ARTICOLI CHE PARLANO DI TASSA_DI_SOGGIORNO_IN_PROVINCIA_DI_RIMINI

mer 26 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Incubo di albergatori e famiglie, che d'estate si trasformavano in affitta-camere, la sua abolizione fu salutata come liberazione da un odioso balzello di stampo medievale. Ora la tassa di soggiorno potrebbe ritornare sotto forma di brillante innovazione con il federalismo fiscale. Infatti, oltre a una raffica di imposte locali (immobiliare unica che erediterebbe altre imposte come l'ICI, senza toccare comunque la prima casa; cedolare fissa del 23% sugli affitti; Tarsu calcolata sul nucleo famigliare e non solo sui metri quadri) le città turistiche potrebbero contare su di un'entrata in più: la rediviva tassa di soggiorno, appunto, la cui applicazione sarebbe comunque facoltativa. In un primo tempo pareva che la "facoltà" toccasse solo ai comuni capoluogo di provincia, come Rimini. Ora si prospetta che invece potrebbero applicarla tutti. Ma chi potrebbe permettersi, di questi tempi, di rinunciare a un'entrata tanto ghiotta? Il Sole 24 stima che Rimini potrebbe ricavarci 16-17 milioni: il triplo del gettito Irpef.
Fin qui, comunque, dalle nostre parti tutti dicono no. Contrarie le associazioni degli albergatori - "semmai abbassiamo l'iva sul turismo che non ci fa competere in Europa" - così come i sindaci di sinistra (il riccionese Pironi) e di destra (il bellariese Ceccarelli).

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