ARTICOLI CHE PARLANO DI I_MAESTRI_E_IL_TEMPO
Il secondo ciclo di conferenze "I Maestri e il Tempo" mantiene nel titolo la tensione dialogica del rapporto degli artisti con la propria epoca e con quelle passate, e dello sguardo degli studiosi che legge le opere dei secoli trascorsi, per restituirle vive all'oggi. La proposta della Fondazione Carim era stata accolta nella scorsa edizione da un successo al di sopra delle aspettative, a dimostrazione «che è sempre in errore chi pensa che al pubblico riminese vadano offerti solo argomenti "leggeri"» chiosa il curatore della rassegna, il critico e studioso d'arte Alessandro Giovanardi. «Quest'anno si è voluto mettere insieme veterani e giovani, interpreti radicati sul territorio e voci internazionali, accademici e indipendenti, sguardi storici ed estetico-filosofici. Il cammino comincia l'11 novembre 2011 con la lectio magistralis di Eleonora Frattarolo sulla crisi dell'arte contemporanea e si chiude tra il 13 e il 27 aprile 2012 con le riflessioni su Roberto Longhi e Bernard Berenson affidati a due sommi maestri, Bruno Toscano, discepolo e sodale di Longhi e di Francesco Arcangeli, e John Lindsay Opie, il raffinato bizantinista collega di Elémire Zolla e Cristina Campo che fu tra gli ultimi allievi di Berenson» racconta Giovanardi. «Il ciclo si apre e si chiude sul presente attraversando il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco. E l'anima resta il tempo. Il primo incontro affidato a una gran signora della critica d'arte, Eleonora Frattarolo, è dedicato alla tradizione, ai legami che stringono insieme arte antica e arte moderna, contro una visione frammentaria della storia. Il tempo è quello in cui fu realizzata l'opera, ma è anche il tempo a cui l'opera guarda (il passato, i posteri) ed è poi il tempo delle molte letture che storici, critici, restauratori svolgono sull'opera. Una riflessione sull'infinita interpretazione delle immagini artistiche che, nella loro ansia di eternità, superano le età e che tuttavia le singole epoche guardano sempre con rinnovata attenzione.»
Il 30 marzo per "I Maestri e il tempo" lo storico dell'arte Pier Giorgio Pasini racconterà "Antonio Trentanove e il trionfo dello stucco", ovvero lo scultore riminese che fu "uno dei più affascinanti plasticatori italiani della seconda metà del Settecento". Lo testimonia la Chiesa "dei Servi", che sorprende col contrasto tra l'esterno austero e l'interno fiorito d'oro e stucchi. Da non perdere. Pier Giorgio Pasini è un patrimonio culturale della nostra città, che l'ha insignito del Sigismondo d'oro nel 2001 "per avere da studioso e saggista indagato e valorizzato il patrimonio artistico riminese", cui ha dedicato centinaia di contributi importanti, adoperandosi alla riscoperta e all'indagine dei giacimenti culturali del territorio e dando impulso alla creazione del Museo della Città. Aula Magna dell'Università, Via Angherà 22, ore 17.30. Info: Segreteria Fondcarim tel. 0541 351611.
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