ARTICOLI CHE PARLANO DI RIMINICALCIO
Sabato scorso, chi verso sera si è trovato a Rimini a metà strada fra lo stadio e il mare ha vissuto una sensazione che solo in questa città si può provare. Da una parte arrivavano le grida e i cori dei tifosi; più che altro anconetani, purtroppo. Dall’altro, la consueta colonna sonora della riviera di notte: musiche e annunci rimbombanti, applausi, risate. Per i cuori dei biancorossi riminesi, uno strazio. Ma forse minore, senza dubbio diverso, rispetto a come si vive una retrocessione calcistica in una “normale” città italiana. Sorridere e far sorridere è il nostro mestiere. A volte, come in questa occasione, il mestiere è crudele. Ti costringe a mandare avanti lo spettacolo anche quando non ne avresti nessuna voglia. Ma ti aiuta anche a collocare le cose in una dimensione differente. E va bene, il dramma è consumato. Ma è un dramma largamente annunciato. Non si può restare in B quando lo stadio non registra il tutto esaurito nemmeno per la “partita della vita”.
Fu Guido Testolina, sagace tecnico veneziano, che nel campionato 1962- 63, trasformò il giovane Lino Carletti, riminese autentico, classe 1943, da attaccante in difensore. Mai metamorfosi si rivelò più indovinata e produttiva. Era quello un Rimini profondamente rinnovato: nuovo era l'allenatore, l'ottimo Romolo Bizzotto, nuovi erano i volti di Nerozzi, Pennati, Guizzo, Morelli, Mangiarotti. Fu un campionato indimenticabile. Finimmo secondi a cinque lunghezze dal Prato allenato da Natalino Faccenda. Ai tifosi riminesi restò l'immensa soddisfazione di aver veduto la squadra del cuore esprimere un gioco di ottima fattura e di alta spettacolarità. Tra le diverse operazioni riuscite a Romolo Bizzotto, ci fu la valorizzazione di alcuni giovani del vivaio locale.
Dopo un'annata difficile terminata con una retrocessione e una prematura uscita ai playoff il calcio e il basket riminese sembrano avere imboccato la strada giusta nell'avvio della stagione 2009/2010.
I ragazzi di Melotti superati gli impacci iniziali nel girone B di Prima Divisione, hanno infilato risultati positivi in serie e si trovano in piena zona play off in un campionato che appare piuttosto equilibrato. La conferma del buon momento passa da due importanti impegni che attendono l'undici biancorosso: prima la difficile trasferta di Terni (il 25) poi l'atteso derby con i cugini del Ravenna (il 1° novembre).
I Crabs, rinvigoriti anche dalla nuova proprietà, dopo tre giornate si trovano a punteggio pieno in vetta alla classifica di Legadue trascinati dai neo acquisti Myers, Bennermann ed Eby. Grande spettacolo al Flaminio che ha registrato nelle due gare casalinghe un importante risposta di pubblico, contagiato dall'entusiasmo e dal gioco spumeggiante della squadra. Le prossime due partite ci diranno se la Riviera Solare potrà diventare la squadra da battere e candidarsi ufficialmente al ruolo di favorita: domenica 25 il derbyssimo con Imola, la domenica successiva arriva a Rimini il Banco Sardegna Sassari.
"La Cocif se n'è ghiuta, e soli ci ha lasciati!...." si potrebbe dire parafrasando i i versi di una vecchia canzone napoletana. Dopo sedici anni, (nell'aprile 1994, Muratori, unico partecipante all'asta, si era aggiudicato la Rimini Calcio con 210 milioni di vecchie lire), i falegnami di Ponte Ospedaletto, hanno deciso che poteva bastare. La Cocif, in questi tre lustri ha speso soldi, ha fornito divertimento ad una città assolutamente sorda e refrattaria alle richieste di partecipazione che provenivano (giustamente) prima, dal patron Vincenzo Bellavista, poi dall'umbratile Luca Benedettini (ultimo presidente in carica). Nel frattempo c'era stata una retrocessione, si erano operate scelte tecniche discutibili, si era sciaguratamente fatto ricorso a cavalli di ritorno (Melotti), ma la sostanza è rimasta sempre la stessa.
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