ARTICOLI CHE PARLANO DI MIA
Dal 15 al 20 giugno nell’ambito del “Ravenna festival” arriva finalmente al Palafiera di Forlì “Mamma Mia!”, la commedia musicale numero uno al mondo. Ispirato al film “Buonasera signora Campbell” di Melvin Frank del 1968, si svolge in un’isola della Grecia ed è la storia di una ragazza che alla vigilia del suo matrimonio vuole conoscere l’identità del vero padre.
Lo spettacolo teatrale debutta a Londra nel 1999 e, ancora oggi, vede la rappresentazione contemporaneamente in diversi posti nel mondo, fra il Nord America e l’Europa, in diverse lingue sempre con una grande affluenza di pubblico. Dal 2006 è la più longeva rappresentazione di Broadway e nel 2005 supera le 1000 repliche a Las Vegas.
Dal 9 luglio, ogni giovedì fino al 30, si svolge alle Celle di Rimini “La festa è mia! - dedicata ai ragazzi da 0 a 90 anni”. Nel piazzale I Portici (via XXIII settembre) ci sono tanti laboratori per giocare: con le Banche del Tempo (che da ottobre gestiranno un gruppo d’acquisto per favorire le famiglie e i prodotti locali), i maestri artigiani di CNA (il 23 luglio Leo Polverelli, il 30 luglio Pasquale Bove). Non mancano tavoli di solidarietà: per I Niños della Colombia, il Progetto Ebano e Avorio, il Progetto una giostra per Lorena, per l’Ail. Inoltre per il primo anno, il mercatino del baratto: si viene, si scambia, e ciò che rimane viene venduto per beneficenza!
La follia è una costruzione culturale, sosteneva Foucault. Questo è il perno intorno cui ruota "Stravaganza" un testo teatrale di Dacia Maraini, scritto nel 1986 e oggi portato in scena da Claudio Misculin e dalla sua Accademia della Follia. Questo spettacolo - il cui sottotitolo recita "Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza" - sarà in scena al Teatro Petrella di Longiano sabato 28 novembre, alle 21. A raccontarci qualcosa in più di questo spettacolo è la scrittrice Dacia Maraini.
"Stravaganza" racconta la storia di cinque malati di mente, della loro esistenza, tra timori e relazioni personali, dentro e fuori dal manicomio. Qual è il confine tra follia e stravaganza?
"Lo spettacolo nasce da una serie di inchieste che feci prima della Legge Basaglia e dalla Legge Basaglia stessa, che portò alla chiusura dei manicomi. Spesso in questi posti i matti si costruivano: il più delle volte erano solo persone depresse ma quello che accadeva in quelle prigioni li segnava per tutta la vita. Come è accaduto ad Alda Merini, che ha conosciuto il manicomio più duro, quello con le sbarre alla finestra, ma alla fine ne è uscita e questa esperienza terribile non le ha impedito di scrivere cose meravigliose".
"Stravaganza" - in scena al Petrella di Longiano, sabato 28 novembre alle 21 - è uno spettacolo coprodotto dall'Accademia della Follia e dal Teatro Stabile Friulia Venezia Giulia. In scena gli attori dell'Accademia della Follia - una compagnia composta "da matti di mestiere e attori per vocazione" - per le regia di Claudio Misculin. Ed è proprio Claudio Misculin, che nel 1974 ha dato vita a una Accademia teatrale di giovani attori ed ex-degenti che hanno trovato un nuovo e stimolante inserimento nella vita proprio grazie al teatro.
Dal 21 al 24 febbraio la Fiera di Rimini sarà un’immensa tavola imbandita. Sono infatti in programma tre manifestazioni fra le più importanti nel campo dell’alimentazione: MIA, PIANETA BIRRA e MSE.
MIA, Mostra Internazionale dell’Alimentazione, è leader per l'alimentazione fuori casa, momento di verifica per un mercato che comporta in Italia un giro d'affari di 65,7 miliardi, ancora in crescita.
PIANETA BIRRA, BEVERAGE & CO è l'Esposizione Internazionale di Birre, Bevande, Snack, Attrezzature ed Arredamenti per Pub e Pizzerie: l'unica fiera in Europa dedicata alle bevande, settore che sviluppa in Italia un giro d´affari di 65,7 miliardi.
A San Leo dal 21 al 26 agosto torna Alchimialchimie. Una serie di eventi che ruotano attorno alla figura di una persona che continua ad affascinare, della quale si narra che con un fare a dir poco stoico ha perseguito fino alla fine i suoi interessi, anche a costo della vita. Giuseppe Balsamo, un avventuriero palermitano divenuto negli anni Alessandro Cagliostro per sfuggire gli aguzzini che lo cercavano in tutta Europa, si è servito per profitto nel corso della vita di ogni pratica in voga (ufficiosa) nella seconda metà del Settecento, rendendola invariabilmente truffaldina: l'alchimia, la massoneria, la moderna filosofia, la medicina. A San Leo sei giorni (non a caso: il sesto atomo della tavola periodica è il carbonio, base di tutta la chimica degli organismi viventi), permeati da atmosfere infarcite di esoterismo, arte, cultura, storia, spiritualità e scienza. Non solo: mercatini, spettacoli, mostre d'arte, laboratori per grandi e piccini, danza e musica. L'antica Montefeltro, per cui la Provincia di Rimini ha avviato presso l'Unesco la procedura della richiesta di inserimento nei siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità, ha gelosamente conservato negli anni la propria fortezza, sede di quei terrificanti 10 metri quadri muniti di sola botola in cui il Cagliostro ha consumato i suoi ultimi 4 anni di vita.
Succederà qualcosa nelle antiche latitudini europee dove sono scomparsi salute, sogno, spazio, sensualità, sensibilità, simpatia, tecnica, bellezza?
Parafrasando alcuni motivi dominanti di Claudio Misculin, si deve provare a cercare una via di riscossa in un paese dove innovare significa risparmiare. E dove la coscienza intellettuale è oramai talmente ripiegata su se stessa da non avere un moto di rabbia neppure di fronte allo scempio del più spettacolare sito archeologico del mondo, Pompei. Dove l'incuria, il degrado, l'abbandono, il ladrocinio hanno prevalso sul civile senso di dire "no", con buona pace anche del mondo intellettuale italiano, perché non si vede mobilitazione di fronte a tale scempio tra chi dovrebbe essere più sensibile, ma soltanto un breve risvegliarsi da un sonnolento mondo autoreferenziale, per poi ricadere nell'oblio.
Si pensi, a titolo di paragone, che Machu Picchu in Perù e Tikal in Guatemala sono meglio gestiti; e quelli non sono certo paesi che navigano nell'oro.
A Riprova, uno spettacolo fatto e prodotto nel territorio nazionale nel 2011 fa venti date in Brasile e zero in Italia: grande interesse là annoiato disinteresse qua.
Ne parliamo in parallelo con due imprenditori "illuminati", Alberto Medioli del gruppo SADA, azienda fondata da italiani con capitali italiani, che opera a 360 gradi in Brasile, e Maurizio Focchi, Presidente dell'Associazione degli Industriali di Rimini e titolare di una delle aziende più innovative ed internazionali del territorio riminese.
L'Accademia della Follia, tra novembre e dicembre 2010, ha portato da Rio de Janeiro a Belo Horizonte, da Salvador a Fortaleza a Quixadà lo spettacolo Extravagância, la versione portoghese di "Stravaganza", testo teatrale di Dacia Maraini sulla follia da lei affidato per la prima volta a una compagnia di "matt-attori", che in Italia aveva avuto più di 50 repliche. Durante la tournée l'Accademia ha stabilito contatti e scambi con i principali operatori per l'assistenza al disagio psichico del Brasile, paese con cui Franco Basaglia, padre della legge 180, aveva stretto una fitta rete di rapporti. Il progetto "Extravagância - Tournée in Brasile" è stato insignito dalla Presidenza della Repubblica Italiana della medaglia al merito nel campo delle arti, della cultura e dello spettacolo. Ed è pronto a ripartire nel 2011, col patrocinio della Commissione Italiana per l'UNESCO. Così Claudio Misculin, fondatore dell'Accademia, sintetizza questa avventura umana e teatrale: "Quando il mio uomo di plastica ha già sotterrato tutta la sua vitalità e onestà, ecco che all'orizzonte appare un arcobaleno di possibilità: Mister Brasile. Salute, sogno, spazio, sensualità, sensibilità, simpatia, tecnica, bellezza. Materiali umani che nelle mie antiche e nobili latitudini europee sono scomparsi."
Dall'1 al 7 agosto ritorna lo SMIAF San Marino International Arts Festival - Festival dei Giovani Saperi, una settimana intensa di workshop, spettacoli ed incontri.
Il festival ruota attorno ad un grande appuntamento annuale a San Marino tra i talenti e contributi da ogni parte del mondo.
Macro-obiettivo è la volontà di promuovere l'innovazione, la creatività giovanile e le sue potenzialità come elementi chiave per sostenere valori sociali, cultura e storia del territorio, stimolando quindi anche un nuovo turismo al di là delle logiche della riviera romagnola.
Il fitto programma è consultabile su web HYPERLINK "http://www.smiaf.org" www.smiaf.org con dettagliata descrizione e ubicazione degli oltre 100 eventi proposti tra teatro, circo, fotografia, arte, cultura e aperitivi-incontri. Tra i tanti segnaliamo: Danza Aerea: Acrobazie Aeree su tessuto, trapezio, corda e cerchio (il 2, 3 e 4 agosto), "Lecture dello SMIAF 2011", la presentazione del festival e a seguire concerti, spettacoli e dj set (venerdì 5).
Il "Giornale del Francomuratore" nel 1786 così ritrae Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro: «piccolo (...) un po' di rughe, occhi rossi, curvo, naso largo e labbra gonfie... Questo è però il Mago, il Visionario, l'Esorcista ed il Medico di tutti gli uomini, che ha condotto una vita brillante senza che nessuno sapesse dove prendeva i fondi». La vita errabonda del controverso alchimista, spesa tra le varie corti europee, dopo la condanna per eresia della Chiesa cattolica terminò nella Fortezza di San Leo, il 23 agosto 1795. E l'antica capitale del Montefeltro lo ricorda con AlchimiAlchimie, festa esoterica e colorata, che dal 25 al 28 agosto anche quest'anno si riaccende di eventi: di giorno, conferenze e incontri, con temi diversi che spaziano da "I Castelli: magie e misteri" (palazzo Vitelleschi, a cura della Gran Loggia d'Italia), venerdì 26 agosto a "Le Pietre" sabato 27 agosto (a cura del Grande Oriente d'Italia Palazzo Giustiniani), a "Medicine e guarigione", domenica 28 agosto, a cura dell'Istituto di Medicina Naturale di Urbino. Le sere e le notti sono invece riservate agli spettacoli, dalla visita alla Fortezza condotta da Cagliostro in persona, proposta ogni giorno alle 18, 19.30 e 21 (ritrovo Ufficio IAT) dalla Compagnia del Serraglio con "Insolita San Leo" a "Farsette", spettacoli di burattini tradizionali, ogni giorno, alle 18.30 e 20 nel centro storico, mentre Teatrino di Carta presenterà "Lutka", alle 21.30. Alchimie di trampoli e fuochi pirotecnici, gli spettacoli del Teatro del Ramino si svolgeranno alle 18.30, 20 e 22.30 ogni sera (Piazza Dante). I titoli? "Virtus et Luxuria", il "Guerrin Meschino" e "La Sibilla", ispirata all'oracolo dell'Appennino. Durante i tre giorni della festa il cuore della città leontina diventerà dalle 11.00 un alchemico mercatino di sortilegi e magie, dai cristalli e pietre magiche all'astrologia e tarocchi, alle rune e talismani.
Sarà un weekend "Tra teatro e musica" quello che il Teatro Petrella di Longiano proporrà il 26 e 27 novembre. Sabato 26 sul palco spirerà il soffio originale della rivoluzione basagliana con "La Luce di Dentro. Viva Franco Basaglia" dell'Accademia della Follia, con la regia di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin, mentre nel "Concerto del tè" di domenica 27 il chitarrista Pietro Nobile eseguirà le composizioni del suo ultimo album, "Indefinito Infinito", "anello di congiunzione tra la musica popolare e la musica colta". Con "La Luce di Dentro" Giuliano Scabia e Claudio Misculin tornano a raccontare una storica esperienza di liberazione: quella giornata gelida dell'inverno del '73 in cui Marco Cavallo, il grande animale azzurro/macchina teatrale costruito nel 1973 nel manicomio di Trieste appena preso in mano da Basaglia e dai suoi collaboratori, «fremendo, testa bassa, cominciò una corsa furibonda, come impazzito, verso la porta principale e, senza più esitazione, oramai a gran carriera, aggredì quel pezzo di azzurro e di verde oltre la porta. Saltarono gli infissi, i vetri. Caddero calcinacci e mattoni. Marco Cavallo arrestò la sua corsa nel prato, tra gli alberi, ferito e ansimante, confuso all'azzurro del cielo. Gli applausi, gli evviva, i pianti, la gioia guarirono in un baleno le sue ferite. Il muro, il primo muro era saltato.» Così scrive Giuseppe Dell'Acqua nel suo "Non ho l'arma che uccide il leone. Storie dal manicomio di Trieste".
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