ARTICOLI CHE PARLANO DI MUSE
Nato cent'anni fa a Rimini, René Gruau (1909-2004), figlio di una donna francese (da cui prese il cognome) e di un aristocratico italiano, ha rappresentato, per la grafica di moda, la quint'essenza dello stile moderno di entrambi i paesi: egli è stato il maestro incontestabile di un'eleganza mondana perfetta e leggera come un passo di danza, simile al vibrare sprezzante e infiammato di un tango.
Non tutti sanno che all’interno della Caserma Giulio Cesare c’è un Museo Storico-Militare. Una raccolta minuziosa ed accurata di oggetti, cimeli, reperti, armi e divise utilizzate dall’Esercito Italiano. Materiali originali ed unici, dal risorgimento ai tempi moderni, una vasta raccolta di medaglie e cartoline militari dell’epoca. L’interessante collezione arriva anche da donazioni di privati. Tra i cimeli esposti c’è anche una camicia garibaldina appartenuta ad un reduce che fece parte della colonna “Medici” accorsa in rinforzo alla spedizione dei Mille del 1860.
Fino al 29 novembre il Museo della Città di Rimini ospiterà "La grande guerra, la vittoria e le sue conseguenze" mostra sulla prima guerra mondiale e sul biennio successivo alla sua conclusione. L'iniziativa prevede anche un convegno (7 novembre) con il prof. Antonello Folco Biagini (Università La Sapienza di Roma), il generale Massimo Coltrinari (titolare Storia militare Issmi), il generale Gianfranco Gasperini (coordinatore d'area Issmi) e il generale Giovanni Sciandra (titolare scienze strategiche Issmi). E degli incontri: 15 novembre "Futuristi e grande guerra. Un futurista a Rimini" (ore 16.30), "L'impresa di Fiume nelle lettere di Gabriele D'Annunzio" (ore 18); 18 novembre "D'Annunzio e i rapporti con Capitan Giulietti e Mussolini" (ore 16.30); 29 novembre "L'impresa di Fiume nell'esperienza di un collezionista" (ore 10.30).
Per visite guidate tel. 0541.704421 - 704426
Carla Bozulich è un’icona: musicista, performer, scrittrice divisa tra New York, Los Angeles e l'Europa, un personaggio sopra le righe e al di fuori d'ogni schema, fragile, umorale, vera come poche artiste del panorama internazionale odierno. L’associazione culturale Timanfaya ha lavorato duramente per averla e finalmente riesce a presentarla al pubblico riminese martedì 20 aprile presso il Museo della Città di Rimini. Un passato a dir poco travagliato e la musica come valvola di sfogo e strumento di risalita e riscatto: è consacrata artista - culto in un periodo di relativa maturità. Nel 2005 il destino la favorisce con l’album ‘Evangelista’. Questo lavoro darà anche il nome alla band che l’accompagna in un intreccio continuo tra musica e vita. Come ‘Evangelista’, ha scritto ‘Hello, Voyager’ e l’ultimissimo ‘Prince of Truth’ sulla cult label canadese Constellation. Grande consenso di pubblico e stampa, per un progetto sicuramente non facile, dove spicca la timbrica della sua voce – che richiama Diamanda Galas e Patti Smith - ma assolutamente unica, capace di emozionare e far vivere nei suoi live esperienze di sommovimento interiore.
A San Siro ero stato diverse volte. Sempre e solo per amore. Per amore di due colori che mi accompagnano fin dalla nascita: il rosso e il nero. Ogni volta che entravo in quello stadio lacrime ed emozione avevano il sopravvento sul bambino che sognava un giorno di calcare quel prato davanti a 70mila persone.
Esistono sempre sogni di scorta però, per esempio entrare sul palco ad aprire un concerto rock con lo stadio tutto esaurito credo non sia così male. Poco importa se non sei tu il leader del gruppo e il tuo compito e quello delle altre 59 comparse è solo quello di sventolare delle bandiere e tenere dei cartelli in mano, quello che conta è l'emozione, l'adrenalina che quel momento ti regala.
Martedì 8 giugno era in programma a San Siro l'unica data italiana dei Muse, il gruppo alternative rock britannico proiettato al successo planetario dall'ultimo "The Resistance" dopo l'esplosione del 2006 con "Black Holes and Revelations". Qualche giorno prima, in pieno delirio lavorativo, è arrivata la chiamata dall'alto: "Mi servono sessanta comparse per aprire il concerto dei Muse a San Siro, pensaci, se sei interessato dillo a chi vuoi e mandami un messaggio con nome, cognome e data di nascita entro la giornata".
Sono le cantine del settecentesco ex Collegio dei Gesuiti, dall'epoca napoleonica fino al 1977 ospedale della città e dal ‘90 sede del Museo della Città, a ospitare la nuova Ala archeologica. Lo scenario è suggestivo, caratterizzato in gran parte dalla copertura a volte degli antichi sotterranei. Qui si snoda un percorso complesso e denso di reperti sulla storia di Rimini che consentirà di osservare, attraverso le tracce lasciate dai suoi abitanti, l'evoluzione nel territorio riminese dalla Preistoria alla fine del periodo Tardoantico.
Circa 2.000 sono i metri quadri complessivi di superficie, oltre quaranta le sale espositive.
Il visitatore può vedere la Rimini delle origini con i preziosi ripostigli dell'età del bronzo, depositi di oggetti appartenuti a commercianti-fonditori, i corredi delle necropoli villanoviane e gli oggetti legati alle diverse genti che ebbero frequentazioni con l'approdo riminese. Rappresentato il momento della fondazione di Rimini nel più ampio prospetto della centuriazione della regione e dell'apertura delle strade consolari: esposti esemplari di aes grave e dei pocola deorum. Ma è la città repubblicana e imperiale ad avere un ruolo egemone. Materiali tra il III e I sec.a.C., reperti provenienti dalle necropoli, dalle tracce del nuovo impianto urbanistico e infrastrutturale, dagli edifici templari. Rimini, come sottolinea il soprintendente Luigi Malnati, è la prima città colonia che i romani portano al di là degli Appennini, capitale degli stanziamenti a nord.
Fernando Gualtieri, il Maestro dello Splendore del Reale, il 4 dicembre ha donato dieci suoi quadri al Museo della Città di Rimini. I cavalli del Vietnam, Orizzonte giapponese, Le Bellezze dell'antico Giappone, Uva di Romagna, Campanelle Blu, Giovane Coreano e orchidea, Pastello di Cina 1, Pastello di Cina 2, My Nuong e Moglie dell'artista sono le opere che si aggiungono alle tre tele (Scintillante, Le corde del porto di Rimini e Piazza Cavour) già esposte dal 2008 e ispirate a Rimini. Gualtieri, nato in Francia nel 1919 da genitori italiani, con radici a Talamello e viserbese d'adozione, è un artista di fama internazionale, vive a Parigi ed ha esposto e ottenuto premi nel mondo, dagli Stati Uniti al Canada, Inghilterra, Cina e Giappone. Talamello gli ha dedicato il museo-pinacoteca "Lo splendore del reale", che riunisce più di 50 sue opere donate al Comune.
Varcare la soglia del Museo dell'Emigrante - Centro Studi Permanente sull'Emigrazione della Repubblica di San Marino è come immergersi nella macchina del tempo. Un luogo, o forse sarebbe meglio dire, un tempio del ricordo dove, con grande passione e cura certosina, sono state raccolti e catalogati documenti, fotografie, oggetti e memorie degli emigranti sammarinesi del secolo scorso.
Ma procediamo con ordine.
Il Museo si trova nel centro storico della Città, in un ala dell'antico monastero di Santa Chiara in Contrada Omerelli e già arrivarci, percorrendo il vicolo circondato da vecchie mura, predispone alla visita.
Bella questa sede, carica di suggestioni antiche a cominciare dalla "ruota" che sin dall'entrata, fa ricordare le consuetudini delle monache, le antiche proprietarie dell'edificio.
All'ingresso la prima gigantografia in bianco e nero con i simboli dell'emigrante: antiche valige di legno e cartone.
Ci accoglie la Dott.ssa Noemi Ugolini, Direttrice di questo Museo da lei ideato e inaugurato ufficialmente nel 1997 alla presenza degli Eccellentissimi Capitani Reggenti.
L'Impressionismo non è solo Parigi. La mostra che durerà sino al 17 luglio al Palazzo delle Esposizioni a Roma offre un punto di vista finalmente originale su Impressionismo, Espressionismo e Avanguardia. Saranno visibili più di 100 capolavori dello Städel Museum di Francoforte, in genere mancanti nelle grandi mostre dedicate a questo periodo; una panoramica eccezionale di artisti romantici (Friedrich), realisti (Courbet), simbolisti (Böcklin), impressionisti (Degas) e dell'Avanguardia (Klee) e inoltre tele di Van Gogh, Cézanne, Marc solo per fare alcuni nomi. Un'occasione unica per vedere le opere che sconvolsero il sistema delle arti e dell'intera società europea tra ‘800 e ‘900.
Il "Parco marchigiano-Romagnolo delle miniere" è in drittura d'arrivo. Il 21 marzo la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge n° 4258 che modifica l'art. 15 della L. 93/2001 trasformando il "Parco dello Zolfo delle Marche" nell'interregionale "Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia Romagna". Alle miniere di Cabernardi, Percozzone, Perticara e Marazzana, all'ex raffineria di Bellisio Solfare e ai due Musei di Perticara e Cabernardi si aggiungono le ex miniere di zolfo sui territori di Urbino (San Lorenzo in Solfinelli) e di Cesena (Formignano).
In attesa del definitivo imprimatur delle Camere Carlo Evangelisti, presidente del Parco, si dice «soddisfatto per l'imminente uscita dalla situazione di stallo seguita al passaggio alla provincia di Rimini dei comuni della Valmarecchia, con un mutamento dell'assetto territoriale che - ci spiega - ha come unica soluzione un nuovo decreto istitutivo».
«La proposta di Parco Interregionale è stata votata in Commissione Ambiente all'unanimità - aggiunge il Sindaco di Sant'Agata Feltria, Guglielmino Cerbara - e questo è di buon auspicio per il raggiungimento dell'obiettivo perseguito. Speriamo in un forte impegno di tutti i parlamentari dei territori interessati. Nell'occasione, come Comune di Sant'Agata Feltria abbiamo avanzato la richiesta di una nuova perimetrazione, che includa all'interno del fututo Parco Interregionale aree di grande valore storico minerario come Maiano e Sapigno, attestate da documenti storici risalenti al 1600 quando la famiglia Fregoso finanziò l'apertura di miniere nelle località citate. Riteniamo che sia l'occasione giusta per dare il meritato riconoscimento a questi territori».
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