ARTICOLI CHE PARLANO DI RICCIONE_TEATRO

mer 20 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Bisacchi Simona

Cinquant’anni di vita e di storia sono sufficienti per essere considerati un riferimento importante. E il premio Riccione per il Teatro è a giusta ragione un’istituzione, tanto che quest’anno, per la 50ª edizione – la cui serata di premiazione si svolgerà al Grand Hotel Des Bains il 2 giugno, festa della Repubblica – al Premio Riccione sono destinati una targa d’argento e una di bronzo rispettivamente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma 50 anni di storia e di vita sono anche un momento in cui forse è opportuno dedicarsi una svolta. E quest’anno il Premio Riccione per il teatro ha infatti cambiato presidente e giuria, composta soprattutto da chi il teatro lo mette in scena – e cioè attori e registi - a cominciare dal neo presidente Umberto Orsini. Ma vale la pena citarli tutti: Valerio Binasco, Andrea De Rosa, Rodolfo di Giammarco, Federica Fracassi, Cesare Lievi, Piero Maccarinelli, Fausto Paravidino, Lorenzo Pavolini, Ottavia Piccolo. Per la cronaca, i testi pervenuti sono stati ben 418 e, tra i finalisti annunciati a Roma proprio in questi giorni, la sera del 2 giugno si conoscerà il vincitore.

mer 17 giu 2009 - Notizia di cultura - scritto da Marangoni Elena

Sono stati assegnati, il 2 giugno, nelle sale del Grand Hotel Des Bains di Riccione, i premi della 50ª edizione del Premio Riccione per il Teatro, il più autorevole riconoscimento per la scrittura teatrale contemporanea.

Dai 400 testi iniziali sono stati selezionati 100 copioni, per poi arrivare ai 17 finalisti: testi con “una forte urgenza comunicativa espressa con linguaggi teatrali diversi”.

Quattro i testi vincitori, tre dei quali di nuovi autori alle prime esperienze di scrittura.

Il Premio Riccione per il Teatro 2009 va ad Angela Demattè con “Avevo un bel pallone rosso”, un testo che attraverso il rapporto tra un padre e una figlia, Mara Cagol fondatrice delle BR, riesce ad affrontare uno snodo cruciale della storia italiana.

mer 15 lug 2009 - Notizia di cultura - scritto da Succi Daniela

E’ il 22 luglio e questa notte a Riccione c’è un raduno di stelle: dive e divi ospiti del primo “Premio per un soggetto cinematografico”. C’è anche un giovanissimo documentarista che si chiama Michelangelo Antonioni. Si tratta di una notte di tanti anni fa, esattamente del 1939. Vittorio Mussolini indice un premio, in virtù della sua passione per il cinema, in virtù anche della facilità che ha Riccione nell’attrarre i vip e magari anche per una certa voglia di ricalcare certi fasti americani. Un premio nato in un momento storico molto critico e per questo motivo durato solo tre edizioni. Ricorre il 70° anniversario e un libro, che viene presentato proprio in questi giorni, ne ripercorre i fasti, mai tralasciando il momento clou: danzando sull’abisso porta il lettore dal veglione con le stelle alla guerra, dall’euforia alla disperazione. Un libro ideato da Fabio Bruschi, direttore di Riccione Teatro, curato dal regista e storico del cinema Marco Bertozzi e “vestito” graficamente da Giovanni Tommaso Garattoni. Una grande ricerca di immagini e testi, con gran parte della documentazione inedita. Il libro si compone di 4 capitoli: visus, testimoni e documenti per un totale di 13 autorevoli interventi. Così cita un tratto di prefazione di Fabio Bruschi: “Quel Premio Riccione d’anteguerra, sull’orlo dell’abisso, si pone qui come oggetto d’indagine sufficientemente circoscritto, nel quale indagare, sulla discontinuità di un cambiamento epocale 8dalla dittatura fascista alla democrazia repubblicana) alcuni importanti elementi di continuità”. 

mer 31 ago 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

La 51° edizione del Premio Riccione per il Teatro come Giano, dio della soglia, avrà un volto rivolto al passato e uno al futuro. Il nuovo direttore, Simone Bruscia, ci racconta che intende «rimettere il teatro al centro della polis, creando reti di sinergie sul territorio, valorizzando i giovani talenti e mettendo a disposizione della città una ribalta aperta sul mondo.» Onorando la lunga storia del Premio, nel nome di Franco Quadri, che ne è stato Presidente e demiurgo, della sua generosità e apertura all'avanguardia e di Pier Vittorio Tondelli, del quale «intendiamo raccogliere la vocazione di talent scout, un simbolo del nuovo corso del Premio» continua Bruscia. Tanti i partecipanti, quest'anno. «Ci sono pervenuti circa 450 copioni» rivela Bruscia. «Un elemento trainante è stato certamente la giuria, dal profilo alto, composta da Sonia Bergamasco, Elio De Capitani, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Claudio Longhi, Fausto Paravidino, Isabella Ragonese, col presidente Umberto Orsini. E poi un nuovo modo di intendere la comunicazione, al di là dei circuiti teatrali. La qualità dei testi pervenuti è alta, e mi sembra che il meccanismo di lettura "in team" della giuria quest'anno abbia creato straordinarie complicità. E il numero dei partecipanti under 30 è altissimo» sorride Bruscia, «e questo dà un'ulteriore valore al Premio Tondelli, che per la prima volta, in collaborazione con ERT e Centro di Documentazione Tondelli, assegnerà una "borsa" per la messa in scena del testo vincitore.»

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