ARTICOLI CHE PARLANO DI LUIGI_SANTI

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Bernucci Annamaria

Nel cuore di Miramare, in viale Oliveti, agli inizi degli anni '50 l'artista faentino Luigi Santi creò un laboratorio ceramico che per quasi un decennio ebbe una intensa produzione e una notevole risonanza in ambito riminese e romagnolo. L'opificio oggi non esiste più, ma sono ancora molti ad averne memoria. Fu la passione per l'arte ceramica, coniugata ad una certa dote imprenditoriale, a spingere Santi ad una sfida coraggiosa: quella di produrre e commercializzare in riviera ceramiche artistiche. Luigi Santi era nato a Faenza nel 1907 e si era formato al celebre Istituto Ballardini, allievo di Domenico Rambelli. Anzi con lo scultore ebbe un rapporto fatto di collaborazione e di buon discepolato, partecipando tra l'altro alla realizzazione del Monumento ai Caduti (1920) del maestro a Viareggio.
L'attività ceramica del Laboratorio di Miramare, col nome di "Ceramica riminese" prese avvio nel giugno 1952. I primi prodotti, dapprima terrecotte non invetriate, poi smaltate, brillanti di colori e di forme recanti il segno distintivo della creatività del Santi, uscivano numerosi dagli impianti per la cottura. La produzione con gli anni assumerà caratteri quasi industriali. Tra i committenti la ditta Fabbri, nata nel 1905, per il celeberrimo contenitore dello sciroppo alle amarene di Vignola, tipica ceramica faentina decorata in blu e bianco, ispirata agli antichi recipienti da farmacia. 

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