ARTICOLI CHE PARLANO DI RIMINI_CALCIO

mer 10 mar 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Non ci sono soldi. Non si trovano proprio. Non ci sono soldi per salvare la Rimini Calcio. E' che qui non abbiamo petrolieri, grandi costruttori, grandi industrie. E così dopo quel matto di Vincenzo Bellavista non si trova più nessuno. Del resto non ci sono soldi per rifare lo stadio. E poi non ci sono nemmeno per il Basket Rimini. Sembrava che ci fossero, ma poi sono evaporati. 
Ma non piange mica solo il piatto dello sport. Non ci sono soldi per la Fondazione Fellini. Non per la Sagra Malatestiana e per tutto quel che sa lontanamente di cultura. Del resto c'è la crisi e le imprese devono tirare la cinghia. In questo campo la tiravano anche quando la crisi non c'era, ma che c'entra? Spetta all'ente pubblico sborsare.

mer 16 giu 2010 - Notizia di sport - scritto da Pirroni Enzo

Il Rimini, dopo aver disputato un campionato certamente non esaltante, ha fallito nella assurda roulette dei play-off e per un'altra stagione dovrà pedatare sulle plebee spianate della Prima Divisione (ex Serie C). I falegnami della Cocif, per bocca del loro legale, avvocato Boldrini, hanno annunciato (da tempo) l'intenzione di togliersi di torno, dopo anni nei quali (da soli) hanno speso soldi per dare pallone e circenses al pubblico riminese. Si attende (chi vive sperando....) che arrivi qualcuno a garantire da solo o in compagnia, il futuro calcistico alla nostra città. 
Il Cesena, frattanto zitto, zitto, si è assicurato il diritto di giocare il campionato di serie A. Da noi lo stadio è sempre lo stesso; ogni anno più cadente e decisamente impresentabile. Di impianti calcistici dignitosi , nella città di Sigismondo Pandolfo, neppure parlarne. Cosa pensare? 

mer 28 lug 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Dunque: il calcio è il gioco più bello del mondo. E un gioco serve a divertirsi, no? Quindi quello che sta avvenendo a Rimini è il più grande divertimento del mondo. Non fa una piega. Di sillogismo in sillogismo, non si capisce perchè, allora, si vedano in giro tanti tifosi con le facce lunghe, se non in lacrime. 
Ma no! Su con la vita! Noi come al solito siamo fortunati! Privilegiati, addirittura! Dove si è mai vista sparire una società di calcio senza che sia fallita, senza che avesse un centesimo di debiti? E quest'anno ne son fallite venti, mica noccioline.. Gli unici a realizzare questo capolavoro che resterà negli annali siamo noi, perché la Cocif ha voluto lasciare alla grande, col botto, mica un congedo qualsiasi. 
Pensavamo di averle viste tutte? Macchè, era solo l'inizio. Perché prima, quando la suddetta Cocif cercava soci per la sua dispendiosissima permanenza fra i professionisti, gli imprenditori riminesi scappavano a gambe levate. Ma adesso che si tratta di un campionato fra i dilettanti, be' , se ne può discutere. Anzi se ne può addirittura litigare. Ed ecco non risorgere una squadra, ma ben due! Come prometteva la pubblicità di quel famoso detersivo! E quella del gelato: tu gusti is meglio che uan!

mer 25 ago 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Caro Pupi,
L'Assemblea dei Soci della Fondazione Fellini, che ho avuto l'onore di presiedere l'11 agosto scorso, mi ha affidato il gradito incarico di scriverti i più sentiti ringraziamenti per l'opera da te prestata generosamente alla Fondazione durante i molti anni che ne sei stato il Presidente. (...)
A ciò aggiungo la mia personale stima, la gratitudine per avermi indicato quale tuo successore e il compiacimento per aver suggerito l'amico Ermanno Olmi quale Presidente onorario.
Abbiti un abbraccio affettuoso 

Giuliano Montaldo

C'era perfino questo in cartella alla conferenza stampa delle beffe, quella dove Montaldo doveva essere presentato come nuovo presidente della Fondazione Fellini. Perfino la lettera al predecessore era già stata distribuita ai giornalisti. E poi.. va a finire come abbiamo visto: Montaldo rifiuta l'incarico già accettato, il caos regna sovrano.
Questa estate del 2010 ci consegna così due tracolli che sembrano fatti apposta per simboleggiare il tramonto di un'intera classe dirigente riminese, che comprende la politica come gli imprenditori come le banche. Sul versante "popolare", la vicenda della scomparsa della Rimini Calcio. Sul fronte culturale, la debacle della Fondazione Fellini. Oltre agli aspetti che coniugano il tragico al ridicolo, le due vicende hanno in comune una desolante dimostrazione di incapacità a gestire patrimoni comuni, che sono culturali e sociali, oltre che economici.

 

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