi 2007, ci sono le canzoni nate poco a poco all’interno del suo lavoro teatrale: quelle del documentario che racconta la lotta del collettivo precari del più grande call center italiano, l’Atesia, ma anche quelle che hanno accompagnato le “inchieste da fermo” della trasmissione televisiva “Parla con me”, oltre a unacover di un pezzo di Enzo Antinori, minatore di Perticara. Secondo la migliore tradizione della canzone popolare, sono racconti in musica, nati per dare voce a chi non ce l’ha. Ne parliamo con Ascanio Celestini.

mer 08 apr 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A sipario appena chiuso, proviamo a tracciare un bilancio della stagione 2008/2009 del teatro Novelli con Giampiero Piscaglia, direttore di Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini.
Davvero una "bella stagione", per qualità e varietà di proposte...
«Non tutto si può misurare a numeri e il resto appartiene alle rielaborazioni individuali, con suggestioni (provocazioni a volte) che riaffioreranno con imprevedibili positività. Ma dico chiaro e forte che è stata, come la precedente, una gran bella stagione, per i livelli di qualità e la ricchezza di spunti messi in circolo. La percentuale di gradimento pervenuto è decisamente alta, anche il tradizionale, sobrio "contegno" del pubblico riminese si è sciolto spesso in ben più caldi applausi. Sui numeri il segno è positivo in ogni sezione: un patrimonio prezioso di pubblico raccolto intorno al Novelli, agli Atti e all'Auditorium, vero antidoto alla crisi, non solo economica, incombente.»
Quali sono stati i percorsi più seguiti? Le belle e brutte sorprese?

mer 07 ott 2009 - Notizia di cultura - scritto da Frenquellucci Carlotta

Sono trentatre gli spettacoli tra prosa, balletto, comici e operetta che compongono la stagione teatrale riminese 2009/2010. Alla conferenza stampa, a presentare il cartellone del Novelli insieme a Carlo Compatangelo, Presidente dell'Istituzione Musica Teatro Eventi, e Giampiero Piscaglia, Direttore della stessa e fautore della stagione, ha fatto il suo pubblico "battesimo" il nuovo Assessore alla Cultura Antonella Beltrami. Il sipario del Novelli, col turno ABC, si apre il 16 novembre nel segno di Shakespeare e della sua popolare e brillante commedia Molto rumore per nulla diretta da Gabriele Lavia. A seguire L'appartamento, un classico del cinema hollywoodiano, rivive sul palco grazie alla coppia Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli (11-13 dicembre); Maurizio Micheli e Tullio Solenghi dedicano le loro attenzioni all'Unità d'Italia (8-10 gennaio) mentre Pino Micol porta in scena Il birraio di Preston dal romanzo di Andrea Camilleri (21-23 gennaio) e Massimo Popolizio indossa i panni del celeberrimo Cyrano de Bergerac (14-16 febbraio).

mer 04 nov 2009 - Notizia di cultura - scritto da Bisacchi Simona

Il teatro Novelli di Rimini alza il sipario sulla nuova stagione a passo di danza con la compagnia Artemis/Monica Casadei in "I Bislacchi. Omaggio a Fellini", in scena venerdì 6 novembre alle 21 (fuori abbonamento ingresso a invito). Lo spettacolo - che prevede anche la proiezione del film "Il lungo viaggio" diretto da Andrei Khrzanovskij con sceneggiatura e voce narrante di Tonino Guerra - s'ispira all'universo di Federico Fellini: i danzatori rievocano immagini, scene e personaggi di alcuni film del regista sulle note di Nino Rota.
La serata è realizzata in collaborazione con Fondazione Federico Fellini di Rimini.
Per lo spettacolo occorre ritirare l'invito alla biglietteria del Novelli (via Cappellini, 3) dalle ore 10 alle ore 14, fino ad esaurimento posti disponibili. Info tel. 0541.704293 - Novelli tel. 0541.24152).

mer 16 dic 2009 - Notizia di cultura - scritto da Bisacchi Simona

Erri De Luca torna a Rimini nella duplice veste di scrittore e attore. In “Fili” – in scena al teatro Novelli di Rimini, giovedì 17 dicembre alle 21 – l’autore napoletano si troverà sul palcoscenico per osservare gli attori che recitano brani dei sui libri ma anche per commentare alcune pagine di scrittori che hanno profondamente segnato il suo modo di sentire, di pensare, di essere (come Céline e il suo Viaggio al termine della notte). Un viaggio nei temi fondamentali dell’esistenza cari a Erri De Luca: dalla memoria alla bellezza, dalla dignità della persona alla nostalgia. Ideato da Michele Francesco Afferrante, con testi di Erri De Luca e regia di Riccardo Cavallo, lo spettacolo vedrà al fianco dell’autore-attore Gerolamo Alchieri, Alessio Caruso, Nicola D’Eramo.

Info 0541.704292- 704293 www.teatroermetenovelli.it

mer 16 dic 2009 - Notizia di cultura - scritto da Bisacchi Simona

 

Il jazz sa come scaldare l’atmosfera. Anche se si tratta dell’atmosfera rigida dell’inverno. Sabato 26 dicembre, alle 21.15, sul palco riminese del teatro Novelli andrà in scena Rimini Jazz Winter, concerto della Hopeless Jazz Band di Milano affiancata da una guest star d’eccezione, il sassofonista e clarinettista Paolo Tomelleri. Il quintetto milanese – composto da musicisti di esperienza europea, divertenti e con capacità interpretative e di arrangiamento fuori dal comune - proporrà brani anni Trenta e arie celebri in chiave Dixieland. La serata è organizzata dall’associazione culturale Amici del Jazz di Rimini che in questa occasione darà il via al tesseramento 2010.

L’ingresso a Rimini Jazz Winter è gratuito ma solo su invito.

Info 0541.51011 – 52206


 

mer 16 dic 2009 - Notizia di cultura - scritto da Frenquellucci Carlotta

Il balletto torna a Rimini con un grande classico del repertorio classico: La bella addormentata nel bosco, in scena domenica 20 dicembre al teatro Novelli (ore 21). A portarlo in scena sarà il Moscow Festival Ballet, la prima compagnia indipendente fondata a Mosca, composta da 50 danzatori con grande esperienza di ricerca e sperimentazione anche al di fuori del balletto classico. Ispirato alla fiaba di Charles Perrault su musiche di Tcaikovsky,La bella addormentata ancora oggi è considerato un difficile banco di prova per ogni corpo di ballo, in quanto richiede una grande abilità virtuosistica e purissima tecnica accademica.

mer 27 gen 2010 - Notizia di cultura - scritto da Frenquellucci Carlotta

Marco Paolini approda al teatro Novelli di Rimini (il 9 febbraio alle 21 e il 10 alla stessa ora ma fuori abbonamento) con il suo nuovo lavoro scritto a quattro mani con Michela Signori. Un racconto intimo, che parla agli adulti ma anche all’infanzia. Il ritratto di un’Italia di periferia, vista su scala ridotta, tra la Pedemontana e il mare. Il protagonista è un bambino di dieci anni alle prese con l’uomo nero e con le “femmine”, la scuola, le tabelline e l’arte dello “scancellare”, la colonia, il campetto da calcio, la guerra tra bande, le giostre: in una parola, alle prese con la crescita. Ho visto La macchina del capo. Racconto di Capodanno in diretta tv su La 7, il primo dell'anno. E non vedo l'ora di vederlo dal vivo. Marco Paolini è uno di quegli attori che con la sua sola presenza riesce a toccare le corde del cuore. Un cantore d'altri tempi, con una spontaneità e una passione d'altri tempi. Il suo monologo riesce realmente a far provare le emozioni delle situazioni che egli racconta, a descrivere cose di cui quasi si possono sentire il sapore e l'odore. 

mer 10 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Frenquellucci Carlotta

Da martedì 16 a giovedì 18 marzo (ore 21), il teatro Novelli di Rimini ospiterà la “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni, interpretato e diretto dal grande Toni Servillo, attore pluripremiato sia in teatro che al cinema, qui alle prese con una sorte di "miniserie del Settecento". La piece racconta infatti la storia di quattro giovani borghesi in tre diversi momenti legati alle vacanze: durante i preparativi prima della partenza, nelle vicende che vivono in villeggiatura e infine nell’ora del ritorno in città. Una vacanza da se stessi che porta a un’inevitabile malinconia e che sottolinea un tema quanto mai attuale: il desiderio di esserci piuttosto che di essere.

mer 24 mar 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Ardito Beppe

A tre anni di distanza dal"L'aldiquà" nell'autunno 2009 è uscito "Manifesto abusivo", ottavo album della lunga carriera di Samuele Bersani. Il geniale cantautore cattolichino anche con questo lavoro ha dimostrato la sua impareggiabile abilità nello sposare testi visionari con musica raffinata. Ora si accinge a girare l'Italia con un nuovo tour, che lo vedrà impegnato da marzo a maggio. La seconda tappa, dopo Torino è quella di Rimini il 26 marzo al Teatro Novelli, un'occasione per conoscere le nuove canzoni e cantare i successi di sempre, in "patria".
All'ascolto, "Manifesto abusivo" sembra segnare una raggiunta maturità.
"E' vero. Forse è il primo album che mi coinvolge personalmente come uomo e artista ed è stato realizzato volutamente cercando di ricreare un'atmosfera famigliare. In questo disco c'è il mondo che mi circonda, i sentimenti e il mio rapporto con essi. Una sorta di resoconto di un uomo e un artista che ho scelto, appunto, di presentare come un manifesto "abusivo", cioè spontaneo e fuori dalle consuetudini".

mer 22 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Il teatro è uno specchio della vita. Uno specchio molto limpido". La citazione di Peter Brook in esergo alla nuova stagione del Novelli ne manifesta l'anima: un teatro che vuol essere specchio della città, e del singolo spettatore. Specchio della città per la volontà di portare avanti, anche in tempi di crisi, uno spazio culturale che ne arricchisca la civiltà, e strumento di riflessione, di conoscenza di sé per uno spettatore in ascolto. Fil rouge di quest'anno la contaminazione tra linguaggi teatrali e cinematografici, un crossover che crea nuove possibilità espressive, senza abdicare allo specifico teatrale. La consueta e collaudata struttura in tre turni d'abbonamento, volti a soddisfare domande differenti e premiati da un pubblico trasversale, dà conto del tanto che offre la scena teatrale d'oggi, vagliato con sapiente attenzione alla qualità. Così nel turno A.B.C. i "classici" e i "nomi" di richiamo sono nel segno di proposte teatrali non convenzionali. Dalla "Bisbetica domata" con Vanessa Gravina, che apre la stagione, al "Dona Flor e i suoi due mariti" con l'esordio in teatro di Caterina Murino, al metaforico "Malato immaginario" di Gabriele Lavia, al cinefilo "L'inganno-Sleuth" con Glauco Mauri.

gio 07 apr 2011 - Notizia di attualità

La stagione 2010/2011 del Teatro Novelli appena conclusa proponeva il teatro come specchio della vita, «uno specchio molto limpido», come scrive Peter Brook. «Fra il teatro Novelli e gli Atti sono stati 55 gli spettacoli tra prosa, commedie, concerti, danza, performance, monologhi, lavori di ricerca teatrale. Complessivamente, fra novembre e marzo, i fruitori sono stati oltre 30.000, di cui quasi 2000 abbonati. Positivo anche il trend che evidenzia un + 10% rispetto al 2010» ci rivela Giampiero Piscaglia, direttore Istituzione Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini. «Oltre ai numeri, in tutte le ultime stagioni c'è un aspetto qualitativo che ci sta molto a cuore: un progressivo ricambio di pubblico con una presenza giovanile in costante crescita. A questi risultati non sono estranee alcune azioni che abbiamo compiuto per diversificare i pubblici e allentare gli "obblighi" dell'abbonamento, con formule sempre più flessibili che hanno incentivato la facoltà di selezione libera degli spettatori. Non secondaria anche la scelta di non aumentare i prezzi.» Quest'anno, per dar conto degli umori e amori della platea, è stato distribuito anche un questionario. «Nel momento in cui scriviamo» continua Piscaglia, «ne risultano pervenuti 651. Alla domanda se gli spettacoli hanno corrisposto complessivamente alle aspettative, il 93% di persone ha espresso piena soddisfazione! Anche la maggioranza di quel 7% che ha espresso criticità, motivandole con ragioni di gusto personale, ha comunque dichiarato l'intenzione di rinnovare il proprio abbonamento o di tornare a frequentare la stagione teatrale».

mer 04 mag 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Frenquellucci Carlotta

Venerdì 6 maggio Davide Van De Sfroos sarà in concerto al Teatro Novelli per una tappa dello "Yanez tour 2001". Anticipato dall'omonimo singolo scritto e cantato in dialetto tremezzino (o laghée) arrivato quarto all'ultima edizione del Festival di Sanremo,Yanez si compone di brani che alternano momenti di allegria ad altri di più intensa riflessione, storie dure e suoni aspri, dominati dagli strumenti acustici mentre le suggestioni musicali attingono da quello che, fin dall'inizio, è il mondo sonoro caro a Van De Sfroos: il folk, nell'accezione più ampia del termine, il rock venato di blues, qualche aroma country e perfino speziature sudamericane. Chiediamo al cantautore, affabile e disponibile, di raccontarci qualcosa del suo album. 
Hai dichiarato che questo disco, molto più dei precedenti parli di te, del dark side di Davide. Com'è avvenuta questa svolta intimistica? 
«È stato un processo naturale. Si parte parlando di ciò che ti detta l'età ma poi, invecchiando, si sente il bisogno di sondare altri territori ed emozioni che, nel frattempo, hanno fermentato e hanno bisogno di emergere. E a quel punto o li canti o rimangono inesplosi. In questo disco ho messo qualcosa di me stesso che fino a tre anni fa non avrei avuto il coraggio di esplorare, parlo di amori, di sentimento, di emotività».

mer 28 set 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La stagione 2011/2012 del Novelli e degli Atti nasce sotto il segno dell'incontro. Quello tra i diversi linguaggi della drammaturgia contemporanea, e quello dello spettatore con se stesso, attraverso spettacoli mai banali che lo interrogano e indagano problematiche complesse, accogliendo la domanda di senso che affiora in questi tempi di "crisi della civiltà". Non senza aprire all'aspetto grottesco, tragicomico della vita, al sorriso pensoso. Una stagione teatrale che vuol essere un servizio culturale per la città, e propone come di consueto diversi percorsi, invitando a ibridarli: dal turno ABC dedicato alla prosa classica al D Altri percorsi, confine con proposte più curiose, alla sezione contigua al "teatro di ricerca" di Tracce D nuovo teatro. Con la novità di una piccola ma significativa rassegna di teatro-danza, e una presenza forte del territorio, nella scelta di artisti di queste parti, non più raccolti nella sezione "Riminesi venuti da lontano" ma a pieno titolo in cartellone, nella collaborazione avviata con altre realtà come il Festival di Santarcangelo e Voci dell'anima, nella presenza forte della "colonna romagnola" del teatro, come la Valdoca, le Albe e i Motus con Alexis. Si parte il 9 novembre, dall'anteprima nazionale di Per voce e ombra del teatro Valdoca, con Mariangela Gualtieri. A sondare il programma, il primo tema evidente è quello della rilettura contemporanea dei "classici": da Servo di scena di Harwood, con Franco Branciaroli, a I Rusteghi di Goldoni, con la regia di Vacis, Il racconto d'inverno di Shakespeare con la Compagnia Teatro dell'Elfo, Un tram che si chiama desiderio, di Tennessee Williams con Laura Marinoni, L'Avaro di Moliere del Teatro delle Albe. Senza dimenticare il Beckett di Finale di partita, con Vittorio Franceschi. 

mer 25 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 29 gennaio al Novelli da non perdere "Due lupi", ispirato a "Il grande quaderno", prima parte di "Trilogia della città di K." di Agota Kristof. Regia, coreografia e spazio sono di Virgilio Sieni, uno dei protagonisti della danza contemporanea italiana, vincitore quest'anno del Premio UBU Speciale e del premio "Lo Straniero". Sul palco, a dare corpo e voce ai gemelli Lucas e Claus e ai loro duri esercizi di sopravvivenza al disamore e alla crudeltà della guerra sono le gemelle Luisa e Silvia Pasello. Quattro le scene, all'ombra incombente di un carrarmato, con una partitura gestuale e vocale che dà piena ragione della scabra scrittura dell'autrice ungherese. Quello che affiora è "una fiaba fatta di esercizi sulla pelle, nel cuore tenebroso della guerra. Un grumo di azioni curate insieme all'emissione della voce, sempre all'unisono; questa, a sua volta, è accompagnata dalla similarità di un gesto che, in una forma dislessica, si perde nell'universo fiabesco, tra lentezza e sospensioni, attese e presagi" ha scritto Sieni. Info: tel. 0541 793811 - www.teatroermetenovelli.it

mer 22 feb 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Arriva sempre da lontano, César Brie. Un Ulisse del teatro, di quello politico nel senso alto del termine, testimone del presente, voce delle sue vittime, invito a un guardare differente. Dall'Argentina della Comuna Baires al collettivo Tupac Amaru nella Milano degli anni '70, dalla rigorosa lezione dell'Odin di Eugenio Barba al Teatro di los Andes, con cui realizza in Bolivia l'utopia di una ricerca di teatro e vita per poi riprendere il viaggio con altri compagni, Brie ha dato vita a spettacoli esemplari come Talabot, Dentro un sole giallo, L'Iliade e Odissea, Albero senz'ombra... Il 28 febbraio sarà al Novelli con Karamazov, è il suo primo Dostoevskij. «Ho scelto "I fratelli Karamazov"» racconta «perché nel periodo in cui cercavo l'argomento sul quale avrei lavorato l'ho riletto, e mi ha sconvolto. Toccava temi importantissimi per me, sociali e personali. Avevo in mente l'impianto scenico sin dall'inizio: panche ai lati, corde, un tappeto che fosse un giardino abbandonato, grucce per i vestiti che diventassero croci, pupazzi di bambini e musiche suonate da noi. Il tappeto è stato realizzato magistralmente da Giancarlo Gentilucci, i pupazzi sono usciti dalla maestria di Tiziano Fario e le musiche di scena sono state quasi tutte composte da Pablo Brie e altre due da Pietro Traldi.» Qual è la direzione di questo allestimento, della sua regia? «In ogni lavoro mi propongo di creare commozione. Commozione è un luogo in noi dove riso, pianto, riflessione, stupore si mischiano.

mer 22 feb 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Giovagnoli Luciano

L'arrivo di Johnny Winter al Novelli è un evento unico. Un appuntamento imperdibile. L'idea di risentire dal vivo l'urlo della sua voce rauca e grintosa a chiusura delle inarrestabili ‘cavalcate' sulla sua Gibson è già di per sé emozionante! Albino, con i lunghi capelli bianchi, magrissimo, tatuato, il cappellaccio da cowboy e la sua musica travolgente, Johnny Winter è un'autentica icona del blues bianco. Nato nel 1944 a Beaumont nel Texas, lui e il noto fratello Edgar, entrambi albini, crescono tra trivelle di petrolio e fortissime tensioni razziali. Unica evasione sono le trasmissioni radiofoniche di J.P. Richardson, il più celebre deejay locale, che spinge per la diffusione del rock'n'roll e i due fratelli cominciano subito a far gavetta formando i primi gruppi. Nel 1962 vanno a un concerto di BB King, unici bianchi e per di più albini, e Johnny chiede al grande musicista di farlo salire sul palco. BB King è restio, ma deve cedere all'insistenza del pubblico e gli presta la sua chitarra. Il giovane Johnny Winter ottiene una vera e propria standing ovation. La sua fama crescente, però, rimarrà confinata ancora per anni negli stati del Sud. Anni in cui l'idea che potesse esistere un blues bianco era indigesta e la segregazione razziale in campo musicale era una realtà, con classifiche di vendita separate per musica bianca e musica nera. Ma proprio dal Sud partirà una vera e propria rivoluzione in questa direzione e Johnny Winter ne sarà uno dei protagonisti riuscendo a creare una musica con robuste radici nere, ma contaminata dal rock e ... velocissima! Il sessantotto consacrerà il chitarrista texano con l'uscita del primo LP ‘The Progressive Blues Experiment', che influenzerà i musicisti blues negli anni a venire, e il successivo contratto discografico con la ‘Columbia'. 

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Inizia con un minuto di rivoluzione, "ITIS Galileo", che Marco Paolini porterà in scena al Novelli il 24 marzo. Con uno sguardo alla rotazione della terra intorno al sole - fulcro della teoria galileiana - e un altro al ribaltamento dello spettatore a protagonista. Forse una delle chiavi dello spettacolo, che sarà trasmesso in diretta (e senza interruzioni pubblicitarie) su La7 il 25 aprile, dai laboratori di ricerca del Gran Sasso, in una versione riscritta per il pubblico "da lontano". Più che una rappresentazione, un coinvolgente "gruppo di studio", come da introduzione, scandito dall'intreccio tra biografia e scoperte galileiane. Che vuol far ragionare, non solo narrare, cercando la stessa chiarezza delle lezioni di Galileo ai suoi allievi. Viene subito da chiedere a Marco Paolini quale sia il percorso che lega i suoi spettacoli di denuncia civile sui misteri di Ustica e del Vajont, su Marghera o la Thatcher e il recente "Ausmerzen" a uno scienziato del Seicento... « Direi che parto dal pensiero» ci spiega. «Galileo - nella nostra testa, quando siamo partiti - come simbolo di un pensiero che fa "resistenza" all'omologazione. E in questo senso ci induce a riflettere sul presente tanto quanto un teatro civile basato sui fatti della storia contemporanea. È sempre facile irridere le teorie del passato. È più difficile metterle in discussione mentre ci si vive dentro. Ecco, Galileo è stato un maestro di ironia e in questo senso cerchiamo le sue tracce nel contemporaneo.» Questo spettacolo ha avuto un lungo percorso "di maturazione" nelle scuole... «Galileo si studia a scuola, è un pezzo di storia e quasi un mito. È il nome tipicamente ispiratore di un istituto tecnico, perché quel vecchio con la barba che ci mostra l'iconografia tradizionale è uno dei padri della modernità scientifica. Anche per questo quell'ITIS segnala una chiave particolare che abbiamo scelto per approcciare il personaggio protagonista.»

mer 10 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Un ricco pranzo a misura del gusto di commensali diversi - invitati anche a ‘spizzicare' dagli altri piatti - con scelta accurata della qualità degli ingredienti; una cucina ‘di alta tradizione' con un occhio alla nouvelle cuisine. In sintesi, il cartellone che sarà imbandito da novembre ad aprile al Novelli e Teatro degli Atti, che riesce anche in questi tempi quaresimali ad essere appetitoso. Per i turni A, B e C si va dall'Oscar Wilde di Un marito ideale al Luigi Pirandello di Così è se vi pare, diretto da Michele Placido; dal musical dei record Grease a crossover cinematografici come L'apparenza inganna, con Tullio Solenghi e Maurizio Micheli, e Rain Man della Compagnia della Rancia. Torna Lunetta Savino con Due di noi, insieme a Emilio Solfrizzi, doppio appuntamento con l'ottimo Maurizio Scaparro, regista di La governante di Vitaliano Brancati e di La coscienza di Zeno, con Giuseppe Pambieri. Altri percorsi - e qualche spezia in più - per il turno D, inaugurati dal monologo La belle joyeuse con Anna Bonaiuto; tornano la brava Maria Paiato in Anna Cappelli di Annibale Ruccello e Natalino Balasso con Aspettando Godot di Beckett, mentre la danzatrice e coreografa Monica Casadei presenta Traviata. Da non perdere il "fenomeno" The History Boys di Alan Bennett, firmato da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani e il Paradiso che chiude la visionaria trilogia dantesca di Emiliano Pelissari.

mer 27 mar 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

In "mi chiedete di parlare..." Monica Guerritore è ‘la Fallaci'. Ma anche la sua ombra, Oriana. Più che raccontare la più famosa (e famigerata) delle scrittrici e giornaliste italiane, la Guerritore ne riprende il respiro. Da grandissima interprete di donne assolute qual è. «Lo spettacolo è nato dall'imbarazzo di pensare a un talento come la Fallaci catturato sotto un cappello politico che non le appartiene» mi dice la Guerritore, che ne è drammaturga, interprete e regista. «Raccontare la libertà, la grandezza dell'artista era la cosa più importante, fuori dalla sciatteria con cui per "La rabbia e l'orgoglio" è stata letta da personaggi come Calderoli. L'urlo contro il micidiale attentato dell'11 settembre per lei non è una bandiera politica, ma una specie di urlo di Munch, un urlo di rabbia, che solo dopo diventa ragionamento. La sua è una scelta di vita contro una cultura di morte.» Come l'ha concepita? «Il personaggio si fa vivere partendo dagli inferi, come scrive Hillman... Per entrare nel suo respiro, nella pelle ci sono voluti sette, otto mesi. Leggo moltissimo e lascio sedimentare, fino a un materiale magmatico, alla costituzione di un ‘fantasma' che si compone dei brani che scelgo... c'è come un processo alchemico, poi ogni cosa va al suo posto e in una decina di giorni scrivo il testo».

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