ARTICOLI CHE PARLANO DI TEATRO_ASTRA

mer 22 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Nanni Gabriele

La mancanza di un obiettivo comune è ormai un tratto caratteristico della società odierna: ognuno pensa per sé, pensa ad arrivare, al successo e così sia, frammentando e disperdendo il senso della comunità. "L'Epoca delle passioni tristi", rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca di Misano Adriatico, parla di questo e di paura, d'inquietudine, di desideri perduti. L'8 ottobre apre Salvatore Natoli, con "Tristitia est ipsa cupiditas, genesi della tristezza", il 15 sarà il turno di Carlo Sini con "Lifting, la passione della giovinezza", a seguire il 22 Pierluigi Celli e lo scrittore-regista Edoardo Nesi, "Passioni fuori corso, per un pensiero affettuoso". Romano Màdera il 29 ott. parlerà de "Il desiderio perduto e la stagnazione psichica", mentre l'"Ira, passione furiosa" è il tema di Remo Bodei, filosofo e professore alla Normale di Pisa (5 nov.).

mer 23 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Per aspera ad astra - temporary emporium of the arts" è il titolo della stagione teatrale di Bellaria - Igea Marina, curata da Simone Bruscia. Che mette intanto in cartellone per il 2011 due eventi unici. Si comincia il 7 dicembre con una live performance di Donatella Finocchiaro: "Il ritorno di Euridice", con le musiche di Gluck eseguite dal vivo dalla Scuola di Musica Glenn Gould, nell'adattamento di Marco Mantovani. Il 30 dicembre tocca a "Uyuni - e adesso dove ci troviamo?", concerto site-specific con il duo Uyuni - Nicola Lombardi e Marco Migani - insieme a Alice Berni, al Quintetto d'archi del Liceo Musicale Arturo Toscanini e alla Scuola di Musica Glenn Gould. In entrambi gli eventi, video di Daniele Quadrelli. A seguire, nell'anno nuovo, altri incontri, tra cui Dente, Alessio Boni, Cesare Malfatti, Luigi Lo Cascio e Stefano Pirrotta, Mauro Ermanno Giovanardi, Chiara Cicognani e Dany Greggio. Teatro Astra, ore 21.15. Info: tel. 3394355515 www.teatroastrabim.it

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 30 marzo Massimo Cacciari, tra i più acuti interpreti del dibattito filosofico e politico in Italia e non solo, per "Ritratti d'autore" si misurerà con l'Antigone di Sofocle. Una tragedia i cui protagonisti, come scrive George Steiner, «suscitano, esemplificano e polarizzano gli elementi primari del discorso sull'uomo e sulla società com'è stato affrontato in Occidente». Fulcro del dràn, il cadavere di Polinice - ucciso dal fratello Eteocle che difendeva Tebe dal suo assalto - lasciato a marcire su "legge scritta" del re, Creonte. E gli onori funebri che, a costo della sua vita, gli tributa la sorella, Antigone, adempiendo alle leggi "non scritte" che «sempre vivono, nessuno sa quando apparvero.» Steiner aggiunge che nella contrapposizione tra Antigone e Creonte si è vista «l'alternativa tra i valori dello Stato e quelli della famiglia, tra la politica e la religione, tra il mondo degli uomini e quello guidato e ordinato dagli dei, tra la ragione di Stato e la coscienza individuale.» Massimo Cacciari, nell'introduzione alla sua essenziale traduzione di Antigone, scrive che «se si interpreta il conflitto tra i due come interno alla sfera del diritto, dell'etica, della politica si manca completamente il bersaglio.» Gli chiediamo perché. «Perché Antigone non si oppone a Creonte come un indignado si oppone al governo Monti o un no global agli Stati Uniti, alla potenza economico-finanziaria» ci spiega il filosofo. «Antigone si oppone in generale prima che a Creonte a ogni primato delle "leggi scritte" della polis a favore del suo Zeus, quello della stirpe, dell'oikos. Perché l'oikos si regge sui Lari e sui Penati, il suo Zeus è uno Zeus infero, è Ade, come lei dice espressamente.

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