ARTICOLI CHE PARLANO DI TEATRO
Il 14 gennaio a Rimini, al teatro Novelli, e il 14 febbraio presso il Teatro della Regina di Cattolica va in scena "Gomorra", lo spettacolo del Mercadante Teatro Stabile di Napoli - vincitore del premio E.T.I. 2008 per la novità italiana - nato in stretta collaborazione tra il regista Mario Gelardi e lo scrittore Roberto Saviano durante la stesura dell'omonimo romanzo-reportage. "Gomorra.
Tre le serate, tutte di venerdì, di Massari Underground, un percorso inedito - in scena al teatro di San Giovanni in Marignano - che inizia venerdì 23 gennaio con il teatro dell'identità di Medea Circus, riflessione sulla diversità della Compagnia Alcantara di Rimini con l'attiva partecipazione, in scena, anche di attori disabili.
È un genio incomparabile destinato a rivoluzionare la musica oppure “soltanto” un grande talento spinto in alto dalla sua forza mediatica? Di una cosa si può essere sicuri: Giovanni Allevi è un personaggio, un istrione capace di attirare le masse verso un certo tipo di musica (classica? Colta?), capace persino di infilarsi nell’ipod dei ragazzini tra un brano dei Finley, una hit di XFactor e, perché no, un classicone senza tempo dei Pink Floyd. Ascoltare per credere, anzi, vedere per credere. Perché Giovanni Allevi venerdì 27 febbraio (ore 21.15) sarà a San Marino, in concerto con l’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino. Che per inciso, malgrado le minuscole dimensioni statuali del Titano, è una realtà musicale di tutto rispetto.
“Si può in un bicchiere vuoto/Bere il ricordo del vino?” domandava Giorgio Caproni. Così è raccontare uno spettacolo…
Domenica 8 marzo al teatro Bonci debutta “Lo spazio della quiete” del Teatro della Valdoca, compagnia fra le più attive e originali dell’attuale scena teatrale italiana, nata nel 1983 proprio a Cesena, ad opera del regista Cesare Ronconi e della drammaturga Mariangela Gualtieri. A 25 anni dalla prima assoluta a Modena torna in scena il primo, folgorante spettacolo della compagnia, con la regia di Ronconi e l’ideazione di Mariangela Gualtieri. Allora in scena c’erano la stessa Gualtieri e Paola Trombin, che aveva partecipato alla realizzazione. Oggi lo spettacolo ha nuove interpreti e la compagnia annuncia un finale diverso dalla laica “Pietà” del precedente. Uno spettacolo allora “accolto con entusiasmo, guardato con stupore, per quel suo stare a metà fra danza, teatro, performance, meditazione, paesaggio d’anima, natura, geometria, arte, preghiera”, come scrive Mariangela Gualtieri.
Il treno di LoComix, festival per comici emergenti, sta per ripartire. Per il sesto anno si rinnova la fortunata collaborazione tra l'Associazione Culturale Locomotiva (Repubblica di San Marino) e la Compagnia Fratelli di Taglia che ospita gli aspiranti comici sul palcoscenico del teatro Massari di San Giovanni in Marignano per quattro serate di selezioni (7, 14, 21, 28 marzo).
Ogni anno incanta il pubblico, lasciando i più piccini a occhi sgranati e facendo tornar bambini i più grandicelli. Uno spettacolo che riempie il capiente Teatro Nuovo di Dogana e che porta sul palcoscenico tutti i migliori maghi in circolazione. E’ il Festival Internazionale della Magia, kermesse che porta la firma del Mago Gabriel, e che vedrà all’opera anche questa volta illusionisti di altissimo livello, presentati sul palco da Walter Rolfo conduttore di Arcana su Rai Due. Lo spettacolo è previsto per sabato 14 marzo alle ore 21. L’incasso sarà devoluto all’associazione AT21, che si occupa di persone con Sindrome di Down. Info: www.festivalinternazionaledellamagia.com.
Ascanio Celestini, regista, attore e drammaturgo tra i più interessanti dell’attuale generazione, il 29 marzo al Teatro Novelli di Rimini è in concerto con “Parole sante” (ore 21), insieme a Roberto Boarini (violoncello), Gianluca Casadei (fisarmonica), Matteo D’Agostino (chitarra) e Andrea Pesce (suono). Nello spettacolo e nel cd omonimo, vincitore del Premio Ciampi 2007, ci sono le canzoni nate poco a poco all’interno del suo lavoro teatrale: quelle del documentario che racconta la lotta del collettivo precari del più grande call center italiano, l’Atesia, ma anche quelle che hanno accompagnato le “inchieste da fermo” della trasmissione televisiva “Parla con me”, oltre a unacover di un pezzo di Enzo Antinori, minatore di Perticara. Secondo la migliore tradizione della canzone popolare, sono racconti in musica, nati per dare voce a chi non ce l’ha. Ne parliamo con Ascanio Celestini.
A sipario appena chiuso, proviamo a tracciare un bilancio della stagione 2008/2009 del teatro Novelli con Giampiero Piscaglia, direttore di Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini.
Davvero una "bella stagione", per qualità e varietà di proposte...
«Non tutto si può misurare a numeri e il resto appartiene alle rielaborazioni individuali, con suggestioni (provocazioni a volte) che riaffioreranno con imprevedibili positività. Ma dico chiaro e forte che è stata, come la precedente, una gran bella stagione, per i livelli di qualità e la ricchezza di spunti messi in circolo. La percentuale di gradimento pervenuto è decisamente alta, anche il tradizionale, sobrio "contegno" del pubblico riminese si è sciolto spesso in ben più caldi applausi. Sui numeri il segno è positivo in ogni sezione: un patrimonio prezioso di pubblico raccolto intorno al Novelli, agli Atti e all'Auditorium, vero antidoto alla crisi, non solo economica, incombente.»
Quali sono stati i percorsi più seguiti? Le belle e brutte sorprese?
“Il corpo è un miracolo” (G. Hobart)
Claudio Gasparotto è l’anima di Movimento Centrale: “Movimento è un po’ la nostra parola chiave, Centrale è riferito all’incontro, ma anche all’equilibrio dei sistemi del corpo”. Un progetto che sostiene una cultura della danza come arte aperta a tutti. Dal 2008 la sede è nella “Casa della danza e del teatro” una chiesina di Viserba appositamente restaurata.
Cinquant’anni di vita e di storia sono sufficienti per essere considerati un riferimento importante. E il premio Riccione per il Teatro è a giusta ragione un’istituzione, tanto che quest’anno, per la 50ª edizione – la cui serata di premiazione si svolgerà al Grand Hotel Des Bains il 2 giugno, festa della Repubblica – al Premio Riccione sono destinati una targa d’argento e una di bronzo rispettivamente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma 50 anni di storia e di vita sono anche un momento in cui forse è opportuno dedicarsi una svolta. E quest’anno il Premio Riccione per il teatro ha infatti cambiato presidente e giuria, composta soprattutto da chi il teatro lo mette in scena – e cioè attori e registi - a cominciare dal neo presidente Umberto Orsini. Ma vale la pena citarli tutti: Valerio Binasco, Andrea De Rosa, Rodolfo di Giammarco, Federica Fracassi, Cesare Lievi, Piero Maccarinelli, Fausto Paravidino, Lorenzo Pavolini, Ottavia Piccolo. Per la cronaca, i testi pervenuti sono stati ben 418 e, tra i finalisti annunciati a Roma proprio in questi giorni, la sera del 2 giugno si conoscerà il vincitore.
Sono stati assegnati, il 2 giugno, nelle sale del Grand Hotel Des Bains di Riccione, i premi della 50ª edizione del Premio Riccione per il Teatro, il più autorevole riconoscimento per la scrittura teatrale contemporanea.
Dai 400 testi iniziali sono stati selezionati 100 copioni, per poi arrivare ai 17 finalisti: testi con “una forte urgenza comunicativa espressa con linguaggi teatrali diversi”.
Quattro i testi vincitori, tre dei quali di nuovi autori alle prime esperienze di scrittura.
Il Premio Riccione per il Teatro 2009 va ad Angela Demattè con “Avevo un bel pallone rosso”, un testo che attraverso il rapporto tra un padre e una figlia, Mara Cagol fondatrice delle BR, riesce ad affrontare uno snodo cruciale della storia italiana.
E’ il 22 luglio e questa notte a Riccione c’è un raduno di stelle: dive e divi ospiti del primo “Premio per un soggetto cinematografico”. C’è anche un giovanissimo documentarista che si chiama Michelangelo Antonioni. Si tratta di una notte di tanti anni fa, esattamente del 1939. Vittorio Mussolini indice un premio, in virtù della sua passione per il cinema, in virtù anche della facilità che ha Riccione nell’attrarre i vip e magari anche per una certa voglia di ricalcare certi fasti americani. Un premio nato in un momento storico molto critico e per questo motivo durato solo tre edizioni. Ricorre il 70° anniversario e un libro, che viene presentato proprio in questi giorni, ne ripercorre i fasti, mai tralasciando il momento clou: danzando sull’abisso porta il lettore dal veglione con le stelle alla guerra, dall’euforia alla disperazione. Un libro ideato da Fabio Bruschi, direttore di Riccione Teatro, curato dal regista e storico del cinema Marco Bertozzi e “vestito” graficamente da Giovanni Tommaso Garattoni. Una grande ricerca di immagini e testi, con gran parte della documentazione inedita. Il libro si compone di 4 capitoli: visus, testimoni e documenti per un totale di 13 autorevoli interventi. Così cita un tratto di prefazione di Fabio Bruschi: “Quel Premio Riccione d’anteguerra, sull’orlo dell’abisso, si pone qui come oggetto d’indagine sufficientemente circoscritto, nel quale indagare, sulla discontinuità di un cambiamento epocale 8dalla dittatura fascista alla democrazia repubblicana) alcuni importanti elementi di continuità”.
Nell'Edipo a Colono - testamento letterario del grande tragediografo Sofocle - Teseo, il giovane re di Atene, nonostante la riluttanza della sua popolazione, accorda ospitalità e protezione a Edipo che, ormai mendico e cieco, arriva a Colono, un sobborgo nei pressi di Atene, in obbedienza ad un'antica profezia che diceva che lì sarebbero terminati i suoi giorni. A Siracusa, nell'antico teatro greco riallestito da Fuksas per l'XLV ciclo di rappresentazioni classiche, è stato Massimo Nicolini alias Teseo ad accogliere nel suo regno l'Edipo Giorgio Albertazzi. Massimo, riminese, classe 1981, si staglia con decisione fra le giovani promesse del teatro italiano e ha già conquistato, grazie alla voce suadente e all'occhio ceruleo, il cuore di molte fan (guardate i gruppi su facebook se non ci credete). A 27 anni vanta già un curriculum di tutto pregio corredato di ruoli principali e secondari in spettacoli di successo, fiction televisive e spot pubblicitari. E la ciliegina sulla torta è arrivata proprio quest'estate, protagonista della scena siciliana con i venti spettacoli già presentati a Siracusa e i due, ad Agrigento e a Tuscolo, per cui dovrà a breve mettersi in viaggio. Ma se chiediamo a lui ragguagli ci risponde con una semplicità spiazzante:"Sono stato contattato un mese dopo la fine della tournee con il Teatro Stabile di Bolzano con cui ho rappresentato Il gabbiano di Checov. Ho fatto un provino a Siracusa per il ruolo di Teseo e mi hanno preso".
Dal 4 al 16 agosto l'Arboreto Teatro Dimora di Mondaino ospiterà la residenza creativa Muta Imago per la preparazione del nuovo spettacolo "Madeleine". La compagnia romana porterà in scena la storia di un'attesa, di un sogno e di un ritorno imprevedibile e devastante, che debutterà i primi giorni di ottobre all'interno del RomaEuropa Festival. Bisognerà invece attendere settembre per il laboratorio di Masque Teatro - in programma dal 15 al 20 settembre - che sarà dedicato alle tecniche interattive applicate alle arti performative e verrà condotto da Lorenzo Bazzocchi (ingegnere e regista della compagnia Masque Teatro ) con la collaborazione di Matteo Gatti (tecnico audio ed elettronico) e la partecipazione di Eleonora Sedioli (attrice).
Obiettivo: conoscere lo sconosciuto che c’è in noi, complice l’oscurità della notte. Ludovico Einaudi ci coinvolgerà in un percorso introspettivo tra buio e luce, tra caos e quiete, tra saturità e vuoto, tra forti ritmi e intima melodia, come il contrasto dei suoi tasti bianchi e neri. ‘Nightbook’ è l’ultimissimo progetto che lasciamo raccontare al suo stesso autore.
‘Nightbook’ ossia ‘Libro della Notte’. Introspezione, musica per la buona notte o fascino per il mistero e il buio?
“E’ un percorso nello sconosciuto, nei territori più oscuri dell’animo, con immediati passaggi tra luce e ombra. In alcuni momenti partecipa una band con elementi già nel precedente ‘Divenire’, come Robert Lippok all’elettronica. Le novità: Federico Mecozzi, giovane violinista di Verucchio, Mauro Durante, leccese, al secondo violino ma anche al tamburo a cornice, e ssendo maestro di percussioni di pizzica. Complessivamente una dimensione più estatica grazie a questa nuova parte ritmica, che tende all’ossessione e si avvicina alla trance”.
La residenza creativa a Mondaino di Teatro Valdoca, per la produzione del nuovo spettacolo, si conclude con una prova aperta. Domenica 13 settembre all’Arboreto Teatro Dimora andrà in scena “Primi passi di Caino”, racconto del percorso drammaturgico di Cesare Ronconi e lettura di Mariangela Gualtieri (Ore 21.15, ingresso libero). L’attività del Teatro Dimora riprenderà martedì 15 settembre con il laboratorio di tecniche interattive applicate alle arti performative “Very nervous system. Musica, corpo e materia” condotto da Lorenzo Bazzocchi, ingegnere e regista della compagnia Masque Teatro, con la collaborazione di Matteo Gatti, tecnico audio ed elettronico, Eleonora Sedioli, attrice. Ospiti del laboratorio il danzatore Alessandro Carboni e l’ingegnere del suono Giovanni Versari. Il laboratorio si concluderà con una dimostrazione pubblica domenica 20 settembre (ore 16, ingresso libero).
Alla presenza delle istituzioni (il sindaco Marco Tamanti e l'assessore alla cultura Maria Claudia Gerboni), della presidente di Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione Maria Merelli e dello staff del teatro della Regina di Cattolica (il direttore Simonetta Salvetti, il coordinatore della programmazione Luigi Pedroni e Massimiliano Rastelli, direttore artistico della sezione inerente l'opera), è stato presentato il cartellone della nuova stagione teatrale cattolichina.
Maria Merelli, che, come Presidente di ERT, cura la stagione del teatro, ha sottolineato che in tempi non facili - dove il mondo della cultura viene attaccato come “parassitario culturame italiano” e dove è necessario fare i conti con le scarse risorse economiche - "il cartellone della Regina eccella per la ricchezza delle proposte e l'alternanza di linguaggi teatrali diversi". In effetti, per la stagione 2009/2010 alla prosa, in cui i classici si avvicendano al teatro contemporaneo, si affiancano la danza, il teatro comico e dialettale, l'opera e l'operetta.
Sono trentatre gli spettacoli tra prosa, balletto, comici e operetta che compongono la stagione teatrale riminese 2009/2010. Alla conferenza stampa, a presentare il cartellone del Novelli insieme a Carlo Compatangelo, Presidente dell'Istituzione Musica Teatro Eventi, e Giampiero Piscaglia, Direttore della stessa e fautore della stagione, ha fatto il suo pubblico "battesimo" il nuovo Assessore alla Cultura Antonella Beltrami. Il sipario del Novelli, col turno ABC, si apre il 16 novembre nel segno di Shakespeare e della sua popolare e brillante commedia Molto rumore per nulla diretta da Gabriele Lavia. A seguire L'appartamento, un classico del cinema hollywoodiano, rivive sul palco grazie alla coppia Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli (11-13 dicembre); Maurizio Micheli e Tullio Solenghi dedicano le loro attenzioni all'Unità d'Italia (8-10 gennaio) mentre Pino Micol porta in scena Il birraio di Preston dal romanzo di Andrea Camilleri (21-23 gennaio) e Massimo Popolizio indossa i panni del celeberrimo Cyrano de Bergerac (14-16 febbraio).
La nuova stagione teatrale sammarinese si fa in due. Al teatro Titano il classico si miscela sapientemente con il contemporaneo. Ad aprire la stagione, il 5 novembre, Roberto Herlitzka con Elisabetta II (5 novembre) a cui si avvicenderà il mattatore Massimo Lopez con uno show tributo a Frank Sinatra (19 novembre). Paolo Poli presenterà Sillabari (2 dicembre) mentre Paolo Ferrari e Andrea Giordana interpreteranno Un ispettore in casa Birling (9 dicembre). Largo alle donne con Roberta Lanfranchi che vestirà i panni di Cenerentola (7 gennaio) e Lella Costa che porterà in scena il suo nuovo spettacolo, Ragazze (20 febbraio). Un classico sempre attuale per Lavia che porta sul palcoscenico il suo laboratorio stabile in Molto rumore per nulla col figlio, Lorenzo Lavia, e Giorgia Salari (14 gennaio). E poi il Candido interpretato da Enrico Campanati e Pietro Fabbri (23 gennaio), la nuova creazione di Emiliano Pellisari: Inferno (I viaggi dell'anima) (3 febbraio) e Passaggio in India con Giulia Lazzarini e Sandro Lombardi (2 marzo).
Anche quest'anno, ad affiancare i tre canonici turni della stagione teatrale del Novelli, una piccola ma preziosa rassegna promossa dal Progetto Reti e ospitata al Teatro degli Atti: Riminesi venuti da lontano. Per quattro mes, si avvicenderanno sul palco degli Atti artisti riminesi, a partire da Silvio Castiglioni che ne Il silenzio di Dio si cimenterà in un radiodramma teatrale tratto dal racconto di Silvio D'Arzo Casa d'altri e nell'invettiva da I fratelli Karamazov di Dostoevskij (22 dicembre). A seguire una pausa poetico musicale con il concerto Voci: Daniela Piccari e Andrea Alessi a interpretare poesie e racconti di Tonino Guerra, Raffaello Baldini e Nino Pedretti (28 dicembre). Ad accogliere il 2010 un evento in collaborazione con Assalti al cuore off : il concerto dell'eclettico musicista Vincenzo Vasi in Perfavore sing (24 gennaio) e per finire il 21 marzo Paola Vannoni e Roberto Scappin in Tragedia tutta esteriore.
“Questo è ancora il più bel mestiere del mondo”: confortano molto queste parole che si possono ascoltare sul sito di Fabio Concato (www.fabioconcato.it), uno degli autori italiani più raffinati di canzoni intrise di sentimento, sana ironia e quella leggerezza intelligente che rende il pop una materia godibile e deliziosa. Mercoledì 7 ottobre alle 21 Concato si esibirà presso il Teatro Nuovo di Dogana. Non sarà solo un concerto ma un vero e proprio intrattenimento da vecchio amico ritrovato, si scherza, si ride e si cantano canzoni di momenti indimenticabili. Nella formazione ci saranno anche Larry Tomassini di San Marino e Gabriele Palazzi di Torre Pedrera.
La settima edizione del Festival "Le voci dell'anima - incontri teatrali", ospitato come di consueto al
Teatro degli Atti di Rimini, prevede sei giorni di spettacoli messi in scena da compagnie provenienti da tutte le parti di Italia. Si inizia giovedì 22 ottobre con la Compagnia Arti(col)azione di Genova che in La Cella Elastica, ispirato a Bulgakov, ci offrono una prospettiva nuova dell'amore tra Faust e Margherita: esclusivamente attraverso gli occhi della donna.
Sempre di evocazione classica, venerdi 23 ottobre, lo spettacolo della compagnia fiorentina Isole Comprese Teatro che, in Io e Amleto, immagina un Amleto che sopravvive ad Amleto, che fa la sua vita a brandelli e ne racconta una eroica. Sabato 24 ottobre il Teatro delle Macerie di Cento porta in scena Macerie, non solo i muri delle case abbandonate, ma anche i vecchi, i ricordi, i fantasmi: anello di congiunzione con un ipotetico 'prima'.
Il freddo? Si combatte con il sorriso. Così come la noia, nelle buie domeniche d’inverno. A San Marino il Festival Internazionale di Teatro per Ragazzi offre proprio questo: lo spunto per affrontare le giornate più lente della stagione fredda, con nuove forme teatrali innovative e, perché no, intriganti. Il tutto rivolto ai bambini e alle famiglie.
Una stagione di novità per la scena teatrale riccionese: è stata affidata alla Compagnia Fratelli di Taglia la direzione artistica delle due principali rassegne teatrali del teatro del Mare. I Fratelli di Taglia hanno, infatti, messo a disposizione dell'Assessorato alla Cultura di Riccione la loro più che ventennale esperienza artistica e organizzativa, aprendosi al dialogo e alla collaborazione con le altre realtà teatrali del territorio, per dare vita a un cartellone che spazia dalla prosa classica alla drammaturgia contemporanea, dal varietà d'autore al teatro comico fino al cabaret emergente. Proposte in grado di appassionare differenti fasce di spettatori per un progetto che, in un periodo di progressiva riduzione delle risorse che gli enti locali sono in grado di destinare a sostegno delle iniziative culturali, fa della qualità e dell'interesse degli spettacoli selezionati una delle chiavi per vincere la sfida del rischio d'impresa. L'avvio della stagione 2009/2010 del Teatro del Mare sarà nel segno del varietà con il live show di Corrado Nuzzo e Maria di Biase, dal 6 novembre tutti i venerdì sera fino all'11 dicembre. Accompagnati dalla musica dal vivo dell'inseparabile Tua Sorella Band la coppia comica offrirà ogni sera uno spettacolo senza rete, anomalo ed imprevedibile con tante risate, ospiti internazionali, musicisti virtuosi, comici navigati, improvvisazioni ed anteprime esclusive sulle nuove gag. Sempre nell'ambito del comico il quartetto di punta di Colorado Cafe Live, I Turbolenti, saliranno sul palco riccionese con il nuovo spettacolo Siamo poveri di mezzi (25 febbraio).
Il teatro Novelli di Rimini alza il sipario sulla nuova stagione a passo di danza con la compagnia Artemis/Monica Casadei in "I Bislacchi. Omaggio a Fellini", in scena venerdì 6 novembre alle 21 (fuori abbonamento ingresso a invito). Lo spettacolo - che prevede anche la proiezione del film "Il lungo viaggio" diretto da Andrei Khrzanovskij con sceneggiatura e voce narrante di Tonino Guerra - s'ispira all'universo di Federico Fellini: i danzatori rievocano immagini, scene e personaggi di alcuni film del regista sulle note di Nino Rota.
La serata è realizzata in collaborazione con Fondazione Federico Fellini di Rimini.
Per lo spettacolo occorre ritirare l'invito alla biglietteria del Novelli (via Cappellini, 3) dalle ore 10 alle ore 14, fino ad esaurimento posti disponibili. Info tel. 0541.704293 - Novelli tel. 0541.24152).
La giuria del festival Le Voci dell'anima ha eletto vincitrice della settima edizione la Compagnia Isole Comprese Teatro (Firenze) con lo spettacolo Io e Amleto con Pippo Bosè e Filippo Staud, per la straordinaria capacità di trasformare la disabilità in abilità, mostrando le proprie debolezze e paure in modo disarmante e illuminante. Io e Amleto contiene ciò che dovrebbe rappresentare il teatro oggi: scardinare le convenzioni, ma soprattutto le convinzioni che sono alla base dei pregiudizio. Il Premio del Pubblico del Teatro degli Atti è andato alla Compagnia Argo (Siracusa) con Malpelo e Iqbal di Francesco Randazzo per la sapiente regia di Junio Ambrogio, gli ottimi attori-danzatori, le musiche e luci perfette. Il Premio dell'Organizzazione al miglior artista del festival spetta alla Margherita di Susanna Gozzetti in La Cella Elastica, che ha vinto anche il Premio Tenaglia assegnato da Luca Tognacci e Amos Lazzarini, tecnici e assistenti alle compagnie.
La follia è una costruzione culturale, sosteneva Foucault. Questo è il perno intorno cui ruota "Stravaganza" un testo teatrale di Dacia Maraini, scritto nel 1986 e oggi portato in scena da Claudio Misculin e dalla sua Accademia della Follia. Questo spettacolo - il cui sottotitolo recita "Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza" - sarà in scena al Teatro Petrella di Longiano sabato 28 novembre, alle 21. A raccontarci qualcosa in più di questo spettacolo è la scrittrice Dacia Maraini.
"Stravaganza" racconta la storia di cinque malati di mente, della loro esistenza, tra timori e relazioni personali, dentro e fuori dal manicomio. Qual è il confine tra follia e stravaganza?
"Lo spettacolo nasce da una serie di inchieste che feci prima della Legge Basaglia e dalla Legge Basaglia stessa, che portò alla chiusura dei manicomi. Spesso in questi posti i matti si costruivano: il più delle volte erano solo persone depresse ma quello che accadeva in quelle prigioni li segnava per tutta la vita. Come è accaduto ad Alda Merini, che ha conosciuto il manicomio più duro, quello con le sbarre alla finestra, ma alla fine ne è uscita e questa esperienza terribile non le ha impedito di scrivere cose meravigliose".
"Stravaganza" - in scena al Petrella di Longiano, sabato 28 novembre alle 21 - è uno spettacolo coprodotto dall'Accademia della Follia e dal Teatro Stabile Friulia Venezia Giulia. In scena gli attori dell'Accademia della Follia - una compagnia composta "da matti di mestiere e attori per vocazione" - per le regia di Claudio Misculin. Ed è proprio Claudio Misculin, che nel 1974 ha dato vita a una Accademia teatrale di giovani attori ed ex-degenti che hanno trovato un nuovo e stimolante inserimento nella vita proprio grazie al teatro.
Il teatro degli Atti e il teatro Novelli ospitano la danza in un modo molto particolare. Prima dell'inizio degli spettacoli in cartellone e durante gli eventuali intervalli, nel foyer dei due teatri riminesi verranno proiettati "Corti di danza", video di performance di danza contemporanea selezionati dall'archivio del Ttv Festival di Riccione. Questa piccola rassegna - che ha come obiettivo quello di promuovere e diffondere la cultura e il linguaggio della danza contemporanea - è organizzata dal collettivo C_ a_ p composto dalle danzatrici e coreografe Paola Bianchi, Valentina Buldrini, Chiara Girolomini e dalla fotografa Valentina Bianchi. L'inizitiva vede inoltre la collaborazione del Ttv Riccione e dell'Istituzione musica teatro eventi del Comune di Rimini. Ingresso gratuito.
Erri De Luca torna a Rimini nella duplice veste di scrittore e attore. In “Fili” – in scena al teatro Novelli di Rimini, giovedì 17 dicembre alle 21 – l’autore napoletano si troverà sul palcoscenico per osservare gli attori che recitano brani dei sui libri ma anche per commentare alcune pagine di scrittori che hanno profondamente segnato il suo modo di sentire, di pensare, di essere (come Céline e il suo Viaggio al termine della notte). Un viaggio nei temi fondamentali dell’esistenza cari a Erri De Luca: dalla memoria alla bellezza, dalla dignità della persona alla nostalgia. Ideato da Michele Francesco Afferrante, con testi di Erri De Luca e regia di Riccardo Cavallo, lo spettacolo vedrà al fianco dell’autore-attore Gerolamo Alchieri, Alessio Caruso, Nicola D’Eramo.
Info 0541.704292- 704293 www.teatroermetenovelli.it
Il jazz sa come scaldare l’atmosfera. Anche se si tratta dell’atmosfera rigida dell’inverno. Sabato 26 dicembre, alle 21.15, sul palco riminese del teatro Novelli andrà in scena Rimini Jazz Winter, concerto della Hopeless Jazz Band di Milano affiancata da una guest star d’eccezione, il sassofonista e clarinettista Paolo Tomelleri. Il quintetto milanese – composto da musicisti di esperienza europea, divertenti e con capacità interpretative e di arrangiamento fuori dal comune - proporrà brani anni Trenta e arie celebri in chiave Dixieland. La serata è organizzata dall’associazione culturale Amici del Jazz di Rimini che in questa occasione darà il via al tesseramento 2010.
L’ingresso a Rimini Jazz Winter è gratuito ma solo su invito.
Info 0541.51011 – 52206
Sarà Silvio Castiglioni con “Il silenzio di Dio” – che ha ricevuto un forte consenso da parte della critica – a inaugurare martedì 22 dicembre la seconda edizione della rassegna “Riminesi venuti da lontano” in programma al Teatro degli Atti di Rimini (ore 21.15).
Lo spettacolo - diretto da Giovanni Guerrieri – è composto da due parti: Casa d’altri, tratto dal racconto di Silvio d’Arzo, e Domani ti farò bruciare, ispirato a I fratelli Karamazov di Dostoevskij.
Filo rosso che unisce questi grandi testi è il difficile rapporto tra l’uomo e Dio, ma anche tra l’uomo e se stesso, tanto da sentir risuonare il profondo silenzio che dà titolo all’opera.
Un progetto culturale partito 14 anni fa e che trova il suo sbocco il prossimo 29 dicembre, con il concerto in prima nazionale al Teatro degli Atti di Rimini e con il cd con libro appena pubblicati. È questo il percorso seguito dai musicisti di Voci, che presentano il lavoro Tre grandi poeti in musica, con le poesie di Tonino Guerra, Raffaello Baldini e Nino Pedretti che diventano testi per 17 brani, suonati da Daniela Piccari (voce), Gianni Perinelli (sax), Simone Zanchini (fisarmonica), Dimitri Sillato (piano), Andrea Alessi (basso), Stefano Calvano (percussioni).
Il progetto di Voci, che raggiunge il suo apice col cd e col libro edito dalla NdA Press nella collana Interno 4 Records, è un’opera che travalica gli steccati del localismo per collocarsi sullo scaffale delle produzioni di respiro nazionale e internazionale. Dunque non l’operazione folcloristica di cantare in dialetto, ma piuttosto il jazz che incontra la “lingua” di Santarcangelo e le liriche di tre grandi poeti italiani.
Il balletto torna a Rimini con un grande classico del repertorio classico: La bella addormentata nel bosco, in scena domenica 20 dicembre al teatro Novelli (ore 21). A portarlo in scena sarà il Moscow Festival Ballet, la prima compagnia indipendente fondata a Mosca, composta da 50 danzatori con grande esperienza di ricerca e sperimentazione anche al di fuori del balletto classico. Ispirato alla fiaba di Charles Perrault su musiche di Tcaikovsky,La bella addormentata ancora oggi è considerato un difficile banco di prova per ogni corpo di ballo, in quanto richiede una grande abilità virtuosistica e purissima tecnica accademica.
La sesta stagione teatrale del Teatro Moderno di Savignano sul Rubicone propone una rassegna di qualità che gioca in più la carta della musica. Il cartellone savignanese supera i confini tra le arti si apre, citando il titolo della rassegna, al suggestivo gioco delle “Interferenze”. Infatti, dopo il teatro-canzone Musica e teatro, da Buscaglione a Gaber del cantautore bolognese Franz Campi, che ha inaugurato la stagione, il nuovo anno inizia all’insegna della fusione di musica e comicità. Sabato 16 gennaio alle 21 sarà la volta del nuovo spettacolo della banda Osiris e Ugo Dighiero dal titolo Italiani, Italieni, Italioti, una zoomata in avanti del Bel Paese costruita sugli scritti comici di Michele Serra. E a seguire nei mesi successivi altri nomi di prima scelta: Oblivion Show di Gioele Dix (6 febbraio), La misteriosa scomparsa di W che vedrà salire sul palco Ambra Angiolini con un ironico testo di Stefano Benni (19 febbraio),Detector di e con Ivano Marescotti (6 marzo), 45 giri di parole d’amore con Lunetta Savino e Paolo Bessegato che faranno rivivere le canzoni d’amore degli anni ’60 (20 marzo). Al via anche la rassegna Famiglie a teatro che inizierà domenica 31 gennaio con Attento Pierino… arriva il lupo, sempre all’insegna della fusione tra musica e teatro.
L'associazione Riminiteatri presenta, nel suggestivo scenario della Casa del Teatro e della Danza di Viserba, “Vivere, immaginare, creare teatro” un ciclo di conferenze e incontri sul rapporto tra il nostro territorio, il teatro e la drammaturgia contemporanea. Protagoniste le realtà che, per la loro lunga esperienza di ricerca e lavoro sulle arti sceniche e il linguaggio teatrale contemporaneo, hanno collegato Rimini con le più importanti realtà nazionali e internazionali. Il secondo appuntamento, titolato “Scrivere per il teatro oggi” e curato da Fabio Bruschi (direttore di Riccione Teatro), si terrà domenica 17 gennaio alle 17 e verterà sul Premio Riccione e su Francesco Gabellini. Interverranno Francesco Gabellini, Gianluca Reggiani, Marco Bianchini e Francesca Airaudo.
Dal 4 febbraio al 29 marzo al Teatro del Mare di Riccione torna la grande prosa: in esclusiva per la Romagna Umberto Orsini, Giovanna Marini, Mario Perrotta, Oscar De Summa e i giovani talenti dell’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’amico di Roma ad interpretare Molière, Shakespeare, Wilde e la drammaturgia contemporanea di Greig. Fautori di tutto ciò i neo direttori artistici Fratelli Di Taglia che, dopo la consueta prima parte di stagione all'insegna del comico, ci propongono quattro appuntamenti che dispiegano l'amore per la classicità nel loro rimando all'attualità.
Ma ne parliamo con Giovanni Ferma – curatore del progetto insieme a Daniele Dainelli - che col suo piglio deciso ed entusiasta ci guida innanzitutto fra le ragioni delle scelte che hanno portato alla stesura del cartellone di prosa.
Marco Paolini approda al teatro Novelli di Rimini (il 9 febbraio alle 21 e il 10 alla stessa ora ma fuori abbonamento) con il suo nuovo lavoro scritto a quattro mani con Michela Signori. Un racconto intimo, che parla agli adulti ma anche all’infanzia. Il ritratto di un’Italia di periferia, vista su scala ridotta, tra la Pedemontana e il mare. Il protagonista è un bambino di dieci anni alle prese con l’uomo nero e con le “femmine”, la scuola, le tabelline e l’arte dello “scancellare”, la colonia, il campetto da calcio, la guerra tra bande, le giostre: in una parola, alle prese con la crescita. Ho visto La macchina del capo. Racconto di Capodanno in diretta tv su La 7, il primo dell'anno. E non vedo l'ora di vederlo dal vivo. Marco Paolini è uno di quegli attori che con la sua sola presenza riesce a toccare le corde del cuore. Un cantore d'altri tempi, con una spontaneità e una passione d'altri tempi. Il suo monologo riesce realmente a far provare le emozioni delle situazioni che egli racconta, a descrivere cose di cui quasi si possono sentire il sapore e l'odore.
La commedia dialettale riscuote sempre un grande successo. Ne sono una prova le serate da tutto esaurito al teatro Tiberio di Rimini. Ma quello del teatro dialettale è un vero e proprio fenomeno che coinvolge e appassiona tutta la Provincia. Al teatro Rosaspina di Montescudo la rassegna dialettale è giunta addirittura alla sua diciassettesima edizione e anche quest’anno propone serate all’insegna del divertimento e dell’allegria (ogni sabato fino a marzo). Partirà invece il 6 febbraio la quindicesima edizione di “Rumàgna marzulèna” la rassegna di Montefiore Conca curata dal poeta Giovanni Martelli, al teatro comunale Malatesta (ogni sabato fino al 28 marzo ore 21.15).
Proseguono gli incontri della domenica alla Casa del Teatro e della Danza (l’ex Chiesa di Viserba in via Popilia, 167 a Viserba Monte) gestita dall’associazione culturale Riminiteatri. Domenica 28 febbraio (ore 17, ingresso libero) focus su La rappresentazione dei luoghi, l’insostenibile dialogo la natura dei progetti e la cultura dei luoghi ovvero quanto incide il valore dei luoghi nell’elaborazione di un progetto culturale, di qualsiasi natura: teatro, danza, musica, cinema, e non solo? Fabio Biondi, direttore de L’arboreto e del Teatro Dimora di Mondaino e curatore dell’incontro, discuterà del tema insieme ad alcuni protagonisti della scena teatrale nazionale: Lorenzo Donati (critico di Altre Velocità), Massimo Paganelli (direttore artistico del Festival di Armunia di Castiglioncello), Paola Berselli e Stefano Pasquini (Teatro delle Ariette), Rosita Volani e Thomas Emmenegger (direzione artistica, Olinda, ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano).
Il Teatro degli Orrori rappresenta in parte lo spin-off in lingua italiana degli One Dimensional Man. Verba cantant! Il nome palesa le proprie mire. "Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi…” Citazione di Artaud: la band si ispira al suo Teatro delle Crudeltà. Nel 2007 l’album ‘Dell’Impero delle Tenebre’è l’acclamato preludio all’ultimo ‘A sangue freddo’. Pierpaolo Capovilla ne è la voce, autore e qui nostro interlocutore.
Al via “Passaggi d’emozioni”, la nuova stagione del teatro Pazzini di Verucchio che conferma la direzione artistica di Gianluca Venturini. Spazio alla commedia divertente e di qualità, che giocano sulle emozioni, sui travagli e sulle contraddizioni dell’animo umano, trattando i temi dei cambiamenti sociali e del vivere quotidiano, senza mai cadere nel banale e nello scontato.
Nonostante i pesanti effetti della crisi economica sugli investimenti in cultura, miracolosamente, l’Associazione Teatri e Musiche di Verucchio riesce a presentare un cartellone di comprovato spessore artistico ridotto nella quantità ma non nella qualità.
Da martedì 16 a giovedì 18 marzo (ore 21), il teatro Novelli di Rimini ospiterà la “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni, interpretato e diretto dal grande Toni Servillo, attore pluripremiato sia in teatro che al cinema, qui alle prese con una sorte di "miniserie del Settecento". La piece racconta infatti la storia di quattro giovani borghesi in tre diversi momenti legati alle vacanze: durante i preparativi prima della partenza, nelle vicende che vivono in villeggiatura e infine nell’ora del ritorno in città. Una vacanza da se stessi che porta a un’inevitabile malinconia e che sottolinea un tema quanto mai attuale: il desiderio di esserci piuttosto che di essere.
L’associazione Locomotiva e i Fratelli Di Taglia rinnovano la loro fortunata collaborazione all’insegna del comico: dal 6 marzo, ogni sabato del mese alle 21, le selezioni pubbliche della decima edizione di LoComix, il festival per comici emergenti, approdano sul palcoscenico del Teatro del Mare di Riccione. LoComix si è contraddistinto nel panorama dei festival e concorsi italiani dedicati alla comicità per essere una vera fucina di talenti. Tra i finalisti e i vincitori delle scorse edizioni ci sono, infatti, numerosi artisti che stanno ricevendo importanti consensi negli show televisivi come Marco Bazzoni, Andrea Sambucco, I Pandpers, Bruce Ketta, Marco Dondarini, Andrea Vasumi, Claudio Sterpone, Marzio Rossi e Alberto Vitale. Per non parlare dei comici made in San Marino: Le Barnos e l’emergente Elisa Manzaroli.
A tre anni di distanza dal"L'aldiquà" nell'autunno 2009 è uscito "Manifesto abusivo", ottavo album della lunga carriera di Samuele Bersani. Il geniale cantautore cattolichino anche con questo lavoro ha dimostrato la sua impareggiabile abilità nello sposare testi visionari con musica raffinata. Ora si accinge a girare l'Italia con un nuovo tour, che lo vedrà impegnato da marzo a maggio. La seconda tappa, dopo Torino è quella di Rimini il 26 marzo al Teatro Novelli, un'occasione per conoscere le nuove canzoni e cantare i successi di sempre, in "patria".
All'ascolto, "Manifesto abusivo" sembra segnare una raggiunta maturità.
"E' vero. Forse è il primo album che mi coinvolge personalmente come uomo e artista ed è stato realizzato volutamente cercando di ricreare un'atmosfera famigliare. In questo disco c'è il mondo che mi circonda, i sentimenti e il mio rapporto con essi. Una sorta di resoconto di un uomo e un artista che ho scelto, appunto, di presentare come un manifesto "abusivo", cioè spontaneo e fuori dalle consuetudini".
Il 25 e il 26 marzo al Bonci di Cesena il Teatro Valdoca, uno dei gruppi fondatori del teatro italiano contemporaneo, presenta il dittico "Nel silenzio dei fiori", di e con Mariangela Gualtieri, e "Notte trasfigurata", in cui le parole della poetessa sono incarnate da Danio Manfredini, già interprete dello storico "Parsifal" del 1999. Due "notturni" in reciproca tensione dialogica, uno "interiore", in cui la parola pronunciata dal poeta stesso è epifania di luce nel buio denso, e uno "esteriore", di trasfigurazione, in cui la scarna scenografia è attraversata da una presenza regale e profetica. La regia è di Cesare Ronconi, creatore di uno spazio scenico che avvolge di buio la traccia fosforica delle parole poetiche, e riverbera di rosso l'apparizione di Manfredini. Nero: Mariangela Gualtieri "Nel silenzio dei fiori" porta in scena versi inediti, in un canto che comprende tutte le creature, fino al silenzio di fiori e animali: forse ci siamo allontanati troppo da ciò che ci tiene in vita, e questo spettacolo rappresenta un ritorno.
Mentre molti cartelloni teatrali volgono al termine, il Teatro Massari di San Giovanni in Marignano si appresta a vivere una nuova intensa stagione. “Intermittenze” – è questo il titolo della rassegna che si snoderà da aprile a luglio – porta la firma del Teatro dei Cinquequattrini e si basa sull’obiettivo di offrire al pubblico la possibilità di un intenso incontro con artisti che abbiano una netta impronta poetica e morale, un chiaro percorso “linguistico” unico nel loro fare teatro, perché il teatro sia ancora stupore.
“Intermittenze” partirà con il teatro contemporaneo l’11 aprile, quando sarà di scena il Teatro delle Ariette con"Padre nostro, una preghiera da circo”, di e con Paola Berselli e Stefano Pasquini e proseguirà domenica 25 aprilecon Daniela Piccari e Lucia Vasini che porteranno in scena “Voci. Tre grandi poeti in musica”. I testi di Raffaello Baldini, Tonino Guerra e Nino Pedretti diventano un concerto teatrale in cui la tradizione popolare della Romagna si fonde con il jazz, la musica etnica e la malinconia della chanson francese. Maggio al Massari sarà il mese dei bambini con tre giornate interamente dedicate a loro: una lettura animata con Marcello Franca e Silvia Giorgi;danza e musica con Paola Bianchi e Stefano Murgia; il Teatro di Stracci con “Cappuccetto rosso e il lupo di mare”.
Concerti, letteratura, teatro, mostre e produzioni locali. C'è di tutto in "Onde Corte - giornate della cultura indipendente", festival di una settimana (3-9 maggio) che prende il nome dal Teatro Corte di Coriano e che vuole "gettare uno sguardo sul mondo della creatività e della cultura in Romagna, con l'obiettivo di valorizzare i talenti di un territorio sempre prolifico". Romagnoli che valorizzano romagnoli, sfida al famoso detto per il quale nessuno è profeta in patria. "L'idea è nata a partire dall'ospitalità offerta in gennaio a Daniele Maggioli per registrare il suo ultimo cd negli spazi di Corte. Allora ci è sembrato che la presentazione di questo lavoro potesse non essere un evento isolato, ma l'occasione per l'organizzazione di una vetrina della cultura indipendente, tra arte, musica ed editoria.
Le parole efficaci di Mariangela Gualtieri danno voce al fango e alla luce che siamo. Dopo i versi del recente, intenso "Il silenzio dei fiori-Notte trasfigurata", in attesa di "Caino", spettacolo ancora in progress, la poetessa, fondatrice con Cesare Ronconi del Teatro Valdoca, ci regala "Bestia di gioia" (Einaudi), una raccolta di poesie in uscita il 18 maggio. E questa intervista.
Mariangela, lei ha scritto: «La poesia, dopo aver posto molte strazianti domande, rimanda l'interrogante a se stesso. Non chiedere a nessun altro che a te.»
«Sì, in realtà le parole che lei cita si riferivano al finale di ‘Paesaggio con fratello rotto', a ‘quella' poesia. Ma mi pare che la Poesia non dia risposte chiare, anche perché appunto non è dotata della sola componente razionale. Anzi, forse ciò che più parla al cuore di chi ascolta è la musica della poesia, la sua ritmica, la sua ombra, o tutto l'insieme, il corto circuito che essa crea. La Poesia parla a parti di noi che forse sono più sapienti della nostra ragione, rivela e commuove».
Il teatro Dimora si prepara ad ospitare anche quest'anno una serie di incontri e laboratori di grande interesse per la scena teatrale contemporanea. Si parte il 7 giugno con il corso biennale per la sensibilizzazione e lo sviluppo delle arti corporee Scritture per la danza contemporanea con la direzione artistica di Raffaella Giordano (fino al 12 giugno). Dal 17 al 20 giugno sarà la volta del laboratorio per attori e spettatori condotto da Piergiorgio Giacchè e Silvia Pasello La voce in ascolto. Il laboratorio cercherà di trasmettere o almeno di evocare un'eredità impossibile: quella di una "macchina attoriale" che è stata il trucco e l'anima del più grande attore italiano del ventesimo secolo, Carmelo Bene. Quattro giorni di "prove" sulla differenza tra il dire e l' essere detto , sul cortocircuito tra "voce in ascolto" e "ascolto della voce", sulla essenzialità e l'efficacia di un modo di sentire il testo e di sottomettersi al suono.
Imparare la storia e le lingue straniere può essere divertente. Soprattutto se si studiano a teatro. Ne sanno qualcosa i ragazzi della scuola media statale Alighieri-Fermi di Rimini, protagonisti di "22 luglio 1588" spettacolo di ambientazione storica, recitato in inglese e spagnolo, in programma giovedì 3 giugno alle 21 al teatro Rosaspina di Montescudo. L'iniziativa - che rientra nell'ambito di un progetto europeo - è stata sostenuta dalle professoresse Viviana Scandola e Donatella Sarti (che ne curano la regia) e dai professori Andrea Carlini e Stefano Montanari (scenografi) con l'appoggio degli insegnanti che hanno prestato ore per le prove. In scena i ragazzi della 3B nei panni di Elisabetta I e la sua corte, di Filippo II di Spagna e della sua Invincibile Armada. I ragazzi della 3C saranno invece i musicisti di questo spettacolo, incentrato sulla celebre battaglia tra Inghilterra e Spagna. Come finì è storia. E se non ve la ricordate potete ripassarla sui libri. O concedervi una sera a teatro.
Il festival di Santarcangelo lancia le iniziative del "manifesto rosso" e del Quarantennale. Innanzi tutto la direzione artistica ha deciso di riattivare il sottotitolo originario, quel "Festival Internazionale di Teatro in Piazza" che è entrato nella storia della cultura italiana. Di qui l'iniziativa del "manifesto rosso". Santarcangelo 40 ha scelto come immagine una campitura rossa come "spazio aperto alla creazione": il festival accoglierà tutte le proposte in arrivo, che verranno esposte nella galleria online sul sito www.santarcangelofestival.com. L'invito alla composizione di manifesti per Santarcangelo 40 è stato rivolto anche ad alcuni artisti, ai quali è stato chiesto di donare i propri originali che verranno venduti in un'asta pubblica per sostenere le compromesse economie della manifestazione. "Un modo di reagire al clima cupo in cui siamo immersi", afferma il direttore artistico Enrico Casagrande.
Il teatro di Sant'Agata Feltria, che teatro! Dedicato al ravennate Angelo Mariani, considerato uno dei più grandi direttori d'orchestra dell'800, questo piccolo teatrino è datato 1605 ed è il più antico d'Italia fra quelli interamente in legno, compresi i rulli che fanno calare il sipario e le colonne che sostengono i palchi. Un legno secolare, ormai come fossilizzato, più duro della roccia.
Il teatro Mariani dal 5 febbraio di quest'anno si può visitare gratuitamente ogni giorno su richiesta, grazie alla gestione del Comitato per la Salvaguardia dei Beni Culturali. Ed è possibile vederlo nel suo pieno splendore, perché è stato oggetto di un attento restauro durato qualche anno e terminato nel 2002.
Prima di allora, si trattava di uno spazio che a malapena faceva pensare ad antichi fasti, ma denaro per metter mano ai lavori non se ne trovava. Nel 1991, l'allora Presidente del Senato Giovanni Spadolini lo visitò e si rese conto del valore di questa struttura, che egli definì "Un pezzo di cultura mondiale".
Quarant'anni di teatro in piazza, quarant'anni di convivenza fra cittadini, artisti, appassionati e critici. Nel frattempo il teatro ha fatto in tempo a mutare tante forme espressive, stravolgere i tempi per raccontare cose, vedere tramontare mostri sacri e vederne emergere di altrettanti. In mezzo è passata anche tanta fuffa, ma questo fa parte di ogni arte, il tentativo di buttarcisi dentro senza averne capito un bel niente. Nel frattempo anche la cittadina di Santarcangelo è cambiata molto, non è più il paesino un tantino arretrato di Romeo Donati, i clementini purosangue hanno fatto un po' di spazio ai nuovi arrivati, quelli che adesso il Festival se lo ritrovano già consolidato, e forse lo danno anche un po' per scontato.
Per il mondo musicale intervengono a Santarcangelo 40 Ronin e OvO, a "consumare" un impasto di musica, evocazione cinematografica ed eccessi (Piazza Ganganelli, 17 luglio), il pianista irrequieto Elew (Eric Lewis), prediletto dalla famiglia Obama, compagno di scena di molti grandi del rock, che si diverte a spettinare partiture e posture classiche, e a mescolare i generi senza diritto di epoca (Villa Torlonia, 15 luglio) e la musicista e cantante Jessie Evans, con la sua carica sensuale e folle intrisa dell'immaginario degli eroi sudamericani, del fascino mediorientale e dell'afro-beat (Piazza Ganganelli, 10 luglio).
Fanno parte integrante del programma anche i film documentari di Pietro Marcello (La bocca del lupo, 15 luglio, presentato da Dario Zonta), Federico León (Estrellas, 16 luglio, presentato da Tatiana Saphir), e Gianfranco Rosi (Below the Sea Level, 10 luglio, presentato da Marco Bertozzi), indagini ai margini della vita. Così come le letture di scrittori dal vivo, La voce degli scrittori, con Nicola Lagioia, Gaia Manzini, Giorgio Vasta e Simona Vinci. E Finestre di luce, le proiezioni di disegni animati sulle finestre del paese a cura del Corso di Perfezionamento di Disegno animato del Liceo artistico "Scuola del libro" di Urbino. Oltre al ballo notturno in piazza, adiacente al centro festival, con Dj d'eccezione (tra gli altri Ics, Trinity, UbiBroki, Squat#5, Nada, Bronson prod.).
Santarcangelo 40 si terrà dal 9 al 18 luglio, concentrando gli appuntamenti nei due finesettimana, ovvero nei giorni 9, 10, 11 e 15, 16, 17, 18. Diretto da Enrico Casagrande di Motus con la collaborazione di Rodolfo Sacchettini e Daniela Nicolò - all'interno dell'andamento triennale Santarcangelo 2009/2011 condiviso con Chiara Guidi della Socìetas Raffello Sanzio che ha firmato l'edizione scorsa e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe che condurrà la prossima - Santarcangelo 40 vuole essere un festival "singolare plurale", esploso, un occhio gettato all'esterno e in movimento verso un "reale" dai margini incolti e imprevedibili. Saranno ospiti di questa edizione circa 30 produzioni internazionali che spaziano dal teatro alla danza alla performance e attraversano cinema, letteratura, disegno, arte pubblica, musica. Un festival che s'interroga sulla fluttuante condizione che l'oggi attraversa tra finzione e "realtà" non può non trascinare nel proprio rischio spudorato lo spettatore. E così il gruppo italiano Fagarazzi & Zuffellato in Enimirc (Lavatoio 9, 10 e 17, 18 luglio) sguinzaglia in scena cameramen e spettatori per costruire una storia che intreccia l'arte col crimine; da Inghilterra e Germania i Gob Squad s'intrufolano nella città, immortalandola con immediatezza e piglio surreale (Teatro Supercinema 10, 11 luglio); e Codice Ivan sono autori di un'inchiesta che, condotta tra il pubblico, vuole restituire i rovesciamenti e le invenzioni di un festival senza confini (Teatrino della Collegiata, prima assoluta, 16, 17 luglio).
Dal pubblico al privato: il Teatro del Mare cambia gestione con l'obiettivo di risparmiare oltre 15mila euro l'anno. Il Comune ha emesso il bando, in scadenza a fine mese. Fino la scorsa stagione la programmazione invernale è stata affidata alla compagnia Fratelli di Taglia, mentre la stagione estiva a Città Teatro e il teatro dei ragazzi dall'associazione "Alcantara".
"Il Comune ha speso oltre 115mila euro, considerando tutte le voci, dalle bollette agli altri costi tecnici", spiega l'assessore alla Cultura, Iole Pelliccioni. Il passo che l'amministrazione si appresta a compiere con il bando è "l'affidamento di tutto il teatro a un unico soggetto gestore, con certe caratteristiche, sia per quanto riguarda la programmazione della stagione, che la gestione tecnica della struttura, tenendoci per noi 15 giorni".
"Il teatro è uno specchio della vita. Uno specchio molto limpido". La citazione di Peter Brook in esergo alla nuova stagione del Novelli ne manifesta l'anima: un teatro che vuol essere specchio della città, e del singolo spettatore. Specchio della città per la volontà di portare avanti, anche in tempi di crisi, uno spazio culturale che ne arricchisca la civiltà, e strumento di riflessione, di conoscenza di sé per uno spettatore in ascolto. Fil rouge di quest'anno la contaminazione tra linguaggi teatrali e cinematografici, un crossover che crea nuove possibilità espressive, senza abdicare allo specifico teatrale. La consueta e collaudata struttura in tre turni d'abbonamento, volti a soddisfare domande differenti e premiati da un pubblico trasversale, dà conto del tanto che offre la scena teatrale d'oggi, vagliato con sapiente attenzione alla qualità. Così nel turno A.B.C. i "classici" e i "nomi" di richiamo sono nel segno di proposte teatrali non convenzionali. Dalla "Bisbetica domata" con Vanessa Gravina, che apre la stagione, al "Dona Flor e i suoi due mariti" con l'esordio in teatro di Caterina Murino, al metaforico "Malato immaginario" di Gabriele Lavia, al cinefilo "L'inganno-Sleuth" con Glauco Mauri.
Il 20 ottobre 2010 potrebbe essere una data "storica" per Rimini. Quella entro la quale si avvierà il primo stralcio dei lavori per la ricostruzione del Teatro Galli "com'era e dov'era". Come l'assessore alla cultura Antonella Beltrami e l'architetto Pier Luigi Foschi, direttore dei Musei comunali e responsabile dei lavori hanno comunicato nel corso della conferenza stampa di presentazione del cartellone del Teatro Novelli lunedì 20 settembre, una delle questioni più annose e controverse della nostra città sembra essere in drittura d'arrivo.
Il primo stralcio comporta la ricostruzione del foyer, e dovrebbe essere completato entro un paio d'anni. Foschi ha spiegato che avrebbero aggiudicato nel corso della settimana l'appalto di questa tranche, per cui sono stati stanziati circa 4 milioni di fondi europei, alla ditta Lancia di Pergola, specializzata in restauro, la cui offerta, tra le 17 pervenute, si è dimostrata la più vantaggiosa sotto il profilo del ribasso e della qualità dell'intervento. "Dobbiamo iniziare i lavori entro il 20 ottobre", ha spiegato Foschi, "altrimenti perderemmo i finanziamenti"
La mancanza di un obiettivo comune è ormai un tratto caratteristico della società odierna: ognuno pensa per sé, pensa ad arrivare, al successo e così sia, frammentando e disperdendo il senso della comunità. "L'Epoca delle passioni tristi", rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca di Misano Adriatico, parla di questo e di paura, d'inquietudine, di desideri perduti. L'8 ottobre apre Salvatore Natoli, con "Tristitia est ipsa cupiditas, genesi della tristezza", il 15 sarà il turno di Carlo Sini con "Lifting, la passione della giovinezza", a seguire il 22 Pierluigi Celli e lo scrittore-regista Edoardo Nesi, "Passioni fuori corso, per un pensiero affettuoso". Romano Màdera il 29 ott. parlerà de "Il desiderio perduto e la stagnazione psichica", mentre l'"Ira, passione furiosa" è il tema di Remo Bodei, filosofo e professore alla Normale di Pisa (5 nov.).
Il teatro per decifrare il disagio dell'adolescenza. Per trasformare quel disagio in un valore aggiunto della propria persona, proprio come sono riusciti a fare i grandi artisti di ogni epoca. E' la proposta di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, che spiegano: "I ragazzini non salveranno il mondo, ma forse possono. Devono provare a salvarsi dal mondo e noi con loro. Nel suo abitare un'età dalla grazia sbilenca, l'adolescente ha un io ‘minimo': si guarda, ma non sa bene cos'è, cosa diventerà. Si ascolta, e sente dentro di sé tante voci. Questa confusione è una ricchezza: l'adolescente può essere ‘tanti', in lui si scontrano le voci degli déi. Il suo ‘io' è un condominio. È abitato dalle tante maschere che può diventare: santi, guerrieri, impiegati, ladri, assassini, artisti, cavalli, terremoti, fantasmi. È una condizione instabile e delicata e sofferente, si è dei nessuno, si è come feriti. Questa ferita è la via maestra alla scena".
Al via la nuova stagione teatrale riccionese firmata dalla Compagnia Fratelli di Taglia, che animerà il Teatro del Mare da novembre a maggio alternando la prosa al comico, il dialettale al jazz, la danza al musical. Con grandi nomi come Moni Ovadia, Marco Baliani, Roberto Anglisani, Silvio Castiglioni, i ragazzi di Scampia, la compagnia Punta Corsara, Ivano Marescotti e il Teatro Delle Briciole. E un importante omaggio all'attore romagnolo di Accademia Perduta che sta riscuotendo grande consenso di critica e pubblico in Italia e all'estero: Claudio Casadio. Il protagonista del film rivelazione della passata stagione - L'uomo che verrà sulla strage di Monte Sole - sarà al centro di Anime in Assolo, con alcune delle sue prove d'attore più importanti. Al Teatro del Mare il 6 novembre (ore 21.15) Casadio presenterà insieme a Daniela Piccari L'Orchetto, diretto da Marcello Chiarenza, e sabato 27 novembre Pollicino, spettacolo vincitore del Festival Momix di Kingersheim e del Biglietto d'oro Agis - ETI 2008. Cogliamo il bravo attore, che si districa fra teatro, cinema e tv, in un momento di pausa dalle prove, per chiedergli del suo lavoro e del connubio con Riccione: «L'uomo che verrà, la mia prima esperienza cinematografica, mi ha dato modo di interpretare un ruolo molto forte e impegnativo.
Finalmente al via la nuova stagione teatrale di San Marino: è stato presentato il programma dei Teatri Nuovo e Titano, e dal primo al nove dicembre è aperta la campagna abbonamenti. Sette più uno gli incontri con la prosa al Teatro Nuovo di Dogana, dove la Medea di Euripide portata in scena da Pamela Villoresi inaugura la stagione il 9 dicembre, quattro gli appuntamenti dei "Racconti in musica" al Teatro Titano, con protagonisti come Erri De Luca e Gian Maria Testa, Ivano Marescotti con i Quintorigo, Le Mille e una notte di Vincenzo Cerami e La canzone di Nanda di Giulio Casale. Una rassegna che valorizza le compagnie Sanmarinesi completa il cartellone. Quest'anno, inoltre, ad ogni serata è abbinato un momento enogastronomico. Per info: San Marino Teatro, tel. 0549/88.30.56
Al Teatro Petrella di Longiano il 2 e 3 dicembre Giobbe Covatta presenta "Trenta", il 4 dicembre al Teatro Novelli la Compagnia Comico-dialettale "De Bosch" in due farse: "Stati interessanti" e "Se i mort putèss z-corr". Al Teatro del mare di Riccione il 4 dicembre per "Dialetto ad hoc" il Teatro delle Briciole narra "Il grande racconto", tratto dall'Odissea di Tonino Guerra. Al Teatro Comunale Malatesta di Montefiore Conca il 5 dic. Giorgio Felicetti è "Scarpagnante", liberamente tratto da "Saltatempo" di Stefano Benni. Martedì 7 dicembre al Teatro Novelli la Compagnia balletto classico Liliana Cosi-Marinel Stefanescu danza "I grandi Pas de Deux". Al Teatro Moderno di Savignano il 10 dicembre va in scena "Mai più soli", di Stefano Benni, con Angela Finocchiaro e la musica dal vivo di Daniele Trambusti, a Cattolica, al Teatro della Regina, il 14 e 15 Dicembre si scatena l'athletic dance theatre dei Kataklò con "Love machines".
Cosa c'entrano i capodogli con l'incontro/scontro di due amici d'infanzia in un supermercato? C'entrano sì, e per scoprire perchè basta andare sab. 4 o dom. 5 dicembre al Teatro Corte di Coriano, dove debutta il nuovo spettacolo della Compagnia dei Ciarlatani, ideato con Mara Persegona. "Cosa c'entrano i capodogli?" ha la drammaturgia di Anna Rita Pizzioli, che ne firma la regia con Damiano Scarpa di Alcantara: in scena, Francesco Tonti e Alex Gabellini, alle prese con le contraddizioni e i feticci dell'uomo contemporaneo. Attraverso ricordi d'infanzia e riflessioni sul mondo affiorano domande, dagli stili di vita "adulti" al rapporto con le cose e con le persone, dai grandi temi ambientali alle domande spicciole sulla sostenibilità quotidiana. Un gioco teatrale dai continui scambi di ruolo, tra comicità e dramma, in cui la parte del fool è di "Checco" Tonti, mentre Alex, non senza contraddizioni, è il difensore di una concezione di vita sobria e coerente. I capodogli del titolo aleggiano sin dalla musica di scena, composta da Marco Mantovani a partire dalla registrazione degli ultrasuoni emessi dai cetacei, e la consulenza scientifica dello spettacolo di Gianni Pavan, biologo dell'Università di Pavia, garantisce una lettura approfondita dei temi affrontati. Per info: tel. 0541. 658667
Intervistare Dario Vergassola, sarcastico inquisitore di "Zelig" e "Parla con me", fa un certo effetto. E invece ti trovi a parlare con una persona disponibile e autoironica, e le maschere del "personaggio" comico che accoglie nella sua ombra il comedian, lo schlemiel e il fool si sparigliano nel raccontare le persone importanti, che non sono - necessariamente - quelle dentro lo schermo televisivo. Il 29 gennaio al Teatro del Mare di Riccione Vergassola porta "Sparla con me", hellzapoppin della sua comicità varia, e in attesa di andarlo a sentire ecco cosa ci ha detto.
Dario, mi racconta Vergassola in cento parole?
«Faccio parte di quei cazzari che sin dalle elementari cercano di rendersi simpatici con le battute, e che poi crescendo trovano al bar il regno meraviglioso della psicanalisi. Vengo da una famiglia povera che mi ha cresciuto con serenità, a parte gli attacchi di panico e di ansia ipocondriaca - noi comici non ci facciamo mancar niente - ho fatto l'operaio per 20 anni e poi, siccome cazzeggiavo anche con la chitarra, mia madre ha avuto un'illuminazione e mi ha detto: "In televisione è pieno di scemi, perché non provi anche tu?". E sono finito in un baretto che era lo Zelig. Arrivavo a Milano in 127 con gli anabbaglianti, armato di ansiolitico, e poi c'è stato Sanscemo nel '92, il Maurizio Costanzo Show... e adesso sono un miracolo che cammina.»
"La parola del teatro" scrive J. L. Nancy, "non si rivolge più agli dei, ma si scambia tra i mortali che sono ormai soli tra loro". Di questa parola necessaria si fa maieuta il Premio Riccione, che dal 1947 ha percorso una lunga strada in compagnia delle voci più rappresentative del nostro teatro, per diventare il Premio nazionale più importante per la drammaturgia. L'edizione 2011, presentata a Roma il 25 gennaio con grande attenzione da parte di media e istituzioni nazionali, apre una pagina nuova: giovane il neo-direttore, il demiurgo della rassegna "Assalti al Cuore" Simone Bruscia, inedita la giuria, con la riconferma di Umberto Orsini come presidente.
Simone Bruscia, che Premio Riccione sarà?
«È una macchina straordinaria - al centro di tutto c'è la scrittura, fondamento del teatro per me - e complessa. Un'eredità importante che sento di raccogliere da chi mi ha preceduto e introdotto in questa realtà, Fabio Bruschi. Il Premio Riccione è il più antico dedicato alla scrittura teatrale in Italia e il più prestigioso e ambìto, vincerlo ha un valore tangibile. I testi premiati diventano spettacoli in scena nei maggiori teatri italiani, un testo recente, "Happy family" di Genovesi, è divenuto un film di Salvatores: il Premio è un'incubatrice di storie in divenire. E poi è l'unico in Italia a giudicare un'opera ancora in nuce e a farla nascere sul palcoscenico, sostenendone la produzione.
La stagione 2010/2011 del Teatro Novelli appena conclusa proponeva il teatro come specchio della vita, «uno specchio molto limpido», come scrive Peter Brook. «Fra il teatro Novelli e gli Atti sono stati 55 gli spettacoli tra prosa, commedie, concerti, danza, performance, monologhi, lavori di ricerca teatrale. Complessivamente, fra novembre e marzo, i fruitori sono stati oltre 30.000, di cui quasi 2000 abbonati. Positivo anche il trend che evidenzia un + 10% rispetto al 2010» ci rivela Giampiero Piscaglia, direttore Istituzione Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini. «Oltre ai numeri, in tutte le ultime stagioni c'è un aspetto qualitativo che ci sta molto a cuore: un progressivo ricambio di pubblico con una presenza giovanile in costante crescita. A questi risultati non sono estranee alcune azioni che abbiamo compiuto per diversificare i pubblici e allentare gli "obblighi" dell'abbonamento, con formule sempre più flessibili che hanno incentivato la facoltà di selezione libera degli spettatori. Non secondaria anche la scelta di non aumentare i prezzi.» Quest'anno, per dar conto degli umori e amori della platea, è stato distribuito anche un questionario. «Nel momento in cui scriviamo» continua Piscaglia, «ne risultano pervenuti 651. Alla domanda se gli spettacoli hanno corrisposto complessivamente alle aspettative, il 93% di persone ha espresso piena soddisfazione! Anche la maggioranza di quel 7% che ha espresso criticità, motivandole con ragioni di gusto personale, ha comunque dichiarato l'intenzione di rinnovare il proprio abbonamento o di tornare a frequentare la stagione teatrale».
Venerdì 6 maggio Davide Van De Sfroos sarà in concerto al Teatro Novelli per una tappa dello "Yanez tour 2001". Anticipato dall'omonimo singolo scritto e cantato in dialetto tremezzino (o laghée) arrivato quarto all'ultima edizione del Festival di Sanremo,Yanez si compone di brani che alternano momenti di allegria ad altri di più intensa riflessione, storie dure e suoni aspri, dominati dagli strumenti acustici mentre le suggestioni musicali attingono da quello che, fin dall'inizio, è il mondo sonoro caro a Van De Sfroos: il folk, nell'accezione più ampia del termine, il rock venato di blues, qualche aroma country e perfino speziature sudamericane. Chiediamo al cantautore, affabile e disponibile, di raccontarci qualcosa del suo album.
Hai dichiarato che questo disco, molto più dei precedenti parli di te, del dark side di Davide. Com'è avvenuta questa svolta intimistica?
«È stato un processo naturale. Si parte parlando di ciò che ti detta l'età ma poi, invecchiando, si sente il bisogno di sondare altri territori ed emozioni che, nel frattempo, hanno fermentato e hanno bisogno di emergere. E a quel punto o li canti o rimangono inesplosi. In questo disco ho messo qualcosa di me stesso che fino a tre anni fa non avrei avuto il coraggio di esplorare, parlo di amori, di sentimento, di emotività».
Fulvio Abbate è autore di poliedrica intelligenza: critico d'arte - si è occupato di avanguardie storiche e neo-avanguardie - romanziere e saggista, con un cotè patafisico, è stato opinionista de l'Unità, collabora con Il Fatto Quotidiano e Il Misfatto ma preferisce definirsi scrittore, non giornalista. "Manuale italiano di sopravvivenza. Come fare una televisione monolocale e vivere felici in un paese perduto" (Cooper, 2010), ovvero come resistere all'omologazione televisiva, è il suo ultimo libro. «Scrivo sui giornali come opinionista, fondamentalmente di televisione, da osservatore» chiosa Abbate. «E a mio modo la faccio, sono riuscito a diventare autosufficiente con la mia Teledurruti, una "tv monolocale" che nasce da un mio romanzo, la storia di un ex figurante televisivo che investe i suoi averi per dedicarsi una tv che ha lo scopo di rendere felice almeno un telespettatore.» Teledurruti, spazio d'anarchico ingegno di e con Fulvio Abbate, dedicata alla memoria del rivoluzionario spagnolo Buonaventura Durruti, è molto seguita sul web (www.teledurruti.it) «un oggetto d'attenzione soprattutto grazie al talento, alla "tipicità" di chi la fa.» Al Teatro Corte di Coriano per Assalti al Cuore OFF il 7 maggio Abbate porterà in scena Il Teatro degli oggetti, evento unico con la complicità musicale dal vivo di I Camillas.
Per restare coerenti con una tradizione come quella del Premio Riccione per il Teatro, che nel saper anticipare lo Zeitgeist ha sempre rivelato qualità rabdomantiche, occorre il coraggio della discontinuità, uno scatto d'orgoglio. Questa la direzione della 51° edizione che, chiuso il concorso, dà appuntamento in settembre per la premiazione. È stato con un pensiero rivolto al compianto Franco Quadri «che ha accompagnato il Premio alla rinascita» che il presidente Giorgio Galavotti ha aperto la conferenza stampa a Riccione, il 28 aprile, «forse più importante» di quella "ufficiale" di Roma in gennaio, come ha affermato il neo-direttore, Simone Bruscia, «perché ha presentato il Premio alla città» di cui costituisce una delle eccellenze culturali. Un ruolo sottolineato dagli interventi del sindaco di Riccione, Massimo Pironi, e del vicepresidente della Provincia Carlo Bulletti. Il Premio quest'anno affronta un nuovo corso, cominciando col ringraziare le persone che l'hanno reso il più autorevole riconoscimento per gli autori teatrali in Italia, consapevole del percorso compiuto. Ma è investendo sulle giovani generazioni che si apre la nuova stagione: a partire dal premio di produzione di 7000 euro che farà vivere sulla scena il testo vincitore della sezione under 30 del Premio, dedicata dal '93 a Pier Vittorio Tondelli. Un omaggio che nel ventennale della scomparsa dello scrittore ne incarna la vocazione di talent scout.
La 51° edizione del Premio Riccione per il Teatro come Giano, dio della soglia, avrà un volto rivolto al passato e uno al futuro. Il nuovo direttore, Simone Bruscia, ci racconta che intende «rimettere il teatro al centro della polis, creando reti di sinergie sul territorio, valorizzando i giovani talenti e mettendo a disposizione della città una ribalta aperta sul mondo.» Onorando la lunga storia del Premio, nel nome di Franco Quadri, che ne è stato Presidente e demiurgo, della sua generosità e apertura all'avanguardia e di Pier Vittorio Tondelli, del quale «intendiamo raccogliere la vocazione di talent scout, un simbolo del nuovo corso del Premio» continua Bruscia. Tanti i partecipanti, quest'anno. «Ci sono pervenuti circa 450 copioni» rivela Bruscia. «Un elemento trainante è stato certamente la giuria, dal profilo alto, composta da Sonia Bergamasco, Elio De Capitani, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Claudio Longhi, Fausto Paravidino, Isabella Ragonese, col presidente Umberto Orsini. E poi un nuovo modo di intendere la comunicazione, al di là dei circuiti teatrali. La qualità dei testi pervenuti è alta, e mi sembra che il meccanismo di lettura "in team" della giuria quest'anno abbia creato straordinarie complicità. E il numero dei partecipanti under 30 è altissimo» sorride Bruscia, «e questo dà un'ulteriore valore al Premio Tondelli, che per la prima volta, in collaborazione con ERT e Centro di Documentazione Tondelli, assegnerà una "borsa" per la messa in scena del testo vincitore.»
La stagione 2011/2012 del Novelli e degli Atti nasce sotto il segno dell'incontro. Quello tra i diversi linguaggi della drammaturgia contemporanea, e quello dello spettatore con se stesso, attraverso spettacoli mai banali che lo interrogano e indagano problematiche complesse, accogliendo la domanda di senso che affiora in questi tempi di "crisi della civiltà". Non senza aprire all'aspetto grottesco, tragicomico della vita, al sorriso pensoso. Una stagione teatrale che vuol essere un servizio culturale per la città, e propone come di consueto diversi percorsi, invitando a ibridarli: dal turno ABC dedicato alla prosa classica al D Altri percorsi, confine con proposte più curiose, alla sezione contigua al "teatro di ricerca" di Tracce D nuovo teatro. Con la novità di una piccola ma significativa rassegna di teatro-danza, e una presenza forte del territorio, nella scelta di artisti di queste parti, non più raccolti nella sezione "Riminesi venuti da lontano" ma a pieno titolo in cartellone, nella collaborazione avviata con altre realtà come il Festival di Santarcangelo e Voci dell'anima, nella presenza forte della "colonna romagnola" del teatro, come la Valdoca, le Albe e i Motus con Alexis. Si parte il 9 novembre, dall'anteprima nazionale di Per voce e ombra del teatro Valdoca, con Mariangela Gualtieri. A sondare il programma, il primo tema evidente è quello della rilettura contemporanea dei "classici": da Servo di scena di Harwood, con Franco Branciaroli, a I Rusteghi di Goldoni, con la regia di Vacis, Il racconto d'inverno di Shakespeare con la Compagnia Teatro dell'Elfo, Un tram che si chiama desiderio, di Tennessee Williams con Laura Marinoni, L'Avaro di Moliere del Teatro delle Albe. Senza dimenticare il Beckett di Finale di partita, con Vittorio Franceschi.
Sarà una lunga e policroma stagione, quella del Teatro del Mare di Riccione, che dal 12 novembre al 2 giugno darà il benvenuto a un pubblico trasversale. Il sipario aprirà sulla nuova proposta Variety Circus, rassegna internazionale di varietà circense contemporaneo, con il debutto di MissMondo di Alessandra Casali, il 12 novembre, per proseguire col Circus Colombazzi, evergreen dei Fratelli di Taglia (3 dic.) e l'Ouverture des Saponettes, concerto per bolle di sapone di Michele Cafaggi (10 dic.) Da non perdere, l'anteprima mondiale del nuovo spettacolo dei belgi Hopla Circus, El bien contra el mal, il 31 marzo. Il sipario sulla Prosa si alzerà sabato 19 novembre con la rilettura di Cuore di de Amicis a cura del Teatro Due Mondi, ancora Risorgimento il 26 novembre con il debutto del nuovo spettacolo di Roberto Mercadini, Potenti d'ira e d'amore. Il 2 dicembre D'a me riva - Pensando a Faber controsole, l'omaggio a Fabrizio De Andrè di Artenovecento, con la voce recitante di Denio Derni. Il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare andrà in scena il 18 febbraio nella versione del Teatro Stabile d'Innovazione La Piccionaia, tra clowns, buskers e danzatori.
Sarà un weekend "Tra teatro e musica" quello che il Teatro Petrella di Longiano proporrà il 26 e 27 novembre. Sabato 26 sul palco spirerà il soffio originale della rivoluzione basagliana con "La Luce di Dentro. Viva Franco Basaglia" dell'Accademia della Follia, con la regia di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin, mentre nel "Concerto del tè" di domenica 27 il chitarrista Pietro Nobile eseguirà le composizioni del suo ultimo album, "Indefinito Infinito", "anello di congiunzione tra la musica popolare e la musica colta". Con "La Luce di Dentro" Giuliano Scabia e Claudio Misculin tornano a raccontare una storica esperienza di liberazione: quella giornata gelida dell'inverno del '73 in cui Marco Cavallo, il grande animale azzurro/macchina teatrale costruito nel 1973 nel manicomio di Trieste appena preso in mano da Basaglia e dai suoi collaboratori, «fremendo, testa bassa, cominciò una corsa furibonda, come impazzito, verso la porta principale e, senza più esitazione, oramai a gran carriera, aggredì quel pezzo di azzurro e di verde oltre la porta. Saltarono gli infissi, i vetri. Caddero calcinacci e mattoni. Marco Cavallo arrestò la sua corsa nel prato, tra gli alberi, ferito e ansimante, confuso all'azzurro del cielo. Gli applausi, gli evviva, i pianti, la gioia guarirono in un baleno le sue ferite. Il muro, il primo muro era saltato.» Così scrive Giuseppe Dell'Acqua nel suo "Non ho l'arma che uccide il leone. Storie dal manicomio di Trieste".
I "Fili" del Teatro Moderno di Savignano
"Fili", titolo del programma 2011/2012 del Teatro Moderno di Savignano al Rubicone, si richiama alla "cultura dei legami", quelli tra i diversi generi teatrali e quelli tra il teatro e il territorio, della cui comunità il Teatro vuol tornare ad essere centro di aggregazione. Un'intenzione accolta dal "tutto esaurito" delle ultime due stagioni e rilanciata da un programma che "lega" memoria e presente, interpreti d'eccellenza e giovani promesse del teatro italiano. Venerdì 25 novembre aprirà il sipario Italiani! Orazione teatrale per il 150° dell'Unità d'Italia, con Ivano Marescotti; il secondo appuntamento è il 10 dicembre con Quisquilia, Viaggio per un Angelo ed un Clown di e con Olivia Ferraris e Milo Scotton. Mercoledì 11 gennaio 2012 andrà in scena Pro Patria- senza prigioni, senza processi di e con Ascanio Celestini, racconto teatrale che "ricuce" la storia recente del nostro paese e in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, È bello vivere liberi! di e con Marta Cuscunà, spettacolo Premio Ustica 2009 ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima Staffetta Partigiana d'Italia deportata ad Auschwitz N. 81672.
A inaugurare la stagione teatrale riminese, nel senso originario della consacrazione di un avvio sarà la prima nazionale di "Per voce e ombra" del Teatro Valdoca, il 9 novembre. Un "trio per corpi recitanti e percussioni" che «sarà soprattutto un'avventura dell'ascolto, e non solo dentro la parola» anticipa Mariangela Gualtieri, che di questa parola è poeta. «Riprendiamo i versi del Caino e diamo ad essi una diversa vitalità, una connotazione quasi narrativa, perché sia Leonardo Delogu sia io diamo voce a vari personaggi. Poi l'arte percussiva di Enrico Malatesta si intreccia con le nostre voci e col silenzio, creando paesaggi abissali e inquietanti, ombra densa e lampi, interni immensi, pareti verticali, precipizi e voli distesi. La forza evocativa del suono sosterrà il viaggio visionario dello spettatore.»
Dopo la raccolta dei tuoi versi e il vostro grande affresco teatrale dedicati a Caino perchè questa rilettura?
«Dopo anni di concentrazione su Caino, mi pare in realtà di essere appena all'inizio, di cominciare adesso a intravedere qualcosa in questa inafferrabile vicenda. Quello del male è certo un tema su cui nessuno potrà dire una parola definitiva, un tema impiantato su un mistero vicino al quale salta non solo la nostra ragione, ma anche la nostra morale. E forse dopo un lungo tempo di immersione nella zona d'ombra dell'umano, avevamo voglia e bisogno di un canto sereno, di elencare ciò che amiamo e seminarlo oserei dire, quasi spargerlo dall'alto. Per questo Cesare Ronconi ha voluto chiudere questo nostro spettacolo col lungo ringraziamento scritto per il Festival di Santarcangelo e di perfetto contrappunto ai temi del Caino.»
"Per aspera ad astra - temporary emporium of the arts" è il titolo della stagione teatrale di Bellaria - Igea Marina, curata da Simone Bruscia. Che mette intanto in cartellone per il 2011 due eventi unici. Si comincia il 7 dicembre con una live performance di Donatella Finocchiaro: "Il ritorno di Euridice", con le musiche di Gluck eseguite dal vivo dalla Scuola di Musica Glenn Gould, nell'adattamento di Marco Mantovani. Il 30 dicembre tocca a "Uyuni - e adesso dove ci troviamo?", concerto site-specific con il duo Uyuni - Nicola Lombardi e Marco Migani - insieme a Alice Berni, al Quintetto d'archi del Liceo Musicale Arturo Toscanini e alla Scuola di Musica Glenn Gould. In entrambi gli eventi, video di Daniele Quadrelli. A seguire, nell'anno nuovo, altri incontri, tra cui Dente, Alessio Boni, Cesare Malfatti, Luigi Lo Cascio e Stefano Pirrotta, Mauro Ermanno Giovanardi, Chiara Cicognani e Dany Greggio. Teatro Astra, ore 21.15. Info: tel. 3394355515 www.teatroastrabim.it
Un weekend "illuminante" quello del 26 e 27 novembre al Petrella di Longiano. Sabato 26 novembre "La Luce di Dentro. Viva Franco Basaglia" del regista Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin e domenica pomeriggio dalle 16 la musica "Concerto del tè" con la performance "Indefinino Infinito" di Pietro Nobile. Pluri-riconosciuto concertista solista, Nobile è stato anche eletto miglior chitarrista acustico italiano per tre anni dai lettori di Guitar Club. Lo spettacolo di domenica 27 nasce da una serie di malinconiche e solitarie domande, quelle a cui il chitarrista non riesce mai a dare delle risposte se non attraverso l'atto creativo della composizione. Nobile dice di aver concepito questo lavoro in modo autentico, senza compiacimenti formali, elementi di stupore fini a se stessi o strizzatine d'occhio al mondo dei chitarristi. Ascoltare per credere!
Sabato 17 e domenica 18 dicembre al Teatro Corte di Coriano non perdetevi la prima nazionale di "Pierrot parisien", liberamente ispirato a "Pierrot amico mio" ed "Esercizi di stile" di Raymond Queneau, di e con Francesco Tonti, con la regia di Loris Pellegrini. Prodotto dalla Compagnia dei Ciarlatani, lo spettacolo è un tributo a quell'alchimista della parola che è stato lo scrittore francese Raymond Queneau. Ma "Come, dunque, rendergli omaggio?" si chiede Pellegrini. "Prendendo - questa è stata l'idea - un suo racconto, cioè una storia, e rileggendola, poi, attraverso la lente, deformante come tutte le lenti, della parodia." Una variazione "colorata" che diventa l'occasione di una splendida sfida per l'attore poliedrico e poetico che è Francesco Tonti. A completare la magia, le musiche di Marco Mantovani, le luci di Nevio Cavina e le scene di Claudio Ballestracci. Info e prenotazioni: tel. 338 5680427.
Il 29 gennaio al Novelli da non perdere "Due lupi", ispirato a "Il grande quaderno", prima parte di "Trilogia della città di K." di Agota Kristof. Regia, coreografia e spazio sono di Virgilio Sieni, uno dei protagonisti della danza contemporanea italiana, vincitore quest'anno del Premio UBU Speciale e del premio "Lo Straniero". Sul palco, a dare corpo e voce ai gemelli Lucas e Claus e ai loro duri esercizi di sopravvivenza al disamore e alla crudeltà della guerra sono le gemelle Luisa e Silvia Pasello. Quattro le scene, all'ombra incombente di un carrarmato, con una partitura gestuale e vocale che dà piena ragione della scabra scrittura dell'autrice ungherese. Quello che affiora è "una fiaba fatta di esercizi sulla pelle, nel cuore tenebroso della guerra. Un grumo di azioni curate insieme all'emissione della voce, sempre all'unisono; questa, a sua volta, è accompagnata dalla similarità di un gesto che, in una forma dislessica, si perde nell'universo fiabesco, tra lentezza e sospensioni, attese e presagi" ha scritto Sieni. Info: tel. 0541 793811 - www.teatroermetenovelli.it
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




