ARTICOLI CHE PARLANO DI ROBERTO_NACCARI
Nel 1968 al largo di Torre Pedrera appare la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose e si staglia orgogliosamente per “vedere fiorire le rose sul mare”. Nel 2009, mentre la Riviera si tinge di rosa, con tanti concerti ed eventi, a Rimini si recupera anche la memoria perduta di questa micro-nazione. Non si tratta dunque della materializzazione di una mia fantasia psichedelica ma vera storia, ricostruita nel documentario ‘Insulo de la Rozoj’. La prima visione del film avverrà il 1 luglio per l’apertura di ‘Assalti al Cuore’, appuntamento che incrocia ‘La Notte Rosa’ e a questo proposito Roberto Naccari commenta: “…d'altronde è l’Isola delle Rose, il progettista si chiama Giorgio Rosa, mi sembra che tutto si sposti verso quella direzione”.
Dal 4 marzo parte il ciclo di incontri in Cineteca (a Rimini) organizzato da Roberto Naccari. I sei incontri serviranno per esaminare l'evoluzione del linguaggio cinematografico attraverso film, registi, movimenti, stili, evoluzioni tecniche e industriali che ne hanno determinato lo sviluppo. Il corso si propone di fornire adeguati strumenti critici alla lettura consapevole dei film. Il 4 marzo si parlerà delle origini del cinema e la nascita del linguaggio (1880 -1919), l'11 de "Le avanguardie e l'apogeo del cinema muto (1920 -1929)", il 18 il tema sarà "Lo sviluppo del cinema sonoro (1927 -1945), il 25 si parlerà de "Il cinema del dopoguerra (1946 - 1960)". Il 1 aprile "Il cinema come arte e l'idea di autore (1958 - 1970)" e infine l'8 aprile "Il cinema contemporaneo e postmoderno". Il costo è di 60 euro e le domande di iscrizione possono essere presentate in Cineteca oppure inviate per email cineteca@comune.rimini.it o per fax al 0541.704480.
Al telefono la voce di Roberto Naccari, nuovo presidente di Santarcangelo dei Teatri, va e viene. Sta attraversando il passo di Viamaggio, racconta di panorami aperti e luminosi e avvisa della possibilità di improvvise assenze di campo. Un'immagine della transizione che gestirà? È finito un triennio che ha riportato il Festival di Santarcangelo al centro del teatro contemporaneo, in cui alla direzione artistica "a rotazione" si è affiancato un coordinamento critico-organizzativo stabile. Nato dall'emergenza, si è rivelato un progetto costruttore di nuova identità. Come sarà Santarcangelo 42? «Sto cominciando un giro d'orizzonte con i soci e il consiglio di amministrazione, con una mia idea del Festival che cercherò di condividere e far partecipare» risponde Naccari. «Anch'io do un giudizio ottimo del triennio appena trascorso, che ha fatto uscire il Festival dall'emergenza, l'ha rimesso in linea, ha aperto porte. Da qui dobbiamo muovere verso obiettivi più ambiziosi. Tenendo presente che il Festival è un oggetto fragilissimo, un fiore che ogni anno prende una sua forma. Non c'è garanzia su cosa sarà il teatro di domani. E al centro delle scelte da fare non ci deve essere un nome contro un altro, ma un progetto a lunga gittata, e poi bisogna trovare le persone giuste per interpretarlo, con la libertà artistica che Santarcangelo ha sempre difeso.»
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