ARTICOLI CHE PARLANO DI NICCOLO_FABI

mer 27 giu 2012 - Notizia di spettacoli - scritto da Tomasicchio Marta Ileana

L'occasione è l'evento del 20 giugno "Rimini, Terra d'asilo" della Provincia di Rimini, sul diritto di asilo politico. Niccolò Fabi interviene nel live di Saba in Piazza Cavour. Da tempo la sua musica è in processi osmotici di comunicazione per campagne solidali. Un percorso artistico che si incrocia con esperienze di vita personali, tra cui essere genitore privato della propria bimba di nemmeno due anni a causa di una meningite fulminante. 
Ospite speciale nel live di Saba. Come è nata questa collaborazione?
"Era già capitato di condividere il palco con autonomi set in una serata sull'Africa. Quest'estate mi sono reso disponibile ad interagire nel suo live in eventi nel contesto di tematiche quali integrazione razziale, dialoghi sulle etnie. Simbolicamente ma anche praticamente, per unire due repertori all'origine diversi. Ma come spesso succede, quando si suona insieme, si finisce per assomigliarsi".
Il palco aiuta a sensibilizzare le persone. Potrebbero utilizzarlo anche altri musicisti?
"Negli anni la mia curiosità verso il mondo in cui viviamo e la musica si sono integrati. Non sono un monomaniaco della musica. Ci sono artisti che per caratteristiche personali, danno il meglio di sé suonando. Laddove escono dalla liturgia del concerto, non aggiungono fascino comunicativo. A me succede il contrario".
Le tue sono caratteristiche naturali. Ma occorre coraggio ad essere se stessi.
"(ride) Anche il coraggio sì, è una caratteristica. Se non hai la tua scaletta, ti butti, collabori con altro artista e chiacchieri su tematiche sociali, indubbiamente è più rischioso."

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