ARTICOLI CHE PARLANO DI LUIGI_SANTI
Nel cuore di Miramare, in viale Oliveti, agli inizi degli anni '50 l'artista faentino Luigi Santi creò un laboratorio ceramico che per quasi un decennio ebbe una intensa produzione e una notevole risonanza in ambito riminese e romagnolo. L'opificio oggi non esiste più, ma sono ancora molti ad averne memoria. Fu la passione per l'arte ceramica, coniugata ad una certa dote imprenditoriale, a spingere Santi ad una sfida coraggiosa: quella di produrre e commercializzare in riviera ceramiche artistiche. Luigi Santi era nato a Faenza nel 1907 e si era formato al celebre Istituto Ballardini, allievo di Domenico Rambelli. Anzi con lo scultore ebbe un rapporto fatto di collaborazione e di buon discepolato, partecipando tra l'altro alla realizzazione del Monumento ai Caduti (1920) del maestro a Viareggio.
L'attività ceramica del Laboratorio di Miramare, col nome di "Ceramica riminese" prese avvio nel giugno 1952. I primi prodotti, dapprima terrecotte non invetriate, poi smaltate, brillanti di colori e di forme recanti il segno distintivo della creatività del Santi, uscivano numerosi dagli impianti per la cottura. La produzione con gli anni assumerà caratteri quasi industriali. Tra i committenti la ditta Fabbri, nata nel 1905, per il celeberrimo contenitore dello sciroppo alle amarene di Vignola, tipica ceramica faentina decorata in blu e bianco, ispirata agli antichi recipienti da farmacia.
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