ARTICOLI CHE PARLANO DI PREMIO_RICCIONE_PER_IL_TEATRO
"La parola del teatro" scrive J. L. Nancy, "non si rivolge più agli dei, ma si scambia tra i mortali che sono ormai soli tra loro". Di questa parola necessaria si fa maieuta il Premio Riccione, che dal 1947 ha percorso una lunga strada in compagnia delle voci più rappresentative del nostro teatro, per diventare il Premio nazionale più importante per la drammaturgia. L'edizione 2011, presentata a Roma il 25 gennaio con grande attenzione da parte di media e istituzioni nazionali, apre una pagina nuova: giovane il neo-direttore, il demiurgo della rassegna "Assalti al Cuore" Simone Bruscia, inedita la giuria, con la riconferma di Umberto Orsini come presidente.
Simone Bruscia, che Premio Riccione sarà?
«È una macchina straordinaria - al centro di tutto c'è la scrittura, fondamento del teatro per me - e complessa. Un'eredità importante che sento di raccogliere da chi mi ha preceduto e introdotto in questa realtà, Fabio Bruschi. Il Premio Riccione è il più antico dedicato alla scrittura teatrale in Italia e il più prestigioso e ambìto, vincerlo ha un valore tangibile. I testi premiati diventano spettacoli in scena nei maggiori teatri italiani, un testo recente, "Happy family" di Genovesi, è divenuto un film di Salvatores: il Premio è un'incubatrice di storie in divenire. E poi è l'unico in Italia a giudicare un'opera ancora in nuce e a farla nascere sul palcoscenico, sostenendone la produzione.
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