ARTICOLI CHE PARLANO DI NEON
Se qualcuno pensa che i Gattamolesta siano una band classica di quelle che sogna comparsate in Tv davanti ai sacri giudici MorganVenturaMaionchi allora non ha capito niente. I Gattamolesta li troverete forse più facilmente “nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” tanto per citare il buon Faber. E nei quartieri dove la vita diventa passione loro saranno lì, in un angolo coi cappelli e le custodie aperte a raccattare qualche euro dalle tasche dei più volenterosi, suonando canzoni di briganti e di zingari. Ad allietare le danze dei curiosi troverete Andrea Gatta, saltimbanco e giullare, cantante e chitarrista, Niccolò Fiori al contrabbasso, Jader Nonni alla batteria, Luigi Flocco alla fisarmonica. Il 16 maggio saranno al bar Neon di Rimini ad allietare il sabato della città riminese, per presentarvi un concerto che non dimenticherete facilmente. E ricordate “omme si nasce, brigante se more”…
Sabato 6 Giugno calici al cielo in via Garibaldi, si festeggia il 3° compleanno del Neon Cafè, un piccolo spazio con grandi idee che ha rinnovato l’idea di aperitivo abbinandolo a dj set, concerti dal vivo, performance, video proiezioni, mostre e sfilate di moda. Per festeggiare il traguardo e la contemporanea fine della stagione invernale Don Botte (leggi Matteo Botteghi, gestore e mente malata del Neon Cafè) giocherà la carta del “Tutto in una notte”: apriranno la serata i fratelli Franz e Ricky Cardelli dei Rangzen con una live performace lasciando poi la selezione musicale a 15 (quindici!) djs, ovvero quelli che hanno dipinto di musica l’inverno del Neon: Oreo, Giamma, Giovanni, Gabo, Michele, Bizio, Emiliano, Capizzi, Federica S., Domenico, Federica F., Anna, Fattori, Gode e Fulvio avranno 10 minuti a testa per suonare la propria musica. La serata sarà immortalata dagli scatti di Chico De Luigi e c’è da scommettere che sarà fotonica!
Love will tear us apart (again). L'amore ci farà a pezzi, di nuovo. Con questo diktat Angela Baraldi, Steve Dal Col e Giorgio Canali rendono omaggio ai Joy Division nel trentesimo anniversario della scomparsa di Ian Curtis, leader del gruppo, sabato 12 febbraio al Neon di via Garibaldi.
Erano gli anni del punk e della sua forma più scura, la new wave, dilettanti in trincea ad esprimere non tecnica e maestria, ma emozioni autentiche, flash abbaglianti di un futuro improbabile ammalato di autodistruzionismo. Angela Baraldi è una delle più interessanti voci della scena rock degli ultimi decenni che recentemente si è concessa in prestito al cinema d'essai; Steve Dal Col è uno dei migliori chitarristi italiani "reduci" della New Wave. Di Giorgio non ci dovrebbe essere bisogno di spendere troppe parole per spiegare chi è Giorgio Canali. Musicista, produttore, autore, stretto collaboratore di numerosi gruppi italiani e stranieri ... amato trasversalmente da generazioni diverse. Chitarrista dei CCCP Fedeli alla linea, poi diventati CSI, Consorzio Suonatori Indipendenti e successivamente PGR, Giorgio Canali ha dato il via alla sua carriera solista, supportato dalla sua band Rossofuoco e a produzioni e collaborazioni varie (fra le più importanti ricordiamo PFM, Verdena, TARM, Marlene Kuntz, Zen Circus e l'ultimissimo progetto con Le Luci della Centrale elettrica).
Umberto Palazzo contribuisce ad inseminare vogliosamente la musica rock e aurorale italiana a partire da ‘Stanze', primo album dei Massimo Volume e di cui è stato tra i membri fondatori. Un percorso negli anni '90 con la sua band Santo Niente, sancito dalla pubblicazione come il vorticoso ‘La vita è facile' per il Consorzio Produttori Indipendenti, la colonna sonora del film ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo' dal libro di Brizzi. Il più recente approdo è il cd ‘Il fiore dell'agave' del 2005. Succede però che accanto al Santo Niente, dal laboratorio sia apparso di recente un alter-ego di confine, El Santo Nada con l'album ‘Tuco', le cui atmosfere richiamano l'Ennio Morricone degli spaghetti western, surf, psichedelia e pennellate di folk attinte qua e là tra l'Italia e l'est Europa. La prima domanda ad Umberto Palazzo nasce quasi spontaneamente.
Cosa ti ha portato a mettere su il progetto Santo Nada che mancava nel Santo Niente?
"Non direi che mancasse, ma piuttosto che eccedesse qualcosa. C'era un surplus di creatività che Alessio D'Onofrio ed io abbiamo preferito incanalare in un altro progetto".
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