ARTICOLI CHE PARLANO DI PALAZZO_GHETTI
Palazzo Ghetti in borgo S.Giovanni dopo il recente restauro e la nuova destinazione d'uso non ha praticamente più segreti (storici, costruttivi, strutturali). A completare però la sua esplorazione è intervenuta la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell'Emilia Romagna che sotto la direzione di Maria Grazia Maioli ha permesso di aggiungere ulteriori tasselli conoscitivi durante le fasi di ristrutturazione dell'immobile (2005-2008) con un cantiere archeologico nell'area cortilizia all'interno del fabbricato. Edificio dalla facciata elegante, è dotato di grandi vani e di disponibilità di spazi (come la corte quadrilatera provvista di una 'prospettiva a cannocchiale' con il porticato e il colonnato in mattoni a vista di sicura scenografica suggestione) espressione della raggiunta stabilità economica e del prestigio della famiglia committente, una famiglia della nuova borghesia affermatasi alla metà dell'800. Progettato nel gusto ancora neoclassico dall'architetto Giovanni Benedettini, formato alla scuola di Luigi Poletti, il palazzo era destinato a fabbrica zolfanelli fosforici con relativa segheria a vapore del cav. Nicola Ghetti e impiegava ben trecento dipendenti.
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