ARTICOLI CHE PARLANO DI MARIANGELA_GUALTIERI

mer 05 mag 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Le parole efficaci di Mariangela Gualtieri danno voce al fango e alla luce che siamo. Dopo i versi del recente, intenso "Il silenzio dei fiori-Notte trasfigurata", in attesa di "Caino", spettacolo ancora in progress, la poetessa, fondatrice con Cesare Ronconi del Teatro Valdoca, ci regala "Bestia di gioia" (Einaudi), una raccolta di poesie in uscita il 18 maggio. E questa intervista.

Mariangela, lei ha scritto: «La poesia, dopo aver posto molte strazianti domande, rimanda l'interrogante a se stesso. Non chiedere a nessun altro che a te.»
«Sì, in realtà le parole che lei cita si riferivano al finale di ‘Paesaggio con fratello rotto', a ‘quella' poesia. Ma mi pare che la Poesia non dia risposte chiare, anche perché appunto non è dotata della sola componente razionale. Anzi, forse ciò che più parla al cuore di chi ascolta è la musica della poesia, la sua ritmica, la sua ombra, o tutto l'insieme, il corto circuito che essa crea. La Poesia parla a parti di noi che forse sono più sapienti della nostra ragione, rivela e commuove». 

 

mer 15 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Saranno le Fonderie Limone di Moncalieri a ospitare il debutto di "Caino" del Teatro Valdoca, dopo una gestazione durata due anni. Un raro evento teatrale, che con coraggio si interroga sull'umano, diretto al nostro cuore. La regia è di Cesare Ronconi, i versi, inediti, di Mariangela Gualtieri. In scena, con lei, Danio Manfredini, Raffaella Giordano e Leonardo Delogu, con un Coro di giovani attori-danzatori. Per questo alto viaggio, un viatico di parole.

Mariangela Gualtieri, da quali incontri è nato "Caino"? 
«Gli incontri sono stati davvero tanti, perché tanti sono i temi che ho dovuto attraversare: quella pagina di Genesi apre a tante tematiche che vanno indagate, anche se la maggior parte le ho poi accantonate. Il primo incontro è stato con la Bibbia, in particolare col Pentateuco. Poi mi sono avvicinata a vari filosofi, teologi, psicoanalisti, poeti. I più frequentati sono stati René Girard, Raimon Panikkar, Annick De Souzenelle, Platone, Umberto Galimberti, Luigi Zoja, James Hillman. Ma direi che gli incontri decisivi, intendo quelli più fatali, entusiasmanti e dirompenti, sono avvenuti verso la fine: il primo con Nelly Sachs, grande poeta e drammaturga che mi è parso abbia gli esatti colori e paesaggi di questo Caino. Poi il libro del Zohar, o Libro dello Splendore della tradizione ebraica, il cuore delle dottrine cabalistiche medievali, un testo abbagliante per luminosità e mistero.»

mer 23 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Redazione

«Fratello - siamo qui - io e te. Siamo messi qui/ e pare senza significato. Pare quasi/ un'attesa. Ma di che cosa. Ti chiedo.» Così ci/si interroga Caino, figura potente del mysterium iniquitatis, nei versi seminali che danno respiro all'ultimo spettacolo del teatro Valdoca. Un testo «scritto a ridosso delle prove» da Mariangela Gualtieri che per "Oltremisura" a Montescudo, il 27 marzo, lo celebrerà come rito sonoro. In "Il buio era me stesso", con la guida di Cesare Ronconi, la poetessa presterà la sua voce a tutti i personaggi del "Caino". «Reciterò col cuore (by heart, dice la lingua inglese per dire "a memoria") i versi che ho scritto intorno alla figura di Caino» scrive la Gualtieri, «intercalandoli al racconto di questa lunga avventura». Teatro Rosaspina, ore 18. Info: 347 5838040 - www.lattosscuro.blogspot.com

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