ARTICOLI CHE PARLANO DI RIMINI
Il 28 marzo scorso erano scaduti i termini per la presentazione delle proposte partecipanti a due avvisi pubblici di project financing lanciati dal comune di Rimini. Si tratta di realizzare un "sistema di parcheggi e relativa riqualificazione del lungomare Murri rispettivamente nei tratti piazzale Boscovich - piazzale Kennedy e piazzale Kennedy - piazza Martelli".
I Pooh, Gloria Gaynor, Tony Hadley degli Spandau Ballet, Kid Creole and the Coconuts, Simona Bencini dei Dirotta su Cuba: sono i primi nomi annunciati dall’Amministrazione comunale per il Capodanno di Rimini in diretta Rai dal palco di piazzale Fellini.
Con quali interventi il Comune ha fin'ora sostenuto le imprese riminesi? Lo chiediamo al sindaco Alberto Ravaioli:"La rete delle imprese si sostiene - risponde Ravaioli - non tanto e non solo con contributi economici diretti ma con un'attenzione a 360° che comprende gli interventi sulle infrastrutture, l'accessibilità e la rapidità della macchina comunale nel dare risposte alle istanze dell'imprenditorialità, la disponibilità a ragionare insieme sullo sviluppo territoriale, la capacità di compartecipare alla definizione e realizzazione di progetti ed iniziative.
Si rinnova anche quest’anno la tradizione ormai avviata di costruire Presepi oltre che nelle case anche all’aperto (nelle piazzette, nei crocicchi delle strade, nei giardini privati, sulle facciate delle case, nelle vetrine, ecc.). Il Natale senza Gesù non ha senso. Facciamo una festa dimenticandoci del festeggiato? Non vogliamo andare nell’errore commesso dagli Inglesi di Oxford dove il Consiglio comunale ha deciso di abolire il Natale suscitando un coro di critiche. Ha deciso di cancellare la parola “Christmas” sia all’aperto che sui bigliettini di auguri, dovunque al suo posto si scriverà “Winter Light Festival” “La festa della Luce d’Inverno”.
Torna anche quest'anno, in occasione delle festività natalizie, la Mostra-Mercato dell'Artigianato Artistico e Tradizionale, organizzato dalle Associazioni artigiane CNA e Confartigianato di Rimini presso la Vecchia Pescheria, in Piazza Cavour a Rimini, Giunta alla XXVIII edizione, la mostra verrà inaugurata sabato 6 dicembre alle ore 10, alla presenza delle Autorità cittadine e sarà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 24 dicembre, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 20.
Da lunedì primo dicembre, la sede provinciale dell’Avis è situata presso la sede A.Usl di via Coriano (nel cosidetto “Colosseo”). L’inaugurazione ufficiale della nuova sede avrà luogo sabato 6 dicembre alle ore 10,30. Resterà invece presso l’attuale collocazione, situata in via Settembrini (presso l’Ospedale “Infermi”) la sede comunale dell’Avis. E in quei locali potranno continuare a recarsi i donatori per l’effettuazione delle periodiche donazioni.
Il 6 e 7 dicembre alla nuova Fiera di Rimini si svolgerà la Mostra-scambio di automobili e motocicli d’epoca, organizzato dal Museo Nazionale del Motociclo. Si tratta dell’ultimo appuntamento dell’anno fra i tanti organizzati dal Museo e che raccolgono un folto gruppo di appassionati. Il Museo Nazionale del Motociclo, (Rimini, via Casalecchio tel. 0541 731096- 0541 633287) è nato nel 1993, su iniziativa di tre amici riminesi, Germano Corvatta, Giuseppe Savoretti e Tino Zaghini che riunirono all’epoca le proprie collezioni.
Quasi ogni chiesa, meno in quelle moderne, anche in quelle più piccole di paesi e borghi, ha quadri nelle absidi o negli altari laterali raffiguranti scene sacre, santi adoranti, Madonne con bambino o un Cristo benedicente. Quasi mai si trova un cartello anche piccolo che indichi l’autore a meno che non sia uno dei pochi famosi. Sono migliaia in Italia questi quadri di autori sconosciuti e non meno belli perché senza firma. Nessuno ci fa ormai caso e nessuno si chiede chi mai li avrà dipinti quei quadri. Non tutti però, non l’autore del libro “Anastasio da Coriano” Pier Giorgio Pasini.
Si è costituita lo scorso 20 novembre e già accoglie 30 attività tra commercianti e artigiani di Viserba e zone limitrofe. E’ l’Associazione “Promo Viserba”, che ha sede in via Bonsi 45 a Rimini ed è promossa da CNA.COM. E’ nata per volontà degli imprenditori con lo scopo di favorire e valorizzare tutte le attività economiche, sociali e culturali di Viserba, per migliorarne la vivibilità e la fruizione da parte dei residenti e dei cittadini. Viserba è sempre stata la porta naturale per l’accesso a nord della città, un centro commerciale all’aperto con una sua identità, e per riconfermarla i commercianti intendono sostenere e realizzare interventi a favore di singole imprese e per far tornare la città allo splendore di qualche anno fa. Tra gli obiettivi prioritari dell’associazione, quindi, c’è la promozione delle aree con potenzialità commerciali, attraverso interventi sull’arredo urbano e azioni di comunicazione, eventi e manifestazioni culturali. Possono fare parte di “Promo Viserba” i cittadini, le associazioni, gli esercenti attività commerciali, artigianali, turistiche o economiche in genere operanti nella zona. Il presidente dell’associazione è Roberto Mazzotti, titolare dell’impresa “Salsedine”.
CNA.COM, in collaborazione con il Coordinamento dei quattro borghi del centro storico di Rimini e Chiamami Città, organizza per il Natale 2008 la prima edizione del concorso a premi “Oscar della vetrina”, dedicato alle imprese del centro storico e dei quattro borghi che allestiscono in modo più originale le vetrine per il periodo natalizio. In occasione del concorso, nei quattro Borghi e nel centro storico di Rimini si disputerà un vero campionato, con le vetrine dei negozi a fare a gara nel mettere in scena piccole scenografie a tema. La Libera Accademia di Belle Arti di Rimini (LA.BA) offrirà una consulenza completamente gratuita per l’ideazione e l’allestimento delle vetrine, a cura degli studenti dell’Accademia stessa.
Usare la crisi difendendo i propri prodotti per ripartire immediatamente. Questa in sintesi la filosofia illustrata dal Presidente Cagnoni durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno.
I numeri di Riminifiera danno l'immagine di un'azienda sotto controllo, che si appresta ad affrontare un periodo difficile non sottraendosi alle responsabilità di volano economico del territorio.
"Non-Congelateci il sorriso", quest'anno alla sua seconda edizione, è un'iniziativa delle gelaterie artigianali per contrastare il fenomeno del bullismo. Il progetto, realizzato dalle gelaterie artigianali in collaborazione con CNA e BuonLavoro, l'Università di Bologna, l'Ufficio Scolastico provinciale e l'Assessorato al Servizi Sociali della Provincia di Rimini, con il sostegno della Fiera di Rimini, ha coinvolto quest'anno la scuola media Alighieri-Fermi di Rimini e la Manfroni-Pascoli-Cervi di Riccione.
Subito dopo l’apertura della Domus del Chirurgo avevamo sottolineato il fatto che il bookshop del complesso archeologico di Piazza Ferrari fosse completamente privo di guide specifiche sullo scavo, in quanto l’opuscolo di Jacopo Ortalli, ancora in fase di realizzazione, vedrà la luce solo tra qualche mese.
E’ dunque una splendida notizia per i riminesi e per tutti i turisti che visiteranno la Domus, l’uscita dlla pubblicazione “La domus del chirurgo e il complesso archeologico di piazza Ferrari”.
Castagnole e fiocchetti sui banconi delle pasticcerie hanno già fatto la loro comparsa da qualche settimana e per i profani questo è sufficiente a sancire l’inizio ufficiale del carnevale che terminerà con il martedì grasso del 24 febbraio. Non saremo a Rio (peccato!) e non avremo la tradizione che ogni anno riempie vie e piazze a Venezia, Cento e Fano con carri allegorici e migliaia di persone sotto piogge di coriandoli, ma anche Rimini si difende, e soprattutto per i giovani nottambuli le occasioni per trascorrere una serata diversa, in maschera, non mancano.
Ogni tanto faccio un incubo fantozziano. Sono una turista fanatica dello shopping che può trascorrere solo mezza giornata a Rimini ma - disgraziatamente - è un martedì pomeriggio. Mi aggiro fra due ali di saracinesche chiuse, salvo i negozi in franchising e i supermercati uguali dappertutto. Tutte quelle deliziose buticchine di cui mi hanno parlato le mie amiche sono sbarrate. Off limits la famosa gelateria, il fantastico negozio di casalinghi e la pizzicheria segnalata dai gourmet. Per fortuna sono aperte le farmacie, così se ho bisogno di un antidepressivo so dove trovarlo.
Crisi del commercio? Perché non farsi aiutare anche dalla dea bendata? Magari provando a mettral in contatto con il cliente. E’ l’idea venuta a CNA.COM e all’associazione Promo Viserba: per ogni spesa superiore a 10 euro, presentando il volantino che in questi giorni é stato distribuito nelle buchette delle lettere di tutti i residenti di Viserba e Viserba Monte, si riceverà in omaggio un autentico “Gratta e Vinci”.
La spesa va effettuata nei negozi che espongono il logo dell’associazione Promo Viserba dall’11 febbraio al 31marzo. I voucher sono numerati per poter localizzare la vincita; il “Gratta e Vinci” andrà utilizzato nel negozio stesso.
Ha meno di un quarto degli abitanti di Rimini, ed è la più piccola e tra le più antiche repubbliche del mondo. Proprio questo stato giuridico porta spesso la minuscola realtà di San Marino a trovarsi alla ribalta sulla scena internazionale. Sarà così anche il 7 marzo, giornata dedicata alle celebrazioni del Cinquantenario del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, più brevemente il Cons, che sul Titano ha le stesse funzioni di ente gestore dello sport che ha il Coni per l’Italia. Sarà una giornata speciale per il movimento sportivo sammarinese che si vestirà a festa per celebrare il 50° anniversario dalla costituzione. Mezzo secolo (1959-2009) contrassegnato da molte storie ed esperienze, che nell’occasione saranno rievocate con testimonianze ed eventi in grado di rinverdire ricordi, di riscaldare passioni e sentimenti, di esternare l’orgoglio di un’appartenenza. Per onorare degnamente questa ricorrenza il Cons si sta impegnando per mettere insieme tutti gli elementi in modo da valorizzarla al massimo.
Ogni anno la Banca d’Italia sforna i suoi rapporti sulla ricchezza degli italiani. E ogni volta, da almeno vent’anni a questa parte, il rapporto ripete monotonamente le stesse cose. E cioè: «La distribuzione della ricchezza è mutata a vantaggio delle famiglie dei lavoratori autonomi e in parte dei dirigenti e dei pensionati, a scapito di quelle degli operai e degli impiegati». Più precisamente, la metà della ricchezza nazionale è nelle mani del 10 per cento delle famiglie. Inoltre, le famiglie che detengono queste ricchezze sono sempre le medesime, poiché l’Italia è uno dei paesi più immobili del mondo. Ancor più che le differenze sociali, contano le barriere che separano le classi: e sono invalicabili. Deteniamo saldamente il record mondiale dei figli d’arte, avvocati figli di avvocati, medici figli di medici, giornalisti figli di giornalisti, baroni universitari figli di baroni. Inoltre, è sempre Bankitalia che parla, «la rete di protezione sociale italiana è debole e in momenti di crisi economica pesa la mancanza di strumenti di sostegno al reddito». Il che fa parte delle barriere di cui sopra. Perché il particolarismo interessa tutte le classi sociali, anche le più basse, ciascuna dedita a difendere strenuamente il proprio orticello. E così, se da una parte il fiorire degli ordini professionali non ha altra funzione che impedire la libera concorrenza, dall’altro i sindacati italiani non hanno saputo ottenere di meglio che la cassa integrazione. E cioè uno strumento che protegge solo i dipendenti della grande industria, quelli appunto più sindacalizzati.
Da mercoledì 11 a sabato 14 marzo Rimini Fiera organizza la prima edizione di Technodomus, Salone delle tecnologie per la lavorazione del legno e componenti per l´edilizia. Obiettivo di Technodomus che si articolerà su sei padiglioni (circa 25.000 mq e 140 aziende), è di rivolgersi all’intera filiera del legno, con un´attenzione particolare ai moderni impieghi nel settore edilizio, nell´architettura ecosostenibile e nel comparto del mobile. Ci si rivolge dunque a serramentisti, mobilieri, distributori, artigiani, carpentieri e progettisti, con l´adesione di aziende leader, come Biesse, Cefla Finishing e Scm.
Domenica scorsa l’Italia in Miniatura ha inaugurato la sua stagione offrendo l’ingresso libero a tutti i residenti della provincia di Rimini. Una volta di più, è stata un’occasione preziosa per conoscere il nostro Paese. Non solo per visitare le magnifiche riproduzioni dei monumenti, oltre alle tante attrazioni di un parco che ha fatto scuola in tutto il mondo. Ma soprattutto perché, se l’Italia a Viserbella è in miniatura, gli italiani che vi si recano sono a grandezza reale. Con tutti i pregi ed i difetti del caso. Ecco innanzi tutto l’ingorgo epocale che paralizza la statale 16. Le auto parcheggiate sulle aiuole spartitraffico, a sbarrare i passi carrai, a pencolare sui cigli dei fossati, a precludere ogni via d’uscita a chi è arrivato prima.
La settima edizione di My Special Car Show, il Salone dell'Auto Speciale e Sportiva, torna a Rimini Fiera dal 27 al 29 marzo 2009.
My Special Car Show e' il luogo dove regna la passione per l'automobile in tutte le sue declinazioni: dalla personalizzazione estetica e meccanica fino a quella dell'impianto audio, tutti settori rappresentati a Rimini da Aziende che operano sul mercato italiano.
Uno sguardo sul passato, sulla storia, alle origini della nostra cultura. Tutto questo è il Festival del Mondo Antico, che anche quest’anno, per l’undicesima edizione, si rinnova e si arricchisce. Intanto è stata confermata la data (dal 18 al 21 giugno), con la conferma della tendenza ad avviluppare tutto il territorio della Provincia in questa ‘caccia all’antico’. Occorre partire da un dato, che è il record di presenze dello scorso ann o: ben 11 mila sono stati infatti gli spettatori tra convegni, mostre e seminari, oltre 2500 persone in più dell’edizione precedente. Un successo che per essere replicato richiede un programma altrettanto ricco e interessante.
Il ciclismo amatoriale ha una propria cultura che affonda le radici nel passato. I nomi dei corridori (alcuni di costoro conosciuti nell’ambiente esclusivamente attraverso i soprannomi) paiono venire da un’età etnica lontana, da un tempo in cui la definizione di un individuo era tratteggiata attraverso esclusivi fenomeni esemplari (Gino Bartali il Pio; Learco Guerra la Locomotiva Umana; Vasco Bergamaschi Singapore; Darrigade il Guascone). In più questi nomi hanno il potere di sopravvivere a dispetto degli anni: nella grande roulette del cimento sono punti cardinali che hanno il compito di riagganciare un episodio, anche insignificante, alle essenze codificate dei grandi caratteri. Come si può definire un ciclista buono nelle gare contro il tempo senza paragonarlo a Jacques Anquetil? Chi è, se non Charly Gaul, il metro di paragone per qualsivoglia scalatore?
E’ considerato uno sport povero, ma ha regalato all’Italia una montagna di allori. Ed esalta prima di tutto gli uomini e la loro volontà. Stiamo parlando della canoa, che a Rimini ha la giusta visibilità grazie all’impegno e alla passione del Canoa Club. Proprio quest’anno il sodalizio compie 25 anni e per festeggiare nel migliore dei modi questo traguardo proporrà “Correva l’anno…Scorreva il fiume”, una mostra fotografiche sul Marecchia e il suo ambiente, presso la sala del Podestà in piazza Cavour. L’inaugurazione sarà martedì 7 aprile alla presenza della campionessa mondiale e olimpica Josefa Idem. Fino all’11 aprile sarà possibile vedere altre due mostre, corredate da documentari, e opere divulgative dedicate al Marecchia.
È un viaggio onirico nella fantasia, una fuga dalla realtà e un tuffo nella natura rigogliosa, viva, vitale e poetica quella proposto da Moses Pendleton, direttore artistico e coreografo dei Momix, in “Bothanica”, spettacolo che approda a Rimini il 27 e il 28 marzo al 105 Stadium (ore 21). Conosciuta nel mondo intero per le sue opere di eccezionale inventiva e bellezza, Momix è una compagnia di veri e propri ballerini-illusionisti. Sin dalla fondazione, Momix ha acquisito grande notorietà per la sua capacità di evocare un mondo di immagini surreali utilizzando costumi, giochi di luci ed ombre, movimenti del corpo ed allusioni comiche.
Quando incroci i neo-laureati per le strade di Rimini, incoronati d’alloro come consoli di ritorno dalle Gallie o come feretri ambulanti, vieni colto da sentimenti ambivalenti. Non sai se essere contento per loro, o mettergli una mano sulla spalla e dirgli «Coraggio, figliolo, tutto deve finire, prima o poi». Anche gli sfottò di rito acquistano un sapore amaro. Una volta aveva senso umiliare il laureando che, dopo la dura naja accademica, vedeva aprirsi davanti a sé un futuro sicuro da professionista. Lo sberleffo era la tassa che i compagni ancora non affrancati dagli studi facevano pagare al neo-dottore che, col suo papiro sotto braccio, partiva alla conquista del mondo. Ma se ci laureassimo oggi, sarebbe molto difficile non interpretare il coro «dottoore, dottore del buco del *, vaffan*, vaffan*» come un’anticipazione di quello che ci diranno all’agenzia di lavoro interinale quando chiederemo un impiego adeguato al nostro titolo di studio, specie se è una laurea triennale. E ci chiederemmo se vale la pena di spendere l’equivalente di un anno di tasse universitarie (come notava Giampaolo Proni su queste pagine) per festeggiare la nostra entrata in una delle categorie più vittimizzate dalla crisi: i neolaureati.
Quando il mio buonismo ha bisogno di un'azione caritatevole verso qualche pietoso “caso politico”, mi aggiungo ad un piccolo drappello di masochisti e vado su www.libera-lugaresi, il personale sgabuzzino online dell'unico “comunista spretato” che sia riuscito a diventare, contemporaneamente, “pizzolantiano” di complemento, aspirante leghista, neo-moralizzatore urbanistico e orecchiante socialista. Mi è così capitato di leggere di un mio presunto obbligo a concordare quanto scrivo in questa rubrica con Salvatore Bugli, il “potente” leader della CNA raccontato come il dispotico editore di “Chiamami Città”. Se ciò fosse vero, mi troverei in imbarazzo nel continuare a parlar male di Berlusconi, ora che Bugli ha appena detto, in un'intervista, di non trovarlo quel personaggio negativo che viene dipinto, attribuendogli un voto appena inferiore a quello del Sindaco di Rimini. A dimostrazione che i soliloqui di www.tana-liberarimini sono aria fritta condita di spacconeria, persevererò nel mio peccato, continuando nel contempo a voler bene a Salvatore, nonostante... questa sua piccola macchia; comprensibile in chi abbia il non invidiabile ruolo di tenere assieme... il “diavolo milanista” di Berlusconi e l'acqua santa con cui ha certo più dimestichezza Ravaioli.
Dal punto di vista monetario, la crisi è un 'credit crunch', cioè, per dirla alla riminese, 'scriccata del credito': girano meno soldi. Ci sono meno soldi perché una massa enorme di valore, costituita da titoli di credito, è scomparsa. Di fatto si è trattato di tanti debiti che non sono stati pagati. Un debito viene scritto in bilancio come una somma che devi avere, quindi è un 'più'. Inoltre, ci sono gli interessi, che il debitore paga nei modi previsti dal contratto di prestito, che sono profitti. Ma quando il debitore non paga, si arriva alla fine all'inevitabile: la cancellazione della somma. Quei soldi il creditore non li avrà mai più. Il debitore può averli usati in tanti modi: comprando beni, prestandoli a sua volta, facendoseli rubare, ecc ecc. Quei soldi da qualche parte sono andati a finire, quindi non sono scomparsi. Ma sono scomparsi gli interessi. Se il debitore doveva il 5% di 100, quel 5% esisteva solo sulla carta. E se il titolo di credito veniva a sua volta venduto (come di fatto avveniva) e quotato in borsa, e se questo lo moltiplichiamo per un fattore molto alto, otteniamo una cifra enorme, che però non esisteva in moneta, ed è sparita. Il valore non è moneta se non nello scambio. Ma il valore virtuale di qualsiasi cosa muove la moneta.
La Provincia di Rimini invita Associazioni, Enti, Organizzazioni, Ditte, Aziende, Istituti ed i cittadini tutti a partecipare alla presentazione dei lavori conclusivi del processo di Agenda 21 Locale, in programma venerdì 27 Marzo alle ore 15.30 Sala Marvelli - Via Dario Campana 64 a Rimini
La Provincia nel febbraio e marzo scorsi ha coinvolto tutti gli interessati nell’elaborazione di proposte utili alla predisposizione del Piano di Azione Provinciale per la Promozione del Risparmio Energetico e delle Fonti Rinnovabili PARFER e del Piano di Tutela delle Acque PTA: a tal proposito sono stati istituiti rispettivamente il Forum Energia 2020 e il Forum Acqua.
Il progetto preliminare per la realizzazione di un centro sportivo per il gioco del calcio a Corpolò è stato approvato dalla Giunta comunale di Rimini nella seduta del 17 marzo
Il nuovo campo da calcio sarà lungo 105 metri e largo 65 con fasce di rispetto in erba naturale. Il centro sportivo sarà inoltre dotato di un’area destinata agli allenamenti in terra naturale di dimensioni 40 per 60 metri, dotata anch’essa di fasce di rispetto. Verrà inoltre realizzato un nuovo edificio che ospiterà spogliatoi, servizi igienici e docce per gli atleti, nonché spogliatoi per gli istruttori, personale di servizio e pronto soccorso, una sala riunioni con ufficio, un magazzino e una centrale termica. Il nuovo impianto sarà arricchito dalla piantumazione di essenze arboree e al suo esterno saranno realizzati spazi per la sosta dei veicoli.Il nuovo impianto sportivo di Corpolò, il cui costo ammonta totalmente a 1.414.000 euro, sarà realizzato con il concorso per 1.020.000 euro del soggetto attuatore del piano particolareggiato di iniziativa privata relativo alla zona residenziale di Corpolò a scomputo degli oneri d’urbanizzazione secondaria. Il Comune di Rimini si farà carico delle rimanenti spese per 394.000 euro.
La valorizzazione del lavoro degli artisti e del panorama culturale del territorio è l’obiettivo di “Reti della cultura” progetto coordinato da Emma Petitti e promosso dal Comune di Rimini, che mira a favorire collaborazioni e promuovere la produzione artistica. Attraverso Map2008 – lavoro di mappatura realizzato con il coordinamento diAngela Piegari e il supporto dell’associazione Riminiteatri – è stato possibile realizzare un censimento delle realtà artistiche e culturali del territorio riminese, riportate anche sul portale retidellacultura.org, già attivo da alcune settimane.
Partirei con il film di animazione “Ponyo sulla scogliera” di Hayao Miyazaki. Forse non sopportate i cartoni animati, ancora meno se sono riconducibili al tratto giapponese, ma vorrei ugualmente invitarvi ad uno sforzo nell’avvicinarvi a questa ennesima pellicola straordinaria del regista Miyazaki. Il cinema del giapponese non si è mai adeguato alla modernità del digitale e per rappresentare i suoi fondali marini impiega le matite di ben 70 artisti che hanno disegnato a mano centosettantamila disegni.
Dite una canzone di Samantha Fox….bene, ora dite una caratteristica fisica di Samantha Fox. Fine del test, se avete saputo rispondere esattamente alle due domande o siete Samantha Fox o eravate adolescenti (probabilmente maschi) a metà degli anni ‘80.
Se poi non vi viene in mente altro che la riguardi non preoccupatevi, è del tutto normale. Samantha è una di quelle meteore impossibili da dimenticare nonostante anni di oblio e una sterile carriera discografica. In effetti che cantasse importava ben poco, Samantha è stata una perfetta operazione di marketing: presa di peso dalla terza pagina del Sun (quella delle starlette semivestite) buttata dietro al microfono e trasformata nella sex-symbol di un decennio, la nave scuola di una generazione laddove l’algida rivale Patsy Kensit incarnava il ruolo di fidanzatina che tutti sognavano.
Anche quest’anno, per il quarto consecutivo, a Rimini si rinnoverà l’antichissima tradizione del Somarlungo, grazie all’organizzazione del coordinamento dei Comitati dei borghi. Il Somarlungo era ed è la “Pasquetta fuori porta” dei riminesi, che da tempo immemorabile si recano a Covignano per salutare l’arrivo della bella stagione. Il 13 aprile, Lunedì di Pasqua, si partirà con ogni mezzo, purché non motorizzato, in corteo da Borgo Marina, per raggiungere il santuario della Madonna delle Grazie dopo aver attraversato tutta la città. Qui, dopo la Messa, saranno offerti spuntini e intrattenimenti vari, con premi per i partecipanti.
Quella scossa di domenica sera in Romagna, poche ore prima della catastrofe che si è abbattuta sull’Abruzzo, ci ha lasciato la sensazione di averla scampata bella. Quasi che la malasorte avesse deviato il suo colpo all’ultimo momento. Ora, di fronte alla tragedia, le iniziative di solidarietà nascono spontanee. Anche Chiamami Città intende fare la sua parte. Per raccogliere fondi destinati alle vittime del sisma, è già attivo un conto corrente presso la Banca Malatestiana, intestato a “Chiamami Città pro terremoto Abruzzo – Ondalibera Srl” IBAN IT 48 T 07090 24210 018010119950.
Ho parlato con una giovane donna moldava che aspetta un bambino e le ho chiesto un po’ della sua storia e quali sono le sue aspettative per il futuro lontano dal proprio paese e con un bambino che sta per nascere.
In Moldavia che cosa facevi?
“Dopo aver terminato gli studi della scuola secondaria, ho frequentato l’università e mi sono laureata in giornalismo. Dopo l’università ho fatto uno stage presso la tv moldava. Il progetto era basato sull’intervistare le persone su vari argomenti. Ricordo bene l’entusiasmo con il quale intervistavamo le persone sulla festa di “Merziscior”. “Merziscior” è un’antichissima tradizione moldava, che festeggia l’arrivo della primavera. Di solito questa festa si svolge nel mese di marzo.
Sport, Pasqua, Rimini. Ti dò dieci secondi per dirmi una parola che accomuna le tre appena elencate. L’hai già indovinata vero? Troppo facile.
Torna anche quest’anno sulle spiagge riminesi in occasione del weekend pasquale (dal 9 al 13 aprile) il Paganello, la Coppa del Mondo di Beach Ultimate diventata negli anni molto di più di un evento sportivo. Quella del 2009 sarà la diciannovesima edizione, la prima risale al 1991 per idea di alcuni giovani riminesi appassionati di freesbee. Andrea Ramberti, componente storico dell’ organizzazione, ci spiega con quale spirito è partita l'avventura il 16 marzo del 1991.
Com’è potente sapere che un pezzetto della storia di Rimini comincia già nella copertina di un libro. Un libro che ha le gambe lunghe e lo sguardo attento, un libro che si chiama “Tempi a confronto” (edito da Chiamami Città) e che è stato scritto da chi ne ha viste tante. È il nuovo lavoro di Ariodante Schiavoncini, scrittore nato nel 1922 che ha da sempre messo il suo talento al servizio di Rimini e dei suoi cittadini. È un libro che esce in questi giorni nelle librerie. E davvero basta fissare bene quell’immagine di copertina, ci sono una donna e un uomo abbracciati, sotto di loro la sabbia nostrana e dietro di loro degli alberi ormai dimenticati.
Rimini affida quest'anno l'ideazione del messaggio che la rappresenti ad Alessandro Bergonzoni, poliedrico artista bolognese impegnato sul fronte del teatro, della scrittura, della radio, del cinema e, da qualche anno, della pittura. Alla conferenza stampa di presentazione del manifesto balneare istituzionale della città che caratterizzerà, a partire dalla Pasqua, la promozione della prossima stagione turistica, spalleggiato dall'Assessore alla Cultura Stefano Pivato, Bergonzoni straripa in un fiume di parole che non lascia dubbi sull'entusiasmo dell'attore per l'iniziativa.
Il baghino è così buono… che mantiene sempre le sue promesse. Domenica 1 marzo 2009 il maiale, con la sua antica tradizione, si è ripreso la Vecchia Pescheria di Piazza Cavour, dove c’erano un tempo le macellerie più antiche di Rimini, con “E’ Baghin in tla piaza”, manifestazione organizzata dal Consorzio Macellerie Verde e Sole in collaborazione con Ondalibera SRL e CNA Alimentare, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Rimini.
Quasi un anno fa un gruppo di imprenditori ravennati ha deciso di puntare sull’importante mercato automobilistico riminese. E’ nata così Riviera Auto, la nuova concessionaria Volkswagen di Rimini sita in via XXIII Settembre 91/93 (zona Celle). Dal 7 Maggio 2008 gli affezionati del rinomato marchio automobilistico tedesco hanno così potuto fare affidamento su di un servizio completo, puntuale e affidabile, che dà assoluta priorità alla soddisfazione totale del cliente. Una filosofia che non ammette eccezioni. E che anche in tempi non facili, come quelli che stiamo vivendo, sta riguadagnando la fiducia del pubblico.
Riviera Auto, infatti, punta tutto sulla serietà e la credibilità, in perfetta sintonia con la garanzia di qualità assoluta che Volkswagen da sempre rappresenta.
L’annuncio è di Gabriele Gatti, Segretario di Stato alla Finanze della Repubblica di San Marino: “L’aeroporto di Rimini diventerà internazionale e San Marino potrà usufruire di quella struttura ad esempio per immatricolare, oppure per avere una sua compagnia di bandiera ed in questo è chiaro che ci sarà un aumento delle quote da parte nostra in Aeradria”. Sarà così esaudito un auspicio di antica data, che era stato ribadito anche di recente dal presidente di Aeradria, Massimo Masini. Il “Fellini” potrà contare su un’iniezione di denaro fresco, che di questi tempi farà davvero comodo, ma soprattutto potrà fare quel salto di qualità che lo porrà in primo piano fra gli scali italiani; di più, in una posizione assolutamente atipica e privilegiata, diventando líaeroporto ufficiale di uno stato sovrano.
“Bdoc arfat”: pidocchio rifatto. Il dialetto aggiunge efficacia alla definizione popolana che bolla chi, con espressione più raffinata, è anche chiamato “parvenu”: colui che pensa che i soldi lo rendano di per sé affascinante e simpatico; ma poi, a cena nel ristorante chic, chiama il cameriere battendo il cucchiaio sulla bottiglia e reclamando a gran voce che “è finito il champagne”.
Mettiamo che in un paese di buontemponi un siffatto personaggio diventi capo del governo e partecipi alla riunione dei più grandi leader del mondo.
Per la serie «I grandi nemici del riminese», oggi parliamo dell’Autobus. Oppure, se preferite, per la serie «I grandi nemici dell’autobus», oggi parliamo del Riminese. Cambia solo l’ordine dei fattori, non il loro rapporto, all’insegna dell’incomprensione, della sfiducia reciproca e di un’ostilità tutt’altro che malcelata. E’ evidente che il riminese non si fida del mezzo pubblico. Forse perché il termine «mezzo» gli evoca qualcosa di incompiuto, di lasciato a metà, appunto, e anche perché, come romagnolo, viaggiare su un autoveicolo in cui al posto di guida non c’è lui gli procura un vero e proprio dolore fisico.
Alcuni anni mi trovavo a Granada, in Spagna. Ricordo un'immagine che mi disse molto sull'ordine pubblico in quella città.
Nell'incrocio centrale della città vecchia, dove passa il traffico, tipo piazzale della stazione a Rimini, c'era sempre una pattuglia di poliziotti in moto, giorno e notte. Stavano lì e basta.
Credo che nel centro di una città, dove si trovano i luoghi istituzionali e i simboli culturali, ci debba sempre essere un presidio di forze dell'ordine.
Il Presidente della Banca Carim Giuliano Ioni e il Direttore Generale Alberto Martini, prima di illustrare i dati del bilancio 2008, hanno dichiarato di non avere nel loro portafoglio alcun titolo “tossico” e di aver rimborsato integralmente il prestito obbligazionario emesso nel 2004.
La raccolta diretta aumenta del 12,72%, l’utile netto risente dell’andamento negativo delle borse e quindi anche dei titoli posseduti dalla banca, una componente che porta l’utile netto ad una riduzione del 58,70%..
Per capire un salame, un prosciutto, anche una semplice salsiccia bisogna averli visti ancora maiale. Non si scappa: la carne buona, la carne suina buona, è frutto di un maiale felice. Magari agli animalisti fa storcere il naso, ma è inscindibile il rapporto che c'è tra i maialini, il lattonzoli di Mora romagnola che vediamo girare nella stalla di Fausto Zavoli (tel. 0541 858041) a Saludecio e i suoi salumi. Tornare alla terra, è l'unico modo per capire cosa si mangia. I supermercati hanno disgiunto le uova dalle galline, i pomodori dagli orti, i salami dai maiali... Allora se si sale un pomeriggio sulle colline alla ricerca dei maiali neri, dei grufolatori di Romagna, della Mora che sembrava quasi estinta con quei dodici esemplari rimasti al mondo meno di trent'anni fa...
Ne abbiamo pubblicate in questi anni di ricette da fare in meno di mezz'ora. Più di cento. Possiamo anche permetterci adesso di passare un po' più di tempo in cucina, magari intorno a qualche piatto dal profumo intenso della tradizione come le tagliatelle al ragù. Le tagliatelle se non le sapete fare compratevele. Ma il ragù no, metteteci del vostro, è alchimia dei fornelli. In un tegame mettete un cucchiaio di ottimo strutto (se non è ottimo, preferite l'olio extravergine d'oliva) e fate rosolare un trito di cipolla, sedano e carota. Aggiungete due bicchieri di Sangiovese. Evaporate. A parte, in una padella, rosolate la carne macinata.
L. I. S. Ovvero Lingua Italiana dei Segni. È lo strumento che consente ai sordomuti di oltrepassare la barriera del suono, ma non è certo l’unico: le risorse della comunicazione non verbale sono infatti quasi infinite. Poiché le tavole di un palcoscenico funzionano, in tal senso, un po’ come catalizzatore, su questo concetto è nata a Rimini una compagnia teatrale che fa della lingua dei segni la propria forza per comunicare e ha come obiettivo quello di far ascoltare al pubblico il “suono del silenzio”. Non a caso si chiama “La voce del Sssilenzio” (proprio così, con la ‘s’ sibilante), è nata da un’iniziativa dell’Ens (Ente Nazionale Sordomuti) ed ha appena fatto il suo debutto ufficiale. È aperta ad attori udenti e non udenti, proprio perché si pone come strumento di integrazione. Per informazioni rivolgersi a Francesca Bianco 339.6584947
Torna la Compagnia del Centro Storico con un nuovo spettacolo.
Nuovo ma collaudatissimo!
Si tratta di “Harvey”, la classica pièce teatrale di Mary Chease, divenuta poi film ed entrata, quindi, nella cultura hollywoodiana degli anni d’oro.“Harvey” torna come “Alvaro” in un’edizione completamente italianizzata e portata in scena con impegno dalla Compagnia del Centro Storico, per la regia di Emanuele Amati.
Tre atti per un’opera impegnativa, audace e divertente: in scena con un po’ di orgoglio e un po’ di umiltà al teatro della parrocchia di San Nicolò, venerdì 24 aprile, alle 21.
Facendo zapping con il telecomando, ascoltando concentrati (una volta tanto) il testo e il sottotesto di qualche canzone, oppure navigando su internet tra un blog e un social forum - a meno di non essere già stati irrimediabilmente sedati dalla vita - può capitare di riflettere sul mondo dei più giovani. Categoria in cui, con un pizzico di buona volontà, potremmo rientrare un po’ tutti.
Allora può capitare anche di essere stufi delle banalizzazioni (“la generazione venuta dopo di noi è sempre peggiore”), delle generalizzazioni (il “popolo della Playstation”, come se anche i videogiochi con il tempo non fossero andati oltre la “Play”), del disfattismo fine a se stesso. E magari a questo punto può davvero venire voglia di riflettere su dove stanno andando, e soprattutto su dove vogliono andare, le nuove generazioni.
A sipario appena chiuso, proviamo a tracciare un bilancio della stagione 2008/2009 del teatro Novelli con Giampiero Piscaglia, direttore di Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini.
Davvero una "bella stagione", per qualità e varietà di proposte...
«Non tutto si può misurare a numeri e il resto appartiene alle rielaborazioni individuali, con suggestioni (provocazioni a volte) che riaffioreranno con imprevedibili positività. Ma dico chiaro e forte che è stata, come la precedente, una gran bella stagione, per i livelli di qualità e la ricchezza di spunti messi in circolo. La percentuale di gradimento pervenuto è decisamente alta, anche il tradizionale, sobrio "contegno" del pubblico riminese si è sciolto spesso in ben più caldi applausi. Sui numeri il segno è positivo in ogni sezione: un patrimonio prezioso di pubblico raccolto intorno al Novelli, agli Atti e all'Auditorium, vero antidoto alla crisi, non solo economica, incombente.»
Quali sono stati i percorsi più seguiti? Le belle e brutte sorprese?
Al pari di Federico Fellini, René Gruau - al secolo Renato Zavagli Ricciarelli delle Camminate - è stato uno dei simboli della città di Rimini nel XX secolo. E nel centenario della nascita, a cinque anni dalla scomparsa, la sua città ricorda questo grande personaggio, protagonista della storia mondiale della moda, artista pubblicitario dall’ingegno straordinario. Lo fa con un monumento funebre, ideato dal figlio di Gruau, Aldo, che è stato progettato in collaborazione con l’architetto Pier Luigi Foschi e con l’artista Vittorio D’Augusta. L’opera d’arte è collocata nel piazzale d’ingresso del Cimitero monumentale, in simmetria con La Grande Prua di Arnaldo Pomodoro, dedicata a Federico Fellini e a Giulietta Masina.
Intanto continua fino al 13 aprile la mostra dedicata a Gruau nelle sale del Museo della Città.
Se la ionizzazione è un fenomeno ampiamente noto in fisica nucleare, la baglionizzazione è un fenomeno della fisica musicale ancora forse non adeguatamente studiato. Consiste nella diffusione del culto di Baglioni, che pure non pubblica un album di inediti da anni, sotto altre forme: lo strampalato film-musical “Questo piccolo grande amore” così, come le citazioni di Marco Carta in quel di Sanremo: “Un bacio ad acqua salata”, “Il mio gancio in mezzo al cielo”.
E’ passato poco più di un mese dal 21 febbraio scorso quando Paolo Bonolis annunciava dal palco del Teatro Ariston di Sanremo che il trionfatore della 59a edizione della più importante kermesse musicale italiana era Marco Carta con la canzone “La forza mia” ed ora Marco Carta……è qui! Il reuccio cagliaritano approda infatti in Romagna con il suo tour 2009 il prossimo 30 aprile dove, al Carisport di Cesena presenterà in concerto le canzoni del suo nuovo album, il primo di soli inediti e già disco di platino con oltre 70 mila copie vendute.
L’ospitalità romagnola torna in tv a ridosso delle festività di Pasqua e i weekend del 25 aprile e 1 maggio. Anche nella stagione 2009 prosegue infatti l’operazione “spot parchi”, con Palmiro Cangini - Paolo Cevoli che dal 1 aprile in onda su Rai e Mediaset per quattro settimane, annuncerà, con 176 passaggi televisivi, la riapertura di Mirabilandia, Italia in Miniatura, Oltremare e Acquario di Cattolica e di tutta la Riviera, pronta ad accogliere i turisti. Nell’estate 2008, caratterizzata da una flessione generalizzata del movimento turistico ed in particolare della propensione alla spesa, i 15 parchi di divertimento della Riviera dell’Emilia Romagna hanno ottenuto una crescita complessiva del +2,7%, in controtendenza rispetto all’andamento generale.
Tullio Kezich dal 27 marzo è il nuovo Presidente Onorario della Fondazione Fellini. Critico cinematografico, commediografo, scrittore, sceneggiatore e amico personale del Maestro, Kezich ha seguito l’intero arco dell’avventura felliniana, da Lo sceicco bianco fino a La voce della luna. È considerato il biografo ufficiale del regista riminese e a lui ha dedicato Fellini, un’opera fondamentale, per chiunque voglia conoscere la vita e l’arte dell’uomo Fellini. Collabora attivamente con la Fondazione che lo considera come un padre nobile. Al prossimo Festival di Cannes (13 – 24 maggio 2009) verrà presentato un documentario ideato dallo stesso Kezich, realizzato dalla Fondazione Fellini e da Raisat, girato dal regista Gianfranco Mingozzi. Attualmente sta preparando un nuovo volume sul maestro che si intitolerà Il libro dei miei film.
Già che della nostra storia ci importa ben poco, quel poco ci piace raccontarcelo in versione taroccata, consolatoria, auto-assolutoria. E così dopo oltre 60 anni siamo all’assurdo. Il 25 aprile, che insieme al 2 giugno è la festa di fondazione di questa nostra repubblica, è ancora un’occasione per dividerci, per litigare, per pescare qualche voto in più all’immancabile turno elettorale primaverile. Cosa è successo da noi durante la guerra? Uno che ne ha scritto molto, raccogliendo e confrontando meticolosamente le notizie, i ricordi, le versioni discordanti, è Antonio Montanari.
Sabato 4 luglio torna la Notte Rosa, il capodanno dell’estate. Anche quest’anno l’evento si snoderà lungo i 110 chilometri di costa della Riviera adriatica dell’Emilia Romagna, ma avrà il proprio cuore pulsante nei 40 chilometri di Riviera di Rimini.
La formula della Notte Rosa è quella delle prime tre edizioni: arredi e scenografie in rosa, spettacoli, concerti, feste sui lungomari e sulla spiaggia, look rosa ovunque (dai capelli, all’abbigliamento, alla tavola), fuochi d’artificio. In più quest’anno, sarà rilanciato il bagno di notte, con un grande tuffo collettivo nell’Adriatico.
Prosegue la raccolta di fondi di Chiamami Città a favore delle delle vittime terremoto in Abruzzo. In pochi giorni le donazioni hanno superato i 1.500 euro. Al termine della sottoscrizione, la somma verrà destinata alla ricostruzione delle piccole medie imprese della provincia dell’Aquila, come espressamente segnalato fra le priorità dalle stesse popolazioni colpite. Chi volesse ancora contribuire può effettuare versamenti nel conto corrente aperto presso la Banca Malatestiana, intestato a “Chiamami Città pro terremoto Abruzzo - Ondalibera Srl” IBAN IT 48 T 07090 24210 018010119950, oppure recarsi direttamete presso la nostra redazione, in via Bonsi 45, Rimini.
In questo secondo numero di Chiamami Junior, i bambini, i piccoli alunni delle scuole elementari continuano a raccontarci come vedono loro il mondo, la realtà che li circonda in continuo cambiamento. Un mondo pieno di storie e lingue diverse con le quali convivere e trarne proficui stimoli di crescita e conoscenza. Gli scolari in queste pagine possono leggere le loro esperienze, confrontarsi e ritrovarsi in percorsi simili e nelle stesso tempo diversi. Sono sempre più numerosi gli iscritti alle scuole primarie provenienti da paesi esteri che seguono modelli di integrazione che in molte classi si tramutano in risorse e nuove conoscenze per tutti gli alunni.
Il week-end di Pasqua ha dato, a dispetto delle infauste previsioni del tempo, attendibili indicazioni sulla prossima stagione turistica: nonostante la crisi la Riviera potrà essere ancora la meta di milioni di turisti. Si sta già oliando la poderosa macchina economica dell’accoglienza costituita da migliaia di alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, parchi di divertimento, negozi e decine di altre attività. Un complesso economico che fornirà il lavoro a migliaia di persone secondo la loro qualifica e professionalità. Un’occasione per molti di ricavare un reddito che sommato a quello di altri componenti della famiglia, permetterà di affrontare i mesi invernali, l’affitto, il mutuo per la casa... il futuro.
A partire dal prossimo autunno Castel Sismondo accoglierà fra le sue mura un po' di States: dal 10 ottobre 2009 al 14 marzo 2010 il cuore di Rimini pulserà di autentici capolavori riuniti nella mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”. La chiusura per restauro di alcuni ambienti del Boston Museum of Fine Arts dà, infatti, l'opportunità a Rimini di ospitare sessantacinque tele rappresentative della storia dell’arte del Vecchio Continente. La mostra di Rimini, che pur ripercorre molte importanti scuole nazionali in Europa, sarà allestita da Marco Goldin, direttore de “La linea d'ombra” e stratega della comunicazione artistica, secondo un’idea di continui e significativi accostamenti
Dopo oltre quattro mesi di restauro, sabato 18 aprile al Museo della Città di Rimini è stato presentato un frammento della veste Sigismondo Pandolfo Malatesta, scoperta nel 1756 e mai esposta stabilmente prima d’ora. Il restauro - finanziato dal Rotary Club Rimini Riviera – ha consentito di esporre stabilmente per la prima volta la pezza di stoffa (58 cm di altezza e 230 cm di lunghezza), scoperta all’apertura della tomba di Sigismondo nel 1756, recuperata nel 1920 e restaurata una prima volta in Svizzera nel 1970. Il tessuto – che rimarrà in esposizione in una teca del Museo – potrà ora continuare a far parlare di sé dopo decenni di silenzio, raccontando aspetti meno noti, ma non meno significativi, della vita quotidiana, pubblica e privata, di Sigismondo.
Domenica 19 marzo lo scrittore Marco Missiroli ha presentato “Tempi a confronto. Una famiglia proletaria riminese nella tragedia del ‘900”, il libro autobiografico di Ariodante Schiavoncini, classe ’22, edito per i vent’anni di Chiamami Città. “Molti di noi parlano di memoria - così Missiroli ha introdotto l’opera - Ma è difficile mettere in pratica la memoria, ci vuole non solo dignità e coraggio, ci vuole anche l’istinto del recupero. Questo libro potente va fatto leggere alle persone, c’è una vita intera dentro, e Ariodante è un grande narratore.” A seguire, la testimonianza emozionante e arguta di Ariodante Schiavoncini, che ha sollecitato le domande e gli interventi dei presenti, un pubblico foltissimo e partecipe, di tutte le età. Perché, come ha scritto l’autore, il suo libro è dedicato “Ai giovani perché sappiano, agli anziani perché ricordino”.
La Nuova Ricerca di Rimini diventa contenitore inusuale d’arte: tre piani allestiti del policlinico tutti da visitare, spazi che, cambiando la loro naturale connotazione, diventano sorprendentemente luoghi d’arte, di incontro e di comunicazione. Fino al 19 giugno il policlinico di via Settembrini, ospita la personale dal titolo “Stazione Rimini” di Kiril Cholakov, artista bulgaro-italiano che vive e lavora a Rimini. Laureato nell’89 presso l’Accademia di Belle Arti di Sofia è fortemente segnato dagli eventi che nello stesso anno hanno portato al crollo del Muro di Berlino. “La mia ricerca si sviluppa attorno al concetto di spaesamento interiore - spiega l’artista - diversi miei dipinti, sculture, interventi architettonici, affrontano l’indagine dello spazio d’identità dell’individuo”.
Lunedì 27 e Martedì 28 aprile per chi ancora non l’avesse visto troviamo il bel film di Demme “Rachel sta per sposarsi” con Anne Hathaway e Rosemarie Dewitt.
Un ritratto di una famiglia americana con le sue fragilità e turbamenti. Un velo che si alza sui peccati all’interno delle mura domestiche.
Il 4 ed il 5 maggio sarà la volta di un piccolo film israeliano che ha stupito anche per il successo ottenuto: “Il giardino di limoni” di Eran Riklis.
Paolo Novi e Marco Tanda sono i soci fondatori di Ioè, società di consulenza organizzativa e formazione delle risorse umane per imprese ed enti che affrontano il cambiamento, che nel 2005 ha organizzato a Rimini il workshop ”Ethics in business” alla presenza del Dalai Lama.
Il prossimo 9 e 10 luglio è in programma al Palacongressi di Rimini una nuova iniziativa, “Change management e benessere nel lavoro”.
Abbiamo chiesto a Novi e Tanda perché hanno pensato di promuovere e realizzare il workshop, e quale sia il filo conduttore che lega questo progetto a quello precedente.
Dopo il sisma in Abruzzo sembra finalmente che in Italia molti comincino a chiedersi: “Ma la mia casa è sicura? E quanto è sicura?”
Buona domanda.
Ci si può aggiungere anche: “La scuola dove vanno i miei figli, l'ospedale, l'ufficio dove lavoro, gli edifici pubblici, lo stadio, il palasport, insomma tutti i luoghi dove passiamo la nostra vita, sono a sicuri?”
Se digitate http://zonesismiche.mi.ingv.it/ trovate nel sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dove potete vedere e scaricare la mappa ufficiale del rischio sismico, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.108 dell'11/05/2006 e la classificazione dei Comuni italiani. Rimini e tutta la costa sono in zona 2, della quale si dice: “in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti.”
Che monotonia il giovedì sera di Rai2! Più che Anno zero dovrebbero chiamarlo “Di Pietro day”, dal momento che un sempre più bolso Santoro lo costruisce immancabilmente attorno all'evanescenza dialettica e all'arrancante sintassi gesticolata del “Tonino dei Valori”. Ad eccezione di qualche occasionale saggio della scemenza pseudo-comica che il Pappagrillo porta in giro per l'Italia a pagamento, tutto il resto è contorno; sia che si tratti del “quanto mi piaccio Travaglio”, o dell'imitatrice da parrocchietta Guzzanti, o di quel geniale “stalinista della vignetta” di Vauro. Ciò che più infastidisce è che poi, al venerdì, tu che credi sul serio che la libertà di espressione debba essere salvaguardata in tutte le sue forme, compresa la predicazione televisiva rozza e spocchiosa, sei costretto a difendere quel plotoncino di allegri narcisisti dalle aggressioni dei cultori del pensiero melmoso alla Gasparri; pur sapendo che per gli auto-compiaciuti martiri del tubo catodico quelle aggressioni sono manna dal cielo, ragione di vita, condizione di remunerato successo professionale; e che per questo le hanno scientificamente ricercate ed invocate.
Forse l’unico effetto non tragico del terremoto abruzzese è di averci fatto passare, per paradosso, una Pasqua più serena. Dopo giorni di maratona mediatica su cumuli di macerie, lutti, tendopoli fustigate dalle intemperie e moltitudini di sfollati privati di tutto, poterla trascorrere nel modo più banale, sotto il proprio tetto e insieme ai propri cari, ci è apparso per quello che è: un meraviglioso regalo del destino. Anche la gita di Pasquetta ha assunto un altro sapore. Nel senso che pranzare all’aperto seduti su una coperta, con un occhio agli eventuali capricci del tempo, è piacevole solo se sai che la sera cenerai con le gambe comodamente allungate sotto il tavolo del tinello di casa tua. Ma se non hai più una casa in cui tornare, la tua vita diventa un agghiacciante picnic a tempo indeterminato, e la prospettiva di riavere un’abitazione decente e un lavoro su cui reimbastire una routine quotidiana, ti appare allettante come una vacanza. Saggezza spicciola, ma non troppo in una città come Rimini, dove l’insoddisfazione si manifesta in un continuo sciame sismico di lamentele, senza mai sfociare nello scossone in grado di abbattere lo stato delle cose.
L’Osteria del Mare in Piazza ha cambiato gestione.
Ci siamo andati con curiosità. Era una sera infrasettimanale, ma ciò nonostante il locale era affollato.
L’impostazione è sempre quella, il locale è caldo, con molti tavoli e le tovagliette gialle di paglia come una volta. L’unico neo la tv che imperversava con Striscia la Notizia, ma fortunatamente il volume era molto basso.
Il nuovo gestore Luciano Villa ci ha accolto bene, dandoci un menù chiaro sia nella composizione che nei prezzi; rispetto alla precedente gestione il pesce fresco è molto più presente.
Fra le tante le iniziative per festeggiare il 25 aprile nella nostra provincia si segnala “Libera Rimini”, tre giorni promossi dall’Anpi. Mercoledì 22, alle 17, Patrizia Dogliani, presidente dell’Istituto storico di Forlì-Cesena presenta il suo libro “Il fascismo degli italiani. Una storia sociale”; Sala del Buonarrivo della Provincia di Rimini, corso d’Augusto, 231. Giovedì 23, alle 21, Alberto Pagliaro presenta le sue “Storie Partigiane” a fumetti nella libreria Interno4 - via di Duccio, 26, Rimini. Sabato 25 in piazza Cavour dalle 15.30 artisti di strada, cantanti, giochi e animazioni per i più piccoli, con stand gastronomico dell’osteria Harissa. Alle 20.30 concerto di “Araba Fenice”, alle 21.30 coro della Mondine di Novi di Modena.
E’ alle porte la stagione turistica 2009. Quali timori per un’estate che, complice la crisi economica, si preannuncia più difficile del solito?
“Qualche preoccupazione è inevitabile che ci sia perché tutto il contesto lancia messaggi poco rassicuranti, anche se penso che la cartina tornasole l’avremo con la Pasqua e le manifestazioni estive che la nostra costa e il nostro entroterra hanno saputo proporre. Nonostante la crisi robusta sono convinto che il territorio riminese venga scelto sempre e comunque dai turisti”.
Piccolo commercio e grande distribuzione, come si sta muovendo CNA per sostenere le imprese in questo periodo di crisi?
“Siamo stati tra i primi a parlare con le istituzioni, con i Comuni, la Camera di Commercio e la Provincia per cercare di aiutare il piccolo commercio su più fronti: abbiamo chiesto di non far aumentare le tasse sull’occupazione sul suolo pubblico, di ridurre le imposte sui costi sulla pubblicità e dei parcheggi. Non solo, stiamo cercando di lavorare sul piano regionale per modificare la Legge 41 del 1997, nata per riqualificare i centri storici ed il piccolo commercio. Fino al bando del 2005, infatti, solo le imprese organizzate in associazioni o altre forme temporanee presentavano la domanda al fondo così solo le stesse imprese potevano usufruire dei contributi”.
Secondo Il Sole 24 Ore, Rimini è la città più cara d’Italia. Il quotidiano economico ha esaminato la spesa media per 20 beni alimentari di prima necessità. I riminesi spenderebbero oltre 4.100 euro all’anno, record nazionale. Le rilevazioni hanno riguardato fra l’altro i prezzi di acqua, pane, pasta, parmigiano, caffé, biscotti. A Rimini, ad esempio, per un chilo di pane si spendono 3,75 euro; nella città più economica, Napoli il pane costa in media 1,94 euro. Nei primi 15 posti ci sono ben sei province della nostra regione. Contrastanti le reazioni alle pubblicazione dei dati: le associazioni dei commercianti non nascondono qualche perplessità sulla loro fondatezza, mentre secondo quelle dei consumatori i prezzi in realtà sarebbero ancora più alti.
Il Comandante Colonnello Fabrizio Barone, oltre a condurre il 7° Reggimento Aves “Vega”, comanda anche il presidio di tutte le forze armate di stanza a Rimini.
Quante forze sono impiegate in questo gruppo e che percentuale femminile c’è?
“Siamo circa seicento. Purtroppo ci sono poche donne, meno di venti principalmente impiegate nel settore sicurezza e personale: abbiamo un ufficiale, un sottufficiale e un maresciallo. Le ragazze sono integrate molto bene, dimostrano volontà e in alcuni casi eccellono”.
Di quali attività vi occupate?
“Come attività principale c’è la preparazione e l’addestramento per gli equipaggi di volo per essere sempre pronti in caso di missione in patria o all’estero. C’è l’aspetto molto importante della manutenzione degli elicotteri per pronto intervento ed emergenza”.
Quali attività svolge la Capitaneria di Porto?
“La nostra è una forza armata atipica. E’ un corpo specialistico della Marina Militare che opera soprattutto in campo civile. I nostri militari hanno a che fare tutti giorni con i cittadini. Ci occupiamo di immatricolazione delle navi, del rilascio delle patenti nautiche, siamo come la motorizzazione civile per le auto. Abbiamo poi competenze operative per la ricerca e soccorso in mare, la Capitaneria è l’ente dello Stato che coordina, in caso di soccorso in mare, la guardia di finanza, i carabinieri e i vigili del fuoco, sulla sinistra del porto c’è un gruppo operativo pronto all’occorrenza. Vigiliamo poi sull’intera filiera della pesca, abbiano funzioni di Polizia Giudiziaria e di vigilanza ambientale e abbiamo la tutela del patrimonio sommerso. Non abbiamo compiti militari, viviamo in mezzo alla collettività semplificando al massimo la vita dei cittadini”.
Come vivono i tanti militari di stanza a Rimini? Che rapporti hanno con la città? Con quali problemi e quali soddisfazioni? Per saperne di più su un argomento di cui si parla davvero poco, abbiamo intervistato i comandanti delle tre principali Forze Armate che hanno presidi nella nostra città. Iniziamo con il Tenente Colonnello Massimo Zanchiello, Comandante 2°/121° Reggimento Artiglieria Contraerea Ravenna, che ha base alla caserma “Giulio Cesare”
Quante forze sono impiegate nel suo reparto?
“Tra militari di truppa, ufficiali e sottoufficiali siamo circa 400 unità. Abbiamo poi una decina di civili che operano nell’amministrazione della difesa. Gli ufficiali sono 30, i sottoufficiali 130 mentre la truppa, che si divide a sua volta tra volontari in servizio permanente, in ferma breve e in ferma prefissata di un anno, sono 130.
Non tutti sanno che all’interno della Caserma Giulio Cesare c’è un Museo Storico-Militare. Una raccolta minuziosa ed accurata di oggetti, cimeli, reperti, armi e divise utilizzate dall’Esercito Italiano. Materiali originali ed unici, dal risorgimento ai tempi moderni, una vasta raccolta di medaglie e cartoline militari dell’epoca. L’interessante collezione arriva anche da donazioni di privati. Tra i cimeli esposti c’è anche una camicia garibaldina appartenuta ad un reduce che fece parte della colonna “Medici” accorsa in rinforzo alla spedizione dei Mille del 1860.
Per descrivere i Marlene sfrutto un commento di Enrico Brizzi: “non sono un gruppo di rock italiano, ma l'unico gruppo italiano di rock”. Nel corso della loro storia le sonorità sature e soniche, hanno attraversato una maturazione compositiva verso uno spleen ordinato più europeo, adeguato per la ricerca autorale di Cristiano Godano. Converso con il chitarrista Riccardo Tesio.
Il nuovo tour coincide con l’uscita del cd ‘Best of Marlene Kuntz’. Si può dire che questo tour riepiloga la vostra carriera lunga vent’anni?
“E’ un ritorno ai club dopo qualche anno di tour principalmente nei teatri. Un tour vecchia maniera, un concerto rock e in un certo senso è quello che dicevi tu, una specie di riepilogo di tutta la nostra storia. Il live è una specie di ‘Best of’ ma non ci sono tutti i brani del disco anzi, ci sono molti brani diversi. Credo che sia un bel concerto, invito a venire il più numerosi possibile”.
Sappiamo tutti in quale squallore morale versi il mondo del calcio. Un miliardario barnum mediatico in cui variopinti pupazzi bisticciano, ciaramellano, come morsicati da pugliesi tarantole. Nessuno, a mio parere, si salva: né i tecnici, deprimenti nella loro albagia che li porta ad inanellare altisonanti discorsi con l’automatismo delle macchiette, né i giocatori, avidi muscolari ai quali è caro solo il rombo delle auto fuoriserie, né i “tifosi”, veri e propri trogloditi, respinti agli orli dalla marea della storia. Ma tant’è. Se ne è parlato e si continua a parlarne fin troppo.
A Renato Ioli, presidente provinciale di Cna, chiediamo un quadro del commercio e del turismo nella nostra provincia e in particolare nella Valconca.
“Il settore del commercio nella provincia di Rimini – risponde Ioli - è un comparto economico di grande importanza con le sue 9 mila imprese che rappresentano circa il 27-28% del totale provinciale. Inoltre occorre considerare il ruolo chiave che le imprese in questo settore, assieme all’artigianato di servizio, hanno per il distretto turistico e per la crescita di qualità del nostro tipo di accoglienza. Pensate a cosa sarebbero i nostri centri storici e i nostri borghi se non vedessero la presenza di botteghe e negozi che rappresentano la rete commerciale di questa città. Sono un modo per tenere alto il tenore di vita dei nostri comuni: dove ciò non è avvenuto abbiamo assistito ad un degrado. Anche in Valconca il settore del commercio si realizza su imprese individuali di piccola dimensione, che in questi anni hanno saputo reagire alle crisi cicliche, trasformazioni e cambiamenti. In concomitanza con la nascita e l’affermarsi di nuove tipologie di commercio, come la grande distribuzione, ma non solo, sono cambiati gli stili di consumo ed il modo di acquisto delle persone”.
Lungi da me l'idea di sottovalutare l'allarme per questa febbre di origine suina. Bisogna però ammettere che ogni volta che il mondo è alle prese con gli effetti di qualche catastrofica scemenza provocata dai potenti della terra, ecco arrivare puntualmente, quasi per provvidenziale coincidenza, un mansueto animale da fattoria a rubare i titoli d'apertura con la sua minaccia di pandemia: ieri la mucca inglese e il pollo cinese, oggi il “baghino” messicano. Mentre va ripetuto che non comporta alcun rischio mangiare carne di maiale, non è invece ancora ben chiaro se siano infettive pure le porcate metaforicamente intese, né se il contagio possa trasmettersi anche attraverso la diffusione del “pensiero maialesco”. Nel primo caso è bene non avere a che fare con la produzione legislativa di Calderoli; nel secondo, si raccomanda di tenersi prudenzialmente lontani da Borghezio.
Una volta tanto, spezziamo una lancia a favore delle automobili riminesi. Non sono cattive, anzi, hanno un’anima e un cervello spesso superiori a quelle dei loro conducenti. Stufe di essere solo oggetti, status symbol, nonché simbolo di una tecnologia e di uno stile di vita bocciati dalla crisi economica e dal degrado ambientale, i Suv malatestiani hanno deciso di farsi una cultura.
Un bel mattino il macchinone si è guardato allo specchio e si è detto: «Vergogna, un bestione grande e grosso come te non è capace di leggere né di scrivere. Magari sai quanti chilometri puoi fare con un litro, ma se ti chiedono quanti ne fai con due, vai in panne. Avrai pure un motore da cinquecento cavalli, ma come cervello vali meno di un somaro.»
Lunedì 18 maggio, al Palasport ‘Flaminio’ di Rimini con inizio alle 20.45, la Nazionale di basket dei politici sfida la Nazionale italiana di basket over 45 per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, e per Eleonora Calesini, la giovane riminese salvata dopo 43 ore sotto le macerie.
La Nazionale di basket dei politici è nata di recente, e vi aderiscono parlamentari e amministratori di tutti gli schieramenti.
La allena Alberto Bucci, già coach della Nazionale italiana e del team riminese.
Ci avviciniamo alle elezioni provinciali ed è giusto chiedersi se, come molti dicono, si tratta di enti inutili. La discussione, tuttavia, spesso è superficiale. Cosa vuol dire che un'amministrazione è inutile? Se si intende che le sue funzioni le potrebbe svolgere un'altra, è un conto, se vuol dire che tali funzioni sono vane o inesistenti, è un altro.
Il fatto è che le pubbliche amministrazioni italiane non nascono solo per svolgere dei servizi. Pertanto non sono organizzate in modo funzionale, ma, al contrario, sono costruite per essere diseconomiche. Prendete le tasse. Il sistema fiscale italiano è così complicato che per compilare i vari modelli il cittadino deve farsi assistere da esperti. Questi esperti sono i commercialisti, i CAF e l'Agenzia delle Entrate. In pratica, paghiamo per pagare.
Il mare e i bambini saranno tra i protagonisti dell’XI edizione del Festival del mondo antico - dal 18 al 21 giugno, nella provincia di Rimini – con “Nauticamente. La navigazione antica” e “Come giocavano gli antichi?”.
“Nauticamente” è una rassegna sulla storia della navigazione nell’antichità, che prevede lezioni, proiezioni, rappresentazioni teatrali, ma non solo: sabato 20 giugno, grazie alla collaborazione con il Museo di Cesenatico, si potrà salire a bordo di imbarcazioni storiche alla Darsena di Rimini. Durante il Festival si potrà inoltre scoprire come giocavano i bambini dell’età antica con tanti appuntamenti dedicati ai più piccoli, tra cui operazioni di scavo sulla sabbia, laboratori sulle tracce dell’uomo primitivo, gialli archeologici, tornei dei latrunculi e costruzione di capanne preistoriche.
Fatto con X Factor, fatto con Amici e amici come prima, per chi è curioso di vedere giovani talenti all'opera è tempo di metter via i telecomandi e uscire a riveder le stelle. Torna infatti, per l'edizione numero 15, il concorso “Un e mezzopalo rock”, che al Centro Giovani di Santa Giustina mette a disposizione delle giovani rock band di casa nostra, rigorosamente a gratis, un palco e premi interessanti. Quattro eliminatorie (15 e 22 maggio, 12 e 19 giugno) e quindi le finalissime (25, 26 e 27 giugno). Per i vincitori, mille euro e il palco del Velvet. Per tutti, la possibilità di far sentire il risultato di ore e ore in sala prove. E per celebrare i suoi primi tre lustri, il Mezzopalo annuncia il Mezzo Palo Live Stars: un concerto in luglio, sempre al Velvet, con i vincitori delle ultime edizioni. Perché è giusto che chi premia talenti poi non si dimentichi di loro: è recente la notizia di Dennis Fantina, vincitore della primissima edizione di Amici, tornato a far l'operaio perché la sua carriera artistica è rimasta senza sbocchi.
Dall'14 al 16 maggio al Cinema Tiberio di Rimini il festival nazionale di cinema indipendente alle ore 21 (ingresso libero a tutte le proiezioni). Nelle tre serate un articolato programma dedicato agli autori indipendenti di tutta Italia e le consuete vetrine di alcune prestigiose manifestazioni nazionali dedicate al cinema indipendente. La rassegna è competitiva solo per le opere prime, al cui vincitore, scelto dalla direzione artistica, verrà assegnata la Targa Paolo Scarponi. Oltre alla selezione curata dalla direzione artistica di Round (22 le opere in rassegna), sono in programma selezioni curate dal Festival Sur le Pas de Mon Oncle di Saint Maur de Fosses e del Festival Cinema Indipendente di Foggia, oltre ad una rassegna di cortometraggi italiani scelti dalla FICE Emilia Romagna. Per informazioni: segreteria Round, tel. 0541/784193.
Se qualcuno pensa che i Gattamolesta siano una band classica di quelle che sogna comparsate in Tv davanti ai sacri giudici MorganVenturaMaionchi allora non ha capito niente. I Gattamolesta li troverete forse più facilmente “nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” tanto per citare il buon Faber. E nei quartieri dove la vita diventa passione loro saranno lì, in un angolo coi cappelli e le custodie aperte a raccattare qualche euro dalle tasche dei più volenterosi, suonando canzoni di briganti e di zingari. Ad allietare le danze dei curiosi troverete Andrea Gatta, saltimbanco e giullare, cantante e chitarrista, Niccolò Fiori al contrabbasso, Jader Nonni alla batteria, Luigi Flocco alla fisarmonica. Il 16 maggio saranno al bar Neon di Rimini ad allietare il sabato della città riminese, per presentarvi un concerto che non dimenticherete facilmente. E ricordate “omme si nasce, brigante se more”…
Le uscite del mese di Aprile dedicano molto spazio al cinema italiano, speriamo che questa nuova attenzione sia meritata.
Sicuramente Stefano Incerti con “Complici del silenzio” confermerà la propria solidità autoriale.
Il film, diretto e compatto, scoperchia le complicità anche italiane verso il regime di Videla in Argentina.
Corretto senza essere retorico è un inno alla persistenza della memoria.
Molto più leggero “Focaccia blues” di Nico Cirasola con Lino Banfi, Michele Placido, Nichi Vendola, Renzo Arbore.
Ricco di partecipazioni amichevoli il film racconta una piccola storia vicina al mondo di slow food (scoperto ora anche dagli USA). Una piccola focacceria pugliese si prende il lusso di sfidare McDonald e riesce anche a farlo chiudere nella città di Altamura.
Seminario intensivo dal 22 al 24 maggio. Sviluppare la consapevolezza della propria femminilità, del proprio corpo, ecco lo scopo del seminario condotto dalla dott.ssa Reuma Bat Cohen che si terrà presso il Centro Nikoniko di Rimini. Reuma Bat Cohen è ginecologa laureata a Tel Aviv, omeopata, osteopata ed agopuntore, vive e lavora in Israele. Allieva prima del maestro Sivananda e di Aviva Steiner, ha poi consolidato ed arricchito la sua preparazione (shiatsu e agopuntura) col M° Masahiro Oki, per poi specializzarsi nella pratica delle tecniche naturali per il riequilibro energetico degli organi sessuali. Da oltre trenta anni ha lasciato l’impiego ospedaliero di ginecologa, per dedicarsi solo alla ricerca comparata di pratiche “naturali” nelle varie culture ed alla loro applicazione medico-pratica. Argomenti trattati: Problemi ginecologici – Menopausa - Fertilità e concepimento - Preparazione al parto - Sessualità maschile - Gruppo di studio operatori.
Chissà se a qualche altro riminese è capitata la disavventura occorsami tanti anni fa. Andò così: studente a Bologna, ospite a cena di amici nessuno dei quali romagnolo, avevo intravisto che in cucina la pentola sul fornello cominciava ad agitarsi. Ebbi un bel lanciare l’allarme “Vonta! Vonta!”: invece di correre a togliere il coperchio, tutti restarono a guardarmi come se parlassi arabo. E la pentola disastrosamente vontò. In quella circostanza, alla veneranda età di vent’anni, appresi così che “vontare” non esiste come verbo italiano, ma appartiene allo schietto dialetto nostrano. E ancora oggi, se non esco dai confini aviti, mi capita ben di rado sentir dire che la pentola trabocca o che il fiume straripa, tracima o addirittura esonda. D’altra parte, pare che invece pentole e fiumivontino solo a Rimini e dintorni; in Romagna più in su dicono trabuchè o perfino, in Emilia, svaglièr.
Quali sono le iniziative della Provincia, approvate e in corso d’opera, per rilanciare il commercio e il turismo nel bacino della Valconca?
“Stiamo ragionando sull’idea di un territorio turistico unico. Un territorio formato da venti diversi comuni, ma fortemente integrati tra loro attraverso la cultura della ricettività e dell’ospitalità. Dal mare alla collina, senza divisioni. Oggi puntiamo molto sul turismo in collina, valorizzandone le tipicità: i nostri prodotti enogastronomici, le sagre, le tradizioni che perpetuano un’ospitalità antica. Tra i nostri progetti sono previsti investimenti per le piste ciclabili in Valconca e l’organizzazione di eventi nell’entroterra”.
Come sta vivendo il territorio della Valconca questo momento di crisi nazionale ed internazionale?
“Soffermandomi sui dati economici relativi alla Valconca, la crisi non risulta evidente: ad esempio per quanto riguarda la nascita di nuove aziende, confrontando il primo trimestre 2008 con quello del 2009, si evince un incremento ed il saldo è dunque positivo. Da notare che, mentre le attività avviate da italiani crescono mediamente del 2%, quelle avviate da straniere aumentano circa del doppio, e questo mi sembra un elemento che si presta a varie interpretazioni. La Valconca è, soprattutto, una parte significativa dell’economia della Provincia: gli addetti impiegati in questo territorio costituiscono il 9,50% di tutta la Provincia, e, nel 2008, si è rilevato inoltre un sostanziale aumento della popolazione. Il territorio della Valcona contribuisce poi al Pil della Provincia con il 18,80% nel settore industriale e con il 15% nella produzione agricola”.
Te lo sanno dire tutti, in via Derna, dove abita Olga Tamburini “la velaia”. Mario, fratello di Olga, dopo aver imparato a fabbricare barche negli storici cantieri Carlini, dagli anni ’30 si mette in proprio, diventa maestro d’ascia e comincia a costruire da solo barche da pesca e batane. Si specializza nei “beccaccini”, agili barche in legno di 5 metri con un solo albero, randa e fiocco, facili da governare. Ne fabbrica anche sei o sette in un inverno: Olga gli cuce le vele. Nel dopoguerra, con Angelo Deitos, marito di Olga, che dà una mano in cantiere, riescono a costruire la casa dove lei abita ancor oggi, con il laboratorio annesso. Nel ’64 Mario muore. Angelo ha continuato fino al ’78 a costruire mosconi, Olga ha cucito e riparato vele fino a un paio di anni fa. Suono al cancello, il figlio mi apre. “Vediamo se è sveglia.” Dice. “Ha avuto problemi di salute, non so se vorrà raccontare.”
Se è vero, com’è vero, che tutte le nazioni ricche respingono gli immigrati clandestini, come mai solo noi abbiamo dichiarato guerra all’Onu? Se è vero, com’è vero, che la grandissima maggioranza degli irregolari arriva con visto turistico e poi si dà alla macchia, oppure aveva un permesso di soggiorno che non è stato rinnovato, come mai tutto il clamore deve essere puntato sui disperati dei barconi? Humphrey Bogart direbbe: sono le elezioni, bellezza. Se i soldi per il terremoto dell’Abruzzo non si sa se ci sono, a che servono i consigli dei ministri e i G8 all’Aquila? Se l’emergenza terremoto e la ricostruzione di Umbria e Marche andarono bene, come mai ora che si sta facendo lo stesso e anche un po’ meno si grida al miracolo di efficienza? Elezioni, sempre elezioni. Già in tempi normali il cittadino deve ingoiare polveroni a pranzo e a cena, scoprire le notizie vere in telegiornali lardellati di tonnellate di bufale e diversivi. Ma se poi si deve votare, allora altroché polvere. Sono nuvoloni di fumo, perturbazioni atlantiche, fronti ciclonici dove scorgere la realtà diventa impossibile anche per i più scafati. Eppure la realtà è sotto gli occhi di tutti. E’ nei portafogli, nelle tasche, nei conti in banca. E’ la crisi
Sessantatre anni fa sì e votato per il referendum, Repubblica o Monarchia.
Il primo voto libero dopo la fine della guerra e l’infausto ventennio fascista. Una data storica che ha segnato la fine di una Monarchia guerrafondaia, colpevole di avere mandato a morire centinaia di migliaia di giovani soldati italiani, dalla desolata e fredda steppa russa, ai cocenti deserti africani.
Dall’unità al 1945, se si escludono pochi e brevi intervalli, l’Italia è sempre stata in guerra. Guerre sempre iniziate da noi.
Per il referendum del due giugno 1946, ho votato in uno dei seggi, allestito nelle aule delle scuole Ferrari, nel palazzo dove oggi si trova la sede centrale della cassa di risparmio riminese.
Dopo la guerra, le scuole Ferrari sono state costruite in via Gambalunga 106, al posto del Politeama Riminese, distrutto dai bombardamenti aerei.
Dal 21 al 23 maggio alla Fiera di Rimini si svolgerà “Amici di Brugg”, esposizione di attrezzature e materiali per l’odontoiatria, in occasione del cinquantaduesimo covgresso dell’omonima associazione. Un appuntamento che ormai è una consuetudine per questa categoria medica: tre giornate congressuali intense, tavole cliniche e dimostrazioni in diretta anche via satellite, workshop e corsi tecnologici, crediti ECM, sessioni specifiche per Igienisti e assistenti alla poltrona, una mostra merceologica con oltre 200 espositori. Il tutto all'insegna dei valori di collaborazione ed amicizia che hanno sempre ispirato l’associazione.
Che bello se fossimo un po' più “l'Italia con la schiena dritta” di Napolitano e un po' meno “l'Italia carponi” di Berlusconi! L'Italia che fa finalmente incontrare - per di più al Quirinale - Gemma Calabresi e Licia Pinelli; non quella che, insieme alle ronde, prepara una nuova stagione di istigazione all'odio e alla coglionaggine, due inseparabili facce della stessa medaglia. L'Italia che denuncia in perfetto inglese, dinnanzi alla Conferenza del Centro Europeo delle Fondazioni, la dilagante «retorica improntata a razzismo e xenofobia»; non quella che teme e nega di stare diventando multietnica e si intossica delle grevi litanie leghiste, recitate con quell'insopportabile cantilena gutturale. Una delle ultime, parla di vagoni “anti-terun” sul metrò, da riservare ai soli milanesi; ne è ideatore quel Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio a Milano, già distintosi come campione di cretinaggine leghista per gli insulti a Ciampi ed in cento altre occasioni. Io non auguro il male a nessuno, sia chiaro; se però costui, una volta o l'altra, scendendo le scale di Palazzo Marino inciampasse in una delle sue tante stronzate, procurandosi qualche settimana di busto gessato, credo che non riuscirei a dispiacermene.
Lo ha certificato il Sole24Ore: a Rimini la spesa è la più cara d’Italia. Più che a Milano, più che a Cortina, perfino più che nella solita Venezia, dove tutto viene trasportato in barchetta. Non sappiamo se sentirci lusingati o imbarazzati. Sempre un primato è, in fondo. Non proprio quello che scriveresti sui cartelli all’ingresso della città - «Benvenuti a Rimini, la città con i generi alimentari più costosi d’Italia» -, ma è sempre qualcosa.
Però, a pensarci bene, l’idea del cartello non è male. Visto che come nuove attrazioni turistiche siamo un po’ scarsucci, vantare la spesa più cara d’Italia potrebbe attirare folle di visitatori, curiosi di sapere come mai qui pane e latte costano più che a Portorotondo. E siccome è effettivamente difficile capirne il motivo, e il mistero intriga sempre, ci torneranno nella speranza di scoprire l’arcano. Rimini potrebbe diventare una meta per i turisti dell’occulto, quelli che affollano le rive di Loch Ness o i castelli della Transilvania. Come mai in questa cittadina marittima da tempo non più sulla cresta dell’onda, soffocata dal cemento e dal traffico, e collocata in una delle zone agricole più produttive d’Italia, la roba da mangiare costa come se arrivasse a dorso di mulo da chissà dove? Che sia una maledizione lanciata da Francesca da Rimini, in punto di morte? O è l’inquieto fantasma di Sigismondo Malatesta che fa la cresta sulla spesa dei cittadini per mettere insieme il denaro necessario a completare il suo Tempio lasciato a metà? O il boom dei prezzi è solo l’eco dei troppi «boom» che squassarono Rimini nel 1944? Materia per una puntata di Voyager di Roberto Giacobbo, più che per un Report di Milena Gabanelli, che preferisce indagare sulle banche di San Marino piuttosto che sui banchi del Mercato coperto.
Eventi recenti hanno portato i riflettori della giustizia e dei mass media sul sistema bancario e finanziario di San Marino.
La Repubblica di San Marino, per noi, è molto di più di uno stato estero. Fa parte del nostro territorio, in una simbiosi particolare e sotto certi aspetti unica.
Ogni riminese ha amici sammarinesi, spesso parenti. Ognuno di noi frequenta la Repubblica del Titano almeno per fare shopping. Ognuno di noi ha per lo meno sentito parlare di affari e transazioni economiche di vario tipo, ha udito storie più o meno attendibili su San Marino. Molti di noi ci lavorano o conoscono qualcuno che ci lavora. La gente della costa conosce San Marino più di ogni altro italiano.
Venerdì 15 maggio in piazza Cavour un esercito di 14 mila persone ha applaudito l’esibizione di Malika Ayane, Arisa, Sergio Muniz, Stadio e Zero Assoluto. Ed è proprio alla dolce Arisa e agli Zero Assoluto che abbiamo rivolto qualche domanda.
Arisa
Arisa, che cos’è per te la sincerità?
“La sincerità è come una droga, perché una volta che inizi ad essere sincero non puoi più farne a meno, ti dà una sensazione di sollievo talmente piacevole che non riesci più a fermarti. Da questo punto di vista, ha su di me gli stessi effetti del canto: libera l’animo”.
Che cos’è per te il wellness?
“Per me il wellness è una condizione mentale, non deriva da quello che fai ma semplicemente da come sei. Certo, mantenersi in forma è importante per stare bene, ma non è sufficiente, perché lo stare bene passa prima di tutto dall’equilibrio della mente e dell’anima. Comunque, anche io che non sono mai stata sportiva, sono intenzionata a iscrivermi in palestra, per mantenermi in forma”.
La Sagra è una signora che porta molto bene i suoi anni, non solo per l’eleganza ma anche per l’incisività. Sono autentiche parole d’amore quelle che Giampiero Piscaglia, direttore dell’Istituzione Musica Teatro Eventi, spende per questa manifestazione che negli ultimi anni ha raggiunto costantemente il tutto esaurito, ovvero il tetto massimo di più di 1300 persone a serata.
Passione, competenza ed emozioni, secondo Stefano Pivato, assessore alla Cultura del Comune di Rimini, sono i punti di forza della Sagra Musicale Malatestiana, che a settembre tornerà all’Auditorium di Rimini per la sessantesima edizione.
È una storia ricca di spunti e appassionante quella della Sagra. La prima edizione - dedicata alla musica sacra - si svolse al Tempio Malatestiano nel 1950: anno in cui il Tempio compiva 500 anni e veniva restituito ai riminesi dopo tre anni di restauro per i danni causati dai bombardamenti. Nel parlare delle tappe fondamentali di questi sessant’anni – tappe che saranno oggetto di una mostra – Piscaglia ha ricordato il musicologo ed editore Glauco Cosmi, anima della Sagra: “Diceva che per creare un evento culturale è necessario un incontro tra chi propone e chi partecipa, e a Rimini chi partecipa è un pubblico particolarmente esigente”.
Dal 10 al 22 agosto al Teatro degli Atti di Rimini (ore 21.30) andrà in scena il ciclo “BWV – Bach”, rassegna di musica barocca che costituisce un’anteprima al cartellone sinfonico della Sagra. Il concerto inaugurale vedrà il gruppo London Baroque impegnato nell’esecuzione di un ciclo di Trio Sonate (10 agosto). Due gli appuntamenti con le suite per violoncello solo, eseguite da Pieter Wispelwey (13 e 15 agosto). Stefano Bagliano e Andrea Coen eseguiranno le sonate per flauto e cembalo (18 agosto), mentre l’ultimo appuntamento vedrà il gruppo Academia Monte Regalisproporre due concerti per due clavicembali e archi e una Suite per Orchestra (22 agosto).
Quante volte sarete passati in questi giorni davanti ai Musei comunali senza sapere che all’interno di quelle mura, a due passi dalla decantata Domus del chirurgo, si trovavano altre testimonianze d’inestimabile valore, legate alla svolta che la storia della scienza ha subito esattamente 400 anni fa, quando per la prima volta Galileo Galilei alzò il cannocchiale al cielo facendo crollare con le sue osservazioni la teoria tolemaica e dando una nuova immagine del mondo. Tutto questo lo potete trovare nella mostra “Dalla Terra al Cielo. L’osservazione scientifica attraverso gli strumenti”, un’esposizione di materiale libraio, di strumenti scientifici (provenienti dalla Biblioteca Gambalunga; dai licei Serpieri, Giulio Cesare ed Einstein; dagli istituti tecnici Valturio e Belluzzi; dal Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie) e opere di studenti del Liceo Artistico, che rende omaggio al grande scienziato pisano nell’anno mondiale dell’Astronomia indetto dall’Unesco. Questi antichi apparecchi forniscono una testimonianza visiva di raffinate tecniche di lavorazione e aprono un’affascinante finestra sul passato, su come all’epoca venivano studiate meccanica, astronomia, ottica e acustica: i quattro settori scientifici – gli stessi affrontati da Galilei – in cui la mostra è articolata.
Era il 1975. Noi liceali cominciavamo timidamente ad affacciarci ai collettivi femministi. Nella borsa di Tolfa c’era “Speculum: l’altra donna”, la tesi di dottorato della psicoanalista e filosofa Luce Irigaray, allora appartenente all’École Freudienne de Paris di Jacques Lacan. La Irigaray mostrava fino a che punto la psicologia e la filosofia classiche non fossero capaci di risolvere l’enigma della femminilità, “luogo abissale, sottratto alle indagini” secondo Freud. E ripercorreva i testi sacri della cultura occidentale, da Platone a Lacan in cerca delle metafore che veicolano il costituirsi della donna come altro rispetto al soggetto, ovviamente maschile. Esclusa dalla produzione del discorso, necessaria a garantirne il rilancio, la donna non poteva secondo questa cultura che essere lo specchio del maschio. E trovare rifugio nell’isteria dall’irrimediabile iato tra essere corpo ed essere parola. Quello che è ormai un classico le costò a suo tempo l’esclusione dall’École. Il pensiero della Irigaray, oggi direttrice di ricerca in filosofia presso il CNRS di Parigi, ha attraversato molti territori, dalla psicologia alla filosofia all’analisi del linguaggio, da “L’Etica della differenza sessuale” pubblicata negli anni ottanta, bibbia del pensiero della differenza, all’ultimo libro “Condividere il mondo” (Bollati Boringhieri, 2009), che affronta il tema del come costruire l’incontro con l’altro. Lunedì 18 maggio nel corso della benemerita rassegna “Manifesta” a Rimini ha tenuto una lectio magistralis nell’aula magna dell’Università, davanti a un pubblico per lo più di ragazze, giovani e vintage, parlando in italiano “perché il primo gesto di condivisione è parlare la lingua dell’altro.
Nei 16 mesi del periodo 1 gennaio 2008- 30 aprile 2009 sono stati 32 i casi accolti e trattati dallo Sportello d’ascolto Dafne, tredici dei quali nel solo anno in corso.
Ventotto le donne italiane che hanno denunciato violenza subita nella maggioranza dei casi dal coniuge (21) o dal convivente (5). Tutte le persone rivoltesi al servizio hanno lamentato violenza psicologica, molte (22) fisica, economica (17) o sessuale (6), cinque i casi di stalking.
Dodici le donne oltre i 50 anni, le quali hanno trovato la forza di rivolgersi al servizio dopo decenni di violenza subita dal partner. Nove le situazioni di donne con figli minorenni. La Casa delle Donne del Comune di Rimini ha cominciato nell’ottobre 2005 la sua collaborazione con questa iniziativa tramite l’attivazione dello Sportello di Ascolto; a partire da febbraio 2007, con la firma del protocollo d’intesa tra Ausl e Comune di Rimini, il servizio, ora parte integrante della rete Dafne, è cresciuto ancora.
Ad orientare i visitatori delle Cantine Aperte quest’anno ci sarà una freccia. Sarà così più facile trovare quelle che parteciperanno alla diciassettesima edizione della più grande festa del vino che si svolga in Italia. Il successo fa nascere spesso imitatori e anche in questo caso vi sono cantine che, pur non appartenendo al circuito di Cantine Aperte, domenica 31 maggio apriranno le loro porte. Da qui l’idea, anche quest’anno, della freccia. Una freccia semplice, colorata che gli enoturisti troveranno alle porte e ai cancelli delle cantine associate al Movimento Turismo del Vino, quelle che danno garanzie di vino ed accoglienza di qualità. Una edizione importante che, dalle richieste di informazioni giunte sinora alla Segreteria Organizzativa, dimostra come a dispetto del tempo che passa questa manifestazione entusiasmi sempre più. Ecco le principali novità di Cantine Aperte 2009 in Emilia Romagna.
“Il giardino delle petunie blu. Quasi una sceneggiatura”, primo libro di Norma Giacchero (Capitani editore, 2008, presentazione di Sergio Zavoli), ha il respiro dei grandi romanzi ottocenteschi. Racconta di una famiglia toscana con al centro una figura femminile, sensibile e forte: Evelina. Norma Giacchero è un vero archivio di ricordi sulla stagione d’oro del nostro cinema: è stata per trent’anni la segretaria di edizione di Federico Fellini. L’abbiamo intervistata.
Evelina somiglia a Giulietta Masina…
«Il libro nasce come una sceneggiatura: Giulietta Masina l’ha letta nel ’93, e anche se c’è qualcosa di mio in Evelina l’avevo pensata per lei. I produttori trovavano bella l’idea, ma per loro il film non avrebbe incassato, e così è rimasta nel cassetto. Ne ho parlato con Tonino Guerra che mi ha detto: “Ma se non riesce a girare film Francesco Rosi, figurati se ci riesci tu. Mettiti a scrivere e fanne un romanzo”. L’idea del film però non mi ha abbandonata, è un progetto che sto ancora seguendo. Come protagonista ho pensato a Milena Vukotic: tutti quelli che hanno lavorato con Fellini, almeno quelli che ci sono ancora, sono pronti ad aiutarmi.»
Se per fare un tavolo ci vuole un fiore, per ridare lancio al centro storico ci vuole un bel giardino. Così, almeno han pensato due noti nomi della ristorazione del territorio come Neon e Teatini e Pilgrim Comunicazione, che con la collaborazione del Comune (proprietario dello spazio), Hera (pulizia) e Anthea (cura del verde) hanno organizzato una domenica coi fiocchi, anzi con i fiori. Il 31 maggio, infatti, nel Giardino degli Aromi (meglio noto come Giardino Palazzo Lettimi, in via Tempio Malatestiano 26, dalle 18 si farà festa con dj set di Marta, Gabo, Bizio, Pasteris e il concerto di Dany Greggio and the Gentlements con proiezioni di tavole originali Gianluigi Toccafondo e di foto del centro storico. Non mancheranno momenti di ristoro con prodotti a chilometro zero. L’ingresso è gratuito. Per informazioni: 347/6529770
Dal 2 al 6 giugno, come annuncia il manifesto del celebre illustratore Igort, ritorna Anteprima.doc a Bellaria.
Arrivato alla sua 27° edizione è il festival più longevo dedicato al Cinema Italiano Indipendente. Dal 2006 ha intrapreso nuove strade diventando il festival del Documentario Italiano.
Nel festival si approfondisce la rappresentazione della realtà nell’immagine contemporanea, sfidando le leggi di un mercato cinematografico che non lascia spazio al documentario indipendente.
AnteprimaDoc è il concorso riservato ai film documentari inediti.
In questi ultimi anni, dopo la batosta dell’apertura quasi in contemporanea di due ipermercati, il piccolo commercio della città ha saputo in qualche modo accettare la sfida puntando sulla qualità, la diversificazione, l’assistenza, risalendo così pian piano la china. Ora l’apertura di altri due centri di grande distribuzione, coprendo insieme agli altri già esistenti quasi l’intera gamma dei prodotti distribuiti sul territorio, sta preoccupando seriamente gli operatori. Questo si sente in qualche modo abbandonato e penalizzato e non solo a Rimini; la stessa preoccupazione si riscontra in altri comuni della provincia, come a Riccione dove aprirà un’altra grande struttura.
Il Mercatone addirittura raddoppia, mentre, ci assicurano operatori del Borgo che, alla presenza delle tre confederazioni che rappresentano il commercio della provincia, il Comune e la Provincia avevano garantito che vi sarebbero state nell’area a Nord di Rimini solo trasferimenti di superfici commerciali. Insomma, decine di piccoli esercizi rischiano grosso; insieme a loro, anche i borghi e il centro storico, tagliati ulteriormente fuori dai flussi degli acquirenti.
Il Centro Pio Manzù va on-line. Dal 15 maggio è attivo il nuovo sito www.piomanzu.org, rinnovato nella grafica (dal noto studio londinese True Design) e nei contenuti.
Dentro vi si trovano quarant’anni di storia. Il Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù è infatti un organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite che opera dal 1969 come Istituto di studi per l’approfondimento dei temi economici e scientifici di interesse cruciale per il futuro dell’umanità.
Suo obiettivo primario è quello di elaborare, su singole problematiche, indagini globali condotte attraverso il contributo di diverse competenze, da mettere a disposizione di quanti del segmento pubblico, privato e non-profit intendano formulare strategie di pronto ed efficace intervento. Il Centro Pio Manzù in questi anni ha dato vita a studi di grande importanza innovativa nel campo della ricerca scientifica e tecnologica.
Il 4 e 5 giugno, al Grand Hotel di Rimini, quattro chef stellati Michelin italiani e francesi cucineranno insieme per “A tavola con le stelle”. In programma atelier gastronomici e degustazioni aperte al pubblico. Completano la manifestazione un percorso del gusto dedicato al pubblico e agli addetti ai lavori con il meglio delle produzioni enogastronomiche di Romagna e Beaujolais. La prima edizione dell’evento era stata infatti tenuta a battesimo nel Beaujolais a due passi da Lione. Orari: pranzo 12.30-14.30 (orario ultimo per entrare), cena 19.30-21.30 (orario ultimo per entrare); per prenotazioni: tel. 0541 56000. La mostra-mercato dei prodotti tipici romagnoli e francesi e delle rispettive proposte turistiche sarà aperta per tutto il giorno, giovedì dalle 14 alle 19,30; venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 19,30, con ingresso libero
Chicco Ravaglia è scomparso da dieci anni, il 23 dicembre del 1999, ma la sua memoria è ancora viva in chi l’ha visto crescere e giocare, dai campetti di periferia al grande palcoscenico della serie A. Chicco Ravaglia era un play 23enne quando un brutto incidente stradale se l’è portato via e oggi, anno dopo anno, a Miramare si svolge un torneo di basket dedicato a lui, con le migliori realtà cestistiche del territorio ad affrontarsi. Giovedì 14 e venerdì 15 si è svolta la sesta edizione del torneo, un “Memorial Ravaglia” tra i migliori degli ultimi tempi per qualità, livello tecnico e incertezza delle partite decisive (giocavano i nati nel 1994). Nel corso della prima giornata si sono svolte le semifinali, con le facili affermazioni delle corazzate Ibr/Angels Santarcangelo e Crabs Rimini ’95 rispettivamente su Riccione (104-22) e Miramare basket (112-36).
Caldo, fatica, applausi, 2.000 euro di incasso per l’Abruzzo. Questo è il risultato della serata di beneficenza di lunedì al Flaminio dedicata ad Eleonora Calesini, la ragazza di Mondaino estratta dalle macerie dopo due giorni dalla terribile scossa sentita in Abruzzo. Ambiente perfetto da NBA con orchestra jazz negli intervalli ed i disegni dei bimbi delle scuole elementari all’ingresso. Poi la nazionale over 45 era troppo forte per la compagine dei politici e gigioneggia trasformando la partita in un galoppo di allenamento. Occorre sottolineare che i vari Riva, Fantozzi, Capone, Magnifico, Ponzoni e Carera sono ancora in forma. Un po’ meno i politici, dove tengono botta, accanto all’infiltrato Pozzecco, i due ex assessori Santolini e Ioli insieme a Pizzolante, l’unico in grado di involarsi in contropiede. Ma la star della serata è lui, Walter Veltroni che si fa portare le scarpe da Elisa Marchioni, suscitando l’invidia dei compagni subito sedata dal sergente di ferro Alberto Bucci, che gli concede il quintetto e dieci minuti. Walter risponde con una prestazione di qualità e non di quantità e ti pareva. Bella serata divertente e proficua, meritava una cornice di pubblico maggiore anche se 300 spettatori sugli spalti c’erano tutti. Un grazie doveroso a Marco Pizzolante ed Elisa Marchioni per l’impegno.
Ritrovo nelle illustrazioni in bianco e nero dell’ormai arcaico Sport Illustrato, i volti quasi imberbi di Franco Magnani e Sergio Fabbri. Chi sono mai costoro? Franco Magnani di Cesena (classe 1938) e Sergio Fabbri di Rimini (1939), diedero vita per oltre un ventennio (con l’esclusione degli anni compresi tra il 1961 ed il 1965, periodo in cui Magnani corse tra i professionisti) ad un vera e propria contesa sportiva. Codesta rivalità, come nel racconto di Conrad: “Il duello”, che vide gli ufficiali dell’esercito napoleonico D’Hubert e Feraud, protagonisti di una controversia assurda che si protrasse per buona parte della loro esistenza, ha caratterizzato il “destino” di questi due atleti straordinari.
L’8 aprile di 25 anni fa a Rimini accadeva il più leggendario degli eventi che la storia sportiva ricordi, un evento da affiancarsi alle telecronache di Mario Ferri da Las Vegas per l’incontro Righetti Spinks o ai festeggiamenti sul lungomare per la serie B del calcio di 4 anni fa. Ma nessun evento è stato più incredibile di quello dei 18 pullman che presero la strada di Vigevano per portare 800 tifosi (più le macchine ed il resto, chi scrive c’era ed i riminesi superavano il migliaio) a partecipare alla storica promozione in A1. Gli anni, la forza, l’ardore agonistico passano ma le emozioni rimangono, così come gli affetti per chi sudava sul campo e sulle tribune per arrivare alla vittoria, ognuno mettendone del suo fossero muscoli e polmoni, fossero ugole e voce.
E’ stata davvero una grande energia quella che ha preso corpo nel corso della quarta edizione di Rimini Wellness, dal 14 al 17 maggio, chiusa con un record di partecipazione: 161.518 visitatori (+24,2% sul 2008) e la partecipazione di 350 aziende (erano 330 nel 2008) tra le migliori del settore. "Il successo della formula di Riminiwellness - commenta il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni - che con le sue due anime, WPRO e WFUN, coniuga business e divertimento, sposando appuntamenti in fiera ed eventi sulla riviera, in questa edizione ha superato ogni aspettativa. Rimini Fiera ha definitivamente sancito la sua leadership indiscussa su questo mercato e, nuovamente, ha messo in risalto la sua capacità di saper costruire strumenti di promozione tangibili e pienamente efficaci per supportare le aziende anche in una situazione economica difficile come l'attuale".
Grazie all’accordo tra Myair e l’aeroporto di Rimini Parigi, Amsterdam e Bucarest sono più vicine. A partire dall’8 maggio sono iniziati i collegamenti con l’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, Baneasa di Bucarest e Schipool di Amsterdam, quest’ultimo con inizio voli il 30 maggio. L’aeroporto Federico Fellini si dimostra ancora una volta un polo strategico, l’ampio bacino di utenza che gravita attorno allo scalo permette di sviluppare fortemente il mercato low cost. Myair ha scelto Rimini ed il suo aeroporto e questo apre nuovi orizzonti al Presidente Masini ed ai suoi collaboratori. Myair.com nasce nel 2004, l’obiettivo è di diventare il vettore low cost di riferimento in Italia. Eliminazione dei biglietti tradizionali a favore di un codice di prenotazione virtuale, razionalizzazione delle risorse, ampia gamma di opportunità questo ha permesso di offrire ai passeggeri un servizio di qualità che non penalizza né la sicurezza né il comfort dei passeggeri. Con 320 dipendenti ed una flotta di 11 velivoli (6 Airbus A320, 4 Bombardier CRJ 900 e un Saab con un ulteriore ampliamento entro il 2012 di altri 15 Bombardier CRJ 1000, acquisiti nel settembre 2006 attraverso un’operazione da 600 milioni di euro) Myair si avvia a diventare la prima compagnia italiana nel settore lowcost Fra i presupposti su cui la compagnia aerea sviluppa la propria attività vi sono la massima efficienza e affidabilità della flotta e la qualità del servizio, pur nella autentica filosofia low cost.
Rimini balla: in tv e in fiera. “Ritmo” è una miniserie che Rossella Izzo girerà qui per Canale 5. Ad attirare la produzione, i Campionati Italiani di danza sportiva della FIDS, organizzati per il secondo anno consecutivo a Rimini Fiera dal 19 al 28 giugno. Il tv-movie infatti sarà incentrato sul mondo della danza. Le riprese si faranno a Rimini l'8 giugno fino al 13 giugno e il set sarà proprio uno dei padiglioni fieristici. In esterna le riprese coinvolgeranno il Grand Hotel, la darsena Marina di Rimini, il ristorante Molo 22 osteria sul mare e l'entroterra. Nel cast Antonio Cupo, Katia Ricciarelli, Corinne Cléry, Adalberto Maria Merli, Anna Safroncik, Andrea Montovoli, Alessio di Clemente, Samuel Peròn e Natalia Titova (vincitrice dell'ultima edizione di Ballando con le stelle in coppia con Emanuele Filiberto di Savoia).
Il Sodalitas Social Award è il premio nazionale per le imprese, le associazioni imprenditoriali, i distretti industriali che sono concretamente impegnati in progetti di responsabilità sociale. A Milano il 28 maggio due aziende artigiane riminesi associate a CNA hanno il vinto ex equo il Premio Speciale per il Miglior Progetto con la Scuola. Sono Colorificio MP e di Eurotec - Impianti Elettrici, che hanno ricevuto il riconoscimento insieme a colossi come Enel, Edison, banca Popolare di Milano. Entrambi, grazie al servizio BuonLavoro di CNA Rimini hanno instaurato da anni una serie di rapporti con il mondo della scuola finalizzati alla diffusione della cultura del lavoro e d’impresa.
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Oreste Capocasa torna dunque a Rimini, nuovo Questore di questa provincia che ne ha già apprezzato le gesta di “splendido poliziotto”; e dove ad accoglierlo, insieme all'ufficialità istituzionale, sarà l'affettuoso saluto di quanti hanno potuto conoscerne le dote umane, oltre che professionali. Dovrà fare i conti con le precarie condizioni, logistiche e di organico, di una Questura che, nei fatti, non è molto dissimile dal gracile Commissariato che lasciò un po’ di anni fa; innanzi tutto perché ancora sprovvista di un sede decente, a causa del gigantesco concorso di insipienze che ha generato l'incredibile e grottesco “pastrocchio Damerini”. Ma ci metterà l'anima, Oreste Capocasa, così come fanno ogni giorno migliaia di appartenenti alle forze dell'ordine, checché ne dica Brunetta.
Il traffico, enorme, efficientissimo tubo digerente, ingoia e metabolizza le sue tragedie in tempi rapidissimi, lasciandosi dietro rimorsi che durano lo spazio di un ruttino al monossido di carbonio. Quando queste righe verranno pubblicate, l’orrore per il pluriomicidio (questo è il suo nome) di via Euterpe si saranno già spenti. Centinaia e centinaia di automezzi saranno passati – ovviamente, senza rallentare – su quelle strisce pedonali insanguinate. E siccome è più facile che i pedoni imparino a volare che gli automobilisti imparino a rallentare, i due poveri nonni falciati davanti al Garden e il loro meno sfortunato nipotino non saranno certo le ultime vittime della Filibusta del volante che infesta le nostre strade.
Nella viabilità riminese, il cittadino appiedato riminese è abituato a sentirsi considerato alla stregua di un acaro della polvere sul tappeto di un salotto: un minuscolo, fastidioso parassita che provoca reazioni allergiche. Ma è davanti a un attraversamento pedonale che lo sventurato tocca con mano (e a volte, disgraziatamente, anche con parti vitali del corpo) la sua condizione di senza-diritti.
Qualche giorno fa, tornando a casa, ho visto il mio sindaco sul corso, a piedi, con una pesante borsa da ufficio. Aveva l'aria stanca ed era solo. Nessuno, in quel momento, gli prestava particolare attenzione. Molti forse non lo riconoscevano neppure.
Ho percepito il senso della democrazia. In una città di 130.000 abitanti il sindaco può camminare per strada come un normale cittadino, può essere stanco come un normale cittadino dopo una giornata di lavoro, è un normale cittadino. In questa normalità c'è tutta la forza della democrazia. Quando i capi sono circondati di guardie e chiusi in palazzi sontuosi lo stato è debole. Quando i capi sono cittadini come gli altri lo stato è forte. Perché la forza dello stato non è nei capi ma nel legame tra loro e i cittadini. Dove i cittadini odiano i loro capi, lo stato non è forte. Di fronte a un pericolo, si sfalda. In democrazia c'è chi si è opposto alla scelta di un rappresentante, e forse non lo ama. Ma almeno la metà di chi ha votato, lo ha scelto. Chi non lo ha votato, può sperare di cambiarlo la volta successiva. In ogni caso, non vedrà il potere passare come eredità ai suoi figli.
In un clima di sfrenata edilizia, di bulimia del cemento, che soffoca città, coste, spiagge e zone naturali per vocazione, me ne vado, non so dove, magari su un altro pianeta, proponendo questo scambio:
«Posseggo due casette adiacenti, attrezzate di ogni confort, a due passi dalla Luna, ne regalo una a famiglia tranquilla che mi procuri una scala…»
Si consigliano gli interessati di rispondere entro sei giorni dall’uscita del periodico “Chiamami Città” per la pubblicazione della risposta più interessante, inviandola alla mail: cesarepadovani@libero.it
Il 12, 13 e 14 giugno appuntamento con la seconda edizione di “Mare di Libri”, il primo festival di letteratura dedicato agli adolescenti. Una manifestazione all'insegna del divertimento culturale, un luogo di appuntamento per tutti i ragazzi che amano i libri e la lettura e che hanno voglia di incontrare altri coetanei con la stessa passione, e un'occasione di incontro e di riflessione per coloro che si interessano di adolescenti e di lettura. Fra gli ospiti di quest'anno Niccolò Ammaniti, Licia Troisi, Anna Lavatelli, Guido Sgardoli, Annika Thor, Elisabetta Gnone, Christian Frascella, Marino Sinibaldi, Rita Borsellino, Antonio Faeti e, sabato 13 giugno (ore 15, alla Cineteca Comunale) salirà in cattedra, come nelle sue abitudini, Daniela Donati insegnante e autrice riminese di libri per bambini, che, cimentatasi in una storia rivolta agli adolescenti, “Il grande Puff”, ha vinto il Mondadori Junior Award. A lei, protagonista dell'evento, chiediamo cosa ne pensa.
“Di Rimini sono stato l’ultimo sindaco comunista”, così Zeno Zaffagnini si definisce nel suo terzo libro, appena uscito: ché dal 1944 al 1983 a Rimini i sindaci sono stati sempre uomini del PCI, una “dinastia” sui generis,espressione di una base assai forte. Quasi un’anomalia, in una città aperta al sistema turistico internazionale, in cui il boom economico aveva accelerato il passaggio del ceto contadino e operaio al “ceto medio”. Ne “L’ultimo sindaco comunista di Rimini” (Edup), attraverso il racconto dei duemiladuecento giorni da Primo Cittadino c’è il bilancio di un’avventura politica e umana. Relativamente giovane al momento della sua elezione, nel 1977, Zaffagnini fu candidato perché aveva alle spalle una intensa militanza politica: era stato segretario della Federazione del PCI, veniva da un’esperienza nel Comitato regionale e alla Commissione nazionale di controllo del PCI. Un politico di professione, quando questa qualifica veniva avvertita ancora come un valore. In brevi capitoli Zaffagnini ripercorre le luci e le ombre del suo mandato attraverso le domande circostanziate e affettuosamente provocatorie di un’intervistatrice, dal “caso Valloni” alla realizzazione dell’attuale Museo della città, dal Center Gros, che ha permesso a Rimini di diventare un importante centro interregionale del commercio all’ingrosso, al palazzo dei Congressi, la prima struttura in Italia capace di diecimila posti. E il rapporto con i cittadini, il suo primo pensiero, e con le forze politiche, economiche religiose e sociali della città. “Scrivi sulla sabbia i torti e sul marmo le cose belle che ti succedono”.
Dal 18 al 21 giugno, a Rimini e dintorni, nuovo annuale appuntamento con il Festival del Mondo Antico che, giunto alla sua undicesima edizione, ripropone il consueto viaggio nel mondo dei Greci e dei Romani, nel vicino e lontano Oriente, alle origini dei riti e dei miti del tempo presente, in compagnia di protagonisti della cultura contemporanea. Il festival si aprirà con una giornata di studi inerente “La guerra degli antichi (e dei moderni)”curata da Giovanni Brizzi. Un posto di rilievo sarà occupato da commenti, presentazioni editoriali, introduzioni a testi letterari, filosofici o anche cinematografici, con interventi tra gli altri di Alberto Angela, Edoardo Boncinelli, Maurizio Bettini, Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Ivano Dionigi, Luigi Magni, Laurent Pernot, Giuseppe Pucci, Silvia Ronchey, Tzvetan Todorov e Paul Zanker. Poi dialoghi a più voci; la simulazione di un processo penale romano; la riproposizione teatrale dell’ “Asino d’oro” di Apuleio; la prima di “Sottoterra”, dialoghi ispirati all’ “Antologia di Spoon River” e alle iscrizioni funerarie greche e latine; interventi di “animazione poetica”; itinerari di visita a monumenti e siti di interesse archeologico; l’apertura della nuova “taverna”, spazio di ristoro enogastronomico del Museo della Città; le letture bibliche; le lezioni sulla vita quotidiana dei Romani tenute da Maria Grazia Maioli; il mini corso letterario di Marinella De Luca dedicato ad Aristofane e alla comicità dei Greci e tanti altri appuntamenti. Al fianco di Marcello Di Bella, curatore del festival, c'è l'Assessore alla Cultura Stefano Pivato che, data la neo nomina di Rettore dell'Università di Urbino, passerà l'ultimo anno dietro le quinte dell'evento.
E’ cominciato il conto alla rovescia per la Notte Rosa 2009. Al 4 luglio manca solo un mese e gli artisti di punta che animeranno l’appuntamento clou dell’estate riminese sono stati già individuati. Il programma di quest’anno non ha nulla da invidiare ai precedenti, per la ricchezza di proposte che promettono a tutti di divertirsi, come è nella filosofia di quello che è il Capodanno dell’estate. Nella consueta scenografia che vestirà la Riviera in Rosa, a partire dal tre luglio fioriranno iniziative che vanno dalla presentazione dell’ultimo libro di Vinicio Capossela “In Clandestinità” (3 luglio, Corte degli Agostiniani) alla Notte rosa dei bambini a Bellaria (3 luglio, dalle ore 20, in varie location). Gli appuntamenti con la musica sono una miriade, dal concerto a Cattolica della PFM che canta De Andrè (Arena della Regina, 3 luglio ore 21.30, a pagamento con agevolazioni rosa), alla Notte Rosa vera e propria in cui la prima parte della serata sarà dedicata a concerti gratuiti di grande richiamo, dislocati nelle varie location della riviera. Alle 21 a Rimini in Piazzale Fellini canterà Fiorella Mannoia, a Riccione in Piazzale Roma Franco Battiato in concerto.
Mercoledì 10 giugno il RockIsland propone una serata particolare grazie alla reunion di alcuni dei migliori dj rock della riviera attorno ad un ospite veramente speciale: Dj Toki. Regista e produttore di molti programmi con Ringo in onda tutti i giorni su Rete 105 e il sabato notte dj resident all'Alcatraz di Milano, Dj Toki arriva a Rimini anche per festeggiare l’amico Lollo dj, in questa serata in consolle con gli altri djs rock Enrica, Capoz, Marta e Olo. Dalle 23 in poi quindi vari stili e sound dalla musica rock’n’roll anni ’50 alla più recenti produzioni travolgeranno al 100% gli appassionati di rock. Una serata non solo per il ballo ma anche per il palato: sarà possibile degustare una ottima cena a base di pesce ( €25 dall’antipasto al limoncello). Info: 338-2748173
E’ la rassegna estiva di Rimini, nel cuore della città: Percuotere la Mente. Anche quest’anno si propone con appuntamenti musicali trasversali e contaminati. La caratteristica fondamentale è la novità, intesa più forse come cosa inaspettata. Tra i cinque appuntamenti, infatti, si trova anche un omaggio al rock progressive seventies, il 13 luglio. Cosa c’è di inaspettato? Che questo omaggio è offerto da Roberto Gatto assieme purissimi musicisti jazz come Gianluca Petrella, Luca Mannutza, Maurizio Giammarco, Fabrizio Bosso, Roberto Cecchetto e Francesco Puglisi: quale inaspettata formazione per l’opera dei King Crimsom o dei Genesis? Ma andiamo in ordine. La rassegna inizia giovedì 2 luglio con ‘Concerto della Penombra’, in collaborazione con ‘Assalti al Cuore’, con esibizioni di Gli Ex, Banda Olifante, H.E.R, Erica Scherl e Daniele Maggioli, ideato da (e con poesie di) Valerio Corzani, coordinamento artistico di Simone Bruscia e immagini visionarie di Pablo Echaurren. Segue lunedì 13 luglio ‘Progressivamente. Omaggio al progressive rock’, già sopra citato. Quindi tutto è pronto per decollare verso la musica urbana brasiliana il 23 luglio con lo spettacolo ‘Brasileirinho ao vivo’, evento dedicato al “Choro”, con il Trio Madeira e la partecipazione di Silvério Pontes, Sergio Krakovski e Gabriele Mirabassi. Se tale esperienza fosse ancora inappagante, gli Oi Va Voi, made in UK sono pronti a contaminarci tra klezmer ed elettronica sofisticata.
Sabato 6 Giugno calici al cielo in via Garibaldi, si festeggia il 3° compleanno del Neon Cafè, un piccolo spazio con grandi idee che ha rinnovato l’idea di aperitivo abbinandolo a dj set, concerti dal vivo, performance, video proiezioni, mostre e sfilate di moda. Per festeggiare il traguardo e la contemporanea fine della stagione invernale Don Botte (leggi Matteo Botteghi, gestore e mente malata del Neon Cafè) giocherà la carta del “Tutto in una notte”: apriranno la serata i fratelli Franz e Ricky Cardelli dei Rangzen con una live performace lasciando poi la selezione musicale a 15 (quindici!) djs, ovvero quelli che hanno dipinto di musica l’inverno del Neon: Oreo, Giamma, Giovanni, Gabo, Michele, Bizio, Emiliano, Capizzi, Federica S., Domenico, Federica F., Anna, Fattori, Gode e Fulvio avranno 10 minuti a testa per suonare la propria musica. La serata sarà immortalata dagli scatti di Chico De Luigi e c’è da scommettere che sarà fotonica!
Ripensando al ciclismo rivedo la pista di cemento del vecchio Stadio Comunale, le case popolari sullo sfondo, e sul prato il signor Daini dai candidi baffi asburgici, Riccio, “il bambino più veloce del mondo” ed i pistards inguantati in aderenti maglie di seta: l'amletico Lino Rossi, il poderoso Lombardi, l’irrequieto Cavioli e soprattutto Leopoldo Alessi.
Leopoldo Alessi, classe 1930, è stato, nei primissimi anni cinquanta, uno dei migliori dilettanti italiani, protagonista di imprese entusiasmanti: capace di battere gli specialisti dell’inseguimento, di vincere caroselli forsennati, in quelle vere e proprie roulettes russe che erano le gare dietro motori e di umiliare, su strada, i migliori passisti e scalatori del periodo. Giorni veramente splendidi.
Per la sua settima edizione, Sportimpresa ha raddoppiato: la manifestazione organizzata da CNA pensionati, che coniuga attività sporti, festa e solidarietà, ha riscontrato tanto successo da “costringere” gli organizzatori a sdoppiarlo: quest’anno, infatti, l’evento è stato ripartito in due giornate: il 31 maggio si è svolta la podistica ludico-motoria, in collaborazione con Arcus, Alt Rimini Nord e Sanges, mentre il 2 giugno è toccato alla cicloturistica, in collaborazione con il G.S. Geko Bike e valida come seconda prova del calendario Uisp. Anche quest’anno sono stati ospiti della festa i bambini di Cernobyl ospitati nella nostra provincia. E la gente, ancora una volta, ha risposto con entusiasmo partecipando in massa alle due giornate.
Come per le passate edizioni, l’incasso di Sportimpresa sarà devoluto allo Ior, Istituto Oncologico Romagnolo.
La biblioteca di Alessandro Gambalunga, che può essere ritenuta la prima pubblica in Italia, si formò inizialmente grazie alle acquisizioni di libri sulla piazza di Venezia, trasportati via mare e rilegati in parte a Venezia e in parte nello stesso palazzo, nell’attrezzato laboratorio del libraio Matteo Severini.
I testi, inizialmente, furono collocati “nelle stanze da basso della casa”, dove vi era la libera consultazione.
Nel testamento del 1617 Alessandro Gambalunga diede precise disposizioni riguardo la fruizione della biblioteca, oltre a prevedere 300 scudi annui per l’accrescimento della raccolta libraria e 50 scudi per lo stipendio del bibliotecario.
I libri di cui disponeva la biblioteca avevano argomenti svariati, che rispecchiavano i molteplici interessi del Gambalunga: dai testi di diritto si affiancavano libri di letteratura greca e latina, oltre ad autori italiani classici e moderni, e naturalmente trattati scientifici, soprattutto di matematica e astronomia.
Antichrist di Lars von Trier con Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe.
Dopo un forte trauma, una coppia decide di rifugiarsi nel proprio 'Eden', una baita in un bosco. Qui cercano di ritrovare l'equilibrio perduto, ma la natura tradisce le ambizioni umane e le cose peggioreranno...
Dopo una forte depressione che aveva fatto abbandonare il cinema all’autore, ritorna il più controverso regista contemporaneo, Lars Von Trier.
Fischiato e dileggiato a Cannes (dove peraltro Charlotte Gainsbourg ha ottenuto la palma d’oro) è nato per scandalizzare.
Pretenzioso, pazzesco, figlio di un egocentrismo pornografico, “Antichrist” ha permesso alla critica internazionale di esplodere l’astio verso un regista che si è sempre burlato di intellettuali e pubblico pagante. Stia lontano chi già odia il regista, Antichrist è il film più personale dell’autore danese.
Solo per fans.
Sabato scorso, chi verso sera si è trovato a Rimini a metà strada fra lo stadio e il mare ha vissuto una sensazione che solo in questa città si può provare. Da una parte arrivavano le grida e i cori dei tifosi; più che altro anconetani, purtroppo. Dall’altro, la consueta colonna sonora della riviera di notte: musiche e annunci rimbombanti, applausi, risate. Per i cuori dei biancorossi riminesi, uno strazio. Ma forse minore, senza dubbio diverso, rispetto a come si vive una retrocessione calcistica in una “normale” città italiana. Sorridere e far sorridere è il nostro mestiere. A volte, come in questa occasione, il mestiere è crudele. Ti costringe a mandare avanti lo spettacolo anche quando non ne avresti nessuna voglia. Ma ti aiuta anche a collocare le cose in una dimensione differente. E va bene, il dramma è consumato. Ma è un dramma largamente annunciato. Non si può restare in B quando lo stadio non registra il tutto esaurito nemmeno per la “partita della vita”.
Il Senato l’11 giugno scorso ha cancellato lo “strampalato” emendamento - così lo ha definito il sottosegretario Carlo Giovanardi (Pdl) - che eliminava il limite di orario delle 2 di notte al divieto di somministrazione degli alcolici nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo. “Una grande vittoria a cui abbiamo contribuito in modo determinante” dichiarano Asaps (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale) e Aicat (Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento). Alla Camera il divieto era stato eliminato con un emendamento firmato Pini (Lega Nord) e Pizzolante (Pdl), che dava la possibilità ai pubblici esercizi, siano essi bar, ristoranti, pub o discoteche, di somministrare alcolici fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. Meno soddisfatti gli operatori turistici riminesi: Confcommercio, Confesercenti e CNA.Com tornano a chiedere a gran voce che si elimini “una legge ingiusta e proibizionista”. Secondo l’on. Elisa Marchioni (Pd) “è stato vanificato un percorso di concertazione che aveva visto convergere gli sforzi di diverse parti politiche al fine di trovare, insieme, una buona soluzione condivisa”. Ora la normativa tornerà alla Camera per la quarta lettura.
Aeroflot è tornata a Rimini. Dopo dieci anni, la più grande compagnia russa ha riallacciato i collegamenti con l’aeroporto “Fellini”; le destinazioni in terra russa sono Mosca (Sheremetevo) ed Ekaterinburg, a oriente degli Urali. Aeroflot oggi in realtà si chiama Aria (Aeroflot Russian International Airlines) ed è una delle maggiori compagnie del mondo, sia nel settore passeggeri che nei cargo. Non vedremo però atterrare a Miramare i Tupolev di sovietica memoria, ma moderni Boeing 767 nella nuova livrea argento.
L’Italia sta cambiando ed è sempre più multietnica. Alcuni lo negano e ad altri non piace, ma è ben difficile ignorare il dato di fatto. Del quale fa parte il passo più importante della vita: il matrimonio. Sono sempre più numerose le unioni fra stranieri e italiani, ma anche fra stranieri di nazionalità e anche di religioni diverse. Quante sono oggi queste coppie? E come vivono, con quali problemi?
Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini e sulla fonte degli Anagrafi Comunali, nel corso del 2008 oltre il 12% dei matrimoni è tra sposi stranieri con stessa nazionalità (+ 2% rispetto al 2007). Quasi 2.600 quindi i matrimoni celebrati tra immigrati, prevalentemente tra albanesi, rumeni, cinesi, marocchini e macedoni. La percentuale dei matrimoni tra stranieri con diversa nazionalità è dello 0,5%. L’anima gemella prediletta dagli uomini italiani della nostra provincia, per convolare a nozze, è quella proveniente dalla comunità ucraina; a seguire, la rumena, albanese e russa.
A vent’anni sono già divi. Tra i loro risultati già raggiunti: dvd di platino per il ‘Lost live@MTV’, TRL Awards, Wind Music Awards, il nuovo album ‘Sospeso’ direttamente al 4° posto in classifica, un brano con Joel Madden dei Good Charlotte (band internazionale pop punk), un nuovo tour. Io non ho più vent’anni, ma intervistare il cantante Walter Fontana è stato piacevole, per la forza di volontà e tenacia che la band ha saputo dimostrare.
Siete molto giovani. Da quando suonate?
“Dal 2003. Il nostro batterista aveva 14 anni. All’inizio è nato un po’ per gioco, per imitare le nostre band preferite come Good Charlotte, Blink 182. Grazie a qualche concerto abbiamo visto che le nostre canzoni piacevano. Ci siamo iscritti al Myspace, in Italia ancora poco conosciuto e abbiamo incominciato a girare anche fuori della nostra provincia. Poi il Cornetto Free Music Audition e l’esibizione in diretta tv con MTV: lì una casa discografica si accorse di noi”.
Finalmente la campagna elettorale 2009 è finita. Speriamo che per un po’ di tempo la caccia allo straniero, colpevole, secondo alcuni, del degrado delle città italiane finirà e si darà più attenzione alle problematiche economiche e sociali che richiedono soluzioni immediate.
“Consumate, consumate e consumate!” sembra essere lo slogan del momento. Anche se in molti si chiederanno come sia possibile far spese con il portafoglio vuoto. In questa società consumistica sono attori a pieni diritto anche gli stranieri che abitano in Italia e verso i quali mostrano sempre più interesse le società di telefonia mobile, le società creditizie, le società specializzate nel trasferimento di soldi all’estero, le banche. Dato il numero considerevole di immigrati in Italia essi rappresentano una fetta considerevole del mercato per i quali si sono creati strumenti speciali per l’accesso a beni e servizi. Per acquistare auto e moto, per arredare la casa, per comperare elettrodomestici e computer, gli immigrati in Italia usano sempre più i vari strumenti di finanziamento messi a disposizione da società come Agos, Unicredit, Banca Intesa, Banca Antonveneta, Compass. La stessa cosa è accaduta alle società di telefonia quando si sono accorte che l’Italia diventava sempre più multietnica. Sono spuntate così le “tariffe etniche”, le carte per telefonare all’estero, i piani telefonici per chiamare “a casa” a prezzi bassi. Wind, Vodafone, Tim e Tre si fanno concorrenza nell’attirare il cliente con varie offerte: “Call your country”, “One Nation”, “ Welcome home”, “Super 0 Mondo”.
Quale maggior lustro per Rimini che abbracciare il solstizio d'estate facendo rivivere le voci degli antichi? Dal 18 al 21 giugno, con il Festival del Mondo Antico un weekend di cultura che allontana la nostra città dalla fama ormai stereotipata di città esclusivamente vacanziera e discotecara. Questo grazie alla mirabile intuizione di Marcello Di Bella, audace direttore della nostra biblioteca comunale che ha creduto in ciò che noi tutti probabilmente non avremmo creduto mai: la permanenza dell'interesse per il mondo classico nella nostra contemporaneità. Dato l'abbandono di Stefano Pivato al Festival per la sua nuova carica di rettore dell'università di Urbino (tema che abbiamo affrontato nello scorso numero) chiediamo a Di Bella spiegazioni riguardo alle voci su un suo presunto addio al festival.
"E' un'ipotesi molto sullo sfondo, è vero che sono vicino all'età del pensionamento ma francamente mi trovo molto bene nella mia posizione attuale!".
La graphic novel comincia da Rimini. Nel 1967 il “nostro” Hugo Pratt pubblica “Una ballata del mare salato”, in cui l’attenzione al personaggio, alla creazione del segno, al montaggio aprono la strada a un nuovo raccontare per immagini: “letteratura disegnata”, secondo le sue parole. O graphic novel, come la chiama Will Eisner, con esponenti quali Jiro Taniguchi e Art Spiegelman. In Italia, attraverso disegnatori come Igort ha contagiato una nuova generazione di fumettisti. Come il riminese Giacomo Nanni.
Giacomo, raccontati in cento parole.
«Sono nato a Rimini, ho iniziato a pubblicare storie a fumetti circa otto anni fa su Black, una rivista diretta da Igort (autore fra le altre cose di “5 è il numero perfetto” e fondatore della casa editrice Coconino Press). Nel frattempo ho fondato assieme ad altri autori una rivista, “Canicola”, premiata al festival internazionale di Angouleme in Francia come migliore autoproduzione nel 2007. Ho pubblicato tre libri per Coconino Press in Italia, uno di questi è già uscito in Francia per l’editore Cornelius, che si prepara a pubblicare anche gli altri.»
Ricomincia il 24 giugno con la proiezione speciale della “Dolce Vita” di Fellini, nel cinquantesimo anniversario della pellicola, Agostiniani estate. L’ingresso per questa serata sarà gratuito.
Come ogni anno la manifestazione cinematografica organizzata dal Comune di Rimini e dalla Fondazione Fellini è molto attesa dai riminesi e dagli ospiti per recuperare le migliori pellicole della stagione appena trascorsa.
Spulciando il programma salta subito all’occhio la serata del 28 giugno dove alla proiezione di “Vincere” sarà presente il regista Marco Bellocchio. Proseguendo ci imbattiamo quasi subito nell’imperdibile pellicola “La classe” di Laurent Cantet il 6 luglio, nella piccola sorpresa dalla Francia “Stella” di Sylvie Verheyde, nel pluripremiato “The Milionarie” di Boyle l’11 luglio e nell’affascinante e commovente film d’animazione israeliano “Valzer con Bashir” il 15 luglio. Il 17 spazio invece al balletto “E’ permesso?” interpretato dagli allievi della scuola di danza Les Petit Pas di Katia Tubini (balletto con proiezioni felliniane).
Qual’è l’attrazione cittadina più fotografata dai turisti? Non l’Arco d’Augusto né il ponte di Tiberio, né tanto meno la Casa del Chirurgo, di cui i riminesi sono così gelosi da non aver predisposto in città nemmeno uno straccio di cartello che ne indichi l’ubicazione ai forestieri, molti dei quali ripartono senza sospettare di aver “bucato” uno dei siti archeologici più straordinari d’Italia.
No, il soggetto più immortalato dagli obiettivi dei turisti sono le mamme riminesi in bicicletta. Mi riferisco a quelle donnine – in genere giovani e minute - che sfrecciano in città con due o più puponi sistemati su seggiolini anteriori e posteriori delle dimensioni di una poltrona Frau, più borse della spesa e borsoni da spiaggia. Al confronto, la madre peruviana che si inerpica sulla Cordigliera andina con il figlioletto legato sulla schiena è una scansafatiche, e il ciclotaxista di Hanoi è un pappamolle.
È il caso di dire che Pizzolante sia rimasto con la bottiglia vuota in mano! Il rumoroso trascinatore del PDL riminese (detto per questo “il trattore della libertà”) aveva millantato ai quattro venti di aver debellato -insieme al “buana padano” Pini- il proibizionismo a ore di Giovanardi. “L'etilometro della libertà” ha invece prontamente ripristinato la norma in base alla quale uno può “fare la gatta” anche ogni sera, purché si finga astemio dopo le due di notte.
Oltre a questa, un'altra tegola stava per abbattersi su chi vende alcolici, specie gli importatori di champagne che, credendo al preannunciato 42% del PDL alle europee, avevano rafforzato gli ordinativi in previsione di tanti brindisi in onore di Berlusconi. Per fortuna, a non lasciare invenduto quel surplus di mercanzia è poi arrivato il voto della Camera sulla legge che di fatto abolisce l'uso delle intercettazioni per scoprire e perseguire il crimine; cosicché è tutto uno stappar bottiglie da parte di ladri, truffatori, stupratori e aspiranti criminali, i quali festeggiano l'insperata impunità che d'ora in poi sarà loro assicurata.
Cosa succederebbe se un partito di quelli grandi, PDL o PD, decidesse di candidare alla Presidenza del Consiglio uno straniero?
In fondo, nello sport è del tutto normale sentire grandi campioni che adorano (almeno a parole) il loro club italiano e che parlano italiano con fatica. Ci sono tanti immigrati che parlano male la nostra lingua ma sono cittadini migliori di quelli con la 's' romagnola da 7 generazioni.
Come sarebbero le elezioni se, supponiamo, un partito italiano candidasse Angela Merkel?
Siamo sicuri, per esempio, che la Merkel prenderebbe meno voti di Franceschini o Berlusconi?
Come sarebbe se si scatenasse l'acquisto del 'campione' straniero anche per la politica?
Osservando il Bollettino sulla Struttura della Popolazione Residente a Rimini a fine 2008 (fonte: Anagrafe – Elaborazione dati: Ufficio Comunale di Statistica) salta all’occhio come diversi indici siano influenzati dalla consistenza degli stranieri che, di anno in anno, vanno aumentando nel nostro territorio. Pensiamo ad esempio all’indice di invecchiamento piuttosto di quello sulla natalità; nel 2008 il numero degli stranieri residenti è passato dalle 11.281 unità del 2007 a 12.910, con una crescita di 1.629 unità. Ora rappresentano il 9,21% della popolazione riminese, con un sostanziale bilanciamento numerico tra uomini e donne. L’incremento degli stranieri non è determinato solamente da quelli che immigrano, ma anche dalla propensione a creare famiglie numerose e prolifiche che nel 2008 ha comportato il raggiungimento di un indice di natalità (cioè il numero di nati per ogni mille residenti) pari al 20%, più del doppio rispetto al 9% dei nati con cittadinanza italiana.
Shiomien e Giuseppe, lei cinese e lui italiano, si sposarono nell’86, quando dalle nostre parti era le unioni “miste” erano ancora una rarità. Cattolico lui, di famiglia buddhista lei, dopo sei mesi dal primo incontro avvenuto a Riccione, dove lei lavorava come commessa, decidono di convivere per poi unirsi in matrimonio. Da allora sono inseparabili. Oggi lei è la presidente dell’Associazione Arcobaleno, lui è cancelliere in procura a Rimini. Chiediamo a Shiomien di raccontarci la sua esperienza.
Come avete conciliato la diversità culturale e religiosa?
“Avendo una mentalità differente, già dall’inizio del nostro rapporto abbiamo avuto dei problemi di relazione. Io avevo 27 anni, lui 28 e i primi tre anni di matrimonio sono stati duri per la diversità culturale, litigavamo per delle sciocchezze, una battuta, una frase non capita era motivo di battibecco, non riuscivamo a comunicare. E poi noi cinesi, soprattutto le donne, abbiamo delle usanze che difficilmente vengono capite dagli stranieri; ad esempio diamo periodicamente dei soldi ai nostri genitori, perché anche il matrimonio è occasione aiutare i familiari, è una tradizione che non sempre viene accettata dal partner.
L’italiana Daniela Berardi ha sposato e Juan Carlos Garcia Duarte, messicano.
Daniela, come mai questa scelta?
“ Ebbene sì, per amore! Siamo sposati da quattro anni e il nostro è stato il vero e proprio colpo di fulmine. Ci siamo conosciuti a casa di comuni amici a Città del Messico, io ero lì in vacanza, ci siamo visti una sera per cena e…dopo tre mesi eravamo già sposati. All’inizio dovevamo sposarci in Messico poi abbiamo preferito invece venire a Riccione e vivere in Italia, qui ho l’appoggio dei miei familiari e poi è arrivata subito la nostra prima bimba, Silvia”.
Bisognerà aggiungerci una stella da qualche parte sulle Notte Malatestiane, come sugli scudetti quando si vince il decimo. Sì perché quest’anno la rassegna musicale di Rimini spegne 10 candeline e lo fa regalandosi le note del periodo cinque-seicentesco, tra Rinascimento e Barocco, rievocato attraverso il titolo del secondo romanzo di Piero Meldini: “L’antidoto della malinconia”. Il primo concerto (17 giugno al Coriano Teatro, ore 21) sarà dedicato al genere musicale e letterario forse più rappresentativo della cultura tardo-rinascimentale, il madrigale, genere raffinato e affascinante che è stato praticato da un numero notevole di compositori riminesi. Sarà eseguito da Chiara Ciotti e Lorenza Donadini (soprani), Javier Robledano Cabrera (alto), Giovanni Cantarini e Matteo Mezzaro (tenori), Ismael Gonzalez Arroniz (basso), Michal Gondko (liuto), Corina Marti (flauto) e sarà diretto da Giovanni Cantarini.
Rimini Jazz 2009, che si svolgerà dal 23 al 27 Giugno, compie nove anni e consolida il prestigio conquistatosi nell'ambito delle rassegne jazzistiche a livello nazionale. Le serate, nella splendida cornice del Parco Fellini e del Grand Hotel, ricreeranno, anche quest’anno, la magica atmosfera dell’America dei ruggenti anni Venti. La rassegna si aprirà martedì 23 con un concerto che vedrà assieme l’americano Jimmy La Rocca, figlio di Nick La Rocca, il celeberrimo cornettista di origine siciliana, con la sua Original Dixieland Jazz Band e il simbolo italiano del jazz tradizionale Lino Patruno. Da non perdere! Mercoledì 24 si festeggerà il centenario della nascita dei grandi Benny Goodman, Gene Krupa e Lionel Hampton, protagonisti dello swing degli anni Trenta e Quaranta. E sarà il sestetto olandese 4 Beat 6 ad interpretarli in perfetto stile del leggendario Benny Goodman Sextet. Giovedì 25 sarà la volta della 1a Rimini Dixieland Jazz Band con un incalzante repertorio tratto dalla New Orleans degli anni Venti.
“Il piacere della legalità” è il tema di un incontro con Gherardo Colombo, organizzato dall’associazione “La cosa giusta”
Gherardo Colombo, già magistrato di punta del pool Mani Pulite, ha di recente pubblicato due libri - “Sulle regole” e “Sei Stato tu? - La Costituzione attraverso le domande dei bambini” – che affrontano alla radice i concetti di legalità, diritti e doveri nel nostro Paese. “E anche l’attualità con l’aspro confronto politico intorno alle norme sulle intercettazioni giudiziarie – aggiunge Loris Grossi, presidente di “La cosa giusta” – fornirà certo al pubblico molti elementi di dibattito. Ma innanzi tutto da un ospite tanto qualificato avremo occasione di avere informazioni tecniche preziose, così che ciascuno possa formarsi un giudizio su quanto sta accadendo”.
Giovedì 25 giugno Sala degli Archi (P.zza Cavour, Rimini) dalle ore 21.
“A journey to fame” è un laboratorio di canto davvero particolare, che si svolgerà dal 18 al 19 luglio nell’ambito della rassegna “Donne jazz in blues”. A insegnare – non solo la tecnica vocale ma anche a come prepararsi alla carriera e a come gestire il proprio business - sarà l’attrice, ballerina e cantante Cynthia Gibb, indimenticabile Holly del celebre “Saranno famosi”. Al suo fianco Giovanna Gattuso jazz singer, soprano, docente di tecnica vocale e compositrice di fama internazionale.
Le iscrizioni al corso – aperto a tutti, senza limiti di età, professionisti o principianti - scadono il 29 giugno.
Per informazioni e iscrizioni 335.5483679
Dal 26 al 28 giugno si svolgerà a Rimini “Parola di donna”, convegno di studi dedicato a Francesca da Rimini. Linea guida degli incontri – con relatori provenienti dalle più prestigiose università europee e americane – è il tema della voce poetica femminile ma verranno affrontati anche problemi di carattere sociale come la discriminazione e la violenza. Non mancheranno, infine, momenti aperti al pubblico con musiche d’epoca (26 giugno ore 18.30 e ore 23 Corte Palazzo Petrangolini – Guidi), melodie cameristiche e vocali a cura dell’Istituto Musicale Lettimi di Rimini (27 giugno, Lapidario romano del Museo ore 21.30), proiezioni (28 giugno Castelsismondo o Teatro degli Atti ore 21.30), esposizione e illustrazione del “Codice Gradenigo” (4 luglio Biblioteca Gambalunga ore 10.30) e “Alla ricerca di Francesca, visita ai luoghi del Trecento riminese” itinerari guidati e conversazioni a cura di Pier Giorgio Pasini (4 luglio Biblioteca Gambalunga ore 11.30).
Da metà giugno riparte la rassegna cinematografica itinerante che propone in tutta la Romagna la visione di film in abbinamento ai vini e ai prodotti gastronomici del territorio. Il tutto direttamente nelle aie delle aziende vinicole. In totale saranno 54 le serate in programma e oltre 70 le cantine che hanno aderito al progetto in rappresentanza di ben cinque province. Ecco i film in proiezione nel riminese: mercoledì 17 giugno a Casa Zanni di Villa Verucchio “Revolutionary Road”; venerdì 3 luglio alla Valle delle Lepri di Coriano: “Louise Michel”; venerdì 10 luglio al Podere Vecciano di Coriano (Rn): “L’ospite inatteso”; venerdì 17 luglio nella Torre del Poggio a San Giovanni in Marignano: “Ponyo sulla scogliera”; sabato 18 luglio al San Valentino di San Martino in Venti: “Milk”; venerdì 31 luglio nella Tenuta del Monsignore a San Giovanni in Marignano: “Ti amerò sempre”. Per informazioni: www.cinemadivino.net
Di passaggio in Italia insieme ai Metallica per le date di Milano (22 giugno) e Roma (24 giugno), gli statunitensi Lamb of God terranno un concerto da headliner il prossimo 23 giugno al Velvet Club di Rimini. La band di Richmond, da annoverare assolutamente tra i portabandiera della nuova ondata metal americana, ha recentemente pubblicato l'apprezzato album “Wrath” e sarà per l'occasione supportata sul palco dagli acclamatissimi Hatebreed. Per tutti gli amanti del metal è dunque un imperdibile evento per ammirare questa micidiale accoppiata di metalcore tutta made in USA.
L'Emilia Romagna Lines è una compagnia marittima romagnola che da 4 anni collega ogni estate i porti della regione, compreso quello di Rimini, con gli scali croati di Rovigno, Lussino e Zara. Oltre ad offrire dei soggiorni completi di sistemazioni, è possibile anche trascorrere una sola giornata a Rovigno rientrando a casa la sera stessa.
L'ingresso nel porto canale di Lussino è un vero spettacolo, una volta sbarcati sul molo, proprio in pieno centro storico, il pullman attende i passeggeri per condurli direttamente davanti all’albergo. Sistemati in camera, si va alla ricerca di un ristorante fronte mare per assaporare l’ottimo pesce fresco: la Croazia è famosa infatti in tutto il Mediterraneo per la sua gastronomia. Il giorno seguente si può godere dello splendido sole passeggiando lungo la baia, l’isola di Lussino ha una grandissima rete di sentieri.
Con la sua struttura termale, il centro benessere e la spiaggia Riminiterme è un grande centro per la salute, l’estetica ed il divertimento: e per il 2009 rilancia sui servizi.
Tante sono infatti le novità che riguarderanno il potenziamento, la qualificazione e la grande flessibilità delle offerte. A cominciare – ha spiegato il Presidente Panciroli durante la presentazione della stagione 2009 - da quelli forniti alle famiglie e ai ragazzi iscritti al centro estivo “Bluecamp”, come i menù della salute e le diete a base di verdure e frutta fresca da ordinare al rinnovato servizio catering. E’ poi stato realizzato un ingresso direttamente dalla spiaggia al centro benessere, rinnovato in servizi e attrezzature. Poi un nuovo procedimento semiautomatizzato di lavaggio e sanificazione dei lettini e dell’attrezzatura di spiaggia consentirà di fornire servizi puliti e igienizzati.
Abbiamo chiesto a Paolo Novi, Presidente di Ioè, società riminese organizzatrice del workshop “Change management e benessere nel lavoro”, in programma al Palacongressi di Rimini il prossimo 9 e 10 luglio, di analizzare il grado di attenzione che i media riservano ai temi del workshop.
Fra meno di un mese si svolgerà il workshop “Change management e benessere nel lavoro”.
“Da quando Ioè ha deciso di realizzare questa iniziativa culturale – risponde Novi - sono stato ancora più attento a cogliere nella stampa i ‘segni’ dell’attualità e della importanza dei temi che abbiamo proposto per questo appuntamento. Mi soffermerò su due recentissimi articoli, uno del Sole 24 Ore e l’altro del Corriere della Sera, pubblicati rispettivamente il 29 maggio ed il 1 giugno scorsi. L’articolo del Sole 24 Ore, a firma di Mario Platero, intitolato ‘I valori? Iniziamo dall’identità’, di presentazione della quarta edizione del festival dell’economia di Trento svoltosi nell’ultimo week-end di maggio, è una intervista al premio Nobel dell’economia (2000) James Heckman.
Quest'anno oltre mille incontri sulle 12 Spiagge del Benessere di Rimini per un totale di 23 bagni coinvolti da Torre Pedrera a Marebello per vivere e sperimentare il benessere e il relax a 360 gradi, dallo spuntare del sole a dopo il tramonto. Il programma prevede interventi di: shiatsu, automassaggio Do-In, giochi di felicità, La via delle coccole, Body Fly, Pilates, Nia Danza, danze orientali, Yoga, riflessologia plantare, metodo Feldenkrais, Aura Soma, Fiori di Bach, Qi Gong e TaiChi Chuan. Le spiagge interessate sono: Torre Pedrera bagni 70-71 Elio; Rivabella bagno 5; Lido San Giuliano; Bagno 39 Carlo; Bagno 63; Bagno 76 Hedonism; Bagno 78 Luca e Guido, Bagno 79 Giovanni, Bagno 80 Lamberto, Bagno 85b Gibo; Bagno 95 Florido, Marebello Beach bagni 104a, 104c, 105.
Fino al 22 agosto tornano anche le "Albe del Benessere", meditazioni in mare con uscite in barca a vela al sorgere del sole (ogni mattina dalle 5.30 alle 9 con partenze dal vecchio porto canale o dalla nuova Darsena), mentre al tramonto ci si incontra per momenti di meditazione in riva al mare. Fra le novità del 2009 i "Dobloni Oro e Salute", veri e propri investimenti di benessere attraverso percorsi benessere "corpo e mente" programmati in hotel. Confermata l'esperienza di Benessere e Armonia nei castelli dell'entroterra riminese con "Le Giornate del Re", viaggi emotivi e sensoriali destinati a piccoli gruppi, con metodi di contatto sul corpo, accompagnamenti emozionali e sperimentazione di creatività. Per info: 0541/787643
Mercoledì 17 giugno dalle ore 20.30per il secondo anno consecutivo allo stadio “Romeo Neri” di Rimini si giocherà “Una partita per la vita” dedicata al piccolo Emanuele, che nel 2007 si è spento a causa fibrosi cistica.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Romagnola per la “Lotta alla Fibrosi Cistica” allo scopo di fare conoscere la grave malattia degenerativa, ma anche a raccogliere fondi per finanziare una borsa di studio per l’inserimento di un medico che opererà al “Centro Cura e Diagnosi per la Fibrosi Cistica” presso l’Ospedale “Bufalini” di Cesena. La serata sarà presentata da Elio Pari.
Mi sono voluto mettere sulle tracce di Edo Petrucci, un “peso leggero” di Torriana che, negli anni sessanta, pur non essendo un fuoriclasse, riuscì ad occupare una posizione dignitosa nell’affollato ed agguerrito boxing nazionale. Lo ritrovo dopo tanto tempo e noto che non è cambiato affatto: lo stesso fisico asciutto, quelle braccia magre, smisuratamente lunghe, perennemente gesticolanti, il medesimo entusiasmo ed una grande voglia di ricordare e di raccontarsi.
“Era il 1953, avevo quindici anni, abitavo a Torriana. I miei lavoravano la terra. Anche correre a piedi o le sfide in bicicletta alla domenica, su per la salita di Torriana, erano una vacanza, seppure faticosa ed impegnativa, ma sapevamo, per certo, che l’indomani saremmo tornati alla fatica vera”.
Abbiamo parlato spesso in passato dell’importanza del porto di Rimini nel Medioevo, e in particolare nel XV secolo, grazie agli interventi che apportarono i Malatesta, le cui possenti mura nei pressi del ponte di Tiberio, in corso di restauro, mostrano ancora la loro imponenza.
Ma un porto non è fatto solo dell’approdo: se di una certa importanza, ha cantieri, squeri e tanta gente che vi lavora. A Rimini fin dal ‘300 è infatti documentata la presenza di maestranze addette alla costruzione navale, oltre che al raddobbo e alle riparazioni dei navigli.
Nei documenti archivistici di inizio XVI secolo si registrano diversi calafati, i cui nomi spesso tradiscono l’origine veneta: “mastro Angelo Milzo da Caurlo”, citato in un rogito del 1583, fu chiamato a stimare un naviglio “di tenuta de stare 300 in circa veneziane” nel porto di Rimini. Qualche anno più tardi il figlio Giovanni Maria, fu chiamato ad esaminare un navigium di 400 staia venete: tali valutazioni ci fanno presupporre che si trattasse di calafati tra i più rilevanti di quegli anni.
Lei è bella, bellissima ed in questi giorni sicuramente l’avrete vista a passeggio o in bici in città. Lui è molto simpatico e un animatore di folle, stimola continuamente le fans che non gli danno tregua ma si ritiene fortunato del suo lavoro “E’ molto divertente, mica è come stare in miniera!” E gli ospiti? I più amati dai giovani di tutta Italia. Stiamo parlando di Trl (Total Request Live), la fortunata trasmissione di Mtv che va in onda dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 16 condotta da Elisabetta Canalis e Carlo Pastore, che ha scelto Rimini come seconda tappa del suo tour. Tantissimi gli artisti che ci hanno accompagnato nei giorni scorsi: dall’apertura del 9 giugno con Ashley Tisdale (Da High School Musical) su cui Pastore ha dichiarato “Dalla gente che c’era in piazzale, è stato come portare Minni ai lettori di Topolino!” ai Dari per cui il cuore delle giovani dark romagnole ha accelerato il battito il 15 giugno, un successo che sinceramente “Non pensavo”.
“En Arke en o logos: In principio era il verbo”, comincia il vangelo secondo Giovanni, ma se pensate che chi suona metal deve per forza fare riferimenti alla religione o al satanismo state sbagliando di grosso. Almeno non è così per gli Opposite Sides, gruppo death metal di Rimini, nati quasi dieci anni fa dalla mente e dal cuore di Massimo Arcucci (Arke) che di satanismo e religione nei suoi testi non ne vuol sentir parlare. Per lui suonare è un’esigenza di vita, come mangiare, bere, dormire. La band, che è riuscita a conquistare l’attenzione di artisti importanti come il saxofonista e compositore americano John Zorn e il cantante Aaron Stainthorpe degli inglesi My Dying Bride, negli anni ha subito qualche trasformazione, ma oggi Massimo (leader, voce e chitarra), Fabio “Amon 418” Bartolini (chitarra), Simone Benati (basso) e Claudio Tirincanti (batteria) sono i membri della line up che promuoverà dal vivo il loro album di debutto “Soul Mechanics”. “Era cominciato nel 2000 come un progetto technical death metal – dichiara Arke - un tipo di metal estremo virtuoso dove le parti vocali vengono urlate. Abbiamo poi inserito ritornelli melodici cantati con voci pulite e arricchito il riffing con influenze provenienti dal rock progressivo e dalla musica electro/industrial. Non tutti, infatti, sanno che esiste una tecnica anche per urlare. Devi spingere l‘aria con il diaframma e vibrare le corde “false” per distorcere la voce”.
Arriva la lettera, intestata “Regione Emilia-Romagna”, che grosso modo recita: lei non ha pagato il bollo per l’anno 2007. Siccome invece il bollo non solo l’ho pagato eccome, ma posso anche dimostrarlo, passo a leggere i possibili passi successivi: raccomandata, invio dei dati tramite internet, etc. Scelgo quello che appare meno oneroso, cioè recarmi di persona in un ufficio Aci. Primo errore: l’ufficio è zeppo di gente e quindi se ne andrà la retribuzione di almeno un’ora di lavoro. Anche perché, maledetta iella, proprio quel giorno non funziona nemmeno il ticket salvafila e non si può fare altro che aspettare il turno sul posto. L’attesa non si rivela però del tutto inutile. Serve a scoprire che praticamente tutti i “clienti” hanno in mano la stessa lettera. Il problema non è però sempre il medesimo: a qualcuno viene contestata una cifra sbagliata, ad altri un ritardo nel pagamento. Istruttive anche le conversazioni fra il cittadino e l’impiegata, fra l’altro svolte in totale assenza di privacy. L’unica addetta allo sportello è un’anziana signora munita di una tale pazienza che al confronto Giobbe finirebbe nel girone degli iracondi.
ECIPAR CNA, in collaborazione con CNA Giovani imprenditori e CNA Impresa Donna, organizza “Drizza le antenne day!!”, lunedì 15 luglio dalle 18 all’Empty Space (Via Matteotti, 28 - Borgo S. Giuliano di Rimini). Cioè, come trasformare la propria impresa in un’impresa di successo. Si parlerà dunque di “Innovazione e creatività. Come creare un’azienda di successo” con Marco Ricciotti resp.le Progetto Impresa CNA Rimini; di “Crisi e innovazione: cercare nuove strade nella gestione e nell'accesso al credito” con Roberto Menzioni, consulente di direzione per la gestione d’impresa; di come “Tutelarsi attraverso un buon contratto” con Elio Piersanti Gessaroli, resp.le ufficio legale CNA Rimini. Infine, “Team di vertice: Dritti alla meta!” a cura di Francesco Muzzarelli, senior trainer aziendale area management education
Nella MIAIMPRESA CORNER ciascuno potrà esporre il materiale promozionale della propria azienda.
Per adesioni: Stefania Succitti - Ecipar CNA 0541/760270-272 comunicazione@ecipar-rn.it
Finalmente Notte Rosa! Per il quarto anno arriva la festa mobile che coinvolge tutta la Riviera, con i suoi protagonisti. Che non sono solo gli artisti eccellenti del ricco programma di concerti e spettacoli, ma chiunque vi partecipa pensando in rosa. Ogni edizione infatti è un mosaico di iniziative ed eventi diffusi, con il Rosa, simbolo di una notte soft dedicata al sogno e al divertimento, declinato nell’abbigliamento dei partecipanti, nei creativi menù proposti dai ristoratori, nelle luci e nei fuochi artificiali che fanno da scenografia. A Rimini i monumenti della città saranno illuminati di rosa, a Riccione Viale Ceccarini avrà un cielo di palloni rosa, a Cattolica le fontane danzeranno in rosa. San Giuliano Mare inaugurerà un percorso di murales a tema sulla sponda del Marecchia. E come colonna sonora, una serie di concerti da non perdere.
Sono migliaia le domande che vorrei fare a Morrissey, le accumulo dagli anni ’80 quando “Moz” era la voce degli Smiths. Me la faccio sotto, lo ammetto, ad incontrarlo per parlare dei due concerti che terrà proprio a Rimini e del suo nuovo album “Years of refusal”. Sembra un sogno: nel 2009, dopo anni di adorazione, intervisto Morrissey! Lo trovo sovrappeso, rughe e capelli grigi mi ricordano che un mese fa ha compiuto cinquant’anni: sembra Oscar Wilde con la Fred Perry. So che non ama i giornalisti nonostante lo venerino come un dio. “In linea di massima sono dei musicisti falliti” dice subito, poi però aggiunge “Alla fine comunque viviamo lo stesso sogno”. Lo saluto, lui ricambia come se mi conoscesse da una vita, mi sciolgo un po’ ed è inevitabile chiedergli del suo nuovo album. “Credo sia il migliore che ho fatto, sono finalmente soddisfatto al 100% del risultato finale”, risposta scontata a domanda scontata, giusto così.
Dopo il successo del Festival del Mondo Antico, ad animare nuovamente l'estate del centro storico di Rimini dall'1 al 7 luglio, torna per il quinto anno il festival di musica e letteratura Assalti al cuore che propone una voce altra sulla scena contemporanea e spettacoli unici creati appositamente per l'evento e che coniugano interdisciplinarità e originalità. Ad aprire il festival, il 1° luglio (Chiostro Biblioteca Gambalunga, ore 18.15) l'incontro live set col poliedrico geografo Franco Farinelli, il talentuoso scrittore Fabio Fiori e l'innovativo musicista Marco Mantovani e inprima assoluta la proiezione del film Insulo de la Rozoj, La libertà fa paura (Corte degli Agostiniani, ore 21.15) di Stefano Bisulli e Roberto Naccari. A chiudere la prima giornata (Teatro degli Atti ore 23.15) L'isola di cemento,performance dal racconto di James Graham Ballard con Dany Greggio (voce recitante), Paq e Ootchio (live set),Caterina Tonini (pianoforte).
La cena in spiaggia è un rito che ci fa sentire più amici, più riminesi, più in vacanza. Ma bisogna arrivarci preparati. Ecco una piccola guida ai “topoi” del pasto consumato sotto l’ombrellone o sui tavoloni di legno.
PASTA FREDDA. Regina incontrastata del beach-food, nasce dalla leggenda metropolitana secondo cui d’estate una ciotola di maccheroni gelidi e unti è meglio di un bel piatto di lasagne fumanti. La ricetta è semplice: si cuoce troppo o troppo poco una carriolata di pasta, la si condisce con gli avanzi del frigo, la si stiva in un Tupperware grande come un silos e la si tira fuori in spiaggia quando i commensali sono così allupati che divorerebbero pure secchielli e palette. Da maggio a settembre inoltrato, intere famiglie riminesi non mangiano altro, e quando in autunno rivedono gli spaghetti caldi piangono di commozione. Misteriosa caratteristica della pasta fredda è che, a prescindere dal numero degli ospiti e dalla quantità, ne avanza sempre un casino. Ma «il giorno dopo migliora», e non è una bugia: peggio di così non può diventare.
Nel 1968 al largo di Torre Pedrera appare la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose e si staglia orgogliosamente per “vedere fiorire le rose sul mare”. Nel 2009, mentre la Riviera si tinge di rosa, con tanti concerti ed eventi, a Rimini si recupera anche la memoria perduta di questa micro-nazione. Non si tratta dunque della materializzazione di una mia fantasia psichedelica ma vera storia, ricostruita nel documentario ‘Insulo de la Rozoj’. La prima visione del film avverrà il 1 luglio per l’apertura di ‘Assalti al Cuore’, appuntamento che incrocia ‘La Notte Rosa’ e a questo proposito Roberto Naccari commenta: “…d'altronde è l’Isola delle Rose, il progettista si chiama Giorgio Rosa, mi sembra che tutto si sposti verso quella direzione”.
Gran sospiro di sollievo per Lombardi, che a maggio dichiarava: «Sono preoccupato. Sono quasi sicuro di vincere»! Lo confortava pensare che già nel ‘94 e nel ‘96, battendosi “uno contro uno”, aveva perso contro Grassi e Andreatta; ma lo tormentava la non certezza di perdere pure con Vitali. Colpa di quel «Rimini cadrà, Berlusconi ci crede» che Capezzone, mandato apposta da Roma, gli sussurrava col suo modo soave da Arcangelo Gabriele che annunzia il verbo berlusconiano. Si era poi aggiunto l'autorevole pronostico della Scuola Superiore di Studi Politici “Mario Urecia” di Viserba, diretta da Lugaresi che ormai passa le giornate ad implorare che qualcuno vada a dargli una mano a “liberare Rimini”, perché non può fare tutto da solo.
Per rassicurare Lombardi ed aiutarlo a perdere, è così partita nel PDL una generosa gara di solidarietà: un gigantesco “fuoco amico” contro il suo slogan rivoluzione moderata; rispetto al quale, per esservi conseguente, Lombardi avrebbe dovuto suscitare un'immagine di sé rilassata e paciosa, fatta di risini all'olio, salutari passeggiate, pisolini pomeridiani con la borsa dell'acqua calda. Invece tutt'intorno a lui era un gridare “vi spezzeremo le reni”, con la nerboruta regia di Pizzolante, i cui esami del sangue evidenziano consistenti tracce di sfollagente. In più, un interminabile sciame di ministri a spararle grosse: dall'Addolorata Carfagna («nella lotta alla prostituzione mi sono ispirata a Don Oreste») alla Brambilla, neo-ministra pon pon al turismo («aiuti dal Governo solo se vince Lombardi»).
Passate le elezioni, si possono riprendere alcune riflessioni politiche. La prima è che siamo alle solite. Non mi sto lamentando degli attacchi a Berlusconi né mi indigno particolarmente per la sua moralità. Se tutti i settantenni possedessero 120.000 miliardi le ragazze da piscina non basterebbero a soddisfare la domanda. E neppure quella dei loro amici. Ci sono molte persone ricche moderate nei piaceri e nel lusso, alcune semplicemente avare, e altre che hanno fatto i soldi per potersi permettere quello che gli altri immaginano. Berlusconi si circonda di fanciulle ignude e i circoli degli anziani si consolano con Miss Teen Ager (citazione storica). Persino Agnelli stava nudo sul suo yacht. E' per quello che nei paesi un po' più maturi nessuno trova opportuno eleggere un miliardario come premier. Miliardario e capo del governo sono due mestieri diversi. Lo capiremo? Mah. Di fondo c'è un'altra immaturità, molto più grave. E' l'idea che devi eleggere un potente. Non che fai potente quello che eleggi. I paesi democraticamente arretrati eleggono grandi personalità, nababbi, generali, capi religiosi. Le democrazie mature eleggono persone che sanno fare il loro mestiere, possibilmente non troppo potenti. La Thatcher era figlia di un droghiere. Sarkozy è figlio di un immigrato ungherese. Obama è anche lui figlio di un immigrato. Siamo noi, ildemos, il popolo, che diamo il potere e lo togliamo. Nel famoso paese normale, loro sono normali cittadini che per qualche anno prestano un servizio e poi se ne tornano a casa. Fine.
Una commistione di musica colta e popolare, di suggestioni strappate da un sax o magari strapazzate da un mandolino. È la world music, ragazzi. È Percuotere la mente, una delle rassegne più interessanti che si sono sviluppate tra le vestigia romane e gli ombrelloni di Rimini. Dopo il Concerto della Penombra (inserito in Assalti al Cuore) che la sera del 2 luglio aprirà la rassegna, il 13 luglio spicca l’omaggio al Progressive Rock di Roberto Gatto, batterista, compositore, affezionato “cliente” dell’Umbria Jazz e di tutti i principali teatri e luoghi di musica europei. Prima di tutto vale la pena ricordare brevemente che il progressive (per gli amici Prog) ha influenzato in maniera determinante la musica degli anni Settanta (ma anche un po’ la fine dei fricchettoni Sessanta), arrivando oltre, là dove era difficile persino pensare di andare a finire: i tempi inusuali, le variazioni sul tema, virtuosismi al limite dell’ubriacatura, il prepotente ingresso di strumenti musicali completamente nuovi, dall’organo Hammond ai sintetizzatori, sino all’espansione delle canzoni dalla striminzita taglia della musica pop (i 2-3 minuti dell’era Beatles) sino ad un intero lato del buon vecchio 33 giri (talvolta anche fronte-retro). Poi tutto questo è andato via via scemando, ma l’influsso di gruppi come Genesis, Van Der Graaf Generator, Yes ha lasciato un segno profondo.
Cantèdi (Moby Dick, 2009) è il terzo libro di poesie di Gianfranco Miro Gori, che ha fondato e dirige la cineteca di Rimini, è autore di saggi e articoli di argomento cinematografico e di studi sulla cultura romagnola. Dalla prima raccolta, Strafócc (Chiamami Città, 1995), Gori usa il dialetto di San Mauro, recuperato non come lingua “madre” – i suoi gli parlavano in italiano, come in tutte le famiglie degli anni ’60 al tramonto della cultura contadina - ma quasi lingua “padre”, volontariamente appresa nell’ascolto degli amici al bar, “uno degli ultimi luoghi, almeno a San Mauro, dove si parla dialetto”. Una lingua da uomini, “che rimanda ai rapporti faccia a faccia” scrive Giuseppe Bellosi.
II Festival Internazionale del Cinema d'Animazione e del Fumetto di Rimini, organizzato da UNASP ACLI, festeggia 25 anni con un ricco calendario di appuntamenti dal 10 luglio al 1 agosto. Come sempre è un festival itinerante e tocca sia il centro che la marina riminese.
Si comincia in piazzale Fellini il 10 luglio con una serata dedicata a “Cartoon Network“ e sabato 11 luglio con uno spettacolo con l'artista Alvalenti.
Il 12 sempre al mare ritorna a Rimini, Gruppo Alcuni, con il nuovo spettacolo teatrale “Il circo dei cartoni - Il mistero di Leonardo ragazzo”.
Anche nel week end successivo il piazzale sarà preso d’assalto dai simpatici “Ed, Edd & Eddy”, dalla Banda Cartoon(musica) e dai Pinguini del film Madagascar.
11 luglio 2009: questa data segnerà il ritorno tanto atteso degli obelischi seicenteschi nel borgo di San Giovanni. L’inaugurazione dei lavori di ripristino degli obelischi coincide con la prima delle due giornate della festa borgo di San Giovanni, giunta alla sua nona edizione.
E’ da anni che si discute sul recupero e la valorizzazione dei pilastrini seicenteschi, collocati fino alla II° guerra mondiale all’ingresso del ponte dell’Ausa, lungo l’antica via Flaminia.
Nei ricordi della mia infanzia l’Osteria era il luogo pubblico dove si servivano vino, bevande e talvolta pasti: quella che oggi si chiama Bar.
Ricordo che quando era un bambino, andavo con i miei amici alla stazione di Rimini a vedere i treni e dopo ci fermavamo all’Osteria di fronte al vecchio ospedale, a bere la gazzosa. Era un luogo molto autentico, tradizionale che rispecchiava l’Osteria tipica, con le sedie e i tavoli di legno, il bancone con la macchina del caffé e i bottiglioni di vino. Ricordo che mio nonno acquistava proprio qui il vino bianco da bere a casa. Come lui anche altri, avevano l’abitudine di comperare il vino sfuso. In sottofondo la radio o quando andava bene si sentivano le prime televisioni.
E’ da qualche anno che i borghi della città dialogano fra loro nel Comitato dei Quattro Borghi.
Ora, il Comitato si è costituito in associazione con finalità culturali e promozionale con una precisa veste giuridica. Un passo che gli permetterà di accedere ai fondi dei finanziamenti europei per i centri storici erogati alle imprese e alle associazioni culturali e per queste ultime è assegnato un punteggio aggiuntivo. Alla regione Emilia Romagna spetta un contributo di 25 milioni di euro, alla provincia di Rimini 4 milioni e 860 mila. Il comitato, pur valorizzando le singole caratteristiche di ogni Borgo e del Centro Storico, è stato fondamentale per ricostruire un’immagine unitaria della città. I problemi del traffico, della viabilità e dei parcheggi o anche gli interventi sull’arredo urbano non si riferiscono mai ad una singolo quartiere, debordano influenzando inevitabilmente le aree limitrofe. Fin dall’inizio, il Comitato si è posto come interlocutore propositivo dell’Amministrazione Comunale per quanto riguarda i progetti urbanistici, le opportunità della legge regionale 41 sui centri commerciali naturali, l’individuazione di aree e la costruzione di parcheggi. Un annoso problema, quest’ultimo, per la città che può frenare, se non affrontato, lo sviluppo e il rinnovamento della sua struttura commerciale con una perdita significativa della propria capacità competitiva.
Abbiamo chiesto a Marco Tanda, responsabile della formazione di Ioè, la Società che ha organizzato per il prossimo 9-10 luglio al vecchio Centro congressi il convegno su Change Management e Benessere, di darci qualche anticipazione sui contenuti della giornata di COACHING ESPERIENZIALE di venerdi 10 luglio e, in particolare, sul significato e sulle finalità del change management e del coaching esperienzial.
“La giornata del 10 luglio replica in modo essenziale e efficace ciò che noi riteniamo sia il modulo esperienziale di riferimento per i gruppi aziendali che noi seguiamo.
La Pink Beauty per la Notte Rosa è a cura di CNA. Il 4 luglio dalle 21 alle 24, in varie postazioni della Riviera, estetiste e parrucchieri associati CNA offriranno la possibilità di truccarsi e acconciarsi a tema. Acconciatura e relax col baby parking il Nido della Cicogna presso le postazioni dell’Isola dei Platani a Bellaria, con Angela Ricci di Divi e Divine e Meris & Co di Meris Saponi e a p.le Santa Margherita a Igea Marina, con le parrucchiere Antonella Giovanardi e Michela Spinelli. A Marinagrande di Viserba c’è la parrucchiera Barbara. A Rimini musica dal vivo e acconciatura a tema a Marina Centro, al Coconuts Dreams, con Lauro Parrucchiere, e al pub The Old Bull & Bush con trucco e parrucco di Sabry Centro Estetico e Progetto Corpo di Simona Ghidini e Ramona Urbinati. A Miramare in Via Oliveti, con musica dal vivo, bellezza in rosa col parrucchiere Abbondanza, il parrucchiere Giò, e il Centro Estetico Sesel.
Sono tante le iniziative per i bambini organizzate in Riviera per la Notte Rosa. E c’è una vera e propria Notte Rosa su misura per i piccoli che va in scena a Bellaria e Igea Marina venerdì 3 luglio: dalle 20 a mezzanotte le strade e le piazze si riempiranno di equilibristi, giocolieri, clown, burattini, con ludobus che arrivano da tutta Italia a proporre giochi, animazione e laboratori, con attività e spettacoli gratuiti. La prima edizione, nata da un’idea di Alex Gabellini della Compagnia dei Ciarlatani e di Massimo Celli della cooperativa sociale Tanaliberitutti, in collaborazione con il comune di Bellaria-Igea Marina, ha coinvolto circa 2 mila bambini, con mamme e papà. Ancora più ricco questo secondo appuntamento: 17 gli eventi negli 8 luoghi coinvolti. Dalle ore 20 animazione itinerante di giocolieri e mangiafuoco della Combriccola dei Lillipuziani nell’isola pedonale di Igea Marina, a Bellaria nell’isola pedonale parata di trampoli della Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno. La zona Belverde di Igea Marina si trasformerà ne “La piazza in gioco” con tre ludobus che proporranno diverse attività.
Finalmente Notte Rosa! Per il quarto anno arriva la festa mobile che coinvolge tutta la Riviera, con i suoi protagonisti. Che non sono solo gli artisti eccellenti del ricco programma di concerti e spettacoli, ma chiunque vi partecipa pensando in rosa. Ogni edizione infatti è un mosaico di iniziative ed eventi diffusi, con il Rosa, simbolo di una notte soft dedicata al sogno e al divertimento, declinato nell’abbigliamento dei partecipanti, nei creativi menù proposti dai ristoratori, nelle luci e nei fuochi artificiali che fanno da scenografia. A Rimini i monumenti della città saranno illuminati di rosa, a Riccione Viale Ceccarini avrà un cielo di palloni rosa, a Cattolica le fontane danzeranno in rosa. San Giuliano Mare inaugurerà un percorso di murales a tema sulla sponda del Marecchia. E come colonna sonora, una serie di concerti da non perdere. Quest’anno si comincia il tre luglio, con la PFM che canta De Andrè (Cattolica, Arena della Regina, ore 21.30, a pagamento con agevolazioni rosa). Con un crescendo rossiniano dal tramonto del 4 luglio all’alba del 5: da Comacchio a Gabicce la Riviera diventerà un unico palcoscenico.
Quest’anno alla Notte Rosa portatevi dietro il costume. La novità di questa quarta edizione è infatti “Bagno di luna”, la possibilità di tuffarsi nel mare vellutato di mezzanotte. Suggestioni felliniane e l’amarcord delle estati di una voltahanno ispirato questo evento che rinnova la magia e l’emozione del bagno di mezzanotte con la persona amata o con gli amici. Un rito che ha emozionato intere generazioni, malinconicamente accantonato negli ultimi anni. Da quando le spiagge sono state chiuse al pubblico per ragioni di sicurezza nelle ore notturne e il buio felpato della notte cacciato via dalle mille luci della città che non dorme mai. Appena spenta la magia dei fuochi artificiali che illumineranno tutta la Riviera, alzate gli occhi al cielo: tre mongolfiere rosa illuminate vi indicheranno le zone dove è possibile immergersi sotto i raggi della luna. Che sono i bagni 21 e 58 di Rimini e il 144 a Miramare, da mezzanotte e mezza all’una e mezza.
È estate. La voglia di uscire la sera, di fare baracca con gli amici, fa a pugni con i vini importanti che tutti cercano di realizzare anche sulle colline riminesi. Diciamolo, le grandi bottiglie da griglia e da bistecca, meglio si addicono alle serate davanti al camino.
E per adesso? Dove sono finiti i vini beverini? La vocazione a sbicchierare di queste colline? No, non i vinacci, ma i vinelli contadini, magari ripuliti un po', vestiti a nuovo. Introvabili o quasi diremmo. A parte un paio di eccezioni quasi eccezionali: I Caprai, etichetta a base di Sangiovese, del Podere Vecciano nel Corianese che è rosso semplicissimo di grande godimento, compagno ideale di piada e porchetta, e, soprattutto, il Sangiovese, quello senza nomi aggiunti, non superiore, dell'azienda agricola Fiammetta di Croce di Montecolombo. Monumento di piacevolezza senza fronzoli, fresco, profumato, asciutto seppur morbido, da bere con il pesce alla griglia, gli spiedini di sardoncini, la seppia coi piselli...
Nel Dopoguerra c'era la fame e la voglia di sfamarsi in fretta. Alla rinascita hanno contribuito anche gli allevamenti di polli. Questo è un merito che nessuno può togliere a quei capannoni puzzolenti e bui che spesso si incontrano nelle campagne della Romagna. Se ci si sofferma la somiglianza con le casupole dei campi di concentramento nazisti è inquietante. E gli allevamenti di polli sono oggi un'aberrazione vergognosa: migliaia di esemplari ammassati in pochi centimetri quadrati, ingozzati di mangimi, tenuti svegli con luci artificiali, "curati" con un'infinità di antibiotici per garantire un minimo di salubrità ad animali che in quaranta giorni, anche meno, raggiungono il chilo e mezzo di peso e prendono la strada del banco frigo del supermercato. Non c'è niente di peggio che mangiare un pollo d'allevamento.
Non è la prima volta che la potenza narrativa dello scrittore Erri De Luca mi suggerisce sapori da scoprire in cucina. Lapastepatate, scritta così, tutt'attaccata, di Don Gaetano sa talmente di buono nel romanzo "Il giorno prima della felicità" che non potevo non mettermi alla ricerca di una ricetta adeguata. Soffriggete, sì, col profumo di soffritto, un trito di aglio, cipolla, sedano e carota, aggiungete due o tre patate tagliate a cubetti, una decina di pomodorini maturi e acqua a coprire. Fate cuocere per una ventina di minuti, salate, aggiungete abbondante basilico e un po' di prezzemolo. Poi la pasta, gli spaghetti spezzati sono i più buoni. Cuocete aggiungendo acqua se serve, spegnete con la pasta al dente, condite con abbondante parmigiano o caciocavallo da grattugia, mescolate e lasciate riposare per cinque minuti. Poi servite una minestra che sa di Napoli, davvero.
In bilico tra divertimento e solidarietà, sabato 11 e domenica 12 luglio si svolgerà “Rimini for Mutoko”, il Settimo Torneo Giallo di Beach Tennis femminile e maschile, in programma dal Bagno 12 al 17 di Rimini. Un evento che già lo scorso anno aveva permesso di offrire un bel contributo all'opera di Marilena Pesaresi e che aveva anche fatto registrare una bella partecipazione di "racchette" di ottimo livello provenienti da diverse spiagge. Anche quest’anno l'appuntamento sportivo si preannuncia di grande qualità, merito delle adesioni non solo riminesi e delle vicine Riccione e Cervia, già iscritte alla manifestazione.
Il torneo Giallo si caratterizza per la sua particolarità che ad ogni turno le coppie saranno sorteggiate. Tutti i partecipanti disputeranno almeno tre partite. Le iscrizioni sono aperte fino al 6 luglio, mentre le gare iniziano sabato 11 alle 10 (si gioca di mattina e pomeriggio) e proseguono domenica 12 ldalle 9,30 al tramonto.
E’ per tornare al vero, che desidero prendere le dovute distanze dallo sport di oggi, traboccante di esasperazioni mercantilistiche, di degenerate visioni d'onnipotenza, affacciato in ingorda attesa sul problema del dopo, del poi. Dalla babele di impolverate minuzie, dall'inutile ciarpame, dalla malinconica chincaglieria, dalle oziose reliquie del passato, spunta la fotografia ingiallita di un corridore motociclista. Il corridore è Pio Galassi di San Vito. La sua è una storia minimalistica, un'avventura agonistica che si è compiuta velocemente in un mondo paesano, all'ombra dell'olmo dietro la canonica, tra i tavoli del caffé di paese, in un periodo in cui le automobili erano ancora un privilegio e dove il "motore" era sogno, evasione, libertà.
Vent’anni fa, di fronte a quel mare color caffelatte, erano molti i riminesi a piangere. Lacrime vere, amare, nel vedere l’Adriatico ridotto in quel modo. Si piangeva per i turisti in fuga, ma non solo. Ancora più dal profondo saliva l’angoscia per quella che appariva una ribellione della natura. Per il senso di colpa di chi da questo mare aveva tratto tutto il benessere possibile, dimenticandosi troppo spesso di restituire qualcosa. Eravamo stati i primi, negli anni ’60, a dotarci di depuratori. Ma da allora la salute delle acque non era più stata esattamente in cima ai nostri pensieri. Ed ecco che dovevamo imparare una nuova parola, “mucillagine”. Da quei giorni drammatici sono successe tante cose. Mentre gli scienziati non hanno saputo dirci gran che sulle cause, gli storici ci hanno assicurato che il fenomeno della “neve di mare”, com’era chiamata nel passato, si era verificato anche in tempi non sospetti d’inquinamento, come in pieno ‘700.
La settimana scorsa la Scm aveva presentato ai sindacati il proprio piano di ristrutturazione aziendale. La risposta è stata nel presidio dell’azienda, con un gazebo davanti ai cancelli dello stabilimento sulla via Emilia. Dunque fra azienda e sindacati non c’è alcuna intesa. Non sulla cassa intergrazione a rotazione, che la Scm definisce non fattibile. E soprattutto non sul numero degli esuberi strutturali, che l’azienda calcola in 530 unità, rispetto ai 400 previsti inizialmente. La Scm nel suo piano prevede investimenti da 30 milioni di euro in tre anni per rilanciare l’azienda, con il rinnovamento di tutti i comparti aziendali. Dalle stime effettuate da Scm sembra che nell’arco temporale della riorganizzazione, circa 300 lavoratori usciranno dal gruppo, per scadenza del contratto, pensionamenti o turn over. L’impatto sociale a fine periodo, potrebbe ridursi, secondo l’azienda, a circa 80 persone su scala nazionale. Ma le organizzazioni sindacali non ci stanno. E avevano anche annunciato la richiesta d’attivazione di un tavolo regionale, in cui denunciare le presunte irregolarità messe in atto dall’azienda.
Dal 9 luglio, ogni giovedì fino al 30, si svolge alle Celle di Rimini “La festa è mia! - dedicata ai ragazzi da 0 a 90 anni”. Nel piazzale I Portici (via XXIII settembre) ci sono tanti laboratori per giocare: con le Banche del Tempo (che da ottobre gestiranno un gruppo d’acquisto per favorire le famiglie e i prodotti locali), i maestri artigiani di CNA (il 23 luglio Leo Polverelli, il 30 luglio Pasquale Bove). Non mancano tavoli di solidarietà: per I Niños della Colombia, il Progetto Ebano e Avorio, il Progetto una giostra per Lorena, per l’Ail. Inoltre per il primo anno, il mercatino del baratto: si viene, si scambia, e ciò che rimane viene venduto per beneficenza!
Rimini è un palcoscenico, si sa. E i riminesi accettano di buon grado di fare la loro parte di attori su un immaginario set felliniano. Ma il nostro territorio è fertile anche di molto teatro vero, che fa ricerca e porta le sue esperienze in Europa. E c’è chi risponde a tutt’e due le chiamate alla ribalta. Come Francesco Montanari, attore ristoratore e bagnino. Un riminese doc, perciò.
Francesco, come sei diventato attore?
«Ho studiato a Milano, alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. Avevo accompagnato un amico ai provini e invece hanno preso me. Otto ore di lezione al giorno per quattro anni, il primo anno piangevo tutti i giorni. Avevo un insegnante giapponese che veniva dal NÔ, è stata durissima: lavoravamo sulla presenza del corpo. Per me il teatro è sudore, è fatica, è un lavoro da operaio, come quello di mio padre. Poi mi ha preso “L’impasto, comunità teatrale nomade”, e sono partito in tournèe con loro. Intanto avevo deciso di tornare a Rimini: mi mancava il mare, il mare d’inverno, mi mancava la mia città con i suoi legami. E poi la Romagna è una fucina di fatti teatrali.»
All’alba del terzo millennio, nell’epoca della comunicazione globale, di internet e dei cellulari, un messaggio ci viene lasciato in una bottiglia. Sì, come i naufraghi settecenteschi, come i pirati delle favolose favole di Salgari, questo mezzo di comunicazione arcaico fa da sfondo ad uno dei drammi del nostro tempo. Di quelli che allontaniamo con fastidio al solo apparire, di quelli che releghiamo volentieri alla guardia di finanza, alla polizia ed ai carabinieri: l’arrivo dei barconi di clandestini nel nostro paese. La bottiglia è stata ritrovata dal personale della Associazione “Area Marina Protetta” di Lampedusa, un’associazione che si occupa della gestione dei parchi marini dell’isola. Ragazzi in gamba che ti fanno vedere delfini, tartarughe marine e ti accompagnano a fare snorkeling. Insomma ti fanno vedere la vita. Ma ogni tanto si imbattono nella morte. Quella morte che ai giorni nostri sembra impossibile, un barcone stracarico che si inabissa, uomini, donne, bambini che vanno giù nel mare scuro e freddo. Un dramma che fortunatamente nell’epoca dei rientri forzati non entra più nella contabilità delle competenze italiane.
Come tanti italiani anch'io ho vissuto con una badante. Una donna rumena, di nome Maria. Una splendida persona, una madre sola che era uscita dal suo paese per mantenere il figlio handicappato, lasciato con la nonna. Si occupò di mia madre finché visse. Non è un bel mestiere passare sette giorni su sette, notte e giorno, con un anziano, spesso con poche facoltà mentali e non autosufficiente. Con due mezze giornate libere. E' molto meglio un ufficio con l'aria condizionata. Maria era clandestina, quando arrivò. La mia famiglia non avrebbe messo in casa di mia madre una clandestina se il sistema sanitario avesse provveduto in qualche modo. Ma in questo paese di vecchi il sistema sanitario è incapace di affrontare il problema della vecchiaia. E' bene che ne prendiamo atto, perché le cose andranno peggiorando nei prossimi anni. E' la famosa gobba demografica.
E’ solo un nome in un antico documento di un notaio. Della Tomba di Sant’Andrea non sappiamo altro, né dove fosse esattamente, né che aspetto avesse. La citazione, che risale al 1450, precisa solo che si trovava appunto nel territorio del Borgo S. Andrea “in fondo de Canteriis”: punto e capo, perché di questo fondo non sappiamo niente, se non che i canterii erano i pali delle viti. Quindi, o il fondo in questione era costituito da vigne, com’era piuttosto comune nell’agro riminese, o era posseduto da una famiglia che portava quel nome.
Ma di cosa si trattava? Lo storico Oreste Delucca distingue le tumbae in quattro tipologie: residenze-fortezza, fattorie fortificate costruite al centro di proprietà terriere, case-forti più semplici realizzate a difesa di strutture produttive situate in luoghi isolati, borghi rurali dotati di cinta muraria. Da ciò si può arguire che la Tomba di Sant’Andrea appartenesse alla seconda tipologia. Infatti, il trovarsi ai margini della città e in un luogo non isolato, fa escludere automaticamente la prima e la terza ipotesi, mentre se fosse stata del quarto tipo le dimensioni sarebbero state tali da avere ben più che un’isolata menzione nei documenti.
Invece, alla prima tipologia, quella della tumba come residenza fortezza, fanno riferimento gli insediamenti posti in luoghi isolati oppure al centro di nuclei abitativi non incastellati detti villae, come ad esempio la Tomba di Riccione, o degli Agolanti, o la Tomba de’ Berni, oggi Palazzo Marcosanti.
È estate, ma non mandiamo in vacanza il bisogno di trovare risposte alle grandi domande che la vita propone. Per esempio, non s’è ancora spenta la disputa su chi -Meucci o Graham Bell?- sia l’inventore del telefono, quand’ecco irrompere un nuovo appassionante quesito: chi ha inventato la Notte Rosa? Fino a ieri non avevamo dubbi: Andrea Gnassi. Ma oggi La Voce, maestra nell’unire il futile al dilettevole, insinua che il merito sia del “Verde” Luigino Garattoni. Prima che a qualcuno venga in mente di farci sopra altre primarie, sarà bene fidarci una volta tanto dell’apparenza: basta un’occhiata per cogliere di Gnassi “le phisique du role” del plausibile inventore de “la nuit en rose”; mentre Garattoni comunica di sé l’immagine di chi, al massimo, può aver inventato la grigliata mista. Ha suscitato un dibattito divaricante anche il manifesto de Le fantastiche 4, le ammiccanti fanciulle che pubblicizzano le sedi romagnole dell’Ateneo bolognese portandone i nomi stampati sui seni procaci, ancorché debitamente coperti.
Rassegniamoci: la decadenza del secchiello e della paletta come giochi da spiaggia è irreversibile. Nei negozi l’offerta è decuplicata rispetto agli anni della nostra infanzia, fra i lettini si ammucchiano secchielli, palette e stampini di ogni foggia e colore, sulle passerelle sfilano rassegnati genitori-caddies oberati da sacche zeppe di giocattoli, ma è solo fumo negli occhi. Tutto l’armamentario serve solo a innescare litigi con gli amichetti, o a far venire il mal di schiena a nonna e a mamma che, a fine giornata, devono raccogliere tutte le carabattole. I bambini non sanno più che farsene di quella roba. Molta della quale, peraltro, era già inutile ai nostri tempi.
L'annuncio di compravendita lanciato sul numero precedente richiedeva un dono allusivo.
«Vorrei che qualcuno mi regalasse una frase breve e magica, in grado di scuotere coloro che operano nella nostra città perché ascoltino con maggior attenzione bambini, anziani e chi non sa gridare».
Con questa richiesta intendevo far riflettere sulla diffusa indifferenza, specie nelle pubbliche mansioni (uffici pubblici, programmazioni, interventi...), per le problematiche sociali più necessarie: spesso infatti, chi non è “rampante” o chi non fa “la voce grossa” non è ascoltato.
A questo appello hanno risposto pochissimi, per la maggior parte con toni intrisi di retorica e di pessimismo da far impallidire anche Leopardi. Tranne uno, che qui riporto per primo.
Quando qualcuno ti chiede qualcosa, guardalo negli occhi per un istante, e ti potrai vedere rispecchiato dentro. La magia sta tutta nel riconoscersi.
L’Arco d’Augusto sotto le stelle crea la suggestiva cornice di “Arco In Danza” una rassegna dedicata all’arte tersicorea nelle sue svariate forme di espressione e comunicazione (dal 17 al 25 luglio).
Aprirà la manifestazione una serata di danza classica, moderna e africana (con le scuole Arteficio, Mantra, Scuola di Balletto, TamburaBa’). Mentre la Compagnia di Giovani Danzatori dell'Aulos proporrà uno spettacolo ispirato al fantasy e al musical d’autore (18 luglio).
Domenica 19 luglio la serata sarà dedicata a “Rimini In Danza 2009. Danza senza frontiere”: si esibiranno gli allievi e alcuni degli insegnati dell'Accademia Internazionale Estiva - giunta quest'anno all'ottava edizione – che ha il compito di formare artisti coreutici e cantanti.
Abbiamo parlato spesso delle rassegne che tengono vivo l’interesse per il cinema nelle afose serate estive della riviera, qui vogliamo soffermarci sulle nuove uscite di quest’estate 2009.
Sicuramente la più importante e attesa è “Harry Potter e il principe mezzosangue” in uscita il 15 luglio anche al Multisala Placet di Riccione.
L’ennesimo capitolo del mago più famoso si preannuncia come quello più dark e forse come il più “adulto” della serie.
Non mancheranno pellicole da brivido che si sposano sempre bene con il clima vacanziero estivo.
Il 19 luglio presso Empty Space, al Borgo San Giuliano di Rimini, si terrà la presentazione del Moonlight Festival che si terrà a Fano dal 31 luglio al 2 agosto. Saranno presenti gli organizzatori, fra cui Piero Balleggi voce dei Neon, band italiana di riferimento della new wave italiana negli anni 80, e Miss Lucifer del duo dj Razorblade. La serata di presentazione è definita “warm up” e prima di Rimini aveva fatto tappa a Bologna e Milano. Un festival itinerante che vuole essere momento di aggregazione e confronto sulla new wave e la sua influenza nell’arte, dalla musica alla letteratura. Nella musica la new wave è stata la diffusione degli esperimenti avanguardisti dell’elettronica, innovazione stilistica, sonora e di costume che ha affiancato l’esplosione del punk negli anni ‘70 fino a assumere una propria identità. Tre giorni, dal mattino alla notte, di musica dal vivo, dj set, presentazione di libri, dibattiti, musico-terapia, momenti di aggregazione e confronto con gli stand gastronomici e vendita di merchandising che si dislocheranno in tre punti diversi di Fano in una sorta di attraversamento della città per approfondirne anche la sua storia e la sua cultura. Da segnalare la performance di Tying Tiffany il 31 luglio alle 23.30 e le monografie (di particolare interesse quella su Nick Cave sabato 1 agosto).
Non è la stagione ideale per la mozzarella di bufala che è al meglio alla fine dell'autunno. Ma la voglia di sapori freschi la rende una delle regine della tavola d'estate. Da un po' di tempo acquisto al mercato coperto di Rimini quella del Caseificio De Martino, che trovo molto buona: non ha la Dop perché non è fatta in Campania ma è realizzata a base di latte di bufala. Per la nostra insalata cuocete dei fagiolini in poca acqua salata per una quindicina di minuti, scolate e lasciate raffreddare. Nel frattempo dissalate un paio d'acciughe sotto sale e scioglietele in un tegame con due cucchiai di olio extravergine d'oliva e un cucchiaino di aceto. Con la salsina ottenuta ricoprire la mozzarella tagliata a fette e lasciate marinare per un'ora. Mescolate i fagiolini e la mozzarella, condite con un po' d'olio e un altro goccio di aceto, salate e lasciate riposare mezz'ora prima di servire. Accompagnate con fette di pane casereccio.
L'Emilia Romagna Lines è una compagnia marittima che da 4 anni collega ogni estate i porti romagnoli con gli attracchi croati di Rovigno, Lussino e Zara. Oltre ad offrire dei soggiorni completi di sistemazioni, offre la possibilità di passare una giornata a Rovigno rientrando a casa la sera stessa. Alle ore 8.15 il catamarano veloce Eurofast lascia il porto di Ravenna/Porto Corsini alla volta dell'Istria. Alle 11, dopo meno di 3 ore, attracca nel porto di Rovigno. La città storica sorge proprio ai piedi del porto e quindi non c'è bisogno di utilizzare mezzi per spostarsi.
Venerdì 17 luglio (Corte degli Agostiniani, via Cairoli 42 - ore 21,30) la Fondazione Fellini rende omaggio al Maestro con uno spettacolo di danza a scopo benefico, realizzato in collaborazione con Pallacanestro Rimini Crabs. Attraverso le coreografie ideate da Katia Tubini, le allieve della scuola Le petit pas di Verona, supportate da alcuni attori del Teatro Stabile di Verona, metteranno in scena le fasi più significative della vita e della carriera del regista riminese. L'incasso della serata sarà interamente devoluto all'Associazione Special Crabs che da anni lavora con ragazzi di tutte le età, affetti da distinte forme di disagio psichico.
Info: Fondazione Fellini - 0541-50303 - fondazione@federicofellini.it - www.federicofellini.it
Nell´epoca del satellite e del Gps, come fare ad orientarsi in mare se gli strumenti dovessero andare in tilt? L'unica salvezza può dipendere dalla conoscenza degli antichi sistemi di orientamento, quelli che per millenni hanno consentito all´uomo di solcare i mari, prima ancora delle invenzioni della bussola e del sestante. Di questi temi affascinanti venerdì 17 luglio alle ore 21 parlerà l´Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini, riminese, per la prima volta in conferenza nel Club Nautico della sua città. La sua sarà una riflessione che sta da tempo stimolando gli addetti ai lavori, non solo verso il recupero delle tecniche e degli strumenti elementari di orientamento, ma anche l’organizzazione di eventi di navigazione ad hoc, per renderle di nuovo operative e conservarne lo studio, la conoscenza e la possibilità di uso semplificato anche ad un futuro sempre più legato all’elettronica.
Il condono delle multe stradali è una porcheria. Una bastardata, un’infamia, una schifezza, trovate voi le (peggiori) parole adatte. Non mi importa un accidente di ogni ragione che possa essere addotta per giustificare questo ennesimo colpo di spugna. Non le voglio nemmeno sentire. Sento invece solo una gran rabbia. Forse condivisa da quel 94 per cento che a Rimini le multe invece le ha sempre pagate. Dunque, se la norma passerà alle Camere, avrà avuto ragione quel 6 per cento. Verrà premiato chi ha fatto orecchie da mercante e che in taluni stravaganti paesi, tipo gli Usa, sarebbe filato dritto in galera. Ben magra è poi la soddisfazione di essere qui in tanta numerosa compagnia, mentre in altre parti dello stivale il fesso che fa il suo dovere è una mosca bianca e i furbi che non scuciono ammontano addirittura a due terzi dei multati, con il picco di Reggio Calabria dove sono stati riscossi 91 mila euro su 5,5 milioni. A Roma l’ha fatta franca “solo” la metà; il che spiega l’attivismo a favore del condono da parte del deputato Pdl nonché assessore capitolino Maurizio Leo. Che può dimostrare conti alla mano quanto convenga al suo comune prendere quei denari sporchi, maledetti e subito, piuttosto che affrontare contenziosi enormemente più cari.
Malgrado il fortunale della crisi stia imperversando da mesi anche sul mare dell’editoria, all’orizzonte si vede ancora uno zampillo. Laggiù – infatti – soffia ancora Moby Cult: un soffio rassicurante, perché garantisce che l’estate sul Porto Canale sarà ancora ricca di libri e di scrittori. Dopo le 25 mila presenze del 2008, la rassegna di incontri con gli autori organizzata da Cna.Com con la collaborazione del consorzio ‘Il libro nella città’ e la direzione artistica di Manola Lazzarini torna dal 1 al 30 agosto. Con “vecchi amici” di questa storica rassegna e gradite novità. “Tra le novità – afferma Manola Lazzarini – ci sono sicuramente belle sorprese come Roberto Vecchioni, Andrea Mingardi e Salvo Sottile. Anche nel cartellone di quest’anno spiccano tante firme autorevoli, dagli psicologi Crepet, Pasini e Parsi a Sergio Zavoli in veste di poeta, dalla criminologa Elena Attala Perazzini, riminese trapiantata a New York agli scrittori Marco Missiroli e Andrea Vitali. Senza dimenticare che il parterre è di alto livello anche tra i testimonial, con giornalisti e scrittori”. La settimana di Ferragosto poi sarà dedicata agli autori locali. “Mi piace definirlo il nostro scaffale romagnolo – prosegue Manola Lazzarini – da un’idea di mio padre di tanto tempo fa: scrittori che hanno qualcosa da dire in diversi campi, tutti rigorosamente a chilometri zero”.
Piacevole consuetudine estiva A’marena ritorna ad illuminare, con il fascio di luce del cinema, le spiagge della riviera dal 20 luglio al 9 agosto.
La rassegna, giunta alla dodicesima edizione con successo immutato, ha sempre proposto ogni anno qualche gustosa novità. Quest’anno il cartellone l’hanno scelto gli appassionati spettatori della manifestazione. Così A’marena 2009, rassegna “democratica per eccellenza” (l’ingresso è gratuito), è stata costruita dai propri fruitori. Tramite email sono state scelte alcune delle pellicole più belle della stagione come “Gran Torino” di Clint Eastwood (5 agosto a San Giuliano), “Il curioso caso di Benjamin Button” di David Fincher (30 luglio a Marinagrande di Viserba),“Wall-e” (31 luglio a Miramare) e altri film freschi e stuzzicanti, “Si può fare” con Claudio Bisio (7 agosto a Miramare) e “Yes man” con l’irresistibile Jim Carrey (29 luglio a San Giuliano).
Un appuntamento da non perdere quello del 2 agosto in Piazza Cavour dove le griffes “Made in Romagna” dalle 21.30 sfileranno per l’ottava edizione del tour Riviera delle Mode 2009, l’evento CNA più glamour dell’estate.
Ecco che anche quest’anno le creazioni moda della prossima stagione saranno le protagoniste: dai vertiginosi tacchi da 14 cm alle borsette illuminate a giorno da brillanti e swarowsky agli abiti più sofisticati portati con gli stivali.
Ma anche per chi vuole scoprire le prossime tendenze e confermare il proprio stile “La Riviera delle Mode” è il defilè di riferimento.
Cosa succede alla città di Rimini? E il centro di Rimini, come sta? E i riminesi, dove pongono la loro identità di luogo? Dov'è il focolare di tutti?
Una ricerca che ho diretto due anni fa ha dato delle risposte interessanti.
Innanzitutto, il cuore dei riminesi è ancora saldamente rinchiuso tra le proprie mura.
D'altra parte, la vita sociale, il passeggiare, i segni identitari, quelli che si invitano i parenti a visitare, sono lì. Se prendete una mappa della città, vedete che le aree residenziali esterne al centro sono molto più ampie della città dentro le mura. Ma nella maggior parte dei quartieri residenziali si va solo se ci si abita o a trovare qualcuno che si conosce. Chi, a parte i residenti, è mai entrato tra i nuovi condomini di Rivazzurra o Viserba Monte? Chi, tra i riminesi, conosce i nuovi quartieri di Santarcangelo? Tra l'altro l'attaccamento al centro è addirittura in aumento presso i giovani, che vi trovano punti di aggregazione e tempo libero.
Nell'Edipo a Colono - testamento letterario del grande tragediografo Sofocle - Teseo, il giovane re di Atene, nonostante la riluttanza della sua popolazione, accorda ospitalità e protezione a Edipo che, ormai mendico e cieco, arriva a Colono, un sobborgo nei pressi di Atene, in obbedienza ad un'antica profezia che diceva che lì sarebbero terminati i suoi giorni. A Siracusa, nell'antico teatro greco riallestito da Fuksas per l'XLV ciclo di rappresentazioni classiche, è stato Massimo Nicolini alias Teseo ad accogliere nel suo regno l'Edipo Giorgio Albertazzi. Massimo, riminese, classe 1981, si staglia con decisione fra le giovani promesse del teatro italiano e ha già conquistato, grazie alla voce suadente e all'occhio ceruleo, il cuore di molte fan (guardate i gruppi su facebook se non ci credete). A 27 anni vanta già un curriculum di tutto pregio corredato di ruoli principali e secondari in spettacoli di successo, fiction televisive e spot pubblicitari. E la ciliegina sulla torta è arrivata proprio quest'estate, protagonista della scena siciliana con i venti spettacoli già presentati a Siracusa e i due, ad Agrigento e a Tuscolo, per cui dovrà a breve mettersi in viaggio. Ma se chiediamo a lui ragguagli ci risponde con una semplicità spiazzante:"Sono stato contattato un mese dopo la fine della tournee con il Teatro Stabile di Bolzano con cui ho rappresentato Il gabbiano di Checov. Ho fatto un provino a Siracusa per il ruolo di Teseo e mi hanno preso".
Uno dei principali problemi urbanistici che l’amministrazione Palloni (1929-33) si propose di affrontare fu l’ingresso della città per chi proveniva dalla via Emilia. Quindi, “lo sventramento (del Borgo San Giuliano) era divenuto ormai necessario non solo per ragioni sociali e igieniche ma anche per il transito, divenuto pericolosissimo con l’aumento della circolazione”.
Come l’Arco D’Augusto, il ponte romano doveva essere isolato. Soprattutto, al borgo San Giuliano andava applicato un risanamento edilizio che doveva essere anche politico, nel senso di cancellare le memorie sovversive del quartiere: “All’animo di noi fascisti tale opera appare necessaria, giusta e bella; è opera fascista, o camicie nere di Rimini, imporre il segno della nostra ricostruzione sulle rovine di quel borgo di San Giuliano che ricorda tutte le ore tristi della nostra città, che fu leggendaria barriera alle coorti fasciste, che impose alle pavide autorità di allora di sciogliere i nostri funebri accompagni di qua del ponte (…). L’opera prima ancora di essere apprezzata nel suo aspetto edilizio ed igienico, va considerata atto di prevenzione e redenzione sociale”.
“Io sono Mabel Morri, e sono una disegnatrice di fumetti.” E’ una lucertolina svelta con occhi intelligenti e mani sensibili, le ho chiesto di raccontare chi è in cento parole, e non ha esitazioni nel rispondere. Con tranquillità, senza spocchia. Si sente che è un’affermazione di identità costruita negli anni. L’intervista parte dal suo ultimo libro “Io e te su Naboo”, graphic novel appena uscita da Kappa editore e già in ristampa. Poi mette le ali. “Ho sempre disegnato, quando ho capito che poteva essere un lavoro, con tutte le difficoltà e sofferenze che avrebbe comportato, mi sono specializzata. Avere un piano B non importava, la verità è che la mia vita non avrebbe senso se non potessi scrivere o disegnare. È come l’aria da respirare.” Che evoluzione c’è stata? “Il racconto in me si genera dall’inizio come una cosa scritta e disegnata, e in questi dieci anni c’è stato un percorso personale e artistico in cui ho costruito delle cose importanti. La conferma di essere nel giusto me la danno le parole di quelli che seguono il mio lavoro e ci si ritrovano. Scrivo e disegno per arrivare al cuore delle persone, attraverso il mio mondo, in cui i miei personaggi vivono le loro vite, e ne regalo una parte a chi legge. Che è Rimini perché è la città che amo. Ma non solo. Nella vita di tutti i giorni c’è qualcosa di poetico e di magico, non c’è bisogno di spade laser. È giusto che io scriva quello che vivo adesso.
E’ di questi giorni la notizia che il comune di Gerenzano, provincia di Varese, di stretta osservanza leghista, invita ufficialmente i cittadini a non affittare le case agli extracomunitari. Vivo sollievo nel resto del mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda, nell’apprendere che solo i membri dell’Ue rischiano di diventare inquilini di un gerenzanese. Ancora non si sa se i padroni di casa di Gerenzano hanno accolto l’invito delle loro autorità, o, nel loro foro interiore, hanno valutato che, anche se l’inquilino è straniero, i suoi euro sono comunitari purosangue, e hanno diritto di essere accolti nelle tasche dei locatari varesotti, sotto forma di canone. Il nostro Comune non scoraggia l’affitto agli stranieri; ci pensa già il governo, che nella nuova legge sulla sicurezza minaccia la confisca dell’immobile e addirittura la reclusione a chi affitta a stranieri irregolari. Chi conosce qualche straniero personalmente, e non solo attraverso gli articoli pulp di Libero o della Voce, sa che la vera fabbrica dell’irregolarità è la farraginosa burocrazia italiana.
La necessità di interpretare a posteriori la norma che sanziona la pericolosa categoria degli ubriachi in bicicletta non è dunque una mia ironica trovata della volta scorsa: è proprio la legge appena votata dal centrodestra a richiedere quelle vere e proprie “patacate interpretative”.
Ne è nato un dibattito talmente dotto da meritare l'intervento dell'on. Pizzolante, che a Rimini, quando non gira in autoblindo, può considerarsi il primo “ciclista della libertà”. Egli ci rassicura a mezzo stampa: tranquilli, Maroni non ritirerà la patente-auto al ciclista beone, gli confischerà solo il biciclo. Ma qui sorge un ulteriore dilemma: cosa fare delle bici sequestrate? Tremonti vorrebbe trasformarle in buoni del tesoro, il ministro Padre Rotondi usarle come ex voto, Giovanardi portarle senz'altro in discarica, pur senza accedere alla pretesa leghista di riservare ugual sorte anche ai relativi ciclisti, se “negri o terroni”.
Il venticinque luglio del 1943, giorno della caduta del fascismo, è una data che ogni democratico Italiano dovrebbe sempre ricordare.
In verità, non è stata valutata e valorizzata abbastanza. Dagli storici, il merito di quell’evento, non è stato attribuito alle lotte degli Antifascisti italiani, imprigionati perseguitati, e molti uccisi ma, al tradimento della casa Reale, preoccupata della situazione fallimentare della guerra e quindi, decisi a salvare dalla tragedia, la dinastia dei Savoia.
Alle ore 22.40 di domenica venticinque luglio 1943, il giornale radio, trasmetteva agli Italiani increduli, la seguente notizia: “Attenzione, attenzione, Sua Maestà il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, primo ministro segretario di Stato, presentate da S.E. il cavaliere Benito Mussolini ed ha nominato Capo del Governo, primo ministro segretario di stato, S.E. il cavaliere Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio”.
Gli aerei Myair sono stati bloccati negli aeroporti di Venezia, Bergamo, Napoli e Palermo. Il 22 luglio l’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) ha revocato la licenza alla compagnia aerea e Myair ha cancellato definitivamente i propri voli dagli aeroporti di tutt’Italia.
Ma a Rimini si è corsi ai ripari: “Parigi, Amsterdam, Lampedusa, Pantelleria: da Rimini si vola verso queste destinazioni anche senza Myair! La vicenda Myair – spiega Massimo Masini, presidente Aeradria Spa, società di gestione dell’Aeroporto Internazionale “Federico Fellini” di Rimini – San Marino – ha avuto innegabili ripercussioni sulla nostra attività aeroportuale. Fermo restando la cancellazione dei voli su Parigi e Bucarest (in programma il lunedì e mercoledì), a sole 24 ore dallo stop del vettore - grazie all’impegno, immediato e concreto di Holding Turismo, i voli del venerdì su Parigi, del sabato su Amsterdam, Lampedusa e Pantelleria vengono confermati e garantiti attraverso l’impiego di aerei di altre compagnie internazionali. Chi ha prenotato la vacanza non dovrà rinunciarvi”.
L'annuncio di compravendita lanciato sul numero precedente richiedeva un dono allusivo.
«Vendo nuvole policrome già impacchettate e predisposte a pioggerelle rinfrescanti. Indicare il luogo preciso dove istallarle».
N.B. Per “luogo” si può intendere anche come luogo mentale.
Tra le più simpatiche abbiamo scelto queste:
• Curioso posizionare queste nuvolette sopra la testa di ciascuno di noi, pronte a dare una bella spruzzatina qualora servisse a "rinfrescare un po' le idee". Un bel monito?! Cari saluti. Anna Curci
• Compro nuvole policrome possibilmente di due misure: XXL e XXS. Le prime per poterle posizionare sui punti della città dove cemento su cemento si sta sostituendo ad aree più verdi e vivibili, affinchè possano ricordarci, con i loro colori e la loro pioggerella rinfrescante, che la natura sa essere bella anche a dispetto delle conseguenze più tetre della tecnologia umana. Le seconde, invece dovrebbero essere talmente piccole da poter entrare nel cuore di ognuno, ma talmente potenti da inondarlo di gioia ed entusiasmo per ogni secondo di vita che si sta vivendo, indipendentemente da tutto e da tutti, poichè la nostra gioia e il nostro entusiasmo possono veramente cambiare in meglio la nostra vita!. Daniela Grossi
Lo stato in cui, attualmente versa la boxe, è certamente agonico. Il sottoproletariato dell'Italia contadina e pre-industriale, che alimentava le palestre negli anni 50 e 60 è sparito, non c'è più. Oggi, i piccoli borghesi vanno sugli sci, giocano a tennis, praticano il basket, si esercitano nelle arti marziali. Nessuno di questi si sogna di avventurarsi tra le dodici corde alla ricerca di fama e di denaro.
Negli anni cinquanta, allorché Ezio Raggini (classe 1939), iniziò a frequentare la palestra del maestro Vincenzo Pandolfini, a Santarcangelo, secondo una fortunata immagine di Pier Paolo Pasolini, "i fiumi erano azzurri, le rogge trasparenti e le lucciole brillavano ancora, di notte nei campi". Attraverso questi paesaggi, percorrendo i tratturi della transumanza, Ezio, col suo gregge, partecipava di una realtà antica. C'erano, per lui, mattinate fredde e cristalline, notti passate all'addiaccio, campi sterminati, terreni impervi dove le pecore pascolavano. Un mestiere duro ed impietoso, quello del pecoraio, nel quale, necessariamente, occorreva essere tenaci, forti, stoici. In simili condizioni, all'epoca, erano ben poche le prospettive e le possibilità, per un ragazzo sano, esuberante, desideroso di fare sport.
Una nuova via della città sarà intitolata a Walter Ceccaroni, storico sindaco di Rimini in tre periodi (1948- 1949, 1951- 1954 e 1958- 1970), scomparso il 15 giugno di dieci anni fa. Nato nel 1921 a Cesena, fu tra i principali protagonisti della ricostruzione della città. “La Rimini del dopoguerra – aveva ricordato Silvano Cardellini all’indomani della scomparsa– nel bene e nel male l’ha fatta lui. Non è stato solo il sindaco della ricostruzione della riviera, ma l’inventore di una scuola e cultura politico-amministrativa che, per più versi, tiene ancora banco.” Via Walter Ceccaroni sarà a Viserba, dalla rotatoria di via Barzilai alla rotatoria di via Prampolini.
Il 27 luglio la Camera ha un ordine del giorno legato al Decreto anticrisi presentato dall’On. Elisa Marchioni (Pd) sul decreto anticrisi. Secondo la FIPE, gli operatori turistici registrano la diminuzione di 4 miliardi del fatturato e di 40 mila posti di lavoro Va ancora peggio per i pubblici esercizi, con 3,7 miliardi di fatturato in meno, 20 mila chiusure e la perdita di 100 mila occupati. “Gli operatori sono stati lasciati completamente soli davanti alla crisi –ha detto la deputata riminese - e nonostante il solito spot con la creazione del Ministero il Governo non ha idee (il rilancio dell’Enit registra un ‘non pervenuto’) e non mette neppure un euro a disposizione del settore turistico.”
www.placenta.x è il titolo dell’ultimo libro di poesie di Maria Grazia Zamparini, poetessa e giornalista riminese, appena uscito presso Tracce. Titolo che ha tutto l’aspetto di un indirizzo web, ma cliccandoci sopra la pagina risulta “non trovata”: il gioco rivela il suo artificio. Non ci sono password per accedere, e forse il sito non esiste. O forse è il libro nel suo insieme. Non è un caso che la raccolta si apra con una citazione di Pessoa, poeta plurale. E’ anche in questa mise en abyme di rimandi che sta il sapore dell’agile, giocosa raccolta di epigrammi della Zamparini, una tele-novela d’amorosi sensi che attraverso l’alias di una donna giovane e animosa - la “Voce narrante” della dedica - alle prese con lo stereotipo maschile più bieco, un Gallo della Checca accessoriato di sguardo assassino odore ferino e catenone, percorre tutti gli stilemi dell’innamoramento tormento & estasi e abbandono.
Cartoon Club, Festival Internazionale del Cinema d’Animazione e del Fumetto di Rimini chiude la XXV edizione con il gran finale alla Corte degli Agostiniani di Rimini. Appuntamento con i lungometraggi d’animazione a partire da giovedì 30 luglio con l’ultimo capolavoro del maestro giapponese Hayao Miyazaki “Ponyo sulla scogliera”, preceduto dai cortometraggi realizzati nell’ambito del laboratorio “La voce dei popoli 2009”. Venerdì 31 luglio è invece in programma Le avventure del topino Despereaux diretto da Sam Fell e Robert Stevenhagen, anticipato dall’assegnazione del Premio Signor Rossi, per il miglior cortometraggio animato realizzato da studenti di scuole d’animazione internazionali. Serata di chiusura sabato 1 agosto con “Tiffany e i tre briganti” di Hayo Freitag, tratto dal celebre libro per bambini di Tomi Ungerer. Inizio serate ore 21. Ingresso € 5,00, ridotti € 4,50. In caso di maltempo le proiezioni si terranno al Cinema Corso Per informazioni: segreteria Cartoon Club tel. 0541/784193 www.cartoonclub.it
Per il ciclo “Loo Fai per stare bene, al mare" ecco una serie di appuntamenti ‘alternativi’ del giovedì al Turquoise, recentemente riconosciuto come uno tra i Beach Club più divertenti d’Europa. Nuova gestione e tante le iniziative. In attesa di Freak Antoni il 3 settembre, giovedì 30 luglio dalle 19,30 è il momento di "Surf Party at the Beach" con il concerto dei Psycho Surfers, la prima surf music band in Romagna alle prese con tutte le leggende anni ’60 come Dick Dale, Surfaris, Trashmen, Tornadoes, Centurians, Link Wray, Neptunes, Astronauts e Ventures. Andy Lee Roid in consolle per un djset surf/rock’n’roll, espositori ed auto e moto d’epoca ne completeranno l’atmosfera. Ingresso libero.Prenotazioni ristorante e pizzeria: 333 8682169.
Che praticare sport faccia bene alla salute è ormai risaputo. M a se al benessere fisico e al divertimento si associa un’azione benefica che aiuta popolazioni svantaggiate, il risultato finale non può che regalare una soddisfazione doppia: un risultato che nessuno sforzo sportivo da solo potrebbe conseguire. E’ quanto successo al torneo “di beach-tennis “Rimini for Mutoko”, andato in scena l’11 e 12 luglio a Marina Centro di Rimini (dal bagno 12 al 17), che ha permesso di raccogliere fondi per l’ospedale della Dottoressa Marilena Pesaresi in Zimbawe.
L’ospedale di Mutoko serve oggi circa un milione e mezzo di abitanti in un raggio di 150 km e costituisce il punto di riferimento per i casi più gravi di cardiopatia infantile ed un baluardo nella lotta all’AIDS.
Zara è senza dubbio la città “dell’altra sponda” che ha più stretti legami con Rimini. I due centri si trovano praticamente sulla stessa latitudine e gli scambi reciproci sono stati intensi fin dal passato più remoto, soprattutto dal periodo romano in poi. Basti dire che ancora in tempi recentissimi la rotta più battuta dai trabaccoli riminesi era proprio verso Zara, dove si esportavano vino, grano e laterizi, per riportarne legname, miele e il celeberrimo maraschino, il tipico liquore zaratino.
Zara (in latino Iadera, in croato Zadar, in ungherese Zàra) fu la capitale storica della Dalmazia dopo la rovina di Salona. Era stata fondata intorno al IX secolo avanti Cristo dalla tribù illirica dei Liburni; successivamente fu romana, veneziana, ungherese, ancora veneziana, francese, austriaca, italiana, jugoslava. Del periodo romano conserva l'assetto urbanistico e numerosi reperti (strade perpendicolari, foro, terme con acque del vicino lago Vrana). Con la divisione dell'Impero divenne capitale della Dalmazia Bizantina, ma fin dal 1000 Venezia cercò di impossessarsene usando ogni mezzo, trovando ostacolo soprattutto nei re ungheresi. Resta celebre l’episodio del 1202, quando la Serenissima riuscì a dirottare la Quarta Crociata scatenandone gli eserciti contro i pur cristianissimi ungheresi che controllavano Zara.
Ennio Carando presidente della Società de Borg nel 2002 e nel 2005 dopo una breve ed inesorabile malattia, domenica mattina ha lasciato l’affetto dei suoi cari, e di tutti coloro che hanno saputo apprezzarlo e gli sono stati amici, ed erano molti.
Ennio era approdato a Rimini per motivi professionali - era un esperto grafico e uomo della pubblicità - e per lavoro una Guida di Rimini e dei dintorni, si è incontrato con il Borgo ed i suoi abitanti, da cui nacque un sodalizio che sarebbe poi durato fino alla fine. Veniva da Torino, un piemontese un “un po’ chiuso e grigio” che - e queste sono le sue parole - ha scoperto attraverso i romagnoli come la vita poteva essere vissuta a ruota libera, anche senza perdere di serietà e di concretezza”.
Una signora presenta una ricetta in una farmacia di Rimini. La dottoressa dietro il banco gliela deve restituire con queste parole: “Mi dispiace davvero, ma lei è di San Leo e questa prescrizione è valida solo nei territori delle Ausl marchigiane”. E la signora risponde: “Ah già, è vero. Ma ancora per poco!”.
Una scena veramente accaduta, ma che dunque non vedremo più.
Per la gente comune la soluzione di problemi di questo tipo sarà certamente il risultato più tangibile della storica vittoria: il ritorno del Montefeltro in Romagna e dunque nella provincia di Rimini. Là dove lo collocava Dante e dove è sempre rimasto per il senso comune. Per via della storia, della geografia, del dialetto e perfino della piada e delle tagliatelle.
Il 30 luglio l’annuncio sui giornali: «50, forse 80 soldati saranno schierati a giorni nei punti “sensibili” della capitale dell’estate”. Il 1 agosto se ne sa di più, sempre a mezzo stampa: «I soldati saranno in servizio già dal 4 o 5 agosto, e resteranno a Rimini fino a settembre». Inoltre, «la decisione - spiega Roberto Petri, portavoce del ministro La Russa - è maturata nei giorni scorsi, a causa della recrudescenza dell’abusivismo commerciale a Rimini»; i militari «saranno 40 in tutto» mentre «il ministro ha autorizzato il loro impiego anche per le altre località (in primis Riccione)». Il 5 agosto le truppe non ci sono ancora, ma «il ministro Maroni firma il decreto, a Rimini dovrebbero arrivare, entro la settimana, una trentina di soldati». Per dare la caccia ai venditori abusivi? «La decisione sul loro impegno – fa sapere il vice prefetto Corona – spetta al prefetto e al comitato provinciale per la sicurezza», che è riunito mentre andiamo in stampa.
Riviera delle mode 2009: raffinatezza ed eleganza domenica 2 agosto sono scese in piazza Cavour per promuovere il Made in Rimini. Una piazza gremita di gente dove per trovare un posto a sedere bisognava appostarsi dal pomeriggio. Modelle che hanno sfilato tra il pubblico, abiti da favola e vip d’eccezione. Ma non solo. E’ stata un’anteprima sui capi autunno inverno 2009/2010 e sulle anticipazioni dei costumi da bagno della prossima stagione. CNA ha fatto le pentole e i coperchi: dagli spettacoli delle scuole di danza ai parrucchieri a tutte le griffe che hanno sfilato: la Riviera delle Mode è anche la vetrina che l’associazione ogni anno offre alle imprese associate che eccellono nei distretti della moda, della bellezza, del fitness e del benessere. Una tra le novità del 2 agosto è stato il contatto con il pubblico che ha partecipato attivamente sin dall’inizio, quando sulle note di “Thriller” omaggio a Michael Jackson le modelle sono scese tra la gente, fino al momento in cui le Barbie di Mitzi Saida Neri hanno giocato con gli spettatori a palla dal palco. Ma la protagonista principale è stata come sempre la moda: creazioni glamour, pezzi unici di seta, taffettà, organza, chiffon che andavano a nozze con i principeschi abiti da sposa.
Non si sente più il profumo di pesce arrosto delle grigliate improvvisate dai bagnini sulla spiaggia per intrattenere clienti e amici con sardoncini, spiedini e piadina. È un'immagine, un ricordo olfattivo, che risale agli anni Settanta, ad un'altra idea del turismo, della spiaggia e del mare. In mezzo sono passate le feste all'ingrasso, le tavolate dei comitati turistici, le grandi abbuffate da catering balneare. Insomma, sulla spiaggia si è sempre mangiato. Adesso, per fortuna, chi vuole può anche mangiare molto bene: l'unico ristorante di Rimini che può vantare una stella Michelin è nato da un chiosco sul mare, da Guido, a Miramare, oggi tempio del pesce crudo e di una creatività fresca e misurata. Un luogo accogliente, dove farsi coccolare. Stella Michelin strameritata, da non perdere.
Abbiamo già parlato in passato del porto di Rimini in età medievale, ed in particolare dei fasti che raggiunse nel XV secolo con i lavori di potenziamento fatti realizzare da Carlo Malatesta.
Questi lavori comportarono la deviazione del Marecchia alla sua foce, dando alla città l’assetto attuale. Basti pensare che la chiesa di San Nicolò prima dell’intervento di Carlo era sulla sponda sinistra del canale. Ma nonostante sforzi che per l’epoca furono titanici, i problemi si riproposero. Erano principalmente due: alluvioni e insabbiamento.
L’interramento progressivo del porto si evidenziò ancor più nel XVI secolo, soprattutto per il progressivo disboscamento dell’Appennino e per i cambiamenti climatici. Si arrivò dunque a progettare un nuovo porto alla foce dell’Ausa, addirittura capace di 60 vascelli, anche per contrastare il nuovo scalo di Pesaro. Ma tutto restò sulla carta.
Diciamo la verità: con quel suo accento un po’ così, fra il forlivese e il cervese, i riminesi provano tanto orgoglio quanta sorpresa nel leggere le note biografiche di Cino Ricci, “nato a Rimini il 9 settembre del 1934”. Ma insomma, il grande velista è dei nostri oppure no? L’unico modo per togliersi il dubbio è chiederlo all’interessato. Che dichiara una volta per tutte: “Certo che sono riminese. Per l’esattezza sono nato a Miramare, in una villetta che ormai non esiste più. Abitavamo lì perché mio babbo stava costruendo la colonia Novarese. Infatti diversi sindaci di Rimini hanno promesso di invitarmi all’inaugurazione, quando il restauro della colonia sarà finito. Solo che sono vent’anni che me lo dicono, di sindaci ne sono passati parecchi, adesso c’è un cantiere aperto, speriamo che sia la volta buona”.
Patrizia Deitos, riminese, un metro e 82 di fascino biondo, si è classificata terza nel 1992 a Miss Italia, col titolo di Miss Sorriso. A guardarla capisci subito perché. A parlarle si sente che il suo è un sorriso interiore, da persona solare e positiva. Oggi, dopo la laurea in Storia Medievale, alterna le attività di cantante, presentatrice, indossatrice alla presenza in trasmissioni televisive nazionali. Voce grintosa e gran presenza scenica, sulla sua bellezza riesce persino a ironizzare: guardare, per credere, www.fessbuc.it, la prima sitcom sul web.
La conoscenza è sempre un avvenimento. Ce lo ricorda l’edizione del trentennale del Meeting per l’amicizia fra i Popoli, in programma dal 23 al 29 agosto alla Fiera di Rimini. Ma in una sorta di sillogismo aristotelico dobbiamo dedurre che la conoscenza è anche uno spettacolo, o qualcosa da mostrare con orgoglio. E infatti il tema ricorre nel nutrito cartellone di eventi del Meeting, sia per quanto riguarda le mostre statiche all’interno dei padiglioni fieristici, sia per gli spettacoli a pagamento. A partire proprio dallo spettacolo che aprirà la kermesse, il Miguel Mañara di Oscar Milosz, interpretato dall'attore Gigio Alberti, con la regia di Otello Cenci, musiche originali di Roberto Andreoni e Marina Valmaggi e opere pittoriche di Franco Vignazia (23 agosto).
Proseguono gli incontri a un passo dal mare di “Moby Cult. Incontro con l’autore” - rassegna promossa da Cna.Com, in collaborazione con il consorzio Il Libro nella Città, sotto la direziona artistica di Manola Lazzarini – in scena sul Porto di Rimini. Domenica 9 agosto la storia di profonda sofferenza e rinascita di Claudia V. autrice di “Plagiata. La mia vita nelle mani di un mago” (Mondadori) presentata da Vincenzo Galluzzo, scrittore e autore televisivo. Lunedì 10 agosto Roberto Pinotti presenterà “Alieni: un incontro annunciato” (Mondadori) accompagnato dallo scrittore e attore Enzo Braschi. Come la mafia sia cambiata oggi è il tema di “Più scuro di mezzanotte” (Sperling & Kupfer) trattato da Salvo Sottile, che verrà intervistato dal giornalista Pietro Caruso (11 agosto).
Chi lo conobbe, di lui disse solo bene. Secondo l’umanista Leonardo Bruni, era “un uomo eccezionale; un uomo di quell’antica stirpe primigenia di cui si è persa la specie”, “eccelle tanto in letteratura e in dottrina, quanto coloro che a tutte le età si dedicarono agli studi; a ciò si aggiunge la modestia, la mansuetudine, la integrità”. Per Antonino, vescovo di Firenze, “era robustissimo e bellissimo di corporatura e di elettissimo consiglio; era anche di grande liberalità, devoto alla cristiana religione e peritissimo nello studio e nelle lettere”. Insomma, avrebbe concluso Carlo Tonini molti secoli dopo, “fu il migliore di tutti i Malatesti”.
Fino al 16 agosto al Museo Fellini di Rimini (via Clementini 2) è ancora possibile vedere “I libri di casa mia, la biblioteca di Fellini in mostra”: oltre duemila volumi che dopo la morte del regista riminese furono ordinati dall’amico Vincenzo Mollica su incarico di Giulietta Masina, affidati alla custodia della Fondazione Fellini che li conserva e che, dopo un lungo lavoro di catalogazione, ha deciso di mostrare al pubblico. Un'occasione per scoprire quali furono le letture predilette dal maestro e ritrovare un Fellini più intimo.
Orario feriale: 16.30 - 19.30; lunedì chiuso. Sabato e domenica: 10 -12 / 16.30 - 19.30 Ingresso libero Info: tel. 0541.50303 www.ferdericofellini.it
A tre anni dalla scomparsa di Silvano Cardellini la moglie Anna ha donato alla Biblioteca Gambalunga l’archivio della “penna storica” del giornalismo riminese, censito e raccolto in un database interamente a sue spese. Un lavoro immenso che ha schedato fascicolo per fascicolo, anno per anno gli articoli pubblicati dal 1966 al 2006; 13.746 sono quelli scelti, fotografati e inseriti in 22 categorie tematiche. Il “Fondo Silvano Cardellini” è il racconto di quarant’anni di storia della nostra Riviera. Una testimonianza preziosa, oltre che un tributo alla memoria. Un Fondo accessibile a tutti con un clik, pensato non solo per chi ha nostalgia di quando il primo rito della mattina era andarsi a leggere gli articoli di Cardellini sul Carlino per capire che vento tirava in città, ma come strumento indispensabile per ragionare sulla nostra storia recente.
Tutti pazzi per A’marena! Già dopo le prime proiezioni A’marena si era confermata la rassegna più seguita dell’estate riminese, un dato che si è rafforzato anche con le proiezioni degli ultimi giorni. Dalla “notturna” partenza di Antonioni di lunedì 20 luglio ai film Disney o a primizie come “Cocò Avant Chanel”: ogni sera il cinema in spiaggia ha visto una media di mille persone, mentre i posti a sedere disponibili erano molti di meno.
Anche quest’anno, in barba alla crisi, la riviera romagnola si prepara a vivere un ferragosto indimenticabile. Oltre ai consueti stand gastronomici che si stendono su tutto il lungomare da Torre Pedrera a Miaramare e gli immancabili fuochi d’artificio, i locali più frequentati dal Rockisland al Barge, dal Barrumba al Kiosko, fino alla “movida” del Marano a Riccione, hanno ideato eventi per vivere appieno la più grande festa dell’estate. Cominciamo dal RockIsland che rimarrà aperto anche martedì 11 e giovedì 13 agosto. Oltre a offrire un impeccabile servizio ristorante il RockIsland proporrà nelle serate a cavallo di Ferragosto alcune fra le migliori cover band del momento, da “Tra Liga e Realtà” cover band di Ligabue giovedì 13 a i Big Ones, cover band degli Aerosmith. La serata prosegue con dj set sempre all’insegna del divertimento. Nella stessa direzione si può fare una capatina al The Barge, sul lungomare Tintori, dove ci sarà musica dal vivo il 14 agosto con la “Stefano Rava band” e le migliori cover rock del momento mentre il 15 “Asilo Republic” per cantare insieme le indimenticabili canzoni di Vasco Rossi.
Alla seconda edizione, Amarcort, concorso di cortometraggi ospitato da A’marena ha colpito nel segno. Sono infatti pervenute più di 300 opere realizzate in Italia ma anche in Francia, Spagna, Slovenia,Germania, Inghilterra, Polonia, Libano, Stati Uniti, Brasile.
Le opere, che si annunciano di qualità, sono interpretate anche da noti attori come Luca Argentero, Neri Marcoré, Pietro Sermonti, Giuseppe Battiston, Milena Vukoti, professionisti che hanno capito l’importanza di un metraggio troppo spesso ritenuto poco importante. Il cortometraggio è la culla di “geni creativi” come Edo Tagliavini, vincitore lo scorso anno con “No Smoking Company” e che quest'anno è entrato in giuria per designare il successore. Nelle serate di sabato 8 e domenica 9 agosto sulla spiaggia di Rimini Terme, si potrà valutare la qualità dei cineasti di domani.
Domenica 16 agosto ore 21 alla Corte degli Agostiani, appuntamento con la Memoria con “La meglio gioventù”, quarta edizione. L’Anpi ogni anno organizza un concerto gratuito per celebrare l’anniversario del sacrificio dei tre martiri partigiani, impiccati dai nazisti nel ‘44. Ospiti d’eccezione “I Mercanti di Liquore” che da anni accompagnano l’attore Marco Paolini. Il loro repertorio recupera i ritmi del folk per rielaborarli in un sound moderno ed amalgamato con la canzone d’autore. Dopo 8 album, proseguono a stupire per l'estro e l'originalità degli arrangiamenti nell’ambito della musica acustica, tanto da essere definiti dalla critica specializzata un vero e proprio "power-folk trio". Info 0541 704293
“Psychedelic Vampire”: non è il titolo di un film horror ma il nome di una serie di eventi ideati ed organizzati a Rimini da Luca Cecchini con la salda collaborazione di Andrea Carichini e di una schiera di amici sostenitori. Gli appuntamenti propongono la miglior musica rock/punk/garage, new wave/electro e dark nata negli anni ’80 e riproposta in una sorta di jamboree underground divertente e festoso, che lascia spazio ad ogni tipo di manifestazione artistica, dalla musica dal vivo all’arte visiva, agli spettacoli teatrali ai dj set. “Psychedelic Vampire” è tutto tranne che tenebroso: si attinge da uno scenario di sentimenti, romanticismo e passionalità che attraversano l’introspezione fino ad approdare alla più palese cultura ribelle della nostra società. A dimostrazione di quanto detto, giovedì 20 agosto il Turquoise Beach Club, nel contesto degli alternativi giovedì “Loo Fai”, ne ospiterà una versione estiva con speciali performance live di NicoNote in un elegante-estravagante dj set dischi e voce all’ora del tramonto e di Lou Pesaresi e La Marisa, in uno spettacolo-drama “Amy Amy Amy” definito dallo stesso Pesaresi “un erotic droga pastiche stralcio sulla vita di Amy Winehouse” ed in qualche modo influenzato dalla recente scomparsa della ballerina coreografa Pina Bauch.
Rino Gaetano era capace di parlare dei mali dell’Italia riuscendo a essere scanzonato al contempo, mai banale, diretto. Ai suoi tempi non fu capito: troppo leggero per taluni, troppo surreale per altri. Ma oggi continua a essere un riferimento anche per le nuove generazioni, il suo stile è ancora attualissimo seppur dopo trent’anni. Daniele Maggioli, Beppe Ardito, Massimo Modula coadiuvati dal percussionismo creativo di Giacomo de Paoli il 25 luglio nell’incantevole giardino dell’Hasta Luego presenteranno il loro omaggio “Un eroe a tempo perso”. Una rivisitazione del repertorio di Rino vissuto secondo il loro modo di essere e di sentire: malinconico, scanzonato, ironico e irriverente. Un abbraccio ideale verso un artista le cui canzoni sembrano scritte oggi, libero da schemi e condizionamenti, capace di arrivare alla mente e al cuore di tutti.
Avrà inizio a settembre la Sagra Musicale Malatestiana, giunta quest'anno alla sua sessantesima edizione. Ma già in agosto la Sagra farà sentire la sua presenza, proponendo per il terzo anno consecutivo il ciclo Bwv – Bach una rassegna di musica barocca, in programma dal 10 al 22 agosto al teatro degli Atti di Rimini (ore 21.30). Il gruppo London Baroque inaugurerà questa edizione eseguendo un ciclio di Trio Sonate (10 agosto). Il violoncello di Pieter Wispelwey sarà protagonista assoluto nelle serate del 13 e del 15 agosto. Il 18 agosto Stefano Bagliano e Andrea Coen proporranno un approfondimento sulla musica da camera di Bach con le sonate per flauto e cembalo. Gran finale affidato al gruppo Academia Monte Regalis che ricreerà l'atmosfera del Caffe Zimmermann - il celebre ritrovo musicale di Lipsia frequentato da Bach - eseguendodue concerti per due clavicembali e una Suite per Orchestra (22 agosto).
Quest'anno ricorre il trentesimo anniversario dalla fondazione dell'Istituto Oncologico Romagnolo. Rimini festeggia questa ricorrenza attraverso un evento di piazza, ad ingresso gratuito, con la partecipazione di realtà musicali profondamente legate al nostro territorio. Il Coro Lirico Amintore Galli e la Banda città di Rimini hanno creato, da alcuni anni, un sodalizio artistico che li porta ad esprimersi in un repertorio lirico e sinfonico di grande impatto emotivo per far rivivere pagine fastose e trascinanti delle più celebri arie e brani delle grandi opere. Domenica 9 agosto (ore 21) piazza Cavour diventa teatro di una serata musicale en plein air. A celebrare i trent'anni dello Ior ilConcerto Lirico di Mezza Estate sarà animato dall'esibizione cantata e suonata del Coro Giovanile Note in Crescendo, che conta tra le sue fila 80 ragazzini di età compresa tra i 7 ed i 12 anni, diretto dal M. Fabio Pecci e dall’esecuzione delle più celebri arie e sinfonie del melodramma della formazione Coro Lirico città di Rimini Amintore Galli e Banda città di Rimini diretti dal Maestro del Coro e Direttore Matteo Salvemini e dal Maestro della Banda e Direttore Jader Abbondanza.
Accompagnato dall’architetto Annio Matteini, lo scenografo Dante Ferretti ha presentato con disegni e plastici la proposta progettuale che trasformerà il cinema Fulgor di Rimini nella nuova Casa Fellini. Lo scenografo due volte Premio Oscar, nove volte nomination agli Academy Awards, ha inventato una sala in stile Los Angeles, un cinema romagnolo hollywoodiano ispirato alle sale cinematografiche degli anni 30 e 40 con tanto uso di materiali oggi dimenticati come il legno e il marmo. Oltre alla sala cinematografica, a Ferretti il compito di progettare il nuovo Museo Fellini sempre dentro Palazzo Valloni, che ospiterà anche la Cineteca comunale e un’altra saletta per proiezioni. Uno spazio di 370 metri quadrati, dove, oltre a fotografie disegni, costumi, verranno ricostruiti alcuni set cinematografici.
“I quadri sono come delle tappe della mia vita” così descrive la sua ricerca Ilse Sanftl, pittrice Viennese che oggi vive e lavora a Rimini “sono un viaggio immaginario nel mio mondo interiore, attingono alle mie avventure oniriche, sono i miei stati d’animo”. E dalle tele di Ilse traspare in modo molto forte , quasi violento nel tratto, un mondo e una passione che attinge dalla mente. Nata a Vienna dove si laurea con una tesi in “Art Nouveau in Europa” e “Fotografare il nudo”, elabora il suo stile lavorando coi maestri Giò Urbianti, Fausto Minestrini, Mario Massolo, Enzo Berardi e Vittorio D’Augusta in diverse tecniche pittoriche (olio, pastelli, acquerelli, tecniche di Burri). Completa le sue conoscenze figurative in Austria arrivando a far nascere una fusione creativa veramente innovativa, tra tecniche nuove ed antiche, tra ambienti mediterranei e nordici, incontrando uno stile molto personale dove lo stile classico viene scosso dal lato provocatorio della contemporaneità nordica.
Negli anni '50 le metropoli degli Stati Uniti avevano raggiunto un grado di sviluppo unico al mondo. Erano le prime città ad essere progettate o trasformate per l'automobile, con enormi aree commerciali lontane dal centro storico, o addirittura senza un vero centro, come Los Angeles. Percorse da autostrade fino al cuore, con enormi svincoli sopraelevati, strade diritte e grandi palazzi o grattacieli, ferrovie metropolitane, architettura moderna, cioè proporzioni razionali e standard condivisi.
Kevin Lynch era un allievo di Frank Lloyd Wright, il più grande architetto americano del '900. Si laureò all'MIT di Boston in urbanistica. Lynch conosceva l'Italia e le sue città storiche. Certamente, le città italiane del periodo, a paragone di quelle americane, erano strette, antiche, poco efficienti. Ma non era questo che colpì Lynch. Lo colpì che gli abitanti delle antiche città italiane avevano sempre una nozione molto chiara di dove si trovavano. Avevano un senso del luogo. Trovate che la cosa sia ovvia e banale? Allora, pensate di essere trasportati in un istante in un qualsiasi quartiere di nuova edificazione, di quelli solamente residenziali, con palazzi tutti più o meno uguali, un parco rettangolare, l'asilo a un piano e il supermercato all'angolo. Sapete dire dove siete? No.
Sapete cos’è una «torre del silenzio»? E’ una specie di palco sopraelevato in cui, nella tradizione zoroastriana, si depone il cadavere, perché sia smembrato dagli uccelli rapaci e non contamini la terra. Questa pratica era diffusissima nell’Iran pre-musulmano, e ora si conserva solo nelle comunità Parsi dell’India. Ma per vedere qualcosa di molto simile a una «torre del silenzio» senza spostarsi fino a Bombay, basta fare un salto alla Dimar.
Non sappiamo se i proprietari del negozio abbiano a che fare con Zoroastro, ma è evidente che hanno deciso di liquidare il glorioso emporio di dischi e spartiti in puro stile parsi: abbandonandolo all’amorosa rapacità dei musicofili. Sulla salma ancora calda sono calati rapidamente stormi di avvoltoi da tutto il Centro-Nord, pronti a spolpare la labirintica carcassa di Dimar fino all’ultima musicassetta di Toni Santagata e fino all’ultima partitura per ocarina e viola da gamba curata dal maestro Vattelapeskij.
Francamente non capisco lo stupore ed il corollario di illazioni con cui i soliti “giornali della sinistra” hanno accolto il trapelare della notizia che Berlusconi si accingerebbe a far visita a Padre Pio. É vero che i suoi consiglieri ci hanno messo un bel po' a spiegargli che il Beato di Pietralcina non è più di questo mondo, per cui sarebbe un'inutile perdita di tempo pensare a quale regalo portargli; così come hanno dovuto smontargli la convinzione che San Giovanni Rotondo sia una frazione di Porto Rotondo; e soprattutto hanno molto faticato a chiarirgli che, una volta al cospetto dei confratelli del santo frate, sarà lui, Berlusconi, a doversi inginocchiare al cospetto di uno di loro per confessarsi e non viceversa, magari con l'aggiunta di qualche prezioso consiglio su come migliorare la “gestione imprenditoriale” del venerato santuario. Ma tutto questo non giustifica l'ironia, al limite dell'irrisione, con cui si è iniziato a commentare un gesto che Prodi, nonostante la sua vanteria di “cattolico adulto”, si è ben guardato dal compiere.
Il termine dialettale appare agli snob tanto inelegante quanto il gesto che lo rimuove, che è quello del grattarsi: parliamo dello scadòr, che nel nostro dialetto traduce l’italiano “prurito” in tutte le sue valenze, reali e figurate.
Invece, una volta di più, indagando si scopre una parola antica e nobile, che gli autori più classici non hanno avuto alcuno scrupolo ad utilizzare.
La citazione scritta più antica pare essere quella del poeta trecentesco Antonio Beccari, meglio conosciuto come Maestro Antonio da Ferrara. In una delle sue “Rime” si legge infatti:
“Infin che lo scadore è fresco
e la rogna conciar sì la bisogna”.
Il rugby a Rimini è nato il 20 marzo 2000, allorché sul calar della sera, sulla orribile spianata del campo sportivo di via Lagomaggio, ventisei ragazzi (per la maggior parte provenienti dall’Istituto Tecnico per Geometri “O.Belluzzi” di Rimini), si incontrarono per gettare le basi di quella che sarebbe diventata la prima squadra di rugby nella storia sportiva di Rimini. Chi scrive, da sempre, appassionato della palla ovale, aveva saputo che nella nostra città si trovava Lando Cosi, un vero guru di questa nobile disciplina. Lando Cosi, padovano, dopo aver giocato per lungo tempo nel quindici del “Petrarca Padova”, era diventato nel 1955 allenatore dei bianchi patavini ed il suo avvento coincise con la vittoria di ben tre campionati nazionali da parte dei veneti. Mi ci volle poco a motivare il vecchio maestro, il quale non esitò a calzare le scarpe bullonate per scendere in campo e dispensare la sua sconfinata sapienza rugbistica.
L’isola di Arbe (Rab in croato) si trova a 180 km da Trieste, appena a sud di Fiume (Rijeka). Popolata dai Liburni di stirpe illirica, fu municipio romano da Augusto in poi. Invasa dai Goti, fu bizantina, croata, ungherese, del regno di Napoli e per quasi 400 anni di Venezia. Unita al regno d’Italia napoleonico, finì nel 1815 agli Asburgo e dal 1921 alla Jugoslavia, tranne la breve parentesi dannunziana terminata la quale la popolazione italiana, tutta concentrata in città, abbandonò in massa l’isola. Dal 1942 Arbe-Rab visse il suo periodo più nero: gli italiani vi installarono un lager dove morirono almeno 1400 civili deportati da Slovenia e Croazia. Il campo continuò a funzionare anche sotto il successivo regime comunista di Tito, che vi rinchiuse gli oppositori che dovevano essere “rieducati”.
“Sono sempre più numerosi gli stranieri, soprattutto famiglie di americani e olandesi, che vengono a conoscenza del sevizio di collegamento attraverso l’Adriatico e lo utilizzano come via preferenziale rispetto i mezzi su gomma – annuncia l’assessore provinciale alla Mobilità e Trasporti, Vincenzo Mirra - molto di più di quanto facciano gli italiani. Una tendenza sicuramente positiva, che rappresenta un fattore importante di crescita. Ma al contempo dimostra quanto i cittadini nel panorama internazionale si muovono ancora prima delle istituzioni. A Rimini dobbiamo ridare dignità a questo trasporto favorendo la realizzazione nel porto di un’area destinata al trasporto marittimo, attualmente nel molo di levante, rendendola idonea e degna del ruolo che dovrà svolgere ed avvicinandola al piazzale Boscovich”.
Perché non fare arrivare gli immigrati a Lampedusa su un regolare traghetto e a prezzo politico? Perché non fare di quell’isola un porto franco, “magari mettendoci un bel Casinò per attirare i ricchi libici e tunisini”? Perché non pagare direttamente “un buon lavoro in Africa” a chi vorrebbe emigrare? Diciamo 200 euro al mese, cioè la cifra che costa un detenuto per un solo giorno nelle nostre carceri e che in Africa è un fior di stipendio.
Paradossi, certo. Che furono lanciati da Pietro Ichino nel suo blog il lontano 21 maggio scorso. Paradossi che però il giuslavorista argomentava in modo molto concreto. Una linea regolare di traghetti per immigrati farebbe crollare il mercato degli scafisti. Chi arriverebbe – e arriverebbe comunque – non dovrebbe rischiare la rischiare vita. Si eviterebbero tragedie come quella dei profughi eritrei – solo la più recente – o come le storie nelle bottiglie ritrovate in mare e riportata dal nostro giornale il mese scorso. Si darebbe vera assistenza a quei disperati che hanno diritto comunque a entrare essendo in possesso dello status di rifugiati: e sono in media la metà di chi arriva. E oggi li respingiamo. La stessa Lampedusa potrebbe guadagnarci, grazie alle esenzioni fiscali dovute ad una sua extra-territorialità di fatto.
Il Lungofiume degli Artisti, nelle intenzioni dell’associazione Infezna, vorrebbe essere una sorta di laboratorio pronto ad accogliere ulteriori espressioni artistiche, così da rendere l’ambiente frequentato, vissuto, amato e curato da riminesi e non.
Dopo una accurata preparazione dei muri, realizzata grazie all’opera dell’artigiano Aldo Casciello, ancora oggi vari artisti coordinati da Giuliano Maroncelli realizzano murales che raccontano le storie legate al mare, che fa da sfondo alla vita di tutti i giorni.
I murales sono arricchiti da poesie dialettali di Guido Lucchini, che legano così indissolubilmente questa sorta di affreschi contemporanei alla nostra terra.
Tra i soggetti trattati spicca lo “spiaggiamento del capodoglio”, evento avvenuto realmente il 4 aprile del 1943 nella vicina piazza della Balena, al cui centro è collocata la scultura dedicata al cetaceo da Elio Morri nel 1969.
Nel murale realizzato da Enzo Maneglia si celebra invece il film Amarcord, con a corredo la celebre poesia del muratore Calzinazz (ispirata alle rime altrettanto famose di Tonino Guerra) “Mio nonno fava i mattoni, mio babbo fava i mattoni, fazzo i mattoni anche me, ma la casa mia dov’è?”.
La Sagra Musicale Malatestiana di Rimini compie sessant'anni ma non sembra affatto accusare il colpo. La grande ricchezza di intrecci e di suggestioni che correda i tradizionali appuntamenti sinfonici fa sì che ogni anno il festival si confermi evento prestigioso del tramonto dell'estate emiliano romagnola. Si rinnova l'omaggio alle grandi orchestre europee con la partecipazione di prestigiosi complessi, ospitati nell’Auditorium Palacongressi, accompagnati dal nome di grandi bacchette ed eminenti solisti. Ne è la prova l’evento inaugurale del primo settembre che vedrà protagonista la pianista Martha Argerich accompagnata dalla Royal Philhamonic Orchestra diretta da Charles Dutoit nel Concerto in sol maggiore di Maurice Ravel. Con il compositore francese, sono Jan Sibelius ed Edward Elgar gli altri autori in programma.
Rock e demenziale. Punk e comicità surreale. Insomma, “Freak” Antoni e gli Skiantos. Quando è uscito il loro primo 45 giri Karabignieri era il ‘77, chiudeva “Carosello” e a Bologna si alzavano i segnali di fumo degli Indiani metropolitani e di fumetto di Andrea Pazienza. Erano gli “anni di piombo”, pardon, di Pongo, come dice “Freak” Antoni, in cui “siamo realisti, chiediamo l’impossibile” era il minimo. Le mezze stagioni non ci sono più, ma la stagione del rock demenziale è sempre verde. L’ultimo virgulto è Smiting®, prima edizione del Festival demenziale, a Rimini il 3 settembre presso il Turquoise. “Smiting® perché è lo ‘smitizzare’, è il ribaltamento di un meeting, in inglese ‘il percuotere’ la nostra terrena e umana quotidianità”. Il programma è impeccabile, dal djdemential set che apre alle 18 alla gara di scrittura non sense, dalla battaglia di cuscini al dj set olnaitlong che conclude. Deus ex machina Roberto “Freak” Antoni in persona.
Già nel 1996, appena tre anni dopo la scomparsa di Federico Fellini, Tullio Kezich doveva constatare che "la sua eredità è stata contesa come la Bosnia". Di anni ne sono passati ancora 13, la guerra in Bosnia è finita, ma quella intorno alle memorie del regista riminese non accenna a placarsi.
L’ultimo capitolo è la richiesta avanzata da Francesca Fabbri, figlia di Maddalena Fellini e nipote di Federico, alla Fondazione intitolata al Maestro: poter disporre della sua biblioteca. I libri che Fellini e Giulietta leggevano si trovano attualmente presso la Fondazione, mentre la Fabbri ritiene facciano parte della sua eredità. Inoltre, il legale della nipote di Fellini ha anche intimato lo sfratto alla Fondazione: la casa di via Oberdan che la ospita è di proprietà della Fabbri. La Fondazione sta però per trasferirsi in un’altra sede predisposta dal Comune. Per tentare di risolvere amichevolmente la disputa, Ugo De Donato della Publiphono si è dichiarato pronto ad acquistare il fondo librario e gli altri cimeli mettendo assieme una cordata di imprenditori, purché quei beni restino presso la Fondazione.
Martedì 1 settembre a Castel Sismondo, si terrà l’ottava edizione del Premio all’imprenditoria riminese “Made in Rimini”.
Per l’anno 2009 il Premio verrà conferito a Morena Guerra dell’impresa Ricci Sabbiature.
“Si è voluto dare un segno di attenzione - dice la Provincia nella motivazione - ad una componente decisiva della nostra economia, scegliendo di assegnare il riconoscimento ad una imprenditrice espressione della Piccola e Media Impresa. Morena Guerra, infatti, rappresenta l’esperienza vitale di un’impresa che ha saputo rinnovarsi e fronteggiare la crisi modificando la propria organizzazione e allargando la visione. Come altre aziende che stanno mettendoci del proprio per reggere alle temperie del momento e dare un contributo rilevante alla difesa del lavoro e alla creazione di una ricchezza che si riverbera su tutto il territorio”.
Un’auto imbocca contromano a tutta velocità l’angusta viuzza dove abiti, proprio mentre stai scendendo cautamente in strada con tuo figlio in passeggino. «Cosa fa? E’ senso unico,» dici al conducente. Dall’abitacolo si affaccia un energumeno brizzolato che, con marcato accento riminese, sbraita: «Mò dove vado, scignora? Dove vado, porcod…?» E, sempre bestemmiando, sparisce dietro l’angolo. La risposta più immediata sarebbe: chissenefrega dove va lei, buon uomo, ma ci vada rispettando il codice stradale e, possibilmente, anche la buona creanza. Ma poi ti rendi conto di aver appena avuto un faccia a faccia con uno dei maggiori pericoli pubblici della viabilità cittadina, e ringrazi il cielo di esserne uscita viva. E ti vengono in mente tutti gli incidenti mortali occorsi a pedoni, ciclisti e motociclisti, provocati da auto alla cui guida, registravano le cronache, c’era un riminese fra i sessanta o settant’anni. Che non ha rispettato lo stop, non si è fermato davanti alle strisce pedonali o ha infilato male la rotonda.
Un velo di tristezza è calato come un sipario alla morte di Tullio Kezich, critico cinematografico, commediografo, sceneggiatore, scrittore, avvenuta nei giorni scorsi all’età di 81 anni. In molti l’hanno ricordato non solo per la sua opera ma anche come un grande amico di Federico Fellini. È così: di fatto il loro sodalizio artistico iniziò in occasione de “Lo sceicco bianco” e proseguì sino alla fine, e nei fatti Kezich è diventato d’ufficio il suo principale biografo. Dopo la scomparsa del regista riminese, Tullio Kezich ha stretto una importante e sentita collaborazione con la Fondazione Fellini - di cui era stato nominato Presidente Onorario - e che oggi ne onora la scomparsa con dolore e commozione. Una collaborazione che negli ultimi anni è stata fondamentale per la pubblicazione de “Il libro dei sogni”, mentre presto sarà dato alle stampe “Il libro dei film”, panorama completo della filmografia felliniana.
Se c'è una cosa che ho imparato dalla filosofia è che spesso le verità più difficili da capire sono le più semplici. Quello che è più difficile da vedere, infatti, non è ciò che rompe le aspettative quotidiane, ma ciò che passa indisturbato sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Perché la più grande forza degli esseri viventi non è l'eros o la fame o la paura, ma l'abitudine. E' l'abitudine che ci consente di vivere e di adattarci all'ambiente. Ma l'abitudine porta dei rischi. Un individuo adatto al suo ambiente vive meglio di uno meno adatto, ma solo finché l'ambiente non cambia. Di fronte a un cambiamento, un individuo meno adatto, quindi più flessibile, ha più possibilità. Le società umane (e animali) producono sempre una certa percentuale di individui meno soddisfatti del rapporto tra la loro specie e l'ambiente.
Una data storica di grandi speranze deluse, e inizio per gli Italiani di massacri, lutti, e spaventose distruzioni.
Mi trovavo a Cancello ed Arnone di Caserta, a svolgere il servizio militare quando, verso sera il Capitano, comunicava ai soldati in adunata, che l’Italia e il comando militare Angloamericano avevano firmato la pace. Di conseguenza, il mattino dopo, dovevamo essere pronti per rientrare al comando di Mantova per essere congedati. Eravamo tutti talmente felici ed euforici che la notte nessuno ha dormito. La notizia che si tornava a casa per sempre, sembrava irreale.
Il mattino dopo, eravamo con gli zaini affardellati, nel piccolo spazio davanti alla tenda comando, pronti per partire. La tenda era vuota e nessuno degli ufficiali era nei dintorni. Il vecchio sergente comunicava sconsolato che gli ufficiali ci avevano abbandonati.
E’ partito da Rimini il 15 febbraio e a Rimini si è concluso lo scorso 21 agosto, il lungo tour del concorso Miss Italia con la proclamazione di Miss Romagna, la bella Denise Buratti di Cesenatico, che accede di diritto alle finali di Salsomaggiore. La riviera dei sogni è diventata così teatro delle bellezze più esclusive, il Turquoise Beach Club ha visto sfilare trentuno fanciulle in fiore, in rappresentanza di tutte le città della regione, in uno dei posti più esclusivi della riviera, un vero e proprio spettacolo di classe ed eleganza. D’altronde la finalità di questa manifestazione prestigiosa, che da quattro anni ha scelto la Romagna come punto di partenza e di approdo, è sempre stata la rivalutazione complessiva della donna italiana, da sempre la più ammirata e desiderata al mondo. Una manifestazione voluta dalla famiglia Mordini, gestori del Turquoise, da Angelo Borrillo, vice presidente nazionale AIBES e da Mirka Fochi, responsabile regionale del concorso Miss Italia con la collaborazione del Comune di Rimini e della Provincia di Rimini. La giuria presieduta da Gianna Tani, popolare per essere stata per 25 anni la responsabile del Casting Mediaset, l’attore e modello Riccardo Sardonè, l’attrice Clizia Fornasier e le Miss Romagna Gessica Notaro e Benedetta Zoli, rappresentanti delle istituzioni e degli sponsor, ha incontrato le Miss nel pomeriggio dando vita a un divertente talk show, dove le ragazze hanno dimostrato una carica di simpatia, spontaneità, di vitalità ed esternato le proprie emozioni, elementi determinanti per il verdetto finale.
Uno degli eventi più innovativi a livello musicale qui in riviera in questa stagione è stato l’Almost Unsigned Live Project. Si tratta di un circuito nazionale di band indipendenti che ha permesso loro di esibirsi nei palchi più prestigiosi a luglio e agosto. Formazioni giovani dalle musicalità più disparate, dall’elettronica al pop, dal punk alla sperimentazione, tutte di buon livello. Un circuito che permette una proposta diversificata dalla solita cover band per i locali e, nello stesso tempo gli permette di fare una promozione senza il capestro di produttori o di eventi che ne snaturano lo spirito. Un lavoro ispirato a una realtà che ha già preso piede in Europa, una necessità per dare luce e visibilità a molte formazioni in Italia che non sfigurano rispetto a realtà consolidate come potrebbe essere ad esempio quella inglese. A questo proposito consigliamo caldamente l’ultimo appuntamento il 28 agosto all’Aquolina Summer Garden a Viserba con i Criminal Jokers. Si tratta di un trio di ragazzi pisani, poco più che ventenni, ma con una musicalità che ha riferimenti specifici in formazioni come i Violent Femmes, innanzitutto, nella strumentazione e nello spirito, un folk-punk coinvolgente e di buon impatto. Inizio concerto ore 20.00.
«Sdrenare: spossare, verbo transitivo: “oh, sta gente oggi m’ha sdrenato”. Dialetto: sdrenè. Si confronti la vocedrenare “prosciugare completamente”.» Così Fabio Foresti in “Quella nostra sancta libertà: lingue, storia e società nella Repubblica di San Marino” (1998).
Il che equivale ovviamente al riminese sdrinè, tuttora ampiamente utilizzato anche dai più giovani nelle italianizzazioni sdrinare, sdrinato. La forma sdrenè pare però più diffusa, comparendo a nord a Russi come a meridione nel Dizionario Urbinate del Tiberi: «Sdrenè: Sderenare o Sdirenare. Sfiancare. A forsa da spaché la legna me so sdrenàt.»
Alberto Miliani era, allorché si avvicinò al mondo del pugilato, un bellissimo ragazzo di buona famiglia. Proveniva dalla ginnastica artistica. Romeo Neri, era stato il suo maestro. Si presentava come un atleta magnifico; non aveva addosso un’oncia di grasso, pareva una vera e propria statua naturale e viva. Come gli eroi dei racconti medioevali, Alberto Miliani, era alto, con le spalle ampie; la sua vita era stretta e tutti i muscoli parevano disegnati con anatomica precisione, tanto che si potevano discernere le giunture.
Dal 12 al 20 settembre si svolgerà a Rimini la 16ma edizione di Mondo Natura, Salone Internazionale del Camper, Caravan, Campeggio e Turismo all'Aria Aperta. La manifestazione è organizzata da Rimini Fiera con il patrocinio di Apc- Anfia, in collaborazione con Promocamp e con il supporto di Assocamp, Confedercampeggio, U.N.R.A.E, Unione Club Amici, Actitalia.
“Attribuiscono la colpa di tutto esclusivamente agli altri, a forze estranee (congiure, agenti, dominazioni straniere sotto varie forme). Interpretano ogni critica come un attacco malevolo, come un segno di discriminazione, razzismo. I rappresentanti di queste culture considerano la critica come un’offesa personale, come un tentativo deliberato di umiliarli, perfino come un modo di infierire. Invece di sviluppare lo spirito critico, sono impastati di rancori, di complessi, di invidie, di insofferenze, di permalosità, di manie. Ciò li rende culturalmente, strutturalmente incapaci di progredire, di creare in sé una volontà di trasformazione e di sviluppo”-.
A qualcuno fischiano le orecchie? Niente paura. Il brano non parla affatto dell’Italia né dei suoi governanti. Tratta invece dell’Africa. Sono le parole di un vecchio colonialista inglese intervistato dal giornalista polacco Ryszard Kapuscinski (in “Ebano”, Feltrinelli). L’inglese contrappone orgogliosamente la “forza dell’Europa” ai limiti di molte altre culture, quali appunto quelle africane. E dove sta questa forza? “Risiede – spiega il britannico – soprattutto nella sua capacità critica e autocritica, nella sua arte di indagare e analizzare, nelle sue continue ricerche, nella sua inquietudine. La mentalità europea riconosce di avere dei limiti, accetta la sua imperfezione, è scettica, dubbiosa, si pone interrogativi. Le altre culture sono prive di questo spirito critico. Anzi tendono alla boria, a considerare perfetto tutto ciò che è loro, sono acritiche nei propri confronti”.

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