ARTICOLI CHE PARLANO DI PREMIO_FELLINI
Novembre è da anni a Rimini l'appuntamento con il premio Fellini e le giornate di studio organizzate dalla Fondazione in onore del maestro riminese. Il 7 novembre, dopo Scorsese, Polanski, Olmi e Oliveira a ricevere il premio sarà il regista americano Sidney Lumet, premio Oscar alla carriera nel 2005. Lumet ha attraversato cinquant'anni di cinema USA. Dal notevole esordio "La parola ai giurati" del 1957, fi lm coerente e impegnato che affronta temi notevoli come il razzismo e i diritti civili, al recente duro e apprezzato "Onora il padre e la madre" del 2007 (proiettato sabato 7 novembre alle ore 21 presso il Cinema Corso con ingresso gratuito). In mezzo alcuni asselli di storia americana come "L'uomo del banco dei pegni" con Rod Steiger, "La collina del disonore" con Sean Connery, "Serpico" e "Quel pomeriggio di un giorno da cani" con Al Pacino. Grande direttore di attori, Lumet ha lavorato con i migliori interpreti. Ha mostrato sempre un notevole talento nell'utilizzare i generi hollywoodiani per raccontare la realtà di un paese. A più di ottant'anni è alle prese con la lavorazione di una nuova pellicola "Getting out".
Dopo le turbolenze gestionali e politiche che hanno accompagnato in questo 2010 la Fondazione Fellini, si riparte dal premio più prestigioso (il Premio Fellini) assegnato dalla Fondazione ad una figura di indubbio talento, Paolo Sorrentino.
Sabato 18 dicembre, dalle mani di Sandra Milo presso la Sala del Giudizio al Museo di Rimini, il regista del "Divo", "L'amico di famiglia", "Le conseguenze dell'amore" e "L'uomo in più" (quasi tutti riproposti in cineteca fra Venerdì 17 e Sabato 18) riceverà il premio assegnato prima a grandi maestri come Sidney Lumet (2009), De Oliveira (2008), Olmi (2006) o Scorsese (2005).
La scelta segna un rinnovamento che guarda con la lente felliniana anche alla poliedricità artistica di Paolo Sorrentino, citerei a questo proposito il recente successo letterario edito Feltrinelli "Hanno tutti ragione".
Il week-end Fellini comincia però giovedì 16 alle 18 con l'incontro "I film nel cassetto di Federico Fellini", dove lo scrittore Carlo Lucarelli dirigerà il progetto del laboratorio "Bottega delle Finzioni" che intende con la supervisione di Ermanno Cavazzoni far elaborare ai partecipanti uno sviluppo narrativo di alcuni capolavori rimasti incompiuti.
Lo stesso giorno inaugurerà la mostra "Federico Fellini e Mimmo Rotella. Un dialogo a distanza" (18.30 galleria Fabjbasaglia).
Faticosamente la Fondazione Fellini cerca la propria via fra i bilanci sempre più magri delle amministrazioni locali. Segnaliamo che anche quest'anno si è riuscito ad organizzare il Premio Fellini, forse l'evento più importante che in questi anni ha legato la memoria del grande cineasta a questo territorio e al mondo internazionale della celluloide.
Il 19 Novembre alle ore 18,30 il premio sarà assegnato a Terry Gilliam da Francesca Fabbri Fellini al Museo della Città.
Il regista naturalizzato inglese che abita in Umbria è uno dei grandi visionari della nostra epoca. Ha iniziato la carriera nel mondo del cartoon e nel gruppo comico surreale Monty Python, per poi trasferire nel cinema la propria magia dell'assurdo e del surreale.
Ricordiamo capolavori fantasy come "Brazil" (1985), "L'esercito delle 12 scimmie" (1995), commedie stralunate come "La leggenda del re pescatore" (1991),"Paura e delirio a Las Vegas" (1998), fino all'ultimo "Parnassus, l'uomo che voleva ingannare il diavolo" (2009).
Le difficoltà produttive del suo cinema sono diventate leggendarie come la sua capacità di rinascere dopo disavventure di ogni genere, vedere a questo proposito il documentario "Lost in la mancha".
In attesa della cerimonia, due camei musicali con Andrea e Gionata Costa dei Quintorigo, Lullo Mosso e Massimo Semprini.
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