ARTICOLI CHE PARLANO DI NOTIZIE_RIMINI

mer 23 feb 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Qualcuno entrando in un bar ha mai consultato la "riproduzione degli articoli 96, 97, 101 TULPS e 173, 176 e 186 del Reg. di Esecuzione del TULPS"? La quale, attenzione, è distinta dal "Cartello con l'Estratto degli articoli del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS)". 
Eppure sono solo due dei trenta documenti che vanno esposti nei pubblici esercizi, pena relative sanzioni. La documentazione necessaria al gestore non finisce naturalmente qui, resta un'altra paccata di carta che va sì posseduta, ma non occorre esporla. 
Tutta - o quasi - questa pletora di burocrazia nasce da un motivo fondato. Eppure la farragine che ne risulta meriterebbe la penna di un Kafka. Per esempio, alla materia dei giochi sono dedicati ben tre distinti atti da incorniciare: la Tabella dei giochi proibiti, rilasciata dal Comune; l'eventuale "denuncia per giochi leciti: gioco delle carte, biliardo, calcetto, ping-pong, ecc." (ma se sono leciti, perché occorre denunciarli?); mentre nella sala biliardo "deve essere esposto in modo visibile il costo della singola partita ovvero quello orario". 
E ancora: l'autorizzazione comunale "all'esposizione delle eventuali insegne e tende" reclama un suo papiro ben in vista, distinto però da quello recante "l'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico per tavolini, sedie, ombrelloni ecc"; eppure l'ente che rilascia queste autorizzazioni è sempre lo stesso, il Comune. Invece, la licenza per avere internet bisogna richiederla al Questore. 

mer 23 feb 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

 

Non si può che osservare con una certa disillusione mista a tristezza la vicenda politico-giudiziaria che coinvolge Berlusconi. In essa si contrappongono due sistemi entrambi malati e fuori del tempo. Da una parte una democrazia ancora ingenua e giovane, ahimé con un elettorato vecchio, dall'altra una giustizia ideologizzata e inefficiente.

Certamente, il fatto che per i suoi primi 40 anni la nostra è stata una democrazia fittizia, in cui una sola parte politica poteva governare, non ha giovato a darne agli italiani una buona immagine. L'idea che 'votare non cambia niente' ha avuto decenni di verifiche sperimentali. Allo stesso modo, l'emarginazione di una parte dell'elettorato ha rafforzato in esso l'idea complementare che dunque per cambiare serve prendere il potere, non votare. 
L'altro dogma del quale gli italiani sono fermamente convinti è: "In galera vanno solo i poveracci". E in effetti, anche di questo le conferme empiriche non mancano. Evasori, truffatori, bancarottieri, politici corrotti, miliardari corruttori, raramente sono stati inquisiti e condannati. Con Mani Pulite parve che qualcosa sarebbe cambiato, ma presto ci si rese conto che, per diversi motivi, la giustizia ci vedeva da una parte sola. Il denaro elargito da Mosca al PCI non fu mai considerato un reato (anche perché ce n'era per tutti, in un modo o nell'altro), e in generale i partiti di opposizione, proprio per una maggiore vulnerabilità, hanno costruito e gestito i loro affari meno puliti con maggiore prudenza. Pensioni d'oro, proprietà immobiliari apparse dal nulla, misteriosi conti esteri, passaggi di denaro tra cooperative e organizzazioni politiche, e soprattutto la capillare gestione della speculazione edilizia locale, non hanno mai attirato l'attenzione degli inquirenti.

 

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

 

"La grave crisi sociale e politica dei Paesi del Maghreb crea il rischio di una vera emergenza umanitaria, le probabilità di fuga di clandestini in Italia sono altissime". Sono le parole di Maroni dopo le notizie giunte da Lampedusa. Il Ministro si riferiva alla Tunisia che ha vissuto il 14 gennaio la fine di una rivolta guidata dai giovani disoccupati costringendo Ben Ali a fuggire dal paese con la sua famiglia. 

In Egitto, invece, la lotta dei giovani per mandare Mubarak a casa ha impiegato circa tre settimana e finalmente ce l'hanno fatta.
I due paesi avevano stipulato con l'Italia accordi in materia d'immigrazione. Accordi che avevano impedito a tanti giovani di attraversare il Mediterraneo anche rischiando la propria vita. Mentre i tassi di disoccupazione nei due paesi erano il doppio di quelli dichiarati dai rispettivi governi. Una situazione sociale diventata ormai insopportabile che ha portato un giovane come El Bouazizi a bruciarsi, senza sapere che con il suo atto ha cambiato finora la storia di milioni di persone.
È importante sottoline

 

mer 23 feb 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ortalli Matteo

Questa volta si sta facendo attendere un po' troppo. Eravamo abituati al classico mese di stacco post feste natalizie e poi a febbraio si ripartiva con coriandoli, party e maschere, ma per adesso a parte qualche fiocchetto e castagnola in pasticceria nessuna traccia del carnevale, slittato insolitamente a marzo. L'attesa è ormai finita e dal prossimo weekend si comincia a celebrare in pub, disco e piazze, la ricorrenza più divertente dell'anno, con appuntamenti per bambini e adulti.
Cominciamo con una brutta notizia per tutti i giovani che da 10 anni attendevano con trepidazione la festa simbolo del carnevale riminese: come già annunciato, nel 2011 si interrompe la storia del Gran Ballo in maschera che i ragazzi del Rotaract organizzavano alla Villa des Vergers. Ma niente paura le alternative non mancano. A partire da "Le Grand Carnaval" il party mascherato in programma venerdì 4 marzo nel suggestivo Palazzo Guidi di Sant'Ermete: cena a buffet, la musica di Chicco Giuliani dj e Adrian Zack, premio alla maschera più bella e navette dai caselli di Riccione e Rimini nel menù della serata a cura di Big Promotion. Sabato 5 va invece in scena il Carnival Party del Life Club di Rimini con il sound rock, pop, funk e disco a cura di Revivalbros e Nicote. Sempre sabato per una notte più rock ci si può spostare a Sant'Aquilina per l'ottava edizione del Qualcosina in versione carnevalesca che si aprirà con il live di Zen Circus e Pan del Diavolo.

mer 23 feb 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Mentre infuriano le polemiche sulla festa dell'Unificazione una domanda sorge spontanea: come può credere all'unità nazionale un Paese che non sa unificare nemmeno i dolci di Carnevale? Non solo ogni provincia ha il suo arsenale di artiglieria dolciaria ad hoc con devastante potenziale calorico, tanto più che, a parte esoteriche specialità di nicchia, come le cattas o la scorrezione di pinocchiata, le specialità carnevalesche italiane si presentano in due modelli base: losanga di sfoglia o pallina di pasta (per noi riminesi: fiocchetto o castagnola). Ma lo stesso dannato pezzetto di pasta fritta e zuccherata, a seconda delle città, ma che dico? Delle frazioni, cambia nome. Basta un paio di chilometri nell'entroterra, e i fiocchetti diventano «chiacchiere», con varie specificazioni: delle suore, delle monache, della suocera, della nonna, del premier. A Bologna e a Venezia le si assimila ai volants degli abiti femminili, e diventano «frappe», «sfrappole», «gale» o «galani», ma nel resto del Nordest sono «crostoli», nel Nordovest sono «bugie» (forse perché si tende a mentire su quante se ne sono mangiate realmente).
Ancora peggio con le castagnole. Due fornai nella stessa via possono venderti con quel nome dolci completamente diversi: sferette compatte cosparse di zucchero o di alchermes o di entrambi, o frittelle gonfie ripiene di crema o di nutella. 

mer 23 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Giovagnoli Luciano

Con un concerto di Enrico Rava, accompagnato al pianoforte da Danilo Rea, venerdì 25 febbraio al Teatro Fabrizio De Andrè di Casalgrande di Reggio Emilia prende il via la dodicesima edizione di Crossroads, la grande rassegna jazz organizzata dal Jazz Network e dall'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. Nell'arco di tre mesi, una trentina di eventi con importanti protagonisti del jazz nazionale e internazionale, distribuiti su tutto il territorio regionale, formeranno il ricco cartellone di questa edizione. Anche Rimini e dintorni ospiteranno ‘Crossroads' con una serie di interessanti concerti che voglio segnalare. Venerdì 4 e mercoledì 9 marzo i primi due appuntamenti. Il primo, al Teatro comunale di Cesenatico, sarà un omaggio a Django Reinhardt con l'ottimo "Manomanouche quintet" in un repertorio di arrangiamenti di brani del grande chitarrista e compositore gitano. Il secondo, al Teatro degli Atti di Rimini, proporrà un concerto di Franco D'Andrea, uno dei più illustri jazzisti italiani in attività. Fresco del riconoscimento di migliore musicista europeo del 2010 conferitogli dall'Académie du Jazz de France, il pianista meranese festeggerà a Rimini i settant'anni alla guida del suo quartetto, al quale si unirà un'ospite d'eccezione: il trombettista americano Dave Douglas. Un concerto da non perdere!

mer 23 feb 2011 - Notizia di Centro Storico - scritto da Bernucci Annamaria

 

Il popolo lo chiamava "e' bar di sgnur", il bar dei signori. Per oltre un secolo, fino al trasferimento del 2009 nel Borgo San Giuliano, il Caffé Vecchi ha "dato il tono" a Piazza Cavour. Arredi rigorosamente liberty, decori e boiserie in linea con la moda primonovecenesca. Una réclame nel 1909 recitava ‘Pasticceria confetteria del Commercio ditta Fratelli Vecchi'.

Dolci e raffinate pasticcerie e una segreta quanto prelibata ricetta per la piada dei morti, dolce a base di sava, noci e uvette, prodotto in occasione delle festività di novembre, avevano reso rinomato il locale sin dalla sua nascita. L'arte pasticcera era dovuta a Bruno Vecchi e ai suoi fratelli coadiuvati da Ciro Brunori; ressero l'esercizio sino alla metà degli anni '50. Nella gestione della pasticceria compare anche il nome di Giacomo Tamoni, come si evince dall'elenco delle attività commerciali del 1929 (Guida Storico commerciale industriale di E. Camuncoli e G. Ricciotti, 1929). 
La borghesia agiata della città, i nuovi ceti emergenti che i commerci avevano dotato di nuova ricchezza, erano gli avventori privilegiati. Le autovetture, ancora rarissime negli anni ‘10 e '20, parcheggiate davanti alle sue vetrine quando erano ancora le carrozzelle da passeggio a dominare il paesaggio urbano, fanno spiccare questo locale già celebre per gli incontri, le transazioni, le conversazioni e lo svago.

 

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 3 al 5 marzo a Rimini Fiera si svolgerà Ebook Lab Italia, la mostra-convegno per tutti i professionisti dell'editoria digitale sul mercato italiano: dai produttori hardware ai librai, dalla grande distribuzione agli editori, dagli sviluppatori di software dedicato agli autori e ai loro agenti, fino ai mestieri più tradizionali. Tutti chiamati, dalla rivoluzione digitale, a reinventare il proprio mestiere, e a cogliere nuove opportunità.

Al centro dell'evento una nutrita serie di seminari e laboratori. Perché non è più tempo di ragionare sul se del mercato degli ebook e dell'editoria digitale, ma è tempo di approfondire il come, di studiare, provare, imparare, sia dal punto di vista tecnico-produttivo che da quello strategico e di mercato.
Ebook Lab Italia non nasce dal nulla: i suoi ideatori si sono a lungo confrontati con le esperienze maturate soprattutto in area anglosassone, primi tra tutti i due eventi di maggior valore sul mercato USA: Tools of Change e dal Digital Book World.  

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

"Contro la secessione faremo le barricate". Dichiarazioni che non arrivano dal nord-Africa in rivolta, ma dalla fin qui placida Pesaro, per voce del presidente della provincia Matteo Ricci. Motivo del bellicoso proclama, la volontà di Sassofeltrio e Montecopiolo di aggiungersi ai sette comuni feltresci già passati a Rimini. Dove invece tutti, dal presidente Vitali in giù, li aspettano a braccia aperte.
Ma chi di secessione ferisce, di secessione perisce. La Regione ha infatti autorizzato la raccolta di firme per la richiesta di referendum per la costituzione di Viserba come comune autonomo da Rimini. Entusiasta il promotore Eugenio Giulianelli: "Ora dovremo raccogliere almeno 5mila adesioni".

mer 23 feb 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La perversa miscela di ansie confindustriali e cialtroneria leghista non è dunque riuscita ad imporre la vergognosa "festa non festa" del 150° dell'Unità d'Italia. E sì che al grufolante "bisogna lahurà!" di Calderoli aveva fatto eco la stitichezza intellettuale dello stoccafisso parlante che funge da ministra dell'Istruzione, per la quale il modo migliore di onorare 17 marzo sarebbe stato far finta di niente. Solo il soldatino di latta La Russa aveva tentato un'obiezione; ma timida, poiché di fronte alla protervia della Lega, da galletto è costretto a farsi cappone ed a contenere gli istinti, compreso quello di menare: di qui il "picchiatore in pillole" che abbiamo visto scalciare stizzosamente il giornalista di Anno Zero al "mutanda party" di Giuliano Ferrara, il quale è così passato dalla "difesa della vita" a quella di chi si trastulla con le "donne di vita". Gli anatemi contro "i bacchettoni" lanciati al "Bunga Bunga Pride" dai labbroni a camera d'aria di comare Santanché ricordano - mutatis mutandis, è il caso di dire - la barzelletta del leghista accusato di razzismo: "Razzista io? Son loro che son negri!" Ovvero: "Puttaniere Lui? Siete voi che siete moralisti!" «Queste donne scese in piazza mi disgustano, sono deboli, senza spessore valoriale», aggiunge in loco la Consigliera Provinciale del Pdl Mascioni: che confonda i valori con i bonifici? 

mer 23 feb 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Redazione

Dal 4 marzo parte il ciclo di incontri in Cineteca (a Rimini) organizzato da Roberto Naccari. I sei incontri serviranno per esaminare l'evoluzione del linguaggio cinematografico attraverso film, registi, movimenti, stili, evoluzioni tecniche e industriali che ne hanno determinato lo sviluppo. Il corso si propone di fornire adeguati strumenti critici alla lettura consapevole dei film. Il 4 marzo si parlerà delle origini del cinema e la nascita del linguaggio (1880 -1919), l'11 de "Le avanguardie e l'apogeo del cinema muto (1920 -1929)", il 18 il tema sarà "Lo sviluppo del cinema sonoro (1927 -1945), il 25 si parlerà de "Il cinema del dopoguerra (1946 - 1960)". Il 1 aprile "Il cinema come arte e l'idea di autore (1958 - 1970)" e infine l'8 aprile "Il cinema contemporaneo e postmoderno". Il costo è di 60 euro e le domande di iscrizione possono essere presentate in Cineteca oppure inviate per email cineteca@comune.rimini.it o per fax al 0541.704480.

mer 23 feb 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Burlesque 
Di Steven Antin con Alan Cumming, Cher, Christina Aguilera e Stanley Tucci. 
Musical contemporaneo interpretato dalla cantante Christina Aguilera affiancata da Cher. Le premesse erano tutte per un nuovo "Showgirls" (ricordate? Meglio di no!), invece il musical non è malaccio, prevedibile ma con ottimi numeri musicali e un dialogo spigliato. Per chi cerca lo spettacolo al cinema. Per i fan dell'Aguilera e per...appassionati di chirurgia plastica!


Rabbit Hole 
Di John Cameron Mitchell con Aaron Eckhart, Dianne Wiest e Nicole Kidman. 
Persa nelle strade della vanità botulinica la Kidman si ritrova con un film drammatico e forte. Si può sopravvivere alla morte di un figlio? Come? La coppia protagonista funziona e porta il film sulle proprie spalle. Per chi ama un cinema di scrittura e recitazione.

mer 23 feb 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Ingredienti: 
400 g. di farina bianca 
50 g di zucchero 
80 g di burro 
2 uova 
1 cucchiaino da caffè di lievito vanigliato
la scorza grattugiata di 1 limone  
zucchero a velo
una presa di sale 
olio per friggere

Preparazione: 
In una terrina ammorbidire il burro, incorporare lo zucchero e poi le uova, uno alla volta, mescolare e aggiungere la buccia grattugiata del limone, un pizzico di sale e tanta farina quanto basta per ottenere un impasto morbido, aggiungere il lievito. Con un cucchiaio fate delle palline, grandi come una noce, che lascerete cadere dentro l'olio bollente. Appena la pallina assume il colore dorato toglietela e preparatela per essere servita con lo zucchero a velo.

mer 23 feb 2011 - Notizia di il taccuino della tavola

L'etimologia della parola Carnevale - in origine riservata al martedì grasso o lovo come si dice in Romagna - per i più viene dall'esortazione a carnem levare alla vigilia dell'astinenza quaresimale, e ne rafforza lo status di festa dell'eccesso rituale, anche a tavola. Del resto, tutta la settimana che precede il mercoledì delle Ceneri (popolarmente San Grugnon) era ab antiquo dedicata a ogni sorta di crapula: scrive il De Nardis (L'anno, in "La piè" 2, 1946): "La settimana lova, dal mercoledì della grassa all'ultimo dì del Carnevale stesso - cioè il martedì lovo, vigilia delle Ceneri - è un tempo pazzo e fragoroso. Nelle famiglie, a Carnevale, si mangiano le castagnole vuoi fritte nello strutto che cotte al forno, e la piada guernita dei ciccioli più sucosi. Le imbandigioni sono varie quanto mai. Il martedì lovo è il giorno in cui si dovrebbe mangiare sette volte addirittura". E degli sfrapàl, ciàcar castagnol e dolcetti fritti che prepariamo ancor oggi parla anche Eraldo Baldini. Carnevale nell'antica cultura agraria romagnola era una festa del ciclo invernale che celebra il passaggio dell'anno e la rigenerazione del tempo, attraverso la messa in scena del caos, del rovesciamento dei ruoli e l'abbondanza alimentare, che per magia imitativa doveva propiziare un ricco raccolto.

mer 23 feb 2011 - Notizia di healthness - scritto da Bellentani Rita

Fate la "prova bruschetta". Una fetta di pane abbrustolito, da condire con un filo del nostro olio extravergine, verde e profumato, racconta più di mille parole. Perché la tradizione dell'olivicoltura ha interessato le colline del nostro entroterra affacciate sul mare sin dall'epoca villanoviana, e Rimini può essere definita una piccola capitale dell'olio extravergine di qualità, con una produzione che incarna i principali valori guida del settore: grande attenzione alla qualità e provenienza certificata, con la D.O.P. Colline di Romagna. L'olivo, presente un po' dovunque, trova la sua massima concentrazione nella provincia di Rimini, privilegiando le colline della Romagna del sud, confine tra le Marche e la Toscana. L'olio prodotto ha una personalità complessa e multiforme, che varia di zona in zona: più contadino quello della Valmarecchia e più delicato quello della vallata del Conca. Ma tutti di ottima qualità, grazie al recupero degli antichi cultivar autoctoni. Come il Correggiolo e Leccino, con eventuale aggiunta di Pendolino, Maraiolo e Rossina. La raccolta delle olive avviene tra il 20 ottobre e il 15 dicembre con spremitura a freddo, effettuata entro due giorni dalla raccolta. Per ottenere un olio extravergine buono e sano, il migliore dei condimenti, con eccellenti capacità organolettiche e bassissima acidità, quasi privo di colesterolo "cattivo" e senza grassi saturi, che grazie al suo contenuto di vitamina E, di protovitamina A e di antiossidanti ha un effetto protettivi sulla salute.

mer 23 feb 2011 - Notizia di sport - scritto da Pirroni Enzo

Voglio ricordare un vecchio allenatore del Rimini: Renato Lucchi. Pur essendo cesenate, Lucchi ha dato tantissimo al calcio riminese dei primissimi anni sessanta. E' stata una lunga strada quella percorsa dal tecnico di Cesena. Forse in un voluminoso libro si potrebbe, in maniera approssimativa, raccontare i trionfi, gli insuccessi, le giornate esaltanti come quelle tristi e disperate. Per un'intera esistenza Lucchi, ha rimestato nel calderone della pedata, percorrendo tutte le stazioni di un'ideale via crucis, che lo ha portato dagli spelacchiati campi di provincia ai grandiosi palcoscenici della serie A. 
Quando si mise al timone della derelitta navicella biancorossa (era l'inverno del 1960), in Romagna era già famoso. Un vero Capitan Fracassa, dal fisico possente e dalla mente pronta. Ha sempre saputo infondere, nell'animo dei suoi giocatori, un incredibile impeto agonistico. Lo accusavano, i soliti palati fini, di essere un "catenacciaro", di anteporre il risultato al bel gioco. Tutte balle. Il tecnico di Cesena, che per tre stagioni (anche se a più riprese) fu alla guida del Rimini, oltre ad essere un profondo conoscitore di uomini, era anche un tattico di prim'ordine. Sergio Gianni, che fu un suo giocatore, lo ricorda come un vero trascinatore: "Sapeva caricarti come nessun altro. Riusciva da noi tutti ad ottenere il massimo.

mer 09 mar 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Così va un po' meglio. La Sala degli Archi non è bastata per contenere la folla che domenica è accorsa per sentire i giudici Daniele Paci e Piergiorgio Morosini su "Romagna mafiosa?". Marco Lombardi, coordinatore provinciale del Pdl, chiede che i prossimi programmi elettorali mettano "al primo punto la lotta con ogni mezzo disponibile a questo pericolosissimo fenomeno, come precondizione a ogni altro programma amministrativo". 
L'assessore provinciale al turismo Fabio Galli vuole che gli hotel che si collegano alla questura per trasmettere i dati in tempo reale godano di precedenze nell'accesso ai finanziamenti regionali. Tutte le forze politiche e sociali si stanno mobilitando.
Sì, va un po' meglio, rispetto alla prime reazioni all'Operazione Vulcano di Ros e Dda di Bologna. Operazione che ha portato all'arresto di 10 persone facenti parte di tre diversi clan camorristici, in combutta per praticare estorsioni e prestiti a tassi usurari nei confronti di imprenditori del Riminese e di San Marino, con un interesse particolare per il Titano. Intanto la Guardia di Finanza di Pesaro sequestrava 22 milioni in beni di provenienza "riconducibile a interessi mafiosi".

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"(...)Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia (...). Torino, addì 17 marzo 1861". È la legge n. 4671 del Regno di Sardegna, proclamazione ufficiale del Regno d'Italia. 17 marzo 2011: da uno speciale annullo filatelico all'aquilonata tricolore, dalla presentazione di libri sul Risorgimento "dalle nostre parti" alle cerimonie di omaggio... sono tante le iniziative per il 150nario dell'Unità d'Italia. Difficile raccontarle tutte: ma si può provare a dare un percorso ragionato. A cominciare dall'antivigilia, il 15 marzo. In Cineteca a Rimini è già in corso, per proseguire fino al 29 marzo, la rassegna "Noi credevamo a La presa di Roma", incontri tra cinema e storia introdotti da Miro Gori, che il 15 propone "Senso", di Visconti, con commento di Piero Meldini (ore 21, ingresso libero). Due gli appuntamenti alla Biblioteca Gambalunga, con bibliografia e scaffali tematici: fino al 31 marzo, "Scrittrici d'Italia. Dal Risorgimento alla Repubblica. Libri in biblioteca da leggere, consultare, prendere a prestito" e dal 15 marzo al 2 aprile la mostra "Felice Italia, indipendente Italia", con cartoline ‘risorgimentali' per gli utenti. Il 15 marzo ci sarà anche l'inaugurazione della mostra "Francesca d'Italia - Rimini dalla Rivoluzione giacobina a Trieste liberata" (Museo della Città, ore 17). Il 16 marzo, a Santarcangelo, vigilia con "Segni, lapidi e letture. Un percorso nella Santarcangelo dell'Unità d'Italia", con partenza dall'ufficio IAT alle 20.30.

mer 09 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Qualche settimana fa un cartello all'ingresso della chiesa dei Paolotti avvertiva i fedeli che la funzione delle 7.30 sarebbe stata sospesa. Nello stesso periodo il Conad di via Serpieri annunciava alla spettabile clientela che l'orario d'apertura veniva anticipato alle 7.30. Ce ne sarebbe abbastanza per un fervorino moralistico-gozzaniano sul trionfo del materialismo e del consumismo sullo spirito religioso. 
Addio, tenere vecchiette nerovestite acquattate sulle panche a biascicare salmi responsoriali, nella mistica penombra senza tempo, tra sentori di incenso e di gladioli avvizziti, mentre fuori ferve il profano e insonnolito trantran delle sette e mezza! O empi, che disertate le navate per affollare le corsie dei supermercati! Invece di presentarvi di buon mattino alla casa di Dio per rifornirvi di pane degli angeli (in senso dantesco, non di lievito per dolci), voi uomini moderni (e segnatamente donne) preferite correre al Conad per accaparrarvi l'alberghiero di Fellini o il toscano di Cocciolo, prima di andare a inseguire vane chimere di carriera o ricchezza. Ussignùr, che tempi, dove andremo a finire, abbiamo perso i valori, ecc. 

mer 09 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Per il 17 marzo la Federalberghi aveva proclamato uno sciopero di protesta contro il ritorno della tassa di soggiorno, prevista come "facoltativa" dalla riforma del federalismo fiscale. Ma poi l'associazione ha deciso di sospendere lo sciopero "unicamente per onorare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e non arrecare ulteriore danno al settore turistico". Gli alberghi saranno dunque aperti, ma esporranno locandine di protesta e fasce al braccio del personale.
L'associazione conferma comunque lo stato d'agitazione della categoria e invita le imprese associate a portare avanti la protesta pubblica, per ribadire ai Comuni la ferma opposizione all'introduzione dell'imposta e fare pressione sul regolamento che ne detterà la disciplina di attuazione.
Intanto gli amministratori locali di mezza Italia mettono le mani avanti: nessuno si dice favorevole alla tassa, ma tutti fanno sapere che potrebbero essere costretti a ricorrervi. Con tanto di casi di "pentitismo": il leghista Marino Finozzi, assessore regionale al turismo del Veneto e fra i primi sostenitori della tassa, ora dichiara: «E' una tassa in più, un errore attribuirla ai Comuni».

mer 09 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Giunta alla 23a edizione, ENADA PRIMAVERA 2011, Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco, si conferma, insieme a Enada Roma, manifestazione leader in Italia e in Europa ed appuntamento irrinunciabile per il settore.
La manifestazione dellAssociazione SAPAR, riservata ad un pubblico professionale, è organizzata da Rimini Fiera dal 16 al 19 marzo con il patrocinio di AAMS, il supporto di EUROMAT e in collaborazione con le principali associazioni del settore.
Sono 4 le giornate a Rimini in cui si incontreranno tutti i protagonisti del mondo dei giochi in un´ottica di business to business.
L´area espositiva si estenderà su 8 padiglioni, su una superficie di oltre 40 mila metri quadrati e vedrà la presenza di oltre 400 espositori.


mer 09 mar 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Avere a disposizione queste righe su Chiamami Città è per me ormai un'abitudine. L'articolo più vecchio che trovo nelle budella del mio PC è del 1988. Ventitre anni fa, quando iniziava l'avventura di questa testata, guidata dall'amico Giuliano Ghirardelli.

Mi sembra impossibile ora pensare che per oltre vent'anni ho servito le mie parole ai riminesi. Ovviamente non ricordo tutto quello che ho scritto. Probabilmente se mi mettete di fronte una frase non la riconosco neppure. Il sentimento che provo è di paura: chissà quante contraddizioni tra le mie affermazioni. Chissà quanti errori! E certo, qualche pezzo buono lo avrò tirato fuori. Ma in questi giorni in cui una bufera aspra martella la Romagna, quello che provo è timore. Compiacersi per le proprie parole è forse l'unica soddisfazione per noi scribacchini, e non mi perdo mai il piacere di leggerle stampate appena il giornale mi arriva a casa. Ma se ci si limita a questo si è ben miseri scrittori. L'arte -si sa- è lunga, e la vita è breve, intendendo arte nel vero senso del termine, cioè artigianato. E apprendere la propria arte è cosa che non ha fine e dà sempre soddisfazione.
Pubblicare su un giornale, però, non è solo arte. E' un atto civile. Ogni volta mi chiedo: "Ma perché dovrebbero leggermi?". E di qui nasce quello che scrivo, dalla capacità di darmi una risposta. Sbaglierò, certamente, di frequente e molti lettori deposto il foglio si diranno: "Ma potevi andare a fare una passeggiata?" Tuttavia, mi hanno negli anni confortato tanti apprezzamenti, a volte persino eccessivi, perché chi ti approva ti approva con tutto il suo ardore, e chi ti disprezza altrettanto, quando si tratta di parole. In genere però ho creduto, se non di dire il giusto, di far pensare a un tema, anche in disaccordo, ma di far riflettere. 

mer 09 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

«Il nostro amico Silvio Berlusconi non è interessato solo alle ragazze; ad esempio è impegnato nella soluzione dei problemi ecologici»: firmato Vladimir Putin. Si potrebbe obiettare che non sembra, visto che Lui preferisce il costoso gas russo alle semigratuite energie rinnovabili di cui sarebbe ricca l'Italia; o che ha buttato dalla finestra trecento milioni di nostri euro per boicottare il referendum sul ritorno al nucleare, impedendone lo svolgimento contestuale alle elezione amministrative di maggio. Ma come dicono a Roma, "nun stamo a guardà er capello". L'autorevole "testimonianza a discarico" di Putin serve invece a smentire che l'immagine di Berlusconi susciti nel mondo solo discredito e ironico compatimento; chiarisce che è frutto d'invidia la sfrontatezza con cui i giornali stranieri si chiedono cosa aspettino gli Italiani a liberarsene; certifica che c'è gra simpatia dietro al fiorire di carri carnevaleschi che, da Stoccolma a Rio, mimano il pecoreccio trenino notturno di Arcore. E se c'è chi arriva addirittura ad enfatizzare la notizia che in Madagascar è diventato un insulto dare a qualcuno del Berlusconi, ciò dovrebbe far capire che ha ragione Borghezio quando grugnisce "negher e terun fora di bal". È dunque un bel gesto di solidarietà verso il suo omologo italiano, quello compiuto dall'oligarca russo, che insieme al dittatore bielorusso Lukashenko e al padrone del Kazakistan Nazarbayev forma il trio dei soli amici rimasti al nostro Premier.

mer 09 mar 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Per 4 persone

1 kg farina
Gr 70 strutto (o mezzo bicchiere olio d'oliva)
Un pizzico di bicarbonato
Acqua tiepida q.b.
Un pizzico di sale
1 kg e mezzo rosole 
1 spicchio d'aglio
Pepe q. b.

mer 09 mar 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«Mio padre mi diceva "An so se l'è nasù pròima al rósli o la pida"», scrive Roberto Giorgetti in "E' Magnè", e continua ricordando che "con l'arrivo della primavera la campagna si riempiva di ogni ben di Dio: erbe spontanee per cene serali, erbe aromatiche per minestre, intingoli e frittate". Rosole - la rosetta di foglioline e i germogli del papavero prima della fioritura - e cassoni: un connubio antico come il tempo. Come la raccolta competente e paziente delle erbe mangerecce: la prima menzione sistematica è nel trattatello cinquecentesco "De l'insalata e piante che in qualunque modo vengono per cibo de l'homo" del medico Carlo Felici, che ne elenca decine di varietà. Da risorsa in un'economia di sussistenza com'era quella contadina le erbe di campo sono state canonizzate in una vera e propria "cultura delle insalate". Altro che "piada e scarpegni tutte le sere", e per bisogno, come raccontava un contadino di San Lorenzo a Monte a Liliano Faenza, nel 1959. La conoscenza e la raccolta della misticaènza, misto di erbe selvatiche in fiore, oggi è una must per gourmand attenti al territorio. L'elenco ce lo dà Graziano Pozzetto ("Cucina di Romagna", Muzzio ed.), che le cita in dialetto secondo "il verbo del maestro Libero Ercolani": tarassaco (castracân, pèsa a cân, pèsa a lët) valerianella (mazaprit, mundsèn, amnadëla, caslèna), radicchi di campo (radècc ad câmp), rucola selvatica (ròcla sambêdga) rosolaccio (rösla et al.). E la vitalba, gli scarpigni, la borragine, l'ortica... Una tavolozza di sapori diversi, da accordare armonicamente: dolce quello della vitalba, amarognolo quello degli asparagi selvatici, appena piccante la borragine...

mer 09 mar 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Manuale d'amore 3" di Giovanni Veronesi con Carlo Verdone, Donatella Finocchiaro, Laura Chiatti, Michele Placido, Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Robert De Niro e Valeria Solarino.
La grande novità, rispetto ai due film precedenti, è rappresentata dalla presenza di un Robert De Niro, ormai bollito, che recita in italiano e sceglie i film per girare i ristoranti del mondo. Diviso in tre capitoli, giovinezza, maturità e oltre, "Manuale d'amore 3" rinuncia in parte alla comicità degli altri episodi sottolineando maggiormente la riflessione. A me sembra il solito noioso prodotto De Laurentis. Veronesi ha dichiarato che arriverà al numero cinque. Una minaccia?

"Il gioiellino" di Andrea Molaioli con Remo Girone, Renato Carpentieri e Toni Servillo
Una grande azienda agro‐alimentare ramificata nei cinque continenti e quotata in Borsa, un gioiellino. Vi ricorda qualcosa o devo aggiungere la città di Parma come riferimento ultimo? Molaioli, con un cast che merita da solo il prezzo del biglietto, dopo il grande successo de "La ragazza del lago" si avvicina al racconto contemporaneo e sociale non dimenticando il pathos del thriller. Per uscire dall'Italia leggera di questo triste periodo.

"I ragazzi stanno bene" di Lisa Cholodenko con Annette Bening, Eddie Hassell e Julianne Moore. 
Una famiglia al centro di una commedia tradizionale ricca di humor, di una buona scrittura e di ottimi interpreti. Solo il cinema indie americano poteva sdoganare abilmente la maternità e la retorica della famiglia all'interno della coppia omosessuale. Le protagoniste della commedia della Cholodenko madri di due figli adolescenti sono lesbiche. La carta vincente del film è quella di mostrare la normalità della situazione e costruire una semplice commedia tradizionale americana.

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Non ci sono più parole potenti", lamenta Canetti in "La provincia dell'uomo". Un motivo per farlo ricredere potrebbero essere le due proposte messe in campo a Rimini e Misano: incontri di parole per condividere idee. A Misano l'11 marzo partirà la rassegna "Ritratti d'autore - Letture e commenti ad alta voce", a Rimini a fine marzo incontreremo il filosofo francese Jean Luc Nancy. "Ritratti d'autore", quarta edizione della rassegna promossa dalla Biblioteca Comunale di Misano, propone quest'anno sei appuntamenti del venerdì. L'11 marzo Eva Cantarella, docente di Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all'Università di Milano, compirà il periplo di una delle opere fondamentali della civiltà occidentale, L'Odissea di Omero, luogo seminale dell'avventura umana della conoscenza. Il 18 marzo sarà la volta di Piergiorgio Odifreddi, matematico e filosofo, con l'"Introduzione alla filosofia matematica" di Bertrand Russel. Dai concetti alla base della matematica alle domande "ultime" sul senso e il fine di questa disciplina ingiustamente ostica ai più. A proseguire il percorso, lo scrittore Maurizio Maggiani con "I Miserabili" di Victor Hugo, il 25 marzo. Un libro colossale, "con la fraternità per base e il progresso per cima", come lo definì l'autore. Al filosofo Carlo Sini, il primo aprile, è affidata la "Genealogia della morale" di Friedrich Nietzsche, tre dissertazioni del 1887, unicum profetico nella produzione del filosofo tedesco.

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

Manifesta per la sua quinta edizione ha scelto il sottotitolo "decrescita". Un appello a quella "decrescita felice" che dai testi di Pallante ci richiama alla responsabilità individuale nel ripensare i nostri valori nel segno di una nuova sobrietà, adesso che crescita e sviluppo illimitati si sono rivelati un mito distruttivo. Dal 12 marzo (inaugurazione alle 17) fino al 20, al Palazzo del Podestà, collettiva di artiste "La stanza segreta - i tragitti dei legàmi", con "Giochi di Parole a 3 dimensioni" di Gianni Zauli. Altri incontri: il 13 marzo (ore 21, Teatro degli Atti) Simone Perotti e Daniele Biacchessi in "da Adesso basta a Avanti Tutta - reading sul cambiamento". Lunedì 14 marzo (ore 17.30, Sala del Giudizio al Museo della Città) Carla Ravaioli, giornalista e saggista, ci chiederà "Crescita. Fino a quando?", mentre il 15 (Istituto Lettimi, ore 21) la scrittrice Michela Murgia, Premio Campiello per "Accabadora", affermerà che "Noi siamo un'altra storia". Il 17 marzo in Cineteca (ore 21) film "La Politica del Desiderio" e incontro con Flaminia Cardini e Pinuccia Barbieri, Libreria delle donne (Il film sarà introdotto dalle registe Manuela Vigorita e Flaminia Cardini). Venerdì 18 marzo (ore 21, Teatro degli Atti) "Donna manager in alto mar" lettura scenica con Marina Massironi. Info: tel. 0541 704982.

mer 23 mar 2011 - Notizia di primo piano - scritto da D'Angeli Mara

Il 2011 si presenta per la riviera romagnola come un anno complicato. La crisi economica, ben lontana dall'essere risolta, peserà ancora per diverso tempo sull'andamento turistico. Ne è convinto l'assessore regionale al turismo Maurizio Melucci: "Lo scorso anno si è concluso discretamente, con valori positivi per quanto riguarda gli arrivi, un po' meno per le presenze. Risultati buoni sì, ma ottenuti per lo più grazie a pacchetti turistici particolarmente accattivanti. E infatti i fatturati anche nel 2010 hanno risentito di un calo". Il problema sul mercato interno, spiega Melucci, c'è e continuerà ad esserci. Perchè il reddito delle famiglie italiane si è abbassato vertiginosamente. Quando pagare l'affitto e fare la spesa diventa una corsa ad ostacoli, il pensiero di una settimana di vacanza sparisce da ogni fantasia. 
"In questo quadro - continua Melucci - la tassa è un errore gravissimo. Di carattere culturale ancor prima che economico. Perché si pensa sempre al turismo come a una mucca da mungere". Molti sindaci italiani, secondo Melucci, cadono in errore dando per scontate le affluenze turistiche nelle loro città e, piuttosto che mettere le mani in tasca ai propri cittadini, pensano a quelle dei turisti, convinti che non ci sarà nulla a stancarli, meno che meno una tassa di soggiorno. Ragionamento comprensibile, spiega l'Assessore, ma non in un'ottica di competitività, già compromessa a livello europeo da un'IVA troppo alta rispetto ai concorrenti. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Costantini Claudio

E' di due settimane fa la vicenda di una studentessa rifiutata da una albergo per uno stage perché, per sua tradizione, portava lo hijab il velo islamico. Un caso che avrebbe potuto innescare incomprensioni, accuse di intransigenza, di fondamentalismo e perfino di razzismo. Fortunatamente non è stato così. E questo lo si deve alla maturità dei protagonisti, della ragazza in primo luogo, della scuola e degli albergatori riminesi. Ognuno ha espresso - senza voler entrare nel merito - le proprie ragioni poi si è trovata una soluzione senza costringere alcuno a fare cose contro le proprie convinzioni. Sono sempre più numerosi i lavoratori immigrati che lavorano nella nostra industria del turismo, alberghi, pensioni, bar. In molti esercizi sono la maggioranza e sono ormai indispensabili per il loro funzionamento. Una risorsa non solo per il lavoro perché ognuno porta con sé una cultura e tradizioni con le quali si deve confrontare e se ciò sarà fatto, con la dovuta apertura mentale, porterà senz'altro ad un arricchimento reciproco.

mer 23 mar 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ortalli Matteo

Un'opera ricca di passione, che solo un artista riminese poteva esprimere e trasmettere, un'immagine che riconcilia la città col suo mare toccando le più profonde corde della riminesità: è stato presentato lunedì 21 marzo il manifesto balneare 2011 firmato quest'anno dal celebre writer Davide Eron Salvadei.
Per la prima volta nella storia dell'affiche balneare (dal 2000 a oggi) si è scelta la spray art, affidandosi alla bomboletta di un riminese che negli anni si è fatto conoscere al mondo intero (le sue opere sono state esposte dal Museo di arte Moderna del Cairo sino al Chelsea Art Museum di New York) mantenendo ben saldi i legami con la sua città. Legami che emergono in quest'opera ricca di passione e amore per Rimini, un dipinto che rientra nel percorso artistico "mindscape" al quale Eron sta lavorando in questo periodo e in cui disegno, scrittura e realismo convivono all'interno di una stessa opera, riuscendo a dare una sorta di consistenza fisica al pensiero. Troviamo quindi rappresentato l'elemento più caro ai riminesi, il mare, tratto identitario che per la prima volta è l'unico protagonista, senza intermediazioni, della capacità evocativa di Rimini: non più sfondo di una città che valorizza quanto c'è attorno, ma vero protagonista di una Rimini che ha nel mare e nell'estate la sua naturale vocazione. "Nel cielo, all'orizzonte, la scritta Rimini si integra perfettamente nel paesaggio come un elemento naturale - spiega il writer - illuminando l'acqua e la sera, sia fisicamente che concettualmente. E' un'idea nata in modo naturale, spontaneo: tra progettazione e realizzazione ho impiegato una settimana".

mer 23 mar 2011 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Bernucci Annamaria

Una storia di mare, di fiumane e di salvataggi miracolosi sta dietro alla venerabile immagine della Madonna della Scala e dell'omonima chiesa che sull'argine sinistro del Marecchia si erge ancora nella sua sobria veste architettonica di origine settecentesca. Tutto iniziò il 2 luglio 1610 quando uno sventurato giovane fu inghiottito col suo cavallo dal fiume in piena, e affidando le sue preghiere e il suo sguardo alla piccola madonna dipinta sul muro del torrione d'angolo che delimitava dai tempi di Pandolfo Malatesti e di suo figlio Galeotto l'ingresso del porto, fu salvato.
Il prodigio innescò una devozione popolare tra gli abitanti del borgo S.Giuliano e del porto. 
Grazie alle offerte sorse una piccola cappella che accolse l'affresco miracoloso, staccato dal muro del torrione e posto sopra l'altare della celletta, per iniziativa del ‘paron' di barca Giovanni Anzi e del padre Gregorio Affini priore della chiesa di S.Giuliano. La chiesa era stata finanziata proprio "dalla marinarezza e da poveri habitatori del Borgo, capo de' quali era stato sempre Giovanni Zangi pescatore e patron di barca..". Già dal 1611 si propose l'ampliamento dell'oratorio ma si dovette attendere il 1718 anche a seguito di crolli e guasti causati dai continui straripamenti del fiume per veder realizzata la prima riedificazione della chiesa, ingrandita nella struttura e nella pianta. La chiesa entrò a far parte del patrimonio delle soppressioni napoleoniche del 1797 e passò alla nobile famiglia Martinelli che ne garantì tuttavia l'apertura al culto.

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il sindaco si dimette a sorpresa, un commissario anche a Coriano?
Luigina Matricardi getta la spugna. In carica da appena due anni, il sindaco di Coriano il 21 marzo ha rassegnato a sopresa le dimissioni nel bel mezzo di un consiglio comunale. Nella lettera consegnata al segretario comunale, Matricardi parla di "gogna mediatica" e "clima di terrore". Ora per il comune di Coriano si profila il commissariamento sempre che, come prevede la legge, il sindaco non ritiri le dimissioni entro 20 giorni. Coriano era finito più volte nella bufera: buchi di bilancio che l'avevano fatta comparire in una poco lusinghiera classifica del Sole 24 Ore, esposti dell'opposizione alla Corte dei Conti, indagini giudiziarie sull'area produttiva del Rio Melo.

mer 23 mar 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Oggi è stata la giornata del 150esimo anno dell'Unità d'Italia. L'ho passata per motivi famigliari percorrendo la Romagna da Rimini a Faenza e ritorno. Una delle aree storiche dei mazziniani e del Partito Repubblicano. Mia nonna mi raccontava che sua mamma le raccontava di quando i repubblicani (pericolosi estremisti) sparavano ai papalini dietro mucchi di neve. E di quando catturarono un gruppo di preti, tagliarono loro i codini (tipici dell'acconciatura del clero) e li appesero a ghirlanda di traverso al Corso spalmati di letame. La nonna, buona credente, diceva che il Signore li aveva puniti per questo. I repubblicani, ovviamente.
Da una parte questo centenario mi è piaciuto per la sua modestia, la celebrazione una volta tanto sottotono e senza gli sprechi delle Colombiadi e dell'Anno Santo. Certo però che uno Stato che spende di più per l'Anno Santo che per festeggiare la propria indipendenza la dice lunga! E c'era un governo di sinistra. 
Però la gente più comune ha tirato fuori la sua bandiera, e quel poco che si è fatto è stato fatto in modo spontaneo. 
Mi ha invece fatto veramente scuotere la testa vedere i militanti del PD, anche vecchi, manifestare con le bandiere tricolori. Perché un conto è che un partito che era comunista e internazionalista diventi democratico e socialdemocratico, ma che gli stessi attivisti e dirigenti che erano comunisti ora sventolino la bandiera nazionale a me fa un po' ridere. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Anche chi non abbia mai particolarmente amato Berlusconi, a questo punto è tentato da un briciolo di compassione verso questo naufrago di se stesso che si dibatte per non essere sopraffatto dalle conseguenze della sua umana pochezza, unita all'inadeguatezza a governare; e che, per sopravvivere politicamente, è costretto a umiliarsi nel ruolo di amico fedele di quel che resta di Bossi, il quale lo tiene al guinzaglio, a far la guardia alla "roba" della Lega. 

"Sceso in campo" nel ‘94 col piglio del re leone, oggi si ritrova a chiudere la lunga parabola politica mostrando un cuor di coniglio che gli fa accettare ogni ricatto legaiolo: dall'anti-patriottismo pezzente che ha sminuito la dignità del Governo in occasione del 150° dell'Unità d'Italia, alla plateale avversione a fermare il tiranno che in Libia sta massacrando il suo popolo (ma si sa che ovunque al mondo ci sia un cialtrone - Milosevic, Le Pen o Gheddafi che sia - i fans di Borghezio tifano per lui). 

mer 23 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Sabato pomeriggio, nei pressi di un supermarket del centro, quattro ragazzine carine stile Gossip Girl si passano un bottiglione di trebbiano. Non ho sfogliato ultimamente riviste di moda teen, ma ho l'impressione che il fiasco di vinazzo stia diventando un accessorio molto trendy fra le giovanissime. Trendy-vintage - e mai definizione fu più calzante, poiché vintage in origine significa "vendemmia". Io appartengo alla generazione che aveva il vino sulla tavola a pranzo e a cena. Bevevano i nostri nonni, bevevano i nostri padri, e noi che figli eravamo, bevevamo - in genere mezzo bicchiere di annacquato. Nel mio caso si aggiungeva, all'ora di merenda, la fetta di pane spruzzata di sangiovese e cosparsa di zucchero, antico e delizioso snack caratteristico della zona fra Romagna e Toscana. In Friuli, dove ho abitato, si dissetavano i bambini con un mix di Merlot, acqua e zucchero - ma il Triveneto non fa testo, lì probabilmente lo mettevano anche nei biberon. 
Per i bambini il vino era come un amico più grande, un po' matto, da frequentare con moderazione, sotto la supervisione dei genitori. Non certo un nemico mortale, come si desume dal classico dello Zecchino d'Oro "Per un bicchier di vino" (1970): «Sulla tavola imbandita c'era acqua colorata, ho sfruttato l'occasione e ho bevuto un po' di più», cantava la piccola Catia Gazzotti, in stile confessione agli Alcolisti Anonimi. «Un po' di più», come dire: di solito bevo meno. Tragiche le conseguenze del bicchierozzo: escandescenze, piatti fracassati e febbrone a 38°. Un dettaglio che ha trasformato una canzone-monito sui pericoli dell'alcool in una clamorosa istigazione all'ubriachezza: molti bambini per rimanere a casa da scuola si attaccavano di nascosto alla bottiglia nella speranza di sviluppare il febbrone a 38°, come Catia. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità

Scrivo a Giampaolo Proni in merito alla sua opinione apparsa sul numero del 23 febbraio.

Se l'opinione è personale (dunque insindacabile), i presupposti fattuali della stessa sono erronei e fuorvianti.
Non essendo mai stato "di sinistra", credo di rappresentare una voce terza e libera, in ogni caso esente da sensi di colpa per i maneggi del PCI o i soldi presi dal PCUS che Proni riferisce.
1) Si pone il concetto (il sistema) di giustizia in contrapposizione a quello di democrazia.
Per quanto mi risulta, la giustizia - intesa come amministrazione di un insieme di regole condivise - non è antinomica alla democrazia: ne è complementare: come ben sanno i cittadini conculcati da regimi oppressivi, per i quali non esiste alcun diritto ma la mera soggiacenza agli schiribizzi del potente.
Ma forse non ho capito bene cosa intendeva dire Proni; oppure è Proni che non si è spiegato bene (e in tal caso sarebbe meglio che chiarisca l'esempio); oppure Proni voleva dare a intendere proprio questo, che la nostra giustizia sia nemica della democrazia?
2) Giustizia ideologizzata.
Trattasi di un diffuso e vieto luogo comune.
Posto che la imparzialità è fondamento basilare e connaturale delle funzioni di un Giudice, a pensarci bene è di una gravità sconcertante affermare che la giustizia sia idologizzata (e quindi di parte).
Ma la affermazione è stata tanto disinvoltamente - quanto, senza il minimo riscontro - ripetuta che il cittadino generico medio non ci fa più caso.

mer 23 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

25 marzo: in occasione della Celebrazione della Battaglia delle Celle, il prof. Angelo Turchini terrà un'Introduzione storica del Risorgimento a Rimini (Sala Quartiere 5, ore 16.45). A seguire, presentazione del volume "Storia dei fatti che provocarono l'Unità d'Italia", Bruno Ghigi Editore. Dal 25 al 27 marzo le Giornate FAI di Primavera propongono un percorso storico formativo attraverso i luoghi del Risorgimento riminese, al mattino per gli studenti e al pomeriggio per la cittadinanza (Museo della Città). Il 26 marzo, inaugurazione della mostra documentaria "Una notte di Rimini nel 1831", presso la Libreria Risorgimento di Luisè Editore, ore 14-19. Il 27 marzo al Novelli "Una melodia per l'Italia Unita nel suo 150° Anniversario", concerto per la cittadinanza (ore 17, ingresso gratuito). In Cineteca, il 29 marzo alle ore 21, "Noi credevamo" di Mario Martone.

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da D'Angeli Mara

Raddoppiato il tasso di giovani disoccupati negli ultimi due anni. Le percentuali pesano e parlano da sole: da un 11,1% nel 2008 Rimini è passata a un 21, 5 % nel 2009. Certo, era il periodo boom della crisi economica. È trascorso un po' di tempo, corre l'anno 2011 e mentre tante sirene invitano a credere che si stia uscendo dal tunnel, ci pensano i dati Istat ad ammutolire tutte le buone speranze. A due mesi fa risalgono infatti dati sconcertanti: a dicembre il tasso di disoccupazione raggiunge livelli record. Sono in particolare i giovani a pagarne le spese, tanto per cambiare. Il lavoro precario, la collaborazione e nei casi migliori il tempo determinato sono le parole d'ordine quando si parla di occupazione oggi: "Le aziende negano persino stage e tirocini gratuiti", aggiunge Massimo Fusini della Cgil. 
La schizofrenia stagionale di Rimini porta la città balneare a risentire maggiormente del problema. Tre mesi di duro e pesante lavoro estivo che lasciano poi spazio ad altri dieci mesi con poche prospettive. La massima aspirazione di un giovane oggi si riduce a trovare un lavoretto part-time che gli permetta di pagarsi gli studi. A cosa quegli studi lo porteranno, non è dato a sapersi. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Sardine marinate

Per 4 persone
1 kg. sardine freschissime
Farina q.b.
Buccia di limone
Un bicchiere d'aceto
Salvia, aglio, sale e pepe q.b.

Pulire le sardine, lavarle e asciugarle un po', poi passarle nella farina. Cuocerle sulla teglia 10 minuti per parte, ultimata la cottura metterle in una terrina. A parte, preparare il condimento e farlo bollire per qualche minuto, poi versarlo sulle sardine. Servire freddo. (da "I venerdì di magro", Ass. Attività Produttive Provincia Rimini, 2003)

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Si è spento Augusto Randi, ex presidente dell'Istituto per la Storia della Resistenza

Il 2 aprile è morto all'Ospedale di Rimini Augusto Randi. Aveva 89 anni ed era stato Presidente dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea della Provincia di Rimini dal 1976 al 2000, che così lo ricorda: "Alcune generazioni di ricercatori e studiosi hanno svolto la loro attività di ricerca storica grazie alla instancabile attività di organizzatore e promotore di Randi. Per tutti noi, membri del Direttivo e Soci dell'Istituto, scompare un amico carissimo la cui intelligenza politica ci mancherà moltissimo. Alla moglie, al figlio e ai parenti tutti giungano le nostre più sentite condoglianze e la nostra vicinanza in questo triste momento. Il Presidente Paolo Zaghini".

mer 06 apr 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Dimmi come parcheggi in sosta vietata e ti dirò chi sei. No, non è una promessa di insulti, anche se tutti noi abbiamo sulla punta della lingua diverse irriferibili ipotesi sull'identità di chi parcheggia sul gradino di casa nostra o ci blocca l'auto in doppia fila. Ma in fondo così fan tutti, la sosta vietata è l'infrazione più diffusa dopo la guida col telefonino all'orecchio (a Rimini l'auto ormai si guida con una mano sola, pedoni e ciclisti avvisati mezzi salvati), e a volte è una necessità, perché la proporzione fra il numero dei parcheggi e quello delle automobili ricorda certi concorsi pubblici dove diecimila aspiranti si contendono cinque posti da bidello. E dopo aver girato mezz'ora per l'isolato in cerca di un posto mentre sai che il tuo bambino singhiozza nell'atrio dell'asilo perché la mamma non arriva e l'inserviente che non vede l'ora di andare a casa minaccia di lasciarlo chiuso fino a domattina nello sgabuzzino con il mocio e i secchi, molli la macchina nel primo quadrilatero d'asfalto libero e confidi nella buona sorte.
Ebbene la scelta della sosta vietata rivela molti aspetti della nostra personalità. 
Ad esempio, chi parcheggia davanti a un passo carrabile è un tipo molto sicuro di sé. E' certo che il proprietario del passo non passerà proprio in quel momento, e se la sua teoria viene smentita e al suo ritorno trova la macchina appesa al carro attrezzi, si incavola come se a essere in torto fosse il proprietario. A meno che non sia lui stesso il proprietario, nel qual caso trattasi di esibizionista cui dà più gusto parcheggiare sul passo carrabile del proprio garage che nel garage stesso. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

A volte osservando la situazione politica locale mi sorge il dubbio che le opposizioni non siano opposizioni. Avete presente quanto vi prende un attacco di dietrologia? Improvvisamente vi pare evidente che tutti sono d'accordo: chi in apparenza si azzanna e si azzuffa senza pietà e compassione, a momenti vi pare ammiccare, strizzarsi l'occhio. Quello che giura odio eterno all'avversario, poi pare, si dice, che di fatto abbia affari in comune. O abbia messo la figlia a lavorare nell'azienda del peggior nemico. Insomma, una farsa per ingannarvi.
D'altro canto, dall'interno delle compagini in apparenza salde e granitiche, emergono voci di contrasti, pugnalate alle spalle, vendette e camarille in lotta tra loro. Chi pare essere al comando si sussurra sia in realtà controllato da un oscuro tramatore... 
Non dovete cedere a questi pensieri, perché portano al sospetto, alla nevrosi e infine alla paranoia, che è una malattia.
Tuttavia, l'ostinazione e l'accuratezza con la quale il Centro Destra riminese si dedica a distruggere sé stesso è così evidente che anche qualche sano di mente può vederla. Sembra proprio che la minima possibilità di vincere le elezioni li getti nel panico.

NOTIZIE RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 06 apr 2011 - Notizia di healthness - scritto da Costantini Claudio

La produzione di energia da fonti rinnovabili ed ecologicamente sostenibili è la strada ormai obbligatoria da percorrere per soddisfare il crescente bisogno energetico. Nella nostra provincia vi sono aziende che quella strada la stanno già percorrendo...
La vostra azienda, la Marano Solar, partner Petroltecnica s.p.a. - Terra Therapy, è riuscita a formulare una proposta in grado di coniugare la bonifica ambientale con la produzione di energia pulita. Chi ha un capannone industriale con copertura in amianto può, a costo zero, sostituirla con pannelli fotovoltaici...
Marano Solar s.r.l. ha iniziato le proprie attività alla fine del 2010, ed è la new entry nella rete di aziende che sono legate a Petroltecnica s.p.a. - Terra Therapy. Ci occupiamo di progettazione, installazione e costruzione di impianti di energia da fonti rinnovabili,oltre che a produrre energia con impianti fotovoltaici di nostra proprietà. L'esperienza di Petroltecnica nella rimozione e smaltimento amianto ci ha permesso di allargare queste attività di bonifica alla sostituzione delle coperture in eternit degli edifici con impianti fotovoltaici. L'investimento necessario a rimuovere l'eternit, posizionare una nuova copertura e installare l'impianto fotovoltaico è ampiamente ripagato dal ritorno economico ventennale del Conto Energia. Oltre ai vantaggi economici dati dalla vendita o dall'autoconsumo dell'energia prodotta, e all'incentivo del Conto Energia, sono da sottolineare i notevoli vantaggi ambientali che provengono dall'eliminazione di un materiale pericoloso come il cemento-amianto, e dal mancato consumo di combustibili fossili, con conseguente mancata emissione di gas serra e altri gas inquinanti. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Beu Makeliana

Il desiderio di democrazia e libertà è universale: le persone in tutto il mondo sono disposte a pagare un prezzo molto alto per la lotta per la democrazia quando le circostanze lo richiedono. Le recenti notizie di cronaca, sempre in primo piano, dimostrano la risposta del popolo arabo a questa esigenza di democrazia. Sono andate in frantumi tutte quelle teorie che ritenevano che la democrazia non fosse parte dei "valori culturali" degli arabi o dei musulmani.
Il vento della rivoluzione potrebbe a breve ridisegnare la geografia politica del mondo arabo inaugurando una nuova fase storica; dopo secoli di silenzio, il desiderio di libertà e di diritti, da sempre represso, si è risvegliato, e uomini e donne da tropo tempo oppressi hanno trovato il coraggio di alzare la testa e di rivendicare condizioni di vita migliori. I tempi moderni e la globalizzazione hanno fornito gli strumenti di lotta. Tutto il mondo ha visto le immagini della miseria e dell'arretratezza del mondo arabo. 
Sembra essere giunto il tempo del riscatto, quello del "diritto alla felicità", il sogno di una vita prospera e felice perché compiuta e libera. Il Medio Oriente è stato a lungo considerato tra i luoghi meno probabili in cui assistere a qualcosa di simile ad una rivoluzione popolare, invece è successo: il giovane tunisino che si è dato fuoco in segno di protesta era un laureato senza futuro, fruttivendolo che faceva fatica a vivere ogni mese con un lavoro onesto, dignitosamente nel suo paese. Sì la rivoluzione è stata laica e ha attraversato tutti i settori della società. Ora i popoli si stanno occupando di un mutamento democratico e questo è solo l'inizio di una lunga strada da fare. Si sa che le proteste di massa sono più forti laddove ci sono regimi dispotici. La dimensione globale di questa onda d'urto è attualmente legata più alla democrazia che alle richieste sociali. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Risorgimento editoriale" è la mostra che dal 23 aprile al primo maggio trasformerà la libreria Riminese in una via regia per entrare in quel periodo storico in cui "le iniziative editoriali, le riviste letterarie e politiche (...) sono modi essenziali per creare un dibattito pubblico, per definire linee e prospettive", come scrive Ferroni. In libreria saranno esposti opuscoli, riviste dell'epoca e prime edizioni. Dagli scritti di Mazzini su L'Indicatore livornese (1828) sino alla prima edizione di "Le avventure di Pinocchio", La storia di un burattino (1881) che, racconta l'ideatore della mostra Mirco Pecci, «uscita a puntate sul "Giornale per i bambini" terminava con l'impiccagione di Pinocchio. Una "favola nera" che le proteste dei giovani lettori del tempo costrinsero l'autore a trasformare nel libro che tutti conosciamo.» La mostra nasce, chiosa Mirco, «da un percorso "libridinoso" di collezionista e amante dell'oggetto-libro, con la sua corporeità fatta di texture di carta e inchiostri. Tramite un antiquario fiorentino, Stefano Salimbeni, mi sono trovato ad avere un centinaio di opuscoli dedicati al Risorgimento appartenuti a Gino Bandini, un letterato della fine dell'800, fra cui pezzi rari come la prima opera di G.C. Abba, un poema in versi dedicato al generale Francesco Nullo che, una volta finita l'epopea garibaldina, è andato a combattere in Polonia. Partendo da questo piccolo corpus e favorito dalle celebrazioni del 150simo ho concepito un percorso cronologico che si sviluppa attraverso autori come D'Azeglio, Gioberti e Tommaseo, Ippolito Nievo e Tarchetti presenti questi ultimi rispettivamente con le prime edizioni di Confessioni di un ottuagenario del 1867 e Fosca del 1869.

mer 06 apr 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Lo dico senza ironia: non posso fare a meno di solidarizzare con Marco Lombardi, costretto ad auto-defenestrarsi da candidato sindaco dopo solo poche ore per il tracotante veto dell'indigena tribù leghista, che Pini (alias "Piloni") comanda a bacchetta da Forlì. 

Fedele al motto "non c'è due senza tre", il PdL riminese è dunque riuscito anche stavolta a rispettare la tradizione di buttare al macero il manifesto elettorale con la faccia della sua prima scelta. Era già successo nel 2001 con Lisi e nel 2006 con Tadei, ma stavolta i nostri berluscones hanno fatto le cose ancora più in grande; prima affondando il povero Formica, che pure era stato a lungo esibito come un provvidenziale dono della "società civile"; e subito dopo bruciando la già ufficializzata candidatura del loro capo riminese, per ripiegare alla fine sulla terza scelta: Renzi, inviso alla maggior parte di loro, ma proprio per questo acclamato a gran voce dalla Lega. Per la gioia di Hera (e credo anche di Enrico Santini) a far compagnia al poster di Lombardi è confluito nel cassonetto della raccolta differenziata pure quello di tale Casadei, già pronto alla corsa solitaria nell'improbabile eventualità che il PdL avesse saputo tener testa al ricatto leghista. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Dopo la dipartita (letteraria per fortuna) di Marziani dal cibo, il taccuino si rinnova. Non troverete più altissimi voli enogastronomici, ma non ci faremo mancare le scoperte, magari risalendo faticosamente sentieri e fiumi (Marziani è un falco, ma gli animali migrano anche a piedi, anzi a zampe). Presenteremo sempre bottiglie di due fasce: la prima 5/7 euro per la pronta beva di ogni sera, la seconda 10/20 euro per una serata con un ospite; dedicheremo anche una puntata speciale a Sassicaia e Baroli, oltre i 60 euro, per quando nasce un figlio o si trova lavoro. Alle classiche ricette subentrerà la Scuola di cucina: partiremo dal semplice per arrivare al complesso e forniremo accorgimenti su come imbandire adeguatamente la tavola. Ospiteremo naturalmente anche pezzi di firme importanti alla scoperta della qualità, dal km zero ai formaggi francesi, insomma la parola d'ordine è curiosità e tutti potrete dire la vostra su tavola@chiamamicitta.net nel caso vi siano piaciuti o meno la ricetta e il ristorante proposti.

mer 06 apr 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

A Londra vi presenteranno degli spaghetti scotti con il ketchup: se non c'é il gatto sotto la tavola ne lascerete lì la metà con la solita frase:"I'm full".
Mia madre soffriggeva il burro e aggiungeva la conserva: con il bene che si può volere alla mamma il sugo era terribile e rovinava le tagliatelle.
Un buon soffritto vuole un battuto di cipolla o aglio; la cipolla può restare più grande, ma non è un obbligo: fate soffriggere per un minuto in olio caldo (attenti che non bruci) poi aggiungete un barattolo di conserva o polpa, riempite il barattolo per un quarto con acqua e versatela nella padella regolando di sale e mescolando. Se il sugo si asciuga velocemente abbassate il fuoco e aggiungete un po' d'acqua, scolate gli spaghetti al dente e fateli saltare in padella.
Infine: parmigiano o pecorino romano in caso di cipolla, con l'aglio invece un pizzico di peperoncino.
I genitori dovrebbero insegnare questa ricetta ai figli: fa figo dire agli amici:"ci facciamo due spaghi!", così non faranno brutta figura!

mer 06 apr 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

"I Pini", rosso dei colli toscani, è un vino I.G.T. ottenuto

da uve cabernet sauvignon, merlot e syrah: un prodotto
elegante ma anche persistente al palato. Si distingue per
i toni erbacei, freschi del cabernet e del merlot e per la
speziatura piccante del syrah. Con un prezzo sotto i 20 €,
adatto a una serata particolare, "I Pini" presenta la qualità
di tanti altri vini ben più costosi e conosciuti.


"Erta & China", prodotto con uve di sangiovese e cabernet
sauvignon, è un vino toscano I.G.T. maturato per 2 anni in
barriques americane e francesi dall'aroma pulito e chiaro
all'olfatto. Vino corposo con intensi richiami di frutti rossi e
leggere note erbacee e vegetali ha un prezzo inferiore ai 10
€ e risulta gradito sia al degustatore esperto sia a quello
meno esigente.

mer 20 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Tunisia e Lampedusa si incontrano a Rimini. Più precisamente sul porto, dove la marineria è composta ormai in prevalenza da pescatori che vengono proprio da là. 

Dall'isola siciliana si è staccata una comunità che ormai ammonta a circa 400 persone. Ogni 22 settembre portano in processione la loro patrona, la Madonna del Mare di Porto Salvo.
Michele Graziano è arrivato da Lampedusa nel 1960. E su quanto sta accadendo nel canale di Sicilia dice: "Finora ci è andata bene. E questo potrebbe essere solo l'inizio. L'Africa esplode, i regimi crollano, la gente vuole la libertà e il benessere che abbiamo noi. E come si fa a fermarli?".
Lassad Bayoudh è a Rimini da 25 anni. Spiega: "Finalmente è caduta la dittatura. Il regime ha rubato a man bassa, ora stanno uscendo tutte le prove. Ha distrutto il Paese, ma sta nascendo una democrazia. Quest'estate ci saranno elezioni libere, riapriranno le fabbriche, potrà tornare il turismo. Ma intanto la gente ha paura, non sa cosa fare. Chi scappa dalla Tunisia ha visto la televisione, ha visto i turisti italiani che spendono e spandono. Non sanno che in Italia non c'è più lavoro nemmeno per noi". I "noi" sono i circa 200 pescatori che con le loro famiglie vivono a Rimini. E che nel lavoro spesso dipendono proprio dai Lampedusani. Con quali rapporti? "Rapporti ottimi - risponde Graziano - sono brava gente che lavora, tutti in regola, mai nessun problema. Qualcuno di loro mi chiama papà, ed è vero, per me sono dei figli". 

 

mer 20 apr 2011 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Bernucci Annamaria

I Carmelitani erano in fibrillante attività in quegli anni a Rimini anche in ragione di una proficua parentela: Ottavio Corsini fu presidente di Romagna dell'ordine dal 1626 al 1636 ed era parente dello stesso Andrea Corsini santificato nel 1629. Ma sono le traversie e gli intrecci di una vicenda sentimentale ed umana particolare ad avere un ruolo sostanziale nella commissione del quadro e nella sua realizzazione. Guido Cagnacci, il pittore dai natali santarcangiolesi, è da tempo legato ai carmelitani, già dal 1628 per scampare a guai giudiziari si mette sotto la protezione della chiesa di S.Giovanni Battista: del resto con le nuove figure di santi appena entrati nella devozione popolare non sarebbero mancati spunti per la sua pittura così densa di emozione mistica e di grande forza naturalistica. Dietro alla storia del quadro si insinua una vicenda che ha tratti romanzeschi, specchio di costumi castigati e di una società fortemente divisa in censi. Guido Cagnacci, come ha raccontato e approfondito con sensibile ampiezza in più di un'occasione Pier Giorgio Pasini, era stato bandito dalla città per la sua relazione con la nobildonna Teodora Stivivi vedova del conte Battaglini; il progetto di matrimonio con il pittore naufragò per l'intervento delle famiglie, in particolar modo della ricchissima famiglia Battaglini. Il fattaccio si consumò nel 1628 ed ebbe anche un finale a tinte fosche; i due amanti sottoscrissero un impegno privato di matrimonio alla presenza di testimoni con l'intento di fuggire, lei si nascose nel borgo S.Giovanni, travestita da uomo presso la casa di mastro Giovanni Padovano, un artigiano che faceva il carraro e il marangone, ma grazie alla delazione del padre del pittore Cagnacci fu arrestata.

mer 04 mag 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il ministro Gemini continua a ripetere che la sua "riforma" scolastica non prevede tagli. Seguendo la vecchia regola secondo la quale una bugia ripetuta due volte è già una mezza verità, probabilmente ci sarà anche chi ancora le vuole credere. Basta però avere un figlio alunno per toccare con mano come stanno davvero le cose. Stando solo a Rimini, che non è certo la realtà più disastrata d'Italia, lo scorso anno alle elementari sono venuti meno 170 insegnanti, oltre a un buon numero di bidelli e assistenti vari. Quest'anno nella provincia i maestri in meno saranno altri 76. Si parla di lotta agli sprechi, si è detto che il tempo pieno non sarà toccato, ma nel concreto è il contrario: infatti, se è vero che per ora - il prossimo anno non si sa - le classi a tempo pieno resteranno 134, nel frattempo gli alunni cresceranno dell'1 per cento, toccando quota 46mila. Quindi, se a maggior richiesta corrisponde la medesima offerta, il conto è presto fatto. E il conto parla di 15 classi che il tempo pieno lo hanno chiesto, ma non l'otterranno.
Ciò significa che meno madri potranno lavorare. Oppure che quelle che lavorano, e che se lo possono permettere, dovranno pagare il tempo pieno presso scuole private. In entrambi i casi, un impoverimento economico per le famiglie. Ma non solo: una perdita anche per la formazione dei bambini, che nelle classi a tempo pieno possono svolgere più attività e meglio coordinate. Ma sarebbe più corretto dire "potevano". I salti mortali cui sono costretti i dirigenti scolastici per tappare falle che si aprono da tutte le parti prevedono situazioni paradossali

mer 04 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Di norma le persone non sanno dire il momento preciso in cui hanno smesso di essere bambini e sono passati a un'altra età, diversa, più matura e difficile. Io invece lo so». Così Gigi, il ragazzo decenne protagonista di L'uomo nero e la bicicletta blu (Einaudi) l'ultimo romanzo di Eraldo Baldini, coglie il suo varcare la linea d'ombra. «L'intento era quello di scrivere un romanzo di formazione, il passaggio dall'infanzia a ciò che viene dopo» ci racconta Baldini. «Un percorso che può essere lungo e indefinibile, ma anche repentino e drammatico, come nel caso del mio protagonista, Gigi, nato nel dicembre del 1952 come me, quindi un po' mio alter ego. Nel romanzo, infatti, mi sono re-immerso nel contesto e nel mondo in cui sono cresciuto: un piccolo paese della campagna romagnola, teatro quotidiano di piccoli eventi resi significativi dal loro ingresso nell'epica paesana irradiata dalle chiacchiere nei bar e dai ricordi; di personaggi curiosi, picareschi e un po' folli ma anche di tensioni nascoste, di sospetti, di pregiudizi. Insomma, di autobiografico ci sono il climax ambientale, sociale e culturale che ho avuto intorno per tutta l'infanzia e adolescenza.» 

mer 04 mag 2011 - Notizia di Centro Storico - scritto da Vici Luca

Quando pensiamo ad uno sferisterio la nostra mente visualizza quello monumentale di Macerata o, per rimanere in Romagna, quello di Santarcangelo ancora ben conservato, risalente alla fine del XVIII secolo e utilizzato d'estate per rievocazioni dello storico gioco del bracciale. Si sfidavano due squadre "armate" di mazzo di legno irto di aculei, che dovevano colpire una durissima palla di pelle d'asino o di scrofa.
Gli sferisteri erano impianti costituiti di un terreno rettangolare che misurava 16 metri per 86, per il gioco del pallone col bracciale, o 18 metri per 90, per quello del pallone elastico. Occorreva un muro di cinta sul quale far rimbalzare la palla.
Sebbene in Italia questi giochi si praticassero nelle piazze già dal XVI secolo, fu solo nel Settecento che si pensò di realizzare spazi appositi. I primi impianti sorsero in Piemonte, Marche ed Emilia Romagna.
A Rimini quelli ed altri giochi si svolsero per secoli in piazza della Fontana (Piazza Cavour) e in piazza del Corso (Malatesta). Un uso non a costo zero per il Comune, il quale, per far fronte alla rottura di vetri e coppi durante le partite, e per la pulizia della piazza, spendeva ogni anno 20-30 scudi.

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Il reato di immigrazione clandestina punito con la reclusione ha suscitato molte polemiche in Italia. Per il governo è una modalità di combattere l'immigrazione clandestina, punendo severamente coloro che non rispettano un ordine di espulsione. I giudici italiani della Corte Costituzionale e Cassazione trovano sproporzionato e inutile punire con la detenzione il mancato allontanamento del migrante.

A due anni dall'entrata in vigore del reato di clandestinità, la Corte di Giustizia di Lussemburgo si è pronunciata contro la misura detentiva in quanto tale normativa è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari. La direttiva prevede che i clandestini vadano invitati prima ad andarsene, mentre espulsione coatta, trattenimenti nei Cie e reclusione dovrebbero scattare solo in casi eccezionali. "La Corte considera che gli Stati membri non possono introdurre (...) una pena detentiva (...) solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare in detto territorio". La pena detentiva rischia di compromettere l'obiettivo della direttiva, ovvero "l'instaurazione di una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare nel rispetto dei loro diritti fondamentali". 

mer 04 mag 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Rossini Stefano

L'enogastronomia è un fenomeno incline alle mode. Tra le ultime tendenze c'è quella di mettersi in una posa da intellettuali e dire che non si va al ristorante per mangiare ma per provare esperienze sensoriali. In parte può anche essere vero, e ci sono chef - i primi a cui penso sono Raffaele Liuzzi dell'omonima locanda e Pier Giorgio Parini del Povero Diavolo - per cui questa affermazione è una grande verità. Ma il panorama è vasto e c'è posto anche per ristoranti con meno pretese. Sì, insomma, quei luoghi di aggregazione in cui si va per gustare qualcosa di tradizionale, di semplice e per il piacere di stare in compagnia.
Il problema è che spesso ci si alza da tavola insoddisfatti. La qualità dei prodotti serviti nei locali non sempre è all'altezza delle aspettative. Ed è un vero peccato, perché il territorio di Rimini ne offre di interessanti.
A questo punto rimane una sola alternativa: mangiare bene a casa. Non è difficile. Si tratta solo di fare quello che molti ristoratori non fanno. Spostarsi tra le colline dell'entroterra per trovare i produttori più meritevoli e riportare il bottino a casa. Niente panico. Non è necessario essere cuochi provetti. Se il prodotto buono, se è fatto bene, si gode al naturale. Meno lo si pasticcia, meglio è.

mer 04 mag 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Prendo spunto da una vicenda personale per una riflessione più generale. Negli ultimi mesi e poi nelle ultime settimane ho seguito la vicenda di un congiunto che era ammalato di una grave forma di tumore, per il quale è poi deceduto, il 20 aprile, a 46 anni.
La riflessione generale è sulla bontà delle persone.
Lo spunto, lo confesso, mi viene dalla zia ottantatreenne alla quale raccontavo quello che seguirà. E che mi dice: "Ma perché non scrivi di queste cose? Non accadono solo cose brutte, nel mondo."
Per il giornalismo è una vecchia questione. "Perché ci sono solo brutte notizie al TG?", si chiede a volte la gente. Primo: non è vero. Ci sono tante belle notizie. Per esempio che una squadra ha vinto un trofeo. Che un partito ha vinto le elezioni. Che il Presidente del Consiglio è stato assolto. Che il Presidente del Consiglio è inquisito. Il fatto è che le belle notizie elencate sopra lo sono solo per qualcuno: per la squadra che vince, per il partito che ha vinto, per chi sostiene il Premier, per chi contrasta il Premier. 
Invece, le brutte notizie sono brutte per tutti. 
Omicidi, scomparse, catastrofi naturali, guerre, ci interessano. Perché, anche se non lo diciamo apertamente, da una parte stimolano le nostre paure e dall'altra ci rassicurano in quanto non riguardano noi. La notizia, per definizione, è il racconto di un fatto accaduto ad altri. E da sempre gli esseri umani, per quanto riguarda gli altri, sono più curiosi di sventure che di fortune.

mer 04 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dicendolo alla riminese, ormai anche il primo pataca che passi per la strada si sente in dovere di riscrivere la Costituzione. Non è certo questo il caso dell'on. Ceroni, un deputato che Berlusconi ha portato in Parlamento come omaggio all'omonimo cosmetico che custodisce in bagno, per il suo laborioso trucco facciale mattutino. Del costituzionalista, Ceroni ha la padronanza tipica degli insegnanti di meccanica quale è lui, corroborata dall'essere inoltre sindaco della ridente Rapagnano, detta anche "città delle rape"; la quale, per aver scelto un primo cittadino in sintonia con quella sua definizione, è oggi ancor più ridente, soprattutto di se stessa. Forte di cotanto pedigree, il "meccanico Ceroni" ha dunque fatto "il tagliando" alla Costituzione, cogliendovi con il suo orecchio attento un fastidioso rumore di oclocrazia. L'ha raccontato lui stesso ai giornali: «Cosa sia l'oclocrazia l'ho scoperto per caso. Mi è piaciuta la parola e ho cercato sul dizionario: governo tirannico delle masse popolari.» Non ha però detto che all'inizio, sospettando che "oclocrazia" fosse invece cosa di oche, si era rivolto alla Gelmini; la quale gli ha prestato il vocabolario che lei tiene sulla scrivania per darsi un tono da ministra dell'istruzione: all'inizio aveva lo Zingarelli, ma poi ha dovuto cambiarlo perché quell'involontario riferimento ai piccoli Rom irritava la Lega. Il laborioso Ceroni, presi chiave e cacciavite, ha pertanto provato a sostituire quel bolscevico «la sovranità appartiene al popolo» con un pezzo di ricambio: un vacuo giro di parole alla Mons. Negri, per dire che la sovranità può sì appartenere al popolo, purché poi l'affidi a Berlusconi.

mer 04 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il lettore è avvertito: questa volta qui si sorride poco. Perché voglio parlare di cimiteri di guerra. Ma non quelli dove il 25 aprile avrei voluto portare le mie figlie, i cimiteri degli Alleati che si trovano nei pressi della città. Non avevo paura di turbarle: pochi luoghi ispirano, insieme alla tristezza, altrettanta serenità. La pulizia e l'ordine che vi regnano sono specchio della rispettosa premura («corrispondenza di amorosi sensi», diceva il poeta) che gli umani di oggi dedicano ai ragazzi di ieri. Ragazzi venuti da tutto il mondo a morire qui perché oggi io e le mie bambine, non molto più giovani di loro, possiamo vivere libere e in pace. 
Ma a quei recinti di quiete cosparsi di piccole stele tutte uguali non ce l'ho fatta ad arrivarci. A metà strada mi sono accorta che ero già in un cimitero di guerra, meno raccolto, meno lindo, ma molto più straziante. 
E' un memoriale fatto di piccole lapidi sul ciglio della strada, di targhe con un nome e una data, di mazzi di fiori semplicemente legati a un albero o a un paracarro. Ad ogni segno corrisponde un incidente mortale, che ha coinvolto almeno una persona, di solito giovane o giovanissima. Coetaneo di quelli sepolti a Coriano o a Riccione, ma ucciso vicino a casa propria, senza un motivo, vittima della carneficina insensata che si consuma ogni giorno sulle strade. Caduto non per la libertà, ma per l'asservimento al Moloch di ruote e asfalto che ci siamo costruiti, e che ogni giorno reclama carne fresca - e la riceve puntualmente.

mer 04 mag 2011 - Notizia di sport - scritto da Redazione

Ad una giornata dal termine il Campionato di Serie D girone F ha emesso il suo verdetto principale: dopo una lunga cavalcata il Santarcangelo ha conquistato la promozione diretta in Seconda Divisione. Una rincorsa partita da lontano quella dei giallo blu che hanno inseguito per mesi Teramo e Rimini infilandole sul rettilineo finale, dove le due squadre sono arrivate con il fiato corto. Ora per i ragazzi di D'Angelo c'è l'ultima gara con la Sambenedettese che sancirà il terzo posto (il Teramo è avanti di due punti e impegnato in casa con una tranquilla Civitanovese), seguirà la lunga coda play off. Il primo match di semifinale in gara unica dovrebbe essere il derby con il Forlì (dall'altra parte probabile Teramo - Jesina), poi l'eventuale finale sempre in gara unica. Ma non sarebbe finita qua. Chi vince sarà poi inserito in uno dei tre gironi a tre, con tutte le vincenti dei play off di Serie D. Le tre vincenti dei gironi, insieme alla vincitrice della Coppa Italia faranno semifinale e finale da cui uscirà l'unica promozione in Seconda Divisione. Una strada infinita.

mer 04 mag 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Dogheria 2010 Bianco IGT Podere dai Nespoli Civitella di Romagna
Finalmente un ottimo bianco del nostro territorio, che a mio parere può competere con i grandi bianchi Friulani e Alto Atesini. Pinot Bianco 70% Sauvignon20% Albana 10% Siamo a metà strada tra il mare e l'appennino nella valle del Bidente con vigneti a 400 mt su colline sempre ventilate e con un'ottima escursione termica. Pulizia aromatica, buona mineralità, ottima acidità e grande struttura, fanno di questo bianco un ottimo vino da aperitivo e tutto pasto di pesce. Lo trovi a 8,50 €

Flors di Uils 2009 Vie di Romans Mariano dl Friuli (GO)
E' uno dei bianchi Italiani che più mi entusiasmano. Malvasia Istriana, Friulano e Riesling Renano. Ottima intensità olfattiva con continue variazioni sensoriali che si succedono come in uno spartito musicale. Vino di grande struttura frutto di vigne vecchie ma soprattutto di uve raccolte nel pieno della maturazione. Solo acciaio per un vino che ha capacità di invecchiamento oltre i 10 anni. A 21,50 €
Li trovi al Caffè Commercio.

mer 04 mag 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Il neonato Consorzio Riccione Ristobar, capitanato dal presidente Fausto Tonti, sfiderà per la prima volta i ristoratori dell'associazione Zeinta di Borg Rimini (rappresentata dal presidente Arturo Pane) a suon di portate il prossimo 13 maggio. Dalle 12 nella Hall di Rimini Fiera le due fazioni si diletteranno a cucinare un antipasto, un primo ed un dolce tutti all'insegna del wellness e ispirati ai 150 anni dell'Unità d'Italia. I piatti saranno degustati da cinquanta persone scelte a caso tra il pubblico.
L'evento è organizzato da CNA Commercio e Turismo in collaborazione con il consorzio Riccione Ristobar, l'associazione Zeinta di Borg e Summertrade.

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Cinque anni esatti. Il 16 maggio 2006 si era svolta la cerimonia di posa della prima pietra del nuovo Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea) dell'Ospedale Infermi di Rimini. Il 2 maggio è stata inaugurata la struttura di Pronto Soccorso Medicina d'Urgenza dell'Infermi; è la prima parte del nuovo Dipartimento, che sarà completato, nella sua interezza, nei prossimi anni e che può considerarsi il Nuovo Ospedale di Rimini La superficie complessiva dell'edificio di 39mila metri quadrati; 12mila metri la superficie dei servizi. I servizi appena inaugurati sono: Pronto Soccorso Generale e Osservazione Breve Intensiva (OBI); Radiologia d'Urgenza; Ortopedia d'urgenza e Sala Gessi; Medicina d'Urgenza.
Il costo complessivo sarà di 45 milioni così suddivisi: 18.104.396,59 a carico dello Stato, 6.794.285, della Regione Emilia Romagna, 20.101.317,93 a carico dell'Azienda USL di Rimini.

gio 19 mag 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Come da copione, saranno Andrea Gnassi e Gioenzo Renzi a giocarsi la partita per il sindaco di Rimini. Meno scontato il panorama uscito dal primo turno, sconvolto dall'effetto Grillo. Eppure il travolgente successo del Movimento 5 stelle si era già verificato un anno fa. Ma pochi credevano che il fenomeno si sarebbe ripetuto con palazzo Garampi in ballo. E invece non solo Grillo ha fatto il bis, ma ha anche rincarato la dose. A farne le spese sono stati per primi i partitini di quella che fu la sinistra "radicale", di fatto cancellata: Rifondazione e Comunisti Italiani pur insieme non arrivano al 2 per cento, i Verdi superano a stento l'1, Sinistra Critica praticamente non esiste. Ma anche il SEL, che doveva essere la novità e la spina nel fianco del Pd, non fa poi tanta strada. Il 5 per cento raccolto da Fabio Pazzaglia peserà eccome, ma resta ben lontano da pronostici che accreditavano perfino il doppio di quei consensi. Male Italia dei Valori sotto il 3 per cento, malissimo il Psi di Stefano Casadei precipitato allo zero virgola. Una buona mano a Gnassi l'ha data solo la lista civica Rimini per Rimini, con un sorprendente 2,5 per cento che vale la conferma in consiglio per l'inossidabile Bertino Astolfi. Gnassi può dire di aver recuperato una situazione a dir poco critica, ma il traguardo è ancora lontano. Dall'altra parte le delusioni sono state forse ancor più cocenti. 

gio 19 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Per molti immigrati, che stavano per finire i soldi risparmiati nella stagione estiva scorsa o erano disoccupati, ora con l'avvicinarsi dell'estate hanno una speranza in più per trovare un'occupazione ed anche per azzerare i prestiti. La stagione estiva porta lavoro anche per gli immigrati e si prega tanto che sia una buona stagione, un bel tempo e ci siano tanti turisti. In questo periodo di crisi, molti immigrati, spesso, ritornano anche in patria dove la vita costa meno e fanno ritorno in Italia solo per la stagione estiva dove si lavora a tempo pieno. La macchina del turismo è una benedizione nella nostra zona dove c'è molto bisogno di manodopera. Questo modo di lavorare, comporta vari problemi per il rinnovo del permesso di soggiorno, poiché si rinnova in base al contratto di lavoro e se non si ha un contratto, il permesso di soggiorno si rinnova solo per sei mesi. Gli immigrati non vogliono rischiare e molti sono costretti a comprare i contratti di lavoro, pagando loro stessi i contributi e le spese extra, quindi, non lavorando. Questa è la lotta per la sopravvivenza: contro la crisi, contro il rischio di clandestinità, contro la povertà, con la speranza di giorni migliori.

gio 19 mag 2011 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

All'inizio degli anni Cinquanta, a causa della forte domanda abitativa nei principali centri balneari della Riviera Romagnola, compaiono per la prima volta edifici abitativi dallo sviluppo verticale, spesso destinati ad ospitare alberghi.
Fino ad allora, infatti, erano state realizzate ville e villini, contornate da spazi verdi pur spesso angusti. Fin dalla prima lottizzazione, infatti, fra fine ‘800 e primi del ‘900, la riviera si era caratterizzata da un'edificazione intensissima, con istanze minime fra gli edifici, nessuno spazio verde pubblico e strade non di rado al di sotto del minimo indispensabile, come risulta ancora oggi dai vicoletti impraticabili aa Viserba come fra l'Ausa e Miramare.
Su quei lotti già risicati, nel dopoguerra molti villini si trasformarono in alberghi, spesso di poche pretese. Ma il decollo vertiginoso dell'industria turistica faceva guardare in alto, addirittura ai grattacieli americani, che iniziavano a comparire in quegli anni anche nello skyline delle città industrializzate del nord Italia come Milano.
Sulla scia del Pirellone e dei suoi emuli locali, il 16 gennaio 1958, la Commissione Edilizia di Rimini, approvò il progetto presentato da Giuseppe D'Angelo e Raoul Pahuli, titolari di un'impresa di costruzioni di Trieste, che prevedeva la realizzazione di "un fabbricato di civile abitazione" alto trentun piani in viale Principe Amedeo.
Il progetto venne giudicato di "preminente pubblico interesse" dall'amministrazione comunale, per dare prestigio a Rimini, nel viale "salotto" della città. Non era stato ancora redatto il Piano Regolatore per la regolamentazione dell'edificabilità di quell'area, e così si rese necessario affidare l'incarico per la sua redazione ad un gruppo di progettisti capeggiati da Luigi Piccinato.

gio 19 mag 2011 - Notizia di healthness - scritto da Costantini Claudio

 

Per approfondire l'argomento che abbiamo anche trattato nei numeri precedenti del giornale, abbiamo intervistato Egisto Canducci, direttore del dipartimento Consulting Sales & Project Development di Daikin Italia, di cui la Rotex di Savignano è la sezione riscaldamento

Il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili sono due facce della stessa medaglia, quella della difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile. Quali sono i settori in cui opera la vostra azienda e che tipo d'impianti installate?
"La nostra azienda, una multinazionale giapponese, è leader mondiale nella produzione di pompe di calore, strumenti che consentono di operare congiuntamente sia nel settore del risparmio energetico sia nel settore dell'energia rinnovabile.
La pompa di calore non produce energia termica consumando risorse fossili se non in parte minore. Normalmente oltre i ¾ dell'energia termica utilizzata in un'abitazione, è prodotta da fonti rinnovabili. Infatti, il calore utilizzato viene semplicemente trasferito da un ambiente all'altro e alzato di temperatura".

 

gio 19 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Ricordate la favola dei tre porcellini? Simpatici e intelligenti, impiegano il loro talento per costruire la dimora ideale: paglia, legno o mattone? Sebbene, come ben ci ricordiamo, la casa di paglia sarà la prima a volare via, possiamo oggi ricrederci sulla utilità di questo materiale, economico e naturale, nella costruzione degli edifici. Può sembrare strano e divertente, ma la paglia è una delle possibilità dell'architettura ecologica per costruire in modo sostenibile. Gli esempi di abitazioni di diverse culture tradizionali attorno al globo hanno già dimostrato l'efficienza di paglia, erba e canne come materiali di costruzione. Ne parliamo con l'architetto Susanna Donnini esperta Casa Clima-Bio.
Architetto, perché costruire con i mattoni di paglia?
"La paglia, materiale di scarto dell'industria alimentare che deriva da diverse graminacee tra cui segale, orzo, riso e lavanda, incuriosisce e non ispira affidabilità. Eppure i sistemi costruttivi in paglia sono consolidati nel tempo e vantano un buon utilizzo nel nord Europa ma soprattutto in America, principalmente negli Stati Uniti e Canada. Negli ultimi anni anche in Italia se ne comincia a parlare e sono già diversi gli edifici realizzati in Trentino Alto Adige, Veneto, Toscana e, negli ultimi mesi, in Abruzzo. I vantaggi sono molti: le balle di paglia provvedono un'eccellente isolamento termico ed acustico, negli Stati Uniti esistono diversi studi di registrazione in paglia, usata per le sue ottime qualità. La paglia offre inoltre maggior confort idrotermico ed essendo di solito abbinata ad altri materiali naturali, crea ambienti interni sani da vivere". 

gio 19 mag 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ortalli Matteo

Dopo il lungo letargo invernale è tempo di estate, spiaggia e serate all'aperto. Chiuse praticamente tutte le disco e i ritrovi dei mesi freddi, ci si comincia ad avvicinare al mare e a frequentare i locali cool della bella stagione. A Rimini il clima più caldo sposta come sempre il folto pubblico delle cantinette in direzione mare nei ritrovi storici per una birra, un moijto e due chiacchiere: Barrumba e Kiosko da una parte, Bizzarro e Fuera dall'altra. Ogni sera è quella giusta, mercoledì, venerdì e sabato le migliori, l'aperitivo della domenica il più rilassante. 

Per il dopo serata sono ripartite sul molo da qualche settimana le notti del Rockisland che prevedono musica pop, commerciale nella parte interna e afro/rock in quella esterna più gli immancabili live in pre-serata. Non manca molto anche alle serate in spiaggia del Sea Sun sulla nuova darsena. A Sant'Aquilina il Velvet chiuderà i battenti il 4 giugno con il concerto dei Sud Sound System e darà poi il via agli eventi estivi a partire dalla fine di giugno.
Spostandosi a Riccione, le notti estive nella Perla Verde fanno rima con Marano dove anche quest'anno si ballerà nei locali a due passi dal mare: l'elegante ed esclusivo Hakuna Matata Plus, il giovane Moijto, l'Operà e il Beach Cafè. Dopo l'eterna diatriba su sicurezza, suoni fuori dai livelli di guardia e problemi correlati, i gestori assicurano di aver provveduto agli adeguamenti richiesti.

gio 19 mag 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Il ragazzo con la bicicletta" di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne 

Storia di Cyril un dodicenne alla ricerca del padre. Incontra per caso Samantha, una parrucchiera che accetta di tenerlo con sé durante i fine settimana...I Dardenne o piacciono, o si evitano accuratamente. Con la finzione del cinema vanno alla ricerca della verità rimossa dall'immaginario collettivo dei media. La nostra faccia all'uscita del film sarà sicuramente triste (ma più consapevole).

gio 19 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Con dodici candidati alla poltrona di sindaco, ognuno con un nugolo di aspiranti assessori e consiglieri, era statisticamente inevitabile: ogni riminese aveva in media tre o quattro fra parenti o conoscenti in corsa per le elezioni di domenica scorsa, spesso appartenenti a liste diverse fra loro. 
Alcuni debutti in politica sono stati una sorpresa. Il vicino del piano di sopra, sì, quel ceffo che fuma il sigaro sul terrazzo e scrolla la cenere sul tuo bucato, e che sospetti abbia tentato di avvelenarti il gatto, si presentava proprio per il partito che pensavi di votare. La poca fiducia che ti era rimasta in quel partito è andata a farsi benedire: se candida certi farabutti, non c'è da sorprendersi per come vanno le cose. 
E come sei rimasto quando hai visto il simpatico faccione del papà del migliore amico di tuo figlio sopra il simbolo del partito che vorresti bandire dai paesi civili? Rivedi in negativo la tua opinione su di lui, o in positivo su chi ha deciso di candidarlo? O su te stesso, perché ti eri illuso che la pensasse come te solo perché alla cena di fine anno scolastico avete ordinato tutti e due la pizza quattro pep

gio 19 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Da quel vero e proprio "cancro" che sono, i nostri Magistrati non si contentano di spargere le loro "metastasi" da Milano a Palermo, coprendo di guai giudiziari un sant'uomo che chiede solo di poter governare in pace le sue aziende, il suo harem e, se gli resta tempo, il nostro Paese. Ora le toghe rosse, sotto mentite spoglie, arrivano perfino a voler cambiare il corso della politica francese, esportandovi l'accusa di maialaggine contro Strauss Kahn, il più accreditato successore di Sarkozy, messo in galera a New York, dove non esistono provvidenziali leggi ad personam in grado di impedirlo. Pare che Berlusconi intenda prestargli il suo diabolico Ghedini, che ha già pronta la difesa: ma quale bunga bunga a cui sarebbe stata costretta quella cameriera? Strauss l'aveva solo invitata a fare un valzer!

Ha bene fatto Piacenti, col cuore in mano, a chiedere agli elettori riminesi un voto al PdL a consolazione del martirio giudiziario del premier. Perché si fa presto a dire che le sue più recenti esternazioni sembrano ormai da "fuori di testa" e tali da farlo apparire il primo "caso clinico" che governi una nazione: la verità è che è tutta colpa della Magistratura, il cui Consiglio Superiore è non a caso presieduto da Napolitano, del quale Berlusconi non sopporta più tutti quei richiami alla Costituzione.

gio 19 mag 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

In una padella capiente fate soffriggere la cipolla in poco olio, aggiungete guanciale stagionato a tocchetti, come nella ricetta tradizionale, o pancetta affumicata, che ha un suo perché. La quantità è a discrezione, il sapore è comunque garantito. Quando la parte grassa è quasi sciolta aggiungete la conserva, come da tradizione, o Polpa pronta se volete essere più naturali. Io consiglio la Mutti che è la migliore, buona la Valfrutta, da provare la Cirio (tengo o' core Italiano!! e vai con Depardieu!). E se avete quella fatta in casa dalla mamma non esitate a presentarla agli ospiti come un piatto speciale. Pulite poi il barattolo con un mezzo bicchiere d'acqua e aggiungetela al condimento, regolate con pepe e sale e cuocete a fuoco moderato mentre cuoce la pasta, che siano spaghetti o bucatini. Scolateli lievemente al dente e fateli "saltare" nella padella del condimento. Una spolverata di pecorino romano ci sta, no al parmigiano reggiano. Orrore!! Da provare tutte le varianti, con guanciale, pancetta, o con i pomodorini freschi in estate... Abbinate a vino rigorosamente rosso, se del Lazio è meglio, e non scordate il pane giusto per la scarpetta!

gio 19 mag 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

La prima buona notizia è che riapre il Giardino del Canevone in Via Tonini proprio mentre il candidato sindaco Gnassi dice che butterà giù il "Muro" che lo costeggia per farne una piazza insieme a piazzetta Ducale. Allora sedetevi, affidatevi alle sapienti doti di Alberto, sorseggiate vini e sbocconcellate un antipasto di pesce, chiudete gli occhi e sognate una piazza ampia, bella come le trovate a Parigi, ma il Canevone dei "veneziani" per cortesia lasciatelo a Rimini.
Altra buona notizia è l'aperitivo di venerdì 20 maggio dalle 18 e 30 in poi con i Franciacorta dell'azienda "Franca Contea", un Brut millesimato ed un Satén del 2007 con ostriche e crudité di mare.
Insomma dai cava spagnoli al brut, dal macabeo e parellada al blanc de blanc e chardonnay Massimo Zangheri del Caffè Commercio non smette di stupirci. Salute!

mer 01 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Uno dei tormentoni in voga a Rimini recita che "il centro destra non vuole vincere". Mai come in queste elezioni la realtà è andata oltre la diceria. L'opposizione ce l'ha davvero messa tutta per restare tale. Dall'affannosa ricerca dei candidato "non politico" - 11-nomi-11, tutti finiti in nulla - al lancio ufficiale di Marco Lombardi, con tanto di manifesti affissi nelle vie. Poi arriva la Lega e impone Gioenzo Renzi. Lega che, nella persona dell'onorevole Pini, non perde occasione per azzuffarsi con gli "alleati" del Pdl.
Renzi aspettava - e meritava - questa occasione da una vita. Il suo schieramento gliel'ha servita nel peggiore dei modi possibile. Non hanno certo aiutato neppure le sortite governative sulle materie che stanno più a cuore da queste parti. Dal ministero del turismo da piazzare a Rimini, alle concessioni di spiaggia per 90 anni: più che promesse concrete sono state percepite come trovate estemporanee, specchietti da far luccicare in faccia a chi viene considerato con l'anello al naso. Non bastasse, il turno elettorale di Rimini è incappato nello tsunami che ha sferzato il centrodestra in tutto il Paese.
Da noi la riprova più evidente di una tendenza che superava le questioni locali si è avuta a Cattolica. Qui anche il centrosinistra si era messo di buona lena, e da tempo, per suicidarsi. E invece non ci è riuscito, portando Cecchini a una vittoria davvero imprevista, se non altro nelle dimension

mer 01 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Domenica 29 maggio, Giampaolo Felici e il suo staff della bottega gastronomica "Ai Sapori Felici" hanno presentato nuovo modo per fare la grigliata, in compagnia di tanta gente, musica e spettacoli. E' stata una festa all'insegna della felicità e del "buon gusto" dove i protagonisti erano i nuovissimi spiedini speciali, prodotto unico su tutto il territorio in vendita per la prima volta da domenica 29 maggio. Si sono poi esibiti Paolo dei Naufraghi, Serena Cuccaro e il suo gruppo con uno spettacolo di danza araba e spagnola e la serata si è conclusa con la musica afro e samba con gli Ordem y Progreso, anche loro esclusivamente dal vivo.

mer 01 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Rossini Stefano

Qualità e chilometro zero. Tutti ne parlano, per alcuni sono sinonimi. In effetti è facile riempirsi la bocca di qualità. Più difficile riscontrarla e conoscerla. Ci si prova in molti modi: rintracciando i prodotti, costringendo i produttori a seguire precisi disciplinari per ottenere marchi Dop e Igp, ma spesso non è sufficiente.

Partiamo da zero. Cos'è la qualità? Secondo la definizione canonica, la qualità è la misura delle caratteristiche di un prodotto in confronto a quanto ci si attende da tale prodotto. In pratica quello che ci aspettiamo perché sia buono.
Questo rapporto di attesa è fondamentale. Perché nella qualità c'è un confronto. Come facciamo a sapere che l'olio extravergine di oliva che sto assaggiando è di qualità? Perché risponde a certe aspettative di gusto, olfatto, colore, sapidità che conosciamo perché abbiamo provato altri oli di maggiore o peggiore qualità.

Un esempio estremo! Se il primo hamburger della nostra vita è uno di McDonald's, è probabile che lo mangiamo e non ci dispiaccia. E' pieno di esaltatori di sapidità, di mayonese, di salse colorate e saporite (chi lavora al marketing sa fare il proprio lavoro). Poi, però, se siamo fortunati, un giorno ci facciamo fare un hamburger con carne fresca, magari di un bovino di razza autoctona allevato nella Valmarecchia, condito con scalogno fresco, con del pane preparato come si deve, e scopriamo, d'improvviso, che questo è di qualità e l'altro invece no.

mer 01 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Quando arriva maggio dopo la povertà dei mesi invernali (anche se oramai la verdura c'è tutto l'anno ma provate a seguirne le stagioni magari con uno di quei calendari che si trovano in giro con indicati i mesi, le figure delle verdure ed i frutti) è tempo di minestrone.

Il minestrone è politicamente corretto perché: vi fa ingurgitare la giusta razione di verdura che oramai viene strombazzata in tutti i giornali, fa felice vostra figlia che vuole fare la dieta, si mangia anche il giorno dopo ed infine se è fatto bene è buono.
Appunto, se è fatto bene perché ricordo con orrore la sbobba di mia zia: acqua bollente, metto dentro le verdure, ci aggiungo i quadretti a cinque minuti dalla fine cottura oppure ancora peggio i rimasugli di tutte le paste rimaste et voilà le minestrone. Poi ci si stupisce se i bambini protestano ed il marito sospira! 
Intanto le verdure: zucchine, bietole, carote, pomodorini per dare il colore, sedano (occhio perché se lo mangiate per due/tre giorni un pò annerisce) e poi aggiungete o togliete quello che vi sembra meglio per trovare il giusto sapore, se avete poco tempo sia al mercato che da Adriano, sublime emporio di verdura e frutta di San Giuliano a fianco della pizzeria da Marco, trovate dei pacchetti di verdure fresche già pronte per l'uso.
Scaldate un litro abbondante di acqua (a seconda della quantità di verdura, se necessario aggiungetela deve essere in brodo il minestrone), quando bolle abbassate e mettetegli un mezzo cucchiaino di brodo vegetale.

mer 01 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Due buone notizie oggi per i miei lettori, la prima è che ha riaperto il la Trattoria Farini di Luca Mei dopo un breve restiling. Non perdetevi il giardino ed il nuovo corso leggermente più informale del precedente con alcuni piatti di pesce da frequentare, uno per tutti la degustazione di antipasti, dieci piccoli piatti simpatici, golosi e "curiosi" perché la curiosità è il filo conduttore del nuovo corso di Luca.

Un posto incantevole la Trattoria Farini, soprattutto il giardino, da passarci una serata o, se siete amanti del mezzogiorno, una pausa pranzo decidete voi.
La seconda notizia è che è tornato lo chef Michele Mazzetti.

mer 01 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ioli Chiara

"But I remember when we were young" Ian Curtis lo cantava paradossalmente a vent'anni, sentendo già la nostalgia di un'età felice che forse non è mai esistita. D'altronde il post-punk della fine degli anni '70 era anche questo: questo diritto a capire che non c'è quasi più niente di bello, il diritto a sanguinare che i Joy Division hanno sempre rivendicato.
Giorgio Canali, in una formazione di eccezionale livello composta da Steve Dal Col e Angela Baraldi, offrirà un indimenticabile tributo alla storica band inglese il 4 giugno, presso la Grotta Rossa di Rimini, in una rivisitazione sorprendente fatta da chitarre rugginose, distorte e dalla voce profonda di una sensuale Angela Baraldi.
L'evento da non perdere si svolge all'interno della manifestazione "Grotta Rossa in Festa 2011": tre giornate, il 2, 3 e 4 giugno, ad ingresso libero con incontri, film, musica all'insegna dell'accoglienza, della Resistenza intesa come passato da riattualizzare sempre. Il 2 giugno ci sarà la finale del Contest Indie Rocket e il 3 il concerto "Addosso!": presentazione di un composito progetto musicale, un triplo cd focalizzato sulla storia italiana, realizzato dall'ANPI di Santarcangelo e Ribéss Records.

mer 01 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare" di Rob Marshall Con: Astrid Berges-Frisbey, Gemma Ward, Geoffrey Rush, Johnny Depp, Judi Dench, Keith Richards, Penélope Cruz

Ancora Jack Sparrow/Johnny Deep alle prese con avventura, humour e amore.
Non so che dire, a me questa saga non piace proprio.
Confezionata per sbancare il box office riempie il vuoto di film per ragazzi con tutti gli stereotipi del film di cappa e spada. Visto il successo di questo quarto episodio Marshall sarà già al lavoro per il quinto.

mer 01 giu 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

I risultati delle elezioni amministrative, per lo meno alla prima tornata, confermano secondo me alcune semplici ipotesi.

La prima è una generale diffidenza verso i partiti principali: se Atene piange, Sparta di certo non ride. Il calo dei voti che PDL-Lega hanno avuto in città come Milano rivela quanto si sapeva già: tante promesse erano state fatte e non sono state mantenute. Gli anni sono passati e il rinnovamento berlusconiano è stato timido e parziale. Milano è decaduta anche per la crisi dell'economia e del terziario, ma non solo per questo. Tuttavia l'affermazione delle liste 5 Stelle di Grillo in città di sinistra come Bologna e Rimini, mostrano che tanti elettori del PD sono assai scontenti, soprattutto dove il partito non ha brillato per buona amministrazione o non presenta candidature autorevoli.
A Torino il PD si è infatti affermato perché Chiamparino è stato un bravo amministratore, una persona onesta e capace, e Fassino si presenta in modo simile. Torino è cambiata in meglio durante l'amministrazione Chiamparino con una decisa innovazione pur nel rispetto delle tradizioni della città. A Napoli invece la popolarità ai minimi termini prodotta dall'ostinazione prima di Bassolino e poi della Iervolino a restare incollati alle loro poltrone e la goffa gestione delle primarie ha portato voti di sinistra al giustizialista De Magistris, senza peraltro premiare la destra di Lettieri fin dal primo turno

mer 01 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Galateo elettorale, seconda e inevitabile puntata: ovvero, come comportarsi con amici e conoscenti che si sono candidati alle elezioni comunali, una volta che le urne hanno emesso il loro verdetto. Eventualità che, come abbiamo osservato nella prima puntata, tocca parecchi riminesi, visto il numero di liste in gara.
Da ieri, finalmente, dopo settimane di cautele, sorrisi di circostanza e scongiuri a mezza voce, possiamo sciogliere le riserve e dare libero sfogo ai nostri veri sentimenti... Sì, magari! Mica è così facile. Okay, se a palazzo Garampi e dintorni è approdato il tuo abituale compagno di calcetto, con cui vai politicamente d'accordo non solo quando si discute se sono migliori le tagliatelle di Zaghini o quelle della Delinda, non c'è nessun problema, anzi, i tuoi rapporti con la pubblica amministrazione potrebbero d'ora in poi risultare molto più semplici. E pure se la volontà popolare ha bocciato le ambizioni politiche del tuo acerrimo nemico (che oltretutto preferisce le tagliatelle di un postaccio carissimo), il tuo sguardo già ostile si arricchirà di una beffarda nuance di compatimento. Era l'unico a non essersi accorto che la maggioranza della gente in città ha su di lui la stessa opinione che hai tu. 
Ma se invece ha ottenuto un plebiscito? Conviene tenergli il broncio o non è più utile tendergli sportivamente la mano, come ha fatto la Moratti con Pisapia (certo, dopo avergli dato del facinoroso ladro d'auto e simpatizzante di Al Qaeda, ma è acqua passata)? E se è il compagno di calcetto a essere stato trombato, bisogna offrirgli la cena di consolazione da Zaghini o dalla Delinda? Ma poi, bisogna proprio offrirgliela? Non dovrebbe offrirla lui a tutti gli amici che ha illuso, inducendoli a scommettere sul cavallo sbagliato?

mer 01 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Convengo che in politica occorrano fair play e spirito cavalleresco nei confronti dell'avversario sconfitto, al quale va tributato l'onore delle armi. Ma io in politica non ci sono più da anni, per cui in questo lunedì notte post elettorale posso permettermi di godere come un matto pensando a quale atroce sofferenza e incontenibile rabbia la disfatta appena subita stia provocando a Berlusconi, che peraltro non è il mio avversario, ma piuttosto il nemico numero uno del buonsenso, del buongusto, del buongoverno, della buona creanza e di tante altre buone cose che la sua rapace presenza sta mettendo sempre più a rischio. 

A rafforzare questa mia "licenza", si aggiunge poi un'emozione per la vittoria di Gnassi a Rimini che va ben oltre il suo significato politico. Lo so, rischio di cadere nel sentimentalismo, ma pensare ad Andrea sindaco è per me tutt'uno con l'affacciarsi prepotente di mille ricordi. Dall'incontro giovanile con i suoi genitori, Enrico e l'indimenticabile Lella, al lungo e comune percorso di vita che ne è seguito, contrassegnato dalla speranza (o forse dall'illusione) di poter contribuire a costruire un mondo migliore, lungo il quale sono cresciuti Andrea e "quel discolo" di suo fratello Sergio, assorbendone la più intima essenza. Siccome a una certa età è facile che i ricordi si colorino di masochistica nostalgia, ecco allora l'aggiunta di una malandata polaroid del 1973 scattata al compleanno di mia figlia Miki, con il futuro Sindaco di Rimini in grembiulino dell'asilo ritratto a fianco della festeggiata e, a seguire, di Gianna Giovagnoli, oggi moglie di Fabio Pazzaglia; con alle loro spalle Marco e Paolo Franchini, odierni titolari di un'azienda leader nel campo delle energie rinnovabili e, in mezzo a loro, l'attuale Presidente dell'Enaip, Sabrina Zanetti. 

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

La rassegna di concerti promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalla Diocesi di Rimini per valorizzare lo straordinario patrimonio organario custodito nelle chiese del territorio dopo l'esordio a San Fortunato del 27 maggio prosegue in giugno con due appuntamenti. Venerdì 10 giugno, nella Chiesa di Santa Rita, Luca Scandali eseguirà sull'organo di Gaetano Callido, opera n.150 del 1779, Musica Sacra a Venezia nel XVII secolo, col soprano Pamela Lucciarini. Venerdì 24 giugno nella Chiesa del Suffragio, che vanta un organo di Franz Zanin del 1976, Oboe e corno inglese tra XVIII e XIX secolo, con Marino Bedetti all'oboe e corno inglese e l'organista Andrea Macinanti. I brani saranno intervallati dalla lettura di passaggi particolarmente significativi della Divina Commedia. Ingresso libero, ore 21.

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

"La luna, Mohammed e la sua scimmia" (Il Ponte Vecchio, 2011) è l'opera prima di Silvio Biondi, Assistente capo di Polizia penitenziaria nel carcere di Rimini, scritta a quattro mani con Amedeo Blasi, che presso lo stesso Istituto è assistente giuridico-pedagogico. Racconti e ritratti che invitano il lettore a gettare uno sguardo oltre le sbarre che dividono l'umanità reclusa dal mondo di fuori. Spesso citato, Dante potrebbe essere la guida in questo girone. Ma poi l'amarezza si stempera nell'ironia. Di pagina in pagina si fa strada la forza consolante della vita quotidiana, e attraverso tratti rapidi le figure dei reclusi trovano voce, le ore e i giorni della vita carceraria sembrano farsi metafora di un destino comune. "A volte, qui in piedi dentro la cella guardo, a volte vedo fuori il mondo in forme particolari (...) E vedo, vedo il mondo fuori, respiro l'aria. Colgo il cielo."

mer 01 giu 2011 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Redazione

 

Addio vecchie locomotive. Le aree della stazione dove sono ospitati i reperti raccolti dall'Associazione Treni Storici Emilia Romagna sono state messe in vendita dalle Fs. E Trenitalia non ha rinnovato la convenzione con l'Associazione. Salterà così l'ormai tradizionale appuntamento di giugno, con la festosa invasione dei vecchi capannoni e i bambini che potevano vedere in azione le sbuffanti motrici a carbone. E rischia di disperdersi un patrimonio amorevolmente curato da un gruppo di appassionati, per lo più ex ferrovieri. Anche la Provincia si era espressa a favore di uno spazio museale. L'ultima speranza ora è che la Soprintendenza di Ravenna dichiari di interesse storico la piattaforma girevole, fra le poche superstiti, ancora funzionante nell'area ora in vendita.

 

mer 15 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

I più avvertiti fra gli esponenti del centro-destra lo stanno già rinascendo: il partito televisivo non funziona più. E proprio in tv si sono visti i segnali del declino, plasticamente rappresentato dalla mortificante catastrofe di Vittorio Sgarbi. Funziona ancora, invece, il partito di piazza, come si è visto con la manifestazione delle donne il 13 febbraio. E soprattutto funziona il partito delle piazze virtuali, con i network che affossano i telegiornali. La tornata amministrativa, sommata allo tsunami dei referendum, segnano la fine per una seconda repubblica mai nata. 

Troppo presto per dirlo? Molte ragioni inducono a ritenere di no. Innanzi tutto, il tramonto del leader con il quale la destra italiana si è identificata negli ultimi 17 anni. Tramonto che è innanzi tutto dell'uomo, e non solo per motivi anagrafici. E' impressionante notare che, secondo i sondaggi, ben un quarto degli elettori del Pdl che si è recato alle urne referendarie nonostante l'indicazione contraria di Berlusconi, lo ha fatto proprio con la motivazione di votare contro di lui. Una quota perfino superiore a quelle di chi fra gli elettori della Lega ha ragionato allo stesso modo. Ed è altrettanto esemplare la chiacchierata telefonica fra Flavio Briatore e Daniela Santanchè, finita sui giornali dopo essere stata intercettata dalla procura di Genova. I due, nonostante le pubbliche difese ad oltranza del loro capo, in privato la pensano esattamente come la gente "normale". 

 

mer 15 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

 

Andarsene, l'ultima speranza. Un pensiero che credo abbia attraversato il cuore di quasi tutti coloro che hanno lasciato dietro di sé il proprio paese alla ricerca di una vita migliore. Non mi meraviglio più quando in televisione si ripropongono scene di immigrati arrivati sani e salvi a Lampedusa che ringraziano tutti anche se in Italia li aspetta un centro di identificazione con filo spinato, guardie e un futuro incerto appeso ad un pezzo di carta. Ma tanto non è che cercavano il paradiso, ma solo un posto dove poter lavorare e vivere decentemente e la speranza è l'ultima a morire. 

Rimanere o andar via dall'Italia purtroppo non è solo un argomento che riguarda gli stranieri arrivati nel bel paese, ma anche gli italiani, sopratutto coloro che non si accontentano, coloro che non ci credono più, coloro che continuano a sognare. Vanno via gli immigrati che in Italia non hanno trovato una casa, ma solo una porta verso l'Europa. Vanno via i figli degli stranieri, le cosiddette seconde generazioni, che dopo un percorso scolastico coronato con la laurea non trovano lavoro, che non vogliono lavorare nei call center, che vogliono mettere a frutto le loro conoscenze, coloro che vogliono fare ricerca mentre in Italia ricerca quasi non si fa, coloro che hanno idee brillanti ma non soldi per metterle in pratica, coloro che a volte hanno subito discriminazioni per il colore della pelle o per un accento strano o sbagliato. Tornano nel loro paese gli immigrati che in Italia non hanno trovato la loro strada e non sono riusciti a vivere in una realtà a volte molto diversa rispetto al proprio paese. Scelgono di ritornare coloro che vedono cambiamenti positivi nel proprio paese e possibilità di crescita economica e personale. Molte volte il richiamo della propria terra è più forte di qualsiasi avversità.

 

mer 15 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non c'è bisogno di vivere qui da anni per sapere che il calendario riminese è quello delle altre città in negativo: i loro giorni festivi per noi sono segnati in nero, e viceversa. Qui, insomma, si lavora di più quando la gente normale si diverte, e più vuole divertirsi, più qui c'è lavoro. Le uniche a non essersene mai accorte sono le scuole: ai primi di giugno si chiude, e non ci sono santi. 
La scuola italiana è ferma a una piccola Italia anni Sessanta, dove le mamme non lavoravano e nella bella stagione ogni giardino, ogni cortile e ogni vicolo diventavano centri estivi autogestiti pullulanti di bambini, finché i papà e le mamme non li caricavano tutti sulla Seicento per portarli al mare a godersi il sacrosanto mese di ferie pagate. 
Qui a Rimini, dove il mare c'era già, i piccoli indigeni, lasciati per tre mesi allo stato brado da genitori impegnati a farsi il mazzo come bagnini, cuoche e albergatori, formavano branchi organizzati stile «Signore delle mosche», che colonizzavano angoli di spiaggia e campi incolti abbandonandosi spesso a pratiche para-teppistiche. A settembre papà e mamme venivano a riprenderseli, li contavano (a volte li confondevano perché dopo tre mesi non li riconoscevano più), e, se li ritrovavano tutti sani e salvi, tiravano un sospiro di sollievo. 

mer 15 giu 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

Il problema della fogne a Rimini è all'ordine del giorno. Ma come andavano le cose in passato?
Come ogni città romana, Ariminum era ben servita da acquedotti. Ma, una volta impiegata per i vari usi domestici, l'acqua diventava un problema per la salubritas civitatum e doveva quindi essere evacuata in maniera sistematica.
I romani inventarono un complesso sistema di canalizzazioni sotterranee, organizzate in vari ordini di grandezza a seconda delle aree servite e della portata d'acqua.
Al primo ordine si possono riferire gli scarichi di un insediamento privato, di una casa, o di un'attività artigianale, rappresentati da tombini di varia forma collegati a piccoli canali, che confluiscono in un'unica canalizzazione, che possiamo definire di secondo ordine.
Ogni singola canalizzazione andava poi a congiungersi con una di maggior portata, primaria, che si posizionava normalmente sotto gli assi stradali, ossia il terzo ordine, che all'occorrenza poteva confluire in un collettore terminale di grande portata, che scaricava nei fiumi o direttamente nel mare, che rappresentano il quarto ordine.
A Rimini il sistema fognario venne realizzato a partire dall'epoca repubblicana, e poi in particolare regnante Augusto, in congiunzione con l'assetto stradale preesistente, che venne usato fino ai secoli III-IV d.C. senza particolari riadattamenti.

mer 15 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Un ricco mese di giugno al Cinema Teatro Tiberio nel borgo San Giuliano di Rimini con appuntamenti cinematografici e incontri con i registi.
Mercoledì 15 giugno ritorna la rassegna "Accade domani" assaggi di cinema italiano e incontri con gli autori. La rassegna organizzata da Notorius Rimini Cineclub, con il contributo della FICE Emilia Romagna ed il sostegno della Provincia di Rimini. Il primo regista ad intervenire al Tiberio sarà Emidio Greco con la sua ultima opera "Notizie degli scavi" con Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini. Tratto dall'omonimo romanzo di Franco Lucentini il film di ambientazione contemporanea rispolvera dialoghi da cinema classico, attraverso una scelta precisa dell'autore.

mer 15 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Un ricco mese di giugno al Cinema Teatro Tiberio nel borgo San Giuliano di Rimini con appuntamenti cinematografici e incontri con i registi.
Mercoledì 15 giugno ritorna la rassegna "Accade domani" assaggi di cinema italiano e incontri con gli autori. La rassegna organizzata da Notorius Rimini Cineclub, con il contributo della FICE Emilia Romagna ed il sostegno della Provincia di Rimini. Il primo regista ad intervenire al Tiberio sarà Emidio Greco con la sua ultima opera "Notizie degli scavi" con Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini. Tratto dall'omonimo romanzo di Franco Lucentini il film di ambientazione contemporanea rispolvera dialoghi da cinema classico, attraverso una scelta precisa dell'autore.
Segue giovedì 23 giugno l'incontro con Emanuela Piovano che presenta il film "Le stelle inquiete" dedicato alla filosofa Simone Weill, una figura importante del ‘900, sicuramente da conoscere. Infine martedì 28 giugno arriverà a Rimini Giorgia Cecere e presenterà il suo esordio nel lungometraggio, "Il primo incarico" con Isabella Ragonese. Un film delicato di una sensibilità tutta femminile con una brava protagonista ormai matura.
I film iniziano alle ore 21 con ingresso a 6 euro. Ad ogni proiezione seguirà l'incontro con il regista nella piazzetta antistante l'Osteria Angolo Divino (nel prezzo del biglietto è incluso un calice di vino al termine del film).
A giugno riparte anche "La Vela Illuminata" proponendo cinema di qualità per adulti e ragazzi in venti splendidi borghi della provincia di Rimini.

mer 15 giu 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

L'esito elettorale ha avvicinato di un altro passo la fine dell'era Berlusconi. Silvio Berlusconi resterà nella storia italiana come l'uomo che ha saputo utilizzare nel modo migliore la situazione sociale, mediatica e politica dalla metà degli anni '70 al primo decennio del 2000. La sua fase giovanile lo vede primeggiare nell'insinuarsi prima e forzare poi un sistema televisivo arretrato, aprendo in Italia il mercato della pubblicità, di fatto tenuto chiuso dalla talebana visione della DC. Berlusconi non edifica un'impresa mattone su mattone come nella tradizione lombarda, ma si muove nel tramonto della Prima Repubblica appoggiandosi di volta in volta ai socialisti e ai democristiani e crescendo nelle falle di uno stato dominato dagli interessi miopi dei partiti. Non a caso i suoi settori di intervento sono la speculazione edilizia e la televisione, controllate dalla politica. E' sempre accompagnato da un robusto staff di avvocati col pelo sullo stomaco. Eppure non solo sopravvive là dove personaggi come Gardini, Calvi e Sindona perdono addirittura la vita, ma vince e prospera. Non si può certo dire che sia un imprenditore modello integro e moralista, ma sicuramente nel periodo in cui diede vita alla sua impresa l'Italia non era l'ambiente ideale per questa specie, se mai lo è stata. 
La seconda parte della vita di Berlusconi è quella della politica.

mer 15 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dopo l'esito straordinario del referendum, che ha visto il raggiungimento del quorum e una trionfale valanga
di "sì", sono certo che chi legge avrà nel frattempo già saputo delle inevitabili dimissioni dell'Amministratore Delegato di Hera, Maurizio Chiarini, che aveva perorato l'esito opposto di almeno il secondo dei due quesiti sull'acqua, quale irrinunciabile condizione per non compromettere quella che, dandomi un tono, chiamerò anch'io la "mission aziendale (o la ‘vision d'impresa'? Boh..) della multiutility". Visto che il socio di larga maggioranza di Hera altri non è che la collettività, rappresentata "pro tempore" da sindaci che nella quasi totalità si sono pronunciati - quando non addirittura battuti - per il "Sì", la domanda è perfino banale: s'è mai visto che un amministratore delegato, soccombente in un contrasto con la proprietà, non ne tragga le dovute conseguenze? Ma se anche non fosse stato il Sì a vincere quel referendum sull'acqua, come avrebbe potuto Chiarini sentirsela di rimanere al suo posto, dopo aver attivamente "brigato" contro la visione strategica del "socio effettivo" di riferimento? Ben sapendo, per di più, che "l'agognato privato" non avrebbe certo la delicatezza di aspettare il bel gesto dell'Amministratore Delegato per sancirne la dipartita. Se Hera dovrà dunque reperire un nuovo super manager, suggerisco di chiedere aiuto alla «Formatrice e consulente in Risorse Umane, Sviluppo Professionale e Personale» (l'insensata pioggia di maiuscole è sua), relatrice alla recente conferenza «Contattate le Vostre Risorse per raggiungere i vostri obbiettivi personali e professionali», tenutasi a Misano; che per l'occasione, dato il sapore vagamente yuppie del tema, si è sentita per una sera "la Misano da bere". Ben diversa - non me ne voglia il Sindaco Giannini - dalla Misano-misogina balzata in questi giorni all'onore (si fa per dire) delle cronache per aver accettato l'incredibile diktat della "consorella maggiore" Riccione - ahi ahi Pironi! - affinché la congiunta squadra anti-abusivismo che opererà in spiaggia sia composta di soli vigili maschi. 

mer 15 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Un nostro lettore ci chiede i segreti per una buona pizza fatta in casa. Ecco i consigli di Giovanni Ferrara, titolare della pizzeria Borgo antico in Via Cairoli 47, uno che di pizza se ne intende. "Questa è una ricetta semplice per fare una buona pizza fatta in casa" ci dice Giovanni.

Ingredienti: 
1 litro d'acqua
1,700 g di farina 00
60 g di sale
1/2 cubetto di lievito

mer 15 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

All'Orto in tavola di Novella in piazza Mazzini a Rimini trovate sicuramente frutta e verdura fresca di qualità presentate dalle due titolari,madre e figlia credo, che vi conducono tra carciofi ed asparagi con sicurezza, poi se ci guardate bene di fianco alla cassa c'è una scansia dedicata ai vini, piccola rivincita degli uomini del negozio.
Vini di fascia 6 - 10 euro di qualità, San Patrignano, podere Vecciano, Banfi, Cusumano solo per citare alcune cantine che ricordo, ed il vino che vi presento, il Lambrusco delle Terre Verdiane che io trovo solo qui.
Il lambrusco delle Terre Verdiane è prodotto nella zona di Parma e non in quella di Modena e questo farebbe già accapigliare i nostri lettori emiliani se ne avessimo, ha il gusto ricco e fruttato tipico del lambrusco, però il suo tono abboccato non deborda, il colore è rosso rubino, si presenta in una bella bottiglia ed anche questo non guasta, andrebbe servito a temperatura ambiente dove l'ambiente è quello di cantina quindi moderatamente fresco.
Se d'inverno lo accompagnate al lesso, d'estate con i piatti freddi come salumi, sottoli melone e formaggi ha un suo perché, non esagerate con il freddo ma servito fresco nelle sere d'estate è una delizia.
Salute!

mer 29 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

"Benedetto XVI è giunto nella più antica repubblica del mondo, fondata 500 anni fa da un profugo croato". Così l'inviato del TG3 ha raccontato alla nazione la visita del Papa a San Marino. Il giornalista in un colpo solo ha mancato di 1200 anni la fondazione - seppur mitica - della Repubblica - e ha attribuito allo scalpellino dalmata la cittadinanza di uno stato che ha iniziato ad esistere 600 anni dopo quello del Titano. Anche volendo riconoscere che gli Slavi si affacciarono sull'Adriatico fin dal VI secolo, per fare di Marino da Arbe un "croato" resterebbe l'invalicabile muro di 200 anni. Senza considerare che il Regno di Croazia si impadronì di Arbe-Rab, e saltuariamente, solo nel XII secolo. 

A dire il vero, qualcuno si è già esercitato in spericolati scavalcamenti storici. Ma finora erano stati solo i depliant turistici dei nostri dirimpettai, che tutti impettiti inseriscono fra i croati celebri anche "Marin".
Il Papa a San Marino ha lanciato un forte messaggio sull'accoglienza agli immigrati. Per il cronista la tentazione del richiamo storico "brillante" dev'essere stato troppo forte. Più forte anche del più banale controllo dei dati. 
Questo episodio minimo denota un atteggiamento che non appartiene solo ai media. E' la sovrana indifferenza che il "centro" nutre verso la "periferia". Lo stato italiano è nato sul filo di una forzatura: creare una struttura fortemente centralizzata, sul modello francese, partendo da una nazione che più composita non si può. Genti di ogni origine, le "cento città" ciascuna con storia e cultura propria, gli staterelli pre-unitari

 

mer 29 giu 2011 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Bernucci Annamaria

L'unica traccia che resta è nella toponomastica: via S.Gregorio. L'incrocio con via XX Settembre era il luogo dove sorgeva. La sua decadenza, come sottolinea Pier Giorgio Pasini, era già avviata con l'arrivo nel borgo dei Carmelitani, che presero possesso della chiesa di S.Giovanni Battista e delle case annesse, entrate a far parte del patrimonio e adattate a convento.
Pietro Santi (1737-1812), artista e incisore, intenditore d'arte e professore di disegno, architettura e ornato nel locale Ginnasio è tra le personalità più illuminate quanto trascurate del ‘700 riminese. Alla sua matita estrosa si deve una rara documentazione e traccia iconografica di S.Gregorio, ripresa dallo stesso Luigi Tonini: si tratta di tre disegni a penna e acquerello, conservati in Biblioteca Gambalunga, Gabinetto delle stampe e disegni, incollati su un unico foglio e la didascalia manoscritta così recita: Veduta dalla parte di levante dell'antico tempio cristiano posto fuori Porta Romana, collocato a mano sinistra in un podere. Corrono molte opinioni intorno a questo tempio, si dice che fosse l'antica cattedrale, altri il fonte battesimale ed altri un'antica parrocchia. Segue in successione un secondo disegno con la pianta e lo spaccato della antica S.Gregorio con dettagli dei capitelli e delle basi di colonna e un terzo schizzo con i particolari dei mosaici di cui l'interno era sicuramente decorato, con riferimento al tema del Buon Pastore. La dedicazione probabilmente è a S.Gregorio Magno e ricordava, considerando il tempo di edificazione, il mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, per la tipologia e la pianta a croce greca.

mer 29 giu 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

I risultati dei referendum sono stati molto più significativi delle elezioni amministrative. Dal 1995 nessun referendum abrogativo aveva raggiunto il quorum, a parte il referendum costituzionale del 2006.
Sull'esito pratico dei referendum è lecito avere dei dubbi: diversi referendum sono stati annullati dalla partitocrazia prendendo letteralmente per i fondelli gli elettori. Nel 1993 furono abrogati tra l'altro: le pene per la detenzione ad uso personale di droghe leggere, il finanziamento pubblico ai partiti, il Ministero dell'Agricoltura, il Ministero del Turismo e Spettacolo. Ogni commento è superfluo.
Ma il segnale che l'elettorato italiano è scontento di una serie di cose è ormai troppo evidente per poterlo negare. 
Il voto sul nucleare è l'espressione di paure irrazionali, e quello sul legittimo impedimento è la prova che Berlusconi è ormai visto come un politico al pari degli altri.
Il voto sull'acqua è più interessante. Pochi votanti hanno capito veramente di che cosa si trattava. Ma il senso del voto significa chiaramente: "Non crediamo più nelle privatizzazioni". Sia quelle di destra sia quelle di sinistra. Tant'è che, come spiegato da Nando Piccari su queste pagine, l'esito del referendum ha creato seri problemi nel colosso emiliano-romagnolo Hera.

mer 29 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Nella sua cristallina faziosità, il ministro La Russa l'aveva già annunciato il 9 maggio, portando il suo cameratesco soccorso al candidato sindaco della destra, allorché affermò, papale papale, che se avesse vinto Renzi sarebbero stati garantiti adeguati rinforzi estivi per l'ordine pubblico, altrimenti chissà. Avendo vinto Gnassi, non deve perciò stupire l'annuncio che quest'anno arriveranno solo 80 delle 140 unità aggiuntive destinate la scorsa estate alla Questura di Rimini. È vero che la nostra realtà può per fortuna contare sul "valore aggiunto" di un Questore quale Oreste Capocasa, ma anche per lui non sarà facile sopperire agli effetti della "vendicativa micragnosità" del Ministro degli Interni, come traspare dal suo commento, rispetto al quale non c'è bisogno di essere maliziosi per cogliere una nota di delusione, se non di vera e propria contrarietà: «I numeri sono questi e con questi dovremo fare. Ne prendo atto». Anche il Prefetto Mannino non è sembrato far salti di gioia, pur trovando modo - più per ragioni di "bon ton istituzionale" che per reale convinzione, verrebbe da sospettare - di dichiarare che, in fondo, poteva andare anche peggio.

Ma la vera notizia, nell'occasione, ce l'ha fornita l'On. Pizzolante. Non tanto con la sua difesa d'ufficio del Governo, ma per la motivazione che l'ha sorretta, così riassumibile: "la sinistra arriva ad affermare che 140 - 80 = 60? Vuol dire che la sua non solo è una cattiva politica, ma anche una cattiva aritmetica!" Ora, nessuno osa dubitare delle doti matematiche di Pizzolante, che peraltro è uomo di punta - insieme al mio amico Sergio Gambini, se non ricordo male - di una fondazione che si occupa di economia, materia che quanto meno richiede il saper fare di conto; per cui, se egli contesta con tanta sicurezza il risultato che i più credono di poter attribuire a quella semplice operazioncina di sottrazione, allora vuol dire che fra le "grandi riforme" del Governo Berlusconi, tutte sfuggite all'attenzione degli Italiani, c'è anche quella della "matematica ad personam".

mer 29 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ancora non so quale sia l'opinione politicamente più corretta in materia di velo - e non è che quello delle suore cattoliche sia meno velo del hijab islamico. Suppongo che d'estate un pezzo di stoffa fissato alla testa pizzichi e tenga caldo a prescindere dalla religione cui appartiene la testa che copre. 
Così il mio pensiero sul velo è, per così dire, stagionale: da settembre a giugno opto per il "è una scelta come un'altra, se è una scelta", mentre ai primi caldi scivolo in zona Santanché e fremo nel vedere teste imbacuccate sotto il solleone, specie se appartengono a ragazzine dall'aspetto ancora infantile. E mica si imbacuccano solo le teste: sia le suore che le musulmane integraliste si coprono tutto il corpo. Accidenti, la religione dovrebbe aiutarci a stare meglio al mondo, non peggio. E con trenta gradi all'ombra tre strati di vestiti non migliorano la qualità della vita. «A Dio non importa cosa mi metto in testa», diceva una mia amica bengalese e musulmana, convinta che il velo fosse «una cosa da arabi» (lei, di etnia indiana, si vestiva come le pareva e nei giorni di festa indossava un magnifico sari che le scopriva la pancia e che a Teheran le costerebbe la lapidazione). 
Si fa torto sia a Dio che ad Allah pensando che due onnipotenti creatori del cielo e della terra, con tutto quel che avevano da fare, abbiano perso tempo a legiferare sul guardaroba femminile: pippe inventate ex-post dai maschi monoteisti. Il velo in particolare potrebbe essere originariamente, un prestito pagano. In Medio Oriente il capo se lo coprivano soprattutto gli uomini, per proteggersi dal sole, e nella religione ebraica a doverselo tenere coperto sono ancora oggi solo i maschi.

mer 29 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

La carbonara non è una ricetta. La carbonara è una religione dove si scontrano due modi di vedere la cucina, due modi di intendere la vita.
Insomma cristiani e musulmani sotto le mura di Gerusaremme, Dio la vuole! Non mi meraviglierei se si raggiungesse un clima da Santa Inquisizione perché la vexata quaestio è: la carbonara vuole l'albume dell'uovo o no?
Vi immagino già sobbalzare sulla sedia, ma andiamo con ordine. Intanto alle origini la carbonara era fatta con i maccheroni. La spiegazione del nome è addebitata a due possibilità: la meno prosaica attiene alla copertura di pepe che va messo sul piatto (deve essere nero come il carbone); l'altra al fatto che è un piatto che si fa con un solo fuoco e quindi alla portata dei carbonari, che facevano il carbone di legna nei boschi dell'Appennino centrale: ancora oggi se si va a funghi ci si imbatte nei terrazzi circolari di pietra che servivano per questo mestiere.
Scegliete voi quello che vi sembra più vero.
Passiamo alla ricetta. Un tuorlo d'uovo per ogni, persona più un ulteriore tuorlo ogni 3-4 persone (insomma se siete in 3 ce ne vogliono 4 di tuorli): metteteli in una terrina, copriteli abbondantemente con metà pecorino e metà parmigiano reggiano grattugiati, poi siate generosi con il pepe ed un goccio, ma solo un goccio, di panna od in alternativa di latte per mantecare meglio. Mantecate il tutto. A parte soffriggete del guanciale in poco olio per qualche minuto. Cocete e scolate gli spaghetti, metteteli in una terrina. Ora attenti all'ordine di immissione: prima la pancetta e mescolate, poi la miscela di uovo e compagnia mentre mescolate, infine prendete qualche spaghetto per pulire la mantecatura, amalgamate bene e servite.

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Ogni martedì l'associazione Ippocampo (Laboratorio urbano della memoria sarà in piazza Pascoli di Viserba in occasione del mercatino degli artigiani organizzato dal Comitato Turistico.
I soci di Ippocampo mostreranno immagini d'epoca, video, interviste raccolte sul territorio in un anno e mezzo di vita anche grazie alla collaborazione di concittadini e turisti.
L'invito è a contribuire: chi trovasse vecchie cartoline o fotografie su Viserba e dintorni può metterle a disposizione, le immagini verranno scansionate e quindi restituite ai proprietari.
Fra gli altri progetti dell'associazione, anche una ricerca sui soprannomi delle famiglie viserbesi. 
Parte del materiale raccolto è consultabile liberamente sul sito www.ippocampoviserba.it

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sarà anche estate, ma sui canoni demaniali continua a regnare nebbia fitta. E i nervi degli operatori sono messi a dura prova dalle docce scozzesi cui sono sottoposti, fra promesse mirabolanti e minacce di esazioni all'ultimo sangue. L'ultima notizia è una boccata di ossigeno: il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dei locali situati nelle aree portuali di Riccione e Rimini, i quali non dovranno - almeno per ora - pagare i canoni maggiorati. 
Sul fronte della spiaggia, invece, si discute nei ministeri, dopo che le commissioni Finanze e Bilancio della Camera avevano stralciato i primi tre commi dell'articolo 3 del Decreto Sviluppo, riguardanti le concessioni demaniali marittime. Soddisfatte le associazioni di categoria, come la Cna Balneatori di Rimini, secondo la quale "occorre ora un provvedimento che coinvolga anche Regioni e associazioni di categoria, per una norma che chiuda la procedura d'infrazione aperta verso l'Italia dalla Ue, e nello stesso tempo riconosca alle imprese turistiche italiane la loro professionalità, gli impegni profusi, gli investimenti effettuati". A questo scopo sono in corso incontri con il ministro Fitto.

mer 29 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Finalmente esplode l'estate. Caldo, sole, sete, movida e notte fonda. Questo è il momento di ricordarsi della più bella terrazza dei dintorni, quella del ristorante Bellavista a Montescudo.
Se ci andate la sera la riviera sembra un cielo stellato rovesciato, stelle sopra, stelle sotto e brezza.
Se ci andate a mezzogiorno o all'inbrunire quello che vedete sembra arrivi da una poesia di Tonino Guerra perchè "il mare che è una riga lunga e blu" è là in fondo, spesso si perde nella foschia.
Insomma il posto è bellissimo e poi dal Bellavista si mangia bene al giusto prezzo, questo lo sanno tutti.
Quando avete finito rilassatevi, fate due passi per il borgo di Montescudo, ascoltate i vostri passi, il rintocco della campana e l'odore serale dei tigli.
Non è che tutte queste cose se le è inventate Mariano, il sapiente gestore del ristorante, lui dà solo da mangiare il resto è Romagna, per fortuna che ci sono nato.

mer 13 lug 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Le fogne: come è finita Rimini in questa situazione? Semplice: c'è sempre stata. Le cose stanno così da almeno trent'anni, come hanno spiegato gli ex-sindaci sulle pagine del Corriere Romagna. Solo che fino a qualche tempo fa vigeva la congiura del silenzio: quando pioveva si aprivano le paratie degli scarichi a mare, ma tutti tacevano. Perfino fra i giornali locali c'era il patto non scritto di non toccare l'argomento. Poi la gente ha iniziato a non tacere più. Innanzi tutto il Pm Roberto Sapio, che denunciò la situazione già nel 1990. Poi l'attività del comitato "Basta merda in mare", che fece in tempo a divenire associazione senza poter chiudere la sua "ragione sociale". E solo in extremis la giunta Ravaioli ha riconosciuto il problema per quello che è, varando un piano ventennale che costerebbe 932 milioni di euro. Ora fioccano i "ma se avessimo pensato alle fogne invece di fare...": seguono gli "invece" più vari, dalla fiera al palacongressi, dalla nuova darsena al Caar, dal metrò di costa al Capodanno Rai e la Notte Rosa. Purtroppo, piaccia o no, ha ragione Massimo Conti: "Mettere i soldi sottoterra non rende"; in termini di voti, naturalmente. Fatto sta che a Riccione ai tempi dell'emergenza mucillagini i soldi arrivati per fronteggiarla furono usati proprio per sdoppiare le reti fognarie. D'accordo, Riccione non è Rimini, ha un territorio piccolissimo ed entrate molto alte, grazie soprattutto alla presenza di seconde case di pregio. Eppure là i sindaci non ebbero paura di perdere voti. Non per questo i soldi non sono stati spesi: miliardi e miliardi di lire, ma mai per arrivare a una soluzione definitiva. Ora come se ne esce? Le soluzioni-tampone, oltre che costose anch'esse e non di rapida realizzazione, non appaiono il massimo della vita.

mer 13 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Continuano senza fine le tragedie degli immigrati nel Mediterraneo. Ascoltando le notizie di tutti i giorni, siamo quasi abituati alla situazione, non si tiene più il conto dei morti. Ma basta un attimo per riflettere e ragionare... e mettersi le mani in testa e tirarsi i capelli. E' terribile tutto ciò. Centinaia, di bambini, donne e uomini, esseri umani che muoiono affogati per cercare un futuro, una vita migliore. Famiglie distrutte, popoli con piaghe aperte a vita. Chi sono i responsabili, chi deve rimediare, chi deve pensare agli errori, chi deve pagare, chi deve piangere, perché?! Non si trova risposta, non c'è rimedio! Per questo, l'essere umano, crede, pensa e spera nel Paradiso, perché l'altra vita sarà migliore... Perché questa vita è provvisoria, giusto per soffrire, odiarsi, ammazzarsi. Siamo intelligenti, capaci e abbiamo le risorse necessarie per raggiungere anche la luna, ma non possiamo rimediare alle piaghe del povero cittadino. Non riusciamo a costruire i ponti fra i popoli, ma lasciamo morire centinaia di vite in mezzo alle onde terribili del Mediterraneo. Ma la colpa non è delle onde.

mer 13 lug 2011 - Notizia di Centro Storico - scritto da Bernucci Annamaria

 

Prima del furioso bombardamento del marzo 1944, chi percorreva la via Patara (ora via IV Novembre) in direzione della stazione ferroviaria, ammirava sulla sinistra lo scenografico complesso dell'Oratorio di S.Girolamo.

L'insieme doveva produrre un bell'effetto visivo, con i due propilei (cioè le due cappelle laterali) ancora superstiti, e al centro una struttura divisoria, chiamata dallo storico Luigi Tonini "una graziosa barriera". In fondo, in posizione centrale "a giusto spazzo ammattonato ed elegante" si ergeva l'Oratorio Maggiore di S.Girolamo. Il quale, continua ancora il Tonini "tutto che ne resti grezza ancora e disadorna la fronte, accoglie poi nell'interno per dipinti, per intagli, e per oro quanto meglio importi a renderlo splendidissimo".
Eretto dalla omonima Congregazione tra il 1626 ei 1638 su disegno del confratello Francesco Beldrati, costituiva, un eminente monumento per fede e per patrimonio artistico. Fu poi trasformato e ridisegnato dall'architetto bolognese Gaetano Stegani nel 1782 nelle forme che ancora in parte sopravvivono (le cappelle laterali.
La storia della Congregazione riminese affonda a tempi remoti. Il pio sodalizio fu istituito infatti nel 1442; il culto del santo istriano era molto vivo a Rimini e legato alla famiglia Malatesta. 
La Congregazione è tuttora attiva e promuove iniziative culturali. S.Girolamo, dottore della chiesa è riconosciuto come il primo traduttore dal greco e dall'ebraico dei sacri testi in latino. Il sito dove venne eretta la chiesa di S.Girolamo era esattamente dove sorgeva nel XIII secolo la chiesa di S.Giovanni degli Armeni, acquisita nel 1442 dalla Confraternita di S.Girolamo. Una confraternita potente dunque, con ricche dotazioni e ancor più ricche frequentazioni, dedita all'assistenza e alle elemosine.

 

mer 13 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Sono i baristi sono i nuovi educatori. E non parlo dei baristi da canzonetta, quei maestri zen in incognito che si chiamano sempre Mario o Gino ed elargiscono perle di saggezza mentre miscelano uno spritz. No, bastano quelli dei bar della spiaggia, che siano cinquantenni tatuati o ragazze col piercing. A nostra insaputa, forse in seguito a un Congresso Mondiale Segreto dei Baristi (secondo il Talmud in ogni epoca vi sono nel mondo trentasei baristi giusti per amore dei quali Dio, che ama lo spritz ben fatto, si trattiene dal distruggere il mondo), i gestori di mescite di bevande e affini si sono assunti il compito di insegnarci il rispetto per l'acqua potabile, bene sempre più prezioso. Con un solo, semplice provvedimento: far pagare la bottiglietta di minerale da mezzo litro cinque-sei volte quel che costa al supermercato. 
Bravi. Anzi, sono prezzi ancora troppo bassi. La disinformazione sulla buona qualità dell'acqua del rubinetto, la scarsa previdenza che ci fa uscire senza una bottiglietta riempita a casa, l'aggiungere altri rifiuti nei cassonetti della plastica in genere già strapieni o, peggio ancora, lasciarli dove capita, sono lussi che vanno pagati cari. Senza contare che il rincaro della minerale al bar è la simulazione più convincente di quel che sarebbe potuto succedere se il referendum del 13 giugno non avesse stoppato la privatizzazione dell'acqua potabile: tipo che il privato si sveglia la mattina e decide di fartela pagare cinque euro al litro, e tu puoi scegliere solo se pagare o lasciare il rubinetto in balia delle ragnatele. Più educativo di così. 

mer 13 lug 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Harry Potter e i doni della morte - Parte II "(3D) di David Yates con Daniel Radcliffe, Emma Thompson, Emma Watson, Gary Oldman, Helena Bonham Carter, Ralph Fiennes

Harry, Ron ed Hermione tornano ad Hogwarts per scovare e distruggere gli ultimi Horcrux di Voldemort. Assisteremo alla più tremenda delle battaglie finali...
Ultimo (?) capitolo della saga del maghetto più famoso del mondo. Cosa faranno Radcliffe e la Watson ora? Questo episodio sembra sia uno dei migliori della saga, saprà accontentare tutti i milioni di fans in giro per il mondo. 
Personalmente non ci provo neanche. Ho visto tre episodi, non sono diventato fan, non ho capito il successo planetario di questo "giocattolo" e gli interpreti mi sono vagamente antipatici. C'est la vie...

mer 13 lug 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nell'ultimo articolo avevo scritto che ci aspettava una dura manovra da 40 miliardi di euro, che appariva inevitabile essendo stata richiesta dalla UE e approvata dal Parlamento. Ma sono stato giocato dall'astuzia della partitocrazia italiana. D'altra parte, se da 40 anni se ne stanno sulle loro poltrone profumatamente pagate con i nostri soldi, è chiaro che sono più furbi di noi. 
A questo proposito, vediamo che ci sono società che premiano l'intelligenza e altre la furbizia. La furbizia è una forma di intelligenza, ma sotto certi aspetti non solo se ne distingue, ma vi si oppone.
"Chi copia un compito è furbo... chi lo scrive è intelligente..." - scrive una blogger. 
La furbizia è intelligenza applicata al qui, ora e io e mirante a ottenere obiettivi personali senza troppo guardare ai mezzi. Che sia virtù italica lo dicono in molti: "Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare." (Michele Serra); "La furberia è una qualità italiana potente, però ci ha rovinato." (Roberto Benigni).
In Università, per esempio, un tipo di furbo è quello che, mentre gli altri studiavano e scrivevano libri, ha saputo entrare nelle grazie dei baroni che di volta in volta controllavano i concorsi, facendo qualsiasi lavoro essi trovavano utile, evitando con cura di essere più brillante di loro. Ottenuta la cattedra in tempi rapidi, è passato alla tattica di lavorare il meno possibile e cercare ogni occasione per integrare il già cospicuo stipendio con altre docenze o consulenze. Non ha scritto nulla di notevole, non ha mai dato nulla a nessuno senza avere un utile, non ti contatta se non per chiedere favori che non restituirà mai.

mer 13 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non so se in Val di Susa sia più odiosa la criminalità dei delinquenti che, muniti di casco e a volto coperto, tentano di spaccare quante più teste possibili a operai e poliziotti, o l'ipocrisia di certi capi-corteo che contestano l'eco mediatica a quelle gesta terroristiche; un'eco che loro vorrebbero limitare al solo resoconto delle festose manifestazioni in cui si ostenta un pacifismo invero un po' sinistro, poiché finge di ignorare che nel frattempo, a poca distanza di lì, "il braccio armato" del movimento "No Tav" sta svolgendo il suo lavoro sporco. Lungi da me voler sminuire il significato di una mobilitazione che esprime disagio sociale e forte attaccamento alla propria terra; perché comunque la si valuti, non v'è dubbio che quell'opera costringa a fare i conti con la lacerante contraddizione che si ripete ogni volta che "una scelta di progresso" collide con l'integrità del territorio destinato ad ospitarla. So inoltre bene che i valligiani che manifestano non sono, nella stragrande maggioranza, degli intenzionali fiancheggiatori dei violenti; ma di fatto lo sono ormai diventati, loro malgrado. Sì, perché nessuno ha finora avuto il coraggio di dire, forte e chiaro, magari con una manifestazione ad hoc: "O loro o noi! Basta di vedere la nostra protesta inquinata dai mascalzoni! E basta pure con tutta questa gente che piomba qui da fuori, a parlare a nostro nome". Invece, anche tante brave persone si lasciano docilmente guidare da ambigui figuri come quel tal Perino, un megalomane che facendo sfoggio di idiota blasfemia osa paragonarsi «ai partigiani che difendevano la Val di Susa dai nazifascisti». Quei cittadini diventano poi inconsapevoli sponsor del farneticante "grillo qualunque", arrivato fin lassù a cercare un po' di mercato per i suoi prossimi comizi a pagamento; oppure offrono la sponda a becchini della sinistra come Ferrero, o a primedonne dell'antagonismo sindacal-perdente come Cremaschi, palla al piede della CGIL

mer 13 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Prima della fine del mese di luglio nascerà la "Società aeroporti di Romagna" (Sar). Ma prima di qualsiasi fusione i soci dovranno far fronte alle proprie perdite di bilancio. Soci di riferimento sono Regione, Province di Rimini e Forlì-Cesena, Comuni di Rimini e Forlì. Le realtà coinvolte nella fusione, l'11 luglio hanno siglato un protocollo nella sede della Regione, in cui si impegnano alla costituzione della Sar nella quale effettueranno conferimenti, sia azionari che in denaro. "Si tratta di una operazione - dicono Comune Provincia di Rimini in una nota congiunta - che non pregiudica, ma piuttosto interagisce, con i piani di sviluppo di Aeradria che proseguono e vedranno il Comune di Rimini impegnato nella sottoscrizione dell'aumento di capitale nelle prossime settimane mentre la Provincia ha già sottoscritto la propria quota.

mer 13 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il Consiglio Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha esaminato e discusso gli elementi presentati da Mediobanca - advisor della Fondazione stessa - per superare la fase di amministrazione straordinaria di Banca Carim SpA. Mediobanca ha illustrato i quattro scenari possibili per il rilancio. Fra questi scenari, "Il Consiglio Generale ha orientato la Presidenza della Fondazione e richiesto a Mediobanca di perseguire prioritariamente l'ipotesi di mantenimento dell'autonomia, preservandone il controllo".
Quindi, "Il Consiglio Generale ha invitato l'advisor a verificare ed approfondire un'ipotesi finalizzata alla copertura del fabbisogno corrente attraverso l'intervento diretto della Fondazione, degli attuali 7.015 soci, dell'imprenditoria locale, di investitori istituzionali e di quanti hanno a cuore la positiva conclusione della vicenda Carim. 
Tale aumento di capitale dovrà poi essere accompagnato da un nuovo piano industriale che rifocalizzi il ruolo della banca quale efficiente partner per le esigenze di famiglie, operatori, imprenditori per favorire e assecondare lo sviluppo locale".

mer 13 lug 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Verdicchio di Matelica 2009 - Az. Agr. Cavalieri (MC)

Notevoli differenze lo distinguono dal blasonato 'cugino' Verdicchio di Jesi. I vini di Jesi tendono ad avere aromi di fiori ed essenze fruttate, il Verdicchio di Matelica &egraegrave; più smorzato ed elegante, con delicata ma persistente nota di pesca e mela, ben equilibrato, caratterizzato da un piacevole finale ammandorlato. Da abbinare a pesce e molluschi, fantastico con un classico brodetto romagnolo. € 7,50

mer 13 lug 2011 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

All'inizio fu la Stella Adriatica. Era il 1974 quando Maurizio Fabbri cercò di dedicare il campo di basket di Regina Pacis a suo padre Serafino Fabbri, mancato da poco.
La geografia cestistica di quel tempo era semplice: il centro storico gravitava sul campo all'aperto delle ACLI in via Dante. Un altro grande centro di attrazione erano i salesiani in via Tripoli dove avrà sede la storica Orsa che darà tanti buoni giocatori alla causa riminese. Il terzo polo era Regina Pacis con la Stella Adriatica e vecchi nomi come Savelli, Righetti ed un tal Giulio soprannominato "Jellini" (Giulio Jellini era il play della nazionale a cui Giulio assomigliava) di cui si è perso il cognome vero.
In questi posti ci si incontrava per giocare su campi rigorosamente in cemento, con leader dei play ground come si direbbe ora e storie di sfide e controsfide. Nomi e soprannomi, Baldelli detto "la mucca", Minelli detto Mino il primo "americano" di Rimini, Massimo Totti che era il più piccolo ma in pratica il vero padrone delle ACLI. Ogni tanto comparivano dall'alto dell'allora serie B Cervellini, Maurizio Ioli, Parmeggiani, Luca Rinaldi, Paolo Macori, Brancaleoni, Giancarlo Torrasi e Tasselli: e allora tutti noi piccoli a sedere, perché giocavano i grandi e se facevi il pataca prendevi pure uno scapaccione.

mer 13 lug 2011 - Notizia di sport - scritto da Redazione

Torna per la settima edizione dal 12 luglio al 4 agosto "3... 2... 1... Sport!", l'iniziativa del Comune di Rimini nata con l'intento di promuovere l'attività sportiva tra i giovanissimi.
Tutti i residenti a Rimini di età compresa tra 6 e 11 anni avranno la possibilità di provare gratuitamente, per 9 settimane, una disciplina sportiva a loro scelta. A questi 7.593 bambini (nati tra l'1/1/2000 e il 31/12//2005) è stata inviata una comunicazione con l'invito ad iscriversi all'iniziativa: sarà sufficiente connettersi al sito http://sport.comune.rimini.it e digitare il codice personale ricevuto per posta, oppure recarsi al palazzetto dello sport Flaminio il martedì e il giovedì dalle 14 alle 17. 
Molto ampio il ventaglio delle specialità previste, che saranno ben 52: dall'atletica leggera al baseball, dal calcio alla break dance, dal ciclismo ai vari tipi di danza, dalla ginnastica al nuoto fino al tennis, al pugilato, alla scherma e tanti altri ancora.

mer 27 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Siamo in piena estate e la calura estiva appesantisce le nostre giornate. Negli ultimi anni, sempre più, si moltiplicano nelle case i condizionatori d'aria, utili e, a volte, indispensabili mezzi per sopportare i mesi caldi. Il mercato offre diverse possibilità per rinfrescare gli ambienti e non è sempre facile orientarsi verso l'acquisto più idoneo alle proprie necessità. Quale tipo di condizionatore è meglio acquistare? Che caratteristiche occorre valutare? Dove posizionarli? Ne parliamo con l'architetto Susanna Donnini, esperta in Bio Architettura. 
Architetto, che tipi di condizionatori propone il mercato e quali sono le differenze?
"Il mercato propone il Sistema Split (unità interna), che provvede a mettere in circolo l'aria distribuendola nei locali attraverso un'apposita feritoia. Le unità interne possono essere installate a muro (di solito nella parte alta), a pavimento (fancoil), a consolle (a soffitto senza controsoffitto), a cassetta (ad incasso nei controsoffitti) o canalizzabili (insieme a condotti d'aria). Il Sistema Radiante è costituito invece da tubazioni annegate nel pavimento, nella parete o nel soffitto; durante l'inverno, il liquido fatto passare nei tubicini serve per riscaldare gli ambienti e d'estate può essere usato per rinfrescare gli ambienti".

mer 27 lug 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Con l'Islam il buonismo non paga. Norvegia sotto attacco: un massacro". Il 23 luglio scorso Maurizio Belpietro ha deciso di entrare nella storia del giornalismo con questo titolo epocale, quando già a fine giornata più nessuno al mondo scommetteva sulla pista islamica. I fatti separati dalle opinioni, si diceva un tempo. Dopo l'asettica notizia, ecco infatti che Libero ci regala anche il commento, affidato a Carlo Panella. Uno che se ne intende, come dice di se stesso: "avendo sbagliato tutto sulla rivoluzione di Khomeini nel 1978, quale inviato speciale di Lotta Continua in Iran, da 30 anni studia e frequenta l'Islam e i paesi mediorientali". Da tali studi e frequentazioni promana la seguente analisi: "Fine dell'illusione, rischia anche l'Italia". Certi giornali d'estate sono a corto di personale e anticipano la chiusura. Capita quindi di prendere "buchi", ovvero di non pubblicare notizie che invece i concorrenti più nottambuli possono riportare. Capita anche di prendere fischi per fiaschi; ma il giorno dopo, magari in un pudico trafiletto sepolto nella pagina delle lettere, l'usanza è che il direttore si scusi della cantonata. Niente di tutto questo meritano però i lettori di Belpietro & C. Come se fossero due giornali diversi, Libero del 24 luglio esibisce il biondo assassino - norvegese, di destra e "cristiano", dice lui - in prima pagina: "Ha ucciso 100 norvegesi perché odia gli islamici". Forse i lettori di Libero proprio questo invece meritano, perché questo chiedono

mer 27 lug 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quando i soldi mancano i furbi abbondano. Vado a fare la spesa dal mio fruttivendolo.
Pago e la commessa mi fa: "Questi non sono buoni", ridandomi indietro quattro monetine da due centesimi. "Come non sono buoni?" faccio io, guardandoli. Si sa che nessuno fa monetine false, perché il costo non vale il guadagno. E infatti la ragazza non si è espressa correttamente (anche lei, come il proprietario del negozio, immigrata e anche lei grande lavoratrice): si tratta di monete perfettamente valide, ma sono centesimi di dollaro. Per l'esattezza, monete da un cent. Che sono identiche per taglia e colore a quelle da due cent di Euro.
Mi viene da ridere: "Ma certo - dico - un cent di dollaro vale circa 0,70 cent di euro, due cent di dollaro valgono 1,4 cent di euro, quindi ci guadagni 0,6 cent di euro per ogni monetina!"
A casa, faccio i conti. Se qualcuno si procura un bel sacchetto di cent americani, diciamo 1.000 monetine, per un totale di 10 dollari, e li spaccia per 2 cent di euro, realizza un utile di 0,6 per 1.000 = 600 cent di euro = 6 euro. 10.000 monetine = 60 euro. Ma quanto ci vuole a spacciare 1.000 monetine? E vale la pena portare fin dagli USA tutti quei cent (visto che in banca non tengono i centesimi per il cambio)? Dato che una donna delle pulizie prende 8 euro all'ora, vale veramente la pena?

mer 27 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Lo so che a dirla così passo per megalomane, ma Fini mi ha bruciato sul tempo allorché, giorni fa, ha contestato quell'espressione abusata che ormai è sulla bocca e sulla penna di tanti, dal più celebre politologo all'ultimo pataca: i costi della politica. Se non ci si vuole accodare al rozzo quaraquaqua del grillismo ignorante, bisogna parlare di costo della cosa pubblica, che è dato dalla somma di più voci; e riconoscere che ciò che viene impropriamente chiamato costo della politica, anziché costo della democrazia, è solo una di quelle voci e non "il tutto", come in troppi si affannano invece a farci credere.

Se si vuol essere seri, bisogna non aver paura di dire, alto e forte, che fra i costi della democrazia ve ne sono di sacrosanti, da difendere come la linea del Piave; mentre altri si ha il dovere morale e civile di ridimensionarli o eliminarli, trattandosi di privilegi non dovuti o di spese che erano giustificate in origine, ma oggi non più. Così come bisogna riconoscere che vanno sottoposti a ricognizione non solo le Istituzioni e gli Enti elettivi, ma anche tanti altri soggetti pubblici, dove non mancano costosi privilegi e antieconomiche storture burocratiche. Vogliamo elencarne qualcuno, magari di quelli che dispensano volentieri prediche e anatemi alla politica? Ma chi l'ha detto che Tar, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Cnel, Prefetture, Authority, Provveditorati e Soprintendenze di diversa natura, siano santuari immacolati e intangibili?

mer 27 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Nella penombra complice della platea ancora vuota, la signora di mezza età con la borsa sottobraccio avanza rapidamente tra i sedili, raggiunge le prime file e appoggia la borsa su una poltrona. Ne estrae l'ombrello pieghevole e due giornali e li distribuisce sulle tre poltrone vicine. Poi si toglie il foulard e l'appoggia su un quinto sedile. Poi la giacca, e l'appoggia su una sesta poltrona. Poi si sfila la camicetta (sotto ha un top) e la depone su una settima. Quindi comincia a sfilarsi la gonna (sotto ha la sottoveste), e la sistema su un'ottava. Infine, seminuda, si apposta su una nona poltrona e attende con lo sguardo lampeggiante. 
Non è il remake di «9 settimane e mezzo». Semmai «9 poltrone e mezzo», cioè il numero medio di posti a sedere che la Prendiposto professionista riminese riesce ad accaparrare in anticipo negli spettacoli in cui i posti a sedere non sono numerati (cinema all'aperto, saggi scolastici ecc.). E' una missione che svolge in nome e per conto di parenti, affini e conoscenti i quali arriveranno dopo, con tutta calma. 
Quel "9 e mezzo" non indica che la Prendiposto si accontenti di una frazione di poltrona o che tenga in braccio un decimo parente (anche se succede), ma che si tratta appunto di una media: in inverno, quando è più vestita, una Prendiposto in gamba può prendere da sola intere file di posti, specie se (come pare facciano le più organizzate) ha predisposto all'uopo una borsa di vecchie sciarpe e cappelli originariamente destinati alla Caritas. In estate, se la serata è calda o il locale non ha l'aria condizionata, deve limitarsi a sei, pena una denuncia per oltraggio al pudore, che la Prendiposto teme soprattutto perché dovrebbe rimettersi i vestiti, liberando le poltrone riservate al suo sterminato clan. Il cui diritto ad arrivare tardi e alloggiare bene va difeso con le unghie e con i denti, tipo coloni israeliani in Cisgiordania. 

mer 27 lug 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Rossini Stefano

C'è un po' di snobismo di fondo a considerare il vino una bevanda nobile e la birra poco più di una bibita dissetante. In questo siamo corroborati dalla cultura classica a cui apparteniamo, che ha dedicato pagine e pagine al nettare d'uva e pochi passaggi, non sempre lusinghieri, alla bevanda di malto e luppolo. Eppure, per quanto il vino sia sotto certi aspetti un prodotto più complesso e che ben si associa a occasioni prestigiose, anche la birra sta scoprendo una sua nobiltà e importanza.

Il mondo delle birre, sotto l'aspetto della varietà e delle sfumature di gusto, non ha nulla da invidiare al vino. Esistono più di 20 varietà di base di birra, tra cui la Lager, la Pilsner, le Ale, le Stout, le Weizen. solo per citare le più famose, che nascono dalle diverse proporzioni con cui si mescolano il malto e il luppolo, dai tempi di fermentazione, dalla tostatura e da molti altri fattori. Ci sono birre chiare e leggere e fruttate, ideali per l'estate, e quelle scure e corpose, amare che ben si accostano anche a piatti di carne. I sentori vanno dagli agrumi, i lieviti, sino al caffé, cioccolata, liquirizia.

C'è infine da combattere una mentalità che per anni ha identificato il nostro paese e i cugini d'Oltralpe come patria solo del vino e gli altri paesi europei come luoghi della birra. I numeri però indicano un andamento diverso. Non si discute sul fatto che l'Italia sia terra di vino, ma esistono altre realtà che meritano di essere trovate e assaggiate. Negli ultimi anni i microbirrifici artigianali sono aumentati in modo esponenziale. Poche decine nella prima metà del duemila, oggi superano i 300 sparsi per tutta Italia (soprattutto nord e centro) e sono in continua crescita. A favore di questa esplosione c'è sicuramente un investimento meno ingente rispetto alla produzione vinicola, e un mercato sempre più attento e interessato. Ma si stanno riscoprendo tradizioni e voglia di sperimentare.

mer 27 lug 2011 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Bernucci Annamaria

"A rendere vieppiù grato il soggiorno su questa amena spiaggia si aggiunge la rigogliosa vegetazione delle numerose e varie piante disposte con vaghi disegni, le quali circondano da ogni parte lo Stabilimento, che massime nelle sere di maggior concorso presentasi bello e incantevole per le molteplici fiaccole a gas, e ad illuminazione elettrica che sfarzosamente illuminano i piazzali, le sale, la piattaforma e il grande viale che unisce la città al mare". Così si legge nella Guida storica artistica di Rimini di Luigi e Carlo Tonini del 1909 a proposito dei giardini ornamentali prospicienti l'area che la società S.M.A.R.A. avrà in gestione per venti anni (dal 1908) nel prestigioso cuore della Rimini balneare, con il neonato Grand Hotel dell'architetto Somazzi nel luogo della demolita Capanna Svizzera e l'imponente Kursaal con le sue 250 stanze, i saloni affrescati e le terrazze ‘babilonesi' ad esercitare il suo fascinoso richiamo. 
Le trasformazioni del parco sono state numerose e subordinate ai vari piani di intervento sulla fascia litoranea. Nel 1930 l'area prospiciente il piazzale a mare davanti al Kursaal era decorata con aiuole fiorite, quello verso la città, contenuto tra le palazzine Roma e Milano e la fontana dei cavalli, divenuto subito il salotto buono per le manifestazioni e la mondanità, si amplia e arricchisce di verde ornamentale.
Dopo la guerra si dovette metter mano a profondi cambiamenti su tutta l'area.

mer 10 ago 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Se c'è un posto a Roma che i riminesi dovrebbero evitare è il Teatro 5 di Cinecittà. O forse è l'unico posto dove i concittadini di Fellini dovrebbero andare. 
E' un po' come il pied-à-terre dove un marito defunto viveva notoriamente una seconda vita con l'amante prediletta. La vedova legittima non può visitare quel nido d'amore senza fitte di dolorosa gelosia postuma. Eppure sa che non c'è luogo più adatto per ricordarlo com'era davvero. Quella era diventata la sua vera casa, lì trovava il genere di amore che la moglie non sapeva più dargli: incondizionato, generoso, fantasioso. 
E casa il CineTeatro 5 per Fellini lo fu in senso proprio, perché i tecnici, che lo adoravano, avevano ricavato un appartamentino per lui e Giulietta Masina all'interno del teatro di posa - il più grande d'Europa, tanto capiente che vi fu ricostruita la Via Veneto della «Dolce vita». Quel che Federico sognava, lì, grazie a geniali e infaticabili artigiani, diventava realtà - la realtà onirica del suo cinema, quella che per lui contava davvero e cui era molto più attaccato che alla sua città natale, che oggi come allora, tende a sognare poco e male. 
Questo non te lo dice la guida che ti accompagna nella visita a Cinecittà, ma se sei riminese ci arrivi da solo. E magari pensi con rossore alle meschine peripezie della «casetta sul porto» che il Comune donò (o finse di donare) al regista ormai anziano. Al museo Fellini, che, pur trasferito e risistemato, mette tristezza perché l'espressione «museo Fellini» già di per sé è un ossimoro. E' molto più «felliniano» il Teatro 5 di Cinecittà, anche se (o forse proprio perché) oggi ospita il palco di «Amici» e le atmosfere da tivù commercial-populista vaticinate in «Ginger e Fred».

mer 10 ago 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Rossini Stefano

Non c'è bisogno di seguire il servizio dell'esperto dell'alimentazione del TG2 per scoprire che in estate, col caldo, fa bene mangiare frutta e verdura. E anche mettendo da parte il lato salutistico, consumare qualcosa di fresco, zuccherino e leggero nelle serate torride è un vero piacere. 
A Rimini sono tre i luoghi storici in cui dedicarsi, con tutta calma, a questa usanza estiva. Il primo si trova nella piazzola sul lato nord del ponte dei Mille. E' un piccolo chiosco con tavolini e sedie in cui consumare una bella fetta di cocomero fresco. Suggestivo il panorama del canale, un po' meno il traffico. Il secondo è il furgoncino che vende cocomero che per anni ha stazionato davanti allo stadio di calcio e oggi si trova nel piazzale del liceo scientifico Einstein.
Il terzo, sicuramente il più conosciuto e famoso, è l'Assassino, a Covignano. Se negli altri la frescura la si cerca soprattutto nel piatto, qui, con un po' di fortuna col meteo, la si trova anche nell'aria. Non siamo a centinaia di metri di altezza rispetto alla città, ma la collina e la vegetazione rendono il caldo più sostenibile. Anche l'offerta aumenta. Oltre al cocomero il chiosco propone altra frutta, bibite e tutto quello che può servire per rendere l'estate più sopportabile.
Ma ogni tanto, in barba a tutte le indicazioni sulle sane abitudini di vita e alimentari, c'è la voglia di dare voce alla propria anima più romagnola. E allora sì ai chioschi estivi, ma per mangiare piada con salsiccia e cipolla cotta, col prosciutto crudo, e bevendo birra o sangiovese. Anche in questo caso i locali non mancano. Uno dei più conosciuti e frequentati è Le Fontanelle, sempre a Covignano, zona Grotta Rossa, la strada che da via della fiera, dopo l'incrocio con la statale, porta verso la Consolare di San Marino. Spartano come ci si aspetta: una terrazza col belvedere sulla città, aria fresca e tavoli con tovaglie di plastica a scacchi bianchi e rossi, ma soprattutto cassoni rossi e verdi tra i più buoni della città, da alternare alla piada farcita come si preferisce. Altrimenti resta La Ilde di piazzale Ruffi: un classico.

mer 10 ago 2011 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Bernucci Annamaria

Nella composta architettura cinquecentesca della chiesa di San Giuliano sono conservati i resti del santo martire venerato dal X secolo nella città; vicende, martirio e leggende si sono intrecciate e le narrazioni hanno una declinazione tutta riminese. La racconta anche Pier Giorgio Pasini, che pone l'accento sul contesto storico della Rimini medievale in cui avvenne il ritrovamento dell'arca contenente il corpo del santo, giovane istriano del III secolo, processato dal console Marziano, al cospetto della cristianissima madre Asclepiodora, durante la prima feroce persecuzione di Decio, in Cilicia (Turchia). Il martirio è noto: il corpo gettato in mare in un sacco con serpi e sabbia arrivò con le correnti marine sulle coste del Proconneso dove fu sepolto in un grande sarcofago marmoreo posto a picco su una scogliera; la quale nel X sec. franò rovinosamente in mare. Sospinta da angeli ceroferari l'arca approdò sulla spiaggia adriatica. Fu ‘intrasportabile' verso la cattedrale riminese, sede vescovile e simbolo del potere diocesano, né si aprì, ma fu accolta e riparata sotto il portico della chiesa e convento benedettini dei santi Pietro e Paolo, nel borgo a ridosso del ponte di Tiberio (la chiesa prese poi il nome di San Giuliano dal XIII sec.). Contrasti di potere alla origine della venerabile collocazione? I più fidati benedettini ebbero la meglio: l'arca fu aperta e ispezionata, sotto la custodia dell'Abate Lupicino, il corpo posto poi in un urna dorata. 

mer 31 ago 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Redazione

 

Egregio Sig. Stefano Cicchetti, in merito al suo articolo in riferimento ("Chiamami Città" edizione  n°668), vorrei fare osservare che la sua chiusa con la frasetta: "Ma io sono di parte, lo so", non può legittimare una così smaccata presa di posizione in favore del progetto TRC; posizione la sua che fa leva su presupposti di tutto comodo e asserzioni non propriamente obiettive. E qui di seguito elenco:

I presupposti di comodo (ovvero più o meno adattati alla bisogna)
1) Sì, ammette lei costicchia un po', ma non fa cenno alcuno che si tratta di 95 milioni datati 1996 (ossia 20 miliardi di lirette al Km, sempre 1996) e quindi ci passa sopra tranquillamente mettendo giusto in evidenza come per una linea di trasporto pubblico costi di impianto e di gestione siano faccenda del tutto ordinaria, trascurabile insomma!
2) Non è vero che una fontana non abbia la sua utilità, che altrimenti non si spiegherebbe perchè se ne facciano e risultino pure apprezzate (mai sentito parlare di arredo urbano?) Un mezzo di trasporto pubblico invece trova la sua ragion d'essere unicamente nell'utilità che può dare, e il TRC sotto questo profilo, capilinea a parte, quanto è mai utile dal momento che non conduce ad alcun punto di reale interesse collettivo?
3) Va bene, io che non ho dati certi al riguardo, devo necessariamente accettare il tempo di percorrenza dei fatidici 45 minuti occorrenti al filobus per coprire l'intero suo tragitto, e arrivo pure a dar per buoni i 22 minuti, sia pure teorici, che il TRC promette. Però la "solita e inverosimile" calca da lei evocata, pur non potendomi dire né spettatore, né tanto meno assiduo frequentatore del mezzo, lei non la può gabellare come un costante dato di fatto! Collo stesso criterio, si potrebbe allora affermare che trasporta 4 gatti: esattamente come sembra succedere e non di rado!

 

mer 31 ago 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Alla Procura di Rimini che ha aperto un'indagine sugli scarichi a mare, quei documenti non servirebbero. Ed evidentemente non servivano più a nessuno, se un ex dipendente dell'ex Ufficio Fognature del Comune di Rimini le trovò fra le cartacce destinate al macero. Ma quando ce le ha mostrate, è risultato evidente che qualche interesse comunque rivestono. Si tratta del "Progetto per la fognatura e regolazione idraulica urbana" redatto dalla S.I.A.F. di Milano - Società Italiana Acquedotti e Fognature - per conto del Comune di Rimini. I documenti risultano protocollati il 13 febbraio 1936, XIV dell'Era Fascista. Nelle mappe, la rete fognaria della città divisa per zone: scarichi separati a mare della ferrovia, sistema misto in quasi tutto il territorio restante. Cioè, più o meno quanto sarebbe poi stato realizzato, ma oltre 30 anni dopo. Era già previsto anche un impianto di depurazione, anche se piazzato a San Giuliano, fra via Madonna della Scala e la ferrovia.

Ma le mappe sono interessanti soprattutto perché ritraggono la Rimini di quasi ottant'anni fa. Non solo la Rimini com'era, ma anche la città come la si immaginava. I disegni riportano infatti in tratteggio anche le opere in progetto. Le strade e i ponti. C'è via Coletti che deve ancora nascere, ed è già previsto il disgraziato ponte della Resistenza, ma senza riportare dettagli quali l'altezza delle arcate: già a quei tempi avranno pensato di farci passare sotto solo i mosconi? 

 

mer 31 ago 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Il mattone rimane sempre un investimento sicuro e ricercato, specie in tempi di crisi. Ma se in quella casa ci si andrà ad abitare, occorre porre attenzione su diversi aspetti che riguardano, oltre al valore effettivo dell'immobile, anche la qualità della vita a cui si andrà incontro negli anni futuri; qualità di cui fa parte un ambiente sano che regali benessere. Proviamo quindi ad acquistare la nostra casa ideale, in compagnia di Susanna Donnini, architetto ed esperta in bio-architettura. 
Su quali aspetti porre maggiore attenzione quando si acquista la propria abitazione? Anche l'ambiente in cui è inserita la nostra casa è importante: quali suggerimenti in merito?
"La casa dovrebbe essere il luogo della sicurezza e del riparo della nostra persona. Dovrebbe essere il nostro ‘nido', un luogo capace di interagire con l'ambiente circostante sia a livello costruttivo sia stilistico, e in grado di soddisfare le esigenze abitative, ma anche psicologiche, di chi vi abita.
E' un elemento non solo fisico, poiché determina una relazione con il nostro mondo interiore, con gli altri e con il mondo circostante. Dovrebbe essere abbastanza flessibile alle esigenze future ed evolvere insieme a noi. Nella scelta della dimora, farei attenzione al sito, alla qualità dell'aria, alla configurazione del luogo, alla presenza di venti e all'orientamento rispetto al sole, alla relazione con l'ambiente circostante. Esistono terreni non sani per le persone, zone perturbate da radiazioni che possono, con il tempo, generare patologie; corsi d'acqua sotterranei, faglie, crepacci, vene minerarie, filoni metalliferi e risalite di gas naturali (ad esempio il radon). Queste caratteristiche sono tutte anomalie geobiologiche che, sovrapposte alla rete di Hartmann, la rete di raggi tellurici che si estende su tutta la terra, ne rinforzano l'effetto nocivo. Occorre prestare attenzione alla presenza di linee ad alta tensione, produttrici di campi elettromagnetici.

mer 31 ago 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

"Diligite iustitiam qui iudicatis terram" (Sapienza, I, 1), sono le parole con cui inizia il libro della Bibbia attribuito a Salomone, che Dante riprende nel XVIII canto del Paradiso. "Amate la giustizia, voi che giudicate la terra". 
Ogni governo, dalla democrazia alla più assoluta monarchia, trova il suo fondamento solo nella giustizia. Oggi riteniamo la democrazia migliore della monarchia solo perché si è dimostrato un sistema di governo più giusto degli altri. E' dunque la giustizia la funzione di un governo. Amministrare i rapporti della comunità in modo giusto. E' solo per questo che gli uomini accettano di essere governati. Tuttavia, poiché gli uomini sanno che la giustizia perfetta non è possibile (né augurabile), accettano che la bilancia del governo a tratti penda un po' da una parte e a tratti dall'altra. Vi sono governi che pendono un po' di più verso i lavoratori che verso le imprese, altri verso i militari più che i civili, altri verso i sacerdoti più che i laici, ecc.
La politica non è altro che decidere la misura e la direzione delle deroghe dalla giustizia.
Avere in mente questo principio ci deve servire per valutare con lucidità i comportamenti del nostro Stato (Governo, Parlamento e Istituzioni). 
Ahimé, la valutazione è triste. Il governo italiano come gruppo di persone che ha la capacità e la forza per prendere decisioni giuste di fatto non esiste. La manovra correttiva di bilancio, essendo una seria emergenza, mette in piena luce questa situazione. 

mer 31 ago 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

Ora il Palacongressi può davvero partire. Dopo aver ritirato, a fine luglio, il certificato di conformità sismica, in agosto s'è svolta la visita e la relativa autorizzazione da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza per il Pubblico Spettacolo, seguita dall'ottenimento del certificato di agibilità emesso dal Comune di Rimini. Si conclude quindi l'opera di costruzione e di definitiva disponibilità della più grande struttura congressuale italiana costruita ex novo. "Sappiamo tutti - commenta il presidente Lorenzo Cagnoni - quanti ostacoli siano stati affrontati e superati per il raggiungimento di questo momento, ma oggi vincono la soddisfazione e l'orgoglio. Ora stiamo lavorando ad un'inaugurazione che vorremmo fosse una grande festa per la nostra gente, momento di coesione intorno ad un'opera straordinariamente bella, nata al centro del progetto di riqualificazione di un'area importante della città, simbolo del desiderio di ripartire verso nuovi traguardi comuni". Il programma dettagliato dell'inaugurazione sarà reso noto nelle prossime settimane e coinvolgerà pienamente i cittadini fin dal 16 ottobre. All'inaugurazione sono stati invitati il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e il Presidente della Regione Emilia Romagna, nonchè Presidente della Conferenza Stato - Regioni, Vasco Errani.

mer 31 ago 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Quando da piccolo andavo a Croce dalla mia adorata nonna, mi dava gran turbamento il quadro che sovrastava la spalliera del lettino col materasso di foglie di granturco, in cui mi piaceva tanto dormire. Sotto la scritta «O mio caro e buon Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più» era raffigurato un Cristo barbuto dal cui cuore, trafitto da spine, fuoruscivano gocce di sangue. Se a letto mi accompagnava la mamma, s'aggiungeva poi un'immancabile reprimenda per essere anch'io responsabile di quel sanguinamento, poiché facevo piangere Gesù ogni volta che disubbidivo, dicevo bugie o non volevo lavarmi i denti.
La cosa mi torna in mente per l'analogia col Berlusconi che, pur fra tanta "macelleria sociale" prevista dal decreto del suo Governo, ha scelto di avere «il cuore che sanguina» solo per le nuove tasse che farà pagare; perché lui, piuttosto che «mettere le mani in tasca agli Italiani», preferirebbe rompersi un braccio cadendo dal letto, come Bossi. A sua consolazione, la nuova tassa non dovranno però pagarla gli indisturbati evasori cronici, né gli esportatori di capitali all'estero, trattati col guanto di velluto dello scudo fiscale; ma i "ricchi di fascia più bassa" già in regola col fisco, ai quali è chiesto un supplemento.

mer 31 ago 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Quando leggerete la rubrica l'ondata di caldo potrebbe essere solo un ricordo. Come la canna da innaffiare che rinfrescava noi e l'orto quando eravamo piccoli e la calura picchiava eccome. Ma a quei tempi picchiavano anche i genitori e gli insegnanti, sicché non facevamo tante scene. E poi in giardino c'era la canna, chiamiamola gomma per non creare equivoci che potrebbero spingere il ministro Giovanardi a far sequestrare questo giornale per induzione al consumo di droghe leggere, la canna alias gomma, bianca, nera o verdina, pigramente arrotolata dietro casa come un serpente domestico, pronta a trasformarsi in un mini-Aquafan a costo zero. Dovevi avere l'accortezza di eliminare il bocchetto di metallo all'estremità della gomma, e schiacciandola con le dita in vari modi potevi produrre una serie infinita di giochi d'acqua. Se qualche goccia cadeva anche sulle piante era un puro caso, però sicuramente si divertivano molto. Premendo leggermente la gomma al centro trasformavi il getto in una specie di velo d'acqua, e se ci guardavi attraverso era come osservare il mondo da sotto una cascata. Premevi un po' di più, e il getto si biforcava in due zampilli, e potevi innaffiare il cane e il gatto contemporaneamente. Se tenevi la gomma perpendicolare al suolo ottenevi una sorgente gorgogliante da leccare come un gelato. Se ti mettevi con le spalle al sole e infilavi la punta del pollice nel foro, avevi una vera e propria macchina per gli arcobaleni: il getto si nebulizzava in mille goccioline in cui i raggi del sole si rifrangevano in iridi colorate come bolle di sapone (il trucchetto era spiegato nei Quindici, la leggendaria enciclopedia per baby-boomers). 
A quel punto sembravi un campione juniores di catch nel fango e tutto intorno a te c'era già una versione ridotta del Polesine, alternata a vaste zone desertiche dove piante sitibonde attendevano invano un po' d'acqua, contorcendosi a mo' di Tantalo. Sollecitato da qualche familiare urlante, ti decidevi a dare il dovuto alle povere creature, come ti aveva insegnato il babbo, senza investirle d'acqua, ma aspergendole delicatamente e con pazienza. 

mer 28 set 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Come ogni consigliere, Pazzaglia esprime liberamente le proprie opinioni, pertanto le sue dichiarazioni sono correttamente attribuibili al Gruppo consiliare Sel-Fare Comune, liste che hanno portato all'elezione di Pazzaglia in Consiglio Comunale a Rimini e che lui rappresenta, ma non sono in alcun modo riconducibili a opinioni espresse dal partito Sinistra Ecologia e Libertà." Firmato: Federazione Provinciale SEL.
Che significa? Per i non addetti ai lavori, vuol dire che SEL appoggia il centrosinistra al governo di Rimini, ma in consiglio comunale il gruppo SEL-Fare Comune siede fra i banchi dell'opposizione. Chiaro adesso? Meno di prima, vero? Nel frattempo, qualcuno ci ha capito qualcosa sui malumori all'interno del centrosinistra riguardo le "mani libere" che il sindaco di Rimini Gnassi e il presidente della provincia Vitali vogliono tenersi? In particolare, riguardo le nomine nelle aziende partecipate che toccano alle pubbliche amministrazioni, quali Fiera e Convention Bureau. Mal di pancia poi sopiti da Emma Petitti, che si avvia a dirigere il Pd provinciale. Ma clamorosamente esternati con parole di fuoco da un altro partito in maggioranza con Gnassi e Vitali, Italia dei Valori: "Delirio dei satrapi della politica".
Questo delle nomine è un dente che duole non solo a Rimini. Bagarre simili si sono scatenate anche in altre città governate dal centrosinistra, come Arezzo e Modena. Fra questi fatti minimi si trovano forse risposte a "grandi" domande. Per esempio, chi si chiede cosa manchi all'opposizione per diventare un'alternativa credibile al più incredibile degli ultimi governi italiani, magari vi troverà qualche spunto di riflessione.

mer 28 set 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Resina è il nome generico di molti prodotti sia naturali che sintetici che hanno particolari proprietà plastiche. Data l'elevata resistenza, la facilità di pulizia e la totale personalizzazione, nell'ultimo decennio le resine si sono imposte sempre di più nell'edilizia residenziale e commerciale, poiché permettono di realizzare superfici di svariato tipo: lisce o ruvide, trasparenti o colorate, lucide o opache. Sono materiali estremamente duttili che possono cambiare veste alla casa, abbellendola di colore ed eleganza. Con un tocco di personalità si può cambiare, in modo originale, l'aspetto della propria abitazione inserendo nuove soluzioni decorative. Architetti ed art designer possono sbizzarrirsi, rendendo ogni ambiente altrettante opere d'arte uniche ed irripetibili. Ne parliamo con l'architetto Simona Santolini.
Architetto, perché scegliere la resina per i pavimenti delle nostre case?
"I motivi sono diversi: facile da pulirr, buon rapporto qualità/prezzo, posa molto rapida e quindi ulteriore convenienza. Nelle ristrutturazioni, poi, la resina può essere sovrapposta ai pavimenti già esistenti senza bisogno di rimuoverli e senza modificare le altezze di porte e finestre, con notevole risparmio di tempi e costi. Ha, inoltre, un'alta resistenza all'usura. Una caratteristica importante è che qualsiasi realizzazione è un pezzo unico, esclusivo per colori, sfumature e inserimento anche di oggetti, o altro. Questo permette di realizzare progetti sempre nuovi, con effetti cromatici e materici fuori dal comune. 

mer 28 set 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il tema dell'evasione fiscale è delicatissimo e coperto da molta ipocrisia. La rozza fase che la politica italiana sta attraversando non è in grado di trattarlo con la circospezione e la franchezza che richiede. Ma basterebbe dire alcune cose che tutti sappiamo, con pacatezza e sincerità.

Sei cose che sappiamo tutti

Primo: non c'è un'evasione fiscale giustificata, si tratta sempre di un reato. Però, quando si parla di 50 miliardi di euro all'anno, non si può dire che tutti gli evasori sono criminali come un rapinatore o un camorrista. Tutti sappiamo che gli evasori sono spesso professionisti, imprenditori, artigiani e commercianti che per il resto della loro vita sono cittadini stimati e a volte occupano posti prestigiosi nella comunità.
Secondo, spesso siamo complici dell'evasione fiscale sotto forma di 'sconto-ricatto': "Sarebbe 100, ma se non ha bisogno della ricevuta sono 80". E noi accettiamo, perché l'alternativa è pagare di più o andare a sporgere denuncia alla Guardia di Finanza. Due alternative che non ci danno nessun vantaggio certo e molte beghe sicure.
Terzo: l'evasione per alcune categorie è un modo per poter fare prezzi accettabili. Se tutti dovessero pagare il 20-30% di tasse in più i prezzi aumenterebbero. Lo Stato, facendosi truffare, concede uno sconto ai clienti-consumatori e un reddito più alto ai venditori-evasori. 
Quarto: siamo un paese di evasori, ma non siamo i soli. Parlando solo di IVA, l'Italia evade il 22% delle imposte, la mitica Gran Bretagna ne evade il 16%, e il 14% l'Austria (dati Sole24ore 24/8/11). Davanti a noi la Grecia con il 30%, Slovacchia e Ungheria con il 28 e 23%. 

mer 28 set 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Se avessi avuto qualche migliaia di euro da buttare, mi sarei iscritto al «Corso di autostima» intitolato «Sprigiona il Potere che è in te», appena tenuto a Rimini da Anthony Robbins, «il formatore motivazionale numero uno al mondo». Per dirla con Jannacci, ci sarei andato "per vedere di nascosto l'effetto che fa" la straordinaria genialità di un furbacchione che ha perfettamente capito come potersi arricchire sull'altrui creduloneria.

Sì, perché una cosa è la fatica di scrutare dentro se stessi, magari con un adeguato aiuto, per favorire la crescita dell'autostima, l'irrobustimento psicologico, una migliore predisposizione al protagonismo esistenziale; altra cosa è raccontare che a cambiarti la vita sia invece sufficiente qualche giorno di bolgia festosa, da cui uscirai auto-convinto che il successo economico non dipende da ciò che di buono hai da vendere, ma dall'abilità di riuscire a vendere freezer al Polo Nord e pellicce all'Equatore; e che per essere felici non c'è bisogno di essere alti, biondi e con gli occhi azzurri, ma basta imparare a crederlo. 
La pubblicità dei seminari di Robbins esalta il "presupposto filosofico" di «poter eliminare definitivamente le tue 3 più grandi credenze o paure depotenzianti-limitanti dalla tua vita e trasformarle in credenze-risorse potenzianti». Ora mi si darà del vetero-marxista un po' snob, se affermo che mi convincerò di quell'assunto solo il giorno in cui saprò che, insieme a tanti vip ed aspiranti tali, s'è visto uscire da uno di quei "corsi motivazionali" un cassintegrato che, avendo eliminato la principale delle sue "paure depotenzianti", saltellava canticchiando: "Che sarà mai se anche mi licenziano!?"

mer 28 set 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Nel 2006 avevo dedicato una rubrica alla libreria La Moderna, che a dispetto del nome, all'inizio dell'anno scolastico offre una versione aggiornata dell'assalto al Forno delle Grucce, o delle file per le patate nella Mosca pre-Gorbaciov. All'epoca venni accusata di pubblicità occulta dai gestori di altre cartolibrerie riminesi (accidenti, avessi voluto davvero parlar male della Moderna cos'avrei dovuto dire?), ma mi pare che dopo cinque anni le cose siano migliorate: la ressa per l'acquisto di libri e quaderni si è distribuita in più punti vendita della città, e puoi infilarti nella coda più vicina a casa tua. Non so voi, ma davanti a quelle pile di volumi lindi e incellofanati io provo misto di nostalgia e di invidia. 
Nostalgia per il tempo beato in cui credevo che i libri scolastici facessero paura solo a chi doveva studiarli e portarli nello zaino, e non soprattutto a chi doveva pagarli. Invidia perché oggi, appunto, la mia parte in tutta la faccenda è unicamente quella dell'ufficiale pagatore, con delega alla ricopertura con foglio di plastica. E il bello è che di tutti quei libri interessantissimi io non leggerò nemmeno una pagina. 
Ed è un peccato perché questi nuovi libri delle medie sono favolosi. Non erano male nemmeno ai miei tempi, ma erano ancora pervasi da una seriosità anni Settanta che li rendeva cupi come testi universitari. Nell'antologia più sbarazzina il massimo della trasgressione era mezza pagina dedicata al fumetto; per il resto si andava giù di Levi, Ginzburg, Salinger, Rodari, roba che oggi sarebbe troppo schierata anche per la biblioteca di un centro sociale autogestito.

mer 28 set 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ortalli Matteo

Chiusa la lunga estate di divertimento e party per tutti i gusti, il termometro soprattutto di sera ci ricorda che siamo in autunno e questo significa niente più notti in spiaggia, niente più feste mojito ed infradito, niente più serate nei locali all'aperto. Nella valigia dei ricordi ben custodita in mansarda ma pronta ad essere riaperta tra qualche mese bisogna mettere birra e chiacchere a due passi dal mare al Barrumba, Kiosko, Fuera e Bizzarro, le notti rock sul molo al Rockisland, gli aperitivi in spiaggia al Sea Sun e le serate on the beach del Beky Bay; nello scompartimento Riccione invece ci vanno le luccicanti notti del Marano, il glam delle disco in collina (Villa delle Rose e Byblos), la tendenza di Nu Echoes e Cocoricò e gli schiuma party dell'Aquafan; per la zona sud tanti saluti alle serate con i piedi sulla sabbia del Malindi e quelle rock del martedì al Lamparino.

mer 28 set 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"CARNAGE" di Roman Polanski con Jodie Forster, Kate Winslet e Christoph Waltz
Applaudito a scena aperta a Venezia. "Carnage" è la storia di due coppie, che si incontrano per parlare di una rissa avvenuta a scuola tra i rispettivi figli. La questione non è di facile soluzione anzi innescherà la violenza repressa anche negli adulti...
Pungente e claustrofobico Polanski vira verso la commedia sarcastica e stupisce ancora.
Da vedere.
(faccina ride)

"TERRAFERMA" di Emanuele Crialese con Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello e Tiziana Lodato
Sicilia, immigrazione, mare e caratteri forti. Crialese non si smentisce e cerca di ritrovare la purezza del suo folgorante esordio (respiro). Cinema italiano internazionale.
(faccina ride)

mer 28 set 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Nasce alla Darsena di Rimini "Oro Rosso", un locale che presenta la cucina, i prodotti tipici e la cultura abruzzesi in Romagna, la prima attività che i 25 imprenditori riuniti nel Consorzio "Orgoglio Aquilano" esportano fuori regione.
Questo locale è figlio anche delle iniziative di solidarietà che la nostra zona ha attivato e alle quali Chiamami Città non si è sottratta.
Inoltre, venerdì 30 settembre nella saletta del primo piano del Ristorante Nettuno, in collaborazione con La Strada Wine Bar, verrà presentata la prima degustazione della stagione 2010/2011 dal titolo "Champagne dans l'eau". Le bollicine francesi di Baron Fuentè saranno cornice ai piatti intriganti dello chef Matteo. Bottiglie di altissima qualità, menù allo stesso livello, prezzo di 45 euro a persona, si può fare, per prenotazioni 0541380800.

mer 28 set 2011 - Notizia di healthness

Il 3 ottobre riparte la circolazione limitata nel centro storico di Rimini, anche questo inverno i cittadini e gli artigiani riminesi, già soggetti al drastico aumento estivo della circolazione a causa del turismo, saranno costretti in determinate giornate a non circolare con la propria autovettura.
Questo è il balzello che ci è imposto dall'aumentare continuo dell'inquinamento atmosferico e da scelte della pubblica amministrazione in linea forse con la legge, ma assai opinabili dal punto di vista pratico.
Come fa un artigiano che carica la merce nel proprio furgoncino a lasciare il mezzo di trasporto ad un chilometro dal posto in cui deve svolgere la propria professione?
Si potrebbe forse parlare di una scelta giusta nei confronti dei soggetti che fanno un utilizzo sregolato del proprio mezzo di trasporto, ma anche qui entriamo in un ambito di valutazione assai complesso.
Tuttavia i problemi di oggi sono le soluzioni di domani.
La pubblica amministrazione di Locarno, per esempio, al fine di non gravare i propri cittadini con divieti iniqui ha scelto di puntare tutto sul rinnovabile per ridurre l'inquinamento atmosferico in modo semplice ed efficace.
In pratica l'obiettivo è quello di installare sufficienti punti di ricarica per autovetture elettriche, alimentati da pannelli fotovoltaici, che permettano al cittadino di lasciare la propria autovettura in un parcheggio custodito salire su quella elettrica e dirigersi in qualunque posto voglia, senza divieti di circolazione dettati più dalla mancanza di vento che da un reale inquinamento.

mer 12 ott 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Anche quest'estate il turismo della riviera ha bene o male tenuto. Il che di questi tempi non è poco. Ma come se la passa il resto, quello che sta "a monte della statale 16"? Sono le imprese che non campano di sole e accoglienza e che rappresentano la metà dell'economia locale. Per loro, poco sole e tante nuvole. "Interi settori - ha dichiarato Salvatore Bugli, Direttore Provinciale di CNA Rimini - come l'edilizia, sono in gravissima sofferenza. Ma conoscono forti affanni anche il terziario metalmeccanico, l'abbigliamento, l'arredamento. Tutto questo si accompagna a politiche del credito del tutto insufficienti da parte degli istituti, con le imprese che devono affrontare difficoltà inenarrabili per reperire risorse non solo per gli investimenti, ma addirittura per la liquidità ordinaria. Così non va: proprio in momenti come questi occorre un'iniezione di fiducia verso quegli imprenditori che continuano a crederci e che riescono a stare sul mercato anche in condizioni come quelle attuali". Stessa musica da Confindustria, che ha appena presentato i dati congiunturali del primo semestre 2011. Anzi, nel rapporto divulgato alla stampa queste cifre non sono neppure riportate, perché "sono superate dagli accadimenti che si sono 
verificati dal momento della rilevazione ad oggi". E cioè: i dati, già ben poco confortanti, fotografavano la situazione come era prima della bufera di quest'estate. E se le previsioni degli imprenditori prima di agosto erano cariche di pessimismo, facile immaginare a quale livello sia scesa oggi la loro fiducia. Anche il presidente degli industriali, Maurizio Focchi, si rivolge al mondo del credito quasi con un grido disperato: "Chiediamo ancora una volta alle banche di sostenere gli imprenditori e di tenere conto di tutti i fattori con cui le aziende devono misurarsi, come la difficoltà d'incassare i propri crediti. 

mer 12 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Se Ugo Foscolo vivesse fra noi andrebbe al cinema? Certo che sì, non sarebbe tipo da serate di tivù con frittata e rutto libero. Ci andrebbe con gli amici, ovviamente al mercoledì quando c'è l'ingresso ridotto (sempre in bolletta, povero Ugo). 
Io me li vedo, lui e il Pindemonte, seduti tutti gasati con il popcorn in mano nelle sale dove si proiettano film storici pieni di eroi e di battaglie. I loro preferiti sarebbero i peplum tipo il «Gladiatore», «Alexander» o «300», e nelle scene clou inciterebbero i loro guerrieri preferiti urlando in greco antico, suscitando le ire dei vicini di poltrona. Be', se ad accendere in Foscolo i sogni di gloria bastavano vecchi sepolcri scalcagnati, i duelli di Maximus lo avrebbero mandato in sollucchero. 
Ma duecento anni fa il cinema era ben al di là da venire, e quando voleva immaginare «egrege cose» il giovane Ugo, in mancanza di meglio, andava tutti i giorni all'ombra dei cipressi a guardarsi lo spettacolo gratuito delle «urne dei forti». Gli piaceva tanto che quando fu esteso all'Italia l'editto con cui Napoleone ordinava il trasferimento dei cimiteri fuori città, la cosa non gli andò giù e compose il ben noto carme. Possiamo quindi supporre che un Foscolo moderno e riminese avrebbe una reazione simile vedendo che dal centro storico di Rimini sono scomparse tutte le sale cinematografiche, costringendo i cinefili a fare chilometri in macchina fino all'Iper o alle Befane. Magari ci avrebbe scritto un poemetto intitolato «Dei cinema»: i buoni film ci rendono migliori, perché cacciarli fuori dalle mura urbane come lazzaretti? O bella (decima) musa, ove sei tu? 

mer 12 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Ho letto che al circolo repubblicano di Porto Fuori, nel comune di Ravenna, l'esuberante gestrice s'è esibita in uno spogliarello mozzafiato. Nella polemica che ne è seguita, l'imbarazzato Vicesindaco del PRI ha cercato di "ammucchiarla su", parlando di «semplice escamotage pubblicitario» ad opera di «una persona molto attiva»; ma si capiva il suo timore che nell'aldilà lo venisse a sapere Ugo La Malfa. Chi non ha invece fatto sconti è stato il parroco, lanciatosi in un lungo anatema nell'inquietante convinzione che il regista di quella trasgressiva esibizione fosse addirittura «il diavolo, che tenta tutte le vie per infiltrarsi. Forse non sa più che strada prendere e ci prova col sesso».

Non ho elementi per contraddire il venerando sacerdote, ma mi viene spontanea una considerazione. Se, come lui sostiene, Satana s'è scomodato fino a raggiungere la sperduta Porto Fuori per una seratina certamente poco risorgimentale, ma tutto sommato a bassissimo contenuto maialesco, è ragionevole pensare che ad Arcore e a Palazzo Grazioli sia ormai diventato un ospite fisso, con tanto di suite riservata. Sì, perché se il mandante delle trasgressioni sessuali è il diavolo, chi può allora dubitare che il primo mandatario sia l'anziano tenutario del Partito della Gnocca? Per liberarci del quale, altrochè sfiducia parlamentare o indagini delle Procure! Bisogna che il Cardinal Bagnasco lasci perdere le reprimende e organizzi un pool di esorcisti.

mer 12 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Dopo anni di intenso lavoro da parte delle Associazioni di produttori di Piadina di tutta la Romagna "storica" (le tre Province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, più i Comuni della Provincia di Bologna a sud del corso storico del fiume Sillaro), con il supporto delle Confartigianato e delle CNA dell'intera Romagna, in stretta collaborazione con il Servizio Percorsi Qualità Relazioni Mercato e Integrazione di Filiera della Regione Emilia-Romagna ed il Ministero delle Politiche Agricole Forestali ed Alimentari, si è giunti alla definizione del disciplinare di produzione della Piadina Romagnola.
Il disciplinare, così come è stato elaborato, tiene conto della tradizione e della storia di questo importante prodotto che si sta sempre più affermando anche fuori dai confini della Romagna, sia nella variante "Piadina Romagnola" di minor diametro e maggiore spessore, sia nella variante "Piadina Romagnola alla Riminese", di maggior diametro e minor spessore.

mer 12 ott 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ortalli Matteo

Terminata la bollente stagione estiva e trascorso il classico mese di stand by, l'autunno della riviera romagnola comincia a riempirsi di serate in discoteca e concerti, con tanti artisti di passaggio dalle nostre parti.
Non sarà a Rimini, ma nella vicina Cesena il Principe De Gregori che dopo aver girato l'Italia insieme a Lucio Dalla con il tour "Work in Progress" ha ora ripreso la sua carriera da solista e dopo l'uscita dell'album "Per brevità chiamato artista" venerdì 14 farà tappa al Vidia per il suo "Pubs and Clubs tour". 
Da un cantante che ha fatto la storia ad una band emergente, sabato 15 al 105 Stadium arrivano i Modà, vera rivelazione dell'anno. Il gruppo di Francesco Kekko Silvestre dopo il successo del singolo "Sono già solo" e del brano che ha spopolato a Sanremo "Arriverà" cantato in duetto con Emma, è partito col tour "Viva i Romantici" e, dopo i live a Rimini e Riccione di quest'estate, è pronto a tornare a Rimini in versione indoor. Una settimana più tardi, il 22, al Velvet arriva invece la carica rap ‘n roll di J Ax fresco di uscita del nuovo album "Meglio prima (?)" e partito da Pescara lo scorso 6 ottobre per una tournee che toccherà tutta l'Italia. 
Per chi alle emozioni della musica live preferisce il fascino glam e la tendenza delle disco nostrane può prendere carta e penna e segnarsi la nuova mappa del divertimento autunno/inverno by night.

mer 12 ott 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Se c'è una cosa che mi è fastidiosa è apparire un moralista. Perché alla fine credo che sia valido il detto evangelico «Come puoi dire al tuo fratello: "Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nel tuo occhio hai una trave"» (Matteo 7,3). Tuttavia, l'ipocrisia che il sistema sociale e culturale italiano ha raggiunto non è solo una questione morale, ma sta danneggiando economicamente l'intero paese, non si può tacere. A costo di essere monotono, attribuisco questo difetto a quella cultura peculiare che viene chiamata ‘cattocomunista', e che in politica si traduce in partitocrazia o consociativismo. Sia da parte cattolica (a mio parere un malinteso cattolicesimo) sia da parte comunista, l'errore di base è quello di non considerare l'individuo e la società nel suo complesso di interessi, principi, desideri, pulsioni, insomma come un sistema dotato di dinamiche, forze, movimenti interni, un soggetto ‘pieno'. Al contrario, ci si rappresenta un soggetto vuoto, neutro, né buono né cattivo, governato da forze esterne. In sostanza, se alla società si danno leggi giuste, deve diventare giusta. Leggi ovvero regole, forme, contratti. Per un comunista, eliminare le differenze di classe, per un cattolico applicare la dottrina sociale. 
Non sto difendendo il principio ‘homo homini lupus' (l'uomo è un lupo per l'altro uomo).

mer 26 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Da qualche giorno Ringo, il nuovo gattino di casa mia, manca all'appello. Perché un giovane felino può lasciare un tetto sotto il quale è vezzeggiato e ben nutrito? Cherchez la chatte - anche se adesso è difficile capire quando scatta la stagione degli amori gatteschi. Il riscaldamento globale dev'essersi esteso anche ai gatti che vanno in calore in periodi in cui, una volta, se ne stavano placidamente acciambellati vicino al termosifone. 
O forse è il cattivo esempio dato dai padroni - o meglio, dai padroni dei loro padroni. Chi ha gatti non sterilizzati lo sa: se la natura chiama non c'è niente da fare, hai un bel chiudere porte e finestre o mettere i fiori di Bach nell'acqua della ciotola. Gattoni corpulenti diventano flessibili come Barbapapà per passare dalle fessure. Gattine illibate perdono ogni ritegno e girano mugolando per casa, ventre a terra e pudende all'aria, tipo cat-party a Palazzo Grazioli. 
Noi gattofili siamo allibiti e imbarazzati. Molti non vedono mai nel proprio gatto un animale adulto, ma un essere umano eternamente piccolo e immaturo. Fufi è un adorabile batuffolo, anche quando sotto la coda ha due castagne grosse così, un «miao» baritonale degno di Scarpia nella Tosca, e passa le giornate molestando sessualmente il triciclo di tuo figlio. E quando il veterinario ti spiega che il comportamento anomalo non è dovuto alla qualità scadente dei croccantini o all'elettrosmog, ti senti come quando scopri i primi preservativi in tasca al figlio teenager: in amore? Fufi? Come! Fino a ieri giocava con la pallina e ciucciava il cuscino! Dottore, non è possibile, all'allevamento mi avevano assicurato che i Sacri di Birmania Blue-point vanno in amore solo a quattro anni e solo quando incontrano un partner con pedigree compatibile! 

mer 26 ott 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Nel logo di Fabbrica Arte Rimini vortica un mare circolare, ipnotico gioco di Diego Zuelli tra le Rotoreliefs di Duchamp e la computergrafica. Intorno, un esagono scuro: diaframma per mettere a fuoco? Al centro, un occhio di luce. La sigla-FAR contiene la fabbrica, il faro, il fare-poièin che è l'arte; il luogo-FAR sta nascendo dalla trasformazione dei palazzi dell'Arengo e del Podestà, per mettere al centro della città l'arte contemporanea. «Sarà un laboratorio di pensieri e di idee che abbraccia un contesto territoriale» ci racconta Massimo Pulini, assessore alla Cultura del Comune di Rimini, che ha promosso questa metamorfosi. «La mia aspirazione è una sorta di istituzione tenuta in piedi, dopo di me, da un direttore artistico che continui a curarne la responsabilità e lo sguardo. I lavori sono già cominciati, riadattando per quanto possibile il preesistente secondo economia ed ecologia, dando respiro a tutte le potenzialità del luogo, come il Giardino delle Mimose. Il cambiamento delle sale, che erano un po' delabrè, è già percepibile. L'idea è restituire un'identità ai diversi spazi espositivi dei due palazzi, sinora territorio indiscriminato di varie iniziative di per sé rispettabili ma casuali, non articolate, attraverso una programmazione caratterizzante.

mer 26 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Nel mare magnum del vino potete trovare qualsiasi cosa ed esserne soddisfatti. Dal vino in tetra brik al vino del contadino, dal vino sfuso alle bottiglie da due, cinque, dieci, cinquanta, cento euro. ce n'è per tutti i gusti e per tutte le dimensioni.
Orientarsi e che cosa sapere quando si va a comprare il vino diventa quindi importante. Soprattutto quando si vuole affrontare una maggiore qualità, perché nessuno incomincia ad avvicinarsi al vino sentendo il profumo delle prugne del Wyoming, molto più semplicemente ci si avvicina a bottiglie di "pronta beva" per poi approdare a bottiglie più impegnative.
E' invece praticamente scomparsa l'usanza del bottiglione di vino presente sui tavoli dei nostri padri e nonni, in quel caso il vino era più un integratore alimentare che un elemento enogastronomico. 
Orientarsi significa innanzi tutto capire i prezzi. 
Per chi cerca la poesia nel vino, il Tavernello è inconcepibile. Ma non è così per il mercato. Igienico, sicuro, a buon mercato, facile da richiudere, il contenitore in tetra brik dà affidabilità, è resistente e lo puoi portare dove ti pare senza problemi. Anche per questo il Tavernello è uno dei marchi leader del settore, esportato anche all'estero. A buon mercato? Sicuro. Perché a parte il contenuto, il costo di tappo, capsula, bottiglia, etichetta è più o meno di 45/46 centesimi, cui vanno aggiunti 25 centesimi per cartone ed imbottigliamento. Insomma, non ci abbiamo ancora messo gli ammortamenti, l'uva e la lavorazione in cantina e siamo già a 0,70 centesimi di costo.

mer 26 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' tempo di sagre. Oltre ad inseguire funghi e tartufi in questi casi è possibile anche trovare prodotti tipici di altre regioni. Dai produttori provenienti dal nord ovest dell'Italia trovate toma, bitto e fontina. E non fatevi scappare l'occasione di fare i pizzoccheri. E' una pasta tipica delle alpi, si trova anche al supermercato, Conad nel settore Sapori e Dintorni ne ha un tipo buonissimo.
Per una cena per 4 persone procedete così: prendete un mezzo cavolo verza e 4 patate, tagliatele a pezzettini e bollitele per dieci minuti, aggiungete 250 gr di pizzoccheri ed aggiungeteli a verza e patate per il tempo indicato sulla confezione.
Nel frattempo fate sciogliere 250 gr di burro con aglio e salvia abbondante, togliete l'aglio dopo un minimo di soffrittura.

mer 26 ott 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

In questi mesi si è formato un movimento di protesta nuovo. Viene usato per definirlo il termine 
indignados. Persino Wall Street a New York è presidiata da giovani indignati al grido di "Siamo il 99%". Intendono con esso contestare la ricchezza smisurata concentrata nelle mani dell'1% dei cittadini.
La loro analisi non è campata per aria: negli ultimi decenni i differenziali dei redditi sono aumentati in misura notevole. Se nel 1974 l'amministratore delegato di una grande società USA guadagnava 30 volte un impiegato di medio livello, nel 2004 prendeva da 3 a 400 volte tanto (cit. in Sennett, 2008). Questo fenomeno in economia è noto. In certi periodi la ricchezza si concentra, in altri si distribuisce. Quando la concentrazione ha luogo in periodi espansivi la società la tollera meglio: se anch'io aumento il mio reddito mi dà meno fastidio che altri lo accrescano più di me. In periodi di crisi, vedere che altri si arricchiscono è meno piacevole, a volte francamente offensivo. In alcuni casi lo squilibrio ha portato a vere rivoluzioni.
La novità di questa crisi è però in due punti.

mer 26 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

In questa nostra provincia, dove basta che un piccione faccia la cacca in testa a qualcuno perché nasca un "comitato", fino a ieri mi chiedevo come mai nessuno ne avesse ancora creato uno per Maria Antonietta, la regina cui toccò la triste sorte di seguire sulla ghigliottina il marito Luigi XVI, sarcasticamente ribattezzato Luigi Capeto dalla Revolution Française. Ho pertanto letto con soddisfazione che l'imbarazzante lacuna è stata sanata, pur se con 218 anni di ritardo, per merito di un manipolo di ispirate signore riminesi, fondatrici del «"Club Amiche di Maria Antonietta", un Comitato femminile aperto a tutte le europee che si pongano in alternativa alle idealità della Rivoluzione» e ad altri sgradevoli effetti collaterali «prodotti dal disprezzo per Cristo e la Chiesa». Ne consegue che ora le intraprendenti nostalgiche dell'Ancien Régime organizzeranno una "regale canasta di beneficenza", una "tombola di rito borbonico" e una gita di preghiera sulla tomba Pio IX, l'ultimo Papa Re. Sì, perché l'ardore filo-monarchico di cotali signore supera di gran lunga quello delle loro concittadine che lo scorso 29 aprile sentirono il bisogno di far sapere alla stampa di essersi date convegno, vestite da Mary Poppins e con fumanti tazza di tè in mano, per stringersi a William e Kate nel mentre la TV riversava in salotto la loro principesca gioia nuziale, unitamente alle trasparenze glutee della di lei sorella Pippa.

mer 26 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il Comune di Rimini ha presentato il Triennale di investimenti: 98 milioni, 15 per la balneazione. Cercando di restare in linea col programma del sindaco nonostante i pesanti tagli. Cinque gli ambiti prioritari individuati: Città di mare; Motori culturali, educativi e sportivi; Ricucitura delle fratture urbane, Ricucitura delle relazioni con i cittadini, Riqualificazione urbana.
Alla salvaguardia della balneazione andranno 15 milioni di euro, sugli 88 del piano approvato con Hera per la chiusura di 8 scarichi su 11 e la condotta Ausa, che porterebbe al largo un terzo degli scarichi attuali. Un milione e 400mila andranno inoltre al progetto Isola per la salvaguardia idrica di San Giuliano. Un milione per la messa in sicurezza del porto. 
Per l'edilizia scolastica sono previsti oltre 14 milioni. Al teatro Galli andranno 8 milioni, per completare i 37 a carico del Comune. Viabilità e parcheggi avranno di 45 milioni.

mer 26 ott 2011 - Notizia di healthness - scritto da Bugli Emiliano

È appena iniziata la stagione invernale, come tutti gli anni è arrivata l'ora di accendere il riscaldamento.
Ecco alcune semplici regole da seguire.
Contattate il vostro idraulico o manutentore di fiducia per fare una manutenzione completa dell'impianto, se avete già l'abbonamento vi costerà meno, normalmente in provincia di Rimini il costo di un abbonamento è compreso tra i 90 euro del manutentore ed i 108 delle società come SGR.
Se siete residenti presso il comune di Rimini, ricordatevi di chiedere al manutentore di applicare il bollino giallo calore pulito per l'analisi dei fumi, che è obbligatoria ogni 2 anni.
Presto il bollino calore pulito verrà introdotto anche presso tutta la provincia di Rimini, probabilmente già dal prossimo inverno.
La manutenzione dell'impianto non è obbligatoria, ma è comunque consigliata in quanto l'impianto se pulito annualmente permette di risparmiare sul costo della bolletta.
Ricordatevi di far controllare al manutentore anche la gomma del gas domestico, in quanto ha una durata limitata nel tempo e quando scade può essere origine di incidenti domestici potenzialmente letali.
Per i manutentori che sono tenuti alla consegna dell'allegato di controllo dell'impianto ricordiamo che la provincia di Rimini ha avviato la fase sperimentale dell'inserimento telematico e che la procedura verrà estesa a tutte le aziende a partire da Gennaio 2012.

mer 26 ott 2011 - Notizia di healthness - scritto da Redazione

"I contribuenti che fino al 31 dicembre 2011 sostengono spese per interventi finalizzati al risparmio energetico possono usufruire di una particolare agevolazione fiscale, consistente in una detrazione d'imposta": così l'Agenzia delle Entrate. Questi incentivi esistono ormai da tempo, ma ogni anno devono essere confermati e subiscono modifiche Nel 2011 è stato introdotto l'obbligo di inviare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate (quandoi lavori proseguono oltre un periodo d'imposta); è stato modificato il numero di rate annuali in cui deve essere ripartita la detrazione; è stata sostituita la tabella dei valori limite della "trasmittanza termica". Comunque:
- la detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) è pari al 55% delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell'intervento eseguito; 
- l'agevolazione non è cumulabile con altri benefici fiscali previsti da disposizioni di legge nazionali o altri incentivi riconosciuti dalla Comunità Europea; 
- -non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva di inizio dei lavori all'Agenzia delle Entrate;
- i contribuenti non titolari di reddito d'impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale (i titolari di reddito di impresa sono invece esonerati da tale obbligo);
- è previsto l'esonero dalla presentazione della certificazione energetica per la sostituzione di finestre, per gli impianti di climatizzazione invernale e per l'installazione di pannelli solari; 

mer 09 nov 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La battaglia di Rimini fu combattuta a qualche miglio dalla nostra città nel 432 d.C. In campo, il governatore dell'Africa comes Bonifacio e il magister militum (generale) Flavio Ezio: i capi militari e politici più potenti di quegli anni, che stavano vedendo la dissoluzione dell'impero romano d'occidente. Intere province, come la Britannia, venivano abbandonate a se stesse. Altre si ribellavano, altre ancora erano già in mano a Goti, Vandali, Franchi, Burgundi. La corte imperiale stava asserragliata a Ravenna, con Galla Placidia a governare in nome del figlioletto Valentiniano III. Erano passati 22 anni da quando i Visigoti avevano devastato Roma. Non accadeva da otto secoli, ma nemmeno il sacco della Città Eterna era bastato per fermare le feroci lotte interne all'impero. Secondo la maggior parte dei media dell'epoca, fu Bonifacio a vincere la battaglia di Rimini. Il comes era un vero romano e fra i suoi amici contava perfi no Agostino da Ippona, futuro Santo e Doctor Gratiae. Mentre Ezio era di padre goto, o peggio ancora scita; aveva vissuto presso gli Unni e ne arruolava molti fra le sue truppe. Fatto sta che qualche mese dopo lo scontro, il "vincitore" Bonifacio morì per le ferite riportate. A quel punto i cronisti si ricordarono di molte cose. Per esempio di quando Bonifacio aveva praticamente consegnato la "sua" Africa ai Vandali come ripicca contro un noioso processo per apostasia: persa la testa per una giovinetta, certa Pelagia, visigota e ariana, aveva flirtato con la sua fede eretica. Senza il grano africano, l'Italia era alla fame e la fine dell'impero solo una questione di tempo. Eppure, in cambio di un aiuto contro Ezio, Galla Placidia non solo aveva derubricato le imprese di Bonifacio a marachelle, ma addirittura lo aveva creato patricius e fatto raffigurare nelle monete. Ma Bonifacio adesso era morto. In una guerra civile?

mer 09 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Dài, mamma, parliamo anche noi in una lingua che non si capisce!» E mia figlia comincia a pronunciare a macchinetta sfilze di sillabe irte di consonanti, aspettandosi una risposta sullo stesso tono. Un po' mi vergogno - siamo per strada - ma ci provo. In fondo la capisco. 
Da quando siamo uscite di casa abbiamo incrociato quasi esclusivamente persone che non parlavano italiano. Al telefonino, in coppia o in comitiva, si esprimevano in idiomi sconosciuti. Dopo il primo senso di straniamento subentra l'invidia. Gli stranieri che abitano qui conoscono una lingua che noi non comprendiamo e avremmo difficoltà perfino a pronunciare. Però conoscono anche l'italiano (molti passano indifferentemente dalla loro lingua alla nostra) e possono capire quel che diciamo noi. Anche una bambina si rende conto istintivamente che questo rappresenta un vantaggio, e, almeno per gioco, vorrebbe procurarselo anche lei. 
Secondo Don Milani «l'operaio conosce trecento parole, il padrone mille, per questo è lui il padrone». Principio valido quarant'anni fa. Oggi l'operaio che conosce trecento parole nella sua lingua madre e in un paio di altre, è più attrezzato del padrone che ne conosce mille, ma in una lingua sola, e prima o poi finirà per fargli le scarpe. 
E' un po' la situazione in cui ci troviamo noi indigeni rispetto agli immigrati: loro sanno cose che noi non sappiamo. E le cose che noi sappiamo più di loro forse non servono molto nemmeno a noi.

mer 09 nov 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Invecchiamento e barrique, le due parole magiche legate al vino.
Cerchiamo di capirci qualche cosa partendo dalla barrique, metodo di invecchiamento tanto di moda qualche anno fa. Ora, dopo la sbornia del legno, il procedimento si è avviato (per fortuna) ad un buon momento di maturità.
La barrique è una botte di 225 litri di capienza (228 per la barrique borgognona) normalmente in legno di rovere francese o di Slavonia. Usata per almeno due anni (alcuni produttori si fermano a uno), dà particolari sentori al vino; quello più riconoscibile è il sapore di "legno".
Una botte di barrique costa 700 euro, dura due anni e a fine corsa se sei fortunato la rivendi a 70 euro. Va da sé che il procedimento di invecchiamento aumenta i costi ed il tempo di permanenza in bottiglia: mettete in conto un euro, un euro e mezzo di ulteriori costi.
Ma allora quando trovo prodotti barricati a 4euro e mezzo/cinque euro, come li producono?
Riepilogando: 2,65 euro di costi indiretti, 1,50 di barrique; quello che resta (se resta) è il vino. A  meno che...? 
A meno che il prodotto non sia aromatizzato con polvere legnosa, che è uno scarto della lavorazione delle botti. In quel caso, qualche settimana di lavoro ed il gioco è fatto.
I puristi si ritrarranno con orrore, ma anche il secondo tipo di lavorazione può generare buoni prodotti. L'importante è non pretendere di trovare a certi prezzi bottiglie nate con il vero metodo francese della barrique, quello della botte.

mer 09 nov 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Se alla sera all'Angolo Divino vanno in onda salumi e mangiari forti sotto la regia di Arturo Pane, a pranzo la proposta del locale diventa vegetariana.
Chiara e Giacomo vi condurranno in un buffet rigorosamente di verdure con un piatto del giorno che nella stagione fredda vira verso le zuppe ma che non disdegna anche i primi alle verdure all'occorrenza. Zucca al forno, melanzane alla parmigiana, insalate, verdure e verza cotte tutto da abbinare a riso basmati bianco per chi è più avvezzo alla cucina orientale.
Insomma una bella alternativa in pausa pranzo  al solito panino o piadina e molto più salutare.
Da provare.

mer 09 nov 2011 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Nel 1888 si diede inizio ai lavori per realizzare Piazza Ferrari, quale "giardino di rispetto" della nuova Cassa di Risparmio e primo spazio verde all'interno delle mura cittadine. Si voleva dare decoro a via Gambalunga, la cui importanza era sempre maggiore visto che collegava la città, dove si trovavano ancora tutti gli alberghi riminesi, con la stazione e la nuova zona a mare che stava crescendo la fabbricazione di numerosi vilini.

Per far posto alla piazza venne demolito un intero isolato, che comprendeva i resti di ben tre edifici religiosi, fra cui l'antichissima chiesa di San Tommaso Apostolo, risalente forse al V secolo ma da tempo sconsacrata (anche se conservava tracce dei mosaici originari) e gli ex-conventi delle Celibate e del Cuor di Gesù, già parrocchiale di San Patrignano. Fin dal XII secolo. Come contropartita la Curia riminese ricevette un contributo di 14 mila lire e un lotto di terreno per edificare una nuova chiesa nella zona mare, che stava crescendo tumultuosamente, ma senza che turisti nuovi residenti dei villini avessero un luogo di culto nei pressi.
Il lotto che venne assegnato dal Municipio all'"Ente parrocchie povere soppresse" per la costruzione della nuova chiesa si trovava nella zona dei Trai, allo termine della nuova grande via in costruzione, l'attuale Via Tripoli.
Per la costruzione della chiesa della zona di Marina si aprì una nobile gara di generosità: le offerte giunsero anche da fuori città e persino dall'estero, anche grazie all'attività del comitato preposto alla raccolta che era energicamente diretto da mons. Ugo Maccolini.

 

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 7 novembre vertice in Provincia per scongiurare l'ennesima batosta sui frontalieri. C'erano gli assessori competenti di Provincia e Comune, il Segretario al lavoro sammarinese, le organizzazioni sindacali (compreso il sindacato transfrontaliero) e gli onorevoli Marchioni (Pd) e Pizzolante Pdl). Sul tavolo. Come ogni anno di questi tempi, la proroga della franchigia fiscale che compensi in qualche modo le tasse pagate due volte dai 6mila italiani che lavorano a San Marino. La doppia imposizione esiste dal 2003 e da allora Italia e San Marino non sono ancora riusciti a trovare un accordo che stabilizzi la materia. Quindi si va avanti con franchigie temporanee, ogni volta di entità diversa e ogni anno da rinnovare. Per il 2012 si cercherà di inserire il bonus fiscale nella Legge di Stabilità. "Dal Governo abbiamo avuto rassicurazioni che su questo tema avrà attenzione", ha detto Elisa Marchioni. 
Se non sarà così, il piano B prevede l'inserimento del decreto Milleproroghe di fine anno. Ma al tavolo provinciale si è anche discusso di come finalmente dare un assetto stabile ai rapporti fra Roma e il Titano: finché non ci sarà chiarezza su questo piano, tutto il resto continuerà a navigare a vista.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Come volevasi dimostrare, dalla tassa di soggiorno non si scappa. Quasi tutti i comuni della riviera - solo Bellaria resiste - si sono ormai rassegnati a imporre il balzello, manca solo da definire il come. A Rimini si fa sapere che la bozza del provvedimento è quasi pronta. Si sta seguendo lo schema di Riccione, dove il prelievo inciderà per una media di un euro a presenza: 50 centesimi negli alberghi a 2 e 3 stelle, 2 euro in quelli a 4 e 5. Il conto dell'introito previsto è così presto fatto: se saranno ancora 7,5 milioni, tanti saranno gli euro che entreranno nelle casse municipali. Per farne che? Tutti da impiegare nel turismo, dalla promozione alle infrastrutture.

mer 09 nov 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Come la maggior parte di noi seguo quotidianamente le vicissitudini del nostro paese in mezzo a speculazioni finanziarie, richieste da parte dei partner europei, lettere della BCE, risposte del Governo, proteste delle opposizioni, prediche del Vaticano, scontri di piazza, ecc.
Purtroppo sono decenni che le persone avvedute avvisavano di quanto sta accadendo. Uno Stato non può trovare le proprie risorse con i debiti, e non ci si può arricchire in eterno prestando allo Stato, rubandogli lo stipendio, la pensione o direttamente il contante. Alla fine il parassita e il parassitato muoiono tutti e due.

La politica italiana è infantile in modo desolante. Tutti, dal governo all'opposizione, continuano a comportarsi come marmocchi. Raccontano in sostanza tutti delle bugie ridicole. Dal primo all'ultimo.

Se guardate il TG3, appaltato alla maggioranza che governa l'Emilia-Romagna, sembra che la nostra regione non sia in Italia Solo i padroni che vogliono chiudere le fabbriche sono cattivi. Gli immigrati sono buoni, le scuole modello (non fosse per la cattiva Gelmini), Bologna pare la capitale mondiale della cultura, i sindaci sono dei paciocconi o dei capaci leader che guardano al futuro, i sindacati, le associazioni di categoria, il volontariato, marciano come avanguardie del Bene. La Regione e la Sanità, poi, sono praticamente santificate.
Se invece seguiamo trasmissioni nazionali della stessa rete, da Flores a Santoro, allora non funziona niente, l'Italia è allo sbando: gente che piange e urla, disperati senza casa e senza lavoro, immigrati che dormono sotto i ponti, cifre da fallimento, corruzione, degrado, violenza. 

mer 09 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Uno dei più esilaranti spettacoli di involontaria comicità politica l'ha fornito alla Camera il capogruppo legaiolo Reguzzoni, accusando di «caduta di stile» Fini che la sera prima, a Ballarò, aveva osato riferirsi alla pensione-baby di lady Bossi, procurandosi in diretta il cantilenante birignao di protesta dell'acidula guastatrice che, oltre a manomettere il Ministero dell'Istruzione, si alterna ad Angelino Zerbino e all'On Coccodè Bernini nei dibattiti televisivi, dandosi il ruolo di "zaca-bdocc". Un leghista che lamenti l'altrui mancanza di bon ton è come un etilista che protesti perché l'alito di chi gli siede accanto puzza vagamente d'alcool. È davvero ridicolo che una lezione di galateo provenga dalla rozza "caverna del pensiero" in cui alberga la tribù padana, dove il messaggio politico raggiunge le più alte vette con l'abituale gesto dell'ombrello e del dito medio alzato ai quali si abbandona il delirante capataz.
La cosa fa il paio col Berlusconi che, fra un bunga bunga e una barzelletta con bestemmia, assume l'aria ispirata di chi conosce le sacre scritture come i copioni delle soap operas di Canale 5 per impartire la paterna benedizione ai partecipanti al seminario di Todi su «Cattolicesimo democratico in ricerca», esortandoli a che «l'impegno dei cattolici si fondi su principi e valori non negoziabili, predicati con forza e intelligenza (sic!) dalla dottrina della Chiesa e in particolare da Papa Benedetto XVI».

mer 23 nov 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

C'è quello spot che vediamo in questi giorni, quello del Marocco che è "pronto sotto ogni aspetto" ad accogliere gli investitori stranieri. Be' il Marocco non è l'unico ad essere così "pronto". Sono addirittura prontissime Mongolia, Zambia, Albania: tutte nazioni che risultano molto più attraenti dell'Italia agli occhi di un imprenditore.
A dirlo, purtroppo, non sono solo gli spot. Lo conferma la Banca Mondiale nel suo rapporto «Doing Business in a more transparent world - 2012» ("Fare affari in un mondo più trasparente"), che valuta le condizioni che trovano le imprese Paese per Paese. L'anno scorso l'Italia si era piazzata 83esima su 183 stati; nell'ultimo rapporto siamo scivolati all'87esimo posto. 
Si badi bene: la Banca Mondiale non valuta la competitività considerando fattori come i bassi salari, la flessibilità, la libertà di licenziare o altre "marchionnate". E nemmeno se vigono norme troppo occhiute sulla sicurezza, o se imperversano criminalità e corruzione. No. I dieci parametri che vengono utilizzati riguardano tempi, costi e burocrazia necessari per avviare un'impresa, accedere al credito, ottenere un allacciamento elettrico o i permessi per costruire, pagare le imposte, stabilire chi ha ragione o torto in una causa commerciale. Insomma, quelle classiche cose che oggi è di moda definire "né di destra né di sinistra". 
Ebbene, secondo questi criteri a vincere è Singapore, seguito da Honk Kong, Cina, Nuova Zelanda, Usa e Danimarca. In Europa, il Regno Unito è al settimo posto, la Germania al 19esimo, la Francia al 29esimo. Dietro di noi c'è solo la derelitta Grecia (il che forse spiega tante altre calamità).
Andare nel dettaglio è come rigirare il ferro nella piaga per chi fa impresa in Italia e ogni giorno deve chiedersi perché deve perdere tanto tempo in altre faccende. Una causa commerciale, che in Francia dura in media 330 giorni e 390 in Germania, da noi ne richiede di norma più di mille. In Germania dopo aver firmato il contratto si ottiene un allacciamento elettrico entro due settimane; in Italia, entro 6 mesi. Chi spedisce merci per nave, le saprà a destinazione dopo 20 giorni se si sono utilizzati porti italiani o ellenici, mentre in Germania e Inghilterra basta una settimana.

mer 23 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Ma sei tu che mangi tutti quei biscotti?» scherza il nonnetto in fila dietro di me alla cassa del Conad a un collega più o meno suo coetaneo. Lui ride: «Ma no, sono un pensierino per la donna che viene a fare i lavori da me. Glieli regalo per i suoi bambini, e lei è più contenta che se le dessi dei soldi extra.» «Toh, che buona idea, li compro anch'io». 

Dialoghi tra anziani vedovi non ancora in zona badante, abbastanza autonomi da farsi la spesa da soli ma non per tener dietro alla casa, ammesso che un uomo sia mai in grado di farlo. E' uno strano mix - molto romagnolo, molto d'altri tempi - fra spilorceria e gentilezza: ti sembra doveroso un piccolo segno di considerazione verso la domestica, ma vuoi spendere il meno possibile, sia perché vivi della tua pensione (che non è quella da ex parlamentare) sia perché non vuoi creare obblighi e imbarazzi né a te stesso né a alla donna. 
Per una madre di famiglia, magari immigrata, che lavora a ore per mandare avanti la famiglia, non è certo umiliante accettare la garbata offerta di un pacco di dolcetti per i suoi figli: si sa come sono i bambini, anche quando hanno tutto certe cose fanno sempre gola. Un sacchetto di biscotti in offerta al supermercato costa meno di due euro, ma come regalo vale molto di più, perché presuppone un pensiero, un piccolo sforzo di mettersi nei panni di chi lo riceve. 
Non so se il vecchiett

mer 23 nov 2011 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Bernucci Annamaria

 

Nella composta architettura cinquecentesca della chiesa di San Giuliano sono conservati i resti del Santo martire venerato dal X secolo nella città (storia, martirio e leggende si sono intrecciate e le narrazioni hanno preso una declinazione tutta riminese). Ma oltre le reliquie, la chiesa vanta uno dei dipinti più visitati della città. E' opera del veneziano Paolo Veronese, realizzata poco prima della morte del pittore (1587) per i Padri canonici di San Giorgio in Alga. L'altar maggiore dove è collocata la pala fu consacrato nello stesso anno della chiesa e dedicato alla Vergine e ai santi Pietro e Paolo (cui in origine era dedicata l'abbazia) e Giuliano. E' probabile che la commissione fosse antecedente a tale data e riconducibile al 1583. 

Espressione di una versatilità compositiva e di un impianto formale ripreso più volte dal pittore (Martirio di S.Giustina a Padova), anche la pala riminese accentua, in ragione delle esigenze devozionali e pietistiche di quegli anni, una forte dimensione della gloria e della esaltazione divina: tutta la parte superiore del quadro è orchestrata infatti sulla figura della vergine attorniata da angeli e dai santi apostoli; nel registro inferiore è collocata la scena del martirio di Giuliano, con l'immagine luminosa del giovane dai biondi capelli, vicino al quale si muove la dolorosa figura della madre Asclepiodora, dalle vesti sontuose, inginocchiata, nell'atto di sostenerlo nella fede e di accompagnarlo al tragico supplizio. 

 

mer 23 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con i suoi 61 anni, è la più "antica" manifestazione fieristica riminese. E nel panorama internazionale è unico evento con l'albergo al centro. E' il SIA GUEST, Salone Internazionale dell´Accoglienza: un mix unico  di  innovazione, tendenze, atmosfere e approfondimenti che si terrà quest'anno dal 26 al 29 novembre.
SIA GUEST è un' occasione irrinunciabile per scegliere i prodotti e i servizi , per approfondire i temi più attuali,  confrontarsi con un mercato in continua evoluzione e guardare agli scenari futuri dei luoghi dell'ospitalità. Ricchissimo il programma di mostre, convegni, seminari e iniziative speciali.

Dal 27 al 29 novembre Rimini Fiera ospiterà anche PARK SHOW, mostra delle attrezzature per parchi tematici, parchi acquatici, fec e luna park.

mer 23 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La Provincia ha deciso: il premio "Made in Rimini 2011" andrà ad Antonio Benzi, 73 anni, ingegnere e storico dirigente della Valdadige costruzioni di Verona, colosso che fattura 120 milioni di euro all'anno. Ma Benzi ha lasciato il segno nella sua terra come costruttore al servizio del turismo. Prima, con l'azienda di famiglia, realizzando le cabine prefabbricate per la spiaggia che negli anni '60 mandarono in pensione i capanni di legno. Ma soprattutto, dagli anni '80 in poi, realizzando prima Aquafan, poi Oltremare, oltre al McDrive e varie infrastrutture soprattutto a Riccione.  
Il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali sottolinea come "Antonio Benzi è, insieme a altri meritevoli pionier dell'industria dei parchi di divertimento nel Riminese, uno dei protagonisti della riconversione del turismo locale dopo gli anni della grande crisi seguita alle mucillagini". 

mer 23 nov 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quello che è successo in Italia non sarebbe successo in una democrazia solida e seria. E' impensabile che il premier e il governo stesso siano scelti in deroga al risultato elettorale. E' impensabile che in un periodo di crisi, se il governo in carica perde la maggioranza per sue beghe interne, non si vada alle elezioni, anzi, proprio in queste situazioni la fiducia dell'elettorato è il primo requisito. Però, se non impensabile, è sicuramente vergognoso che un Parlamento sia disposto ad approvare praticamente all'unanimità una serie di riforme con un premier non scelto dal popolo e non sia invece disposto a farlo con un governo uscito dalle urne. E' come dichiarare la propria inutilità. E questo è molto pericoloso. Perché a cosa serve un Parlamento se ha bisogno di un capo del governo esterno, non eletto, nominato dal Presidente, a sua volta non eletto dal popolo, per fare ciò che sa di dover fare?

Se la democrazia è il sistema che regge la nostra Repubblica, allora è alla democrazia che dobbiamo rivolgerci nelle difficoltà. Quando un paese, in una situazione drammatica, sceglie invece questa democrazia di ridurla, ciò significa che la ritiene un obbligo esteriore, ma non crede in essa.

mer 23 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Chi abbia conosciuto anche solo un po' Giorgio Napolitano può immaginare quanto sia costata a un uomo del suo stile e della sua cultura non solo la coabitazione istituzionale, ma anche la vicinanza fisica con un parvenu della democrazia che ha occupato Palazzo Chigi come fosse una delle sue tante dimore padronali, e che nelle relazioni con gli altri poteri dello Stato ha dato continue prove di pacchiana malacreanza. Mi piace pertanto credere che il nostro amatissimo Presidente rappresenti oggi la stragrande maggioranza degli Italiani anche nell'apprezzare una confortante novità: poter finalmente pensare che alle undici di sera il Primo Ministro della Repubblica Italiana abbia fra le mani un libro o una tazza di tisana, anziché la statuetta fallica di Priapo da far "adorare" a un manipolo di ridacchianti sgallettate.
Avevo iniziato a scrivere questo articolo dopo aver ascoltato la dichiarazione di voto del capogruppo della Lega al Senato sulla fiducia al Governo Monti; ma ho dovuto interrompere e trasferirmi in un'altra stanza perché nello studio faceva freddo. Per un irrefrenabile riflesso condizionato, infatti, ogni volta che in TV appare un leghista sento il bisogno di spalancare le finestre e cambiare l'aria. In quel caso l'esigenza era ancora più forte, poiché alla maleodorante verbosità del Bricolo parlante si affiancava sullo schermo il truculento gesticolare della virago scarmigliata che gli sedeva accanto: Rosi Mauro, che a vederla non capisci mai se faccia di più venire in mente il rozzo Zampanò de La strada o uno di quegli ingombranti lottatori di sumo.

mer 23 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Noi siamo stati abituati ai "giorni lunghi" quando era ancora più difficile riuscire a prendere un pezzo di pane sul sentiero delle lepri.» Così Elena e Mario, protagonisti di "Il sentiero delle lepri" di Gino Valeriani e Gianfranco Frisoni, ultima parte di una trilogia che ripercorre la nostra storia dal ‘900 ai giorni nostri, danno il loro viatico ai figli che hanno trovato lavoro fuori dal paese. Perché ora «tocca a loro.» Uscito di recente, questo romanzo nasce come i precedenti da una storia vera, di cui conserva la voce di viva testimonianza. La dedica è «a Gianfranco Iacobucci/25 anni dopo.» Chi sia stato Iacobucci ce lo racconta Andrea Canevaro, nella prefazione: "un Educatore". Proprio così, con la maiuscola. Come merita il successore di Margherita Zoebeli alla guida del CEIS, scomparso 25 anni fa. E così il libro, che accompagna i personaggi attraverso gli equilibri difficili tra la guerra e la pace, la città e la campagna, le regole e le eccezioni è «dunque lo sfondo per collocare la dedica riconoscente a Iacobucci.» «Perché un Educatore è anche un equilibrista» che però «deve dare un appuntamento verso il domani.» Ai primi di dicembre Gianfranco Iacobucci sarà ricordato anche nel "suo" CEIS, da Andrea Canevaro e dai collaboratori e amici di una vita, nelle loro parole e ricordi presenza ancora fertile e viva. Per info: tel. 0541 390396.

mer 23 nov 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Happy Feet 2 in 3D" di George Miller. 

Il pinguino Mambo ha un problema, non riesce a far danzare suo figlio Erik... Ma i guai saranno ben peggiori quando si scopre che il mondo è scosso dalla minaccia di forze ostili. Mambo cercherà di far alleare tutte le tribù dei pinguini per combattere insieme. Se avete amato il primo successo della serie forse gradirete anche questo seguito, immancabilmente girato in 3D. I pinguini sono simpatici e il messaggio ecologico è sempre attuale, ma io che non ho gradito il primo posso tranquillamente evitare anche il seguito. 

mer 23 nov 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Venerdì 25 novembre alle 21 al Caffè Commercio di Rimini, sarà protagonista il grande Sangiovese del Montefeltro, verticale di 5 annate: 2005 2006 2007 2008 2009. 

100% Sangiovese, 12 mesi di barrique per un Sangiovese di grande spessore ma soprattutto... un campione di classe ed eleganza, definito un vino di gran corpo, con un attacco morbido ed armonico, ricco di sensazioni vellutate. Tre bicchieri sul Gambero Rosso nelle ultime tre annate. 
Parteciperà anche il Vigneron, Adriano Galli, a parlarci dei suoi vini. In abbinamento verranno serviti piatti di stagione: cavoli con squacquerone, fagioli con costarelle e cotiche, salsiccia e olive in padella.
Costo della serata 25 €. Per info e prenotazioni 347-9178893 Massimo.

mer 07 dic 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il famoso bicchiere mezzo pieno ci dovrebbe spingere a vederla così: dopo il primo tempo del rigore, per l'equità e la crescita aspettiamo il secondo e il terzo. C'era l'urgenza di metterci a posto per non essere noi l'iceberg che rischia di affondare l'euro. In attesa di vedere se la moneta unica affonderà comunque, qualche considerazione su equità e crescita dovremo pur farla. Considerazioni piccine piccine, dal punto di vista di un residente nella provincia di Rimini. Equità: cioè chi ha di più deve dare di più. Stando alla classifica del Sole 24 Ore, cui facciamo cenno a lato, rientriamo proprio fra coloro che più hanno e dunque più devono contribuire. Ma per continuare a poter contribuire, dovremmo anche continuare a crescere. Fra Ici - pardon, Imu - e Iva, il salasso rischia invece di stenderci. Il turismo pagherà salato in un momento in cui la domanda interna, in piena recessione, non si dirige certo verso l'alto. In compenso per le imprese "a monte della statale" c'è qualche boccata d'ossigeno. E per le banche garanzie più che robuste. Anzi, tanto robuste che una restituzione verso l'utente diventa obbligatoria. Ma ci sono anche dettagli particolarmente irritanti, anche se non drammatici come &egregrave; apparso in un primo momento. Sono le tasse sulle imbarcazioni, che contrariamente a certi annunci frettolosi pare che saranno graduate con un qualche ragionevole criterio. Resta il fatto che la fuga verso la Croazia è in atto da un pezzo, visto che il turismo nautico in Italia è da sempre considerato un vizio da nababbi. Senza considerare che per ogni yacht da mille e una notte ci sono migliaia di modesti gommonauti, velisti scalcagnati, pescatori della domenica. E che migliaia di famiglie campano sull'indotto. Non su costoro graverà direttamente la nuova imposta di stazionamento, però il "segnale" punitivo verso la passione per il mare è significativo, come se fosse l'unico "lusso" meritevole di sanzione, non solo fiscale ma "morale".

mer 07 dic 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Alla Cineteca di Rimini anche nel mese di dicembre è possibile trovare buoni film, in un periodo cinematografico troppo ricco di film da botteghino.
Martedì 20 dicembre, alle 21 con ingresso libero, la riminese Erika Tasini (co-sceneggiatrice del documentario) accompagnerà la proiezione di "An african election" di Kevin Merz, film selezionato all'ultima edizione del Sundance Film Festival. Se ci spostiamo nell'entroterra, al Supercinema di Santarcangelo possiamo godere di alcuni film per famiglie alla domenica e nei festivi (doppio spettacolo ore 14,45 e ore 17,15): domenica 4 dicembre "I Tre Moschettieri" di Paul W.S. Anderson (102 minuti), l'11 dicembre "I Puffi" di Raja Gosnell (90 minuti), il 18 dicembre "Super 8" di J. J Abrams (112 minuti) e lunedì 26 dicembre "Le avventure di Tintin. Il segreto dell'unicorno" di Steven Spielberg (107 minuti). Il martedì e il mercoledì alla sera alle 21.15 troviamo alcune pellicole d'autore della stagione come il bel film francese sull'infanzia "Tomboy" di Céline Sciamma, il 7 dicembre, "Jane Eyre" di Cary Joy Fukunaga, il 13 e il 14, "Il villaggio di cartone" di Ermanno Olmi, il 20 e il 21.

mer 07 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Negli scacchi, si arriva al "finale di partita" se i due giocatori sono di pari bravura. I pezzi rimasti sulla scacchiera sono pochi, e anche il re diventa una figura d'attacco. In "Finale di partita" di Samuel Beckett in scena restano Hamm, cieco e paralizzato sulla sua sedia a rotelle, e Clov, il suo servitore. In due bidoni della spazzatura vegetano i genitori di Hamm. Tra Hamm e Clov, le mosse e contromosse di un dialogo senza sbocchi, tra gli ordini assurdi e subito ritrattati di Hamm, l'obbedienza e le minacce d'abbandono di Clov. Inesauribili le letture di questo capolavoro di Samuel Beckett, di cui lui diceva: «Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall'inizio. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile.» "Finale di partita", in scena al Novelli il 14 dicembre, è il primo Beckett del regista Massimo Castri, che non poteva scegliere Hamm migliore di Vittorio Franceschi, attore, autore e regista teatrale tra i più intelligenti della nostra scena. Lui che in "A corpo morto" ha sfidato la contrainte della maschera, affidando i personaggi al corpo e alla voce, con Hamm arriva alla sottrazione del corpo. «"Finale di partita" - spiega Franceschi - è stato scritto negli anni '50: era in corso la guerra fredda, c'era il pericolo di una guerra nucleare. Suggerisce quel clima. Per questo testo messo in scena infinite volte sentivamo la necessità di una lettura lontana dal "beckettismo" di maniera, e così abbiamo fatto.

mer 07 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Costantini Claudio

Alla fine della lettura del libro di Anna Maria Guccini sulla Valconca, chi non vi è mai stato vorrà andarci, magari durante una vacanza estiva sulla costa; chi la valle la conosce vorrà ritornarci. Il libro si presta a due letture, una complementare all'altra, due osservatori con prospettive diverse che dialogano lungo tutto il viaggio. Vi è la scoperta, o riscoperta, del paesaggio, i crinali, le colture, i castelli - e ve ne sono di belli, alcuni assai ben conservati - i borghi, i villaggi, le case coloniche, le chiese. Le belle immagini fotografiche sono puntualmente commentate, descritte e storicizzate. Sono poi riprodotte le mappe catastali e le cartografie del novecento e dei secoli precedenti e le fotografie scattate dagli aerei della seconda guerra e ora dai satelliti. Due visioni che costantemente si confrontano e ci mostrano i cambiamenti prodotti nel tempo sia dall'urbanizzazione sia dall'abbandono del territorio. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

In uno degli ultimi articoli avevo scritto che la crisi non è globale ma è localizzata in Europa, Usa e Giappone. Tra l'altro i paesi europei ex socialisti non se la passano affatto male, avendo tassi di sviluppo significativi e i conti a posto. I paesi a rischio sono Grecia, Italia, Spagna e Irlanda, in secondo ordine la Francia. Uniti solo dal non essere di religione protestante, ma tutti cattolici a parte la Grecia. 
E' la crisi degli ex-ricchi, insomma, di quelli che controllavano il mondo. E la crisi è derivata dalla globalizzazione, e la globalizzazione dalla caduta dei regimi comunisti, dal passaggio al capitalismo della Cina e dall'apertura dei mercati.
Tuttavia continuo a leggere qua e là che stiamo assistendo al fallimento del capitalismo. A me pare che sia quasi l'opposto, se avesse senso dirlo. Non ha infatti senso dire che il capitalismo trionfa perché il capitalismo non ha mai avuto alcuna intenzione egemonica, checché credano i suoi oppositori. Il termine capitalismo ha molti significati (vedi Wikipedia). 

mer 07 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dopo le anticipazioni giornalistiche, mentre scrivo cominciano ad arrivare informazioni vere proprie sui provvedimenti contenuti nel decreto appena varato dal Governo. Come tanti, speravo che le indiscrezioni trapelate in precedenza risentissero di un eccesso di "pessimismo previsionale"; anche se qualche aggiustatina c'è stata, direi però che si è trattato di una speranza non andata del tutto a buon fine. C'è ora da augurarsi che l'imminente discussione parlamentare offra qualche ulteriore margine a emendamenti in grado di attenuare quegli aspetti di più accentuata natura "salassante verso il basso".

Si sapeva che non potevano essere rose e fiori, data la situazione ereditata da Monti e le strettoie imposte da un'Europa ancora lontana dall'essere non dico "l'Europa dei popoli", ma neppure "l'Europa del governo collegiale di se stessa"; verso la quale, per di più, il nostro Paese deve scontare la perdita di dignità e di credibilità lasciataci in eredità da Berlusconi, oltre che l'essere diventato focolaio di infezione per tutto il Vecchio Continente.
La più efficace delle "medicine ricostituenti" per l'Italia consisterebbe nell'andare a prendere i soldi soprattutto da chi non ha mai pagato e da chi, proporzionalmente alla sua ricchezza, ha sempre pagato meno di un appartenente all'italica "casta dei paria"; ma come si sa, questo troverebbe in Parlamento l'inciampo dell'ampia maggioranza di vedovi berlusconiani. Ciò premesso, resta il fatto che se i provvedimenti rimarranno invariati, rispetto alla felice formula "rigore ed equità" si coglierà fin troppo bene il rigore, non altrettanto l'equità.
Ma a questo punto mi fermo perché non vorrei, mio malgrado e nel mio piccolo, venire scambiato per un anti-montiano, contiguo agli ectoplasmi di Rifondazione o all'avanspettacolo giornalistico di certi anti-berlusconiani oggi preoccupatissimi di far vedere che però sono bipartisan. Possibile che in questo Paese - tolti Floris, la Gabanelli, la sgraziata bravura dell'Annunziata e qualche altra lodevole eccezione - si debba direttamente passare dal "lecchinaggio" di Scodinzolini, Fede e Mimun, al pomposo reality-giornalismo di Santoro, alle risate dentone della Dandini, alle stizzose simil-inchiestine della Guzzanti che ha perso la vena comica, ai narcisistici orgasmi televisivi recitati da "quanto mi piaccio Travaglio"

mer 07 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Per gli antichi l'Aurora era la "dea dalle dita di rosa". Se noi moderni dovessimo coniare un epiteto per il mese di dicembre, lo chiameremmo «il mese dalle dita di porporina». 
In verità le dita di porporina (e le mani, e i capelli, e buona parte dei vestiti) non le ha dicembre in persona, ma metà dell'umanità occidentale: i bambini, i genitori e gli insegnanti impegnati a confezionare i lavoretti natalizi. Case e scuole diventano un unico, gigantesco laboratorio in cui risuona lo zic-zic di migliaia di forbici arrotondate e lo sch-sch di altrettanti pennelli intinti nella colla, mentre su tavoli e mensole troneggia un esercito di barattoli di polverine sbrilluccicanti nei colori più vari, indispensabili per dare il tocco natalizio ai lavoretti. 
Fino al 24 dicembre una vasta porzione del pianeta è avvolta da una variopinta nuvola di brillantini, visibile anche dal satellite. Perché senza porporina non è Natale. In un Vangelo apocrifo compare anche un quarto re mago, molto somigliante a Giovanni Muciaccia di Art Attack, che offre al Bambinello un vasetto di porporina. «Grazie, ma la maestra la voleva ai primi di dicembre, non all'Epifania,» risponde la Madonna, un po' seccata, «e comunque l'ho già comperata io alla Moderna».
La porporina è altamente contagiosa. Le particelle di cui è composta sono poco più grandi del virus dell'influenza, ma si diffondono con più facilità. Se stai a contatto con bambini in età scolare in luoghi chiusi, ti becchi di sicuro la porporina in forma acuta - ovunque. Se starnutisci, la diffondi tutto intorno a te e l'attacchi ai tuoi vicini. Oppure non ti accorgi di averla perché non vedi nessuna traccia; ma quando torni a casa, infili la mano in tasca per cercare l'accendino e la tiri fuori tutta dorata come quella di una vittima di Goldfinger o azzurra-fluo come quella di un Na'vi, e per una settimana il tuo parquet scintilla più del pavimento della fatina Trilli. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

L'Onu ha proclamato il 2012 "Anno Internazionale dell'Energia Sostenibile per tutti", mentre a Rio de Janeiro si terranno le celebrazioni per il ventennale della Conferenza della Terra.
Due ricorrenze che Gruppo SGR ha intenzione di onorare al meglio, coinvolgendo le scuole del nostro territorio. La multiutility riminese ha perciò proposto alle scuole primarie e secondarie superiori di II grado il progetto "Sostenibilità, la strada del futuro", per ripercorrere assieme ai ragazzi le origini del concetto di Sviluppo Sostenibile, richiamando le ragioni di tale sforzo, mostrando i passi fatti e gli indirizzi futuri.
Gli studenti, in modo differenziato per i diversi gradi scolastici, saranno accompagnati in un percorso di conoscenza e di esperienza nell'ambito della sostenibilità. Il percorso didattico si sviluppa durante l'intero anno scolastico e si conclude con una mostra dei lavori realizzati nelle scuole allestita al Palazzo dell'Arengo dal 10 marzo al 1° aprile 2012. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di sport - scritto da Redazione

Quattromila chilometri di beneficenza. E' stata presentata nei giorni scorsi al ristorante di Vale Rossi a Tavullia il 1° Tour della Tanzania in Lambretta che vedrà impegnati l'anno prossimo alcuni appassionati romagnoli di due ruote. Il progetto è a scopo benefico e prevede che una Lambretta del ‘64 con tre moto da Enduro e due mezzi di supporto logistico tecnico percorrano circa 4000 km tra le impervie e polverose strade della Tanzania per giungere a Karansi, ai confini col Kenia, dove è in costruzione una scuola secondaria da 600 posti a cura di ADA Onlus Cattolica per la Tanzania e dove gli equipaggi consegneranno le donazioni raccolte durante l'anno e poggeranno l'ultima tegola della scuola superiore.
I piloti protagonisti dell'iniziativa, che partirà tra un anno nel dicembre 2012, fanno parte del Motosaraghina Team, gruppo così soprannominato dal grande Marco Simoncelli nel 2005 sul circuito di Brno.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' un bel vino della zona di Montepulciano con un ottimo rapporto qualità prezzo. Fatto in gran parte con uva prugnolo (85%) insieme a canaiolo, syrah e gemey, viene invecchiato in botti di rovere per un periodo relativamente breve (otto mesi). Ne viene fuori un prodotto di pronta beva, non facile da trovare perchè la produzione è di 25 mila bottiglie all'anno, nonostante le giovane età mantiene il retrogusto tipico dei vini della zona di Montepulciano evitandone la pesantezza. 
Prezzo Euro 6,5. Dove: Enoteca la Canteina de Borg Via Circonvallazione Meridionale 42/B.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' tempo di zucca e riesumo una ricetta gustosissima del mio amico Michele Marziani. Comperate un bel pezzo di zucca e tagliatela a dadini. In una padella fate soffriggere uno spicchio d'aglio in olio extravergine d'oliva (non abbondante), unite poi un battuto di guanciale di maiale e foglie di salvia (abbondate con la salvia, invece).
Quando il guanciale incomincia a rilasciare il grasso, aggiungete la zucca e fate cuocere finché non appassisce.
E' ora di cuocere le tagliatelle in acqua bollente (se non riuscite a farle in casa almeno compratele in un negozio di pasta fresca); quando saranno pronte, saltatele nel sugo aggiungendo un mestolo di acqua di cottura per fare in modo che il piatto rimanga morbido ed umido. Prima di portare in tavola spolverate con parmigiano e pepe nero. Buonissime ed autunnali.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Signori ha aperto la Lavanderia. Lasciate stare i lenzuoli ed i piumoni, la Lavanderia è il locale aperto nella lavanderia del vecchio Ospedale in via del Cavalieri, venti metri a sinistra dall'incrocio con via Giovanni XXIII. Qualche piatto del giorno, salumi, formaggi e vini del territorio, vista sul lapidario romano (se si riuscirà ad accendere l'intricato sistema di illuminazione), buona scelta di distillati e birre, sabato sera musica e spettacoli (qualche volta anche non di sabato, informatevi!!) d'estate all'aperto, d'inverno indoor. Clima informale ma corretto e competente, il posto giusto per chiudere una serata al cinema o a teatro, oppure per cenare in modo diverso con annessa la possibilità di tirare tardi divertendovi. Un indirizzo del cuore come si dice.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

"Ecco un posto dove devo portare...." Questo pensi entrando alla Trattoria Farini, in via Farini 13.

Il posto è incantevole. Sia d'inverno, con il suo arredo moderno ma accogliente, sia d'estate, con un bel giardino interno incastrato come un gioiello tra le case della Castellaccia, l'antichissimo quartiere ducale dai cui i bizantini dominavano la città tendendo la loro corte.
Luca Mei è lo chef del ristorante con una sua filosofia precisa.
Qui la qualità è alta, i prezzi sono accessibili e non si mangiano le solite cose marinare che spesso vengono presentate in modo informe in tutti i ristoranti della riviera. Luca poi ha sviluppato un percorso proprio in questo senso, andando a cercare la qualità in equilibrio con il prezzo al passo con i tempi da governo Monti. Ne è uscito un lavoro apprezzabile.
Partiamo dai vini. Non c'è carta: vengono proposti vini del territorio ed alcune scoperte nazionali, qualcosa anche dalla Francia; di tutti vengono illustrati i pregi e, soprattutto, i prezzi, per evitare sorprese ai clienti.
Poi partiamo con la selezione di antipasti, che per me da soli valgono la visita la ristorante. Baccalà e ceci, canocchie su letto di patate con bottarga, sgombro con pomodoro, mazzancolle in catalana, triglie in guazzetto e panino con cozze e vongole.

mer 21 dic 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Anche da noi c'erano le "vedette", come nei Quartieri Spagnoli. Ma sorvegliavano i quartieri della Marina e non per avvistare le retate della polizia, ma quelle della "Sienda", intesa come Azienda di Soggiorno. Quando all'orizzonte si profilava l'uomo della Sienda, era il fuggi fuggi. Perché tutti in estate vivevamo come in Russia, applicando la formula della coabitazione: la famiglia si restringeva in metà della casa, per ospitare i "forestieri" nell'altra metà. Ma alcuni erano ancora più avanti: andavano a vivere nel garage - rigorosamente abusivo - o perfino nei capanni di legno recuperati dalla spiaggia e piazzati in giardino, riuscendo così a stipare in casa non una, ma due, tre famiglie in affitto. Allo squillare dell'allarme, scattava l'occultamento di tutti questi ospiti fantasma. L'uomo della Sienda non si accorgeva di niente, o fingeva di non accorgersene. E la maledetta tassa di soggiorno era ancora una volta scavidata, evitata. E scavidata per sempre, quando un bel giorno fu abolita. E invece, rieccola, la tassa. Il turismo non è più quello degli affittacamere in nero e si abbatterà quasi esclusivamente sugli alberghi. Come volevasi dimostrare, nessun sindaco della riviera - tranne quello di Bellaria - ha potuto farne a meno. A Rimini il via libera ufficiale è arrivato solo ieri, ma che la tassa di soggiorno sarebbe stata applicata era sicuro. Per togliersi gli ultimi dubbi, bastava guardare le cifre del bilancio comunale: 151 milioni di debito, che fanno più di mille euro ad abitante.  Il che ci colloca al 41mo posto in Italia e in una poco invidiabile terza posizione in regione dietro Forlì e Ferrara. L'imposta sarà applicata dal primo di aprile. Non graverà oltre i sette giorni di permanenza, ne saranno esentati i bambini sotto i 12 anni e sarà calibrata in base alla classificazione degli hotel: da 70 a 90 centesimi per quelli a una stella, da 1 euro a 1,50 per i due stelle, da 1,50 a 2,50 per i tre stelle, fino a 3 euro per i quattro stelle, fino a 4 per i cinque stelle.

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Una settimana fa a Firenze venivano uccisi due uomini di origine senegalese ed altri tre feriti, il movente è uno dei più abbietti, l'odio razziale. Siamo nel terzo millennio e questo virus letale dei rapporti umani è ancora potente e tragicamente mortale e la nostra società benché tollerante e pacifica non è affatto immune. Il tragico fatto è avvenuto a Firenze, in Toscana regione accogliente, all'avanguardia nell'integrazione delle varie culture. Sono molti, e noi fra loro, coloro che sperano, si augurano che quanto accaduto sia un fatto isolato frutto di una mente malsana, di uno squilibrato, perché è difficile ammettere che una persona che vive nel nostro stesso paese possa arrivare a tanto. I predicatori d'odio purtroppo sono tuttora presenti nella nostra società e sfruttando il malcontento e le frustrazioni, coltivano quel terreno che darà solo frutti avvelenati di intolleranza e razzismo. E' utile ricordare che qui a Rimini, a Viserba, alla fine di ottobre del 2009, avvenne un attentato contro una residenza di senegalesi, un motorino venne fatto esplodere, un gesto xenofobo ultimo di una lunga serie di angherie ed intimidazioni.

mer 21 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Babbi Natale appesi alle ringhiere, parte seconda. Ne avevo già parlato in questa rubrica cinque anni fa, sicura che si sarebbe trattato di una botta passeggera di cattivo gusto. Il 2006 era l'ultimo scorcio di vacche grasse prima della catastrofe. Di scricchiolii se ne sentivano già, ma adesso che è tutto un crac quella sembra la Belle Epoque. 
Retrospettivamente, il Babbo Natale miniaturizzato che si arrampicava sui balconi come un topo d'appartamento, nato probabilmente come scanzonata demitizzazione della più trita icona delle feste, era un inquietante presagio di ciò che ci aspettava. Oggi fa pensare al pensionato 85enne arrestato in Piemonte per aver tentato di rapinare due uffici postali. «Ho dovuto farlo,» ha spiegato alla polizia, che anziché imprigionarlo gli ha offerto il pranzo, «la pensione non mi basta per mantenere la famiglia», nel suo caso composta da moglie extracomunitaria (nullafacente e molto più giovane, si presume) con genitori e fratelli. Per il piccolo clan il vecchietto probabilmente rappresentava da anni Babbo Natale; poi si sa come sono i parenti delle mogli giovani, gli dài un dito e ti chiedono il braccio, e sotto questo aspetto il vecchietto piemontese aveva gli stessi gratta capi del Presidente della Camera Fini con la famiglia Tulliani. (Considerato il numero di anziani riminesi che si riaccompagna con signorine straniere dal folto parentado, anche i nostri uffici postali dovrebbero stare all'erta.) 

mer 21 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

Anche quest'anno Rimini sarà l'unica città d'Italia a inaugurare il calendario con la grande Opera: a propiziare un buon 2012 sarà "L'elisir d'amore", capolavoro di Gaetano Donizetti, su libretto di Felice Romani. Domenica 1 gennaio, ore 17,30 (e martedì 3 alle 21) all'Auditorium dei Congressi andrà in scena questo melodramma giocoso che fu un successo sin dalla "prima" del 1832, e oggi è considerato uno degli esempi più alti dell'opera comica ottocentesca. La regia è di Paolo Panizza, che propone una versione giocata sul "candore" di scena e personaggi, la direzione di Giulia Manicardi. I protagonisti sono Barbara Bargnesi (Adina), Alessandro Luciano (Nemorino), Marco Bussi (Dulcamara), Graziano Dallavalle (Belcore), accompagnati dall'Orchestra Alighieri di Ravenna, con il Coro Lirico città di Rimini ‘Amintore Galli'. Info e prenotazioni: tel 328.1922593 - 331. 4228946 - www.corogallirimini.it

mer 21 dic 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Ecco una breve guida per districarsi nella ricca offerta dei film delle feste. Togliamoci subito di torno i due film che nessuno dirà di andare a vedere, ma dai quali poi tutti saranno in grado di citare battute e intere sequenze. Primo fra tutti "Vacanze di Natale a Cortina" del solito Neri Parenti su soggetto dei fratelli Vanzina. Diversi personaggi in un albergo lussuoso a Cortina con Christian De Sica e Sabrina Ferilli. No comment. Segue "Finalmente la felicità", l'ultimo lavoro di Leonardo Pieraccioni, regista e protagonista. La storia di un professore di musica che, invitato a "C'è posta per te", scopre di avere una "sorella". Già dalla storia si capisce il lavoro creativo operato nella scrittura. Per chi ama l'azione e lo spettacolo consigliati "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" di Guy Ritchie, il sequel di un grande successo e "Le idi di marzo", il nuovo thriller politico di George Clooney, regista e attore protagonista. 
Per le famiglie ci saranno due film d'animazione "Il Gatto con gli stivali" con il simpatico personaggio estratto dalla fortunata serie Shrek e "Il figlio di Babbo Natale" che racconta il difficile lavoro di Babbo Natale. Questa pellicola è prodotta dalla Ardman Animations, una garanzia di qualità.

mer 21 dic 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quello che rende tristi, nel vedere dei paesi normali, e nel paragonarli alla povera Italia di questi anni, è esattamente il fatto che sono normali. Nessuno infatti si meraviglia se i treni non sono sporchi, che i pendolari trovino un posto a sedere, che se per strada devi buttare una carta ci sia un cestino nel raggio di venti metri, e che non sia rigurgitante di mondezza, che nelle città vi siano parcheggi sotterranei e le strade dei centri storici non siano ricoperte di auto, soprattutto se antichi e ricchi di edifici monumentali. E se i trasporti urbani, bus, tram e metro, sono puntuali, nuovi, puliti, anche questo è normale, come lo è se le stazioni ferroviarie sono moderne, si accede ai binari, sopraelevati o sotterranei, con scale mobili, e vi sono tutti i servizi che servono ai viaggiatori: negozi, ristoranti, caffé, fast food. Inoltre, cosa mirabolante, è normale che non devi fare la fila al bar, il cibo non è regolarmente più cattivo che fuori, e, miracolo, non costa il 30% in più come in Italia, dove se viaggi sia in treno sia in autostrada devi patire cibo pessimo e prezzi alti. 
In questi paesi normali, e ciò è veramente curioso, gli immigrati sono molti: africani, italiani, arabi, ma non ci sono quei venditori abusivi che chiamiamo vu cumprà. E che sembrano un arredo inamovibile delle nostre città, soprattutto di quelle che dovrebbero dare lustro al paese: davanti ai negozi di lusso di Roma, Venezia, Firenze, vengono vendute le copie contraffatte delle stesse merci esposte nelle vetrine. Eppure, i paesi normali non sono razzisti: gli immigrati sono normali cittadini. Come faranno? L'italiano si meraviglia di tutta questa normalità.

mer 21 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Il desiderio di farvi gli auguri sarebbe forte e sincero, cari lettori, ma il magro effetto che ha sortito negli ultimi tempi consiglierebbe che lasciassi perdere; o, per non affogare nel "pessimismo della ragione" gli ultimi brandelli di speranzoso ottimismo, che facessi ricorso alla saggezza scaramantica di quel "se deve andar peggio vada pure così", che da bambino sentivo dire spesso a genitori e nonni.
A guardar bene, però, una cosa positiva il 2011 ce la lascia: la dipartita di Berlusconi. Auguriamoci pertanto che il 2012 continui l'opera, iniziando a togliere di mezzo un po' del "berlusconismo" cresciuto a dismisura in questi anni. Debellando così una "pandemia" i cui primi focolai, sia pure sotto il nome di "craxismo", iniziarono a contagiare l'Italia già prima della ferale "scesa in campo" dell'allora disperato padrone della Fininvest, che nel decennio di spadroneggiamento a Palazzo Chigi è poi riuscito a ricavarne una patologia sociale "pro domo sua", che ha alterato il comune sentire di tanti Italiani.
Per almeno due ragioni è fondamentale che questo augurio si realizzi. La prima è che, in caso contrario, anche se Monti (o chi dopo di lui) riuscirà ugualmente a imprimere un po' di quella "crescita" tanto invocata e necessaria, si tratterebbe però di una crescita a metà, in grado di dare qualche sollievo al corpo debilitato, ma non certo all'animo sofferente, di questo Paese malato; dove le grida di dolore di chi patisce per non potersi permettere l'iPhon ultimo modello sono spesso più forti, e più ascoltate, della dignitosa lamentazione di chi non riesce a finire il mese con la sua magra pensione. La seconda è che si tratta di augurio a far sì che il fantasma del berlusconismo non continui a sopravvivergli, finendo prima o poi col procurare alla nostra convalescente democrazia la "ricaduta" di qualche altro "riccone della provvidenza" pronto a "scendere in campo".

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Franca

Poco tempo fa ho scritto di una ragazza che, nel suo negozio appena aperto, munita di ago e filo si era messa a cucire orli, ad accorciare, stringere gonne e pantaloni, traendo da questa attività successo e compenso.
La cosa ha destato sorpresa, poiché ago e filo sono strumenti quasi caduti in disuso. Oggi, infatti, non c'è più tempo neanche per attaccare un bottone e così si eliminano in fretta capi di vestiario sostituendoli con dei nuovi. Figurarsi quanto può stupire l'attività del ricamo!
Eppure da qualche anno esiste una volenterosa associazione, "Rimini Ricama" che si occupa di quest'arte e ogni anno organizza corsi per insegnarla e non solo, ogni anno, in sedi prestigiose della nostra città, allestisce la mostra degli incantevoli lavori realizzati, come quelli visti qualche settimana fa nel Palazzo dell'Arengo.
Non mi aspettavo di vedere cose così preziose, raffinate, originali, poggiate su mobili, strumenti, suppellettili d'antiquariato, un allestimento scenico di grande fascino ed eleganza, che nel magnifico salone medioevale faceva una gran figura. Alle pareti "vedute" di paesi della Valmarecchia che davano colore e calore d'unione, poi lo sguardo gaudente si poteva poggiare su tavole apparecchiate con preziose argenterie, cristalli e tovaglie ricamate, su sedie sospese in fila alla pareti munite di ricchi cuscini; non mancava, al centro del salone, sotto il trecentesco crocifisso, l'altra tavola, quella religiosa, sacra: l' altare, coperto da una bianca "tovaglia" dall'impalpabile ricamo, leggero come un soffio, a lungo rimirato anche da una suorina.

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Tra le novità più importanti della manovra Monti, spicca "la nuova Ici" che si chiamerà Imu. La tassa si pagherà già dal 2012. Non tutto è ancora definito in sede legislativa, ma intanto ci si può fare qualche idea con l'aiuto del Dott. Roberto Galimberti, esperto in materie commerciali presso CNA.
Dott. Galimberti, come si calcola l'Imu?
"L'imposta si basa, come gran parte della fiscalità del mattone, sui valori di estimo catastale dell'immobile. Il modo più semplice per calcolarla è vedere l'ultima dichiarazione dei redditi in possesso del contribuente, ricavare il valore dell'immobile, e moltiplicare quest'ultimo per 160. Così si ottiene il valore imponibile".
Come si arriva all'imposta?
"E' data facoltà ai Comuni di variare l'aliquota. Nello specifico, occorre aspettare la delibera del Comune in cui è ubicato l'immobile per conoscere quale aliquota verrà applicata. In teoria le amministrazioni avrebbero tempo fino al 31 dicembre prossimo per comunicare le loro decisioni, ma è scontato che otterranno una proroga. Se l'immobile ha le caratteristiche dell'abitazione principale, se si tratta cioè della casa in cui il contribuente risiede, il Comune potrà applicare un'aliquota tra lo 0,2 e lo 0,6 %; l'aliquota indicata come standard dal decreto è lo 0,4%. Dall'importo così ottenuto bisogna detrarre 200 euro e ulteriori 50 euro per ogni figlio con meno di 26 anni a carico e convivente. L'importo massimo della detrazione ottenibile è di 600 euro".

mer 21 dic 2011 - Notizia di sport - scritto da Redazione

Manca un anno alla partenza ufficiale, ma il progetto benefico "Tanzania in Lambretta" è già in movimento e si cominciano a raccogliere i primi fondi. Il 1° tour del paese africano vedrà impegnato il Motosaraghina Team ed ha lo scopo di raccogliere fondi in favore della costruzione di una scuola superiore da 600 posti a Karansi, al confine col Kenia. Nei giorni scorsi i quattro motociclisti del team hanno partecipato al Motorshow di Bologna dove hanno raccolto consensi per la loro missione. Nel frattempo si muove anche la beneficenza e la lotteria organizzata al Ristorante Da Rossi in collaborazione con il fan club di Valentino ha portato nelle casse i primi 2300 euro destinati al progetto. Le iniziative benefiche proseguiranno sia fuori che dentro i circuiti motociclistici in occasione di importanti gare competitive di carattere mondiale.

mer 21 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Giuliana 0541/679314, Domenica 0541/679349, Marisa 338/4635369. Questo non è un annuncio a luci rosse, bensì una delle più belle iniziative di Natale che dura da dieci anni e durerà ancora quindi tenetela a mente.

Per chi vuole rispettare la tradizione dei cappelletti di Natale, ma non riesce proprio a prepararli queste tre donne sono la vostra salvezza.
Cappelletti buoni, fatti come una volta, ad un prezzo solidale per una iniziativa solidale (il finanziamento di iniziative per le missioni in Madagascar e Brasile) è un piacere sia comperarli che mangiarli.
Quello che vi mancherà sarà l'immancabile "tozza" che vi arrivava da piccoli al terzo cappelletto "rubato" dalla tovaglia su cui erano stesi quelli che fabbricava in diretta vostra madre. Per il resto, stesso amore e stessa attenzione agli ingredienti.

mer 21 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Az. Agr. Angeli di Varano - Rosso Conero 2010. E' un'azienda giovane come i due fratelli, Lorenzo e Matteo, che fanno questo spettacolare vino ai piedi del Monte Conero. 100% Motepulciano, con eccellenti note di frutti di bosco, marasca e mora per un grande vino, elegante, caldo e di buona struttura. A tutto pasto. Provare per credere. Bellissima sorpresa!! 

Az. Agr. Tenuta Sant'Antonio - Valpolicella Superiore "La Bandina" 2007. Questa azienda è considerata tra le più qualitative del Veneto con una produzione sempre ai vertici. Corvina, Rondinella, Croatina e Oseleta per questo vino, forte ed austero, ma nello stesso tempo avvolgente e morbido. Maturazione 24 mesi in botte grande. Spettacolare con una tagliata di manzo. 

Dove trovarlo: Caffè Commercio, p.zza Ferrari - Rimini.

mer 21 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Le potenzialità di sviluppo e di commercio a Rimini continuano ad esserci, basta saperle vedere ed intercettare. Un gruppo di ristoratori riminesi ci sta provando e le potenzialità sono quelle prodotte dalle strutture congressuali e fieristiche della nostra città. Saranno migliaia le persone che arriveranno e riempiranno quei grandi contenitori del Nuovo Palacongressi e della Nuova Fiera. Il prossimo anno sarà inaugurata il 21 gennaio la grande mostra di Castel Sismondo "Da Vermeer a Kandinsky: Capolavori dai Musei del Mondo", che porterà in città a sua volta altre migliaia di visitatori. Molti saranno quelli che vorranno conoscere oltre alle risorse artistiche e monumentali di Rimini, la gastronomia della nostra città fra terra e mare ed avere una guida per poter scegliere. 
Si è costituita a questo scopo la ARR (Associazione Ristoranti Riminesi), che oltre a indicare itinerari gastronomici e notizie sulla nostra cucina e la vasta gamma di tipicità gastronomiche romagnole, darà al futuro avventore anche una garanzia di qualità, prezzo e servizio. Una promozione collettiva foriera di buoni frutti.

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità

Giorgio Brigliadori faceva parte di un mondo ormai scomparso, tanto affascinante quanto lontano nel tempo... quando "certi" negozi erano luoghi leggendari ed eterni (nato nel 1928 aveva aperto il suo Emporio nel 1949), gestiti da appassionati talmente esperti e coinvolti dai propri prodotti da divenirne loro stessi sinonimo. Egli era certamente tra questi e ha cresciuto generazioni di riminesi che quando lo vedevano ("se" lo vedevano, perché di denaro ne girava pochino e spesso le promesse venivano dissolte da una marachella o dalla semplice difficoltà economica) voleva dire che un premio, un compleanno o un'ambita festività era nell'aria. Voleva dire che un premio, un compleanno o un'ambita festività era nell'aria. 

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Via libera dell'Ato al piano fogne presentato dal comune di Rimini. Il sindaco Gnassi prevede un investimento da 49milioni di euro, già finanziati, per il raddoppio del depuratore di Santa Giustina (26 milioni) e il risanamento di Rimini Isola (6milioni) con inizio lavori nel 2012 e dorsale Nord (17 milioni) nel 2013.
"Andremo a mettere a posto 8 scarichi su 11 - ha detto il sindaco - e ridurremo gli impatti sul mare degli altri 3". In un secondo tempo sci saranno interventi per 30milioni di euro: 15 provenienti dal piano dei lavori pubblici e 15 dalle tariffe in bolletta. Per i rimanenti 57milioni verranno attivati rapporti con Regione, Stato ed Europa. Resta in ballo l'ipotesi di vendere la rete del gas. D'accordo tutti gli altri comuni, meno Bellaria.

gio 12 gen 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Riceviamo e pubblichiamo:

buonasera
noto che nel numero 677  manca il commento dell'arresto dei 18 tunisini spacciatori del 20.12, tunisini arrivati e accolti in Italia con il titolo di "liberatori".
Spero di leggerla nel prossimo numero.
Grazie per l'attenzione.
Paolo Rossi

Grazie a Lei per la segnalazione. Ma possiamo, per completezza dell'informazione, aggiungere qualche dettaglio? Per esempio, che l'operazione anti-spaccio si è svolta nel Borgo Marina di Rimini. Dove era stata vivacemente sollecitata prima, calorosamente applaudita poi, innanzi tutto da un comitato composto in gran parte da stranieri, in maggioranza Bengalesi. 
E proprio in questo giorni nel Borgo Marina sono partiti nuovi lavori per i marciapiedi e l'illuminazione, mentre altri sono previsti per piazzale Cesare Battisti e via San Nicolò. Opere sollecitate dai residenti, italiani e stranieri, anche durante una festa multi-etnica che aveva posto fine all'ennesima speculazione  a sfondo non certo universalista.
Ma torniamo al signor Rossi: non Le viene il dubbio che con un reato non c'entri un bel nulla sia dove è nata la vittima, sia da dove arriva il colpevole? 
Prendiamo l'orrendo delitto di Roma, l'uccisione di un padre e della sua figlioletta che teneva in braccio. Agghiacciante il fatto, ma le reazioni? Di ora in ora, secondo le piste imboccate dalle indagini, l'indignazione cambiava addirittura colore politico. "Gli assassini parlavano italiano, anzi romano": sdegno anti-razzista dalle parti della sinistra: vedete come ammazzano i cinesi solo perché stranieri? Ma appena trapela che la povera madre superstite avrebbe fatto cenno ad aggressori slavi, è dalle parti della destra che, tirato un sospiro di sollievo, si può dar via libera al l'esecrazione: vedete, siamo alle solite, dall'est importiamo solo delinquenti, Che si consolida quando viene spiccato il mandato di fermo verso due magrebini. 

 

gio 12 gen 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

"Come sono eleganti i cani qui a Rimini!" si meraviglia l'amica milanese a passeggio per Piazza Tre Martiri. La guardo sospettosa, chiedendomi se il complimento non sia un'offesa mascherata. Sinceramente, non mi ero mai accorta che i cani malatestiani fossero più eleganti di quelli di altre città. Mi è capitato di vedere cani nelle mie recenti trasferte a Milano o a Roma, e come eleganza mi pare fossimo lì. Diciamo pure che una gattofila non è un giudice imparziale in materia di stile canino, convinta com'è che, quanto a naturale eleganza, il felino più derelitto ripescato da un bidone distacchi di varie lunghezze un pluridecorato levriero afghano. Ma la mia amica, una giornalista cosmopolita ed esperta di mode, nonché amante dei cani, non si riferiva all'andatura, alla purezza di linee o ai "bau" particolarmente melodiosi, ma proprio all'abbigliamento. 
Ha notato chihuahua in bomber, bassotti in loden e yorkshire impellicciati con giacchini delle dimensioni di un toupet. Per non parlare degli accessori, guinzagli e toy-bag, debitamente coordinati e firmati. Nemmeno nella Fifth Avenue, assicura la mia amica, si vedono cani così in ghingheri. Ho sempre dubitato che vestire i cani sia una delle moderne opere di misericordia corporale. Di solito mi si replica che alcune razze di piccola taglia e dal pelo rado hanno un oggettivo bisogno di essere protette dal freddo. E allora mi domando chi abbia avuto la diabolica idea di selezionare cani che congelano a otto gradi centigradi. Dovrebbe esserne consentita la vendita solo nelle zone tropicali, dove potrebbero girare tutto l'anno nudi come mamma cagna li ha fatti

gio 12 gen 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Gli eventi legati al governo nella Repubblica italiana hanno da sempre lo stesso andamento. Per tempi lunghissimi Parlamento ed Esecutivo si gingillano in discussioni interminabili e producono leggi per lo più inutili o semplicemente dovute. Poi, di colpo, ci si accorge che c'è un'emergenza e allora le leggi fioccano come frustate sulla schiena dei sudditi, senza quasi il tempo di fiatare.
Il continuo ripetere che la democrazia non è sospesa da parte di chi ha architettato e sostiene questo governo è il tentativo di convincerci che è così. Ma non è vero.
La democrazia non sta nel rispetto formale della Costituzione.
La Costituzione è uno strumento della democrazia, ma non la edifica da sola. La Costituzione dice che il popolo elegge il Parlamento, e il Parlamento vota un governo. Con questi strumenti si ottengono i veri obiettivi: l'alternanza dei governi contro la dittatura e il potere dei programmi e non degli uomini. La Costituzione non può obbligare all'alternanza. Questo significa che un Parlamento può avere sempre la stessa maggioranza e lo stesso governo? In teoria sì. In pratica no.
La Costituzione può dire che una maggioranza deve proporsi con un programma e che i governi si valutano in base al rispetto di esso? No, non può farlo perché è impossibile definire in termini di legge un programma e come si debba rispettare.
Ma una Costituzione democratica serve proprio a consentire il cambio di governo senza morte né violenza. In Corea del Nord e nell'URSS di Stalin solo la morte poteva cambiare il dittatore. Eppure si votava. In Cile e nella Spagna di Franco idem. In Egitto e in Libia solo la violenza ha potuto portare al cambiamento. Eppure si votava. 

gio 12 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Babbo Natale quest'anno ci ha portato un cane o un gattino? Certo entrerà a far parte della famiglia a tutti gli effetti, regalando affetto disinteressato e benessere mentale e fisico. In cambio, andrà trattato con rispetto e attenzione per tutelarne la salute e renderne sicura la coabitazione con gli amici umani. «Innanzitutto» ci spiega la dott.ssa Rita Tonelli della Farmacia Comunale n. 2, «la scelta dell'animale da portare a casa andrebbe sempre fatta in relazione agli spazi e alle situazioni familiari. E curando l'igiene e l'alimentazione dei nostri amici a quattro zampe (evitando ad esempio il consumo di carne cruda) si può tranquillamente convivere, godendo della loro compagnia e del benefico effetto soprattutto per i bambini - che andrebbero educati sin da piccoli alla presenza e al rispetto degli animali - e per gli anziani; a questo proposito i cardiologi raccomandano la passeggiata quotidiana con il cane come prevenzione delle patologie cardiovascolari. Personalmente ho avuto sempre la compagnia dei gatti fin dall'infanzia e non saprei vivere felicemente senza di loro!» Qualche "istruzione per l'uso"? «Tenendoci alle specie più comuni, per quanto riguarda i cuccioli di cane e gatto occorre un'attenzione particolare ad integrarne l'alimentazione con prodotti specifici per la crescita e lo sviluppo, per prevenire ad esempio problemi di rachitismo o alle articolazioni. Sotto il profilo della prevenzione è necessaria una visita veterinaria preliminare per la profilassi delle parassitosi intestinali, cui seguiranno le vaccinazioni consigliate. Per i gatti si tratterà di vaccini unici per leucopenia e forme respiratorie ed eventualmente per leucemia in caso di animali con contatti esterni, per i cani dei vaccini contro cimurro, epatite e leptospirosi.

gio 12 gen 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Gli eventi legati al governo nella Repubblica italiana hanno da sempre lo stesso andamento. Per tempi lunghissimi Parlamento ed Esecutivo si gingillano in discussioni interminabili e producono leggi per lo più inutili o semplicemente dovute. Poi, di colpo, ci si accorge che c'è un'emergenza e allora le leggi fioccano come frustate sulla schiena dei sudditi, senza quasi il tempo di fiatare.
Il continuo ripetere che la democrazia non è sospesa da parte di chi ha architettato e sostiene questo governo è il tentativo di convincerci che è così. Ma non è vero.
La democrazia non sta nel rispetto formale della Costituzione.
La Costituzione è uno strumento della democrazia, ma non la edifica da sola. La Costituzione dice che il popolo elegge il Parlamento, e il Parlamento vota un governo. Con questi strumenti si ottengono i veri obiettivi: l'alternanza dei governi contro la dittatura e il potere dei programmi e non degli uomini. La Costituzione non può obbligare all'alternanza. Questo significa che un Parlamento può avere sempre la stessa maggioranza e lo stesso governo? In teoria sì. In pratica no.
La Costituzione può dire che una maggioranza deve proporsi con un programma e che i governi si valutano in base al rispetto di esso? No, non può farlo perché è impossibile definire in termini di legge un programma e come si debba rispettare.

gio 12 gen 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La mamma dei cretini, che come dice il proverbio è sempre incinta, in passato era solita sospendere la sua deleteria figliatura da Natale all'Epifania, mentre quest'anno non l'ha fatto.

Ecco perché Sgarbi ha appena indetto un concorso per sole donne dai 25 ai 45 anni. A miss qualcosa? No, a vicesindaco di Salemi, la masochista città siciliana che l'ha eletto Sindaco; e che ora avrà un vicesindaco di adeguata levatura: 90-60-90. 
Notevole pure l'exploit di uno "sgarbiano della sottospecie coatta", il Corona monumento alla scemenza maschile, fidanzato a un'attricetta che a sua volta lo è all'insulsaggine femminile. Non contento di andare prima o poi in galera per un'infinità di altri reati, s'era messo a frodare le Autostrade con uno stratagemma diabolico e insieme stupido: diabolico, perché passando il casello Telepass con la sua "sborona" Bentley attaccata all'auto che la precedeva, evitava di pagare il pedaggio; stupido, perché la sua testa di paparazzo non immaginava l'esistenza delle telecamere di servizio.
Alla suddetta mamma hanno però dato le maggiori soddisfazioni i caporioni della Lega, che non più assillati dall'obbligo governativo di fingere un barlume di civile normalità, oggi alternano scomposti bivacchi parlamentari al felice ritorno a sguazzare nei maleodoranti pantani della loro inventata "padania", osannati da una marmaglia ragliante a cui non manca mai lo scemo che esibisce un ridicolo copricapo con le corna. 

gio 12 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

Sabato 14 gennaio Nadia Urbinati, docente di Teoria politica alla Columbia University, nell'ambito di "Politica e società oggi in Italia. Riflessioni sull'etica pubblica" terrà la conferenza "Il principio di rappresentanza e il controllo pubblico dei poteri". A partire da una domanda: «Le democrazie rappresentative hanno ideato due importanti strumenti per limitare il potere dei politici: l'elezione e il partito. Oggi questi due strumenti sono in crisi o comunque sono incapaci di funzionare come strategie di limitazione del potere. Quali armi hanno i cittadini per far sentire la loro voce e per influire sulle decisioni dei politici?» Così la studiosa riminese, autrice di vari volumi sui temi del liberalismo e della democrazia e collaboratrice dei quotidiani La Repubblica, Il Fatto quotidiano e Il Sole 24 Ore, anticipa il focus della sua conversazione. Ore 16.30, Sala del Giudizio. Info: Università Aperta, tel. 0541 28568 / 0541 22323, www.uniaperta.it

mer 25 gen 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

A livello nazionale i temi impellenti sono ovviamente quelli della crisi: fisco, tagli, credito, liberalizzazioni, lotta ai privilegi, e soprattutto come tornare a far crescere le imprese. Abbiamo chiesto al sindaco di Rimini cosa e come si può fare a livello comunale, allargando il discorso agli altri temi che più premono ai cittadini. Signor Sindaco, per dirla alla riminese, "come butta"?

"Gli ultimi mesi ci hanno restituito un clima e parole d'ordine, così traumatiche e devastanti da farci rimbalzare indietro di 60 anni. Paghiamo, tutto in una volta, il conto salato per le pigrizie, le furbizie, il galleggiare. Paghiamo soprattutto l'incapacità strutturale di riconoscere e far crescere a sistema produttivo ed economico i nostri ineguagliabili talenti, paghiamo il non premiare merito e innovazioni ma rendita e corporazioni. La crisi assale i cittadini e gli Enti locali. Ma la crisi che si legge sui giornali si tocca con mano dentro e dietro casa. E' qui, dove di fatto poi abitiamo, che si stanno scaricando gli effetti reali della crisi".
Cosa si può fare per ambiente, welfare, scuole, cultura?
"In questo quadro i Comuni, e quindi il Comune di Rimini, diventano gli avamposti dei servizi, della coesione sociale e della tenuta di civiltà entro cui le famiglie, le imprese, i bambini, gli anziani cercheranno rifugio, sostegno, conforto. Esplodono i bisogni, aumentano le aspettative, diminuiscono radicalmente le risorse. Queste sono le nostre priorità, anche se a tutt'oggi, nonostante tre manovre e una legge di stabilità, il quadro normativo sulle risorse ha ancora punti oscuri. Per la serietà che dobbiamo ai riminesi, dato il quadro in evoluzione gli studi e le proiezioni sulle entrate, non abbiamo ancora deliberato lo schema di Bilancio in Giunta da sottoporre all'approvazione del Consiglio per poi magari modificarlo perché non studiati al millimetro tutte le entrate possibili con tutti gli strumenti a disposizione".

 

mer 25 gen 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

E' ancora difficile parlare d'altro che della catastrofe della Concordia e dell'angoscia per William e la piccola Dayana, i due riminesi che, mentre scrivo, risultano ancora dispersi. A meno di un mese dall'anniversario della scomparsa di Elvira Casadei, l'avvocata riminese perita nello tsunami del 2004, che per qualche giorno rimase nel registro dei dispersi, riviviamo la stessa apprensione, nella speranza, sempre più fioca, di un esito meno tragico. 
I riminesi sono giramondo, si sa, soprattutto in inverno. Pur attaccatissimi alla loro città, colgono tutte le occasioni per mettere un cornetto fuori stagione al caro vecchio mare di casa. Non sono certo loro a mandare in crisi le agenzie di viaggio, anche se sono sempre più numerosi i cacciatori di last-minute in rete. E' statisticamente inevitabile che anche Rimini paghi il suo tributo alle (fortunatamente rare) disgrazie che colpiscono i luoghi del turismo globale, dalle spiagge della Thailandia alle grandi navi da crociera, considerate così sicure e a prova di incidente che spesso vengono proposte alle famiglie con bambini come alternativa al solito villaggio vacanze, di cui sono la versione galleggiante. 
Ma quando scopriamo che in una sciagura come quella di Phuket del Giglio è coinvolto qualche riminese, adulto o bambino, è come uno shock collettivo. Reso più acuto dal fatto che anche Rimini è un luogo, seppure un po' appannato, del turismo di massa. Noi cresciamo fra alberghi, stagionali, balli di gruppo e animatori, l'accoglienza ce l'abbiamo nel sangue e ci sentiamo a casa nostra, più di altri viaggiatori, in qualunque resort o spiaggia o crociera del mondo. Ci fidiamo, perché sappiamo come funziona la baracca, il turismo ce l'abbiamo nel Dna. Che succeda qualcosa a noi, gli anfitrioni d'Europa, quando indossiamo una volta tanto i panni dell'ospite, oltre che una disgrazia sembra un tradimento. 

mer 25 gen 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Uno dei peggiori difetti della nostra cultura nazionale è l'oscillazione drammatica tra disperazione ed euforia. Anche se andiamo poco a teatro, siamo il paese della tragedia (in particolare lirica) e della commedia (in particolare dell'arte). Anzi, forse non andiamo a teatro perché lo facciamo quotidianamente. 
Questo carattere italico dovrebbe farci preoccupare per la tanto conclamata 'seconda fase' dell'esecutivo 'd'emergenza'. 
Prendiamo i tassisti. Certamente, i prezzi dovrebbero essere ritoccati verso il basso, e i margini di guadagno sono ancora troppo alti (quelli veri). Un taxi non può essere una rendita. Il taxi deve essere accessibile anche in provincia e agli anziani, non solo a chi si fa rimborsare dall'azienda. Il taxi deve essere un mezzo di trasporto come gli altri. Bisogna sfruttare il vantaggio che, mentre il biglietto del bus si moltiplica per i viaggiatori, il taxi si divide. Ci sono molte soluzioni. Per esempio abbonamenti su tratte fisse fatti a gruppi di 3-4 persone che ogni giorno alla stessa ora vanno e tornano dal lavoro. Internet può servire a trovare persone dello stesso quartiere o strada che fanno quotidianamente lo stesso percorso. 

mer 25 gen 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Underworld: Il risveglio (3D)" di Björn Stein - Måns Mårlind

con: Kate Beckinsale, Scott Speedman, Charles Dance, Michael Ealy, India Eisley
Gli umani scoprono l'esistenza del vampiro e dei clan Lycan. Inizia una guerra per sradicare entrambe le specie. A capo dei vampiri è la guerriera Selene...
Quarto capitolo diretto da un duo di svedesi specializzati in thriller. La pellicola privilegia ironia e divertimento. La musica adrenalinica accompagna le evoluzioni della Beckinsale. Forse la mescolanza dell'horror con il melò ha stancato un pochino e questo episodio pare poco brillante.

"Hugo Cabret (3D)" di Martin Scorsese

con: Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Christopher Lee, Johnny Depp, Jude Law 
Hugo Cabret è un orfano dodicenne che negli anni trenta vive nascosto in una stazione ferroviaria di Parigi. Rimasto completamente solo è costretto a rubare per vivere.
Un vecchio robot giocattolo sembra avere la capacità di metterlo in contatto con l'anima del padre scomparso...
Scorsese stupisce tutti e ci presenta una favola edificante girata in 3D. Il risultato ha fatto gridare al miracolo per la capacità del genio americano di generare una riflessione poetica sulla storia del cinema e sulla creazione artistica, fondendo mirabilmente presente e passato con un uso del 3D mai visto prima. Un lavoro bizzarro, imperfetto ma emozionante.

mer 25 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

«Il persistere dei fenomeni di razzismo, xenofobia e antisemitismo in Italia e negli altri Paesi europei rappresenta una sfida importante per le nostre società» scrive Laura Fontana, Responsabile Progetto Educazione alla Memoria, presentando le iniziative dell'anno scolastico 2011/2012. Un percorso per docenti e studenti che «intende delineare il terreno culturale che nel corso del XVIII e del XIX secolo ha preparato la Shoah e, più in generale, gli altri genocidi e massacri di massa del Novecento» attraverso attività per Scuole e docenti, incontri con i testimoni, film e spettacoli teatrali e il Premio Vincenzo Mascia "E per questo io r\Esisto..." destinato alle classi IV e V delle Superiori. Mentre "Come si diventa razzisti. Scienza, potere, barbarie sotto il Terzo Reich" è il titolo che sussume le iniziative per la "Giornata della memoria" di quest'anno. Si comincia il 26 gennaio, con la lezione del prof. Andrea Minuz dell'Università La Sapienza: Il rapporto tra film e musei nella costruzione della memoria della Shoah: il caso Schindler's List (ore 15.30, Cineteca Comunale, ingresso libero) per proseguire alle 21 con Tra immagine e immaginazione: è possibile, ancora, lasciarsi interrogare dal racconto della Shoah? conferenza di Daniela Padoan, scrittrice e regista, con proiezione di un suo filmato girato in Polonia. Il 27 gennaio, alla deposizione di una corona nel Parco "Ai Caduti nei lager 1943-1945" seguirà l'inaugurazione della mostra didattica La Shoah in Europa (ore 12, Palazzo del Podestà).

mer 08 feb 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Alla fine il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, è sbottato così: "E' deprimente vedere come, di fronte ad una situazione di emergenza senza precedenti che ha colpito la Romagna in questi giorni, l'attenzione dei mezzi di comunicazione che non siano locali, enfatizzi soprattutto i problemi di Roma, che sarà la capitale, abitata da milioni di persone, ma che pure si trova a fronteggiare, in fin dei conti, una nevicata di qualche centimetro. Lo dico perchè credo meriterebbe almeno la stessa attenzione il disagio delle decine di famiglie isolate nelle nostre colline ed in altre zone d'Italia, e la straordinaria storia di volontà personale e solidarietà, costruita ora per ora dal prodigarsi delle tante persone che ormai da 5 giorni lottano ininterrottamente per far fronte a questa situazione gravissima". 

Una maggiore "attenzione dei mezzi di comunicazione" avrebbe aiutato non più di tanto Lucchi e tutti gli altri sindaci alle prese con l'emergenza neve. Eppure questa disattenzione fa male. E non c'è neppure da credere che Lucchi sia "invidioso" degli obiettivi puntati sul suo collega Alemanno.
Se non sei in televisione non esisti. Era capitato per le alluvioni in Veneto: dopo tre giorni durante i quali la notizia non stava nei primi titoli dei tg, gli alluvionati hanno cominciato a inveire. Non per avere più aiuti (che anzi la loro vanteria era di "cavarsela da soli", di non essere assistiti, anche quando era vero l'esatto contrario), ma solo perché nessuno parlava di loro.

 

mer 08 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«La mia quarta figlia, 18 anni, ha iniziato un lavoro molto semplice, molto bello», ha detto Francesco Rutelli giovedì scorso a Otto e 1/2, sollecitato da Lilli Gruber (se si può usare questo verbo quando intervistatrice e intervistato sono palesemente pappa e ciccia). 
Si parlava della monotonia del posto fisso, la prima vera cacca pestata dal presidente Monti dall'inizio del mandato. Il professore, che peraltro non ha mai fatto nulla per farsi credere vicino ai problemi della gente comune, ignorava che la gioventù italiana non è fatta solo di irrequieti cervelloni poliglotti pronti a rimbalzare fino a 40 anni da un continente all'altro inseguendo carriera e successo, ma anche di ragazzi che vogliono semplicemente guadagnarsi da vivere dove sono sempre vissuti, e con la stessa tranquillità che nel corso della vita ha dato loro il posto fisso (e poi la pensione) dei genitori. 
Se non sei abbastanza sicuro di te stesso, cerchi la sicurezza fuori: nel lavoro, che non deve chiederti molto ma nemmeno darti troppo poco; nella famiglia dalla quale non esci se non quando la puoi replicare esattamente, cioè solo da sposato e con casa di proprietà situata a pochi metri di distanza; negli amici, gli stessi da una vita. E' un delitto aspirare al poco-ma-sicuro, alla mediocritas anche se non è aurea quanto a valore monetario? No, e chi la vuole deve poterla ottenere, in un paese normale. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

«La gravidanza non è una malattia, è una condizione naturale che però può far sentire fragili, dubbiose. E sole. A volte è fondamentale un po' di sostegno psicologico. E poi spesso ci si sente un po' sballottate da un parere all'altro, tra un'eccessiva medicalizzazione e una serie di prescrizioni tradizionali non sempre basate su corrette informazioni. E qui l'ascolto della farmacista può essere utile» riflette la dott.ssa Francesca Fabbri della Farmacia Comunale n.7, quando le chiediamo quale può essere il supporto che la farmacista può offrire alle donne in gravidanza. «Io cerco di consigliarle basandomi sulle mie conoscenze professionali, ma le ascolto da madre di una bambina di due anni: punto molto sulla forza che si riesce a dare quando si è vissuta questa esperienza. Perciò direi che la prima cosa è la serenità: la gravidanza è un'esperienza unica e gioiosa, da vivere con la tranquillità che ci vuole, e che il nascituro assorbirà. Poi, certo occorre seguire i controlli adeguati, scegliendo un buon ginecologo che prescriverà le analisi e le ecografie che ci vogliono, ma senza esagerare. Da evitare, certamente l'alcol e il fumo, stando attente ai farmaci, anche a quelli "naturali"» Da cosa cominciare? «Da un'attenzione diversa all'alimentazione, che deve essere corretta e bilanciata, senza credere al "bisogna mangiare per due" delle nonne. Stare attente a non prendere troppo peso aiuterà anche durante il parto e renderà più facile riprendere la propria forma fisica. Ci vuole un giusto apporto di vitamine, ferro, minerali - aiuta un giusto consumo di frutta secca e anche qualche integratore ad hoc.» Precauzioni? «Se non si deve vivere sotto una campana di vetro, qualche accortezza nell'evitare luoghi chiusi e affollati in questi mesi va messa in conto, così come lavarsi le mani con cura, per evitare virus e batteri.

mer 08 feb 2012 - Notizia di healthness - scritto da Piva Beatrice

Crescono sempre più l'attenzione e la sensibilità verso soluzioni che aiutano a vivere nelle nostre case nel modo più sano possibile. Le nostre mura domestiche racchiudono numerosi fattori che, inevitabilmente, inquinano il nostro ambiente. Pensiamo all'aria stantia, all'acqua del rubinetto contenente calcare e cloro, alla presenza di geopatie ed elettrosmog, ai materassi, dimora ideale per gli acari, animaletti che si nutrono della nostra pelle e molto dannosi per chi ne è allergico. 
Per ciascuno di questi problemi esistono diverse soluzioni, tutte aventi come comun denominatore l'obiettivo di rendere la nostra casa il più vicino possibile ai criteri e agli elementi della natura. A differenza di quello che avviene all'esterno, l'aria in casa non subisce l'effetto benefico e rigenerante della pioggia che riesce a lavarla, abbattendo a terra gran parte dell'inquinamento. Nelle nostre case l'unica soluzione è aprire le finestre con l'inevitabile dispersione di calore. 
Per rendere l'aria pulita anche dalla presenza di polveri nocive ed escrementi di acari, già da diversi anni sono presenti sul mercato dei sistemi di filtraggio ad acqua in grado di pulire, oltre le superfici domestiche, anche l'aria che respiriamo, ricreando un "effetto pioggia" dentro casa. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La regione ha messo mano alle Ato e promette risparmi per quasi un milione di euro nei costi di funzionamento, soldi che saranno destinati al miglioramento del servizio idrico e di raccolta rifiuti. L'Ato - Ambito territoriale integrato, è l'organismo pubblico che deve controllare qualità e tariffe di servizi pubblici essenziali, come acqua e gestione dei rifiuti. La riforma approvata lo scorso dicembre a Bologna prevede il superamento delle 9 Ato esistenti per riunirle in un'unica Agenzia per tutta la regione. I costi massimi di funzionamento del nuovo organismo sono quantificati in 3,9 milioni (970 mila in meno rispetto a prima). "Un'unica Ato, anziché nove - spiega Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione e assessore con delega alla Regolazione dei Servizi Pubblici locali - sarà uno strumento formidabile in mano ai sindaci per rendere più forte il ruolo pubblico in settori così delicati e di grande attenzione per i cittadini come l'acqua e i rifiuti e avrà anche il merito di aumentarne la partecipazione, visto che ogni Consiglio locale dell'Ato dovrà assicurare la consultazione delle organizzazioni economiche, sociali, ambientali, sindacali e degli utenti".

mer 08 feb 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

In mezzo a questa neve, il vero inizio dell'anno del drago, si mescolano auspici positivi e negativi. Si tratta di indici, cioè fatti che sono causati da altri fatti e che 'puntano' alle proprie cause da una parte e ai propri effetti dall'altra.
Mi pare di vedere che il nuovo sta timidamente spuntando come un bucaneve, ma con la forza di ciò che cresce, mentre il vecchio appare ancora minaccioso e forte, ma ha la debolezza di ciò che tramonta.
Le cause di questo cambiamento sono fuori dall'Occidente, anche se la crisi è esplosa nel suo cuore: USA, Europa e Giappone. Di fatto, si tratta di uno spostamento di equilibri di dimensioni epocali: enormi aree del mondo, come la Cina, l'India e l'America Latina, stanno accorciando la distanza di reddito, di benessere e di istruzione che le separava dai paesi sviluppati. Questo coincide con una loro crescita economica maggiore della nostra, che si è trasformata in recessione in quei paesi, come l'Italia, che non hanno saputo restare competitivi.
Da tempo scrivo che questa non è una crisi dopo la quale torneremo come prima. Non torneremo mai più come prima. E' bene mettercelo in testa. Fino a qualche mese fa si sentiva dire sui media "Quando la crisi finirà"... ma questo modo di dire se ne è andato con il governo Berlusconi. L'arrivo di Monti ha fatto capire che non era il caso di starsene ad aspettare che passasse la nottata. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Parafrasando il noto proverbio, si potrebbe dire "nevica sul bagnato". L'abnorme imbiancata, che mentre scrivo sta ancora martoriando l'Italia, è infatti giunta a ridosso dell'altra grande gelata che aveva colpito vasti settori dell'economia nazionale e molteplici aspetti del vivere sociale, causata dalle serrate "piccolo-padronali" di autotrasportatori, pescatori, taxisti e "agitatori di forconi". Chi più, chi meno, queste categorie manifestano legittimo disagio per le ricadute di una crisi destinata a durare, aggravate dall'effetto di talune misure del Governo Monti, non tutte inevitabili. Ciò premesso, c'è però da essere pessimisti sul futuro di un Paese dove le ragioni di quanti hanno drammatici motivi per disperarsi - cinquantenni cassaintegrati o licenziati, giovani disoccupati o precari, pensionati alla fame - sono ridotte a flebili sussurri, o perfino oscurate, dal chiasso di chi punta unicamente sull'altrui danneggiamento per veder risolto il suo problema particolare, se non addirittura per rivendicare "il diritto" a mantenere grandi o piccoli privilegi.
Si ha la sensazione che cresca ogni giorno il numero degli Italiani tentati dall'abbandono di due capisaldi della democrazia: il principio di legalità e il senso di responsabilità individuale; e che l'epicentro di tanto degrado civile continui a essere quell'Italia che, dopo aver generato il fenomeno Berlusconi, ne rifiuta oggi il declino. Il collante farlocco glielo fornisce l'antipolitica, che demonizza con l'epiteto mistificatorio di "casta" tutto ciò che, da Roma a Mondaino, abbia a che fare con l'impegno politico, incurante di ogni distinzione fra chi lo svolge con onore e chi ne fa mercimonio. È una vera e propria istigazione al "suicidio collettivo della ragione", ispirata da ben altre "caste" - affaristiche, giornalistiche, burocratiche - che "la buttano in cagnara" per distogliere l'attenzione da loro privilegi e soprusi, con il supporto dell'ideologia parafascista del grillismo, del rozzo narcisismo dei Santoro e dei Travaglio e, naturalmente, dei conati di eversione legaiola, più di Bossi che di Maroni.

mer 22 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Difficile non parlare del tempo, quando ha più sbalzi d'umore di una popstar affetta da psicosi maniaco-depressiva. Giorni di sole esagerato, poi la tempesta di neve peggiore degli ultimi cinquant'anni, poi caldo primaverile e puf, la neve scompare. Ma attenzione: non tutta quanta. Solo quella pulita. Quella sporca resiste tenacemente e non c'è verso di sbarazzarsene per mesi. Per una curiosa proprietà dei cristalli nevosi, più uno strato di neve è candido, più rapidamente si squaglia appena la colonnina di mercurio torna ad avventurarsi sopra lo zero. Se è ridotto a un cumulo zozzo grigio-marrone-giallastro impastato di detriti e assomiglia alla vomitata di un tirannosauro, resiste indomito fino a 15 gradi e te lo ritrovi sotto casa più o meno fino a maggio. Se per spalare la neve pulita basta una pala, per eliminare la neve sporca ci vuole il martello pneumatico. 
E così le strade riminesi, già intasate dalle macchine, sono ulteriormente invase e imbruttite da tutti quei mucchi zozzi, in attesa che la natura e la primavera facciano il loro corso. Vietato lamentarsi, eh? Ché per una volta Rimini ha fatto bella figura e ha superato l'emergenza-nevone senza troppi disagi, tanto che in giro si sono sentiti meno mugugni del solito (anche perché in giro con la neve di gente ce n'era veramente poca). Forse anche la vicinanza alle zone in cui di neve ne sono caduti tre metri e l'emergenza era molto più seria ha spinto i riminesi a mettere da parte le lamentele e ad arrangiarsi di più. Nessuno voleva fare la figura del romano che con pochi centimetri bianchi per strada dà fuori di matto e aspetta i soccorsi di un sindaco che manco sa leggere i bollettini meteo e bisticcia con la Protezione Civile perché sui badili non è indicato in che verso vanno impugnati. 

mer 22 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Favorire la disponibilità sul mercato di case in affitto a prezzi calmierati, e istituire un fondo di garanzia per la "gradazione" degli sfratti esecutivi, sono stati i principali ambiti di intervento emersi all'ultima riunione del Tavolo tecnico provinciale sull'emergenza abitativa, a cui hanno partecipato, a fine gennaio, i rappresentanti dell'Amministrazione provinciale di Rimini, dei Comuni, di ACER e delle organizzazioni sindacali. 
La previsione di una aliquota massima di IMU per quelle abitazioni, per lo più seconde case, che all'oggi risultano ancora sfitte nonostante la forte richiesta di alloggi, sembra l'orientamento condiviso. Ciò con l'obiettivo di disincentivare di fatto il mantenimento degli alloggi al solo scopo di rendita, ed inserendo, di converso, facilitazioni riguardo le abitazioni messe a disposizione per la locazione, in modo da incrementare il numero di case da affittare. 
L'altro ambito di intervento del Tavolo è quello relativo agli sfratti che, sul nostro territorio, si calcola siano attorno ai 1.400 casi, potenzialmente in esecuzione nei prossimi mesi. Il progetto prevede di concretizzare, in tempi rapidissimi, un fondo di garanzia per permettere la "gradazione" degli sfratti. Tale progetto, sulla falsariga di esperienze analoghe già attuate a Bologna e con il tramite della Prefettura, sarà poi presentato agli istituti di credito e alla Regione, che verrà coinvolta anche per la parte relativa all'individuazione delle risorse economiche. 

mer 22 feb 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

L'altro giorno mi è capitato di pensare a come sarebbe il mondo se tutti fossero onesti. Intendo nel senso più banale del termine: dire sempre la verità, non rubare, rispettare gli altri, ecc. Per esempio, non ci sarebbero serrature nelle porte, potremmo lasciare l'auto aperta, ogni contratto si stipulerebbe con una stretta di mano, tutti pagherebbero le tasse, i tribunali e le prigioni sparirebbero, non ci sarebbe più violenza, truffa, sfruttamento. Sarebbe sicuramente un notevole vantaggio per tutti, saremmo più sereni, più benestanti, più felici.
Subito dopo ho pensato che un'idea del genere c'è già stata: quando i puritani e altre minoranze lasciarono l'Europa e fondarono le colonie del Nord America, che poi divennero gli Stati Uniti. Per loro il sogno era scritto nella Bibbia, e le sacre scritture dettavano le regole della nuova ''città di Dio'. Il progetto dei puritani si scontrò poi con ostacoli che la loro mentalità non poteva superare nei modi che oggi consideriamo moralmente accettabili, come la convivenza con i nativi, che furono sterminati, e la schiavitù, che fu tollerata fino alla Guerra di Secessione. L'America tollerò l'apartheid e la fobia anti-comunista, sparò agli scioperanti e annientò Hiroshima e Nagasaki. Tuttavia, il sogno della 'comunità dei puri' resta una componente profonda nella cultura americana.
Ricordo ancora quanto mi colpì, nel Midwest, l'assenza di tendine alle finestre delle villette e nei palazzi di Chicago. Il senso è "Io non ho nulla da nascondere, tu non hai nulla da spiare". Questo modello di società è altamente paritario, centrato su una definizione, che spesso veniva usata da Reagan: "Decent men and women", che traduciamo "uomini e donne perbene". In sintesi, una classe borghese o 'classe media' che dovrebbe idealmente comprendere tutti, eliminando i poveri e consentendo ai più meritevoli di arricchirsi.

mer 22 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

 

In occasione degli eventi devastanti che ormai si succedono a catena, aggiunge talvolta una nota di tristezza e di rabbia lo sciacallaggio messo in atto da cinici profittatori. Nella recente "mega-nevicata nazionale" non si sono però avute notizie in tal senso, se non in un caso: quello di Guido Bertolaso, l'ex demiurgo della Protezione Civile che ha avuto l'ardire di scrivere sul suo blog "Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile serve": un'uscita, oltre che sciacallesca, mistificatoria per almeno tre motivi.

Innanzi tutto Bertolaso vuol far credere che taluni odierni "impacci operativi" della Protezione Civile (che nonostante ciò si è fatta onore) dipendano dall'esserle venute meno le di lui eccelse capacità direzionali, anziché dal fatto che il Governo Berlusconi abbia messo quel settore strategico al guinzaglio del ministero di Tremonti, da dove la Cancellieri ha assicurato di volerlo liberare. Egli vuol inoltre dare ad intendere di essere stato "sacrificato" perché questa era la condizione per operare il colpevole ridimensionamento della Protezione Civile; mentre invece è stato costretto ad andarsene perché chiamato dalla Magistratura a rispondere di svariate "marachelle". Infine, mentre tanta parte d'Italia era sull'orlo della disperazione, lui se la rideva gongolante con stupide battute - ci mancava solo "Nevica, governo tecnico!" - a far da sponda all'insulsa polemica dell'inetto sindaco di Roma contro il successore Gabrielli. È proprio il caso di dire "da che pulpito viene la predica!"

 

mer 22 feb 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Ce l'hanno fatta a sopravvivere alla nevicata del secolo. Ognuno l'ha fatto a modo suo come poteva. Enrico della Santa Colomba di Montecolombo viaggiando su un camioncino dell'ENEL all'aperto per raggiungere il ristorante (chiedere del filmato sull'iPhone nel mezzo della tempesta). Mariano del Bellavista di Montescudo nonostante l'imperversare della bufera ha messo in tavola la cena portoghese, Baccalà e minestra nera per i coraggiosi (numerosi) degustatori, chissà se era arrivato il vino verde.
Paolo del ristorante Pacini di Montebello ha dato luce a tutto il paese con il suo generatore. Ora il peggio è passato, le strade sono libere ed i nostri eroi sono pronti ad esaudire ogni desiderio gastronomico. Santa Colomba, Bellavista, Pacini. Tre indirizzi sicuri. E coraggiosi.

mer 22 feb 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Paolo Francesconi è un piccolo produttore che fa vini biologici dal 1992 e da qualche tempo "prova" ad applicare la Biodinamica, ma come lui stesso ammette è difficilissimo. Biologioco o Biodinamico non per moda o per tanti discorsi molto lunghi, ma per il semplice motivo che da terreni sani, o meglio vivi, si ottengono "vini vivi" e quindi espressivi. Non è importante descrivere i singoli profumi di questi vini o fare la solita descrizione ufficiale; nei vini di Paolo si sente il grande lavoro in vigna, è palese il tratto del vignaiolo che riesce a creare un vino ben definito, in equilibrio nonostante le gradazioni generose 14° e 15°. Sottolineo il VIGNAIOLO, il grande vino nasce dalla visione che un uomo ha, dal sapere tramandato e migliorato, dal grande lavoro in vigna. Produttore ancor più fenomenale se si pensa che ha terreni quasi in pianura nel faentino dove mi dicono si fanno cachi e kiwi, cosa otterrebbe con terreni ed esposizioni ottimali? LIMBECCA 7.20€ 100% sangiovese, prodotto in 9000 bottiglie, fermenta in tini acciaio per 8 giorni e viene conservato in vasche di acciaio per 6 mesi, dopodiché riposa in bottiglia un anno. LE IADI 12,50€ 100% sangiovese, prodotto in 4000 bottiglie, fermenta in acciaio e èiene affinato in barrique per 12 mesi, dopo l'imbottigliamento matura 2 anni in bottiglia.
Dove trovarlo: Enoteca Valentini, Via III Settermbre, 304 - San Marino.

mer 22 feb 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Claudio Carlini è un imprenditore che ci mette la faccia oltre al fisico, perché è uno di quelli che alle sei della mattina è al mercato per vedere "quello che c'è" come dice lui.
Qualche volta lo vedi sfrecciare con il suo Ducato pieno di viveri a rifornire o l'Osteria della Piazzetta o l'Osteria del Vizio di cui è titolare. Insomma è uno che le "mani in pasta" ce le mette per davvero.
E' un piacere chiacchierare con lui a 360 gradi seduti in piazzetta, con un'atmosfera di fiducia tra i clienti tipica di chi al ristorante si ritrova non solo per il pranzo ma anche perché ci sta bene.
Claudio, si sente la crisi?
"Sì, c'è un calo del fatturato al quale noi rispondiamo razionalizzando,. Fermo restando che più di tanto non puoi comprimere, perché l'acqua deve bollire e le luci devono essere aperte, tieni due camerieri invece che tre e stai attento anche in cucina. La sfida è di non perdere in qualità del servizio quando c'è il pieno, prima con un po' di personale in più si stava più tranquilli tutto qui".
E la qualità nel piatto?
"Questo è il problema. Il rischio è che per rimanere competitivi si acquistino materie prime di minore qualità. E quando la qualità passa in secondo piano, sono dolori. Questo fenomeno lo percepisci quando ti ritrovi con i colleghi a fare gli acquisti. Se metto in discussione la qualità del servizio e le materie prime la capacità professionale non può fare miracoli".
Ma spesso vediamo aprire nuovi posti..

mer 22 feb 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Vici Luca

 

Al centro dell'odierna Piazza Tre Martiri si erge un cippo marmoreo realizzato nel 1555 per rinnovare la memoria di un sasso "vetustate collapso", come dice l'iscrizione, nel punto in cui secondo la tradizione Giulio Cesare arringò i suoi soldati dopo aver passato il Rubicone, il 10 gennaio del 49 a.C., scatenando la guerra civile contro Pompeo e il Senato: il tramonto della repubblica, l'alba dell'impero.

Tradizione, appunto, nessuna prova storica. Ma una tradizione molto antica, se già nel medio evo era ben viva.
Francesco Petrarca nella sua vita di Cesare (in De viris illustribus, 1337), racconta un aneddoto personale di quando era bambino: "Mi fu mostrata con orgoglio una pietra ("lapis") in mezzo della piazza, dove si dice che Cesare arringò".
Anche Gaspare Broglio Tartaglia, segretario e ambasciatore di Sigismondo Pandolfo Malatesta, nella sua cronaca (1477) cita la piazza come quella dove "Cexero imperatore si fermò e fece la diceria alli suoi capitani... ed avvi anque el petrone nel quale montò a fare la diceria".
Si parla dunque di un "pietrone", quello visto anche da Petrarca, e non del cippo, realizzato appunto nel 1555. Un'iscrizione in latino recita sul retro: "I consoli riminesi hanno restituito questo suggestum crollato per l'antichità nei mesi di novembre e dicembre 1555".
Nel 1555 dunque rimaneva soltanto un avanzo del "pietrone" collassato, posto come una reliquia su di un apposito basamento, ossia il cippo, sulla cui cima è ancora oggi visibile un perno in ferro per fissare il reperto. Quasi a conferma dell'autenticità della "reliquia", il console in carica nei mesi di novembre e dicembre fece incidere attorno alla base del pietrone il proprio nome: Camillo Passarello.

 

mer 22 feb 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

«L'etimologia ci rivela che Ariodante significa nobile giudice.» Così Giuseppe Chicchi ha esordito presentando "Il segreto di Danilo. Novant'anni di pagine", l'ultimo libro di Ariodante Schiavoncini, appena uscito nelle edizioni Chiamami Città con la prefazione di Marco Missiroli. Una definizione avvalorata - secondo Chicchi, sindaco di Rimini negli anni ‘90 - dall'equilibrio dei giudizi in quella «lontana stagione della politica riminese» da entrambi condivisa e dalla laica capacità narrativa di Dante, sottratta ai facili moralismi. Tante le persone che il 17 febbraio hanno partecipato non solo alla presentazione del bel libro di «un artigiano» della scrittura «che azzarda» come lo definisce Missiroli, ma anche a un momento di riflessione sul valore politico della memoria di chi ha costruito l'Italia libera e democratica. La memoria di una generazione che è riuscita a ripartire da zero dopo la guerra, come ha sottolineato il sindaco Andrea Gnassi, che mette in prospettiva quello che viviamo oggi, una città fluida capace di essere metropoli restando borgo, e rende più forte il nostro essere cittadini. La memoria dei padri, ha aggiunto Stefano Cicchetti, direttore di Chiamami Città, che c'erano quando noi non c'eravamo ancora e ci permette di ricostruire le nostre radici identitarie. Una memoria da tutelare e far riscoprire, secondo Daniele Susini, presidente provinciale ANPI, che accompagna Ariodante nelle scuole a raccontare una lotta «che non è ancora finita.»

mer 07 mar 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Si dirà: che saranno mai due boiate per radio, quando un capo di partito, ministro fino a pochi mesi fa, arriva a preconizzare l'assassinio del presidente del consiglio? «Monti rischia la vita, perché il nord lo farà fuori», ha profetizzato Umberto Bossi, salvo poi farfugliare la smentita di rito.
Eppure quando le boiate diventano, quattro, otto, ottanta, perfino una radio, e perfino Radio Padania, merita di essere presa sul serio. Per seriamente dire: basta.
Succede che la sedicente emittente del nord, nel miglior stile dei bravacci di Don Rodrigo, decide di maramaldeggiare niente meno che sulla memoria di Lucio Dalla. Un artista che come pochi è riuscito a piacere, e per tanto tempo, alle persone più diverse, dagli intellettuali con la puzza sotto il naso ai ragazzi di periferia. A tutti, salvo che a Rognoni Andrea, cremonese e voce storica di Radio Padania, direttore della rivista "Idee per l'Europa dei popoli" (fondatore: Mario Borghezio) e del centro regionale di cultura lombarda a Busto Arsizio. Secondo Rognoni, Lucio Dalla sarebbe stato «simbolo di un'Italia che non vorremmo». E perché? Ma come, non si odono nelle sue canzoni «le esigenze e le richieste» della gente del Sud? Del resto non poteva essere diversamente: «Il babbo era padano, la madre no». Magnanimo, non nomina neppure le origini pugliesi di Iole Melotti, la mamma "impura" che avrebbe corrotto il piccolo Lucio con reiterate vacanze sul Gargano, fino a - sgomento - fargli mettere radici nelle isole Tremiti.
Ma non si pensi a Rognoni come a un Goebbels che "ragioni" solo per vie etniche, anche se in passato aveva tenuto a informare il mondo che per lui «Anna Frank non è una santa». Per carità, l'uomo è figlio di un deportato ed è persona di cultura, per chi non l'avesse ancora capito. Infatti la sua disaffezione è tutta culturale: a Rognoni non piace quell'«eclettismo un po' fazioso e calcolato» che finisce per «accontentare tutti i gusti del pubblico. Specialmente quelli del centro sud». 

mer 07 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Silvia

Il 23 febbraio l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per i respingimenti verso la Libia avvenuti tra il 6 e il 7 maggio 2009. La Corte di Strasburgo punisce il nostro Paese per aver violato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura, l'articolo 4 del Protocollo n.4 della Convenzione, che vieta le espulsioni collettive, e perchè l'Italia non ha garantito in alcun modo il diritto ai migranti di ricorrere alla giustizia italiana. La decisione dell'organismo di Strasburgo è legata al caso Hirsi, la prima operazione di respingimento avvenuta il 6 maggio del 2009, a 35 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali. Come si legge sul sito del Cir, il Centro italiano per i rifugiati, in quell'occasione: "Le autorità italiane hanno intercettato una barca con a bordo circa 200 somali ed eritrei, tra cui bambini e donne in stato di gravidanza. Questi migranti sono stati presi a bordo da un'imbarcazione italiana, respinti a Tripoli e riconsegnati, contro la loro volontà, alle autorità libiche. Senza essere identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro reale destinazione. I migranti erano, infatti, convinti di essere diretti verso le coste italiane.

mer 07 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non sempre l'invalidità obbliga a una vita grigia e priva di soddisfazioni. Oscar Pistorius, l'atleta senza gambe, parteciperà alle Olimpiadi di Londra, che fra i tedofori vedranno forse l'italiana Bebe Vio, 15enne spadaccina paralimpica che tira in sedia a rotelle. Andrea Bocelli è una star mondiale; la ministra Severino, priva di un braccio per malattia, è una principessa del Foro da 7 milioni l'anno. 
A giudicare dai tanti macchinoni che espongono l'apposito contrassegno, anche gli invalidi riminesi non se la passano male, economicamente parlando. Ma sarebbe bello che aspirassero a imprese più gloriose che parcheggiare acrobaticamente i loro catafalchi tra i paletti anti-sosta selvaggia predisposti dal Comune in Corso d'Augusto. Può darsi che abbiano problemi di deambulazione, ma sicuramente non di vista, a giudicare dalla precisione millimetrica con cui inseriscono vetture appena meno ingombranti della Costa Concordia fra i bastoni di metallo. Con un occhio simile sicuramente alle Paralimpiadi spopolerebbero nelle discipline tipo tiro con la pistola o con la carabina. Altri invalidi malatestiani invece i problemi di vista ce li hanno eccome. Quelli che la mattina parcheggiano in frotta il macchinone tra Vicolo Battarra e Vicolo Gioia per andare a far colazione proprio in un noto bar sotto il portico, devono averlo scambiato per una specie di centro sociale per disabili col Suv, e i gestori, per delicatezza, non li hanno mai avvertiti dell'equivoco. E neanche i vigili hanno mai avuto il cuore di disilluderli, né tantomeno di far loro una piccola multa. Vuoi accanirti contro povere creature già bersagliate dalla sfortuna? E' vero, parecchi di loro, a vederli, sembrano fisicamente integri e chiaroveggenti. 

mer 07 mar 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Abbiamo finalmente scoperto che paghiamo più tasse degli altri europei, guadagniamo meno, e i prezzi di servizi e prodotti sono più alti. C'è qualcosa che non funziona. Qualcuno, per così dire, ci ha fatto cornuti e mazziati. Ora va molto di moda prendersela con politici, evasori e lobbies varie, e sicuramente sono soggetti responsabili di questa situazione, ma chi ha fatto cornuti e mazziati gli italiani in definitiva siamo noi stessi. 
I difetti collettivi, e gli errori che dal dopoguerra a oggi abbiamo fatto, sono molti. Il principale per me è la superstizione unità alla credulità, connessi all'ignoranza, e il secondo è la pigrizia intellettuale, fisica e sociale.
La superstizione-credulità-ignoranza si rivela in tanti indizi. Per esempio nel fatto che, più la crisi economica si inasprisce, più si gioca al lotto e varie lotterie. E' un comportamento rinunciatario e fatalista. Per prima cosa, lo Stato si prende la metà di ogni euro che giochiamo, come se già non intascasse la metà dei nostri redditi. In secondo luogo, il gioco è soprattutto cosa da poveri, quindi diventa una vera tassa per i redditi più bassi. In terzo luogo, pensare che la fortuna possa determinare il nostro futuro significa rinunciare a cambiarlo con le nostre mani. Un altro sintomo di superstizione è una religione in cui si chiedono grazie personali come se santi e dei fossero degli idoli, quando il cristianesimo è religione del fare. 
Ma non meno superstizioso è che si affida alle tante nuove religioni e discipline che il più delle volte spillano solo dei soldi ai creduloni. L'ignoranza però si rivela soprattutto nella scarsa fiducia e comprensione della scienza e del suo metodo, umile e fallibile nei suoi singoli passi, ma poderoso nel suo moto di impresa collettiva. 

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Nel segno di Atena: politico femminile plurale" è il titolo della conversazione che Monica Centanni, Professoressa di Letteratura greca, Università IUAV di Venezia, terrà a Rimini il 10 marzo, parte del progetto Aspasia che si propone "una Scuola di formazione rivolta alle donne" per "creare ambiti di confronto riguardo ai linguaggi e ai processi partecipativi" in politica. Ma la condizione e l'immagine delle donne nell'antichità greca e romana resta quella di un "ambiguo malanno", la cui discriminazione politica e giuridica è quasi "naturale". In questo, che contributo può dare uno sguardo sulla storia delle donne? «Più che sulla storia delle donne - la storia, questa grande invenzione greca, è storia di tutti, altrimenti non è degna di essere considerata tale - può essere illuminante uno sguardo sulle figure femminili che si stagliano in evidenza dalle vicende storiche antiche, ma anche e soprattutto delle grandi protagoniste della storia del pensiero» chiarisce la Centanni. «Solo due nomi agli albori e sul crepuscolo della filosofia antica: Diotima e Ipazia. Su un altro piano sono da considerare i grandi personaggi femminili del mito e della tragedia, anche perché possono entrare nel gioco di definizione di un nuovo profilo del femminile nella nostra contemporaneità.» Perché ha messo il "politico, femminile, plurale" sotto il segno di Atena? «Perché Atena è prima di tutto Signora della tessitura, dell'ordito e della trama; e poi, per traslato, Signora della polis - di ogni città, non solo di Atene: ogni città ha un palladion come talismano protettivo. Atena è in armi, non per attaccare ma per difendere la città da ogni aggressione.

mer 07 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La mia avversione per i caporioni "No-Tav" non mi ha impedito di tifare per la salvezza di Luca Abbà e di gioire quando i medici l'hanno finalmente certificata. Il che non è affatto in contraddizione con la convinzione che salire su quel traliccio sia stata una stupida prova di "rambismo", finita in quel modo per esclusiva responsabilità del suo autore; donde l'assurdità delle manifestazioni "di protesta" che ne sono seguite, per lo più cariche di violenza. 
C'è di che essere allarmati per la piega che sta prendendo quella vicenda. È infatti sempre più evidente che l'opposizione alla Tav è il vero "motivo di lotta" solo di una minoranza di Valsusani, mentre a tanti altri fornisce "un pretesto qualsiasi" per le scorribande vandaliche che in suo nome vengono compiute lì e nel resto d'Italia; le quali, per la presenza di consolidati "mascalzoni di piazza" che le dirigono e per le modalità paramilitari con cui vengono attuate, presentano caratteristiche che non è azzardato definire pre-terroristiche.
Chi ha vissuto i drammatici anni '70 sa che il terrorismo ha potuto nascere e mettere in opera il suo sanguinario progetto grazie anche al fatto di sentirsi le spalle coperte dalla repellente intellettualità dei Toni Negri e degli Scalzone, così come dall'infame equidistanza di chi teorizzava "né con lo Stato né con le Brigate Rosse" e perfino dall'inconsapevole, ma prezioso aiuto di coloro che nel campo democratico bollavano come "repressione di Stato" ogni tentativo di combattere quelle bande criminali con adeguate misure legislative e di polizia.

mer 07 mar 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Dal 12 marzo al cinema settebello per tre lunedì attraverso film d'autore sarà possibile scoprire o conoscere meglio il mondo dell'autismo. Ogni proiezione sarà seguita dal confronto sul tema: tra famiglie, istituzioni ed esperti. La prima pellicola è australiana: "The black balloon" di Elissa Down, in cartellone il 12 marzo alle ore 20.45, descrive un intenso rapporto fra due fratelli Thomas e Charlie, affetto da autismo. Il 19 marzo troviamo l'opera di Max Mayer "Adam". La pellicola americana, che ha avuto grande successo al Sundance Film Festival, racconta di un solitario e brillante uomo di nome Adam e della sua strana relazione con la vicina, la bellissima scrittrice Beth. Chiude questa trilogia il 26 marzo "Ben X" di Nic Balthazar, la storia dell'autistico Ben appassionato di computer e giochi di ruolo. Un suggestivo film che ondeggia fra documentario e finction, presentando al mondo giovanile la diversità. Alla realizzazione del cartellone ha collaborato il cineforum Geo Cenci di Riccione, l'entrata è libera e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

mer 07 mar 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Cesare deve morire" di Paolo e Vittorio Taviani con protagonisti alcuni carcerati di Rebibbia

Nella sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia il regista Fabio Cavalli prova il "Giulio Cesare" di Shakespeare. Come attori ci sono i detenuti, alcuni segnati dal "fine pena mai". 
La quotidianità nelle oscure giornate dei reclusi sono sempre più illuminate dalla forza e dalla vitalità delle pagine shakespeariane. I fratelli Taviani hanno vinto l'ultimo festival di Berlino con questa opera intransigente che sceglie il bianco e nero e gli attori non professionisti. Shakespeare dimostra ancora una volta la propria contemporaneità. Le sue parole riescono a far emergere la verità dalla finzione.

"Posti in piedi in Paradiso" di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Micaela Ramazzotti, Pierfrancesco Favino

Ulisse, Fulvio e Domenico sono tre padri separati costretti a versare quasi tutto quello che guadagnano per mantenere ex mogli e figli. I tre decidono di andare a vivere insieme per dividere le spese di un appartamento. 
Verdone mescola la crisi economica, con la crisi della famiglia, raccontando un'amicizia al maschile. Fra il comico e il malinconico propone una generazione fallita che ha lasciato molto poco ai giovani.

mer 21 mar 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Falsa foto per falso articolo Violenta la figlia di 8 anni e il giudice lo assolve perchè musulmano

Eclatante caso di razzismo in Francia

Un giudice di Lilla, in Francia, ha assolto un uomo di origine giordana, Abd-el-Rahman Ayoub (foto), colpevole di aver violentato la figlia di 8 anni. La piccola ha raccontato di abusi paterni alla propria maestra e quest'ultima ha denunciato Ayoub. L'uomo era stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione, ma poi assolto perchè, secondo il giudice "essendo mussulmano praticante ed immigrato in Francia solo di recente non si può pretendere di applicare alla sua mentalità la nostra moralità visto che in Giordania, suo paese di origine, questo tipo di rapporti sessuali sono considerati, sulla base del Corano, come un importante rito di iniziazione". Peccato, che invece, il regno hashemita di Giordania punisca tali crimini con la morte. Certo, Maometto ha sposato Aisha quando era bambina e ciò viene usato spesso nel mondo islamico, come scusa per sposare delle bimbe e stuprarle, ma di sicuro da nessuna parte sta scritto che un padre possa abusare della figlia. 
Ha esultato naturalmente l'avvocato dell'imputato, il quale avvocato ha definito la sentenza "epocale" per il rispetto delle usanze musulmane. Ma chi è scevro da razzismo, buonismo, relativismo culturale, politicamente ed islamicamente (ma neanche!) corretto, non può ovviamente accettare in una sentenza simile, tanto più nella laicista Francia, che vieta il velo nei luoghi pubblici.


www.notizie.it pubblica questo articolo, postato da tale Alessandra Boga il 19 marzo alle 20.45. Nel giro di poche ore viene ripreso dai portali http://247.libero.it, www.informazione.it, www.youfeed.it. Finisce nel forum di politica di www.chatta.it, dove immediatamente divampano post dal tono "chi vuole l'integrazione sa di cosa sta parlando?", "il relativismo porta alla distruzione di ogni regola", "sono tentata di tornare all'epoca delle crociate", solo per riportare chi non si abbandona a ben altri linguaggi.

 

mer 21 mar 2012 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Bernucci Annamaria

Sigismondo Pandolfo Malatesta si definiva auctor del suo Castello: ideatore, committente, progettista. Ma in occasione del ciclo di conferenze organizzato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini dal titolo I maestri e il tempo, il professor Giovanni Rimondini ha presentato una silloge dei suoi più aggiornati studi di architettura rivolti ad indagare la diretta progettualità di Filippo Brunelleschi a Castel Sismondo. Rimondini, storico delle forme artistiche e architettoniche, si è sempre occupato di metodologia della ricerca critica: il tema proposto "Filippo Brunelleschi e i Malatesti a Pesaro e a Rimini. Fortuna e sfortuna storiografica di una presenza" ha aperto la strada a molte tesi. Pur nella apparente latenza di 'prove certe', (documentarie, letterarie e stilistiche), molti sono gli elementi che concorrono a congetturare l'autorità progettuale del Brunelleschi nel castello riminese; è accertata la sua presenza a Rimini nel 1438 in occasione di sopralluoghi nei territori malatestiani alle fortificazioni sigismondee in Romagna e nelle Marche; Vasari riferisce che progettò la fortezza del porto di Pesaro. "Filippo di ser Brunelleschi va al signore di Rimini, parte da Firenze il 28 agosto e torna il 22 ottobre ": così era scritto nel giornale del Provveditore dell'Archivio dell'Opera del Duomo di Firenze, poi trascritta nel XVI secolo da Carlo Strozzi. Brunelleschi certamente consulente di Sigismondo, dunque. Rimondini, lavorando con strumenti della ricerca documentale e della critica stilistica descrittiva, getta le basi per interessanti ipotesi e una vera e propria ‘agenda' brunelleschiana: cioè a dire una serie di riflessioni da indagare e approfondire che condurrebbero all'architetto fiorentino. 

mer 21 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Noi riminesi stiamo vivendo esattamente in uno stato di grazia. I nostri ragazzi, però, sono in uno stato di Graziella. Nel senso di bicicletta pieghevole, quella mitica prodotta dalla Carnielli di Vittorio Veneto a partire dal 1964. Un anno prima che nascessi io, il che rende me e la Graziella quasi coetanee. Ma all'ombra dell'Arco d'Augusto per lei si sta realizzando il sogno proibito di ogni signora over-45: diventare oggetto di desiderio per i giovani, anzi, per i giovanissimi. 

Non la invidio solo perché se pescassero me con qualcuno dei suoi fan (i graziellofili sono per lo più pre-adolescenti) passerei seri guai con la legge. La tardona a due ruote (anzi, ruotine) piace tanto ai ragazzini che, a differenza di quelle a due gambe, non ha nemmeno bisogno di andare a cercarli, e neanche di farsi bella per loro. Sono loro a inseguirla nei mercatini e nelle soffitte, a mercanteggiare con qualche anziana zia o vicina di casa, affezionata all'unica bicicletta che le dà la sicurezza di poter poggiare sempre e comunque i piedi a terra. E sono loro, i ragazzi, a provvedere alla remise-en-forme della Graziella. 
Come sbarbatelli infatuati di un'attempata cortigiana, le offrono senza badare a spese (tanto paga papà) un trattamento ringiovanente completo dal meccanico - riparazioni varie, sostituzione ruote ecc. - che, poveretto, a volte si trova a dover recuperare catorci che fanno venire il tetano se li fissi troppo. Oppure, in una sublime prova d'amore, i ragazzi la rimettono in sesto con le loro mani in lunghi appassionati pomeriggi in garage, aiutati da qualche parente o amico dalle mani d'oro. 

 

mer 21 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dati i miei giovanili trascorsi politici in Sicilia, aderisco con emozione all'appello alle massime autorità della Repubblica affinché siano riservati i funerali di Stato a Placido Rizzotto, il valoroso Segretario socialista della CGIL di Corleone assassinato nel 1948 dalla mafia, che poi occultò il corpo in un crepaccio, dove solo nei giorni scorsi ne sono stati rinvenuti i resti.

La figura di Rizzotto non può certo essere strumentalizzata per odierne polemiche, tuttavia qualche inevitabile associazione di idee la suscita. Per esempio, che il vero "sindacalismo" è risultato scomodo in ogni epoca, al contrario dell'accomodante "sindacalese", benedetto ieri dai "padroni delle ferriere" e oggi da strapagati califfi aziendali quali Marchionne, al quale consente di incolpare gli operai se la Fiat immette sul mercato auto che non impensieriscono la concorrenza.
Fa inoltre un po' senso la coincidenza temporale fra il riemergere del delitto Rizzotto, uno dei primi "frutti criminali" del rapporto mafia-politica, e le parole del Procuratore Generale della Cassazione nel recente "processo Dell'Utri", delle quali ha colpito il tono sarcastico più ancora dell'opinione giuridica di cui erano portatrici, tesa a demolire il reato di "concorso esterno in associazione mafiosa", una delle conquiste giudiziarie che di più ha consentito di inferire colpi alle cosche. Onorare Rizzotto costituirebbe per lo Stato un atto riparatorio di un passato di cui non può andar fiero, e di speranza in un futuro che lo veda sempre di più garante del bene comune. Un gesto di "bella politica", insomma. 
Come quello compiuto l'8 marzo dall'Amministrazione Comunale di Cattolica, conferendo la cittadinanza onoraria alla Dottoressa Adriana Iannilli, che a 96 anni è plurilaureata e continua a frequentare l'Università di Urbino.

mer 21 mar 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Sono pochi i motivi di vanto di un italiano, in questi anni. Possiamo attingere al passato. Ma l'epoca di Roma è lontana, e le rovine, cospicue come il ponte e l'arco che ornano la nostra città, non possono che renderci nani. Cosa sarà del grattacielo o del pala congressi tra 2000 anni? Se va bene, resterà qualche immagine digitale. E' vero, non costruiamo più per i secoli. Eppure, se costruiamo per l'oggi, come insegna l'architettura contemporanea, perché la nostra costa è ancora piena di ruderi che non riusciamo a decidere se abbattere o recuperare?

Passiamo al Rinascimento? Ahi, anche qui il confronto è comunque tristo. Rimini vanta un segno altissimo anche della seconda epoca in cui l'Italia era faro dell'Europa. Il tempio di Leon Battista Alberti, pur solo, è esempio massimo del linguaggio architettonico del ‘400. Ma tra il ‘200 e il ‘500 l'Italia inventò di sana pianta, o seppe sviluppare al meglio, la partita doppia, le assicurazioni, le banche, la lettera di credito, la bussola, la guerra moderna, le fortezze, l'anatomia, la prospettiva pittorica, e tante altre meraviglie che neppure so ricordare. Eravamo i maghi della finanza, e anche i furbacchioni. Inventammo un sistema per cui compravamo la lana dagli inglesi pagandola con il denaro delle indulgenze raccolte dai creduloni dell'Europa centrale, la portavamo in Italia, dove veniva filata e tessuta, e rivenduta in tutt'Europa, ridando il suo denaro al papa e lucrando. Si legga il bel libro La fortuna dei Medici, di Tim Parks, inglese divenuto italiano e capace di raccontare con l'ironia britannica i nostri lati belli e meno. Poi Lutero venne a Roma e vide le crapule papali (così si esprime Cellini nella sua Vita, non me ne vogliano le gerarchie...) ma anche le meraviglie artistiche e mondane che questi pontefici potenti avevano pagato con il prezzo del paradiso. Ogni anticlericale sa che senza la degenerazione della Chiesa rinascimentale, niente Michelangelo, Brunelleschi, Raffaello, eccetera. E gli anticlericali spesso amano l'arte.

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

Aspiranti scrittori e poeti, è il vostro momento: fino al 20 aprile è possibile partecipare con un proprio racconto alla prima edizione del premio di narrativa "Stefano Benassi" organizzato da Università Aperta. Si parte da una frase di Iosif Brodskij: "Sulla bilancia della verità la forza dell'immaginazione pesa quanto la realtà e, anzi, persino di più". Il bando è su www.uniaperta.it. Fara Editore invece, in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale Ausl Rimini, con "InsaNamente" invita ad inviare - entro il 15 aprile - poesie e racconti legati al tema della scrittura come terapia. Info e bando di partecipazione su www.faraeditore.it

mer 21 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La cedolare secca sugli affitti, l'aliquota unica sui canoni da locazione, avrebbe dovuto far emergere il nero, incentivare i proprietari ad affittare e migliorare il mercato delle locazioni. Le previsioni del gettito per il 2011 erano di 2,6 miliardi di euro. Invece per ora sono solo 329 milioni, con traguardo massimo stimato in 500 mln. Secondo un sondaggio di Solo Affitti nelle principali città italiane, la riforma voluta da Tremonti un anno fa è stata apprezzata soprattutto al sud e nel nord-est, ma la media nazionale è solo del 53%.

mer 21 mar 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Magnifica presenza" di Ferzan Ozpetek con Elio Germano, Beppe Fiorello, Margherita Buy, Vittoria Puccini
Quando il sentimento supera le paure più profonde. Pietro ha 28 anni, arriva a Roma dalla Sicilia con un grande sogno: fare l'attore! Tra un provino e l'altro sforna cornetti tutte le notti. Timido e solitario condivide casa con la vitale cugina Maria. Ozpetek dopo il brillante "mine vaganti" cuce come un sarto una pellicola sull'attore italiano dei nostri tempi: Elio Germano. Misteri della vita e sentimenti sempre in primo piano.

"The Lady" di Luc Besson. Con Michelle Yeoh, David Thewlis, William Hope, Martin John King
La storia vera di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991 e 'Orchidea d'acciaio' del movimento per la democrazia in Myanmar. Aung San Suu Kyi, eroina del nostro tempo, ha per vent'anni sacrificato la propria libertà personale e gli affetti per il bene del suo popolo. Un melò per un Luc Besson alla ricerca ancora di una propria strad

mer 21 mar 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Spesso diciamo che la croce e delizia del cinema nel nostro paese è il doppiaggio.

Sicuramente abbiamo bravissimi doppiatori ma proprio per questo il nostro orecchio non è mai stato abituato alla pronuncia originale dei divi americani. Al cinema Tiberio, nel borgo San Giuliano, è possibile recuperare giovedì 29 marzo in lingua originale con sottotitoli, l'ultima fatica da regista e attore di George Clooney "Le idi di Marzo". In questo thriller teso e ben sceneggiato possiamo riscoprire la voce di grandi attori come George Clooney, Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti e Marisa Tomei. Un modo per conoscere da vicino alcune star del cinema e forse anche per mettere alla prova il nostro inglese.
A Riccione continuano le proiezioni d'autore il giovedì al Cinepalace a cura del comune e del cineclub "G.Cenci". 

mer 04 apr 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Odissea, tela di Penelope, fatica di Sisifo. Quando a Rimini si parla di sottopassi ferroviari pare inevitabile che sia la mitologia ad avere il sopravvento. Perché la razionalità non sembra sufficiente per spiegare come mai non ne va dritta una. Deve pesare su di noi una qualche maledizione, se ogni volta che si tratta di passare sotto i binari sono guai. L'ultimo caso è quello di via Pascoli, ma l'elenco dei precedenti è lunghissimo.
E gli enigmi non finiscono qui. Un altro mistero che ai più resta inspiegabile è: ma chi sbaglia progetti, preventivi, contratti, non paga mai?
Secondo gli antichi, le divinità ctonie regnavano sul mondo sotterraneo. Facevano germogliare i semi, ma soprattutto accoglievano i morti. Dei oscuri e inquietanti, dunque, da tenere buoni in ogni modo. Erano Ade e Persefone presso i Greci, Osiride in Egitto, Plutone e Proserpina fra i Romani, Feronia per gli Etruschi, l'Angizia degli Umbri, la Mefite dei Sanniti. Anche i nostri progenitori certamente li tennero nel debito conto con riti appropriati.
Riti che oggi ci farebbero un gran comodo, visto quante sventure si abbattono ogni volta che dobbiamo scavare, specialmente per passare sotto una ferrovia.
L'ultima epopea narra del sottopasso di via Pascoli. Nato già male, dovendo scontare il peccato originale di tutte queste opere che rimpiazzano i passaggi a livello: arrivano troppo tardi. Quando ormai, e da decenni, intorno si è costruito a man bassa. Si fa quindi quel che si può, che difficilmente corrisponde a quel che servirebbe.
In via Pascoli non c'è spazio, altrimenti diverse abitazioni resterebbero "murate". Quindi si va un po' più in là, in via Poerio, con un tunnel a gomito, a senso unico, passando sotto anche a una piscina. Scomodi e pericolosi i collegamenti con la viabilità esistente.

mer 04 apr 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ho visto lo sguardo umido e terrorizzato della gazzella davanti al leone che sta per balzare su di lei. Il leone ero io, al volante della mia utilitaria, la gazzella era il pedone fermo a pochi metri da me sulle strisce pedonali, che in questo contesto di savana urbana si possono a buon diritto chiamare zebre. Era un signore sui sessant'anni non particolarmente agile e non dotato di corna, né gazzellesche né, presumibilmente, di altro tipo, che in nulla assomigliava a un'antilope se non, appunto, in quel lampo di terrore animale negli occhi, riflesso della coscienza di non avere scampo di fronte a un predatore cui la natura dà il diritto di decidere della sua vita. 
Del resto nemmeno io, signora di mezz'età al ritorno dal supermercato, assomigliavo granché a una leonessa; e comunque la mia preda l'avevo già nel bagagliaio sotto forma di quattro borse di detersivi, scatolame, spaghetti e cereali da colazione. Ma ero in macchina - e la legge del più forte (che in Italia è il vero codice della strada) mi dava la possibilità tecnica di uccidere qualcuno, né più né meno come se andassi in giro con un coltello in mano o una pistola carica spianata. Con la differenza che, a differenza dell'accoltellamento o della sparatoria, investire qualcuno ancora non è stato classificato come omicidio, e se il conducente dell'auto non è ubriaco né drogato, ma è semplicemente un idiota, uno scriteriato o - perché no - un sadico motorizzato che ama stritolare vecchietti sotto le sue ruote, rischia meno di un leone che aggredisce una gazzella nel Serengeti. 
Lo sguardo del pedone era atterrito malgrado io mi fossi fermata a giusta distanza dalle strisce, dopo aver rallentato con la chiara intenzione di farlo passare, come impone la legge. Era dubbioso, evidentemente. Non poteva escludere che io mi fossi fermata solo per prendere meglio la mira, o in attesa che si mettesse esattamente di fronte al mio paraurti, o magari per illuderlo sulla mia innocuità e poi godermi malvagiamente la sua sorpresa mentre lo investivo ugualmente.

mer 04 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Nell'invaso di Ridracoli il livello dell'acqua è di 17 metri inferiore alla capienza massima: 18 milioni di metri cubi, invece dei 32 della media. Marecchia e Conca, che dovrebbero garantire l'approvvigionamento d'emergenza, grazie alle nevicate hanno visto salire le falde dai 2 ai 5 metri. Ma è ancora troppo poco, visto che rispetto allo scorso anno siamo ancora sotto di 6/8 metri. Solo nel 2002 si erano registrati livelli così preoccupanti, che durante la torrida estate del 2003 causarono non pochi problemi. Insomma, se non piove, e parecchio, lo spettro del razionamento estivo si avvicina. Purtroppo il meteo per ora non prevede una primavera particolarmente bagnata. "Anche se siamo usciti dalla fase di allerta - spiega Massimo Venturelli, dirigente della Protezione Civile della Provincia - siamo tuttora in una situazione critica e diventa importante garantire con interventi strutturali che le falde siano sempre al massimo livello, ed evitare l'interramento dell'invaso del Conca, trasportando via tutto il materiale terroso che si accumula".

mer 04 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

E' sempre più o meno la stessa storia con i governi 'd'emergenza': la prima cosa che fanno è mettere tasse. Perché il governo che c'è non le può mettere a causa dell'opposizione, e l'opposizione non vuole andare alle elezioni perché se vince poi dovrebbe mettere le tasse e l'opposizione (che prima era il governo) li accuserebbe di affamare il popolo e distruggere le imprese (cambia solo l'ordine delle accuse, da destra a sinistra). 
Un comportamento da buffoni, ovviamente. Ma si sa, in Italia ognuno pensa al suo 'particulare', come diceva già Guicciardini. Tuttavia, se la casta fa così è perché così riesce a prendere voti e mantenersi ricca. Ma perché prendono voti prendendo in giro gli elettori? Perché ancora troppi pensano che i salami nascano sugli alberi, tradotto, che se vincono 'i suoi' tutto diventa meraviglioso e si campa senza fare un piffero, mentre tutte le sventure derivano dal cattivo di turno, che sia Berlusconi o i comunisti o chiunque. 
Messe le tasse, si passa alla famosa 'seconda fase', che consisterebbe nel rendere il paese più produttivo. E qui, solitamente, casca l'asino. Singolarmente, tutti gli italiani sono per il cambiamento, come tutti i partiti. Appena si tocca qualsiasi categoria, ordine professionale, chiesa, sindacato ecc., ognuna, senza esclusione, è per mantenere le cose come sono. Che si riformino gli altri. "No all'attacco alla categoria dei ..." (inserire un nome a caso). Qualcosa a volte il governo riesce a fare: Bersani cadde sui taxi, ma fece una riforma del commercio importante. La Gelmini ha riformato l'Università (anche se la riforma è stata scritta in ambito Confindustria). Ma è sempre poco.

mer 04 apr 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Desidero ringraziare, è proprio il caso di dire... di cuore, le tantissime persone che hanno fatto per me "un tifo" di cui avevo particolarmente bisogno. 

Vorrei poterle ringraziare personalmente, ma, nonostante la situazione vada decisamente migliorando grazie all'eccezionale efficienza che è in grado di fornire questo reparto, non sarei ancora in grado di reggere l'inevitabile impatto emotivo che ciò comporterebbe. 
Prego pertanto tutti di continuare ad assecondare la "affettuosa vigilanza" dei miei familiari.

mer 04 apr 2012 - Notizia di healthness - scritto da Albu Raluca

Perdere il lavoro significa per molti reinventarsi ed iniziare ad organizzarsi autonomamente. E dove altro, se non nella propria abitazione, trovare gli spazi necessari? Il problema sorge quando nella casa non esiste un'altra stanza che possa essere destinata ad uso ufficio. Ecco qualche consiglio che potrebbe aiutarvi a creare uno spazio di lavoro confortevole e funzionale nella vostra abitazione: Trovare il posto giusto. Un angolo della casa dove potete stare in tranquillità (un piccolo spazio nell'ingresso, nella sala, nella lavanderia o anche uno sgabuzzino, cantina, soffitta) potrebbe essere la soluzione ideale. Secondo gli esperti di feng-shui, l'ufficio deve essere il più lontano possibile dalla stanza da letto. Usate muri di cartongesso o dei paraventi se volete isolarvi dal resto della casa. Se proprio non trovate un minimo di spazio, un mini-ufficio potrebbe essere creato anche in una armadio profondo. Sarebbe preferibile uno spazio con la luce naturale, ma se non disponibile si consiglia di usare tubi fluorescenti o lampade che imitano lo spettro del sole. Arredamento La scrivania è l'oggetto più importante. Se non avete molto spazio potete usare un tavolo a ribalta che chiuderete al muro alla fine del lavoro. Secondo il feng shui, la scrivania deve essere posizionata di modo da non avere le spalle alla porta e non in linea con la porta dell'ufficio. Se si deve lavorare davanti ad un muro, decoratelo con carta da parati, foto, quadri. Qualche mensola potrebbe essere molto utile. Il vostro nuovo ufficio deve essere confortevole anche se minimo. 

mer 18 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

La crisi della partitocrazia italiana è più grave di quanto possa sembrare. Il periodo ricorda sotto certi aspetti quello di Mani Pulite, nel 1992. Come allora, la caduta di credibilità dei partiti è verticale. A differenza di allora, ora partono già da un livello molto basso, e, più di allora, è coinvolto anche il PD, con i casi Penati, Delbono, Loiero, Bassolino, ecc. 
L'iniziativa del Presidente della Repubblica (sostenuto da una vasta platea di 'persone perbene') di nominare motu proprio un Presidente del Consiglio non politico, uscendo dalla Costituzione in nome dell'emergenza, da una parte dà un governo al paese, ma dall'altra demolisce la classe politica italiana. Che fosse deleteria lo si sapeva, ma ora è anche evidente che esiste un'altra classe dirigente, non fatta di politici, che può governare l'Italia. E un sistema Presidenziale che può fare i governi. A questo punto, anche il più sprovveduto si chiede: "A che cosa servono i partiti se per governare dobbiamo rivolgerci a qualcun altro?"
D'accordo: la nostra classe politica è indecorosa, cialtrona, disonesta e costosissima. Va tolta di mezzo. Ma senza cadere in autoritarismi. I partiti sono necessari alla democrazia. Non si può avere un Parlamento con un partito unico. 
Il problema è dunque come liberarci di questi partiti, o meglio, come liberarci di questi politici, o almeno dei peggiori di loro. Perché di politici perbene ce ne sono. Magari pochi, ma qualcuno ci deve essere.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 20 al 24 aprile a Rimini Fiera si svolgerà Technodomus, il Salone Internazionale dell'Industria del Legno per l'Edilizia e il Mobile.
 Nel 2010 Technodomus aveva conseguito risultati assolutamente soddisfacenti, facendo registrare ben 30.865 visitatori professionali di cui il 31% provenienti dall´estero, contro i 18.156 operatori della prima edizione.


Technodomus ha scelto Rimini e il suo territorio anche perché comprende un distretto produttivo leader mondiale nell'industria delle macchine per la lavorazione del legno. 
In cinque giorni i migliori produttori di macchinari, componenti, accessori e utensili per l´industria del legno, si danno appuntamento per presentare le loro innovazioni tecnologiche e di prodotto.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità

Finalmente un giornale cittadino, in prima pagina, a firma Stefano Cicchetti, porta all'evidenza pubblica quella che io chiamo "La vergogna", invece che "maledizione", dei sottopassi. Da anni mi batto, nelle sedi e con le qualifiche che mi sono state offerte per denunciare opere i cui responsabili andrebbero indagati affinché chi sbaglia paghi o, quantomeno, riconoscendo i propri errori, provveda a correggerli. Finché è stata attivo, ho fatto parte del Consiglio della Circoscrizione 2 sul cui territorio sono presenti alcuni dei sottopassi ferroviari di Rimini, vecchi e nuovi. Ho precisato vecchi e nuovi perchè negli anni passati è cambiata la legislazione circa le caratteristiche che i sottopassi devono avere. Non deve meravigliare, infatti, che ci siano opere che hanno dimensioni molto ridotte rispetto a quelle oggi consentite pur essendo pienamente utilizzate per passaggi "normali". Mi voglio soffermare però sui sottopassi ferroviari "ciclo/pedonali". Dico subito che secondo la Legge sull'Abbattimento delle Barriere Architettoniche, a Rimini nessun sottopasso ferroviario, anche alcuni di quelli di più recente costruzione, rispetta le norme che devono consentire il transito a tutte le persone, abili o disabili, senza pericolo di ostacoli.

mer 18 apr 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Tomasicchio Marta Ileana

In arrivo a Rimini il primo corso per Producer & Autori tv, dopo quattro edizioni di successo a Roma. Un corpo docenti di prestigio: Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (serie tv Boris), gli autori Francesco Ricchi e Simona Forlini, Paolo Taggi, Alessandra Lera (executive producer Magnolia), Romana Andò, Francesco Di Cola (marketing manager Medusa) e i riminesi Pier Luigi Celli, Paolo Fabbri e Filippo Cesari. Le iscrizioni sono aperte fino alla terza settimana di aprile per 30 partecipanti. Un'ottima occasione per diplomati, laureandi, laureati aspiranti autori e produttori di esercitarsi sulle tecniche di scrittura dei format televisivi e osservare da vicino processi e meccanismi interni al sistema cinematografico, televisivo e pubblicitario. www.immaginarie.com

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Vicini: croce e delizia! Avere un buon rapporto con i propri vicini è uno dei segreti per vivere la propria casa in serenità. Ma come raggiungere l'agognata intesa? Esistono delle "regole" su cui fare affidamento?
Dall'ultima indagine condotta da Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli utenti e dei consumatori, risulta che in Italia ogni anno finiscono in tribunale circa 2 milioni di liti. Un dato allarmante che viene ulteriormente avvalorato da un'ulteriore indice fornito da Anci, Associazione italiana Amministratori, che sottolinea una crescita costante del fenomeno pari all'8% in più rispetto all'anno precedente.
Miglior deterrente per non trovarsi invischiati in cause tediose ed onerose, è mantenere quella tolleranza e convivenza pacifica, sintetizzabile in quella definizione generica tradotta come: "rapporto di buon vicinato".
Fattore importantissimo è l'attenzione per i rumori, dato che l'udito travalica i limiti fisici dettati da perimetri e muri. Rispettare le cosiddette ore di silenzio, generalmente comprese tra le 14 e le 16 e tra le 22 e le 7 del mattino, è un buon punto di partenza. Se il problema è dovuto ad un cane che abbaia in continuazione, il discorso si complica. Quando un cane abbaia c'è sempre un motivo, perciò è inutile e crudele, punirlo per farlo smettere. Se si tratta di un vizio persistente che ha già causato problemi in passato, il consiglio è provare ad affidarsi ad un addestratore che insegni al cane ad abbaiare meno.

mer 18 apr 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Incontro Luca Ioli in città, succede spesso la mattina presto e mi dice a bruciapelo: "Mi fai due righe sulle bolle?". Malgrado l'ora capisco che non vuole una recensione di "Mille bolle blu" di Mina, bensì una piccola descrizione di quello che si può considerare il fenomeno vinicolo del momento: i vini frizzanti.
Natale... Pasqua... un turbinio di bolle di tutti i generi... Lambrusco... Prosecco... Moscato... Franciacorta... Champagne!
Chi non ha avuto tra le mani, a meno che non sia gravemente afflitto da astemia, una bottiglia "champagnotta" durante i periodi festivi appena passati? Provo a riassumere brevemente qualche caratteristica fondamentale di questi grandi vini.
Il consumo delle "bolle" in Italia ha registrato un aumento considerevole negli ultimi due o tre anni. Le mode hanno avuto una parte importante in questo incremento, ma se le mode passano la passione per questi vini è rimasta.
Come sempre in Italia si sono creati subito due schieramenti ben distinti: gli amanti delle bolle più semplici, meno impegnative, legate ad un sistema di vinificazione denominato "Charmat" che prevede una fermentazione unica di tutto il vino in grossi contenitori generalmente per pochi mesi (in questo modo si ottengono per esempio, Il Prosecco, il Moscato d'Asti, il Lambrusco... tra i più diffusi) e chi invece desidera vini più complessi, più intriganti e, non me ne vogliano i primi, più fini. 

gio 03 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

matteo renziDomenica 6 maggio e lunedì 7 maggio si vota in quasi mille comuni italiani di tutta la penisola; oltre 9 milioni e mezzo saranno gli elettori chiamati ad esprimersi per rinnovare i sindaci e i consigli comunali.
Da noi si va alle urne a Coriano, dopo il commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco. In regione sono importanti le consultazioni di Parma, Piacenza, Comacchio e Budrio.
Da quando l'Italia è governata dai tecnici non eletti, per la prima volta la parola toccherà dunque agli elettori.
Per decidere cosa? Certamente chi amministrerà le loro città. Molto più difficilmente potranno però scegliere come le amministreranno.
Perché? Perché il margini di manovra di ogni sindaco, a qualsiasi schieramento appartenga, si restringono ogni giorno che passa. Al netto delle chiacchiere, non ci sono soldi. E se ci sono non si possono spendere. Nemmeno per pagare i fornitori, dicono i primi cittadini.
L'ultimo a gridarlo è stato Matteo Renzi: "Sono pronto a violare il patto di stabilità. Io lo chiamo da tempo patto di stupidità perché ad esempio il Comune di Firenze ha 92 milioni di euro in cassa e ne può spendere solo 9. Ne parleremo il prossimo 24 maggio a Venezia con gli altri sindaci dell'Anci, ma io annuncio fin da ora di esser pronto a violare le regole del patto. Renzi ammette che qualche rischio ci sarebbe: "Sono pronto a violare il patto pur in presenza di alcuni gravi rischi, non potremmo contrarre mutui l'anno successivo però su questo potremmo organizzarci.

gio 03 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Immagino che per i più anziani lasciare una luce accesa non sia un gesto così casuale. Se avessi vissuto da bambina gli anni della guerra, quando la sera bisognava ricoprire accuratamente le finestre con pannelli di legno e cartone per impedire che gli aerei nemici avvistassero dall'alto le luci delle città, e perfino la brace di una sigaretta (si diceva) poteva attirare piogge di bombe, oggi sospirerei di sollievo tutte le volte che posso lasciare un lume acceso in casa senza dovermi preoccupare di sentire poco dopo l'allarme antiaereo. Poi mi ricorderei sogghignando che a Roma, nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia, la luce non veniva mai spenta nemmeno a notte fonda, per assicurare agli italiani che il Duce vigilava sulla nazione. Con quel che hanno vissuto, i vecchi hanno una franchigia sull'uso dell'interruttore: anche in tempi di austerity facciano pure quel che vogliono, non sono certo loro a far impennare la bolletta della luce. 
I più giovani invece non hanno scuse, specie se sono amministratori pubblici e stanno per servirci un manicaretto indigesto chiamato Imu. D'accordo, è il governo a dare il cattivo esempio aumentando a dismisura le tasse anziché ridurre le spese. Ma anche prima che venga resa nota la temutissima spending review redatta dal ministro Giarda i Comuni potrebbero risparmiare qualcosina spegnendo le luci che non servono a nessuno. Gli uffici dopo le diciotto sono praticamente vuoti, a parte il personale addetto alle pulizie, eppure spesso sono illuminati a giorno, uso Salone delle feste. 

gio 03 mag 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Costantini Claudio

La storia di un paese, di una comunità, di una città, la si può ripercorrere e in qualche modo rivivere scegliendo una strada fra le cento che le vestigia ed i documenti ci presentano. Lanfranco Capelli ha scelto per il suo racconto storico su Rimini quella del commercio, qui da noi spesso coniugato con l'artigianato, che si è sviluppato nella bottega tradizionale come "centro di relazioni sociali". 
Il lavoro di Capelli copre un ampio arco di tempo dal primo secolo ai giorni nostri. Una ricerca metodica - citando di volta in volta rigorosamente le fonti - attraverso documenti, vestigia ancora visibili e libri della storia della nostra città. L'ultima parte del libro, quella che copre gli ultimi due secoli, è quella che in parte possiamo rivedere e immaginare tutti noi solo se, passeggiando per la città, alzassimo lo sguardo ai piani superiori dei palazzi, delle case, dei negozi. Rivedremmo in parte quegli stessi edifici che sono riprodotti nelle prime fotografie della città riproposte in copia nel dattiloscritto. Una città che Lanfranco Capelli ha conosciuto in parte direttamente, in parte attraverso la storia della sua famiglia originaria tutta della Contrada dei Magnani e borgo Sant'Andrea. 
I fratelli Capelli sono conosciuti a Rimini per i loro negozi di abbigliamento. La loro origine come commercianti nel settore dell'abito e della moda risale alla fine dell'‘800. Il bisnonno aveva una sua sartoria, il nonno nel 1896 apre il suo primo negozio in piazza Tre Martiri, allora Giulio Cesare, in un edificio demolito nel 1921 per aprire la via IV Novembre, mentre i figli con il carro trainato da cavalli continuavano "a fare i mercati". Si trasferiscono quindi al numero 6 di via Garibaldi, negozio chiuso definitivamente qualche anno fa. 

gio 03 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Oggi non me la prenderò con nessuno, cari lettori, anche se non ne mancherebbero i motivi, visto quanto è successo in Italia, nel mondo e a Rimini, nei quaranta giorni in cui ci siamo persi di vista. Credo che la cosa sia comprensibile, dal momento che non ho ancora dismesso del tutto i panni del "miracolato", nei quali sono entrato per la seconda volta in vita mia.
La prima fu il 2 agosto 1980. Dovendo avere quella mattina, alle 10.30, un incontro a Bologna, scelsi il treno per evitare il sicuro ingorgo autostradale del sabato vacanziero. Arrivato intorno alle 10.15, entrai al bar della stazione (epicentro, di lì a poco, della maledetta esplosione) per un caffè. Ultimo di una lunga fila, aspettavo il mio turno per lo scontrino alla cassa quando mi venne in mente di "ottimizzare" l'attesa chiamando dal telefono del bar una coppia di amici bolognesi che non vedevo da tempo. Mentre il telefono suonava a vuoto, la fila alla cassa si era nel frattempo infoltita per l'arrivo di una vociante comitiva di ragazzi, cosicché decisi di rinunciare al caffè. Uscito sul piazzale antistante, in un primo tempo mi predisposi ad aspettare l'autobus 21; poi però, visto che si stava facendo tardi, optai per un taxi. "Soc-mel, un apparecchio che ha sfondato il muro del suono!", sentenziò il tassista due minuti dopo, allorché udimmo l'orribile boato alle nostre spalle.

gio 03 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

In questo periodo nei campi, nelle aiuole, nei fossi, se guardate bene troverete una quantità di finocchio selvatico.
E' una pianta infestante, quindi se lo individuate state sereni, l'anno dopo ci saranno un numero doppio di piantine, da noi è famoso perché va usato nel coniglio in porchetta, piatto "storico" della gastronomia riminese.
Io invece volevo farvi percorrere un'altra strada più intrigante, una strada che vi porta a sud ma i cui ingredienti sono qui. Insomma un modo per fare diventare Rimini Mediterraneo vero, quello dei muri a secco bianchi, del frinire delle cicale e del solleone da isola.
Gli ingredienti sono complessi per un primo piatto. Noi non ci siamo abituati, ma il risultato è sorprendente.
Rimediate il finocchio - che essendo selvatico va raccolto ed è quindi motivo di grande soddisfazione - andate al porto e comprate mezzo chilo di sardoni (ve li tirano nella schiena a massimo 3 euro al kg, anche questo dà l'idea di una cosa nostrana), se non avete tempo di andare al porto comprateli in pescheria!
Pulite i sardoni togliendo la testa e la budella, poi separate la lisca dalla carne operazione lunga ma semplice (basta provarci, la lisca si stacca facilmente).
Mettete a bollire per dieci minuti il finocchio selvatico, scolatelo e tenetevi l'acqua, ammollate un pugno di uva passita per un quarto d'ora, poi tritatela insieme ad una uguale quantità di pinoli.

gio 03 mag 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nonostante ci sia poco da stare allegri, in riferimento alla vita pubblica del paese, qualche elemento di cambiamento positivo si intravvede.
Uno, per me di enorme importanza, è che si sta incrinando un principio che ha impedito all'Italia di essere una democrazia, vale a dire la superiorità del partito sullo Stato. In qualsiasi partito un italiano militasse, se si accorgeva che un altro iscritto commetteva un reato e lo denunciava alle autorità, era comunque considerato un traditore, un Giuda, un infame. Il partito non si poteva tradire, le Leggi dello Stato sì. Questo comportamento è contrario ai principi stessi della democrazia occidentale. Socrate, nel V secolo a.C., racconta egli stesso di come preferisce morire piuttosto che disobbedire alle Leggi. La superiorità del partito sulle leggi è un principio tipico di quell'estremismo fanatico che ha portato alla costruzione dei partiti totalitari del '900, che nascono come clandestini. Si antepone il partito allo Stato perché questo è considerato illegittimo. Poi, una volta preso il potere, le cose non cambiano. Era così nei regimi comunisti e nazifascisti. Non nelle democrazie. Ma la cosa assurda è che militanti e gli elettori erano d'accordo. Lo Stato, in questa visione, è solo un involucro da usare per arrivare al potere e distruggere l'avversario.

gio 03 mag 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"American pie - Ancora insieme" di Hayden Schlossberg - Jon Hurwitz
con Alyson Hannigan, Mena Suvari, Shannon Elizabeth, Jason Biggs, Jennifer Coolidge, Eugene Levy
In occasione di un raduno di ex liceali, Jim e Michelle incontrano i loro vecchi amici. 
Alcuni di loro sembrano aver messo la testa a posto, altri meno... 
Quarto episodio della fortunata serie USA (+ 4 solo per l'home video). 
La scanzonata serie segue i protagonisti ed il suo pubblico, ormai trentenne, i problemi cambiano ma la verve con il cast originale pare essere ritrovata.
Per goliardici.

gio 03 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Parte dello Chardonnay viene maturato in barrique. Il vino sosta 60 mesi sui lieviti. E' una profusione di aromi, al palato è uno straordinario equilibrio tra morbidezza ed acidità con piacevolissimo e gustoso finale vanigliato.
Eccezionale da aperitivo, ma anche a tavola: carne o pesce? Fate voi!
E' lo spettacolare Trento Doc "Methius" di Dorigati. Venerdì 4 maggio alle ore 21 verticale di 5 annate: 2001 - 2003 - 2004 - 2005 - 2006. Sarà con noi Michele Dorigati a parlarci delle sue bollicine.
In abbinamento: Crudité di mare - Pasta battuta con le seppie e i piselli - Gratinati. Costo serata 30€. Per info e prenotazioni 347-9178893 Massimo.

mer 16 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

La nostra segnalazione sulle lucine del Fulgor è andata a segno: il cinema caro a Fellini ha rotto l'incantesimo natalizio ed è tornato trionfalmente in linea con il calendario. Il che sembrerebbe
contraddire l'esperimento con cui Galileo Galilei aveva dimostrato che i consigli non richiesti cadono nel vuoto con un'accelerazione di gravità doppia rispetto agli altri corpi.
Non che i consigli richiesti abbiano una sorte molto diversa: credete davvero che quei foglietti in cui l'hotel, l'autogrill o il grande emporio vi chiedono di "aiutarlo a servirvi meglio" indicando quel che vi è piaciuto e quel che andrebbe migliorato vengano letti? Servono solo a farvi sentire importanti, tant'è vero che se tornate nell'hotel-autogrill-emporio dopo qualche mese trovate le cose identiche a prima. Vediamo se le centinaia di migliaia di segnalazioni di sprechi di pubblico denaro arrivate sul sito del governo dietro sua sollecitazione avranno qualche esito, o erano solo un modo per tenere gli italiani impegnati per un po' e rimandare il momento in cui andranno sotto palazzo Chigi con torce e forconi. Nei casi peggiori i suggerimenti non richiesti vengono respinti al mittente con contorno di accidenti e parolacce, reali o masticate. Tipico è il caso delle istruzioni per il parcheggio impartite da vecchietti spuntati dal nulla a signore perfettamente in grado di posteggiare da sole.

mer 16 mag 2012 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Dopo un certo periodo di sconcerto, i riminesi hanno cominciato ad abituarsi, o meglio a non far più caso, alla nuova "diga foranea" perpendicolare alla palata del nostro porto canale. Si è cominciato a vedere un possibile lato positivo della struttura specialmente da quando è stato alla sua sommità ricavato un marciapiede abbastanza largo da essere percorso per una passeggiata. E infatti la possibilità di camminare sulla nuova scogliera è da settimane richiesta a gran voce da tanti cittadini. Anche perché arrivare infondo alla "palata" è sempre più difficile. 
L'Amministrazione comunale ha recepito il messaggio. In settimana l'ingegner Totti, responsabile Infrastrutture, Mobilità e Ambiente, farà un ulteriore sopraluogo per mettere a punto un progetto e darne esecuzione. 
L'afflusso di visitatori, così ci fanno notare, dovrà in qualche modo essere regolamentato, essendo la diga concepita come un'opera di difesa del porto. E dovranno essere rispettati parametri di sicurezza. 

mer 16 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

 

Rasenta l'indecenza il compiacente conformismo con cui la quasi totalità dei media ha commentato i risultati delle elezioni del 6 maggio, dopo aver sponsorizzato il partito di Grillo a colpi di pacchiano sensazionalismo, che ha avuto le sue massime punte nello strombazzato sostegno di Mina (la quale, prima di parlare di cose italiane dovrebbe avere il buongusto di restituire i soldi che da anni ci sottrae nascondendosi nel paradiso fiscale della Svizzera) e nelle pontificanti comparsate televisive di Gramellini (a cui vorrei chiedere quanto abbia percepito per andare a leggere da Fazio i suoi corsivetti settimanali, già pubblicati e pagatigli dal giornale della Fiat).

È toccato a Michele Serra l'onere di ricordare che in una elezione amministrativa vince chi elegge più sindaci. Per la qual cosa il PD, pur con tutti i suoi limiti, ha già un vantaggio che aumenterà dopo i ballottaggi, nonostante lo scambio di favori elettorali in atto fra i grillini e la destra, a conferma che chi si proclama "né di destra né di sinistra" è in realtà irrimediabilmente di destra: vedi Parma, dove è nato il CAGA, l'alleanza Casini-Grillo-Alfano.
Al peana dei titoloni orgasmici sul successo del "fanatico a cinque stelle" non è quasi mai seguita l'onestà di un doveroso sottotitolo: "Un po' di voti del PDL e la gran parte di quelli della Lega passano a Grillo". Cosa del tutto comprensibile, visto che anche il pensiero politico del rancoroso guitto genovese non va più in là del "vaffanculo", del gesto dell'ombrello e del dito medio alzato; che sul diritto di cittadinanza ai nati in Italia egli ripete le posizioni razziste di Borghezio; che in materia di fisco "comprende" chi assale Equitalia; che sulla giustizia farnetica come Berlusconi; che sulla mafia ci regala affermazioni che piacerebbero a Riina e che neppure Dell'Utri si è mai sognato di usare.

 

mer 16 mag 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Ormai siamo abituati ad essere bastonati dallo 'spread' ogni giorno. La differenza tra quanto lo stato tedesco paga di interessi e quanto paghiamo noi discoli.
Ma il buon senso ci suggerisce qualche riflessione.
Nel dopoguerra l'Italia ha sostenuto la sua crescita economica con due strumenti principali: il deficit spending e la svalutazione. Lo Stato si indebitava in maniera crescente, finanziando i suoi investimenti con i risparmi dei cittadini e degli investitori istituzionali. Nei momenti di crisi industriale, la lira veniva svalutata e le esportazioni riprendevano, facendo leva sul basso costo del lavoro e la buona qualità della produzione.
Nel 1992 a Maastricht viene fondato l'euro, e la sua nascita segna la fine della svalutazione competitiva, perché non ci sono più valute diverse. Inizia la convergenza delle economie: non si può espandere il debito a volontà. Ma chi può farlo lo fa ugualmente: la Germania guida il fronte rigorista, ma il suo debito in percentuale del PIL è salito dal 58,83% del 2001 al 76,52 del 2011, cioè di oltre 17 punti, mentre il nostro è passato dal 108,78 al 119,69, meno di 11. E non parliamo di valori assoluti, ché il PIL tedesco è ben superiore al nostro (2.570 miliardi di Euro contro 1.500 circa). Di fatto, più che una corsa al rigore, è una competizione per chi può fare più debito pagandolo di meno. 

mer 16 mag 2012 - Notizia di sport - scritto da Redazione

Paolo Sottocorona, meteorologo "ufficiale" de La 7 fin dal 2002, sarà a Rimini venerdì 18 maggio per un incontro organizzato dal Club Nautico.

Gli appassionati di mare, ma anche tutti quelli che sono interessati alle previsioni per quest'estate e alle modifiche del clima, potranno farsi un'idea che tempo che ci aspetta ascoltando la sua relazione intitolata appunto: "L'estate che verrà - Come i cambiamenti climatici influiscono sulla navigazione da diporto".

L'incontro fa parte del ciclo "Serate d'aMare - 5 eventi tematici per esplorare un mare insolito", organizzate dal Club Nautico Rimini e Assonautica.

mer 16 mag 2012 - Notizia di sport

E' con affetto, nostalgia e commozione che voglio ringraziare Enzo Pironi e tutta la redazione del vs. giornale, per quanto scritto su di me e su quel periodo, nell'articolo del 18.04 scorso. Non solo per le belle parole nei miei confronti, ma per le emozioni e le sensazioni che quell'articolo ha suscitato in me, ed il messaggio dello sport duro, sano e pulito che abbiamo respirato... e che un vero sportivo vuole che ci sia.

Grazie di cuore
Giorgio Cicchetti


mer 16 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

"Sono passati 20 anni da quando aprimmo il negozio di 50 mt quadri ma sembra una settimana, questo perché il lavoro non mi pesa, anzi non mi sembra neppure di lavorare nonostante gli impegni, sono un uomo fortunato".
Così esordisce Renzo Agostini. E' una bella storia questa di Terra e Sole un'azienda di 300 mtq con 24 dipendenti, una realtà a livello nazionale che nasce da una passione ed un'esigenza.
La passione per il biologico per tutti, l'esigenza di condividere questa passione tra Renzo e Antonella, all'epoca lui sindacalista edile, lei troppo sola a casa. Così i due decisero di dare uno sbocco al loro interesse per tutto ciò che era naturale e di stare più tempo insieme. Ed eccovi servita la favola di Terra e Sole.
"Iniziammo nel 1979 a fare convegni ed incontri - continua Renzo Agostini - con in testa l'idea di non creare barriere come spesso accadeva a chi si occupava di naturale. Dovevamo portare dentro più persone possibile in questa filosofia, non costruire cancelli, insomma veicolavamo uno stile di vita senza estremismi. Il negozio è stato il secondo passo di questa attività".

mer 16 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Chambave Muscat 2010 Anselmet - Villenueve (AO)

Moscato secco di montagna, siamo infatti in Valle d'Aosta con vigneti sopra i 500 mt. Profumato, con i sentori di un Moscato dolce, ed Aromatico ma non stucchevole, anzi quello che prevale è la freschezza e la sapidità. Vinificazione e maturazione in acciaio. Ottimo per un aperitivo o una cena di pesce. € 10,00

Fontalloro 2007 Felsina - Castelnuovo Berardenga (SI)

Spettacolare interpretazione di Sangiovese Toscano di Castelnuovo Berardenga nel cuore del Chianti Classico. E' un vino che non serve aspettare "l'occasione" che a volte non arriva per aprirlo, stappare una bottiglia del genere è già un'occasione. Vino di grande corpo e struttura che ti entusiasma appena lo assaggi e vorresti che la bottiglia non finisse mai. Un anno e mezzo di barrique. Provalo con della carne alla griglia o con formaggi stagionati. € 32

mer 16 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Una buona notizia per gli appassionati di cucina riminesi, il ristorante pizzeria Le Logge in Viale Trieste è aperto anche a mezzogiorno.
Niente pizza a pranzo ma tutto il resto c'è: pesce di qualità, ottimi piatti di carne, l'immancabile salsa chimichiurri da servire con l'entrecote tipico dell'Argentina e le lasagne della mamma.
Insomma la qualità e la cortesia di Alessandra e Carlo si possono visitare anche a pranzo e non soltanto la sera sino a tardi.

mer 30 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgNegli ultimi 20 anni in Italia la differenza fra ricchi e poveri è andata sempre aumentando. Oggi il 50% delle famiglie possiede solo il 10% della ricchezza, mentre c'è un 10% che da solo ne detiene il 45%. Il che ci fa andare nella direzione di alcuni Paesi dove le differenze sociali sono macroscopiche, come gli Stati Uniti. 

Sono nazioni democratiche, anche più di noi. Ma se nelle nostre società il denaro conta quello che conta, la democrazia reale si misura innanzi tutto dalla democrazia economica, cioè dalla distribuzione più o meno omogenea della ricchezza. In Italia e in particolare in regioni come la nostra, la democrazia economica si è realizzata attraverso la diffusione capillare dell'impresa. Il modello italiano, con i suoi pregi e i suoi limiti, dal dopoguerra in poi si è basato su quei dati impressionanti: il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti e impiega il 47% dell'occupazione totale; le imprese individuali sono circa 3 milioni e corrispondono al 65,2% del totale delle imprese attive. Ciò ha comportato e comporta problemi a non finire: di competitività con i colossi internazionali, di carenze di capitali e di risorse per la ricerca e l'innovazione. Ma è anche quel che ci ha fatto superare fin qui le prove più dure. E che ci ha reso unici, più nel bene che nel male. 

 

mer 30 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Mentre in Inghilterra Mario Balotelli viene conteso da orde di ragazze, intorno al Mercato coperto signore in età sono contese da giovanottoni simili in tutto a Balotelli, tranne che per il conto in banca e per la squadra in cui militano, non il Manchester City ma la sfilacciata compagine che, corredata o meno da borsa di calzini e accendini, caracolla fra piazza Tre Martiri e il Mercato a caccia di qualche euro. 

Per i ragazzi africani i tempi sono sempre stati duri, ma ora sono durissimi: non solo la gente sta attenta anche allo spicciolo, ma anche quella tendenzialmente più solidale è combattuta fra comprensione e insofferenza. 
Questa crisi non guarda il colore della pelle, morde bianchi e neri, le sedi della Caritas sono affollate di riminesi in difficoltà, davanti ai banchi dei fruttivendoli le signore si passano la ricetta della minestra fatta con le bucce dei piselli, realizzata l'ultima volta nel 1947. 
Chi tira più fuori a cuor leggero i cinque euro per il set di calzini scadenti che qualche anno fa comprava per simpatia, non certo per necessità?
Chi perde più dieci minuti a farsi spiegare perché deve comprare il quinto libro di fiabe africane da aggiungere ai quattro che ha già a casa, acquistati in epoche più prospere? 
Ma ai venditori ambulanti ogni tanto qualche soldo per il caffé o la pasta lo offriamo, se non altro perché sono gentili, allegri e ci tengono a non passare per scrocconi. 

 

mer 30 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

I gesti appartengono ad un sapere antico, sedimentazione di movimenti acquisiti da generazioni passate a contatto con il mare e con i suoi frutti.
Mentre un pescatore esibisce i suoi prodotti sulla barca, quello dietro pulisce le seppie tra sbuffi di nero e membrana scivolosa prontamente lavata in un secchio di acqua marina.
A fianco una cassa di cefali in acqua vivi, in bella mostra un rombo che ancora boccheggia:"35 euro al kg, è un kilo e tre glielo lascio per 38" .
Troppo, il rombo diventa l'oggetto del desideri,o ma chi fa fatica ad arrivare a fine mese 12 euro a persona per un pasto a casa per tre non si possono spendere. Quello allevato in Spagna della Coop costa 14 euro al kg ed è buono, ma non ha il sapore del mare appena lasciato.
"Non è che una volta certi pesci non c'erano, c'erano!" Attacca Claudio Carlini davanti ad un caffè da Spazi in mezzo alle bottiglie in bella mostra che sono come le donne, le vorresti amare tutte ma non è possibile, occorre scegliere.
"E' che quando eravamo piccoli noi, chi si poteva permette spigole, orate e rombi. E allora via con i sardoni, gli sgombri ed il pesce di stagione".
E' vero Claudio però io gli sgombri alla Coop o nei banchi del mercato che dicono la provenienza: "Atlantico orientale" non li compra. 

mer 30 mag 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Alcuni giorni fa incontro il postino che fa il giro della mia strada e ci mettiamo a parlare. Mi riconosce come autore di questa colonna, e subito entriamo in discorsi politici. Mi dice di sostenere il movimento 5 stelle. Io faccio la faccia dubitosa di chi ha l'età dello scetticismo, per averne visti tanti, di spauracchi della partitocrazia poi fagocitati dal suo denaro, ultimo la Lega Nord. 

Mi risponde "Ma se non va bene Grillo, che cosa ci resta?"
Ieri, mi è sovvenuto non tanto il senso, quanto l'emozione della risposta. Sul senso, resto scettico. L'esperienza serve a imparare, e la fila di politici, movimenti e partiti nati col furore della riforma e dell'onestà e finiti nel truogolo del magna magna è troppo lunga per queste poche righe. Solo i radicali sono sempre stati immuni dalla degenerazione, forse perché così piccoli e così duramente selezionati. Oggi sono il più vecchio partito italiano.
Quanto all'emozione: era la speranza.
Non serve spendere parole su quanto la speranza sia importante come valore, tale da porla tra le virtù teologali dei cattolici, assieme a fede e carità. Forse si può dire cosa sia: un'emozione, e anche un sentimento, di attesa di eventi auspicabili, buoni. La speranza è fede in un futuro migliore. La speranza matura, ragionevole e pragmatica è quella che guida una comunità verso una vita migliore, costruita lavorando per relazioni giuste e armoniose tra i cittadini e con l'ambiente.

mer 30 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

L'astinenza da "bunga bunga" aiuta Berlusconi a ragionare meglio, cosicché ne ha finalmente detta una giusta quando, arringando i cocci del suo stato maggiore riunito in lacrime dopo il recente voto, ha scandito sconsolato: «Grillo piace, dovrebbe essere uno di noi. Ma secondo voi a Parma chi ha fatto vincere il grillino? Noi, i nostri elettori!».

Sì, lo scambio di "marchette elettorali" ai ballottaggi fra la destra e il M5S, se non ha funzionato a Genova ha invece sortito nella città del culatello l'effetto sperato dal "Trio CAGA" (Casini-Grillo-Alfano), dando a quel disastrato Comune un discepolo del pagliaccesco predicatore genovese quale sindaco, dotato di almeno un pregio: ci tiene far sapere che non ragiona sempre e comunque con la testa di Grillo. Il guru lo ha per questo già "cazziato" a dovere, per niente rabbonito dalla chicca televisiva regalatagli dal Pizzarotti («Grillo ara il terreno, noi veniamo dietro e lo seminiamo), una piccola variabile alla comicità del mussoliniano «l'aratro traccia il solco e la spada lo difende». Anziché abbandonarsi all'ossessiva protervia ostentata dal padrone e signore del suo partito, il primo cittadino parmense mostra dunque di sapersi contenere entro i limiti di quella "spocchiosità caghetta" che caratterizza i grillini meno assatanati - categoria cui appartiene il capogruppo dell'ornamentale "trio 5 stelle" al Consiglio Comunale di Rimini - cresciuti alla scuola di Narciso Travaglio e Bofonchio Padellaro, l'ex direttore de l'Unità che dopo avere (in sinergia con il suo predecessore, il cicisbeo Furio Colombo e la salottiera Concita De Gregorio che gli è succeduta) "affondato" il giornale "fondato" da Antonio Gramsci, è oggi coerentemente passato a dirigere Il Fatto Quotidiano.

mer 30 mag 2012 - Notizia di sport - scritto da Redazione

La ginnastica artistica, a Rimini, vanta, insieme al pugilato, una tradizione di vera eccellenza e nella nostra città l'amore per questa disciplina non è mai venuto a mancare. Un'iniziativa interessante, ed encomiabile, è quella messa in atto per l'estate 2012 da una nuova società: il Rimini Gym Team. Presso la palestra dello Sport Village in via Aquileia, 14 si terranno tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12,30, corsi di ginnastica artistica, attività all'aria aperta, giochi in piscina, laboratori creativi e tanto altro ancora. I corsi sono riservati a tutti i bambini e bambine che vogliono praticare questa affascinante disciplina che ha la prerogativa, non da poco, di porsi alla base di qualsiasi attività sportiva. I corsi saranno attivati a partire da lunedì 11 giugno. La nuova palestra, allestita all'interno della struttura è moderna, funzionale ed attrezzatissima. 

mer 13 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Qualche sfollato buontempone in rete ha già cominciato a chiamarlo «zio Terry». Dove Terry sta per terremoto, naturalmente, rompiscatole come solo sa esserlo un parente stretto. 

Zio Terry è un misantropo dal pessimo carattere, per questo abita da sempre nel sottosuolo, un piano sopra rispetto a Belzebù. Si fa vivo una volta ogni tanto e si presenta sempre a orari sbagliati: ti butta giù dal letto nel fine settimana, quando potresti dormire, oppure ti interrompe il lavoro sul più bello. E quando arriva pretende tutta la tua attenzione. 
Sì, zio Terry rompe le scatole, e, purtroppo, anche le case e i capannoni, quando sono fragili come scatole, ma non è cattivo. E' la società a renderlo capace di uccidere - in particolare la società italiana, che malgrado si registri un cataclisma ogni cinque-sei anni in qualche punto della penisola, ancora non si è resa conto di vivere su uno dei lembi più instabili della crosta terrestre, né ha imparato ad affrontare con razionalità gli eventi sismici, e costruisce edifici che crollano sulla testa della gente per scosse che in Giappone o in California sono ordinaria amministrazione. 
Noi vediamo il lampadario che oscilla impercettibilmente e per prima cosa ci buttiamo sulle scale (pericolosissime) per scapicollarci in strada, senza documenti e denaro, quando non addirittura senza vestiti. Quando zio Terry va a trovare i nipoti a Tokyo viene accolto con serenità e compostezza anche quando scuote gli edifici come bussolotti del lotto (ci sono i video su YouTube a provarlo). 

 

mer 13 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Non vogliamo inseguire Italia Nostra segnalandovi i giardini più belli dello Stivale, ma semplicemente seguire un filo conduttore dei posti dove cenare all'aperto, dove tirare tardi sotto il cielo stellato, magari accendendosi un mezzo toscano quando la clientela si è diradata.
Lungi da noi analizzare tutti i posti all'aperto; ve ne segnaliamo solo alcuni particolarmente interessanti.
Per iniziare con la scelta più inconfutabile, una delle viste più belle della riviera è senza dubbio al ristorante Bellavista di Montescudo. Ci si siede ad assaggiare le specialità della casa avendo sotto gli occhi lo sfavillio della riviera, così vicina eppure così lontana. Mozzafiato.
Al ristorante la Chiacchiera (d'estate aperto solo alla sera) si ha lo stesso effetto, ma il mare sembra di poterlo toccare, perché è il ristorante è in cima al "Paradiso" di San Fortunato, mentre nella direzione opposta lo sguardo abbraccia l'arco delle colline dei crinali dell'Appennino .
Invece alla trattoria Santa Colomba di Montecolombo, che era una vecchia scuola, i pochi tavoli all'esterno sono quasi sulla strada, ma con il vantaggio che sulla strada non passa praticamente nessuno. Atmosfera rilassata in un altro fra i più belli dei "balconi" sulla riviera, con vista sul verde e le rocche della Valconca.
Scendendo verso Rimini, a Coriano c'è l'osteria di San Maurizio, un bel giardinone all'esterno di una grossa casa colonica. Il posto è appartato, quindi potete gustarvi la fiorentina con le verdure in tutta tranquillità. Poi, ultimamente, Maurizio è diventato meno intransigente e si può arrivare tardi e tirare tardi, naturalmente prenotando.

mer 13 giu 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Sto lentamente macinando le quasi 2000 pagine del Il mulino del Po, di Riccardo Bacchelli, forse l'ultimo scrittore italiano per il quale l'aggettivo 'grande' dovrebbe far poco discutere. Romanzo storico manzoniano, cioè storico veramente, non feuilleton in costume. Che il grosso del racconto lo pone in Italia, sul Po di Ferrara, dal dominio napoleonico all'Unità. E mi colpisce quando riporta che dopo l'unità le popolazioni furono afflitte da un fortissimo aumento delle imposte, che culminò con la impopolare e famigerata 'tassa sul macinato'. Promulgata nel 1868, portò a sommosse represse militarmente, fu inasprita e fece cadere il governo della Destra storica nel 1876, anno in cui fu però raggiunto il pareggio di bilancio. La sinistra la abolì interamente, comunque, solo nel 1884. E quindi, soprattutto gli strati più deboli della popolazione, potevano ben dire che si stava meglio quando si stava peggio, sotto il Papa o sotto l'Austria. Perché diventare più grandi rendeva necessario pagare i debiti. 
Vi sono analogie con l'oggi. Perché questa crisi dipende dal fatto che l'Europa non è né fatta né non fatta, è in mezzo al guado. E si sapeva bene che si stava procedendo troppo lentamente, rimandando, allungando i tempi, per non voler affrontare la necessità per cui maggior potere all'Europa significa meno potere agli stati. La moneta unica ora ci pone l'aut aut: non possiamo avere l'euro senza avere una finanza Europea omogenea. Un singolo paese non può aprire il tappo del lavandino, anche se piccolo, perché di lì piano piano si prosciuga tutto. 

mer 13 giu 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Scriveva Jean Daniélou: "La civiltà ha fatto un passo decisivo, forse il passo decisivo, il giorno in cui lo straniero, da nemico (hostis) è divenuto ospite (hospes)"» Così Enzo Bianchi, in una nota del 2010 sul Sole 24 Ore, già tracciava quello che sarà il leit motiv del XIV Festival del Mondo Antico: "Hospes/hostis - I volti dell'ospite". E sarà proprio il Priore di Bose ad aprirlo idealmente, con un'anteprima che il 19 giugno convoca anche Sergio Valzania a un dialogo su L'amore del prossimo (21.30; Corte degli Agostiniani). A seguire, dal 22 al 24 giugno, nel centro storico di Rimini - città dell'ospitalità per antonomasia - con appuntamenti anche a Cattolica, Riccione, Santarcangelo e Verucchio, saranno indagati i diversi volti del rapporto con l'altro nel tempo, di volta in volta amico (hospes) o nemico (hostis), in una dialettica generatrice di identità. Il cartellone è, come di consueto, ricco di approfondimenti, dialoghi, presentazioni di novità editoriali, spettacoli, film, visite guidate e tavole rotonde. Ad iniziare da "Ospitiamo la cultura!", promossa dall'IBC, che farà il punto sull'economia della cultura e del turismo in Emilia Romagna. Per proseguire poi il dialogo vivo tra antico e presente, nucleo delle diverse edizioni, attraverso voci come quelle di Andrea Augenti, Maciej Bielawski, Lia Celi, Umberto Curi, Stefano Mazzotti, Boris Pahor, Donatella Puliga... 

mer 13 giu 2012 - Notizia di healthness - scritto da Piva Beatrice

L'odore della vostra casa è la prima cosa che accoglie l'ospite. Un buon odore che vi colpisce quando aprite la porta è come un sorriso che la casa vi dona, un piacevole benvenuto.
In Inghilterra gli agenti immobiliari consigliano ai loro clienti di preparare dei dolci al forno, del caffè o di accendere il camino, quando devono arrivare degli acquirenti. Sembra che questi odori creino un senso di gioioso ambiente familiare, rassicurante e di aiuto all'acquisto. 
Diversi studi, come l'aromaterapia o la psicologia del profumo, testimoniano come, per ogni ambiente sia adatta una particolare profumazione. 
Per profumare l'entrata di casa è consigliato un profumo leggero, allegro, come il limone, pompelmo e arancio. Nel salotto, secondo la situazione, le essenze che inducono un senso di comfort e di relax, spezie e legni. Nella cucina serve una essenza sola, la verbena indiana, mangia - fumo, capace di deodorare in una spruzzata unica e di cancellare qualsiasi odore sgradito con un intenso aroma al limone.
La camera da letto è un luogo importante per l'aromaterapia per il fatto che è l'ambiente dove soggiorniamo per più ore consecutive, la qualità del nostro sonno viene aiutata da essenze che stimolano il nostro sistema immunitario come il cedro, la lavanda, il rosmarino, permettendoci anche di prevenire malattie infettive, mentre il geranio e la lavanda ci proteggono dagli insetti. 

mer 13 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Olivares Gloria

 

Ogni famiglia che emigra, soprattutto all'inizio, trova grandi difficoltà, figuriamoci quando sono coinvolti dei bambini o ragazzi in età scolare. Infatti per loro emigrare significa innanzitutto imparare a scrivere, a leggere e a parlare una nuova lingua, adattarsi ad una nuova scuola, ad un nuovo ambiente, ad un modo di pensare spesso molto diverso, e implica la necessità di farsi nuovi amici. Inoltre se capita, come nella mia esperienza, che questo piccolo immigrato sia "declassato", perda cioè degli anni di studio soprattutto per motivi di lingua, o semplicemente che abbia difficoltà di integrarsi subito, iniziano i problemi con i genitori ed il suo desiderio di tornare nel proprio paese. Come genitori immigrati è necessario avere tanta pazienza e far capire ai propri figli che non si tratta di una fine ma di un nuovo inizio, certamente non privo di ostacoli ma che alla fine darà i suoi frutti, frutti che non potranno che arricchire ed aprire la loro mente.

 

mer 13 giu 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Love & Secrets" di Andrew Jarecki con Ryan Gosling, Kirsten Dunst, Frank Langella.

Primo lungometraggio di finzione di Andrew Jarecki, autore del bellissimo documentario candidato all'Oscar "Una storia americana". Il film prende ispirazione dalla vicenda (vera) di Robert Durst, un ricco ragazzo sospettato di avere ucciso sua moglie, scomparsa nel 1982. Cast eccezionale che spazia da Ryan Gosling a Kirsten Dunst, passando per Frank Langella, per raccontare una storia a tinte quasi horror.

"C'era una volta in Anatolia" di Nuri Bilge Ceylan con Muhammet Uzuner, Yilmaz Erdogan, Taner Birsel

Nelle steppe dell'Anatolia, un assassino guida una squadra della polizia verso il luogo dove ha sepolto la sua vittima. Il viaggio svelerà l'accaduto.
Posso consigliare un film turco lungo due ore e mezza con attori sconosciuti e una trama impalpabile? Beh fate un po' voi, Ceylan richiede attenzione e pazienza ma premia con una poesia che travalica lo schermo.
Per cinefili.

mer 13 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non so bene perché, ma Giovanni Consorte mi suscitava antipatia già prima dell'accusa di aver compiuto dei reati tentando, nel 2004, di far acquisire all'allora sua Unipol il controllo della Banca Nazionale del Lavoro. Non credo, inoltre, che il successo di quella scalata avrebbe cambiato la sorte di tanti poveri diavoli, colpiti di lì a poco dallo sconquasso finanziario partito dal sistema bancario. Ciò premesso, resta però il fatto che la sentenza di un tribunale ci dice oggi che quell'operazione, pur se infarcita delle carognate tipiche del mondo della finanza, non aveva alcunché di illegittimo. A farla fallire è dunque "bastato" che un'adeguata campagna di informazione l'additasse all'inevitabile attenzione della Magistratura e che - dopo "calciopoli", "sanitopoli", "scommettopoli" - la "cretineria neologistica", nata a rimorchio dell'azzeccata "tangentopoli", coniasse pure "bancopoli".
Riandare oggi a quella vicenda con occhio disincantato ci aiuta a dipanare, in ritardo, una trama la cui percezione venne fuorviata da un'accurata regia informativa; ma induce anche a chiederci se non si trattasse della stessa regia che ci sta tuttora propinando, col marchio di "informazione", un enfatico sostegno alla cosiddetta "antipolitica".
A dirigere quella cabina di regia non sono piduisti, mafiosi, eversori, affaristi truffaldini.

mer 13 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

I miei amici che vengono da Tunisi dicono che è il kebab migliore di Rimini. Io non ho una competenza così affidabile, ma il kebab di Etfak Fast Food kebab in piazza Clementini di fianco al ristorante Europa, è veramente buono.
Talmente buono che il locale si è allargato e ora non occorre litigarsi i posti seduti.
Lo stile è sempre quello essenziale, con il patron Amir ieratico dietro il bancone che ti dice: "Lo vuoi con tutto? Panino o piadina?", e via con insalata, carne, patatine e salse varie.
Ma essendo i gestori pakistani e osservanti, da bere non troverete alcoolici, neppure birra: quindi tè freddo, acqua o Coca Cola. Si può fare.

mer 13 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Verdicchio di Matelica 2011 Collestefano

Ecco un grande vino che non ripulisce il portafoglio!
Questo Verdicchio, da uve biologiche, è uno splendido compagno per tante cene estive. L'azienda Collestefano solo quest'anno ha introdotto un rosato da uve Sangiovese e Cabernet; sul Verdicchio si sono sempre concentrate le attenzioni dell'azienda di Castelramondo (Mc). Naso ricco di note agrumate e bocca minerale e sapida sono sempre il marchio di fabbrica di un vino, pronto per la beva appena messo in commercio, ma grandioso se "aspettato" per almeno un paio d'anni. Ho sentito degli sgomberi richiedere espressamente questo bianco prima di essere messi sulla gradella... giuro! Vincitore di premi prestigiosi dalle riviste di settore, a dispetto del prezzo. In enoteca a € 8.50.

mer 13 giu 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Ardito Beppe

Negli ultimi tempi le band cosiddette "reading rock" hanno creato una nuova interazione fra testi e musica. Dai capostipiti Massimo Volume, Offlaga Disco Pax fino ai più attuali Uochi Tochi, una colonna sonora fa da sfondo a proclami o semplici ricordi, emozioni, stralci di vita vissuta che starebbero stretti in un testo. Anche gli Amelie Tritesse col loro disco d'esordio "Cazzo ne sapete voi del Rock'n'Roll" percorrono questa via. Narratore è Manuel Graziani, autore di libri di racconti e collaboratore della rivista Rumore. Ma ricca risulta anche la parte musicale con Giustino De Gregorio (tastiere), vero e proprio ricercatore di suoni e rumori, Paolo Marini (voce, chitarra e basso) già collaboratore di De Gregorio e Stefano De Gregorio (batteria, basso). Insieme creano uno sfondo che va dalle delicate ballate alla Elliot Smith fino alle tentazioni elettroniche dei Notwist. Gli Amelie Tritesse saranno all'osteria Harissa sabato 16 giugno. "Cazzo ne sapete voi del rock'n'roll" è un libro - CD uscito per Interno4 Records, etichetta discografica nata da NDA press, realtà editoriale riminese che si propone di dar luce a progetti originali locali e non.

mer 27 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Più riminese di così non poteva essere, la guida «Rimini, itinerari nel tempo fra città e museo», curata per la Provincia da Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti e destinata a un pubblico giovane. 

A guidare i teenager fra reperti e monumenti cittadini non è una voce sola, ma dieci personaggi-simbolo, da Eutiche a Fellini: espediente indovinatissimo per raccontare la città nelle diverse epoche, ma che, al tempo stesso, rappresenta plasticamente uno dei suoi difetti più evidenti, l'incapacità di parlare con una voce sola, o almeno di coordinare le sue diverse voci in una polifonia sensata. 
Ma mentre è comprensibile che Alessandro Gambalunga non sapesse cos'era Amarcord, e che Francesca da Polenta non conoscesse l'attività del writer Eron (neanche quella del writer Dante Alighieri, peraltro) è più strano che un riminese non conosca le iniziative organizzate nell'isolato vicino al suo. 
Tanto per dirne una: dal 17 al 19 maggio Rimini ha ospitato AllegroMosso, il festival delle scuole di musica europee. Per due giorni i portici, le piazze e i teatri del centro hanno ospitato una no-stop di concerti tenuti da artisti giovanissimi, bravi e belli come il sole; unico segno visibile di attenzione da parte della città, un pullman sbarrato in piazza Cavour con una locandina appiccicata con lo scotch. Chi, incuriosito dalle tante comitive di ragazzi che sciamavano con strumenti e spartiti sottobraccio, avesse chiesto lumi a edicolanti o baristi, avrebbe trovato solo facce perplesse e braccia allargate. 

 

mer 27 giu 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Costantini Claudio

Rimini oltre la casa del Chirurgo potrà avere anche la Casa di Bacco, perché Rimini da un po' di anni, ma forse fin dai tempi dei romani, profuma di Sangiovese. Ne ha parlato Alfredo Monterumisi, "ambasciatore della città del vino", sabato 23 giugno nel giardino della "La Lavanderia", la Taberna del Museo in via Cavalieri. 
"Il turismo - ha detto Monterumisi - non può essere più solo mare e spiaggia, sono migliaia le località che ci possono fare concorrenza e ancor più oggi con i voli low cost. Noi possiamo dare alla nostra offerta un valore aggiunto, che è quello di saper coniugare il turismo della Riviera alla cultura, all'arte, alla storia, all'enogastronomia. E per progettare il futuro bisogna conoscere il passato, la storia dell'enogastronomia. Questo percorso lo si può fare attraverso il vino perché il vino è storia, cultura, memoria, racconto. E' quindi necessario creare un distretto turistico integrato prendendo spunto da quello che hanno fatto i francesi per esempio sulla Costa Azzurra o gli spagnoli". 
Un progetto di "Enoturismo Club" il Centro Culturale Enogastronomico, il cui tema è il vino. Che coinvolgerebbe le località della provincia di Rimini: Santarcangelo, le valli dei Marano, Marecchia e Conca.

mer 27 giu 2012 - Notizia di healthness - scritto da Piva Beatrice

Oggi è una stanza del benessere. Un ambiente dove rilassarsi, ascoltare musica, leggere un libro. Uscito dal luogo tabu che lo vedeva come angolo della casa da tenere nascosto agli ospiti, diventa oggi uno spazio da esibire con orgoglio. Parliamo della stanza dedicata al bagno che, come un salotto, diventa rilevante nelle scelte abitative, ruba spazio a cucine e camere da letto. Perché anche in bagno si può stare assieme, in famiglia. Riuniti in una spa casalinga. Il bagno si trasforma in uno spazio domestico, si emancipa, dice addio allo stereotipo dello stanzino nascosto, male illuminato, da tenere lontano il più possibile dall'area living. Il baricentro della vita domestica. 
Ma il bagno è soprattutto luogo deputato per regalarsi un po' di tempo, da soli, curando il proprio corpo e la propria bellezza. Deve essere il luogo capace di rispecchiare la nostra personalità ma anche altamente funzionale dove tutto quello che ci serve sia a portata di mano. Oggi le stanze da bagno contengono tappeti, cassettiere, librerie, poltroncine che richiamano l'arredo del salotto. Chi ha la possibilità di spazi ampi accanto ai tradizionali complementi d'arredo, posiziona saune, bagni turchi e vasche idromassaggio. E quando, come nella maggioranza delle abitazioni, i bagni risultano essere ancora tutto sommato piccoli e stretti, il consiglio migliore è quello di posizionare la vasca da bagno in fondo alla stanza, magari scegliendo un modello incassato, oppure al centro, scegliendo un modello retrò non murato. E' sempre gradito un tocco di verde, donato dalla presenza di piante, mentre assolutamente out sono le classiche tende da doccia, piuttosto è molto meglio optare per lastre di vetro appoggiate al muro in modo da creare un angolo riparato sui tre lati. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Calabrese Barbara

Si sono conosciuti frequentando a Rimini il corso di laurea in Sistemi e Comunicazione della Moda, ragazzi che come tanti altri hanno sogni, ma anche buona volontà e fiducia in sé stessi per realizzare le loro passioni. MòStudio è un collettivo che si occupa di comunicazione attraverso le immagini, rivolgendosi prevalentemente alla moda, ma non solo. È formato da tre persone: Mimmo, Luca e Antonio, rispettivamente fotografo, video maker e sound designer e da qualche tempo, collabora con loro anche Manuela, in qualità di PR.
"Ci siamo conosciuti all'università e c'è stata subito grande sintonia. Condividiamo la voglia di sperimentare e l'idea che non puoi farcela da solo. La forza del gruppo è importante perché oggi il mercato richiede alta specializzazione. Ognuno non può saper fare tutto e MòStudio mette insieme tre diverse competenze (fotografia, video making e sound design) complementari tra loro". 
Si guardano intorno, osservano e, con quel pizzico di curiosità che non deve mancare a chi opera con la propria creatività, colgono attraverso i loro lavori i diversi aspetti della vita. Persone, luoghi, azioni che fanno parte della quotidianità e che il più delle volte passano inosservati, sanno renderli originali e valorizzano con i loro video ciò che spesso molti non colgono. Lo stesso hanno fatto con Giovanni, un ragazzo cinese emigrato a Rimini, realizzando su di lui un video dove racconta di sé. Il suo punto di vista fa emergere l'immagine di un'Italia ricca di valori positivi, ci ricorda che bisogna amare ciò che di bello c'è attorno a noi, piuttosto che guardare solo quel che non funziona. Un autoritratto privo di stereotipi e di morale, incompleto e in parte contraddittorio, ma sempre sincero. Giovanni sembra un personaggio pasoliniano, un Ninetto contemporaneo. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

E' certo un caso se, mentre festeggiavamo i 150 anni dell'Unità d'Italia, si sia aperta una crisi alla fine della quale, forse, nascerà l'Europa. La storia non si ripete mai, tuttavia ogni storico sa che sempre leggiamo il presente attraverso il filtro del passato. Allo scopo di cercare di capire come sarà il futuro.
E' un fatto che la rivoluzione dei trasporti e della comunicazione, assieme alle altre rivoluzioni dell'800 e del '900, hanno portato alla ribalta i macrostati, primi tra tutti Usa e URSS, immensi territori con centinaia di milioni di abitanti. E ora la Cina, l'India, il Brasile. Macrostati che non sono imperi, perché sono organizzati in modo unitario e non con la struttura a mosaico degli imperi del passato, nei quali un sovrano regnava ma i diversi popoli erano divisi da favolose lontananze culturali e geografiche. 
L'idea dell'Unione Europea nasce dopo la II guerra mondiale l'obiettivo di dar vita a una superpotenza economica che potesse confrontarsi con il grande alleato americano e il nemico (allora) sovietico. Ma prima di questo vi era un altro obiettivo: stringere i popoli europei in una rete di relazioni sovranazionali, prima economiche e poi politiche, tale da rendere impossibile una guerra. Perché le due guerre mondiali avevano lasciato un tale orrore da far pensare che una terza sarebbe stata, come disse Einstein, l'ultima combattuta con armi moderne, prima di tornare ai randelli e alle pietre. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Siamo tornati all'Osteria delle Storie di Mare con molta apprensione. Le vicende sono note, la vecchia gestione che chiude precipitosamente e malamente, il ristorante che resta serrato, le terrazze sul porto buie e poi la riapertura.

In questi casi il sottoscritto ha sempre paura di non trovare più l'anima del posto che era, come quando rincontri un amore passato, ma come dice Guccini "le frasi rimanevan dentro a noi".
Quindi ho fatto i due piani a piedi con calma (ricordo che il ristorante è al secondo piano di fronte al mercato del pesce all'ingrosso in via Sinistra del Porto) e, prima lieta sorpresa, siamo stati accolti con molto calore. Accoglienza professionale, ma cordiale ed informale e questo è servito a rompere il ghiaccio.
Arredo del locale invariato. Carta dei vini non enorme ma "giusta", che spazia su tutta Italia con una buona scelta di friulani e i pezzi forti di casa nostra, l'Aulente di San Patrignano e la Rebola di Vecciano. 
Menù chiaro, intrigante sin dagli antipasti, quelli caldi: seppia con i piselli, mazzancolle al vapore, frittatina di schille, insomma non solo cozze e vongole.
L'antipasto freddo era eccellente; branzino al finocchio, tonno con cipolla rossa e mazzancolle alla catalana, oltre all'onnipresente salmone (che io in generale lascerei nelle terre del nord) e un'insalata di polipo unica concessione alla "globalizzazione" enogastronomica locale.
Come primo ho assaggiato dei passatelli asciutti al filetto di sogliola eccellenti, mentre gli strozzapreti zucchine e gamberi sono da rivedere.

mer 27 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con le misure del "Decreto crescita" il governo sta tentando di ridare slancio al settore delle costruzioni. Fra i punti salienti: Aumento dal 36% al 50% delle detrazioni sulle ristrutturazioni, mentre la spesa su cui la detrazione sarà possibile passa da 48 mila a 96 mila euro; meno burocrazia
per ottenere i permessi edilizi;
 completa e permanente deducibilità dell'Iva per vendite e le locazioni di immobili effettuate direttamente dai costruttori; niente Imu per immobili invenduti. Calano invece le detrazioni per il risparmio energetico: dal 55% al 50%, ma solo dal 1 gennaio 2013.

mer 27 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

All'Osteria la Chiacchiera, sotto il cielo di stelle di Covignano, tra un gustoso primo e una stuzzicante piadina, dal 13 giugno è iniziata una rassegna musicale, per completare armonicamente la delizia dei cinque sensi. 
Dopo i primi due appuntamenti (quello del 13 e quello del 20) han visto le esibizioni di Sergio Casabianca con il suo show che fonde teatro, canzone e cabaret e i rocker Cardelli Bros, la rassegna continua con i live di Filippo Malatesta (il 27 giugno), Del Barrio (11 luglio) e Gloria Turrini (il 18).
Filippo Baschetti, in arte Malatesta, suona dal 1984, ma il successo arriva solo nel 1992 con "La Figlia del Re" che lo porta in tour internazionali e in tv. Ha collaborato con Syria ed è proprietario del locale Vincanto di Verucchio. I Del Barrio, sono un gruppo argentino e la loro performance è un viaggio-omaggio nella tradizione di questo colorato Paese e nell'America latina. Di altro genere sarà la serata con l'accompagnamento musicale di Gloria Turrini, un'artista che spazia tra il soul, il blues, il funk e l'acustico. Tre date coinvolgenti per l'udito e il palato!

mer 11 lug 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

A Milano hanno vinto i bambini: il Comune, guidato da quell'arruffapopoli comunista di Giuliano Pisapia, ha riaperto i cortili ai giochi dei piccoli milanesi, e i portinai che, come il Gigante egoista, interdicono i giardini condominiali ai tricicli, al pallone e al nascondino, dovranno mettersi il cuore in pace, se non vogliono essere addirittura denunciati al Tar. 

Va detto che, prima che ai bambini, il diritto di gioco nei cortili ambrosiani era stato riconosciuto ai gatti randagi, a favore dei quali il Tribunale milanese aveva emesso una storica sentenza nell'agosto dell'anno scorso. Quanto alla libera sosta di auto e moto nei cortili, nessuno finora l'aveva mai messa in dubbio, e c'era voluta un'apposita delibera del Comune per consentire l'ingresso delle bici - sulla cui falsariga è stata redatta quella pro-bambini. 
Come portatori di diritti nelle aree condominiali, dunque, nella capitale morale i bambini vengono dopo i veicoli a motore, i felini randagi e perfino dopo le biciclette, e prima dei cani, un po'più impegnativi sotto il profilo igienico e della sicurezza rispetto ai pargoletti. 
I riminesi, invece, sembrano avere più stima dei loro amici a quattro zampe che dei loro figlioletti. Nessuno permetterebbe al suo bambino di fare popò nel bel mezzo del marciapiede, e se per accidente succedesse il genitore si vergognerebbe come un cane. In compenso molti lasciano defecare il cane davanti alle abitazioni altrui senza vergogna, e soprattutto senza raccogliere il prodotto, anzi, se glielo fai notare si incavolano pure. 
Quanto ai giardini privati, la nostra città pullula di Giganti egoisti. Il cortile del mio condominio è interdetto ai bipedi di qualsiasi età se non sono annessi a un'autovettura o a una moto parcheggiata; un asilo nido sul parco Cervi non può far uscire i bambini nel giardino condominiale a causa dell'opposizione di un paio di potenti e attempati residenti nel palazzo. 

 

mer 11 lug 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Ogni giorno per andare a lavorare devo attraversare un incrocio con il semaforo. Non c'è giorno che non mi capiti il rosso. Perciò mi fermo in attesa del verde. Tutti i giorni a quel semaforo incontro una coppia, una ragazza e un ragazzo cieco che stanno lì a chiedere l'elemosina. Qualcuno degli automobilisti fermi in attesa del verde chiude il finestrino, qualcuno gira la testa dall'altra parte, qualcuno reagisce con un cenno della mano "no" e c'è qualcuno che offre qualcosa alla coppia. Anche io a volte cerco di non guardarli, perché non è facile vedere il dolore di una persona con un handicap che chiede l'elemosina. Poi un giorno ho conosciuto la ragazza e ho saputo che sono rumeni. Ho notato che la ragazza ha un bel viso e il sorriso sincero di una persona aperta, dolce e perbene. La ragazza è incinta e ha bisogno di cure per la gravidanza. L'uomo cieco è suo marito. Aspettano un figlio e hanno un grande sogno: lui vorrebbe fare un intervento agli occhi sperando di riacquistare la vista per potere vedere la sua bella moglie e il figlio che nascerà. 
Sono rimasta affascinata dal coraggio della ragazza, da come sono affiatati e da come si vogliono bene, nonostante la situazione. Tutti i giorni camminano al semaforo, avanti e indietro. Lei è la stella-guida e la luce degli occhi di suo marito. Che bella famiglia! Forse molti di noi dovrebbero imparare ad amarsi e ad essere così uniti anche nella difficoltà, prendendo esempio da loro. 

mer 11 lug 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dispiace ammetterlo, ma il Governo Monti rischia ogni giorno di più di far dimenticare la ragione felice per cui è venuto al mondo, liberarci cioè da Berlusconi. Passi lo sproloquiare della petulante Ministra Fornero, salvatasi dalla sfiducia della Camera solo perché, dicendola con Bersani, «come si fa ad essere d'accordo con Di Pietro?» Passi la tendenza a dare più schiaffoni a sinistra ogniqualvolta Monti debba mediare fra le divaricanti spinte della sua atipica maggioranza. Passi pure l'evidente disagio di molti neo-governanti a "prendere le misure" a un ruolo che va obbligatoriamente accompagnato dall'aggettivo "politico"; per adempiere al quale, il tanto mitizzato curriculum non è sufficiente a evitare la figura dei dilettanti allo sbaraglio, con buona pace dei ciarlatani dell'anti-politica che vedono "la casta" anche al Comune di Montegridolfo e pensano che far politica comporti due sole alternative: diventare o come Mastella o come l'ornamentale grillino designato dal PdL "sindaco ridens" di Parma.
Nessuna "indulgenza" è invece possibile verso quel provvedimento di vera e propria "espoliazione pubblica" predisposto dal Governo sotto il nome di "spending review", non già risultato finale di una ancorché aberrante mediazione, ma frutto di preventiva scelta politica. A parte l'ennesimo esempio di ridicolo inglesismo provincialotto, non è in discussione il metodo - lo introdusse Padoa Schioppa - di sottoporre a rigorosa revisione la spesa pubblica, ricercandovi ogni possibile risparmio. Intollerabile è la logica che sorregge l'odierno provvedimento, incentrata sull'idea di poter governare il Paese con la cultura e le modalità dei "tagliatori di teste". 

mer 11 lug 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

In attesa della quinta edizione di Amarcort Film Festival, programmata per novembre, torna "Amarcort in spiaggia". Imperdibile appuntamento per assaporare dieci film brevi tutti in un fiato. Nella spiaggia di Rimini Terme sarà possibile avvicinarsi ad una selezione di cortometraggi di fama internazionale. Piccoli capolavori che spiccano per originalità (alcuni anche di autori romagnoli). Si potrà sempre nella stessa serata assistere anche all'ultimo episodio di "Inglorious Hunterz" una webseries horror zombi girata nel Montefeltro.

mer 11 lug 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Uno degli aspetti più preoccupanti della crisi è la disoccupazione giovanile.
In Italia due riforme importanti, prima la legge Treu del 1995-97 e poi la legge Biagi del 2003 resero più elastico l'ingresso nel lavoro, diminuendo il tasso di disoccupazione dall'11,5% del 1999 al 6,2% del 2008.
Tuttavia le riforme non toccarono l'enorme numero dei lavoratori a tempo indeterminato, e produssero così un altrettanto enorme numero di lavoratori a tempo determinato. I primi in prevalenza più vecchi e i secondi più giovani. In questo modo si è creata una spaccatura tra i cosiddetti garantiti, praticamente impossibili da licenziare e i cosiddetti precari, per i quali non vi è nessun obbligo di assunzione.
Con la contrazione del PIL e il taglio della produzione iniziato nel 2008-2009, le aziende hanno potuto scaricare con facilità i lavoratori non protetti e smesso di assumere. Avrebbero preferito licenziare lavoratori più anziani? In alcuni casi forse sì. Comunque, in questo modo il peso della crisi si è scaricato sui giovani, e il tasso di disoccupazione under 25 ha raggiunto il 36,2%, a fronte di un tasso complessivo del 10,1, di un punto inferiore alla media UE. 

mer 11 lug 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"L'amore dura tre anni" di Frédéric Beigbeder con Gaspard Proust, Louise Bourgoin, Joey Starr, Jonathan Lambert 

Marc Marronier è un critico letterario e un cronista mondano cinico sull'amore. Ritiene che ogni amore abbia una data di scadenza...al massimo tre anni, il tempo che ha impiegato il suo matrimonio per fallire! Chissà se anche il suo nuovo amore verso Alice non supererà il terzo anniversario.
Una commedia francese fresca e letteraria per un'estate calda come questa.

"Un amore di gioventù" di Mia Hansen-Løve con Lola Créton, Sebastian Urzendowsky, Magne-Håvard Brekke

Camille ha 15 anni, Sullivan 19. Il loro amore estivo adolescenziale è intenso e passionale. Sullivan deve partire per il Sudamerica e Camille si ritrova sola. 
Passano gli anni ma Camille non dimentica, l'amore a quell'età è assoluto.
Per chi ama crogiolarsi nelle pene d'amore.

mer 11 lug 2012 - Notizia di healthness - scritto da Piva Beatrice

Ci vive in città sempre più sogna il verde. Per fortuna i modi regalarsene un po' sono ormai infiniti. Far fiorire balconi e terrazzi, impreziosire le stanze con un mobilio originale che trova spazio sia all'interno che all'esterno, far crescere le piante e gli alberi fino ai nostri salotti, scoprire i giardini higt tech. 

E poi c'è il giardino Zen, che sfrutta la calma dell'acqua e delle rocce per combattere lo stress. 
Il giardino Zen è probabilmente l'espressione più suggestiva del giardino giapponese. Mentre nella cultura occidentale il giardino è un luogo aperto, in cui camminare e coltivare, un luogo in cui si entra fisicamente per trovare un po' di relax, il giardino giapponese è un luogo da contemplare, in cui si entra spiritualmente per trovare la pace interiore. 
Il giardino Zen è un giardino secco, il più delle volte composto solo da sabbia e pietre, ma può anche contenere qualche vegetale e un piccolo stagno. E' un giardino che rispecchia le caratteristiche del pensiero Zen, fondato sull'immobilità, il silenzio, la natura spontanea, la semplicità e l'essenzialità; tutti attributi che favoriscono la ricerca interiore e la meditazione. 
Il giardino Zen segue delle regole che rappresentano tutti gli elementi della cultura tradizionale giapponese. Senza addentraci in questo affascinante se complesso argomento, possiamo comunque "avvicinare" il nostro spazio all'aperto all'idea orientale di giardino con qualche piccolo dettaglio. 

mer 01 ago 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgIl turismo russo in riviera vale un miliardo di euro. Ma gli ex sovietici sono ancora ingenui in fatto di vacanze: a riprova, ancora ignorano dove sia l'Ombelico del Mondo. E invece di fiondarsi in Viale Ceccarini appena scesi dal Tupolev, in maggioranza si dirigono ignari dalla parte opposta, nella dozzinale Rimini, dove si può anche ricevere l'affronto di dover pagare una mezza pensione appena 35 euro.
Di qui l'iniziativa degli albergatori riccionesi per dirottare i flussi di rubli colà dove si conviene. 
Ma che siano davvero rubli, e non copechi: "Cerchiamo un turismo di qualità", avverte Stefano Giuliodori, presidente del Consorzio Riccione turismo.
A questo scopo la Perla Verde ha aperto un suo stand all'aeroporto di Miramare, ma nella vip luonge. E l'anno prossimo il Consorzio riccionese andrà al Mit di Mosca per conto suo, con proprio materiale promozionale ben distinto da quello riminese. Una nuova glasnost provvidenziale per Russi, che già faticano a distinguere la Romagna dalla Romania.

mer 01 ago 2012 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

L'estate è un'amica per la pelle? Sì, ma attenzione alle tre "S": sole, sudore e stress. Al di là dei giochi di parole, la bella stagione può riservare qualche problema dermatologico in più. Che richiede alcune attenzioni. «In estate patologie cutanee come la psoriasi migliorano, grazie all'esposizione ai raggi solari» ci spiega la dott.ssa Genny Sapigni della Farmacia Comunale n. 6. «D'altra parte il caldo, l'umidità corporea e la maggiore frequenza di luoghi "pubblici" come possono essere le spiagge o gli spogliatoi di palestre e piscine possono favorire le micosi della pelle, causate da funghi che si annidano soprattutto nei luoghi umidi. Il contagio avviene attraverso il contatto con le spore, specie quando la barriera cutanea ha perso la sua integrità, magari perchè ci si è sottoposti a cure protratte con farmaci, la pelle è molto disidratata o per l'aumentata sudorazione. Le patologie causate dai funghi sono diverse, e colpiscono molte parti del corpo con effetti antiestetici e se non curate danni per l'organismo, visto che si moltiplicano dando origine a vere e proprie colonie sulla pelle.» Come ci si difende? «Per evitare le "onicomicosi", le infezioni fungine delle unghie, meglio non camminare scalzi nelle docce al mare o in piscina, una precauzione utile anche contro il così detto "piede d'atleta" che comporta una fastidiosa desquamazione tra le dita. Occorre lavare e asciugare i piedi con cura e non calzare a lungo scarpe con la suola di gomma. In generale, prima di stendersi in spiaggia, meglio coprire con un asciugamano la brandina, lavarsi con detergenti che non alterino il ph della pelle, adoperare biancheria in fibre naturali...»

mer 01 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Lassù, dalla sua nuvola al di sopra di anticicloni delle Azzorre e depressioni sul golfo del Leone, la buonanima del colonnello Bernacca se la ride. Quanti accidenti gli arrivavano quando un acquazzone sfuggito ai suoi bollettini televisivi inzuppava i panini del picnic di Pasquetta! Ma i satelliti meteorologici di allora andavano a carbonella e ci prendevano una volta su cinque, e avevano un'attendibilità di poco superiore a quella dei vecchi proverbi "rosso di sera bel tempo si spera"o "cielo a pecorelle acqua a catinelle". 

Le alternative erano il lunario Barbanera, il calendario di Frate Indovino, la madonnina segnatempo oppure il sano fatalismo del "doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà". Il «Che tempo fa» della Rai, con quelle cartine piene di segni e di numeretti sembravano il non plus ultra della scientificità, e ai nostri nonni, contadini o ex contadini, poter davvero prevedere se domani ci sarebbe stato sole o pioggia sembrava la massima conquista del progresso, anche più dei vaccini e dei voli spaziali. 
Se il bollettino non ci prendeva erano bestemmie. Il proverbio non si sbilanciava, diceva "bel tempo si spera", non "bel tempo sicuramente", quindi se il giorno dopo veniva giù di brutto non potevi prendertela con la saggezza dei popoli. Quel brav'uomo di Bernacca era pur sempre un colonnello, voleva dare certezze e a volte deludeva. 
Oggi abbiamo previsioni del tempo secondo per secondo e quartiere per quartiere: il cielo è tappezzato di satelliti che praticamente fanno l'ecografia delle perturbazioni ancora prima che nascano e l'errore dovrebbe essere del tutto scongiurato. 

mer 01 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Se vi coglie la necessità di andare in bagno mentre siete in fila dal medico, avete due possibilità per non perdere il posto: o sulla sedia mettete il cappello, sperando che nessuno ci si sieda sopra riducendolo una piada; o ci piazzate Alfano, che sarà felice di occupare la vostra poltrona per il tempo necessario a consentirvi di fare pipì.

Stringeva il cuore vederlo in Tv costretto a fingere gridolini di gioia perché il suo padrone, pentito della frettolosa designazione a succedergli, l'aveva repentinamente retrocesso dallo status di delfino a quello originario di sardone.
Dunque, alle prossime elezioni "ridiscenderà in campo" Berlusconi e la cosa sta procurando crisi di pianto a quei suoi discepoli che avevano appena terminato la ola per salutare "la rivoluzione" delle primarie che avrebbero dovuto incoronare Alfano leader. Ma c'è anche chi non ne è dispiaciuto, come l'ex ministro Galan che ha sobriamente commentato «...il ritorno di Berlusconi mi provoca un godimento che dura più di un orgasmo»: parrebbe una manifestazione di impazienza a partecipare alla prossima stagione di bunga bunga. Che invece non ci sarà, perché l'obeso Cavaliere, non riuscendo più a rinnovare alcunché della sua immagine esterna - il toupet glielo devono ormai incollare con l'attack e il cerone andrebbe sostituito col cemento a presa rapida - ha deciso di abbellire almeno quella interiore; per cui ad Arcore non più "Partito della Gnocca" e statuette di Priapo da adorare, ma cene vegetariane, alla fine delle quali le "olgettine" reciteranno il rosario senza però travestirsi da suore.

mer 01 ago 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

L'acqua è una risorsa limitata e preziosa. I consumi aumentano sempre, con il cambiamento delle abitudini igieniche, delle coltivazioni e dell'industria. Secondo i dati Unesco il consumo di acqua pro-capite è aumentato negli ultimi dieci anni a un tasso doppio rispetto alla crescita della popolazione mondiale. E continuerà a crescere. D'altra parte, il diritto all'igiene non si può limitare ai paesi ricchi (o ex ricchi). L'OMS (organizzazione mondiale sanità) stabilisce in 50 litri al giorno il 'diritto all'acqua' di ogni persona. Il consumo più forte si ha comunque in agricoltura e produzione alimentare. Pensate che per avere un litro di latte occorrono 1000 litri d'acqua. Potete vedere questi dati su acquavirtuale.it.
E gli sprechi della rete sono ancora molto alti. In Italia le perdite di rete sono circa il 34%, un terzo circa, mentre nell'area Hera, ci fa sapere l'azienda, siamo al 25%, contro una media dei paesi avanzati dal 15 al 20, e il 9% della Germania. Le perdite sono difetti nella condutture o acqua non fatturata, cioè rubata. L'acquedotto pugliese, una delle grandi opere idriche del primo '900, perde oltre il 50% (dati Hera 2012 e Sole24Ore 2009). 
Inoltre, siamo carenti nella depurazione, il che ha fatto scattare procedure di infrazione da parte della UE: Anche qui, l'azienda locale è sopra le media nazionale: depuriamo il 90% delle utenze contro una media nazionale del 75%.

mer 01 ago 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il Borgo è quello di San Giovanni. All'inizio fu Nonna Ciadina, ovvero Annunziata, e che 50 anni fa si inventò un negozio di piade, una vera pioniera. Poi, 20 anni fa, continuarono i figli in via Bertola, ora tocca ai nipoti Mauro e Barbara a mandare avanti la Pieda de Borg in via XX settembre. Ma è già pronto il pronipote Giacomo, che scalda i motori alla scuola di specializzazione da cuoco."Ma quando c'è la festa del borgo mettiamo in campo tutta la squadra, nonna, mamma e figlio" ci dice con orgoglio Barbara.
La passione per la piada non è cambiata con il passare delle generazioni. Acqua, sale,farina, strutto e bicarbonato, questi gli ingredienti che sanno tutti; ma in più c'è tutta una serie di piccoli segreti e accorgimenti che i titolari non riveleranno neppure sotto tortura.
44 tipi di cassoni a disposizione del cliente: sono lontani i tempi quando c'era solo il "rosso" ed il "verde", che non erano i soprannomi delle Iene di Quentin Tarantino, ma rappresentavano allora la novità del momento. Però qui il cassone verde viene fatto sempre alla stessa maniera, da aprile ad ottobre rosole, da ottobre ad aprile bietole e spinaci, le rosole macerate, le bietole e gli spinaci cotti con l'aggiunta dell'immancabile aglio.
Fanno bella vista sul banco un cumulo di piade sfogliate; una ghiottoneria che mi ricorda mia madre che quando le faceva mi aggrappavo al suo "zinale" per averne un pezzo in anticipo.

mer 01 ago 2012 - Notizia di Zeinta de Borg - scritto da Delucca Oreste

L'altra mattina sono andato in pescheria: molti banchi vuoti, pesce forestiero, pochi acquirenti. È vero, siamo in periodo di fermo-pesca, per favorire il ripopolamento.
Mentre uscivo mi veniva spontaneo pensare a come doveva essere la pescheria riminese nel tardo Medioevo, affacciata sulla piazza della Fontana, vicino ai venditori di verdure, brulicante di persone, fiancheggiata dalla via delle Tavernelle (attuale via Pisacane), dove la gente chiacchierava davanti al consueto bicchierozzo di vino.
Gli Statuti comunali del 1334 ci aiutano a comprenderne la struttura e il funzionamento, laddove prescrivono banchi separati per i pescivendoli riminesi rispetto a quelli forestieri e separati per i venditori di pesce marino rispetto ai venditori di pesce d'acqua dolce. Già, perché la prima cosa da tenere presente è questa: la pesca in mare non era tanto sviluppata; in compenso esistevano molte acque interne ricche di pesce: fiumi, laghi, guazzi da caccia (che allora si chiamavano "pantiere") e perfino vasche per l'allevamento ittico (chiamate "peschiere"). 
Oggi risulta difficile immaginare che dentro le mura cittadine e precisamente lungo la via Angherà (cioè nella parte più bassa di Rimini), proprio dove sorge la sede dell'Università, esistevano numerose peschiere alimentate da una sorgente che sgorgava proprio lì.
Ma torniamo alla pescheria, piuttosto frequentata, perché il consumo di pesce era incentivato dalle prescrizioni ecclesiastiche; e dove la presenza del pesce d'acqua dolce stava alla pari con quello di mare. I venditori dovevano pagare ogni anno una tassa di 20 soldi per ciascuna postazione; altro obbligo: tenere una mastella sotto la banca, per raccogliere l'acqua che colava.

mer 29 ago 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

sistri.jpgVolete far arrabbiare, ma di brutto, un imprenditore? Basta una parola magica: SISTRI. Cioè il "Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti", già previsto dal governo Prodi, nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Sapere dove vanno i rifiuti (in Italia l'80% rientra nella categoria dei rifiuti speciali, di cui il 10% sono pericolosi) è fondamentale per l'ambiente, la salute, la legalità. Il monitoraggio, giustamente, viene dunque presentato come arma formidabile contro le varie mafie che prosperano sugli smaltimenti illegali, nonché contro le inefficienze delle pubbliche amministrazioni. La gestione del sistema viene quindi affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente.
Fin qui tutto bene. Se non che, il 12 luglio scorso il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha sospeso l'avvio del SISTRI fino al dicembre 2013 "per verifiche tecniche". Non è il primo, ma il nono rinvio in tre anni. Intanto, 300 mila imprese e 22 mila autotrasportatori hanno sborsato (secondo CNA) la bellezza di 70 milioni di euro. Per ricevere in cambio 500 mila chiavette Usb (a 75 euro più Iva l'una), 90mila black box (600 euro l'una, installabili solo presso officine specializzate con tecnici appositamente formati). Altre spese per formare il personale e aggiornare periodicamente il sistema. Peccato che tutto questo non funzioni. O almeno, finora gli svariati "click day" che avrebbero dovuto metterlo in moto si sono risolti in altrettanti fallimenti.

mer 29 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il calendario riminese è sempre stato la versione ribaltata di quello delle altre città: da noi si lavora di più quando nel resto d'Italia si lavora di meno, le vacanze altrui sono i nostri periodi più affaccendati. Ma sotto gli aspetti che Rimini ha in comune con qualunque altro insediamento umano - un posto dove si vive e si muore - il Ferragosto è diventato uguale a quello delle altre città, un tempo sospeso in cui non deve succederti nulla di serio. 
I servizi di prima necessità o sono chiusi o funzionano a organici ridottissimi, e dunque nella settimana di metà agosto bisogna sforzarsi di non nascere, di non ammalarsi gravemente, e anche di non doversi far seppellire o seppellire un congiunto. Cosa, quest'ultima, che potendo tutti eviteremmo molto volentieri in qualunque giorno dell'anno; purtroppo il Fato non va in ferie, e così può succedere che la notte del 12 agosto Simone, un ventenne di origine albanese, mentre guida il motorino in zona Superstrada di San Marino si scontri fatalmente con una grossa moto lanciata a 200 orari, e sia l'ennesima giovane vittima immolata sull'altare, già abbastanza insanguinato, dell'irresponsabilità a due e quattro ruote.
E che il 16 agosto, giornata che dovrebbe essere dedicata allo smaltimento dei postumi dei banchetti ferragostani, per una famiglia sia quella dell'ultimo, doloroso saluto al suo povero ragazzo morto. 

mer 29 ago 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il caso dell'Ilva di Taranto mette in luce l'arretratezza dell'Italia, che non è tanto di cose, ma di mentalità. Il caso di per sé è semplice. 
Molti di noi hanno visto Julia Roberts in «Erin Brockovich, forte come la verità», film del 2000, che racconta di un avvocato che combatte una grande industria responsabile di procurare il cancro con i suoi rifiuti. E tutti stavamo con Julia, che vinse anche l'Oscar. A Taranto pare che sia molto molto peggio. E adesso con chi stiamo a Taranto?
All'indirizzo http://www.epiprev.it/attualit%C3%A0/ilva-saperne-di-pi%C3%B9 l'Associazione Italiana di Epidemiologia pubblica una sintesi dei dati clinici e chimici rilevati nell'area. Sono francamente impressionanti. Diossina, benzene, acido solfidrico, anidride solforosa disperse nell'ambiente, per non parlare di 544 tonnellate di polveri all'anno diffuse nell'aria. Parliamo di quasi 15 quintali di polvere al giorno: 30 sacchi di cemento da 50 chili. Si parla di un 15% in più di tumori rispetto alla media nazionale, con un picco del 30% per quelli ai polmoni. 
Certamente i dati dovranno essere accertati nel modo più sicuro possibile. Ma se è così, non vi sono dubbi. Tollerare che delle persone muoiano per tenere aperte le fabbriche lo avrebbe accettato Stalin (che tra parentesi in russo vuol dire 'acciaio') ma non possiamo farlo nel 2012. La retorica di 'non fermare la fabbrica' appartiene a due secoli fa, ormai. Sentire che qualcuno ancora dice queste cose ci fa capire quanto siamo indietro. E' possibile produrre acciaio senza inquinare. 

mer 29 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Una prima esecuzione in forma scenica di raffinate (e altrimenti poco frequentate) pagine concertistiche è da qualche anno tra i segnali più alti di vitalità della Sagra Malatestiana. Quest'anno la nuova produzione è "Harawi" (1945) di Olivier Messiaen, ciclo per voce di soprano e pianoforte, affidato al collettivo romano Santasangre. L'incontro tra una delle compagini più innovative e visionarie della scena italiana e l'opera di uno dei grandi sperimentatori del ‘900. Un cortocircuito. L'ideazione di "Harawi" è di Diana Arbib, Luca Brinchi, Dario Salvagnini e Roberta Zanardo. «Abbiamo accolto questa proposta con molta curiosità» ci racconta Roberta, in scena "corpo" dei Santasangre. «E ci è sembrata una grandissima sfida, considerando che questo implicava l'esecuzione fedele all'originale dei 12 canti di Messiaen. All'inizio questo ci ha un po' spiazzato. La musica, nella nostra poetica, è un linguaggio che ha lo stesso valore del video e del corpo in scena ed è sempre nostra, originale. Per prepararci ci siamo immersi poco per volta nel mondo di Messiaen. Ascoltandolo, leggendo abbiamo cercato di capirne la personalità artistica. Un compositore di grande sensibilità culturale, con un senso della ricerca trasversale, né accademica né routinaria. Con una costellazione di riferimenti che va dall'ornitologia alla poesia: Rimbaud, il surrealismo... 

mer 29 ago 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

La 69esima mostra del cinema di Venezia si terrà dal 29 agosto all'8 settembre. Sarà il primo Festival post-Muller. Il nuovo direttore Alberto Barbera ha portato in giuria Matteo Garrone, Laetitia Casta, Marina Abramovic sotto la presidenza del regista americano Micheal Mann. Madrina della mostra sarà Kasia Smutniak che porterà al festival "The Reluctant Fundamentalist".
Il nuovo corso del festival è quello di un programma ridotto notevolmente nel numero delle opere che permette un'attenzione migliore ai film importanti. Citerei poi lo spazio dedicato al restauro con la presentazione in Venezia classici delle opere migliori restaurate recentemente in tutto il mondo, con particolare attenzione all'immenso patrimonio del nostro paese.
Con Venezia riparte ufficialmente la stagione cinematografica dopo il "riposo" estivo, degni di attenzione i tre film italiani: "Bella Addormentata" di Marco Bellocchio (ispirato alla vicenda di Eluana Englaro) che ha già fatto discutere per il tema spinoso dell'eutanasia, "È stato il figlio" di Daniele Ciprì e "Un giorno speciale" di Francesca Comencini.

mer 29 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Ogni anno, a Bellaria, viene scelto il Re dei Pataca fra i membri dell'Associazione intitolata a quel tipico nomignolo romagnolo, a far parte della quale sarà ora chiamato anche il delirante "Grullo 5 stalle", dopo che l'olimpionica ironia di Josefa Idem l'ha additato agli Italiani come "un gran pataca". 

Per meritare la regale nomination occorre aver compiuto gesta o assunto comportamenti adeguati: insomma, essersi prodotti in qualche patacata. Si sospetta che sia questa la ragione per la quale, due domeniche fa, il Sen. Mario Mantovani (PdL), "bellariese ad honorem", ha affittato uno di quegli aeroplanini da réclame perché sorvolasse la riviera trainando non il solito striscione inneggiante a birre o formaggi, ma un perentorio «Silvio ritorna». Intervistato subito dopo, Mantovani ha tenuto a informarci che «Berlusconi era molto contento, sono segnali che restano impressi. Prima di salutarlo gli ho detto 'in bocca al lupo' per la partita Milan-Juventus di questa sera» (vinta poi dalla Juve: quando si dice portare sfiga!). 
Quell'exploit di "lecchinaggio aviatorio" nascondeva in realtà una precisa strategia: costringere a rimanere in spiaggia, a godersi il passaggio dell'aeroplano, quei "vacanzieri della libertà" intenzionati a recarsi alla Fiera per ascoltare il mal sopportato Monti, ospite dei ciellini. Un obiettivo raggiunto, secondo Mantovani, convinto che «molti hanno preferito restare col naso all'insù al mare piuttosto che andare al Meeting». Cosa invece smentita dallo stato maggiore di CL, che pure aveva inizialmente temuto di dovere far sorvolare la spiaggia da un analogo aereo, trainante la scritta: "Per star sotto agli ombrelloni ti vuoi perder Formigoni?" Ma non ce n'è stato bisogno, in quanto Formigoni, nel cuore dei ciellini, "dà due giri" anche a Berlusconi. La cosa ben si spiega: se Mister Bunga Bunga è soltanto "l'unto del Signore", il Presidente della Lombardia - detto per questo "il Celeste" - può addirittura vantare la certezza che «il Signore mi vuole chiamare, parla attraverso le circostanze della vita, date per il mio bene». E per farlo ha scelto una modalità talmente atipica che perfino molti di CL faticano a capirla: fargli arrivare un'imputazione di corruzione dalla Magistratura milanese.
«Il Papa mi ha detto: "Io prego tutti i giorni per lei"», ha gongolato Formigoni nella sua autodifesa davanti al popolo del Meeting. Forse se ne rallegrerebbe meno se ricordasse che il Pontefice aveva già detto la stessa cosa a quanti aveva incontrato durante la sua visita al carcere di Rebibbia.

mer 29 ago 2012 - Notizia di healthness - scritto da Piva Beatrice

Un modo semplice per avviare un'attività da casa, con un investimento minimo, è il B&b, Bed and breakfast. Una soluzione ricettiva in costante crescita anche nelle preferenze dei viaggiatori. 
La formula dell'alloggio familiare è preferita al classico albergo non solo per motivi di risparmio, ma anche per la possibilità di entrare in contatto con la gente che quei luoghi li abita. 
A ben ricordare, erano già B&b le case della riviera romagnola almeno fino a tutti gli anni sessanta, quando le famiglie locali si "restringevano" per coabitare con i "forestieri". Come allora, aprire un B&b significa poter beneficiare di una entrata in più e aprirsi al mondo esterno, condividendo esperienze e trasmettendo nel modo più diretto la conoscenza del proprio territorio. 
Casalinghe, single, studenti e famiglie possono così diventare imprenditori di se stessi, seguendo alcune semplici regole. Quali?
Per aprire un B&b occorre risiedere nell'abitazione in cui si intende offrire alloggio e prima colazione. Ogni Regione ha un proprio regolamento: la prima cosa da fare è quindi consultare la specifica legge regionale in materia. In linea di massima l'alloggio deve avere massimo 3 camere, debitamente arredate con letto, armadio, comodini, lampade, sedie e gettacarte, per un massimo di 6 posti letto. Le stanze devono avere dei requisiti minimi di metratura, solitamente 14 mq per la doppia, 8 mq per la singola, conformità alle norme di sicurezza degli impianti elettrici, a gas, di riscaldamento, rispetto delle norme igieniche ed edilizie.

mer 12 set 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgEcco dov'erano andati i tedeschi che dalle nostre parti non si vedono più: si sono messi a fare gli albergatori! Battute a parte, fa una certa impressione guardare i dati diffusi dall'Ente Nazionale Germanico per il Turismo (ENGT), l'ENIT tedesco: "Grazie ai dati sorprendenti dei primi cinque mesi dell'anno, la Germania riconferma la sua posizione tra le destinazioni più amate in Europa", informa Ernst Burgbacher, membro del parlamento tedesco, segretario presso Ministero dell'Economia e della Tecnologia e incaricato del governo tedesco per le piccole e medie imprese e per il turismo.
Dall'inizio dell'anno alla fine di maggio 2012, nelle strutture ricettive con più di dieci posti letto si sono registrati quasi 24 milioni di pernottamenti di visitatori provenienti dall'estero, cioè oltre il dieci per cento in più rispetto all'anno prima. Se i visitatori più fedeli dei lander restano gli olandesi, cresciuti "appena" del 9 per cento, gli svizzeri hanno segnato un più 16 per cento, per non parlare dei danesi che hanno toccato un aumento del 26 per cento. Sorpresa: un bel contributo alla marcia trionfale del turismo teutonico lo abbiamo dato anche noi: restiamo, sempre secondo l'ENGT, "il quinto mercato per il turismo internazionale verso la Germania, con uno share del 5,3 % di tutti i pernottamenti effettuati da stranieri entro i confini tedeschi (in strutture con più di 10 posti letto). Con un incremento del 5,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la presenza di turisti italiani è pertanto in costante aumento negli ultimi mesi soprattutto per l'ottimo rapporto qualità/prezzo e la raggiungibilità comoda ed economica. 

mer 12 set 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Ci hanno salvato i russi»: fino a pochi anni fa la frase si poteva ascoltare solo inserita in discussioni storiografiche sulla Seconda Guerra mondiale e si riferiva in genere all'assedio di Stalingrado, l'inizio della fine per le truppe del Reich. Di solito la usavano gli interlocutori ideologicamente schierati a sinistra per ridimensionare i meriti degli angloamericani, ai quali l'Armata Rossa aveva effettivamente tolto un bel po' di castagne dal fuoco. 

In questa fine estate 2012 a chiamare salvatori i russi sono soprattutto gli albergatori e soprattutto i commercianti del centro storico. A quanto pare, senza i turisti dell'Est, non soggetti alla tirannia del Fuehrer Spread, nelle casse di negozi e boutiques ci sarebbero solo polvere e ragnatele. E probabilmente gli scambi russo-riminesi sarebbero andati anche meglio se dai due versanti del bancone ci fosse stata una maggiore comprensione linguistica. I turisti russi approcciano i negozianti in russo schietto così tranquilli e fiduciosi di essere capiti da far sospettare che, per misteriose ragioni, nelle loro guide Rimini sia indicata come una specie di enclave russofona in territorio italiano. I riminesi, da parte loro sanno a malapena due parole d'inglese e tentano di spiegarsi a gesti. 
Noi indigeni non siamo mai stati dei campioni di poliglottismo. Se avevamo in qualche misura il dono delle lingue l'abbiamo usato tutto per imparare il tedesco quando serviva. Ora l'abbiamo dimenticato, e forse è meglio così, perché ai russi, visti i pregressi, essere apostrofati nell'idioma del feldmaresciallo Paulus darebbe parecchio sui nervi. Ci tocca ricominciare da capo, con una lingua rispetto alla quale il tedesco è una passeggiata, perché il russo, oltre a sei casi e a una fonologia complicatissima, si scrive con un alfabeto diverso.

mer 12 set 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Piccari Nando

Mi dispiace che dal Consiglio Comunale di Rimini si dimetta Arduini, uno dei rari grillini non posseduti dall'ossessione talebana di maledire gli infedeli che non si prostrano ai dettami del dispotico sodalizio padronale che domina il "partito 5 stelle" e che qualcuno comincia a chiamare "il clan dei casaleggesi", imitando il rozzo dileggio di cui fa sfoggio Grillo. Il quale, tuttavia, un paio di settimane fa ha avuto il merito di lasciare per un attimo il suo attuale, remunerativo lavoro per tornare a indossare i panni del comico. 
È successo quando lui, sommo sacerdote dell'odio politico e dell'aggressione verbale, ha lanciato un ridicolo allarme, millantando il pericolo che attaccarlo equivalga a ordire un complotto per eliminarlo. Onde accrescere l'effetto scenico della farsa vittimistica, ha recitato un passaggio di 1984 di Orwell, certificando così che il copione gliel'ha scritto Casaleggio, poiché Grillo, non avendo mai letto un libro in vita sua, ignora chi sia Orwell e, al pari di altri genovesi, per lui 1984 è solo l'anno del Genoa retrocesso in B.
La ritrovata "comicità grullina" è poi proseguita con la falsa prima pagina del "Corrierone" che, fingendo di riprendere la rivelazioni di un amico, titolava: «Grillo citofonava e scappava». L'autore, confidando che anche uno scemo capisse trattarsi di una parodia, intendeva con ciò denunciare l'informazione di regime, bla, bla; invece la cosa s'è trasformata in un involontario test di intelligenza grillina, data l'enorme quantità di becconi pronti a intasare la rete di giustificanti «e chi non l'ha mai fatto?» o di indignati «che fogliaccio vergognoso!». Pare addirittura che la Consigliera Franchini stesse per avanzare la centoventesima richiesta di un Consiglio Comunale aperto, onde chiarire alla città che Grillo non scappa dopo aver citofonato, ma aspetta che il condomino prescelto chieda "Chi è?" per declamargli il suo programma politico, sintetizzato nel famoso "vaffanculo".

mer 12 set 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il governo Monti continua nel suo disperato tentativo di mettere pezze alla Repubblica Italiana. Purtroppo (o per fortuna?) è un governo tecnico e quindi ha compiti limitati a settori che stupidamente continuiamo a reputare 'non politici'. Come se la tasse non fossero politica... 

Intanto la partitocrazia italiana si occupa dei suoi giochi preferiti: intrighi, veti incrociati, alleanze, dichiarazioni di qualsiasi cosa e del suo contrario. Una buona parte delle sue energie è orientata a salvare la posizione di privilegio di migliaia e migliaia di politici e amministratori professionisti lautamente pagati. Hanno capito che gli italiani vorrebbero liberarsi di loro in massa e tentano il tutto per tutto. E intanto cominciano a prepararsi alle elezioni, usando il denaro ricevuto come finto rimborso elettorale, alla faccia del referendum che ha abolito il finanziamento pubblico dei partiti. Sono ben difesi da un sistema in cui si tengono su l'uno con l'altro, appunto la partitocrazia, ma la presenza di un comico logorroico e grassoccio che ha costruito il suo successo senza i milioni di euro che invece loro hanno a disposizione è sufficiente a gettarli nel panico. 

 

mer 12 set 2012 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

«Utòbar che e' ven, cavel ch'i va». E' proverbiale, un certo diradarsi delle chiome all'inizio d'autunno. Eppure, in questi tempi votati alla perfezione estetica, può diventare un assillo... «Al ritorno delle vacanze estive spesso si manifesta una caduta dei capelli più intensa del solito» ci rassicura la dott.ssa Cristiana Bianchini della Farmacia Comunale n. 2. «In estate l'esposizione ai raggi solari sottopone il cuoio capelluto a un intenso stress ossidativo; a ciò si sovrappone il ricambio fisiologico dei capelli al passaggio di stagione, detto "effluvio". Se il bulbo pilifero è sano la caduta è nell'ordine dei 100 capelli al giorno e rientra nel giro di un mese.» Cosa "fa male" ai capelli? «La caduta è influenzata da vari fattori, tra cui l'età, l'intensità della secrezione sebacea e gli ormoni, e può essere più accentuata in situazioni di stress, malattia, gravidanza, allattamento ecc., ma una volta rimossa la causa il problema scompare. Altri fattori che possono determinarla sono il fumo, lo smog, trattamenti aggressivi, bagni ripetuti in piscina o al mare... ma anche lavaggi troppo frequenti con prodotti non idonei e l'acqua del rubinetto ricca di calcare, il phon e il casco del parrucchiere troppo caldi.» Quali, i rimedi? «Nella nostra esperienza, ormai pluriennale, di farmacisti abbiamo riscontrato che la caduta dei capelli, insieme alla forfora e ai capelli "grassi", è un problema molto comune che spesso viene vissuto con apprensione eccessiva rispetto alla reale gravità. Noi consigliamo lozioni o shampoo con formule mirate, che aiutino a contenere la caduta, associati a validi integratori per irrobustire la fibra capillare, contenenti vitamine del gruppo B ed E, minerali come zinco, ferro, rame, aminoacidi solforati, fondamentali per la struttura della cheratina, e sostanze di derivazione vegetale come Serenoa repens o miglio. Ricordiamo sempre che l'impiego di questi prodotti non deve essere disgiunto da una dieta corretta, varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura. Se la salute è buona, stanno bene anche i capelli! 

mer 12 set 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Fino al 31 dicembre in tutte le Farmacie Comunali Alliance prosegue l'iniziativa "Baby pass" la campagna di riduzione prezzi sui prodotti per la prima infanzia, nata dal protocollo d'intesa siglato tra Ministero della Cooperazione internazionale e integrazione, ANCI, e ASSOFARM Farmacie Comunali italiane per allineare i prezzi di alcuni prodotti a quelli europei. Sugli scaffali, col marchio "Baby pass", un'ampia scelta che va dagli omogeneizzati, ai latti, dai pannolini ai prodotti per l'igiene dei piccoli.

mer 12 set 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 20 ottobre a Rimini, presso il Polo universitario di piazza Teatini e il 21 ottobre a Riccione (Stadio del Nuoto) si terrà il seminario "Professionisti di stili di vita salutari" sulla corretta somministrazione di attività motoria e la corretta alimentazione, indirizzato a medici, dietisti, fisioterapisti, laureati in scienze motorie. Organizzata dal Servizio di Diabetologia, nell'ambito dell'Unità Operativa di Medicina Interna II diretta del dottor Giorgio Ballardini (col patrocinio di Comune e Provincia di Rimini), l'iniziativa rientra nel progetto "Lifestyle Gym", mirato ad una corretta somministrazione di attività sportiva specialmente alle persone malate del cosiddetto "diabete del benessere". Per info: tel. 0541 304913

mer 12 set 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Bella addormentata" di Marco Bellocchio con Alba Rohrwacher, Toni Servillo, Maya Sansa, Isabelle Huppert
Bellocchio è sempre scomodo. In questo film racconta il caso di Eluana Englaro, la ragazza che per 17 anni ha vissuto in stato vegetativo fino alla decisione della famiglia di sospendere l'alimentazione forzata. 
In realtà, il regista, lascia la vicenda della giovane ragazza sullo sfondo di altre storie di personaggi di finzione che si intersecano nella pellicola. Sicuramente un film chiacchierato fin dalla produzione e da vedere.

"È stato il figlio" di Daniele Ciprì con Toni Servillo, Giselda Volodi, Fabrizio Falco, Aurora Quattrocchi
La famiglia Ciraulo vive poveramente nel quartiere Zen di Palermo. Però davanti all'uscio di casa tiene parcheggiata una Mercedes fiammante, acquistata con il risarcimento che hanno percepito in seguito alla morte della figlia Serenella. Fra grottesco e dramma con un Servillo incredibile e veramente diverso dal solito.

mer 26 set 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

waterloo.jpgCNA, Confartigianato, Banca di Rimini e Banca Malatestiana hanno firmato un protocollo d'intesa "per agevolare il superamento di una crisi economico-finanziaria che sta colpendo in profondità il tessuto delle piccole imprese, settore portante dell'economia riminese, minandone la stessa sopravvivenza". Si tratta di una serie di condizioni che le banche di credito cooperativo locali attueranno d'intesa con le due associazioni di categoria, che da sole rappresentano circa 10 mila imprese della provincia. Ma attenzione: prima ancora degli investimenti, il credito servirà per pagare gli stipendi. Perché oggi anche l'azienda più sana trova difficoltà perfino in questo.
Il presidente di CNA della provincia di Rimini, Renato Ioli, ha descritto così la situazione: "Il credito alle imprese è diminuito del 40 per cento in meno di un anno. Il timore diffuso è di un nuovo blocco totale, come già era accaduto alla fine del 2011. I consorzi fidi hanno svolto un ruolo importantissimo, garantendo il credito, fino al 50 per cento del finanziamento, a chi non era nella condizioni richieste dalla banche. Ma nemmeno questo sostegno basta più. E al nostro territorio non basta più nemmeno la ‘valvola di sicurezza' del turismo, che fino allo scorso anno ci aveva consentito di limitare i danni. I primi dati sulla stagione appena conclusa parlano di un 10 per cento in meno per la redditività degli alberghi, che arriva anche al 30 per cento per l'extra-alberghiero. D'altra parte, per la prima volta sono diminuiti anche gli sportelli bancari: da noi del 2,6 per cento". Quindi anche il balneare è in sofferenza, dopo le violente crisi che stanno facendo terra bruciata nell'edile, l'impiantistica, i servizi. Il manifatturiero tiene solo se esporta, ma da noi si tratta di una sparuta minoranza.

mer 26 set 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Delucca Oreste

 

Da bambino abitavo in un piccolo ghetto a contatto con la campagna. Perciò la vita e il lavoro dei contadini mi erano familiari, facevano parte del mio orizzonte. Lo dico perché i giorni scorsi, tornando a rivivere il rito della vendemmia, si sono ravvivate in me sensazioni forti, sopite nel tempo, ma mai cancellate.

Sono stato a Friano, un poggio situato fra Ospedaletto e Mulazzano. Oggi solamente il nome della strada ci ricorda questa località, che in passato era invece importante: aveva una chiesa dedicata a San Bartolomeo, un gruppo di case, una "tomba" (cioè un palazzo fortificato). La sua posizione, rivolta al sole di mezzogiorno e alta sull'alveo del torrente Marano ne faceva un sito ideale per l'agricoltura e piacevole per il soggiorno. Non a caso il suo nome deriva dal latino "Ferianus", cioè luogo di festa e di vacanza. I frammenti delle anfore di età romana che si rinvengono ancora nei campi ci assicurano che anche le sue terre ospitavano quegli ubertosi vigneti posti a sud di Rimini che gli storici antichi - da Catone a Varrone, da Strabone a Plinio e Columella - decantavano per l'alta produzione di vino.
La coltura della vite non è venuta mai meno e le carte d'archivio medievali sono ricche di notizie riguardanti la presenza - a Friano - delle vigne e dello strumentario per la vinificazione. Ma nel prosieguo di tempo i suoi poderi si sono caratterizzati per una vita piuttosto stentata, fino al marcato declino riscontrato in anni piuttosto recenti, quando l'agricoltura appariva una attività quasi disdicevole e tutta la premura era rivolta al turismo.

 

mer 26 set 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

 

Ad ascoltare Renzi in piazza Cavour c'era anche il mio amico Enrico Santini, uno che più neutrale non si potrebbe ma che ha lo "sguardo lungo" nel capire sia di vino che di psicologia umana. Su Facebook l'ha poi definito «bellino, pulitino, leggerino».

Vista la pervicacia con cui ha preteso fosse suo diritto sovvertire il regolamento delle primarie per potervi partecipare, non mi stupisce sapere che Renzi fosse uno di quei bambini tignini e un po' stronzetti che, sul punto di perdere la partita, dopo il fatidico "è mio" se ne vanno col pallone. Lo racconta il "Carlino" che gli dedica un compiaciuto servizio, in linea con quanti nel mondo politico, economico e dell'informazione si danno un gran daffare perché sia lui il vincitore delle masochistiche primarie cui si accinge il PD, non a torto convinti che ciò allontanerebbe il rischio della sinistra al governo. È un obiettivo comune a coloro che, pur con diverse motivazioni, sognano un prossimo "pareggio elettorale": i berluscones che sperano almeno di limitare i danni; la multiforme varietà di "moderati" che vuol rivedere Monti al governo.
Non sospetto certo che Renzi sia partecipe di quella strategia, peraltro favorita dalla quantità industriale di preannunciati candidati alle primarie, cui si sta aggiungendo tale Gozi da Sogliano al Rubicone. Faccio poi mia l'esortazione di Veltroni a non usare contro di lui la graziosa investitura giuntagli da Berlusconi, che all'incirca l'ha definito "uno dei nostri che gioca dall'altra parte". Voglio altresì ignorare, pur se a fatica, i complimenti tributatagli da Dell'Utri: «Renzi mi piace, ricorda un po' Berlusconi.

 

mer 26 set 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ci mancava anche Matteo Renzi col suo camper in centro storico.
Giovedì scorso il rottamatore non aveva ancora lasciato Rimini al termine del suo breve raid, che già c'era la fila di Suv grandi come camper per passare da Piazza Cavour. «Se lui può, possiamo anche noi», insistevano signore bene e professionisti, che sul finestrino si erano addirittura appiccicati, proprio accanto al contrassegno per invalidi, l'apposito patacchino che distingue i candidati alle primarie del Pd (qualche centinaio, attualmente) e permette loro di parcheggiare anche fuori dagli spazi consentiti. 
E' solo una battuta, non esiste un permesso speciale per candidati alle primarie, meglio specificarlo perché quando si parla di parcheggi la gente tende a perdere il senso dell'umorismo. Ma la battuta ha un fondo di verità, visto che il debutto del camper renziano, in partenza da Firenze, è stato un clamoroso parcheggio in doppia fila, subito velenosamente denunciato da «Repubblica» - e senza nemmeno la doppia freccia, lampeggiante foglia di fico usatissima a Rimini per soste proibite mordi-e-fuggi-prima-che-chiamino-il-carro-attrezzi.
La stagione della doppia freccia coincide con l'anno scolastico, dunque da una decina di giorni, davanti alle scuole del centro, all'ora dell'inizio e della fine delle lezioni, è tornato l'effetto Milleluci. Di posto non ce n'è nel raggio di quattrocento metri, quindi visto che bisogna comunque mettere la macchina in divieto, tanto vale metterla nel posto più comodo possibile, e pazienza se in pochi secondi si forma una coda biblica di macchine strombazzanti. 

mer 26 set 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Che paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e anche l'Irlanda abbiano risentito più degli altri della crisi, è noto. La cosa curiosa è che sono tutti paesi di tradizione cattolica tranne la Grecia, dove predomina la religione ortodossa. Se consideriamo però che sono tutte religioni pre-riforma protestante, ci avviamo verso quella ipotesi che Max Weber, uno dei fondatori della sociologia, espose nel suo libro L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, del 1905. Da allora la teoria è stata criticata e discussa, e certamente ha forti limiti. Tuttavia, se qualcuno di voi ha esperienza di paesi protestanti, sicuramente l'idea di Weber non gli apparirà del tutto balzana.
Le differenze fondamentali sono di ordine etico, e riguardano il rapporto tra l'individuo, in particolare il ricco, e il denaro. Nell'etica protestante il denaro che affluisce nelle mani dell'imprenditore, del mercante o del banchiere, deve essere reinvestito, rappresenta un segno del favore di Dio e ogni spreco deve essere evitato, non importa quanto una persona sia benestante.
Si racconta che Ingvar Kamprad, svedese, fondatore di IKEA e uno degli uomini più ricchi del mondo, quando deve andare a mangiare fuori si raccomandi di non scegliere ristoranti troppo costosi. Vero o falso, è difficile pensare che Kamprad si dedichi al bunga bunga regalando migliaia di euro a procaci minorenni. E se si vede come è organizzata la sua azienda, vi si ritrova lo spirito di parsimoniosa onestà, ma anche di costante ricerca dell'utile. Il quale utile - e qui è il cuore della teoria di Weber - non si deve sprecare in piaceri, né impiegare per il potere, ma deve essere reinvestito nell'impresa. 

mer 26 set 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Reality" di Matteo Garrone con Claudia Gerini, Ciro Petrone, Loredana Simioli, Aniello Arena 
Un pescivendolo di 30 anni, appassionato di tv e reality, inizia a comportarsi nella vita quotidiana come un concorrente del Grande Fratello...
Garrone cambia con questa commedia sociale che racconta il dramma di una nazione anestetizzata dalla cattiva televisione. Un film che piace molto all'estero, credo piacerà meno in Italia anche perché ci chiede uno sforzo di autocoscienza difficile.

mer 10 ott 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ponte_Ausa.jpgQuando ci chiediamo "come ha fatto l'Italia a ridursi così", il pensiero vola ai vari Belsito, Lusi, Fiorito & C. che ci hanno allietato il 2102. Ma saremmo davvero miopi e ingenui a prendercela solo con i ladri da pollaio e solo con quelli di oggi. Ciò che stiamo scontando non ci è piovuto dal cielo. Non da oggi intendiamo lo Stato come mangiatoia a ufo a disposizione dei detentori di un qualche privilegio. Non è da oggi l'indifferenza, se non il disprezzo, verso il merito, sia delle persone che delle cose. Pertanto le persone di merito, quando possono, se ne vanno: fra studenti, ricercatori e imprenditori ormai è un'emorragia. Che ci costa, ha calcolato qualcuno, 1,2 miliardi di dollari all'anno solo in mancati brevetti.
Non potendo scappare, le cose devono invece restare qui a godere del più fenomenale masochismo del pianeta: abbiamo la più grande concentrazione di beni storici e artistici del mondo, e ce ne freghiamo.
Una delle tante vicende che riescono a coniugare sia lo Stato-mangiatoia che il disprezzo per i nostri beni, è quella della ferrovia Rimini - Novafeltria. 
Fin dalla sua costruzione, nel 1916, si rasentano anfiteatro romano e quasi tutte le mura malatestiane superstiti. Ma soprattutto si piazza un passaggio a livello in faccia al monumento simbolo della città, l'Arco d'Augusto. Non erano tempi da badare a queste piccolezze. Era però forse epoca di capacità manageriale e rigore amministrativo? Non si direbbe, visto che la proprietà, Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane, andò in crisi negli anni '30, fino a fallire. Ma in Italia c'è fallimento e fallimento. Nel 1933, prima ancora che fosse dichiarata l'insolvenza, "la gestione delle ferrovie Ferrara-Codigoro e Rimini-Novafeltria - si legge nelle cronache ufficiali - dovette essere assunta in via provvisoria dall'amministrazione governativa". 

mer 10 ott 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Da quando abbiamo cambiato la legge per le elezioni del Parlamento con il referendum del 1993 i partiti prima hanno cercato di metterci una pezza con la legge cosiddetta Mattarella, e poi con quella del 2005 (il 'porcellum'): la maggioranza ha semplicemente fatto le regole per assicurarsi la vittoria elettorale. Da allora pare diventato legittimo che ogni partito chieda non le regole elettorali per confrontarsi lealmente, ma quelle che gli tornano più vantaggiose. Il PD vuole il doppio turno perché così può andare sparpagliato al primo e poi fare barriera contro 'il nemico' al secondo. I centristi vogliono il proporzionale con sbarramento per poter andare in Parlamento e col 10% fare l'ago della bilancia. La destra voleva il premio di maggioranza quando sapeva che avrebbe avuto la maggioranza relativa. Ora non lo vuole più perché ha paura che premierebbe il PD (al quale infatti il porcellum fa molto meno schifo di prima). I grandi partiti vogliono lo sbarramento per far fuori i piccoli. I piccoli vogliono il proporzionale per avere dei seggi. Insomma, ognuno pensa solo a sé stesso. Come quasi sempre, gli unici decenti sono i radicali che chiedono da tempo il sistema più vecchio e più semplice: uninominale maggioritario a turno unico. In ogni collegio vince chi prende più voti, e basta. Loro non avrebbero quasi nessun vantaggio, perché sono piccoli. Ma la partitocrazia non avrebbe più la certezza di far eleggere i capi che non prenderebbero mai voti e quelli ai quali deve dei favori. Ma stiamo scherzando? Giocare lealmente?

mer 10 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 14 ottobre al Teatro degli Atti di Rimini la giornata "Utopie del corpo", progetto speciale per decennale del Festival Vd'A, a cura di Isabella Bordoni, narra e immagina alcune visioni del mondo capaci di riflettere e risemantizzare i rapporti tra corpo umano e corpo urbano. Invitando a Rimini gli interpreti di due progetti milanesi che tessono da tempo questa relazione: Bert Theis, attivista, artista ed Erika Lazzarino, antropologa. "Sguardi sulla città. Forme di vita - forme dell'abitare" il titolo dell'incontro, che sarà seguito dalla proiezione del docufilm "Entroterra Giambellino" del collettivo Immaginariesplorazioni e dal concerto dei RONIN, alle 22.30. A partire da queste esperienze, che stanno tra la progettazione artistica e la progettazione urbana, radicate nella gestione partecipata dei territori, nell'osservazione e indagine creativa, "Utopie del corpo" convoca chi pianifica e immagina la forma urbana di Rimini e i cittadini tutti a una riflessione sulle attese e le visioni, i sogni e le prospettive della nostra città, "che con urgenza oggi affronta la dismissione di uno scheletro che l'ha voluta capitale del consumo di massa, per farsi corpo vivo e provincia sensibile e pensante, del mondo" come ha scritto Isabella Bordoni. L'ingresso è libero per incontro e proiezione; biglietto a 10 euro per concerto Ronin. Info: www.teatriabitati.it/rassegna_vd'a _24.html

mer 10 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Cupcakes: più che dolci, una nemesi. Peggio: una nemesi calorica ad alto rischio per il girovita. Ma noi italiani dovevamo aspettarcelo: più di un secolo fa i nostri emigrati negli Usa hanno sferrato l'attacco agli stomaci yankee a suon di pizza e spaghetti, diventati più popolari dell'indigeno tacchino, e gli americani, oggi i più sovrappeso del pianeta, sono decisi a farcela pagare. 
La prima controffensiva è stata, trent'anni fa, lo sbarco in Italia dei fast food, che dovevano essere l'equivalente della bomba atomica per linea e stomaci nostrani. Ma gli strateghi Usa non avevano fatto i conti con le mamme italiane, che appena informate della pericolosità per la salute di paninazzi e patatine hanno disdetto in massa le festine di compleanno al MacDonald (l'ultimo cui ho partecipato è stato circa sette anni fa), neutralizzando l'attacco. I nemici hanno capito che per distruggere gli stomaci degli italiani dovevano coinvolgere le loro madri, anzi, mettere le armi direttamente nelle loro mani. 
E ci sono riusciti perfettamente: la trovata strategica della seconda operazione Restore Fat si chiama «cupcakes». Si tratta di minuscole tortine glassate e riccamente decorate fino a raggiungere il peso specifico del tungsteno, la cui realizzazione è diventata uno sport estremo per signore, grazie a show tivù come «Cupcake Wars» e «Cupcake Girls», sfide epiche fra casalinghe e professioniste su chi sforna il dolcetto più barocco. Questi oggetti (che siano commestibili è del tutto secondario), che sposano l'eterna rivalità fra donne alla loro virtuosa aspirazione a sostituire le merendine industriali con dolci fatti in casa, oggi impazzano anche in Italia, dove vanno a ruba ricettari, stampini e siringhe specifiche per decorare i cupcake. 

mer 10 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

So di andare contromano, ma non riesco a reprimere il fastidio per la qualunquistica moda del "dalli alla politica" che sta montando nel Paese. Mi disgusta poi constatare come questo sia un diversivo alimentato da quel pezzo di "casta" che prospera nel giornalismo, nel gotha dell'economia, nella burocrazia di Stato, per distogliere l'attenzione da altrettanti suoi peccati. 

È vero, c'è chi riduce il "fare politica" a odiose ruberie e chi se lo ritrova infarcito di insopportabili privilegi. Ma è criminoso raccontare che rubare i soldi, ricevere emolumenti esagerati, percepire indennità spesso modeste o addirittura misere per un servizio reso alla collettività, sarebbero la stessa cosa. Soprattutto se tale mistificazione - sui giornali, in TV, nei simposi finanziari - proviene da personaggi che si guardano bene dal dichiarare i loro compensi, spesso scandalosi quanto ingiustificati. Tutto ciò è un'offesa all'immensa moltitudine di Italiani che, chiamati a gestire la cosa pubblica, lo fanno impiegando qualità individuali che la parte più becera della canea abbaiante all'antipolitica è ben lontana dal possedere; e adempiono con onore e disinteresse a un impegno civile che sempre e comunque qualcuno dovrà svolgere: o attraverso un percorso di democrazia politica, o per via oligarchica, come vorrebbero i fanatici del grillismo-travaglismo, i nostalgici del berlusconismo e certi adoratori dei tecnici al potere.

mer 10 ott 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Tempo d'autunno e ripartono finalmente le rassegne cinematografiche al cinema Tiberio, l'unica monosala cinematografica digitale nel centro storico di Rimini.
Il programma, che prevede come al solito anche opere liriche in diretta e differita, è molto ricco e include nella serata del giovedì il cinema d'autore. Si comincia giovedì 11 ottobre con "Cosa piove dal cielo?" una bizzarra e surreale commedia argentina, dove si vedono volare anche delle mucche, con una grande scoperta: il protagonista Ricardo Darìn. Si prosegue poi giovedì 18 ottobre con il toccante "Silent Souls" di Aleksei Fedorchenko, una pellicola poetica e nostalgica.
Il 25 ottobre troviamo in cartellone "Cena tra amici" di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, una commedia teatrale francese con un cast brillante.
Giovedì 1 novembre "Polisse" di Maïwenn Le Besco, un film premiatissimo in Francia e poco visto in Italia. La dura e drammatica vita quotidiana della squadra parigina dell'Unità di Protezione dell'Infanzia. Chiuderei questa prima parte autoriale con uno dei film italiani più in vista degli ultimi mesi, "L'estate di Giacomo", che sarà presentato con la presenza del regista Alessandro Comodin, mercoledì 25 ottobre: un piccolo film per una nouvelle vague italiana vicina alla sensibilità per le piccole cose e per i sentimenti del cinema francese. Il regista mostra un notevole talento nell'accompagnare i suoi protagonisti attraverso una riscoperta della vita. Da non perdere.

mer 10 ott 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Tempo d'autunno e ripartono finalmente le rassegne cinematografiche al cinema Tiberio, l'unica monosala cinematografica digitale nel centro storico di Rimini.
Il programma, che prevede come al solito anche opere liriche in diretta e differita, è molto ricco e include nella serata del giovedì il cinema d'autore. Si comincia giovedì 11 ottobre con "Cosa piove dal cielo?" una bizzarra e surreale commedia argentina, dove si vedono volare anche delle mucche, con una grande scoperta: il protagonista Ricardo Darìn. Si prosegue poi giovedì 18 ottobre con il toccante "Silent Souls" di Aleksei Fedorchenko, una pellicola poetica e nostalgica.
Il 25 ottobre troviamo in cartellone "Cena tra amici" di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, una commedia teatrale francese con un cast brillante.
Giovedì 1 novembre "Polisse" di Maïwenn Le Besco, un film premiatissimo in Francia e poco visto in Italia. La dura e drammatica vita quotidiana della squadra parigina dell'Unità di Protezione dell'Infanzia. Chiuderei questa prima parte autoriale con uno dei film italiani più in vista degli ultimi mesi, "L'estate di Giacomo", che sarà presentato con la presenza del regista Alessandro Comodin, mercoledì 25 ottobre: un piccolo film per una nouvelle vague italiana vicina alla sensibilità per le piccole cose e per i sentimenti del cinema francese. Il regista mostra un notevole talento nell'accompagnare i suoi protagonisti attraverso una riscoperta della vita. Da non perdere.

mer 10 ott 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Un sapore di ruggine e ossa" di Jacques Audiard con Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Bouli Lanners

Basato sulla raccolta di racconti di Craig Davidson "Ruggine e ossa" narra la storia d'amore tra Stephanie, istruttrice di orche che perde le gambe dopo un incidente durante uno spettacolo, e un pugile.
Chi ha visto il precedente film di Audiard "il profeta" correrà sicuramente nei cinema e ritroverà la potenza della messa in scena capace di navigare tra la poesia e lo squallore in bilico su un mondo che muta continuamente.

"Killer Joe" di William Friedkin con Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Thomas Haden

Quando lo spacciatore ventiduenne Chris scopre che sua madre ha fatto sparire la sua scorta di droga, deve trovare al più presto seimila dollari o verrà eliminato dai suoi fornitori. Disperato, il ragazzo si rivolge a Killer Joe per far eliminare la madre e riscuotere la sua polizza sulla vita...Friedkin il maestro cuce un personaggio sulla pelle di McConaughey. Riempie l'inferno del Texas con il suo humour nero e con una violenza cupa e senza speranza.

"On the Road" di Walter Salles con Sam Riley, Kristen Stewart, Kirsten Dunst, Viggo Mortensen

Adattamento cinematografico del romanzo di culto di Jack Kerouac del 1957. Un diario privato che racconta la ribellione di un epoca e di una generazione. Forse era impossibile raccontare un romanzo come "on the road" e tanti in passato hanno rinunciato all'operazione. Salles si dilunga perde forse la magia dei due protagonisti.

mer 24 ott 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

salvatorebugli.jpgE' sotto gli occhi di tutti: la situazione economica corre verso un deterioramento sempre più rapido. La crisi sta assumendo proporzioni drammatiche, che mettono in forse la stessa sopravvivenza delle imprese.
La stretta è micidiale. Da una parte, il credito alla piccola media impresa e alle famiglie non arriva quasi più; e se, e quando, arriva, ha costi insostenibili. Dall'altro, i fatturati sono in caduta libera, mentre nel panorama di recessione generalizzata non si intravede ancora via d'uscita. Non bastasse, quando anche si lavora, gli insoluti raggiungono quote preoccupanti. Da parte sua, lo Stato non attenua la pressione fiscale, ma nemmeno riduce la burocrazia, gli adempimenti, i costi fissi dei suoi ritardi e delle sue inefficienze.
Stefano Cicchetti 
Secondo Salvatore Bugli, Direttore provinciale di CNA Rimini, "La sopravvivenza delle imprese è una questione vitale che non riguarda solo loro, ma tutto il Paese. E' in discussione il nostro stesso modo di essere. E non ho paura di affermare che si tratta di salvare la democrazia, quella economica, sostanziale".
Ma perché? "Se i luoghi dove si produce ricchezza di spengono - spiega Bugli - è tutto il sistema che salta. In Italia, seconda nazione manifatturiera dell'Unione Europea, il sistema che abbiamo è quello della media, piccola e piccolissima impresa. Solo la Germania ha una rete di PMI paragonabile alla nostra, senza tuttavia arrivare al 92% di imprese sotto i 10 addetti. Questo sistema va preservato non solo perché ci ha resi competitivi nel mondo. Se la produzione della ricchezza è affidata a un sistema di ‘impresa diffusa' come il nostro, sarà più facile tutelare un interesse più generale invece di privilegiare pochi ‘padroni del vapore'. 

mer 24 ott 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nell'ultimo articolo sono stato un po' cattivo con il PD, mi pare doveroso aggiustare il tiro.
È vero che questa storia delle primarie è un po' postsovietica. Come in Kazakistan, dove Nazarbaev, presidente eterno, sentendo la mancanza di un'opposizione, ha incaricato sua figlia di dirigerla. Bersani ha autorizzato Renzi a correre contro di lui. Come se Romney avesse dato il permesso a Gingrich di contrastarlo nelle primarie. Da PCUS è ancora la lotta interna tra il segretario e D'Alema, il misterioso abbandono di Veltroni ecc. 
Detto questo, se Atene piange Sparta non ride. A destra siamo a uno scenario tra Villa Arzilla e Il Padrino, con battaglioni di inquisiti, un capo carismatico che ha perso il carisma, un segretario che oltre ad avere gli occhi più distanti mai visti nell'homo sapiens, pare non contare niente.
Quindi va dato atto agli ex-comunisti, alleati con i DC di sinistra, di avere il coraggio di discutere, di fare esercizi di democrazia, di avere intrapreso, sia pure faticosamente, l'importante via delle primarie. 
Detto questo, credo che la maggior parte degli elettori attenda con terrore il giorno in cui i professori restituiranno il potere ai partiti. Napolitano, sotto la spinta degli eventi, speriamo consapevole, ha fatto una cosa molto pericolosa. Sulle testate estere Monti è chiaramente indicato come "The Unelected Prime Minister", il premier non eletto. Se Berlusconi agli occhi dei suoi nemici era un ricco furfante, era stato però eletto, sia pure con tre televisioni al suo servizio (ma direi almeno cinque). Monti è per tutti un distinto professore, ma non è stato scelto da noi. 

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per la Treccani: "Butor, Michel. - Romanziere francese (n. Monsen-Baroeul 1926). Nella sua opera la "poetica dell'oggetto", che è al fondo delle teorie dell'école du regard e del cosiddetto nouveau roman, trova la più convincente estrinsecazione."
E per Isabella Bordoni, che gli dedica À propos de. Entre littérature et art, le paysage véritable? «Il lavoro e la presenza di Butor sono arrivati tardi nella mia vita» racconta Isabella. «L'ho conosciuto già adulta e fuori da apparati accademici. Devo questo incontro a Fondazione Balestra, che nel 2007 mi chiese di collaborare a un progetto già ben delineato che prevedeva la presenza di Butor lungo un itinerario con tappe in varie città italiane e fulcro a Longiano, "In viaggio con Michel Butor", con Flaminio e Massimo Balestra, il fotografo Daniele Ferroni e studiosi del calibro di Carlo Ossola, Antonio Ria, Paolo Fabbri. Quello fu l'inizio e il mio primo affondo nella scrittura di Butor, che avevo solo sfiorato. Il progetto si è quindi aperto alla conoscenza reale tale che insieme alla scrittura e all'opera, ho conosciuto l'uomo. E' diverso fare un incontro del genere a vent'anni o a quaranta. A venti lo puoi considerare un maestro, entra a far parte di una formazione in corso alla quale chiedi anche un portato di nozioni culturali, a quaranta ti colpisce l'insieme di un'avventura umana e di ciò che successivamente, pensando a Butor, ho chiamato "esemplarità". Direi che Butor non è per me un maestro, in senso classico, ma un esempio. Della sua ampia opera e della sua persona mi interessa la profonda apertura, il coraggio della ricerca e il superamento delle affiliazioni e delle tendenze, che mi mettono in una sorta di ascolto e di personale benché tangenziale risonanza con il suo lavoro.»

mer 24 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

«Matrix è ovunque, è intorno a noi, è quel che vedi quando apri la finestra o accendi il televisore». I ragazzi che iniziano l'università nel 2012 avevano solo sei anni all'uscita del film-culto dei fratelli Wachowski: si saranno accorti di essere delle piccole Matrix? 

Già, perché proprio questo significa «matricole», etimologicamente. E forse non solo sotto quell'aspetto. Oggi la vita dello studente è davvero una piccola realtà simulata che nasconde la vita vera e ritarda l'impatto con i problemi dell'età adulta. 
Al netto della farraginosa burocrazia accademica e della tirchieria dei padroni di casa, le sue giornate sono piacevolmente divise fra lezioni, studio e amici; vitto, alloggio e studio vengono quasi totalmente sovvenzionati dai genitori e, per i più bravi e intraprendenti, da borse di studio o lavoretti. 
Insomma, l'Alma Matrix Studiorum «è il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità»: e cioè che oggi in Italia una laurea - e non solo quelle «light» che si conseguono a Rimini, ma anche altre spacciate come biglietti vincenti sul mercato del lavoro, come Medicina e Ingegneria - non ti salverà dalla precarietà o dalla disoccupazione più di un diploma di istituto tecnico. 

 

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Che anno tutto da dedicare a Fellini sarebbe il 2013, a Rimini, col ricorrere del ventennale della morte del regista, del cinquantenario di "8½" e del quarantennale di "Amarcord"! Ma il condizionale è d'obbligo, vista l'attesa ormai beckettiana di una nuova "Fondazione Fellini", e la sospensione della progettualità. Mentre nel mondo ci si organizza per celebrare l'amatissimo Maestro. Tanto più preziosa giunge la prossima pubblicazione su Amazon (31 ottobre) della versione digitale edita da Guaraldi di "Il libro dei miei sogni" di Federico Fellini a cura di Paolo Fabbri e Mario Guaraldi. Tre eBook, che raccolgono l'insieme dei "segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati" - così definiva Fellini il "Librone" - di un trentennio di sogni del regista. La versione digitale - nei formati PDF, EPUB e MOBI - rende navigabile questo "libro di narrazione dell'inconscio" (humus d'una creatività visionaria) in disegni e parole, e lo riorganizza in tre grandi tappe creative di riferimento (1960/1964, 1965/1970, 1973/1990), tra echi e rimandi con i suoi film.

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Affinché ci sia scambio, occorre che l'altro ci tocchi, specialmente con le parole" ha scritto Luce Irigaray, psicanalista, linguista e filosofa belga naturalizzata francese, tra le più influenti pensatrici degli ultimi decenni. Due le preziose occasioni di condividere il respiro del suo pensiero. Domenica 28 a Cesena, per "Ciò che ci rende umani" Luce Irigaray insegnerà come "Incrociare una cultura del respiro con una cultura dell'amore" (Palazzo del Ridotto, ore 18.00), mentre lunedì 29 sarà a Rimini l'ospite inattesa della Biblioterapia (Sala del Giudizio, ore 17.00), con una conferenza su "Oltre lo specchio: l'altro". Due fuochi del suo pensiero in movimento, quello dell'altro e quello della coltivazione e umanizzazione dell'energia vitale attraverso il respiro. La riflessione della Irigaray, sin da Speculum, l'altra donna del 1974, ha decostruito lo specchio della filosofia e della psicanalisi occidentali, mostrando come la donna ne restasse fuori, "specchio invertito" dell'uomo. Mai soggetto, mai davvero l'altra di un mettersi in relazione, ma il negativo di un'opposizione binaria. Che "assoggetta il corpo allo spirito, e il femminile - assimilato a natura e corpo - al maschile, unico creatore e attore a livello culturale e spirituale". Per aprirci lo sguardo al due fecondo della differenza sessuata. Gli scritti successivi hanno definito mediazioni per la costruzione di un'identità femminile autonoma, ristabilendo genealogie e parole per dirsi oltre la gabbia del linguaggio "fallocentrico".

mer 24 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Parafrasando il mugnaio prussiano di Bertold Brecht e aggiungendo un punto interrogativo, verrebbe da chiedersi: "C'è un giudice ad Ascoli e a Forlì?" O meglio, perché è così raro che una Procura della Repubblica Italiana dia corso a un doveroso procedimento nei confronti di chi viola la Legge 645/52, la quale stabilisce che «e' punito con la reclusione da sei mesi a due anni chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo»? Come il preside di Ascoli che ha preso la squallida iniziativa di ricollocare all'interno dell'aula magna una crosta raffigurante il duce a cavallo, che di lì era stata sbolognata dopo la Liberazione. Poiché il servile imbrattatele aveva all'epoca dipinto un Mussolini pieno di capelli, se quel preside fosse stato almeno un po' spiritoso, vi avrebbe affiancato la scritta "Ave, Cesare Ragazzi"! Invece ha condito l'indegna pagliacciata di pietose giustificazioni storico-culturali: «Non siamo in presenza di un ritratto di Mussolini, ma di un'allegoria della scuola fascista. Il fatto stesso che sia stato dipinto con i capelli fa capire che si tratta di un Duce idealizzato. Il ritratto non è specificatamente suo, ma del fascismo». Non è forse questa apologia del fascismo? Grave, se voluta; di più se inconsapevole. Non dico che un simile individuo debba essere cacciato a sia pur metaforici calci nel sedere; rimanga pure a scuola, ma a pulire cessi e pavimenti, non a fare il preside.

mer 24 ott 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

A novembre torna l'appuntamento con Amarcort Film Festival, uno spazio dedicato a giovani registi e produzioni indipendenti promosso da SMArt Academy e patrocinato da Provincia e Comune di Rimini, Fondazione Fellini, Cineteca di Rimini.

Nei primi tre giorni di novembre (confermato lo spostamento autunnale), al Teatro degli Atti, assisteremo alle proiezioni di cortometraggi e alla esposizione di fotografie in concorso nelle quattro sezioni del festival: Amarcort (sezione principale cortometraggi), Gradisca (sezione cortometraggi sotto i 4 minuti), Fulgor (sezione cortometraggi autori locali), Paparazzo (sezione fotografica con tema "Ritratti Felliniani" e tema libero).
La selezione ha pescato in tutto il mondo: Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Svizzera e Arabia sono i paesi di provenienza delle 500 opere spedite. 
Il corto vincitore da quest'anno parteciperà di diritto al "Premio regione Emilia-Romagna" che si svolgerà all'Ozu Film Festival di Sassuolo (MO).
Ospite d'eccezione sarà Sergio Forconi, affermato attore di teatro e cinema, che ha collaborato con tutti i maggiori comici toscani (Roberto Benigni in "Berlinguer ti voglio bene", Francesco Nuti in "Madonna che silenzio c'è stasera", Leonardo Pieraccioni ne "Il ciclone"), affiancato da Edo Tagliavini (regista affermato e pluripremiato), Marco Leonetti (Cineteca di Rimini), Francesca Fabbri Fellini (delegata per la menzione Fellini). 
Presidente di giuria sarà Gianfranco Miro Gori (organizzatore e direttore di festival internazionali), le fotografie in gara saranno invece giudicate da Marco Sensoli (fotografo e docente di fotografia).

mer 24 ott 2012 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Delucca Oreste

Lungo le antiche strade consolari romane - come la Flaminia e l'Emilia - le distanze erano scandite dalle PIETRE MILIARI, poste a un chilometro e mezzo l'una dall'altra (il miglio romano infatti era lungo 1.488 metri).
Spesso queste pietre miliari davano il nome al luogo ove sorgevano, a Rimini come altrove. Così, sulla Flaminia, a un miglio dall'Arco d'Augusto, la Colonnella era anche chiamata "il Primo", dal latino ad primum lapidem (e la relativa pietra esiste ancora). La località presso la rotonda dei pompieri era chiamata "il Secondo"; e lì vicino nel Medioevo c'era una chiesetta intitolata a "S. Giacomo del Secondo". 
All'altezza di Miramare si trovava (e si trova tutt'ora) la terza pietra miliare; e quel sito si è chiamato "il Terzo" fino ad anni recenti.
Anche fuori Rimini si conoscono esempi analoghi. Noi non ci facciamo caso, ma luoghi come Quarto Oggiaro, Quinto Vicentino, Sesto S. Giovanni, Settimo Torinese, S. Giovanni in Ottavo, traggono il loro nome dall'essere posizionati a un dato miglio su qualche vecchia strada.
Le pietre miliari romane erano realizzate generalmente in materia locale, avevano forma cilindrica, con un basamento quadrato ricavato di solito nel medesimo blocco. Spesso erano prive di iscrizioni (cioè "anepigrafe"); qualche volta contenevano una scritta celebrativa, come la pietra originariamente posta sulla biforcazione della via Emilia a S. Vito (ed oggi custodita nel Lapidario del Museo di Rimini). L'incisione ricorda il riassetto stradale promosso dall'imperatore Augusto nell'anno secondo avanti Cristo.

mer 24 ott 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Amour" di Michael Haneke con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, William Shimell 
Georges e Anne sono due insegnanti di musica in pensione. La figlia della coppia vive all'estero con la famiglia. Un giorno, Anne viene colpita da un ictus.
Haneke racconta la vecchiaia e la malattia nel suo stile, senza ipocrisie e senza perdonare nulla allo spettatore. Con la solita precisione del racconto il cinema di Haneke cerca la verità oltre allo sguardo.
Non per tutti.

mer 24 ott 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Se avete la necessità di usare la pausa pranzo non per un panino al volo ma per un appuntamento serio, magari galante (non si sa mai) tenetevi a mente il Quartopiano Suite Restaurant.
Il buffet è di qualità e cambia quotidianamente, anche se il tempo è poco il posto vale la pena. Se non altro per la vista mozzafiato sulle colline e l'inedita esperienza "newyorkese" di salire al ristorante in ascensore.
Poi potete buttare lì, tra il serio ed il faceto, di tornare una sera a sentire la cucina di Silver Succi. Se dice sì cambiano le prospettive, sia perché la cucina serale è tutta un'altra cosa, sia perché si passa da un invito in pausa pranzo a un invito a cena, poi si vedrà...

mer 24 ott 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Redazione

Un altro invito di alto livello, una ulteriore, preziosa esperienza di lavoro, oltre che umana. E' la trasferta di Gian Paolo Raschi, chef dello stellato Ristorante Guido di Miramare, verso Hong Kong. L'occasione è la quarta edizione di Italian Cuisine & Wines World Summit, che si terrà dall'1 al 10 novembre: il meglio delle eccellenze enogastronomiche italiane e i migliori talenti sui fornelli, protagonisti in prestigiosi workshop e memorabili pranzi e cene. Fra gli oltre 20 chef italiani prescelti c'è anche Raschi, l'eccellenza della ristorazione di pesce, l'unico stellato della Provincia di Rimini che, assieme ai suoi colleghi provenienti da svariate località della penisola sarà ospite nei migliori ristoranti italiani di Hong Kong. Raschi e colleghi metteranno la loro firma su carrellate piene di prelibatezze, per confermare anche in Cina l'eccellenza Italia, una delle migliori cucine del mondo.
Per info 3394478217.

mer 24 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il portale eBay.it fa sapere che la categoria "Casa e Arredamento" va a gonfiavele: "La categoria Casa, Arredamento e Bricolage - afferma Irina Pavlova, Responsabile Comunicazione eBay.it. - è la seconda per numero di articoli venduti nel 2011 ed è in costante crescita: nei primi mesi del 2012 le vendite in questa categoria sono cresciute del 42% rispetto all'anno precedente, con un picco dell'80% di aumento nella sezione arredamento per esterno".
Secondo una ricerca Doxa, commissionata sempre da eBay.it, oltre un terzo degli italiani possiede già un oggetto di design in casa e 11 milioni ne comprerebbero uno online. Lampade (32%), divani (30%) e poltrone (22%) gli arredi che si acquisterebbero con maggior piacere su internet. E in effetti su eBay.it nei primi 3 mesi del 2012 sono stati spesi oltre 156mila euro per lampade, oltre 290mila euro per divani e 293mila per poltrone. Per via della crisi? Della sempre maggior dimestichezza con l'e-commerce? Probabilmente entrambe le cose. Comunque, gli italiani continuano ad amare il design e sempre secondo la Doxa, "originalità e bellezza estetica sono ritenuti ancora più importanti del marchio o del prezzo".

mer 07 nov 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

fellini.jpg"Il rapporto tra Federico Fellini e l'Italia è di disaffezione profonda. Lo stesso, purtroppo, che c'è tra i giovani e il nostro cinema classico. Ormai per molti dei nostri grandi cineasti con la morte è arrivato anche l'oblio e le nuove generazioni non hanno quasi più rapporti con i classici". Non è un commento alla serata con il regista Matteo Garrone, organizzata dal Comune di Rimini al Teatro degli Atti in occasione del 19° anniversario della morte di Fellini e omaggiata dalla presenza di ben trenta persone. Lo diceva già nel 2008 Pupi Avati, allora presidente della Fondazione Fellini.
E Avati proseguiva: "Fellini si allontana in campo lungo, in dissolvenza, verso lo sbiadimento. All'estero è amato e stimato. E' addirittura un simbolo del cinema come lo sono in altri settori la Ferrari, la moda, Pavarotti. Da noi, purtroppo, l'interesse dei giovani per il cinema classico sta scomparendo. E' triste, ma è un dato di fatto. L'unica fortuna di Fellini è l'esistenza di una Fondazione che ne tiene viva la memoria".
Una fortuna non delle più sfacciate, viste le vicissitudini della Fondazione. Intanto, rispetto a quel 31 ottobre di 4 anni fa, lo "sbiadimento" ha proceduto inesorabile. Come allora, nemmeno quest'anno quale tv lo ha ricordato in prima serata e nessuna commemorazione pubblica è stata fatta fuori da Rimini. In compenso, niente più Premio Fellini e tempi sempre più agri per la Fondazione.

mer 07 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

E così, dopo i Ragazzi del Muretto, quelli della 56esima strada e, per restare nei nostri dintorni, i Ragazzi del Lago, la galassia delle aggregazioni giovanili si arricchisce di una new entry: i Ragazzi dell'Arco. Il nome lì per lì fa pensare ai sodali di Robin Hood o alla Freccia nera che fischiando si scaglia, ma chi abita o transita in zona Largo Giulio Cesare sa bene di chi si parla: della gang di minorenni per lo più albanesi e napoletani (riferiva il Nuovo Quotidiano) che bivacca sotto l'Arco fumando, urlando e infastidendo i passanti, specie giovanissimi, in parole e opere. 
Pare che abitanti della zona intendano presentare un esposto alla Polizia municipale, la cui sede centrale si trova da qualche mese a pochi metri dall'Arco (oddìo, per il potere intimidatorio che esercita sui potenziali contravventori della zona potrebbe anche trovarsi nel deserto del Gobi). Obiettivo, far rimuovere dal piazzale i gradini di cui gli Arco Boys hanno fatto il loro salotto; in altre città, per risolvere problemi analoghi, si sono provvisti muretti e balaustre di spunzoni anti-chiappa-di-lazzarone. 
Perché, strano a dirsi, il teppista e l'incensurato bamboccione italico hanno un punto in comune: l'odio per la stazione eretta. Entrambi cercano un posto fisso dove starsene seduti per gran parte della giornata, che sia sotto l'Arco o in un ufficio pubblico. Il lazzarone non vuole stare in piedi troppo a lungo, gli vengono le vene varicose, le vertigini e i reumatismi come a tua zia settantenne (tant'è che sull'autobus non le lascia mai il posto a sedere.) Se non può più stravaccarsi in un certo posto, si volatilizza. 

mer 07 nov 2012 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Costantini Claudio

Chi oltrepasserà l'Arco di Augusto ai primi di dicembre per recarsi al Borgo San Giovanni potrà vedere finalmente, in via XX Settembre, la bella facciata del Palazzo Ghetti restaurata. Per il ripristino degli appartamenti del signor Ghetti ci vorrà ancora qualche mese. 
Dopo più di sessanta anni dalla fine della seconda guerra mondiale uno dei più bei palazzi dell'Ottocento riminese rimasto in piedi dopo i bombardamenti torna ad abbellire la città e il borgo. Questi ultimi interventi completeranno l'opera iniziata qualche anno fa con il restauro della parte posteriore del cortile, del porticato e delle ali. I lavori sono stati finanziati dalla banca Malatestiana, che in quel palazzo ha stabilito la sua sede. Con la chiusura del cantiere verrà ripristinato il passaggio che porta alla circonvallazione e ai parcheggi dell'ex consorzio. 
Sempre a dicembre, il Borgo sarà illuminato dalle luci natalizie che si accenderanno in un momento di crisi, una luce necessaria per illuminare quel tunnel della recessione di cui solo alcuni riescono a vedere la fine. Al di là dei soliti contrasti sui costi e la loro ripartizione, i commercianti lamentano che nonostante la spesa per la realizzazione delle luminarie sia stata ammortizzata negli anni passati e i fili già stesi da una parte all'altra della strada, i costi non sono diminuiti. Il prossimo anno si ritornerà alla tradizione - resteranno comunque le luminarie - quella dei presepi fatti dalle scuole ed esposti nelle vetrine e con premi per i più belli. 

mer 07 nov 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Le elezioni siciliane sono passate. Bersani ci comunica che ha vinto. Il PDL non comunica niente, ma è stato ridotto al lumicino. Il PD ha vinto con l'UDC di Casini, Vendola da solo ha preso poco, ora ovviamente non si capisce un tubo, perché Vendola è candidato alle primarie del PD, Casini no. Chi è alleato con chi, chi è candidato di chi, quali partiti ci sono e quali non ci sono, l'elettore medio, che si alza al mattino e va lavorare non ha la possibilità di saperlo. 
Insomma, ai partiti interessa vincere le elezioni. Farci capire che cosa fanno e che cosa hanno intenzione di fare è al di fuori delle loro preoccupazioni. Non solo, ma, contrariamente a quanto raccomandato dal Consiglio d'Europa, lo stesso Presidente della Repubblica invita a cambiare la legge elettorale. Quindi, sapremo solo qualche mese prima di votare come voteremo. Ma ho esagerato: se passa la legge attualmente in discussione ci vorrà un esperto per capire cosa succede del nostro voto.
Tutto il sistema dei partiti e delle istituzioni dice chiaramente a noi elettori che siamo solo una scomoda necessità, un ostacolo da superare cercando di rendere il nostro voto il meno efficace possibile. Il popolo italiano, da parte sua, è stato convinto per decenni di essere una genia di furbi, e non c'è niente di meglio per imbrogliare qualcuno, del fargli credere che è astuto. Ora pian piano ci rendiamo conto che siamo piuttosto ingenui, molto creduloni e un bel po' sciocchi.

mer 07 nov 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Una persona che si è trasferita in un paese diverso da quello di origine per qualsiasi motivo (lavoro, studio, amore, salute, ecc) si chiama immigrato. Purtroppo in Italia la ricchezza di linguaggio e, a volte, l'ignoranza o la cattiveria, hanno fatto sì che l'immigrato sia definito con tanti termini spesso spregiativi. "Extracomunitario" è stato usato dai media e nel linguaggio comune per indicare persone immigrate nell'Unione Europea provenienti da paesi economicamente disagiati. "Clandestino" indica un immigrato in generale, senza, però, pensare che è clandestino soltanto colui che viola le leggi sull'immigrazione del paese di arrivo. "Pericolo pubblico", "criminale", "assassino" ecco come vengono indicati gli immigrati nel pensiero collettivo. Si tratta di un'immagine creata dai media italiani che rivelando fatti di cronaca nera, (perché un immigrato è spesso soggetto solo di cronaca nera) molte volte nelle prime pagine dei giornali o nei telegiornali, hanno dipinto l'immigrato come estraneo, diverso, buono a nulla, pericoloso, da evitare. Sono stati fatti tanti sforzi per dare un'immagine veritiera di ciò che è l'immigrazione in Italia.

mer 07 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Accompagnato dall'affettuoso "mo vat afughè" di tanti, Grillo-La Qualunque s'è dunque esibito nella pagliaccesca impresa di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, col risultato di aumentare il tasso d'inquinamento di Ionio e Tirreno del 14,90%, pari alla percentuale dei voti che di lì a poco avrebbe raccolto in Sicilia. Buona parte di quel consenso gli è arrivato da elettori che anche nell'isola, dopo la dipartita di Berlusconi, soffrono la mancanza di un barzellettiere nel piano-bar della politica. Fra costoro, un posto d'onore spetta a Massimo Ciancimino, figlio del rinomato mafioso Vito, del quale è accusato di custodire il nefando tesoro (115 milioni di euro) esportato in Romania; ragion per cui i giudici di Palermo gli hanno ritirato il passaporto e applicato l'obbligo di soggiorno. «Io e tutta la mia famiglia abbiamo votato per Grillo», s'è vantato il gongolante Ciancimino jr, aggiungendo poi il suo disappunto per la vittoria di Crocetta: «un'occasione persa per il cambiamento radicale della Sicilia». C'è da capirlo: quand'era il sindaco di Gela, Crocetta ha fatto arrestare decine di mafiosi emuli di Ciancimino padre; e ora, da neo-Presidente della Regione, nomina assessore Lucia Borsellino, figlia del magistrato assassinato dalla mafia e avanza analoga proposta al Giudice Caselli e a Mariella Fedele, moglie del Procuratore Nazionale Antimafia. Altri voti grillini sono venuti dai "creduloni cronici" - profughi della destra più qualche fuoruscito dalla sinistra - incapaci di distinguere fra il carisma del leader e la rozzezza del villanzone, che nel caso di Grillo si arricchisce di una proterva ignoranza e di una violenza verbale ai limiti della "discarica del pensiero".

mer 07 nov 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Siamo stati all'Osteria della Piazzetta ad autunno appena iniziato. Non c'erano tavoli fuori, c'era invece l'accogliente arredamento interno, proprio da "osteria".
Si respira un grande senso di sicurezza quando si viene qui in Osteria: sarà perché la piazzetta è più ovattata della pescheria, sarà perché la clientela del locale è supercollaudata.
E pensare che Claudio Carlini ci ha provato a dare un'impronta più "tonica" al locale, mettendo in prima linea un servizio fatto di bei ragazzi, maglie nere e bicipiti. Ma poi, guardandoci intorno, ci siamo ritrovati nel locale oramai storico e ci siamo messi in relax.
Pronti, via! Dopo avere appena gustato un preambolo di affettati, ci buttiamo sui primi e veniamo stupiti da dei buonissimi tortelli al formaggio di fossa, così come erano ottimi i ravioli pesto e pendolini; da risentire le tagliatelle classiche, ma qualche volta capita.
Di secondo ci sentiamo raccontare un'ampia scelta di filetti: alla brace, al pepe verde, all'aceto balsamico, la tagliata, poi veniamo intrigati dal pesce.
Carlini è uno che alle 5 è al mercato, quello che ti dà è fresco e, se possibile, con un occhio alla tradizione.
Così ci buttiamo su un fritto con zanchetti e pesci di piccola taglia, appetitosissimi, attorniati da spiedini e code di rospo nostrane. Tutto freschissimo.

mer 21 nov 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

entroterra-rimini.pngProvate a chiedere per strada. Abolire le province? Sìììììì! Abolire la tua provincia? Ehi, un attimo. Ciascuno troverà i suoi bravi perché e per come che gli fanno schiacciare il piede sul freno. E non sono solo motivi di campanile, non è solo folclore. Se l'Italia spiccava in Europa per essere la nazione "delle cento città", quando le altre ne contavano sulle dita di una mano, vorrà pur dire che l'ordinamento in province un qualche suo senso ce l'ha.
Sia come sia, il governo in carica ha deciso non l'abolizione vera e propria, ma la "devitalizzazione" più l'accorpamento: niente più organi eletti dal popolo, ma un presidente eletto dai sindaci, e criteri inflessibili per passare da 86 a 51 province. Di queste,10 si chiameranno "aree metropolitane" e corrispondono più o meno alle province dei maggiori capoluoghi di regione.
L'operazione taglia-campanili era già stata tentata in passato nelle parole, mentre nei fatti continuavano a proliferare. Conquistavano così l'alloro di capoluogo provinciale Fermo (36 mila abitanti), Verbania (31 mila), Vibo Valentia (34 mila), Lanusei (5 mila), eccetera eccetera. Poi i morsi della crisi e le campagne anti-casta hanno spazzato via ogni remora, o quasi. Tutti soffrono i tagli, il più vago degli enti amministrativi non poteva cavarsela. Evviva.
Però, intanto, se l'obbiettivo è risparmiare, alla fine di quanto sarà questo risparmio? Il governo non ha fornito cifre ufficiali. Secondo chi al governo c'è stato, l'ex ministro Giulio Tremonti, nella casse dello stato resterebbero 200 milioni in più. L'immancabile Bortolussi della CGIA di Mestre ne ha calcolati 510. Secondo i più furibondi fustigatori della casta, si potrebbe arrivare anche a 2 miliardi.

mer 21 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

La crisi, come la morte, bussa ai palazzi dei re e all'abituro del povero. Con diversi effetti, naturalmente, come dimostrano due notizie concomitanti registrate in settimana, una proveniente da un palazzo (se vogliamo chiamare così il Comune di Riccione), l'altra da un modesto appartamento di Rimini. 
In entrambi i casi si trattava di invitare qualcuno in Riviera: i giudici di X Factor, la cui presenza era stata ventilata per il Capodanno riccionese, e una ragazza brasiliana, che un 30enne barese residente a Rimini aveva agganciato in rete per consumare una notte di fuoco a casa sua. Qualcosa è andato storto in entrambi i casi. 
Con tutta la stima che nutro per Riccione (e che ultimamente mi è costata qualche tirata d'orecchi) l'idea di accaparrarsi il quartetto più hot della tv per la notte più impegnativa dell'anno mi sembrava un pelino ambizioso, specie in tempi di amministrazioni pubbliche a stecchetto. Che il sindaco Pironi avesse scoperto un giacimento di petrolio in viale Ceccarini? Una miniera di diamanti in zona Abissinia? No, contava su una generosa offerta dei privati, che a quanto pare hanno risposto con uno sguardo lugubre e vuoto che neanche i Frères Chaos. 
Intanto il sindaco Gnassi pare stia impegnandosi per portare a Rimini per la notte di San Silvestro l'altra squadra sbanca-audience di Sky, i cinque candidati alle primarie del centrosinistra, ingaggiandoli prima che il successo televisivo gli dia alla testa e comincino a chiedere cachet stellari come Morgan o Simona Ventura. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Il mio vero nome é Duemilionitrecentosettantaduemilaquattrocentocinquantadue perché noi formiche ci chiamiamo con un numero progressivo. In questo racconto, per comodità, mi denominerò Venti, tanto la vera formica numero venti è morta da un pezzo.» Così, nell'incipit di "Formiche. Noti i colpevoli, ma nessuno fu innocente" si presenta la protagonista, "storica della Memoria" alla ricerca della verità sulle vicende del suo formicaio. In uscita a metà dicembre per l'editore Capitani, il nuovo libro di Giuseppe Chicchi, Sindaco di Rimini negli anni Novanta per due legislature e Deputato nella XV legislatura, racconta «una storia che ha come protagoniste le abitanti di un formicaio, che si sono indebitate con le banche per acquistare afidi da cui spremere melata, un dolce latte che ha sostituito nel formicaio l'antica attitudine alla raccolta» ci anticipa l'autore. «Un esempio di "feticismo delle merci", ma anche un apologo apertamente riferito alla crisi dei mutui subprime e alle colpe del sistema finanziario. Però, come recita il sottotitolo, nessuno fu innocente perché se le banche hanno potuto speculare fu anche perché le formiche si fecero sedurre dalla dolce melata nell'illusione di una facile emancipazione sociale.» Nel 2011 con "La Formazione. Il lungo viaggio nella politica" avevi dato alle stampe una riflessione ‘rapsodica' sui percorsi e incontri di una vita. Stavolta racconti un apologo. La narrazione è modalità più "persuasiva" e magistra della saggistica? «Di certo la crisi finanziaria in corso meriterebbe assai più di un apologo, se non altro perché ci ha fatto finalmente capire che la nostra libertà è inversamente proporzionale ai nostri debiti», riflette Chicchi.

mer 21 nov 2012 - Notizia di sport - scritto da Pirroni Enzo

Macciò - Zengarini - Garri - Spadoni - Iseppi... e fu tempo di massacro. Così titolavano i giornali. Era il 1968 quando il diciannovenne Claudio Macciò giunse in riva all'Adriatico, proveniente dal Genova Gruppo C (squadra di quarta serie di proprietà dell'armatore ligure Costa). Arrivò in compagnia di altri giocatori: Carelli, Faloppa, Josio, Natali, Rosa. Da quella squadra ci si aspettava tanto. 
Il 1968 fu un anno di grandi entusiasmi e di esaltanti speranze. La "Primavera di Praga" era cominciata il Quartiere Latino di Parigi veniva scosso dai violenti scontri tra studenti e polizia, ovunque nel mondo, si nutrivano attese, sogni, miraggi. Il giovane numero sette (i numeri sulla maglia, a quel tempo avevano ancora un valore ed un significato) si mise in luce come un giocatore di qualità e, nonostante l'aspetto adolescenziale, dimostrò grande sapienza tattica ed un ottimo possesso dei fondamentali. Allorché, nella stagione 1970 - 71, alla guida del Rimini giunse Pivatelli e con lui approdarono sul vecchio prato del "Romeo Neri", giocatori della forza e dello spessore di Iseppi, Ferrari, Melotti, Bolognesi e soprattutto dell'insuperabile Valerio Spadoni, parve giunto il fatidico momento, per la nostra squadra, di abbandonare la categoria, nella quale da un decennio era relegata, per poter compiere il tanto sospirato balzo verso la serie B. 
Fu un calcio bellissimo quello espresso da quei talentuosi calciatori. Macciò fu per tutto il campionato uno degli atleti più redditizi e per l'amore dimostrato ai colori sociali, per la generosità che profondeva in ogni occasione (indimenticabili certe sue velocissime fughe lungo la linea laterale del campo) non faticò a diventare uno dei beniamini del pubblico. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Costantini Claudio

Erano gli anni in cui in mare a qualche metro dalla battigia, c'erano, a distanza di un centinaio di metri una dall'altra, le altalene con la pubblicità del Campari sulla traversa. Quante persone, bambini, ragazze, donne sono stati fotografati mentre ondeggiavano avanti ed indietro. La maggioranza delle foto erano ancora sviluppate in bianco e nero e c'era la fila dei bagnanti che aspettavano di essere fotografati. Sono i ricordi di Renato Patrignani, storico fotografo di Bellariva. "Iniziai da ragazzo questo mestiere - continua Patrignani - poi nel ‘68 decisi di mettermi in proprio e aprire un negozio, quello stesso che chiuderà a giorni perché cesso l'attività. La licenza comprendeva oltre alla fotografia anche quella di vendita di bombole a gas. Con quest'ultima mi sono pagato il negozio". 
In pochi anni la fotografia ha avuto uno sviluppo, un cambiamento drastico, non più pellicola e camera oscura, ma foto digitali: "Prima non si vedeva l'ora di sviluppare su carta quello che avevi impresso nella pellicola, ora vedi subito il risultato sul display e non c'è più l'emozione dell'attesa, della scoperta". Patrignani con le sue foto, scattate nell'arco di quasi mezzo secolo, molte esposte nel suo negozio a Bellariva, ha documentato il mutamento dei costumi, del modo di vivere, di divertirsi, di fare vacanza. A Bellariva non c'era cresima, matrimonio, comunione che non vedesse la presenza della sua macchina fotografica. "Si lavorava sedici ore al giorno, nel negozio con mia moglie, nella camera oscura per sviluppare e poi la sera d'estate nei dancing, nei lunapark e la mattina sulla spiaggia".

mer 21 nov 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Ho assistito al dibattito del 12 novembre su Sky TG24 tra i candidati alle primarie del PD. Sicuramente un prodotto valido: finalmente un dibattito senza urli, con tempo uguale per tutti, domande sul programma, tempi brevi da TV moderna e non i salotti alla Vespa o le piazze di Santoro. Il giorno dopo Repubblica si sperticava di elogi, come se si fosse aperta una nuova era per la politica italiana. Concita De Gregorio cinguettava: "Che bello spettacolo, la politica che parla delle cose, i candidati che non si insultano, nessuno che grida, qualcuno che si alza dal pubblico e fa domande vere, dirette". Bersani addirittura dichiara: "In tv la prova che possiamo governare".
Ahimé, tutto bello e molto americano, peccato che fosse tutto totalmente falso. Perché non siamo negli USA, siamo in Italia.
Negli USA il candidato alle primarie che vince corre per la Presidenza, e se prevale alle elezioni forma un governo e ha tutti i mezzi per attuare il suo programma. 
In Italia non è così. A pochi mesi dal voto, in barba alle regole del Consiglio d'Europa, stiamo per cambiare la legge elettorale, che non sarà fatta per far decidere noi elettori ma per fermare Grillo, soprattutto. Casini è stato chiaro: "Se non ci mettiamo d'accordo saremo spazzati via". Perché, con l'attuale legge elettorale, il primo partito (non coalizione) prende la maggioranza alla Camera. E loro sanno che può essere il 5 Stelle. Quindi devono fare una legge che costringa a formare coalizioni, cosa che Grillo non farà, vale a dire che il prossimo governo sarà del PD con Casini. Alla faccia dei candidati americani. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non posso certo essere sospettato di "scarsa ripulsa" verso Grillo, che regala alla politica-spettacolo il miasma maleodorante del fanatismo di una "cultura del disprezzo" che ha molto in comune con quanto l'Italia già conobbe agli albori del fascismo. Ciò non mi impedisce, però, una civile indignazione per come i media hanno "inzuppato il pane" nella vicenda di sua figlia, trovata in possesso di una modesta quantità di droga. Una porcata giornalistica, ancor più insopportabile per il sottinteso che la sorregge: "Se Grillo fosse il dimenticato ex comico di ieri, non ci saremmo certo curati di sua figlia. Ma oggi, che grazie alle nostre campagne di sostegno è padrone di un redditizio partito-azienda, la disavventura di quella ragazza frutta un po' di copie e di audience in più; e lui questo ce lo deve". 
È la stessa logica con cui l'esercitino dei grillo-dipendenti, arruolati da Casaleggio, si apposta sul web e cecchinaggia sparando nel mucchio, con un'arroganza che si fonda sul mito della "superiorità di sé". Quando invece si tratta spesso della semplicioneria di chi, convinto che il mondo coincida con "la rete", confonde l'orecchiare con la cultura, il chiacchiericcio informatico con l'informazione, le relazioni umane con il "chatting".Cosicché la violenza comportamentale del "grillino doc" genera, insieme alla ripulsa, anche un divertito compatimento. 
Lo stesso che ha suscitato l'ultima esibizione della Premiata Compagnia del Paz, che con la compiacenza di Carmen Lasorella ha tentato di scippare agli studenti riminesi la Giornata della Legalità. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Dracula 3D" di Dario Argento con Rutger Hauer, Asia Argento - Thomas Kretschmann, Marta Gastini, Morgane Slemp 
In Transylvania, nella zona dei Carpazi, arriva il giovane bibliotecario Jonathan Harker chiamato dal conte Dracula. L'uomo scopre subito di essere finito in un castello sinistro e pericoloso.
Dario Argento con un occhio al mercato internazionale porta il 3D nell'horror italiano, le atmosfere di "profondo rosso" o "quattro mosche di velluto grigio" sono ormai un pallido ricordo. Banale.

"Il sospetto" di Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen, Alexandra Rapapor, Thomas Bo Larse, Anne Louise Hassing
Lucas è un maestro d'asilo in un piccolo paese della Danimarca. La bambina del suo miglior amico racconta una bugia, Lucas diventa una vittima.
Vinterberg che abbiamo conosciuto con il crudele "Festen" nel 1998 è un abile regista e mantiene un livello qualitativo alto anche in questa quinta pellicola passata a Cannes. In questa caccia alle streghe in nome dell'intolleranza il film appassiona raccontando una perdita dell'innocenza. Prezioso.

mer 05 dic 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Se esistono gli universi paralleli, ce n'è uno dove è andata così. Fine novembre 2011, Berlusconi non si dimette; oppure sì e si va a votare. In ambedue i casi, il 21 gennaio 2012, all'asta dei titoli di stato italiani, l'interesse è sopra l'8%, oltre la ragionevole soglia della solvibilità. E nemmeno i titoli si riescono a piazzare tutti. 
Un minuto dopo, alleluja, siamo fuori dall'euro. 
Un minuto dopo, il poco o il molto che abbiamo in tasca, vale la metà. 
Il 27 gennaio 2012, non c'è il contante per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni. Nemmeno in lire svalutate, perché lo stato che non vende i suoi titoli è uno stato senza liquidi. Oltre che senza credito, perché nessuno è disposto a prestarci un centesimo.
Un anno dopo, con in mano la cartella dell'Imu da pagare, la prima cosa che viene in mente non è certo un grazie di cuore a Mario Monti e i suoi "tecnici". Però cerchiamo di non dimenticarlo, quello scenario. Era il quadro esaminato, in tutta serietà, nelle cancellerie di mezzo modo. I tedeschi, bontà loro, ci davano a 50 e 50. Per altri, mica pochi, eravamo bell'e spacciati, con tanto di tabulati sui futuri vantaggi e svantaggi di avere a che fare con l'Europa di serie B: Grecia, Portogallo, Spagna, e noi.
In un anno i tecnici hanno cercato di rimediare a falle che quella rimediata da Schettino a confronto era un foro di spillo. Sono andati in Europa a mettere le loro facce, visto che di spendibili non ne avevano più nessun'altra. Assieme a un altro dei pochi italiani presentabili, Mario Draghi, hanno cercato di convincere il mondo che l'Europa aveva un senso, e quale. E che noi ne facevamo parte, non solo nell'interesse nostro, ma anche di quelli che ci guardavano con sufficienza. O che addirittura riassumevano Portogallo, Italia, Grecia e Spagna con l'affettuoso acronimo di PIGS (=maiali).

mer 05 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non se ne può più di dover subire le quotidiane puntate della truce telenovela di Nosferatu Sallusti che, travestito da verginello piagnucoloso, si millanta perseguitato per le sue idee e inscena una recita che peraltro gli riesce male, compromessa com'è dall'abituale rozzezza espressiva, tipica degli animi rancorosi. 
È vero: negli altri Paesi civili un giornalista che diffami qualcuno non va in prigione, ma deve chiedere pubblicamente scusa, in modo adeguato e tempestivo; se non lo fa, viene condannato a un pesante risarcimento economico. 
In Italia, invece, la condanna penale per diffamazione a mezzo stampa - estesa al direttore della testata, corresponsabile per non averla impedita - costituisce un obbrobrioso residuo del codice fascista e va a disdoro delle Camere, sia perché non hanno trovato modo di abrogarlo in oltre sessant'anni, sia per come il Senato ha tentato di farlo nei giorni scorsi, col solo risultato di mettere in mostra, contro il mondo dell'informazione, il malcelato istinto forcaiolo di Lega e parte della destra berlusconiana, cui si è aggiunto colui che ormai risulta essere l'unico "rutelliano" rimasto in circolazione: Francesco Rutelli. 
Chissà che allora non sia l'infinita saggezza di Giorgio Napolitano a porre rimedio all'ennesima "imbranatura parlamentare", concedendo a Sallusti il provvidenziale, ancorché immeritato, beneficio della grazia presidenziale.
Sì, perché va detto che Sallusti avrebbe avuto ampia possibilità di non rendere inevitabile quell'anacronistica condanna. Sarebbe bastato che Libero "restituisse l'onore" al giudice Cocilovo, rettificando la falsa notizia secondo cui egli avrebbe costretto all'aborto una ragazza. Quando invece, legge alla mano, la sua sentenza si limitava ad affidare all'insindacabile potestà della giovane ogni decisione da prendere in quel drammatico frangente. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il teatro a noi necessario non è rappresentazione, è epifania d'una presenza. Così raro, oggi, da non perdere. Come Il principe Amleto di Danio Manfredini. È la prima volta che questo ‘maestro invisibile' della scena contemporanea affronta un testo canonico. E proprio quell'Amleto su cui più incrosta la storia e il rischio del teatro ‘mortale'. Ma questo suo principe colto in limine mortis, ‘segnato' dal male e crocifisso è un nostro doppio d'ombra e luce. Questa scelta è «nata dai seminari con gli allievi, in cui propongo pezzi selezionati di repertorio come pratica di allenamento» ci racconta Manfredini. «E Amleto è, culturalmente, il più complicato. Man mano che mi addentravo nel testo la difficoltà cresceva... all'inizio pensavo di metterlo in scena integralmente, ma faticavo per la ripetizione continua delle parole nella bocca degli attori, che oscura i temi. Il linguaggio di Shakespeare è pensato sull'approccio al teatro di allora, quando durante la rappresentazione si entrava e si usciva, si mangiava... oggi il linguaggio è diverso, più rapido, immediato. Ho lavorato su vari piani, cercato un punto di contatto. Dopo 100 giorni di prove ho capito cosa non volevo fare. Da lì si è aperta un'altra strada drammaturgica e compositiva, raccontare la storia dal punto di vista della coscienza di Amleto, cercandone la teatralità. Amleto si trova in un girone di ingiustizia, di marcio. Ma i valori imposti dalla morale della vendetta sono contro la sua natura. E poi entra nel marcio e si sporca anche lui, di tutto il male che ha intorno.

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

«Tradizioni, ritualità, simbolismi hanno sempre riguardato i cibi e il modo di consumarli» scrive l'antropologo e scrittore Eraldo Baldini in La tavola sacra (Pendragon). Secondo un calendario che legava la tavola al "ciclo dell'anno", quello dei lavori agricoli e delle festività religiose. Un tempo circolare e ciclico di vita-morte-rinascita, che noi avvertiamo invece oggi come una fuga "in avanti" di giorni, mesi, anni. Anche se ne percepiamo ancora la potenza simbolica (o la nostalgia...) in festività come il Natale, tradizionalmente legato alla ‘rinascita' dal buio. Ma tutte le ‘dodici notti' che vanno dal Natale all'Epifania erano considerate, nella cultura contadina in cui abbiamo radice, come uno spartiacque, un periodo ‘fuori del tempo' di passaggio al nuovo ciclo dell'anno. Giorni densi di «magia, di pericoli e particolarità» perciò, in cui occorreva ingraziarsi il futuro: tutto il periodo era dedicato a pratiche propiziatorie e divinatorie, dall'indossare un indumento nuovo al versare un poco di vino ai piedi della vite, al far ardere e zöch d'Nadèl, il gran ciocco di Natale, che alla Vigilia prima della Messa di mezzanotte si poneva sul focolare e bruciava per tutta la notte e il giorno seguente, e dalla cui combustione si traevano auspici. La stessa ritualità permeava le usanze alimentari, destinate anzitutto ad assicurarsi l'abbondanza a venire con la ricchezza inusuale delle imbandigioni. Re della tavola natalizia romagnola, anche «ne più miserabili» come annota il parroco di Savarna (che magari ne assaggiavano in quella sola occasione), il caplét. Conferma Piero Meldini, scrittore e studioso della gastronomia del nostro territorio, insignito dell'artusiano Premio Marietta: «Il Natale da noi ha una sola tradizione gastronomica: il cappelletto.» È ignoto l'atto di nascita di questa luveria diffusa un po' dappertutto in Romagna secondo varie declinazioni; la prima pubblica menzione è del 1811, nel Rapporto conclusivo dell'inchiesta napoleonica. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Delucca Oreste

Nel Medioevo erano molto diffusi i libri di preghiere, chiamati "libri d'ore" giacché contenevano orazioni per le varie ore liturgiche. Ed ogni giorno era previsto il suo santo, con preghiere apposite.
Per questo motivo, il libro d'ore aveva di solito un calendario, con i dodici mesi dell'anno e l'elenco dei rispettivi santi, un po' come avviene nei calendari moderni che fra breve ci verranno offerti nei negozi dove facciamo la spesa.
I libri d'ore più eleganti, accanto al mese avevano anche una figura. E poiché la società medievale era essenzialmente agricola, tale figura richiamava l'attività prevalente svolta in quel mese. Per esempio: a novembre la semina del grano, a giugno la mietitura, a settembre la vendemmia ecc. Il mese di dicembre portava di solito l'uccisione del maiale.
Il maiale era molto importante a quel tempo: le sue carni servivano a correggere gli squilibri di una dieta basata soprattutto sui cereali e quindi ricca di fibre, ma povera di proteine e vitamine. Inoltre era carne che si poteva conservare, trasformata in prosciutti, salami, salsicce, andrugoli. I due fianchi dell'animale, opportunamente posti sotto sale, costituivano i cosiddetti "mezzini", che le famiglie consumavano con tanta parsimonia durante i mesi dell'inverno.
Erano maiali assai diversi da quelli odierni: molto piccoli (raramente superavano i 50 chili), assomigliavano piuttosto ai cinghiali, con cui erano talvolta incrociati, dato che venivano allevati all'aperto e nutriti soprattutto con le ghiande.

mer 05 dic 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Cesarini Simona

Elio e le Storie Tese sul palco di piazzale Fellini la notte di San Silvestro a Rimini. Allo scoccar della mezzanotte, brindisi al 2013, seguito da fuochi pirotecnici sul mare. Questo l'evento di punta annunciato dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi, per traghettare riminesi e turisti verso il nuovo anno. Il "concertone" live ad ingresso gratuito del noto giurato di X Factor e della sua band rientra nella seconda edizione del "Capodanno più lungo del mondo": 130 eventi di cui 60 musicali spalmati dal primo dicembre al 6 gennaio. 
Dopo la Molo Street Parade, si consolida la collaborazione con il network 105, che comprende Virgin e Montecarlo, per promuovere il capodanno riminese sul web e via etere. In campo il club di prodotto Rimini Winter Hotel, con pacchetti turistici mirati. 
E il sindaco Gnassi può affermare: "Siamo gli unici ad offrire un mese di eventi destagionalizzati". Tra le iniziative un'anteprima mediatica rivolta alla stagione estiva: il videoclip promozionale "Save the date-Salva la data". Il sindaco rimarca il contributo dei borghi, comitati e associazioni nella promozione ed organizzazione del ricco calendario di eventi. Teatri, piazze, strade, intere zone e quartieri di Rimini verranno coinvolti dai festeggiamenti. Capodanni diffusi nel centro storico, apertura di spazi inediti la notte del 31 dicembre, cantieri culturali come il foyer del teatro Galli con Cabiria Happy House firmata NicoNote Dream Action e il Cinema Fulgor con musica e frammenti di sogno felliniani. Sempre nel centro storico nel cantiere dell'ala moderna del museo della Città in programma il party Riviera Club Culture con le atmosfere e la musica a cavallo fra gli anni'80 e '90.

mer 05 dic 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Non si può che stupirsi della lentezza con la quale la politica italiana cerca (quando cerca) di uscire dalla propria arretratezza. Solo barlumi di civiltà ogni tanto squarciano le tenebre del medioevo. Come per la legge che finalmente afferma che i figli sono tutti figli, indipendentemente dal certificato del comune o del parroco che lega o meno i genitori. Evviva.
Ho sentito Bersani parlare alla comunità ebraica di Roma della questione palestinese. E ancora una volta è stata la litania dell'equidistanza e della pace. Il nucleo della teoria di Bersani sulla guerra tra Hamas e Israele si riassume così:"Quando si tirano i missili non ha senso andare a cercare chi ha cominciato". Per rispondere allo stesso modo, allora se vedi per strada uno che massacra di botte un bambino, siccome non sai chi ha cominciato dai ragione a tutti e due? 
Sentiamo invece Renzi: "La sinistra italiana deve abituarsi a ridire che Israele ha il diritto di esistere, perché troppo spesso c'è stato un atteggiamento della sinistra anti-israeliano inconcepibile e insopportabile. Israele è un paese che è circondato da realtà che vogliono la sua distruzione, a partire dall'Iran." Beh, scusate ma lo preferisco di molto. È la posizione di Obama, e di tutti i paesi democratici. L'equidistanza di certa sinistra italiana (perché l'estrema è proprio anti-israeliana e spesso antisemita) è solo la viltà di non voler usare la ragione che nasce dai nostri principi. L'Europa di fine '800 divulgava i 'protocolli dei savi di Sion" e cullava il razzismo che esplose con la lucida follia di Hitler. Oggi nessuna democrazia tollera campagne di odio e di razzismo di questo tipo, e siamo ben lieti e sicuri di questo. O dovremmo accettare che agli scolari svedesi si insegnasse che gli italiani sono inferiori e i cattolici complottano per dominare il mondo?

mer 05 dic 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

"Le 5 leggende (3D)" di Peter Ramsey - William Joyce

È la storia di un gruppo di eroi ben conosciuti tra i bambini, Babbo Natale, il Coniglio Pasquale, la Fatina dei Denti; ognuno con dei poteri straordinari. Quando l'Uomo Nero, lancia il guanto di sfida per conquistare il mondo, i Guardiani devono unire le loro forze per proteggere le speranze, le fantasie dei bambini di tutto il mondo.
La Dreamwork, che con "Dragon Trainer" ci aveva regalato un piccolo gioiello ricco di epica e avventura, ora ci riprova e assottiglia sempre di più la distanza con l'animazione geniale di casa Pixar.
Per sognatori di tutte le età.

"Moonrise Kingdom" di Wes Anderson con Edward Norton, Bruce Willis, Bill Murray , Tilda Swinton, Frances McDormand, Harvey Keitel

Estate 1965. In un'isola al largo delle coste del New England, due dodicenni si innamorano, stringono un patto segreto e fuggono insieme nella foresta... La critica sarà divisa come al solito al cospetto del genio di Wes Anderson, voi non leggete nulla e andate a vedere questo ennesimo viaggio nella vita e nella fantasia. Per chi non ha paura della libertà.

"Grandi speranze" di Mike Newell con Helena Bonham Carter, Ralph Fiennes, Jeremy Irvine

In occasione del bicentenario della nascita di Charles Dickens, il Maestro Mike Newell riporta al cinema un celebre classico "Grandi speranze". Il giovane orfano Pip si riscatta dalle sue umili origini, grazie ad un misterioso benefattore. Un grande cast, un libro meravigliosamente classico, un bravo regista, sarà un buon film? Certamente Dickens e il Natale sono un binomio indissolubile. Per romantici sentimentali.

mer 05 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non so se succede anche a voi, ma quando in tv o sui giornali passa qualche notiziaccia ambientata Rimini, si fanno vivi su Facebook e Twitter gli amici di altre città per chiedermi i dettagli, dando per scontato che io ne sappia di più, in quanto giornalista, riminese o entrambe le cose.
Nel caso della 14enne aggredita dalle bulle davanti alle Befane c'erano perfino possibilità che vi fossi indirettamente coinvolta, avendo anch'io figlie di quell'età. I forestieri sono convinti che tutta Rimini si riduca a un chilometro di lungomare dove la gente (che da ottobre in poi si riduce sì e no a trenta-quaranta persone) si conosce tutta, vive all'aperto come in estate e viene quindi informata in diretta sulle vite degli altri.
In questa microscopica e immaginaria Rimini invernale una rissa fra adolescenti, fatte le proporzioni, equivale al tumulto dei Ciompi a Firenze o alla rivolta di Los Angeles del 1992, e ogni riminese dovrebbe sapere per filo e per segno come sono andate le cose. Così i miei amici mi linkano la notizia, e aspettano che io l'arricchisca di particolari di prima mano sfuggiti alle cronache, e quando si accorgono che ne so quanto loro e non posso fargli l'approfondimento lì per lì, restano delusi.
Ma anche se fossi stata presente al fatto, se si è svolto come raccontano le cronache, avrei potuto capirci qualcosa? Tutti i protagonisti sembrano psicopatici e non c'è un pezzo della storia che, messo insieme agli altri, abbia un senso. La ragazzina aggredita avrebbe offerto un avanzo di bibita agli amici del suo gruppo - e già questo è abbastanza strano, perché per quel che ne so i teenager di solito sono parecchio schifiltosi e gli avanzi li buttano - e al loro rifiuto li avrebbe guardati male, così male (ma chi era, Malocchio Moody di Harry Potter?) che le altre ragazze le sarebbero saltate addosso come forsennate, picchiando e sputando.
I passanti, anche adulti, anziché intervenire a manrovesci per difendere la vittima, le suggerivano genialmente di scappare, non prima di aver fotografato la scena col telefonino. La teenager si rifugia piangendo nei bagni, dove sviene, e solo lì trova una signora sana di mente che ha la buona idea di chiamare il 118 e la polizia.

mer 05 dic 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Sgomberiamo il campo da equivoci, il Quartopiano Suite Restaurant è un locale di alto livello e come impostazione e come prezzo. Lo si nota subito da come è organizzata l'accoglienza e dalla disposizione del servizio. Il posto è bello e gioca con la sensazione inusuale di essere appunto al quarto piano del complesso SGR in via Chiabrer., Inoltre sfata una leggenda metropolitana tutta riminese della "necessità" per un ristorante di dover collocarsi sulla "strada".

Invece non è male salire in ascensore per arrivare al ristorante, un'idea poco da provincia e molto da Europa, che in quel di Rimini mancava.
Lo chef è Silver Succi, che ha avuto come riferimento Gualtiero Marchesi, Mauro Uliassi e il più vicino a noi Gino Angelini. Quindi sappiamo che andiamo incontro ad una cucina elaborata, non banale; anche questo è da mettere in conto quando si affronta una serata.
Insomma, se si viene qui, il bello è proprio fare attenzione a quel che si mangia, perché, fortunatamente, nulla è scontato.
Io ci sono andato di mercoledì, in sala due tavoli di lavoro e cinque coppie, a testimonianza che se si vuole fare bella figura siete nel posto giusto.
I cracker al curry e la crema di carciofi con le vongole che ti portano come overture spinge la mia indolenza su ciò che è buono, vorrei ordinarne otto porzioni con una bottiglia di vino bianco e finirla lì, tanto gustosi sono entrambi. E non abbiamo ancora incominciato.

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Solidarietà è «il rapporto di fratellanza e di reciproco sostegno che collega gli uomini, consapevoli di appartenere alla stessa società e di avere interessi comuni.» Un agire eticamente orientato da praticare non solo durante le feste, quando "siamo tutti più buoni". Non per niente nell'etimologia del lemma ‘solidarietà' c'è in solidum, espressione del latino giuridico che indica l'obbligazione di pagare integralmente un debito. Ma forse si può cominciare proprio da un Natale sostenibile e solidale. Tra le proposte che si alimentano di questo pensiero c'è la "Festa di solidarietà" con cui il 9 dicembre il Borgo San Giuliano inaugura "Borgo Natale 2012", con un calendario di iniziative a cura della Società de Borg e dell'Associazione dei Commercianti di San Giuliano, mentre sul Ponte di Tiberio e lungo viale Tiberio sarà allestito un mercatino delle associazioni no-profit; il ricavato delle vendite andrà ad autofinanziarne le attività (info: cell. 335 1431980). Dal 6 dicembre a Rimini e Riccione torna "Equamente 2012", la manifestazione promossa da diverse associazioni di volontariato in collaborazione con Volontarimini, la Provincia di Rimini e la Regione Emilia Romagna che si articola in diversi appuntamenti tra mostre, eventi ed incontri di approfondimento dedicati alle tematiche del commercio equo, della cooperazione internazionale e della conoscenza delle diverse culture del Sud del mondo. 

mer 19 dic 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

sergiozavoli.jpgLa Rete è libertà, partecipazione diretta, democrazia. Nella Rete le bugie hanno le gambe corte. In Rete si può votare, snellire la burocrazia, imparare a distanza. E soprattutto comunicare. Una comunicazione dal basso, non imposta dai Grandi Poteri. Evviva. E che uso ne facciamo della grande opportunità offerta da internet?
Il 3 dicembre scorso Sergio Zavoli è stato assalito in casa sua, duramente malmenato, minacciato di morte, rapinato. Il fatto ha suscitato grande commozione non solo, ovviamente, nella sua Rimini. Tantissimi, anche fra i comuni cittadini, hanno ritenuto di dover esprimere a Zavoli la propria solidarietà. Tantissimi, ma non tutti.
Già sul sito de Il Fatto Quotidiano si iniziano a trarre alcune conclusioni. "Ropalmie" scrive: "Il buonismo è terreno fertile per le bestie che ci sono in giro oggi... bisogna usare il pugno di ferro, altro che perdonare". Sul Corriere della Sera on line molti commenti sono del tenore di quello inviato da DiegoB: "Si muovono solo quando viene toccata qualche nome importante (vedi caso Pantani, furti in casa di personaggi noti come Lapo e altri, ecc.) questa è l'italia (con la i minuscola) purtroppo". Sull'Huffington Post, meno post ma stessa musica: "Chissà se adesso che hanno menato un pezzo grosso finalmente tolgono l'eccesso di legittima difesa tra le mura di casa" si domanda Andrea Da Fino. E perfino nelle rosate pagine on line di Donna Moderna, Glicine non trova di meglio da dire: "Mi dispiace per lui, sinceramente, anche perchè ha una certa età, 89 anni, ma forse capire cosa si prova quando hai davanti persone senza scrupoli, pronte a tutto anche alla violenza più estrema... gli hanno fatto la roulette russa per ben tre volte, fa si che le parole e i proclami sono una cosa, la realtà dura e cruda è un'altra".
Insomma l'uomo anziano - e che uomo - alla mercè di selvaggi delinquenti è bell'e dimenticato. Cova invece l'astio dei Signor Nessuno verso i "vip".

mer 19 dic 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Nel 2011, da poco nominato assessore alla cultura, Massimo Pulini ci aveva raccontato di aver pensato il FAR - la Fabbrica che ha posto l'arte contemporanea al centro di Rimini - nello «spirito del dialogo tra le arti.» Una scommessa vinta: «Tra le cose più evidenti del mio mandato è aver consolidato un settore espositivo che quasi prima non esisteva» sorride Pulini, «mettendo in rete attraverso il FAR tutti gli spazi della città, con una programmazione diversificata che ha avuto una buona risposta di pubblico. E quasi solo col passaparola... E il mio lavoro va avanti, anche se sento come una volontà di polemica preventiva sulle due questioni del Teatro Galli e della Fondazione Fellini» riflette. «Forse bisognerebbe stare più attenti alle cose realizzate, come il recente Fellinianno... in questo 2013 denso di anniversari cercheremo di inanellare gli eventi creando costellazioni di senso legate ai film di Federico Fellini, in vista del Museo ‘virtuale' all'Arengo. Il cantiere del Fulgor, intanto, è ripartito (i lavori dovrebbero durare un paio d'anni) e darà modo di restituire due sale di proiezione al centro storico, una sede alla Cineteca e all'organismo deputato allo studio e alla riflessione su Fellini. Per il Galli c'è stata la riconferma dei fondi europei e regionali che coprono il grosso della spesa del cantiere. I tempi? Quelli lunghi richiesti da un'opera importante. Ma apriremo spesso le porte del teatro in progress alla città; già durante le feste, in Sala Ressi, esponiamo il Masterplan strategico della Rimini che verrà.»

mer 19 dic 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Nell'anno peggiore come incassi per il cinema, il Natale prova con la varietà delle sue proposte a far ripartire il box office.
Sicuramente sarà un successo "Ralph Spaccatutto", un cartone animato in 3D di Rich Moore che in America ha avuto incassi incredibili. La Disney/Pixar ha fatto centro ancora una volta mescolando cinema e videogame. Restando nell'animazione per i più piccoli è in arrivo l'educativo "Sammy 2".
Passando alle proposte raffinate e d'autore citerei "La bottega dei suicidi" di Patrice Leconte (Il marito della parrucchiera) un cartone francese per adulti ambientato in una città dove il sole non splende mai e dove gli abitanti pensano solo al suicidio. 
Già uscito ma da non perdere "Moonrise Kingdom" di Wes Anderson, un altro tassello dell'estetica maniacale e imprevedibile del regista più stravagante del panorama contemporaneo. Segnalo poi la "Vita di Pi" il film in 3D di Ang Lee, tratto dal best-seller di Yann Martell, dove sarà interessante monitorare la capacità di Lee nel mescolare alto e basso, spettacolo e spiritualità. 
Ken Loach non ha bisogno di presentazioni, "La parte degli angeli" narra la storia di un ragazzo di Glasgow che, per uscire dalla povertà e dal crimine, decide di buttarsi nella produzione di whisky. Interessante anche "Love is all you need" di Susanne Bier con Pierce Brosnan, una commedia sentimentale che racconta molto bene le dinamiche della famiglia.

mer 19 dic 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Cesarini Simona

La Traviata di Giuseppe Verdi è l'opera lirica che inaugura il nuovo anno a Rimini. Quest'anno per la prima volta al Palacongressi martedì primo gennaio alle ore 17.30 e giovedì 3 gennaio alle ore 21. Sottotitolata per essere accessibile a tutti, l'opera verdiana su libretto di Francesco Maria Piave e la regia di Paolo Panizza, è promossa dal Coro Lirico Amintore Galli in collaborazione con il Comune di Rimini in occasione del bicentenario della nascita del maestro di Busseto che cade nel 2013. "E' un traguardo importante - afferma il Presidente del Coro, Claudia Corbelli-. Nonostante le difficoltà economiche attuali verrà presentato un lavoro significativo dal punto di vista artistico". Una rappresentazione all'insegna della tradizione proposta dal regista Panizza che torna a Rimini dopo l'Elisir d'Amore dello scorso anno. Costumi ottocenteschi dove il bianco regna sovrano. "In questo allestimento - annuncia Panizza - ho deciso di puntare molto sulla chiarezza dell'intreccio, sui rapporti estremamente attuali dei personaggi, nel pieno rispetto del libretto e della musica". L'assessore alla Cultura Massimo Pulini, anticipa che verrà allestita al Palacongressi un'anteprima della mostra di Antonio Pasoli, scenografo bolognese d'inizio Ottocento, che con il suo "alfabeto pittorico" influenzò fortemente l'opera lirica e lo stesso Verdi. In occasione dell'opera verrà infatti presentata al Palas la seconda tappa della mostra "Aspettando il Teatro Galli", un'esposizione itinerante dedicata alla vita musicale e alla ricostruzione del teatro Galli. Prevendita per la Traviata diretta dal maestro Matteo Salvemini presso gli uffici URP in piazza Cavour. Prezzi di 25, 35 e 45 euro.

mer 19 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

L'arrivo di un bambino in una famiglia è un momento bellissimo che le mamme e i papà vivono nascondendo tutte le ansie legate ai costi che un nuovo arrivato comporta. Per dare un piccolo aiuto ai genitori, il Dipartimento Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio ha istituito un Fondo di credito per i nuovi nati. Si tratta di un credito particolarmente conveniente garantito dallo stato italiano che le banche aderenti all'iniziativa concedono a chi ha avuto/avrà oppure ha adottato/adotterà un figlio nel 2012, 2013, 2014. Praticamente le banche che aderiscono all'iniziativa si sono impegnate ad applicare, ai finanziamenti garantiti dal Fondo, un tasso annuo effettivo globale (TAEG) fisso non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (TEGM) sui prestiti personali in vigore al momento in cui il prestito è concesso. L'ammontare del prestito può arrivare ad un totale di 5.000 euro da restituire in 5 anni, per ogni bambino nato/adottato negli anni sopra indicati. Come funziona? Chi ha deciso di ottenere il finanziamento si può rivolgere ad una delle banche o intermediari finanziari che hanno aderito all'iniziativa (potete trovare l'elenco completo di queste istituzioni nei seguenti link:www.fondonuovinati.it/elenco_banche.html oppure www.abi.it

mer 19 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il meteo annuncia tormente e blizzard sulla nostra Riviera? Il riminese non perde più la calma e si limita a localizzare mentalmente dove ha messo i doposcì e a domandarsi se il sindaco ha fatto scorta di sale. Il nevone dell'anno scorso è stato una specie di battesimo bianco che ci ha reso tutti un po' più montanari; dieci centimetri non spaventano più nessuno e ci si impensierisce solo dagli 80 in su. Anzi, tutti sperano che la neve torni entro dicembre, magari proprio nella notte di Natale, perché il Natale sotto la neve è il più bello che ci sia, ma se lo possono permettere solo quelli che per le feste vanno in montagna - e non tutti gli anni, perché nemmeno lì nevica sempre e dappertutto. In quel caso, per salvare la stagione turistica, entra in azione il cannone sparaneve, che inneva artificialmente e strategicamente le piste, ma solo quelle, con uno straniante effetto bi-stagionale, candido inverno sui pendii e autunno brullo e grigiastro tutto intorno. 

Non sarebbe male avrebbe uno anche in città - un cannone spazzaneve, intendo. La neve piace a tutti, ai piccini certamente, ma alla fin fine anche i grandi amano la bianca visitatrice che inzucchera i tetti e i prati. 
Il problema è che a) viene quando pare a lei, non bastano lo zero termico, la perturbazione, il terreno asciutto eccetera, la nevicata perfetta dipende da una delicata proporzione fra elementi meteorologici e chimico-fisici e b) quando viene cade dappertutto, anche dove sarebbe meglio non si facesse vedere, come sulle strade o sulle automobili parcheggiate causando difficoltà di ogni tipo.

mer 19 dic 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

A che cosa è servito Mario Monti, quanto ci è costato, e cosa ha lasciato?
È servito a imporre delle tasse che nessun governo poteva mettere perché l'opposizione l'avrebbe accusato di infierire sui cittadini. Il malgoverno decennale della partitocrazia italiana si sana solo aumentando le tasse o tagliando i costi dello Stato. Ma qualsiasi maggioranza ci provi viene cacciata dall'opposizione, perché ai partiti interessa solo prendere il potere, non governare bene. 
Purtroppo però la situazione è così degenerata che non bastano neppure queste due soluzioni.
Aumentare troppo le tasse a un certo punto ferma l'economia. Accresciuto il prelievo fiscale, tagliati gli investimenti, i consumi si sono ridotti e i redditi sono scesi, il paese è allo stremo. Mancando occupazione non si possono ridurre i dipendenti pubblici. L'unica soluzione è aumentare la produttività, cioè lavorare di più, e magari lavorare meglio, inventare, creare, scoprire, farsi il mazzo da mattina a sera, e sperare. Non c'è altro da fare. 
Quanto ci è costato il governo dei tecnici?
Ci è costato un anno di tempo durante il quale la partitocrazia si è nascosta dietro di esso, ha finto di tagliare i propri privilegi, e ora è pronta a tornare al potere con la faccia di Bersani. Esattamente quanto sarebbe successo se fossimo andati a votare dopo la caduta di Berlusconi. Con in più un Grillo reso più forte dalle ruberie dei politici emerse in questi mesi. 
Che cosa ha lasciato?

mer 19 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Forse sto diventando emotivamente vulnerabile o, come sostiene qualcuno, sono i primi segni di un incipiente rimbecillimento senile, ma giuro che mi sono commosso nel leggere che il Sostituto Procuratore riminese Paolo Gengarelli, accortosi che la Procura aveva ingiustamente portato una signora sul banco degli imputati, non ha esitato a chiederle scusa in pubblica udienza. 

Che Gengarelli sia un valente magistrato lo testimoniano le tante inchieste "scomode" in cui "ci ha messo la faccia" nel corso degli anni. Ma in questo caso ha saputo far mostra di un coraggio e di una dignità perfino non richiesti: altri, facendo pur sempre il loro dovere, se la sarebbero cavata con una conduzione della pubblica accusa finalizzata a favorire comunque l'assoluzione dell'imputata. Gengarelli ha invece considerato fosse «un gesto dovuto chiedere scusa a nome delle Procura, poiché questo processo non si doveva fare e la signora non deve uscire di qui a testa alta, ma altissima».
Non si può certo paragonare il "peso giuridico" di un processo nato dalle false accuse di un ex marito con quello del quasi contemporaneo pronunciamento dirimente della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni tra Presidente della Repubblica e Procura di Palermo a proposito delle famose intercettazioni telefoniche. Non è però azzardato constatare la diversità di stile fra Gengarelli e un altro suo pur stimabile collega, Ingroia; il quale - "in mondovisione" - ha scompostamente bollato come «sentenza politica, l'unico modo per dar ragione a Napolitano», la decisione della Consulta che gli dava torto. Comunque la si pensi nel merito, fa effetto che Ingroia attacchi il massimo organo di garanzia costituzionale usando il vocabolario di Berlusconi. Quello stesso vocabolario che la miserevole guitterìa di Grillo sta arricchendo di tetra gaglioffaggine lessicale, di cui un parto eloquente sono stati i conati d'invidia contro le primarie del centrosinistra: «una buffonata, il solito bromuro; l'ennesimo giorno dei morti; un grottesco viaggio nella follia».

mer 16 gen 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Brasini.jpgSuper-Imu per i negozi sfitti? Sembrerebbe logico, facile e soprattutto equo. Oggi quasi tutti i Comuni hanno fissato le aliquote massime per l'Imu sulle abitazioni sfitte (a Rimini è dell'1,06 per cento), mentre gli esercizi commerciali sono tutti soggetti alla stessa aliquota, che siano affittati a qualcuno o no. Inoltre vi sono leggi nazionali che avvantaggiano chi affitta a canoni agevolati una casa, mentre non esistono distinzioni di sorta fra chi riscuote o non riscuote i canoni delle attività commerciali. Per questo i centri storici "stanno morendo"? O gli affitti esosi sono solo il colpo di grazia dopo le bastonate della crisi?
A Rimini come ovunque, una supertassa immobiliare è la prima risposta che viene in mente, vedendo tante attività costrette alla chiusura o al trasferimento a causa di richieste di affitto perfino raddoppiate da parte dei proprietari. "Ma non è così facile intervenire in questo campo", spiega Gianluca Brasini, assessore al bilancio del Comune di Rimini.
Perché? "Perché, innanzi tutto, le tipologie dei locali commerciali e produttivi sono molto differenziate, mentre una casa è sempre una casa. E se di case da abitare c'è sempre bisogno ed è facile intravedere una speculazione dietro il rifiuto di metterle sul mercato, non è così per tutti gli esercizi. Un capannone può restare sfitto semplicemente perché nessuno lo vuole, in conseguenza di un'infinità di ragioni: per il luogo dove si trova, per il venir meno di certe sue caratteristiche che un tempo lo rendevano appetibile, per il mutamento di certe logiche commerciali, cui un determinato locale non si adatta più. Dunque, se si volessero differenziare le aliquote, bisognerebbe prevedere un'infinità di variabili. Altrimenti si corre il rischio che chi non riesce ad affittare solo perché non trova affittuari diventa cornuto e mazziato: non percepisce alcun canone e per giunta paga la tassa al massimo".

mer 16 gen 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il governo Monti ha sancito il fallimento della cosiddetta seconda repubblica italiana. Cosiddetta perché, mentre le quattro forme repubblicane della Francia corrispondono a epocali cambiamenti, nessuna riforma dello Stato ha segnato il passaggio italiano. Caduto il muro, la falsa democrazia in cui governava sempre lo stesso partito, tenuta sotto controllo dagli USA e dalla NATO, era stata messa in libertà. E abbiamo assistito al tentativo di creare un sistema bipolare, soprattutto per iniziativa di Silvio Berlusconi che ha unificato l'intera destra italiana, costringendo il centro-sinistra a fare altrettanto.
Purtroppo, ciò che vi era di positivo in questa idea non è stato tradotto in una riforma costituzionale, a causa della lotta livida e folle che ha contrapposto Berlusconi al sistema giudiziario e al centro-sinistra. Giusta o sbagliata che fosse, questa guerra ha di fatto sostituito la politica lasciando pian piano marcire il sistema. In anni nei quali l'Italia avrebbe avuto l'opportunità e la necessità di diventare un paese moderno capace di confrontarsi con i partner europei e le nuove economie nessuna delle due parti ha voluto e potuto dire al paese la verità, affrontando invece le elezioni con programmi irrealistici e prendendo decisioni solo in situazioni di emergenza, con poche eccezioni (per dirne due: la riforma universitaria Gelmini e le liberalizzazioni Bersani). Nel frattempo in Europa emergeva l'egemonia politica tedesca, sostenuta dalla sua forza economica. E questo vuol dire controllo del debito e conti pubblici a posto, per tutti. La speculazione sui bond dei paesi UE più deboli ci stava seppellendo sotto interessi insostenibili (100 punti base di interesse sono 20 miliardi all'anno, per l'Italia). 

mer 16 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Infinite possibilità di lettura legano Rimini e la Romagna, la loro storia, il loro paesaggio spirituale alla grande cultura nazionale e internazionale, offrendo molte occasioni di pensiero, spesso ben rappresentate dalle opere d'arte. Questo è il senso della terza edizione de "I Maestri e il Tempo" dedicati ai rapporti che la nostra terra, dal Medioevo al Novecento ha intessuto con l'Europa e l'Oriente.» Così lo storico dell'arte Alessandro Giovanardi, che ne è curatore, introduce la nuova edizione del ciclo di lezioni promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Premiati dal favore del pubblico, rigorosi nella concezione, sono veri incontri, da non perdere. Undici gli appuntamenti «che prendono le mosse venerdì 18 gennaio dalla lectio magistralis di Tomaso Montanari, giovane e già famosissimo storico dell'arte, raffinato polemista, dedicata alle figure dell'estasi nel Barocco, in un confronto serrato tra il "nostro" Guido Cagnacci e Gian Lorenzo Bernini» continua Giovanardi. «Il percorso si concluderà venerdì 10 maggio con la conferenza di Andrea Emiliani su Federico Barocci e il Francescanesimo nella Controriforma, alla vigilia della grande mostra urbinate dedicata al pittore. Nel tragitto incontreremo molti altri nobili interpreti: Massimo Pulini leggerà Guercino (1 febbraio), Angelo Mazza si occuperà di Paolo Piazza, predicatore francescano e visionario mistico (15 febbraio), Pier Giorgio Pasini reinterpreterà il riminese Arrigoni, delicato epigono del Barocci. 

mer 16 gen 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Di lei si sa solo che è una cinquantenne. Ma è un dettaglio inutile ai fini del riconoscimento della misteriosa e fortunata riminese che ha vinto un milione di euro con un gratta e vinci acquistato dal tabaccaio in via Caduti di Marzabotto. Perché quando una donna sui cinquant'anni si ritrova fra le mani un milione di euro, la prima cosa che fa è usarli per dimostrare vent'anni di meno: con quella cifra può restaurarsi meglio di Demi Moore e gliene rimangono ancora parecchi. 

Per lei non vale quel che vale per la maggioranza dei grattinofili, e cioè: tutte le vincite sommate compensano una minima parte di quel che si spende in tagliandi. C'è chi si spara un Batti il banco! o un Quadrifoglio tutte le mattine col caffè, per procurarsi quella bottarella di adrenalina che ti scuote dal torpore mattutino: in un anno spenderà dai 6-700 euro in su, un mezzo stipendio. Ma quelle dieci vincite che azzeccherà nella sua vita di fanatico delle lotterie istantanee, per un totale complessivo di 175 euro (se va bene), gli daranno soddisfazione come se avesse scoperto una miniera d'oro. 

mer 16 gen 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Ma come si fa a non capire che quella di Monti è una "candidatura suo malgrado"? Mai sarebbe "salito in politica" se altri non avessero nel frattempo candidato, a furor di popolo, la sua rinomata agenda, sulla scia di illustri precedenti storici: dalla nomina a senatore del cavallo di Caligola, fino a Berlusconi che, per combattere la piorrea, manda in Consiglio Regionale la sua pulitrice dentale. 

Dice: ma si trattava pur sempre di soggetti dotati di intelligenza propria, chi più (il cavallo Incitatus) e chi meno (la Minetti). Sì, ma anche l'agenda Monti aveva assunto un che di animato, avendola Casini rivestita di pelle umana (la sua) e Marchionne agghindata con uno di quei pulloverini che presto venderà al posto delle Fiat che non compra più nessuno. Una candidatura resasi dunque necessaria per non mandare sola, "nell'agone politico", l'amata agenda che prima non aveva mai messo il naso fuori dalla sua borsa professorale. E pazienza se uno degli effetti sarà ora vedere il Ministro Riccardi, con quell'aria bonacciona del cattolico pensoso, che arriva in Parlamento su di una rombante Ferrari condotta da Monteprezzemolo fresco di parrucchiere.
Stando a "La Voce", che anche con il nuovo direttore non ha perso il gusto di unire il futile al dilettevole, a Rimini l'effetto Monti starebbe creando nel PD un vero e proprio sconquasso: «Si profila una diaspora verso il centro»; «Il PD si sfalda/Cattolici con Monti». È vero che perdere l'apporto di Mauro Ioli è cosa da non augurare a nessuno, ma bisognerebbe essere alquanto impressionabili per considerare un'apocalisse il fatto che, volendo pure lui "salire" da qualche parte, si sia arrampicato con la fida Tognacci fino al convento dei Cappuccini dell'amata Santarcangelo per annunciare l'ennesima variabile della sua già complicata "strategia politica".

mer 30 gen 2013 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Continuano le rassegne invernali che recuperano le pellicole degne di attenzione spesso fuori dai circuiti di distribuzione cinematografici.
Al borgo San Giuliano presso il cinema Tiberio l'appuntamento con il cineclub Notorius è sempre al giovedì. Il 31 Gennaio in cartellone troviamo "Molto forte incredibilmente vicino" di Stephen Daldry con Sandra Bullock e Tom Hanks. Tratto dal bel romanzo di Jonathan Safran Foer, la storia di Oskar l'undicenne protagonista è una storia di sopravvivenza e di scoperta nella New York post 11 settembre. Giovedì 7 febbraio "Le migliori cose del mondo" di Laìs Bodanzky una commedia, romanzo di formazione ambientata in Brasile.
Per la giornata della memoria all'interno del progetto "Credere, odiare, resistere: vivere sotto la dittatura fascista e nazista, 1922-1945" il 1 febbraio al Teatro degli Atti ad ingresso gratuito si potrà assistere al documentario di Marco Bertozzi "Profughi a cinecittà", presente in sala il regista. Alla cineteca di Rimini appuntamento con il maestro P.T.Anderson e il suo grandioso "The Master" ammirato a Venezia e con due incredibili interpretazioni quella di Joaquin Phoenix e di Philip Seymour Hoffman, sarà possibile vederlo nelle giornata di Mercoledì 31 Gennaio e nel successivo weekend.
Spostandoci a Bellaria segnalo il 7 febbraio la proiezione del capolavoro di Malick "The tree of life" al teatro degli amici di Bordonchio alle ore 21.

mer 13 feb 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

benedettoXVI.jpg"È una scelta, la sua, da cui traspare un alto senso di responsabilità e nella quale si ravvisa la stessa umiltà e disponibilità con cui quasi otto anni fa intraprese il Pontificato. Qualche ora dopo la sua elezione, dichiarò alla folla riunita in piazza San Pietro, di sentirsi come «un semplice e umile servitore della vigna del Signore». Con questi atteggiamenti Benedetto XVI ha guidato giorno dopo giorno la barca di Pietro e con questi sentimenti conclude il suo servizio pontificale.
Tutta questa vicenda ci invita a grande preghiera per rendere grazie al Signore per avercelo dato come Pontefice, sicuri che Benedetto XVI continuerà a servire la Chiesa con il suo sacrificio e la sua grande preghiera"». Così scrive il nostro Vescovo, Monsignor Francesco Lambiasi.
Riflessioni e sentimenti che pervadono tutto il mondo, attonito di fronte a un gesto che era stato compiuto per l'ultima volta nel 1415.
Fra l'altro, quasi 600 anni fa, Rimini ebbe una parte non piccola durante la drammatica crisi passata alla storia come "Scisma di Occidente", che per quasi quarant'anni lacerò la Chiesa con la contrapposizione fra diversi Pontefici, fino ad averne perfino quattro contemporaneamente.
Proprio nella nostra città, infatti, il legittimo Papa Gregorio XII si era dovuto rifugiare, protetto dai fedeli Malatesta. E fu Carlo Malatesta in persona, quale delegato di Gregorio al Concilio di Costanza, a pronunciare la sua rinuncia all'ufficio di romano Pontefice.
Ma la scelta di allora fu dettata da motivi politici. Quella di oggi - e per favore, non chiamiamole "dimissioni" - con la commovente confessione di Benedetto - "Sento la fatica dell'età" - costituisce un atto inaudito nella bimillenaria storia del cattolicesimo, di cui tutti i successori al Soglio di Pietro dovranno tenere conto.
Un gesto epocale, appunto. Di fronte al quale risaltano per contrasto tutte le miserie di un mondo che certo la Chiesa fa sempre più fatica a interpretare. Un mondo che da parte sua si dimostra desolatamente incapace di guardare oltre i suoi angustissimi limiti.

mer 13 feb 2013 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«L'autarchia torna in tavola dove con la crisi è crescita boom negli acquisti degli ingredienti base come farina, uova, zucchero e burro che non è mai stata registrata prima nel dopoguerra.» In decisa controtendenza rispetto «al calo complessivo dell'1,5 per cento degli alimentari registrato nella grande distribuzione, con un taglio della spesa di 1,1 miliardi di euro sui prodotti confezionati.» Così una ricerca Coldiretti/Censis fotografa l'anno appena trascorso. Aggiungendo che «con la crisi si torna in cucina, ai fornelli dove in media gli italiani trascorrono 56 minuti al giorno nei giorni feriali che salgono ad oltre 69 minuti nei giorni festivi.» Più che una spending review, una "decrescita felice" a base di fragrante ciambella casalinga e tagliatelle dell'arzdora. 
Sapore, convivialità e risparmio, come promette anche il nuovo libro di Cinzia Bauzone, appena uscito da Raffaelli editore: "In cucina contro la crisi - dalla Romagna ricette per piatti semplici, economici e ricchi di soddisfazione". Altro indice del ritorno alla sobrietà, il proliferare di consigli su come riciclare con gusto avanzi e "scarti". Sul web, nei blog come ecocucina.org di Lisa Casali, nei giornali e in libreria, con titoli che rinnovano i fasti di "L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa" del romagnolo Olindo Guerrini, che su invito di Pellegrino Artusi compose un saporito e virtuoso "sillabo" di ricette, uscito postumo nel 1918. 

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

"T'è la voipa!"; "Quel chi lè l'ha na voipa m'adoss...". Avere la "volpe", nel riminese si dice allo scansafatiche, a chi non ha voglia di lavorare. Ci sono anche dei modi dire in proposito: "Voipa vot è brod? Sè, se tal me port!": "Volpe vuoi il brodo? Sì, se me lo porti!". Oppure, in Valconca: "La voipa veneranda la vin tre volte al di, la sera la mattina e pure te mizz'dì", cioè: "La volpe veneranda viene tre volte al giorno, la sera la mattina e pure a mezzogiorno".
Però, a quanto ci risulta, nessuno si è preso mai la briga di spiegare come mai la volpe da noi, e solo da noi, sia considerata pigra. In tutto il mondo, invece, nelle tradizioni popolari come nelle fiabe, la volpe è furba, infingarda, perfino lussuriosa, se non addirittura incarnazione di Satana. Ma come il diavolo non dorme mai, alla volpe non è mai mancata la voglia di darsi da fare. E allora?
Gianni Quondamatteo, nel suo "Dizionario Romagnolo (ragionato)", lascia intendere che la pigrizia della volpe sia quella del furbacchione che scarica sugli altri i lavori più pesanti: ".. e volponi di questa specie ne abbiamo tanti ancora oggi". Ma la spiegazione non convince del tutto. Innanzi tutto perché non si comprende come mai solo qui la "volpaggine" equivalga all'indolenza, quando invece ovunque significa scaltrezza. E poi noi al fannullone non diciamo "sei una volpe", ma "hai la volpe".
Ora, quell'avere ci spinge a suggestioni forse fantasiose, ma che qualcuno più qualificato di chi scrive potrebbe approfondire.

mer 04 dic 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Parcheggi gratuiti in Centro storico per due ore (con disco orario) dal 7 dicembre. E' il regalo di Natale che il Comune di Rimini ha fatto a commercianti del centro e cittadini, che potranno così fare i loro acquisti parcheggiando l'auto nei circa 1.500 posti con strisce blu senza pagare le prime due ore. Sarà possibile nei parcheggi: Gramsci - S.Rita, ex Sartini, Tiberio, Cervi, Soleri-Brancaleoni, Bondi, Bramante, Tosi-Ceccarelli, P.zza Ferrari, Via Gambalunga, Via Tonti, Via Bastioni Settentrionali, P.tta S.Gregorio, Valturio, Rocca, Malatesta.
Intanto sono tornati in servizio i trenini di "Centro facile", il servizio di navette gratuito. Lo scorso anno i trenini hanno trasportato 22.311 passeggeri: un successo che ha convinto il Comune ad aumentare del 50% le giornate, dalle 16 del 2012 alle 25 di quest'anno. Le navette partono da Via Caduti di Marzabotto e dal parcheggio del Settebello.
Tutto a posto anche con le luminarie. Nonostante molte difficoltà, alla fine 45 chilometri di strade cittadine sono stati addobbati con 500mila punti luce.
Un impegno consistente, realizzato grazie all'accordo firmato tra l'Amministrazione Comunale e i 19 tra Comitati, Associazioni e Consorzi operanti nell'intero territorio del Comune di Rimini.

Chiamamicittà - via Caduti di Marzabotto, 31 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 780544 - info@chiamamicitta.net
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