ARTICOLI CHE PARLANO DI ROCKPLANET
Ritorna sul palco del RockPlanet il 10 giugno, la cattiva ragazza di Hollywood: Juliette Lewis accompagnata dai New Romantiques. Dicono che ha avuto un’infanzia difficile, dalla voglia di vivere irrefrenabile che l’ha portata anche alla tossicodipendenza, per un periodo. Dicono. Nei suoi film traspare da subito una personalità selvaggia, audace e seducente, sicuramente non comune. Poi nel 1995 un film “Strange Days” e un’immagine: lei, vestita solo di sottilissime catene, androgina e sinuosa, che canta “ I Can’t Hardly Wait” di PJ Harvey. Così nel 2003 ha deciso di fare davvero la rockstar, ha azzerato gli impegni cinematografici, malgrado sia sempre richiestissima. Proprio in quell’anno nascevano i Juliette Lewis and the Licks, “You’re speaking my language” esce nel 2005 e il mondo si accorge di lei.
Nel 1975, Peter McNeish, studente all'Università di Bolton, risponde all'annuncio di un ragazzo che cercava musicisti a cui piacesse “Sister Ray” dei Velvet Underground. Il ragazzo dell'annuncio si chiamava Howard Trafford, poi trasformato in Howard Devoto, mentre Peter McNeish diventò Pete Shelley. E' l'inizio dei Buzzcocks. A loro si aggiungeranno poi Steve Diggle, Steve Garvey, John Mayer, con Devoto come primo cantante. Erano gli anni in cui le nuove generazioni avrebbero risposto alla recessione economica, al glam-rock, alla distanza snob del prog-rock con la velocità del punk.
I Buzzcocks furono il fulcro iniziale della scena punk di Manchester, più provinciale rispetto a Londra, ma non meno prolifica, ed incarnarono lo spirito del punk primigenio con genuinità e originalità. Tra i loro eredi The Smiths, Supergrass, Hüsker Dü, Pixies.
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