ARTICOLI CHE PARLANO DI MAURIZIO_MELUCCI

mer 05 mag 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dopo 23 anni la regione Emilia Romagna ha un assessore riminese. E' Maurizio Melucci (Pd) cui il presidente Errani ha affidato le deleghe di turismo e commercio. "Cercherò - ha detto Melucci nella sua prima dichiarazione - di portare la nostra esperienza in regione in primo luogo cercando di mantenere ed espandere il nostro sistema turismo e impianto legislativo che è tra i più innovativi e funzionali del nostro paese. Le unioni di prodotto, il rapporto pubblico e privato con i nostri operatori, l'azienda di promozione turistica sono punti di eccellenza a cui guardano con interesse anche fuori regione. In secondo luogo lavorerò per fare in modo che il turismo sia a tutti gli effetti considerato un'industria, una grande scommessa a livello nazionale".

mer 23 mar 2011 - Notizia di primo piano - scritto da D'Angeli Mara

Il 2011 si presenta per la riviera romagnola come un anno complicato. La crisi economica, ben lontana dall'essere risolta, peserà ancora per diverso tempo sull'andamento turistico. Ne è convinto l'assessore regionale al turismo Maurizio Melucci: "Lo scorso anno si è concluso discretamente, con valori positivi per quanto riguarda gli arrivi, un po' meno per le presenze. Risultati buoni sì, ma ottenuti per lo più grazie a pacchetti turistici particolarmente accattivanti. E infatti i fatturati anche nel 2010 hanno risentito di un calo". Il problema sul mercato interno, spiega Melucci, c'è e continuerà ad esserci. Perchè il reddito delle famiglie italiane si è abbassato vertiginosamente. Quando pagare l'affitto e fare la spesa diventa una corsa ad ostacoli, il pensiero di una settimana di vacanza sparisce da ogni fantasia. 
"In questo quadro - continua Melucci - la tassa è un errore gravissimo. Di carattere culturale ancor prima che economico. Perché si pensa sempre al turismo come a una mucca da mungere". Molti sindaci italiani, secondo Melucci, cadono in errore dando per scontate le affluenze turistiche nelle loro città e, piuttosto che mettere le mani in tasca ai propri cittadini, pensano a quelle dei turisti, convinti che non ci sarà nulla a stancarli, meno che meno una tassa di soggiorno. Ragionamento comprensibile, spiega l'Assessore, ma non in un'ottica di competitività, già compromessa a livello europeo da un'IVA troppo alta rispetto ai concorrenti. 

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