ARTICOLI CHE PARLANO DI SAGRA_MALATESTIANA
La Sagra è una signora che porta molto bene i suoi anni, non solo per l’eleganza ma anche per l’incisività. Sono autentiche parole d’amore quelle che Giampiero Piscaglia, direttore dell’Istituzione Musica Teatro Eventi, spende per questa manifestazione che negli ultimi anni ha raggiunto costantemente il tutto esaurito, ovvero il tetto massimo di più di 1300 persone a serata.
Passione, competenza ed emozioni, secondo Stefano Pivato, assessore alla Cultura del Comune di Rimini, sono i punti di forza della Sagra Musicale Malatestiana, che a settembre tornerà all’Auditorium di Rimini per la sessantesima edizione.
È una storia ricca di spunti e appassionante quella della Sagra. La prima edizione - dedicata alla musica sacra - si svolse al Tempio Malatestiano nel 1950: anno in cui il Tempio compiva 500 anni e veniva restituito ai riminesi dopo tre anni di restauro per i danni causati dai bombardamenti. Nel parlare delle tappe fondamentali di questi sessant’anni – tappe che saranno oggetto di una mostra – Piscaglia ha ricordato il musicologo ed editore Glauco Cosmi, anima della Sagra: “Diceva che per creare un evento culturale è necessario un incontro tra chi propone e chi partecipa, e a Rimini chi partecipa è un pubblico particolarmente esigente”.
Avrà inizio a settembre la Sagra Musicale Malatestiana, giunta quest'anno alla sua sessantesima edizione. Ma già in agosto la Sagra farà sentire la sua presenza, proponendo per il terzo anno consecutivo il ciclo Bwv – Bach una rassegna di musica barocca, in programma dal 10 al 22 agosto al teatro degli Atti di Rimini (ore 21.30). Il gruppo London Baroque inaugurerà questa edizione eseguendo un ciclio di Trio Sonate (10 agosto). Il violoncello di Pieter Wispelwey sarà protagonista assoluto nelle serate del 13 e del 15 agosto. Il 18 agosto Stefano Bagliano e Andrea Coen proporranno un approfondimento sulla musica da camera di Bach con le sonate per flauto e cembalo. Gran finale affidato al gruppo Academia Monte Regalis che ricreerà l'atmosfera del Caffe Zimmermann - il celebre ritrovo musicale di Lipsia frequentato da Bach - eseguendodue concerti per due clavicembali e una Suite per Orchestra (22 agosto).
La Sagra Musicale Malatestiana di Rimini compie sessant'anni ma non sembra affatto accusare il colpo. La grande ricchezza di intrecci e di suggestioni che correda i tradizionali appuntamenti sinfonici fa sì che ogni anno il festival si confermi evento prestigioso del tramonto dell'estate emiliano romagnola. Si rinnova l'omaggio alle grandi orchestre europee con la partecipazione di prestigiosi complessi, ospitati nell’Auditorium Palacongressi, accompagnati dal nome di grandi bacchette ed eminenti solisti. Ne è la prova l’evento inaugurale del primo settembre che vedrà protagonista la pianista Martha Argerich accompagnata dalla Royal Philhamonic Orchestra diretta da Charles Dutoit nel Concerto in sol maggiore di Maurice Ravel. Con il compositore francese, sono Jan Sibelius ed Edward Elgar gli altri autori in programma.
Prosegue la 60° Sagra Musicale Malatestiana di Rimini con appuntamenti sinfonici di prestigio ospitati all’Auditorium Palacongressi. Con il grande Yuri Temirkanov sul podio torna a Rimini, mercoledì 9 settembre, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo in un originale omaggio alla musica di Sergej Prokof’ev con le suites dal ballettoRomeo e Giulietta e il Concerto n.1 in re bem, magg. per pianoforte ed orchestra op.10 (solista Enrico Pace). A chiudere la serata il celeberrimo Quadri di un’esposizione di Musorgskij. A esplorare le radici della modernità è anche l'appuntamento con la Swedish Radio Symphony Orchestra (13 settembre, Auditorium Palacongressi) affidato all'affermato talento direttoriale di Daniel Harding che presenta alcuni Lieder di Richard Strauss con la voce di Lisa Milne e la Prima Sinfonia di Gustav Mahler. Ultimo appuntamento con una delle migliori compagini francesi, l’Orchestre National du Capitole de Toulouse (19 settembre, Auditorium Palacongressi) affidata al giovane Tugan Sokhiev che, dopo aver affrontato il secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms con Nelson Freire come solista, concluderà il ciclo degli appuntamenti sinfonici della Sagra Musicale Malatestiana con la visionaria Sinfonia Fantastique di Hector Berlioz.
La Sagra Musicale Malatestiana di Rimini è pronta a partire con la sua 61ª edizione.
Dal 4 agosto al 19 settembre 2010 una delle più antiche e prestigiose rassegne musicali italiane aprirà
ancora una volta le sue porte alla musica ospitando grandi orchestre sinfoniche, direttori e solisti di spicco internazionale e progetti originali dove la musica si intreccia con le altre arti. Gewandhausorchester Leipzig, Mahler Chamber Orchestra, Filarmonica della Scala, Czech Philharmonic Orchestra, Bayerisches Staatsorchester, Riccardo Chailly, Semyon Bychkov, Kent Nagano, Fazil Say, Pietro De Maria, Kit Armstrong, questi solo alcuni dei nomi prestigiosi che si alterneranno sul palcoscenico. Inoltre la prima assoluta curata dal regista Denis Krief, dell'esecuzione in forma scenica de "Il Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke" nelle due verisoni musicali di Ulmann e Martin (Complesso Agostiniani, Sala Pamphili) e il ciclo BWV BACH, quattro concerti dedicati al Kantor di liscia (Teatro degli Atti e Chiesa del Suffragio).
Dopo il clamoroso successo di pubblico delle passate edizioni, la Sagra Musicale Malatestiana di Rimini ripropone Bwv-Bach, ciclo di concerti di musica barocca che dal 4 al 20 agosto anticipano il cartellone sinfonico. Come in un vero e proprio festival, gli appuntamenti si susseguiranno a distanza ravvicinata
accomunati dall'esecuzione di pagine del Kantor di Lipsia. Cantate sacre, mottetti, concerti per vari
strumenti e Sonate per violino e viola da gamba saranno affidate ad affermati interpreti. Si parte il 4 agosto al
Teatro degli Atti (ore 21.30) col trombettista Gabriele Cassone e il suo ensemble Pian e Forte: il soprano Francesca Cassinari, i due violini di Alberto Stevanin e Elisa Imbalzano, la viola di Maria Antonietta Losito, il violoncello di Claudio Frigerio, il contrabbasso di Paolo Rizzi e la direzione di Antonio Frigé.
Si prosegue il 7 agosto con il violista da gamba Vittorio Ghielmi accompagnato dal fratello Lorenzo al clavicembalo. Il 14 agosto (sempre al teatro degli Atti, sempre alle 21.30) sarà la volta del duo composto dal violinista Luca Giardini e dal clavicembalista Matteo Messori. A concludere, il 20 agosto alla Chiesa del Suffragio (ore 21.30) il Coro Costanzo Porta diretto da Antonio Greco.
Dopo Percuotere la Mente e BWV-Bach, la Sagra Malatestiana entra nel vivo. Il poliedrico regista Denis Krief affronta una sfida drammaturgica densa di intrecci, con la prima esecuzione in forma scenica del "Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke" (31 agosto-1 settembre), continuando nel percorso inedito intrapreso cinque anni fa con il Diario di uno scomparso di Janacek, continuato con La Bellezza ravveduta di Handel, l'oratorio Water Passion di Tan Dun e i Kafka Fragmente di Gyorgy Kurtag. A Giampiero Piscaglia, direttore Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini, chiediamo una guida all'ascolto. «Il "Canto d'amore e morte" - ci spiega - raccoglie in un solo spettacolo la musica che Viktor Ullmann e Frank Martin hanno dedicato durante il secondo conflitto mondiale a un celebre testo di R. M. Rilke, trasfigurazione del destino di un antenato del poeta, partito per la guerra nel 1666 come giovane alfiere e disperso in Ungheria. Senza sapere l'uno dell'altro, i due compositori hanno visto nell'opera di Rilke un'amara profezia delle speranze e degli orrori del ventesimo secolo. Al pianoforte, Francesco Libetta, mezzosoprano Brigitte Ravenel e voce recitante Hans Fleischmann.»
Dopo l'esibizione dell'Ensemble Seicentonovecento dedicata ad A. Draghi (Chiesa di Santa Rita, 16 sett., ore 21) e la maratona pianistica del 18 settembre, con Francesco Libetta impegnato nell'esecuzione dei virtuosistici "Studi sugli Studi di Chopin" del compositore Leopold Godowsky (teatro degli Atti, dalle ore 20), nell'ambito dei Progetti collaterali prosegue il lavoro che la Sagra Musicale Malatestiana dedica alla riscoperta di musicisti riminesi, iniziato nel 2008 con Angelo Berardi e proseguito nel 2009 con Antonio Draghi. Quest'anno il progetto inedito Canticum Cordis Note di musica medicinale, affidato a Elena Sartori alla guida del Melodi Cantores Ensemble e del Coro Musicaficta, riporterà alla luce i lavori di Benedetto Magni (1674 - 1737) e dei suoi allievi ravennati e riminesi del Fondo Gaspari dell'Archiginnasio di Bologna. Nei mottetti seicenteschi di ambiente romagnolo sono significativamente numerosi quelli che presentano immagini ricorrenti di malattia, cura e guarigione e inediti rimandi al mondo della medicina.
Mentre vicende di cronaca e rotocalchi ripropongono senza pudore i soliti luoghi comuni su Rimini e i riminesi, gioverebbe consolarci con qualcosa che da noi non ci si aspetta, come certe dinamiche nella domanda di spettacolo: succede che da noi c'è un gap di meno 15/20% nei concerti pop-rock rispetto ai territori limitrofi emiliano-marchigiano-romagnoli (chiedere per credere ai promoter locali) e una media da metropoli per la musica sinfonica (non la lirica, si badi o il teatro musicale, ma proprio la forma-sonata di settecentesca memoria!). Sono dinamiche solo tendenziali, intendiamoci, ma ci chiedono di guardare ogni tanto oltre le ovvietà, per scovare qualche salutare sorgente sulfurea che certa pigrizia mentale ci nasconde. Qui non abbiamo Festspielhaus da esibire, e la grossa affluenza ai concerti ha un valore ancora più pregiato. Nell'imperante riproducibilità virtuale di tutto, per non dire della condivisione in streaming di ogni genere di musica, non è per niente ovvio portare il pubblico ad ascoltare musica dal vivo. Ci dev'essere qualcosa che motivi a uscir di casa e varcare la fatidica soglia delle performing arts. Quel qualcosa sono le aspettative di un'interpretazione che valga il prezzo del biglietto, memorabile se possibile, comunque non scontata, fuori dalla ripetitività spesso piatta della miriade di incisioni in circolazione: la chiave in questo caso non è la star sul palco, quanto l'abbinamento appropriato di determinati esecutori a un repertorio, da cui aspettarsi esplorazioni e suggestioni ancora inedite.
Tra il "Non ancora, eppure già!" del Virgilio in limine mortis di Hermann Broch, la musica di Jean Barraqué, compositore amico di Foucault che «ha camminato dove non ci sono cammini» e il Teatro Valdoca sembra tendersi un filo rosso. Che il 2 settembre, per la Sagra Musicale Malatestiana, porterà alla prima esecuzione assoluta in forma scenica di La morte di Virgilio - Chant aprés chant di Barraqué. Ma. «Confesso che non conoscevo la musica di Barraqué nè il romanzo di Broch» ci rivela Cesare Ronconi, che firma regia, luci, costumi e scene dell'allestimento, con la collaborazione drammaturgica di Mariangela Gualtieri. «La Sagra Malatestiana mi ha proposto attraverso il suo collaboratore Alessandro Taverna di allestire in forma scenica questa breve composizione.» Cosa l'ha spinto a questa prova? «Ho accettato perché arrivavo da un biennio dedicato interamente all'allestimento dello spettacolo Caino, ultima produzione del Teatro Valdoca presentato nella stagione 2011 e sentivo un forte bisogno di uscire per qualche tempo dallo "stretto" del teatro e di dedicarmi a cose più di confine. Ho pensato che il sogno su cui tanto ho riflettuto negli ultimi lavori facesse parte sostanziale di questa composizione, in più avevo tra le mani due attori molto giusti per lavorare su Virgilio e Lisania.
Spente le ultime note di BWV Bach, tradizionale anteprima d'agosto della Sagra Musicale Malatestiana, la 62° edizione entra nel vivo con la prima esecuzione in forma scenica di "La morte di Virgilio - Chant après chant" che segna il debutto della Valdoca nel teatro musicale, con Cesare Ronconi che firma regia, luci, costumi e scene dell'allestimento, e la collaborazione drammaturgica di Mariangela Gualtieri (dal 2 al 4 settembre). E prende corpo un cartellone sinfonico maiuscolo, come da monito di Glauco Cosmi, anima della Sagra: per creare un evento culturale è necessario un incontro tra chi propone e chi partecipa, che a Rimini è un pubblico particolarmente esigente. E raggiunge oggi qualcosa come 1400 presenze paganti a concerto, una platea da grande metropoli, con una parte consistente e in crescita di pubblico giovane, grazie anche al propedeutico (e benemerito) Progetto Mentore. Come ogni anno, la Sagra tiene fede alla sua formula: uno spaccato della migliore produzione sinfonica europea, con lo "star system" delle orchestre, dei direttori e interpreti. Stelle che l'aura l'hanno conquistata con l'eccellenza raggiunta, e che hanno molto da raccontare a chi ha la fortuna di ascoltarle dal vivo, presenze possibili anche per la sincronicità della Sagra con MI.TO, il Festival internazionale che si tiene in settembre tra Milano e Torino.
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