ARTICOLI CHE PARLANO DI PERMESSO_DI_SOGGIORNO
L'integrazione degli immigrati ora si misurerà con i punti. Questo è il futuro modello italiano, che vuole essere diverso da quello francese (assimilazione) o quello inglese (multiculturalismo indifferente). Il Ministro Sacconi identifica il modello italiano come quello dell'"Identità e dell'Incontro". In merito ai "punti", gli immigrati dovranno firmare un atto al momento della richiesta del permesso di soggiorno. Con questo accordo, l'immigrato si impegna, entro due anni, a frequentare corsi di lingua italiana, corsi di educazione civica, corsi informativi sugli usi e costumi italiani, il diritto dei figli nella scuola d'obbligo, ecc.
commenti ( 1 )Allo scioglimento dell'Unione Sovietica, nelle famiglie russe, ucraine o di uno qualsiasi dei paesi che ne facevano parte, regnava un solo argomento. Cosa avrebbero fatto per andare avanti ora che l'Unione era sciolta? Con l'economia ferma, non c'era possibilità di trovare un lavoro e quindi di avere la possibilità di tenere un tenore di vita adeguato al sostentamento di una famiglia e ai suoi bisogni, come lo studio dei figli, il cibo, le bollette.
L'unica speranza era rappresentata dal chiedere in prestito una somma sufficiente a lasciare il paese per trasferirsi in un'altra nazione dove era più facile trovare un lavoro. In questo modo molte famiglie si dividevano e i genitori andavano all'estero con la speranza di trovare un'occupazione che garantisse ai figli in patria lo studio e una vita normale. In ogni situazione era necessaria fermezza d'animo, coraggio e fortuna. Perché trasferirsi in un paese straniero significa riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno, trovare un posto dove vivere, un lavoro per mantenersi e mantenere i propri figli in patria. Alcuni partivano e riuscivano a trovare la loro "America" nel nuovo paese, altri invece fallivano e tornavano in patria, in una situazione ancora più aggravata rispetto alla partenza. Ma la maggior parte degli emigranti riuscivano in una via di mezzo. Trovando un lavoro si sostentavano e aiutavano la famiglia in patria, senza però riuscire a uscire dalla situazione difficile in cui si trovavano non avendo abbastanza da poter tornare a casa. Di recente ho incontrato una signora che vive in Italia dal 1996 e che quest'anno finalmente ha ottenuto un permesso di soggiorno.
Dal 9 dicembre 2010, chi chiederà il rilascio del "permesso di soggiorno per soggiornanti a lungo periodo CE" (ex Carta di Soggiorno), dovrà prima dare un esame di conoscenza elementare della lingua italiana (livello A2). Per dare l'esame d'italiano, bisogna rivolgersi agli Sportelli Unici per l'Immigrazione presso le Prefetture, effettuando prima on line una richiesta di prenotazione. Lo Sportello Unico, poi, entro 60 giorni convocherà lo straniero e lo indirizzerà alla scuola convenzionata sul territorio per effettuare l'esame. Ovviamente, chi non passa l'esame, non avrà la Carta di Soggiorno e dovrà ripresentare la richiesta e ridare l'esame d'italiano. Sono esonerati dall'esame: i figli minori di anni 14, stranieri con gravi limitazioni derivanti all'età, da patologie o da handicap, gli studenti che hanno studiato in Italia, stranieri che hanno frequentato corsi di lingua italiana anche serali di livello A2. Per le feste natalizie, quindi, gli stranieri interessati devono leggere "Io imparo l'italiano".
Le persone si spostano e migrano sin dall'alba dei tempi. Migravano da un posto all'altro, formando nuove tribù, popolando nuove terre e difendendole dalle invasioni altrui, creando nuove società.
Dopo la seconda guerra mondiale i confini erano ben marcati e protetti, conseguenza diretta della fine del conflitto. Questo finché le persone non si sono trovate nell'impossibilità di continuare a vivere dignitosamente e hanno iniziato ad emigrare in altri stati dove le condizioni di vita erano migliori, dove vi era più offerta di lavoro e una migliore aspettativa di vita.
Ma una volta arrivati a destinazione, come si trasforma la vita degli emigranti?
La maggior parte, una volta arrivati a destinazione, riescono, tramite sanatorie e decreti che permettono loro di farlo e superando gli innumerevoli ostacoli che si trovano ad affrontare, a trovare un lavoro e garantirsi una vita dignitosa. Questo comporta il fatto che si possano trovare datori di lavoro che non mantengono la parola data, di regolarizzare il proprio lavoro, che porta poi a dover attendere, pagando alte cifre di denaro, in un clima di tensione continua, la messa in regola. E solo i più fortunati dopo una lunga attesa ottengono finalmente il prezioso permesso.
Anno nuovo, tasse nuove anche per gli immigrati! Dal 30 gennaio 2012, è entrato in vigore un Decreto Legge chiamato "Contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno". L'aumento va dagli 80 ai 200 euro, che si pagano al momento della richiesta del rinnovo presso l'ufficio postale. A questa nuova tassa, si aggiungono le spese già in vigore, cioè altri 27,50 (più 1,20 di spese postali), la marca da bollo da 14,62 e altri 30 euro di spese postali. Riguardo la nuova tassa, chi chiede un rinnovo dai 3 ai 12 mesi, paga 80 euro in più. Chi chiede un rinnovo dai 12 ai 24 mesi, paga 100 euro in più. Mentre, chi chiede il "permesso di soggiorno CE a lungo periodo" (ex Carta di Soggiorno), paga 200 euro in più. Praticamente, ora si paga, da un minimo di 153,32 euro ad un massimo di 273,32 euro. Non pagano la nuova tassa i minorenni, compresi quelli arrivati con un ricongiungimento familiare, chi è in Italia per cure mediche (compresi gli accompagnatori), chi chiede permesso per asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari.
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