ARTICOLI CHE PARLANO DI SOCIETAS_RAFFAELLO_SANZIO
Si sono ormai chiusi i cartelloni delle stagioni teatrali ma sembrano non fermarsi mai, in Romagna, gli ingranaggi della grande macchina teatro. Già si respira, infatti, l'attesa per la trentanovesima edizione di uno dei festival teatrali più apprezzati in Italia: Santarcangelo 39 si terrà dal 3 al 12 luglio, diretto da Chiara Guidi/Socìetas Raffaello Sanzio con la collaborazione di Massimo Simonini e Silvia Bottiroli. La musica sarà il leit motiv che legherà gli avvenimenti di un festival che vuole recuperare l’origine elementare della comunicatività umana e del teatro: la voce, dalla sua emissione animale al verso della poesia. Il festival si aprirà con la presenza di Richard Maxwell, uno dei più innovativi autori statunitensi, che, con la sua compagnia The New York City Players, presenta due lavori in prima nazionale e un concerto, e si chiuderà con Arto Lindsay, geniale artista newyorkese di origine brasiliana, che creerà un’orchestrazione itinerante pensata in esclusiva per il festival. Fra i due un cammino puntellato di ascolti, immersioni sonore, sorprese, incantamenti: la performance storica di Alvin Lucier, l’artista che ha trasformato la parola in suono attraverso lo spazio, la conferenza di Heiner Goebbels su un concetto di “dramma” che investe la percezione. Poi i laboratori vocali e i concerti: quello in chiave corale di Lawrence D. “Butch” Morris su testi di Giovanni Pascoli, e quello dello sperimentatore estremista Phil Minton, un attaccante delle corde vocali; o anche le marce sonore di Lawrence Abu Hamdan che fa delle scarpe uno strumento musicale. Moltissimi allestimenti, installazioni, interventi e linguaggi disseminati: in scena le luci architettoniche di Apparati Effimeri, le coreografie raggelate di Jonathan Burrows and Matteo Fargion, le indagini all’origine del suono di Fanny & Alexander e la voce cavernosa e subconscia di Arnoldo Foà. E ancora la lotta improvvisa di Elie Hay, le figure animate composte dall’amido vibrante di Yoshimasa Kato and Yuichi Ito, il lancio del suono sul muro ad opera di Teho Teardo e l’urlo di Kinkaleri.
Prendete la co-fondatrice ed anima della Socìetas Raffaello Sanzio, Chiara Guidi; aggiungete tre disegnatori che declinano l'animazione con stili differenti (Magda Guidi, Sergio Gutierrez e Andrea Petrucci) e tre interpreti scelte per anni e per regioni per il loro particolare timbro vocalico (Alessia Malusà, Sara Masotti, Federica Rocchi); ed infine, miscelate il tutto con le musiche originali di un demiurgo del suono unico nel suo genere, Scott Gibbons. Il risultato, sorprendente, è L'ultima volta che vidi mio padre, dramma musicale animato in cui interagiscono linguaggio grafico, vocale e musicale. Il disegno animato, la rilettura tecnologica di una fiaba, la memoria della figura paterna fra squarci di luce e bui, fra rimozioni, simbologia psicanalitica e lontane eco di un passato che torna a farsi memoria e incarnazione. L'ultima volta che vidi mio padre, punto di partenza importante per la ricerca teatrale e nuovo fiore all'occhiello della Socìetas, verrà messo in scena dal 18 al 24 febbraio al Teatro Comandini di Cesena.
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