ARTICOLI CHE PARLANO DI MEETING

ven 07 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Agolanti Leonardo

La conoscenza è sempre un avvenimento. Ce lo ricorda l’edizione del trentennale del Meeting per l’amicizia fra i Popoli, in programma dal 23 al 29 agosto alla Fiera di Rimini. Ma in una sorta di sillogismo aristotelico dobbiamo dedurre che la conoscenza è anche uno spettacolo, o qualcosa da mostrare con orgoglio. E infatti il tema ricorre nel nutrito cartellone di eventi del Meeting, sia per quanto riguarda le mostre statiche all’interno dei padiglioni fieristici, sia per gli spettacoli a pagamento. A partire proprio dallo spettacolo che aprirà la kermesse, il Miguel Mañara di Oscar Milosz, interpretato dall'attore Gigio Alberti, con la regia di Otello Cenci, musiche originali di Roberto Andreoni e Marina Valmaggi e opere pittoriche di Franco Vignazia (23 agosto). 

mer 26 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Agolanti Leonardo

 

Sarà Enzo Jannacci il mattatore "canoro" di questa edizione del Meeting per l'Amicizia Fra i Popoli, in programma sino al 29 agosto. Il celebre cantautore sarà sul palco dell'Arena D3 della Fiera di Rimini mercoledì 26 (inizio spettacolo ore 21.45) per presentare il suo nuovo doppio cd, "The best", raccolta dei più grandi successi di una lunghissima (e poliedrica) carriera, compresi alcuni brani inediti. Enzo Jannacci sarà accompagnato dal Paolo Jannacci Trio.

Scorrendo il programma degli spettacoli del Meeting non possiamo non citare il doppio appuntamento con "Etty Hillesum - Cercando un tetto a Dio", spettacolo teatrale previsto per mercoledì 26 e giovedì 27 Teatro D2) tratto dalla riduzione di Marina Corradi dei diari e delle lettere di Etty Hillesum, 26enne ragazza ebrea vissuta ad Amsterdam e morta ad Auschwitz nel 1943. Etty e il suo percorso di vita umano e spirituale - che poi è il tema ricorrente di quest'edizione del Meeting intitolata "La conoscenza è sempre un avvenimento" - sarà  portata in scena da Angela Dematté, per la regia di Andrea Chiodi.

 

ven 06 ago 2010 - Notizia di cultura - scritto da Agolanti Leonardo

Da Dante Alighieri alla scrittrice cattolica Flannery O'Connor, dall'Ungheria a Santiago di Compostela, dalla matematica al lavoro ai tempi della crisi, dalla lotta di Solidarnosc contro il comunismo (un tema ricorrente) al samba nelle favelas. Otto mostre che spaziano per l'universo mondo, otto squarci sulla realtà, otto spunti di riflessione sul rapporto dell'uomo con i suoi simili e con la fede. Come sempre il Meeting per l'amicizia tra i Popoli (22-28 agosto, Fiera di Rimini) offre un ricco carnet di mostre statiche, che vanno ad abbracciare e a integrare il tema generale. Che quest'anno, per la cronaca, è la frase che Albert Camus nel suo dramma fa pronunciare all'imperatore Caligola: "Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore".
Un passaggio a volo radente sulle mostre. 
"Da uno a infinito. Al cuore della matematica" è un viaggio nelle meraviglie dei numeri e nelle (infinite) domande che suscitano. Perché la matematica è più vicina alla natura e alla filosofia di quanto possa sembrare, ed è un vero e proprio mondo.

mer 25 ago 2010 - Notizia di cultura - scritto da Frenquellucci Carlotta

Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore” è il titolo della XXXI edizione del Meeting. Parole che riecheggiano quelle dell’imperatore Caligola nel celebre dramma di Albert Camus: «ho provato semplicemente un’improvvisa sete di impossibile… ho bisogno della luna, o della felicità, o dell’immortalità». Aperto da un omaggio a Camus, Caligola e la luna, che accosta un despota legato a Saturno (si dice fosse affetto da saturnismo, un’intossicazione da piombo) al satellite che tiranneggia sul nostro umore, il Meeting prosegue il 26 agosto con un ossequio a quello che Calvino definì il poeta lunare per eccellenza, Giacomo Leopardi. Che ha fatto della luna la sua interlocutrice prediletta e, allo stesso tempo, una silente matrigna indifferente alle sue pene. A dare il titolo al recital, Che fai tu luna in ciel?, uno dei canti più alti della poesia leopardiana, il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Il poeta, identificatosi in un pastore nomade, vaga nelle steppe asiatiche con il suo gregge, sotto lo sguardo della luna, che lo segue ovunque; e si lascia andare a un canto che suona come una richiesta di aiuto alla Natura. Forse l'astro, nel cielo da sempre, conosce il perché del succedersi del tempo e delle stagioni della vita, del dolore umano, della noia, che stimola l'incessante interrogazione degli esseri sul senso del loro esistere. 

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