ARTICOLI CHE PARLANO DI MANIFESTA
Era il 1975. Noi liceali cominciavamo timidamente ad affacciarci ai collettivi femministi. Nella borsa di Tolfa c’era “Speculum: l’altra donna”, la tesi di dottorato della psicoanalista e filosofa Luce Irigaray, allora appartenente all’École Freudienne de Paris di Jacques Lacan. La Irigaray mostrava fino a che punto la psicologia e la filosofia classiche non fossero capaci di risolvere l’enigma della femminilità, “luogo abissale, sottratto alle indagini” secondo Freud. E ripercorreva i testi sacri della cultura occidentale, da Platone a Lacan in cerca delle metafore che veicolano il costituirsi della donna come altro rispetto al soggetto, ovviamente maschile. Esclusa dalla produzione del discorso, necessaria a garantirne il rilancio, la donna non poteva secondo questa cultura che essere lo specchio del maschio. E trovare rifugio nell’isteria dall’irrimediabile iato tra essere corpo ed essere parola. Quello che è ormai un classico le costò a suo tempo l’esclusione dall’École. Il pensiero della Irigaray, oggi direttrice di ricerca in filosofia presso il CNRS di Parigi, ha attraversato molti territori, dalla psicologia alla filosofia all’analisi del linguaggio, da “L’Etica della differenza sessuale” pubblicata negli anni ottanta, bibbia del pensiero della differenza, all’ultimo libro “Condividere il mondo” (Bollati Boringhieri, 2009), che affronta il tema del come costruire l’incontro con l’altro. Lunedì 18 maggio nel corso della benemerita rassegna “Manifesta” a Rimini ha tenuto una lectio magistralis nell’aula magna dell’Università, davanti a un pubblico per lo più di ragazze, giovani e vintage, parlando in italiano “perché il primo gesto di condivisione è parlare la lingua dell’altro.
Manifesta, l'evento dedicato al lavoro delle donne giunge alla sua quarta edizione celebrando l'assunto che è nelle differenze che si coglie la ricchezza delle esperienze e si assapora la loro unicità. La poetica di Manifesta è dunque cercare nell'incontro con l'altro il piacere della scoperta, della crescita e della consapevolezza. Dopo l'incontro con Simone Perotti, autore del conclamato Adesso basta e l'omaggio ad Antonia Pozzi, poetessa inquieta degli anni Trenta, attraverso la pellicola di Marina Spada; dopo il monologo teatrale di Lidia Ravera, e la visione di Ragazze la terra trema commentato dalla regista Paola Sangiovanni, giovedì 20 maggio (ore 16.30, sala Marvelli, sede della Provincia di Rimini, via Dario Campana, 64) Micaela Dionigi, Federica Protti, Daniela Calanca e Leonina Grossi disquisiranno sull' "insegnamento alle giovani donne" mentre venerdì 21 maggio (ore 21, Cineteca comunale) l'appuntamento è con la cantautrice Nada e il compositore e amico Massimo Zamboni, coordinato dalla brava giornalista Vera Bessone.
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