ARTICOLI CHE PARLANO DI RAVENNA
La stagione di concerti del Bronson chiude con un evento davvero da non perdere, il 10 maggio suoneranno infatti una delle band rivelazione di questi ultimi mesi, i Glasvegas, resi celebri dal singolo "Daddy's gone" ormai da diverse settimane in heavy rotation su tutte le principali radio nazionali.
La band, nata nel 2003 a Glasgow (Sco) vede nella sua formazione attuale James Allan (voce, chitarra), il cugino Rab Allan (chitarra, cori), Paul Donoghue (basso, cori) e Caroline McKay (batteria), e Glasvegas è anche il titolo del loro primo album uscito per la Columbia nel settembre 2008. Negli ultimi due anni hanno collezionato un successo dopo l'altro, dal singolo d'esordio "I'm Gonna Get Stabbed" uscito nel 2004, che riesce ad interessare e coinvolgere nel progetto il fondatore della Creation Records Alan McGee, famoso tra le altre cose per aver firmato il primo contratto degli Oasis al loro debutto, fino ad arrivare alla già citata "Daddy's Gone", singolo sold out che porterà i nostri alla nomination come secondo miglior singolo dell'anno dalla rivista NME e a vincere il Philip Hall Radar Award solo due settimane dopo per la stessa rivista. Se non bastasse il loro lp d'esordio è stato votato al quinto posto tra i migliori dischi del 2008 per la rivista Q, e al festival svedese Rockbjörnen sono stati nominati come Miglior gruppo internazionale, Miglior album internazionale e Miglior canzone internazionale. Si apprestano ad iniziare un tour mondiale che li porterà anche negli Stati Uniti e il 24 luglio saranno a Dublino per aprire il nuovo attesissimo concerto degli U2.
Riparte l’estate dell’Hana-Bi a Marina di Ravenna: sabato 23 maggio alle 21 con Stephen McBean, aka Pink Monutaintops. Mc Bean è il volto più noto dei Black Mountain, il gruppo canadese che con il suo hard-rock dai solenni toni spirituali e dall’attitudine spesso progressive. “Outside Love” è il suo terzo album e da buon veterano della scena di Vancouver/Victoria, Stephen può chiamare a sé un invidiabile stuolo di collaboratori come Sophie Trudeau (A Silver Mt. Zion, Godspeed You Black Emperor), Ted Bois (Destroyer), Jesse Sykes (apprezzata solista e già voce nella collaborazione tra Boris e Sunn O)))), Joh Stevenson (Jackie O Motherfucker) ed Ashley Webber (The Organ, Bonnie Prince Billy). “Outside Love” è un disco che fonde brillantemente rock e soul, in un formato canzone che spesso può richiamare quello degli Spiritualized di Jason Pierce, senza in questo rinunciare ai sapori più conviviali di Everly Brothers e Crosby, Stills, Nash & Young. Ingresso gratuito
Con tre serate al Teatro Alighieri, dal 29 al 31 ottobre, Ravenna Jazz propone la sua XXXVI edizione affrontando tematiche differenti del panorama jazzistico odierno. Ma veniamo subito al programma. La serata di apertura, giovedì 29, sarà dedicata al sassofono, uno degli strumenti simbolo del jazz, con il quartetto del sassofonista romano Stefano Di Battista comprendente, fra gli altri, Fabrizio Bosso alla tromba. Seguirà il sassofonista americano James Carter affiancato dal trombettista Corey Wilkes, il pianista Gerard Gibbs, il contrabbassista Ralphe Armstrong e il batterista Leonard King. Venerdì 30, saranno sul palco dell'Alighieri due sensibili voci femminili: Barbara Casini e Diane Shuur. La prima presenterà il suo fortunato progetto dedicato a Charles Trenet, ripercorrendo la vasta produzione dell'indimenticabile chansonnier assieme a Fabrizio Bosso alla tromba, Luca Mannutza al pianoforte e Ares Tavolazzi al contrabbasso.
Il rock-blues mariachi non può avere che una denominazione: Tito&Tarantula. Da Los Angeles alla notorietà internazionale veicolata dal cinema di Robert Rodriguez. La collaborazione è strategica in due film, “Desperado” e “Dal Tramonto all’Alba”, rispettivamente con Antonio Banderas e George Clooney in accoppiata con Harvey Keitel, la pellicola in cui la band interpreta se stessa nello zombiano locale Titty Twister. Parlo con Steven Medina Hufsteter, chitarrista in questa cult-band di Tito Larriva, la linfa della band, Alfredo Ortiz e miss Caroline Rippy aka Lucy la Loca. Steven spiega che Tito è in realtà il vero portavoce della band, ma al momento sta impazzendo dietro ai preparativi di questo tour europeo che durerà due mesi. Tito e Stevie lavorano insieme da più di vent’anni in tre band differenti, scrivendo insieme per musiche in diversi film, circa 100 pezzi tra cui la celebre “AfterDark”.
Il Teatro degli Orrori rappresenta in parte lo spin-off in lingua italiana degli One Dimensional Man. Verba cantant! Il nome palesa le proprie mire. "Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi…” Citazione di Artaud: la band si ispira al suo Teatro delle Crudeltà. Nel 2007 l’album ‘Dell’Impero delle Tenebre’è l’acclamato preludio all’ultimo ‘A sangue freddo’. Pierpaolo Capovilla ne è la voce, autore e qui nostro interlocutore.
Arrivano in concerto a Ravenna domenica 25 aprile i Turin Brakes, la cui traduzione in italiano è letteralmente ‘I freni torinesi'. Il palco è quello del Bronson, sempre più abituato ad ospitare live di notorietà internazionale. La bislacca creatività espressa dal nome del progetto Turin Brakes non fa trapelare in alcun modo atmosfere folk acustiche ad alta densità melodica. Ricordiamo che la band è diventata una delle principali esponenti del NAM, ossia del New Acoustic Movement (ovvero il vangelo secondo Chris Martin). Si tratta di uno stile musicale che ripercorre la scia di Simon & Garfunkel, Dylan e per certi versi anche Leonard Cohen, senza voler in nessun modo stabilire qui dei paragoni con il Maestro. L'intima semplicità della composizione traduce in musica la grande passione di Olly Knights e Gale Paridjanian per la cinematografia delle piccole storie. Tra i loro lavori, si ritrovano alcuni cortometraggi e filmati spesso autoprodotti.
Si parte da lontano per arrivare al PalaCosta di Ravenna, dove il 27 giugno ci aspettano "I demòni" di Peter Stein. Dodici ore di spettacolo, Premio UBU 2009, repliche annunciate nei maggiori festival in giro per il mondo, un percorso di preparazione che, per rigore e ostacoli superati, è già un piccolo mito teatrale. Con un regista che è un'icona europea, e una messa in scena quasi integrale del romanzo di Dostoevskij (1871). "Io guardo all'opera originale", ha raccontato Stein. "Se richiede tempo, glielo concedo." Mentre andiamo, scopro che ognuno dei miei compagni d'avventura ha tessuto una sua rete di letture per catturare quanto più può di quello che andiamo a vedere. Io non ho preparato niente. Ho sul comodino la vecchia edizione BUR dei miei vent'anni, ma niente riletture: ho deciso che voglio solo esserci. Farmi sorprendere. Essere spettatore. In macchina, rimbalzano i titoli degli spettacoli di Stein: e ti ricordi il Principe di Homburg? E tu c'eri alla Pentesilea? Succederà con ogni nome che nel corso della giornata verrà fuori. Spettacoli di cui ho solo letto, che per me sono diventati macchine per pensare, tracce dei Maestri, che si incarnano in un incontro, semplicemente vita vissuta. Io ascolto e bevo ogni parola. Dal finestrino scorrono i girasoli, tutti disciplinatamente girati verso est.
Tre serate per godere di buona musica e per sondare gli inquietanti misteri e retroscena che accompagnano da sempre questo mondo.
Il 10 agosto all'Hana-Bi di Marina di Ravenna, dalle 21,30, occhi rivolti al cielo per cercare possibili stelle cadenti e al palco per vedere l'ascesa sicura della stella musicale "Il Genio".
Il duo leccese, lanciato al successo internazionale grazie al singolo "Pop-Porno" del 2008, richiama potentemente con la sua musica le atmosfere raffinate della canzone d'autore degli anni Sessanta di Serge Gainsburg e il contemporaneo elettropop giapponese in un insieme originale di ironia e sensualità.
Dopo aver visto le stelle della musica sarà certo interessante soffermarsi a scrutare il lato oscuro delle più note celebrità del mondo dello spettacolo assieme a Carlo Lucarelli che per la serie di incontri "Pagine di sabbia", l'11 agosto alle 21,30, presenterà il suo libro: "La faccia nascosta della luna. Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni".
Mercoledì 20 ottobre al Teatro Rasi di Ravenna si respirerà un'aria di affascinante sperimentazione interpretativa e musicale tra artisti. Un progetto nato nel 2004, da un'idea della sensibile musicista catanese oramai trapiantata a Berlino, Marta Collica, risorge come una splendida araba fenice: in ‘Songs With Other Strangers", diversi musicisti già noti nella musica alternativa e rock italiana e straniera si mescolano sul palco sperimentando canzoni dei reciproci repertori. Uno scambio continuo di ruoli che lascerà spazio ad ampi margini di improvvisazione e ad una forte variabilità di stati emotivi. L'inserimento di riletture di brani di artisti come Cohen, Reed, Dylan ne arricchiscono i contenuti. I protagonisti sono gli italiani Manuel Agnelli e Rodrigo D'Erasmo (Afterhours), il cantautore Cesare Basile, Marta Collica (voce dei Sepiatone e tastierista della John Parish band), Giorgia Poli (membro fondatore degli Scisma e bassista nella John Parish band).
Con la XXXVII edizione di ‘Ravenna Jazz', organizzata dal Jazz Network e ospitata, come di consueto, al Teatro Alighieri dall'8 al 10 ottobre, ritorna il grande jazz con tre serate di massimo rilievo. Ma veniamo subito al programma. La serata di apertura, venerdì 8, sarà dedicata a Django Reinhardt, il geniale chitarrista di origine gitana di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. A rendere omaggio all'inventore del gipsy jazz saranno il Manomanouche Quintet e, a seguire, l'olandese Trio Rosenberg a cui si affiancheranno il violinista rumeno Florin Niculescu, considerato erede legittimo del grande Stéphane Grappelli, e il fisarmonicista Marcel Azzola. Sabato 9 e domenica 10 avranno come protagonista Stefano Bollani. Il pianista milanese, ma toscano di adozione, la cui popolarità ha da tempo valicato i confini del jazz, si esibirà in quattro contesti differenti, offrendo un significativo spaccato della propria personalità artistica.
Freschi del loro quarto e recentissimo album "Costellation", i texani Balmorhea arrivano in Romagna sabato 30 ottobre con la loro proposta musicale strettamente strumentale, il cui background classico si mescola con post-rock e folk contemporaneo. Apriranno il live The Ghost of Bell Star, band cesenate con affascinanti atmosfere musicali e di respiro internazionale grazie ai testi in lingua inglese. Tra i riferimenti, Nick Cave, Tindersticks e Mazzy Star. Chiacchiero con Matteo Castagnoli, chitarra e voce.
Come è nato il progetto?
"Tre anni fa io e Gianluca Gabellini dei Sybiann abbiamo buttato giù i primi pezzi. Si sono uniti Nicola Bustacchini "Rospo" al contrabbasso, Glauco Salvo (chitarrista degli Amycanbe, Comaneci e di Andrea Cola) alla seconda chitarra. Alla batteria ora c'è Marco Frattini. Con Gianluca abbiamo realizzato il primo cd, poi ha deciso di dedicarsi solo ai Sybiann. Il 2° EP è uscito in dicembre 2009 e adesso vediamo cosa succede".
Il Ravenna Nightmare Film Festival, in pochi anni è diventato il più importante festival italiano del cinema horror. Da martedì 26 a domenica 31 ottobre 2010 la città romagnola si trasforma nella capitale italiana del cinema dell'orrore. Il festival distribuito in sei giornate si tiene presso la multisala CinemaCity. L'evento principale è il Concorso Internazionale per lungometraggi, che porterà in sala il meglio della recente scena horror internazionale. Attorno alla sezione principale troveranno spazio anteprime e appuntamenti speciali. Interessante il film di apertura "Adam Resurrected", l'ultimo riuscito lavoro di un maestro del cinema americano, Paul Schrader. Storia di un sopravvissuto ad Auschwitz e del suo inconsolabile dolore. A chiudere troveremo invece un film che ha scioccato Cannes, il censuratissimo "A Serbian Film" di Srđan Spasojević. Un allucinante viaggio nell'ultraviolenza e nel male assoluto in una Serbia vittima della guerra.
Dal 15 al 23 novembre a Ravenna la Societas Raffaello Sanzio organizza la prima edizione del Festival "Màntica. Esercizi di voce umana", per esplorare la voce, strumento originario del teatro e "mezzo di divinazione" - è questo che màntica significa - e raccontarne l'apertura ad infinite possibilità. A partire dal cammino intorno alla vocalità umana che Chiara Guidi segue da anni, attraverso gli spettacoli della Raffaello Sanzio e lavori di altri artisti, una serie di appuntamenti da non perdere, con "la struttura di un festival, la forma di un'accademia che offre corsi differenti di pratica vocale. La sua caratteristica è l'esercizio, la prova, l'agire e la sospensione del discorrere". Tra spettacoli, concerti, dj set, performance, voci "esemplari" e seminari con i "maestri della voce". Info e prenotazioni: tel. 0547 25566 - e-mail info@raffaellosanzio.org - www.raffaellosanzio.org
Il Bronson di Ravenna ospita uno dei fenomeni più interessanti della scena musicale italiana degli ultimi anni: Le Luci Della Centrale Elettrica, il 22 gennaio alle 21 e 30. Il secondo album del ferrarese Vasco Brondi, che ha ricevuto il Premio Tenco con il primo lavoro del 2008, deve il suo titolo a una frase del musicista e scrittore anarchico francese Leo Ferrè: "Per ora noi la chiameremo felicità". Il nuovo album vede la collaborazione di grandi musicisti: Stefano Pilia (dei Massimo Volume), Rodrigo D'Erasmo (degli Afterhours) ed Enrico Gabrielli (che ha lavorato con Vinicio Capossela e Mike Patton). Nelle parole di Brondi l'assurdità e l'instabilità del "campare" d'ogni giorno, l'amore e le suggestioni derivanti dalla poeticità drammatica della fabbrica, la quale è da sempre l'alimento principale di questo progetto musicale.
Gli appassionati del rock pop con il kilt li considerano i precursori dei Coldplay, i radio dipendenti non si tolgono dalla mente il ritornello di "Sing" e chi legge la cronaca rosa si è preoccupato non poco quando nel 2002 il batterista Neil Primrose durante una Tournée in Francia per poco annega nella piscina dell'hotel tuffandosi di testa nella vasca riempita solo per metà. Loro sono i Travis, attivi dal 1995 con tanti buoni sentimenti e nel 2009 Fran Healy, il loro frontman, li lascia per intraprendere la carriera solista.
Lo scorso ottobre pubblica "Wreckorder" e dà una svolta alla sua carriera. Canzoni fresche che hanno innestato nel cantante una nuova linfa creativa. Nonostante i tanti premi vinti con i Travis, dopo la fine del tour mondiale nel 2009, assieme al chitarrista Andy Dunlop, intraprende un tour acustico negli Usa e inizia a registrare a Berlino, suonando quasi tutti gli strumenti - tranne il basso - su cui dice: «Guardi un basso e pensi: sono solo quattro corde, come può essere così difficile? È ancora lo strumento più difficile da suonare secondo me, perché per farlo hai bisogno di un tocco particolare e io non ho quel tocco».
Il calendario del Bronson a Ravenna prosegue con live di alto spessore nel mondo del rock e dintorni. Tre i concerti da evidenziare. Sabato 26 marzo è tutto per i Fu Manchu, band storica statunitense che da più di vent'anni non smette, tra cambi di formazione e uscite di album, di soddisfare gli amanti dello stoner rock più inteso. Sabato 3 aprile, unica data italiana dei norvegesi Ulver, la cui storia creativa li vede esplodere nell'ambito del black metal per poi contaminarsi con stili sempre differenti, approdando fino al folk e all'elettronica del trip hop. Altra data degna di nota è quella dei God is an Astronaut, mercoledì 3 aprile, dall'Irlanda, il progetto più giovane tra i tre, ma con un importante seguito. Musica strumentale appoggiata su crescendo di suoni, sfoghi ritmici e discese malinconiche downtempo descrivono solo in parte la sensibilità espressa dalla band. Info: 333-2097141.
Giovedì 19 maggio dalle 22 un concerto da non perdere per gli amanti del groove e non solo. Dopo il bell'album "Lux", tornano da Chicago i Disappears con il nuovo disco "Guider", uscito qualche mese fa su Kranky (nota etichetta discografica USA), trenta minuti di oscure e ossessive trame minimal-lisergiche. I brani sono tutti ancorati a un ritmo serrato e propulsivo, quasi un'urgenza espressiva per l'ex 90 Day Men Brian Case (voce e chitarra, anche nei Ponys), Jonathan van Herik (chitarra), Damon Carruesco (basso) e Steve Shelley, storico batterista dei Sonic Youth. "Guider" è un disco di garage-wave, psichedelia, ossessività e reiterazione, con distorsioni chitarristiche e drumming incessante, bassi groovey e atmosfere claustrofobiche, trance indotta a furia di procedere ipnotico. Info: 333 2097141
Se vi siete persi il concerto d'apertura del Ravenna Festival, il 7 giugno con Claudio Abbado e l'orchestra Mozart, o la Cinderella di Matthew Bourne è un vero peccato. Ma potete rimediare: la XXII edizione del Festival si protrarrà fino al nove luglio, ed ha ancora tante fiabe da raccontare. Tra musica, teatro e danza: "Fabula in Festival" è il titolo-tema di questa edizione, che s'intreccia con un'altra meta: l'Africa. Così un Singspiel enigmatico come "Il flauto magico" prende il passo danzante del musical nel Mozart's The Magic Flute - Impempe Yomlingo (Teatro Alighieri, dal 30 giugno al 3 luglio), con la regia di Mark Dornford-May, in un Sudafrica insieme moderno e tribale. E dal villaggio di Diol Kadd, in Senegal arriva "Nessuno può coprire l'ombra", re-interpretazione di un classico del Teatro delle Albe, con il Takku Ligey Théâtre di Mandiaye N'Diaye (C.I.S.I.M., dal 14 al 19 giugno). La sezione Scriptor in fabula prosegue i suoi viaggi di parole e musica con "Fantastiche frattaglie: Cibi favolosi per i tempi grami (Rocca Brancaleone, 20 giugno) insieme a Marcello Fois, mentre Paolo Rumiz, giornalista-viaggiatore, va in cerca di Gerusalemme perduta con la musica di Sasha Karlic (Teatro Rasi, 28 giugno). Grandi direttori per la sezione sinfonica del Festival, con Kent Nagano e i Münchner Philharmoniker (Palazzo de André, 19 giugno) e Zubin Mehta con l'Orquesta de la Comunitat Valenciana (Palazzo de André, 29 giugno). Singolare il programma proposto da Esa-Pekka Salonen, (Philharmonia Orchestra, Palazzo Mauro De André, 18 giugno), per la prima volta ospite, che spazia da Mozart a Bartok.
Anna Calvi is back in Romagna, con un nuovo live martedì 21 giugno all'Hana-Bi di Marina di Ravenna (ingresso libero). La musicista inglese, autrice e chitarrista, ritorna quindi dopo la data primaverile al Bronson in cui ha presentato il suo cd di esordio omonimo, apprezzato da pubblico e critica. Si è distinta a livello mondiale grazie alla sua bellissima voce profonda, modulata con una leggera tecnica lirica ruvida e soft al contempo, ma talvolta eccedendone l'utilizzo drammatico nel contesto della struttura dei propri brani. Coprodotta da Rob Ellis, a fianco spesso di PJ Harvey e Nick Cave, la Calvi è seguita a vista come una promessa in crescita nello star system della musica alternativa e rock d'autore internazionale. Info:info@bronsonproduzioni.com
La variegata scena dell'indie-rock e della nuova elettronica, sarà protagonista del Festival 2011 in "Weird Tales" che, con suoi sortilegi e le sue ‘stregonerie sonore' (quattro appuntamenti, tutti alla Rocca Brancaleone, in collaborazione con Bronson Produzioni), riprende fin dal titolo modalità di narrazione sonora già indagate nella leggendaria stagione della psichedelìa e del krautrock per raccontare nuove storie e viaggi che costituiscono altrettante ‘uscite dal mondo', come le definiva Elémire Zolla, ovvero uno dei temi fondamentali dell'universo della fiaba (tema dell'edizione di quest'anno del festival). Protagonista del primo appuntamento (27 giugno) è il mondo fatato e magico dipinto dall'islandese Ólafur Arnalds, un mondo fatto di lievi tocchi di pianoforte su un'algida ma allo stesso tempo avvolgente campitura di eteree basi elettroniche e sonorità d'archi. L'universo sonoro di Ólafur è quello che ha fatto conoscere l'Islanda musicale in tutto il pianeta, dalle suite senza fine di Sigur Ros e Mùm alle ricerche raffinatissime costruite dagli archi e da flebili echi elettronici, che rimandano alla scuola di Johann Johannsson e Peter Broderick, fino al puro classicismo del pianoforte che poi è il vero protagonista della musica di questo visionario compositore post classico.
Con un omaggio a Miles Davis, prende il via, venerdì 28 ottobre, al Teatro Alighieri, la trentottesima edizione di Ravenna Jazz. Due progetti ispirati a momenti diversi della sua carriera: il primo, "About A Silent Way", dedicato alla cosiddetta svolta elettrica e proposto dal guru dell'elettronica martux_m accompagnato da Fabrizio Bosso alla tromba e filicorno, Eivind Aarset alla chitarra elettrica, Francesco Bearzatti ai sassofoni e Aldo Vigorito al contrabbasso. Il secondo invece esplorerà le celeberrime pagine orchestrali create da Gil Evans per il grande trombettista afroamericano con Paolo Fresu assieme ai venti elementi dell'Orchestra Jazz della Sardegna diretta da Giovanni Agostino Frassetto. Le ultime due serate saranno interamente dedicate alla musica di Nino Rota nel centenario della sua nascita. Sabato 29, Uri Caine aprirà con un solo al pianoforte intitolato "Round About Rota" seguito dall'i-Jazz ensemble che, sotto la guida di Gianluca Petrella al trombone, proporrà una rivisitazione jazz-noise delle musiche del compositore milanese.
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




