ARTICOLI CHE PARLANO DI SANTARCANGELO_41

mer 29 giu 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Frenquellucci Carlotta

Il quarantunesimo Festival di Santarcangelo, diretto da Ermanna Montanari, si accende sotto il segno dell'attore "ora scheletro e misura della scena, ora stonatura e margine dell'esistenza". 
La storica manifestazione del teatro contemporaneo conclude un triennio dal segno plurale che campeggia anche per questa edizione. Grande spazio ha la scena internazionale: la compagnia giapponese Seinendan presenta due lavori dove la parola risuona nel colloquio e nella sua ombra mentre la compagnia ungherese diretta dal regista Kornél Mundruczó porta in scena Frankenstein Project, dove il teatro entra ed esce da se stesso, confondendo lo spettatore e ogni sua certezza. A queste due ampie formazioni si alternano i performer solitari Antonia Baehr e Ivo Dimchev e dalla Gran Bretagna Etiquette di Rotozaza, una perla di teatro incarnato nello spettatore. Ma particolarmente folta è anche la presenza di artisti italiani di diversa generazione: Accademia degli Artefatti approda a Brecht con Orazi e Curiazi; Lucia Calamaro con Daria Deflorian e Federica Santoro conclude a Santarcangelo il ciclo L'origine del mondo, affondo ironico e spietato nella psiche di una madre; Fanny & Alexander omaggia la dimensione utopica di Lawrence d'Arabia; Roberto Latini di Fortebraccio Teatro dedica il proprio assolo all'universo del Titanic; Masque Teatro guarda all'attore come corpo conduttore di visioni; Fiorenza Menni di Teatrino Clandestino lavora, tra voce e musica, sull'identità e sulla provenienza; Menoventi e Daniele Ciprì compongono un cortometraggio, con attori-cavie, per svelare i retroscena della rappresentazione quotidiana; Orthographe allestisce la parte più alta del paese come set onirico; Teatro Sotterraneo organizza un esperimento per indagare i meccanismi del ridere; Black Fanfare e Dewey Dell trasformano l'Odeon Club in balera; Fuochi, formazione più giovane del festival, propone la sua performance febbrile Amabo te al Museo Etnografico. Sonia Bergamasco intona il suo spiazzante Discorso, privo di parole e intriso di lucida follia, e Claudio Morganti offre una lettura affilata di Woyzeck.

mer 29 giu 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Bruschi Fabio

Incontro Rodolfo Sacchettini, la ‘quota azzurra' della trimurti critico-organizzativa alla guida di Santarcangelo (stessa percentuale nel terzetto direttoriale-artistico - il Festival è una realtà avanzata delle ‘politiche di genere', meglio che in Norvegia! dovrebbe chiedere il riconoscimento alla Federazione dei piccoli stati, con Andorra e San Marino). Sacchettini esibisce una smagliante t-shirt giallo vivo, inconsueta per lui che di solito veste in modo un po' penitenziale, da francescano anni '70 - jeans, t-shirt bianca, sandali - pur avendone più o meno trenta: mi dico che non può essere un riferimento ai 'canarini' del Modena F.C., intanto perché lui è di Firenze, e molto (quasi a sottolineare la sua ‘vocazione teatrale' abita in via della Pergola, lo storico teatro fiorentino); poi perché, quanto a foot-ball, non si segnala per particolari atti di fede, anzi: l'anno scorso, dato che la finale in Sudafrica ‘copriva' l'ultima serata del Festival, lui ha organizzato un radiodramma live di dimensioni ciclopiche, "Finale del Mondo", in diretta su Radio3, con Teatro Sotterraneo, allo stadio del Santarcangelo F.C.. Sonia Bettucci, responsabile produzioni, dura dal cuore d'oro, pluridecorata road-manager di rock-star, prova a suggerire: "giallo curry?" - sarà che lei ha ideato il Circo Inferno e le sue cucine etniche - ma decisamente ancora non ci siamo. Risolve Rodolfo: «È un "giallo Majakovskij", da "La blusa gialla", il giallo delle magliette del coro di adolescenti di "Eresia della felicità"».

mer 13 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

In una Santarcangelo percorsa da Cori, che dai suoi balconi lascia cadere voci poetiche e musicali, e apre stanze d'artista, prosegue il 41 Festival Internazionale del Teatro in piazza. Con appuntamenti quotidiani come quello con Etiquette di Rotozaza, al Caffè Commercio dalle 10 alle 17, gioco teatrale interattivo per due partecipanti, e un cartellone fittissimo. Il 13 luglio è il giorno adatto per scoprire liberamente la città del teatro, seguendo le note del coro Eresia della felicità delle Albe, allo Sferisterio dalle 18.30, o le installazioni e video del percorso Miniature, come Chorus (Count on us) di Marina Abramovic, al Monte di Pietà dalle 18 alle 23. Il 14 luglio ci si sposta a Villa Torlonia, dove avrà luogo in prima nazionale il Concerto di Iva Bittova, violinista, cantante e compositrice dall'anima tzigana, alle 22. Da non perdere. Venerdì 15 è densissimo: in piazza Ganganelli, dalle 18.30 alle 23, per Intersection esibizione del Touring Dance Teacher Dzerina Dace, con ingresso gratuito. Alle 19.30, presso la Sala Consiliare del Comune c'è Homo ridens_Santarcangelo, di Teatro Sotterraneo, e, dopo il Bello Mondo che Mariangela Gualtieri del Teatro Valdoca intonerà dalla Torre Civica alle 20.40, alle 21 al Lavatoio andranno in scena gli Orazi e Curiazi dell'Accademia degli Artefatti, da Brecht, e presso la Buzzi Unicem la prima nazionale di Frankenstein-Project Kornél Mundruczó, sempre alle 21. Si prosegue con la fiaba musicale L'uccello di Fuoco della Socìetas Raffaello Sanzio, al Monte di Pietà (ore 21:30). Sabato 16 da piazza Ganganelli andrà in onda Pantagruel di Radio 3, e alle 19 al Teatro Petrella di Longiano Lucia Calamaro della Compagnia Malebolge presenterà L'origine del mondo: ritratto di un interno. I e II parte.

mer 27 lug 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Sono davvero belli i numeri di Santarcangelo 41, appena concluso: 70 progetti artistici, 33 spazi coinvolti, circa 60mila le presenze totali di pubblico stimate... ma un Festival non si misura con i numeri. Forse nemmeno attraverso le dichiarazioni "ufficiali". È al "popolo di Santarcangelo", quello delle sedie allineate in piazza Ganganelli, messaggere di teatri, che chiediamo uno sguardo sul Festival. Elena Conti viene da Venezia, scrive di teatro sul web. «La prima volta che sono stata a Santarcangelo era notte» racconta. «Mi sono fermata solo poche ore non riuscendo a cogliere altro che il calore di un borgo che da decenni si è fatto casa per il teatro. Quest'anno ho raggiunto il festival di giorno, ho percorso strade circondate da campi e fabbriche; ho vissuto cambiamenti e passaggi, arrivi e partenze. Il mio olfatto (e non solo) si è nutrito di piadina romagnola. Santarcangelo è incontro, è paese teatrale che ogni volta si reinventa e apre i propri spazi agli artisti. C'è chi dirà che negli anni il festival ha perso la sua portata innovativa e chi sosterrà il contrario: ciò che importa è che si continui a farlo, non stancandosi mai di creare un dialogo tra la gente del posto e la "carovana-teatro", perché ci sarà sempre qualcuno che, come me, si troverà lì per la prima volta. Ermanna Montanari con la sua direzione artistica è riuscita a conservare questa tipicità del festival; ora ci si augura che nei restanti 355 giorni dell'anno i santarcangiolesi siano fieri della propria città, non riducendo il festival ad un teatrino in una "palla di neve", come accade ad altre realtà italiane.»

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