ARTICOLI CHE PARLANO DI IOR
Quasi ogni chiesa, meno in quelle moderne, anche in quelle più piccole di paesi e borghi, ha quadri nelle absidi o negli altari laterali raffiguranti scene sacre, santi adoranti, Madonne con bambino o un Cristo benedicente. Quasi mai si trova un cartello anche piccolo che indichi l’autore a meno che non sia uno dei pochi famosi. Sono migliaia in Italia questi quadri di autori sconosciuti e non meno belli perché senza firma. Nessuno ci fa ormai caso e nessuno si chiede chi mai li avrà dipinti quei quadri. Non tutti però, non l’autore del libro “Anastasio da Coriano” Pier Giorgio Pasini.
Oggi la strada, tantissima, fatta dal vino romagnolo si misura anche nei bicchieri con meno pretese di nome o blasone. Sono i vini sinceri, quelli semplici, che stanno godendo di più delle cure sempre maggiori che i produttori destinano alle uva, sia in vigna, sia in cantina. Così scopriamo la grande piacevolezza e la beva pronta del Sangiovese di Romagna Superiore Torre del Poggio, piccola azienda storica della Valconca. Non ricordiamo (o non troviamo?) l'annata in etichetta, ma presumiamo il 2007. Lo assaggiamo in un pranzo dove accompagna, gagliardo, vellutato, giustamente tannico, un tipica tavolata romagnola. È rosso semplice, pulito, profumato di more e viole, che dà allegria, arrossa le gote, fa alzare alta la risata. La versione moderna, riuscita, del vino di un tempo.
"Artificifuoco" è l'esposizione di Giorgio Salvatori, fotografo riminese, allestita al "Caffè Pasticceria Vecchi", con l'aiuto di Andreina Casalini, Emanuela Cicoria e Beatrice Imperato. La mostra coglie i misteri e le atmosfere percepite durante l'edizione 2008 della Festa del Borgo, dal titolo "Le veglie tra misteri e briganti".
Nell'ambito dell'iniziativa è stata concepita anche l'iniziativa, in collaborazione con la Fondazione AVSI di Cesena, "Una foto per sostenere un bambino a distanza".
Per cui, chi desiderasse acquistare una foto esposta, il relativo incasso sarà devoluto per sostenere un bambino a distanza per un anno.
In occasione del Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio, al Teatro degli Atti di Rimini (ore 9) si svolgerà un incontro con Cesare Finzi, ebreo di Ferrara che si rifugiò in Romagna per sfuggire alla deportazione. L'incontro - dedicato ai ragazzi delle scuole superiori della Provincia - sarà preceduto il 15 gennaio da un'introduzione storica sulle leggi razziali del 1938 e la deportazione degli ebrei dall'Italia, a cura di Francesca Panozzo, ricercatrice all'Università di Urbino.
Chiamami Junior è la nuova iniziativa del nostro giornale che lanciamo da questo numero. Un inserto dei più piccoli: non dedicato a loro, ma uno spazio che i bambini stessi possono gestire insieme ai loro insegnanti. Il progetto viene realizzato in collaborazione con la Provincia di Rimini. L’inserto, quattro pagine, sarà distribuito in tutte le scuole elementari di Rimini e utilizzato da oltre 5 mila alunni, dalla seconda alla quinta classe. A realizzare le prime uscite – la seconda è programmata per aprile – sono due classi quinte della “Ferrari” e alcune delle seconde, terze, quarte e quinte delle “Toti”. Già al primo sguardo, il lettore si renderà conto del grande dono di questi bambini: a noi come giornale, ma anche a tutta la città. Ci regalano la loro freschezza, la ricchezza delle loro diverse origini, la curiosità di chi sta imparando, la gioia di chi gioca insieme. Guardando i loro disegni, leggendo i loro scritti, vediamo che “integrazione” non è solo una parola, ma è già una realtà dei fatti. E avviene con la naturalezza che solo i più piccoli conoscono.
Quattro concerti in tre giorni: sarà un fine marzo all’insegna della musica live a Forlì e Cesena, dove nell’arco di 48 ore saliranno sui palchi di teatri e palasport quattro attesissimi artisti italiani.
Si parte venerdì 27 marzo con l’esibizione al Palafiera di Forlì di Biagio Antonacci in una tappa del tour “Il cielo ha una porta sola”. Dopo aver scelto il teatro Novelli di Rimini lo scorso gennaio come data zero del fortunato tour teatrale, il cantautore milanese torna in Romagna in una veste meno soft proponendo le canzoni del nuovo album e i suoi successi passati.
Il 28 marzo usciti al casello di Cesena ci si troverà ad un bivio: girare a destra destinazione Vidia per il rap, sinistra destinazione Carisport per il rock.
Il baghino è così buono… che mantiene sempre le sue promesse. Domenica 1 marzo 2009 il maiale, con la sua antica tradizione, si è ripreso la Vecchia Pescheria di Piazza Cavour, dove c’erano un tempo le macellerie più antiche di Rimini, con “E’ Baghin in tla piaza”, manifestazione organizzata dal Consorzio Macellerie Verde e Sole in collaborazione con Ondalibera SRL e CNA Alimentare, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Rimini.
In questo secondo numero di Chiamami Junior, i bambini, i piccoli alunni delle scuole elementari continuano a raccontarci come vedono loro il mondo, la realtà che li circonda in continuo cambiamento. Un mondo pieno di storie e lingue diverse con le quali convivere e trarne proficui stimoli di crescita e conoscenza. Gli scolari in queste pagine possono leggere le loro esperienze, confrontarsi e ritrovarsi in percorsi simili e nelle stesso tempo diversi. Sono sempre più numerosi gli iscritti alle scuole primarie provenienti da paesi esteri che seguono modelli di integrazione che in molte classi si tramutano in risorse e nuove conoscenze per tutti gli alunni.
Il 16 e 17 maggio, ritornano i fiori in piazza. E soprattutto sui balconi: a Santarcangelo un’apposita commissione li ha già valutati con attenzione per decretare il vincitore, che conosceremo solo durante la cerimonia di chiusura.Balconi Fioriti compie 21 anni, da quando Luciana Zamagni e gli associati di “Noi della Rocca” si sono inventati un appuntamento per catalizzare un po’ di attenzione su Santarcangelo, allora piuttosto bistrattata dai circuiti turistici.
Da allora la crescita è stata continua: la fiera è stata a un certo punto “adottata” dal comune e da qualche anno viene seguita anche da Blu Nautilus, per quanto riguarda la parte commerciale. Ma la parte culturale, quella legata agli incontri a tema, ai concerti, gli spettacoli, il coinvolgimento dei pittori e tanti altri artisti, è tuttora a cura di “Noi della Rocca”.
La nostra classe è costituita da 19 alunni, la maggior parte dei quali stranieri di prima e seconda generazione. Quando ci è stato chiesto di esprimere su Chiamami Città una loro testimonianza, abbiamo indagato su quali potevano essere le tematiche che potevano maggiormente coinvolgereli emotivamente, stimolando in essi interesse e curiosità. Abbiamo individuato due tematiche: - La storia del loro nome, perché gli è stato dato,etimologia e significato nella loro lingua di origine; - Il matrimonio dei loro genitori, in alternativa, nel caso non fossero sposati, il matrimonio di una persona cara... Ovviamente, il lavoro è stato svolto sia dai bambini italiani che da quelli stranieri, ed è stato vissuto con entusiasmo e partecipazione.
Le insegnanti Giovanna Basile
Un pastore errante nelle steppe dell’Asia ci ha dialogato, il Paladino Astolfo si è dovuto recare fin lassù per recuperare il senno perduto dall’amico Orlando; più prosaicamente Neil Armstrong la calpestò (esattamente quarant’anni or sono, ma sembra un secolo) con i suoi pesanti scarponi. Malgrado tutte queste vicissitudini, il fascino della luna è rimasto immutato. E Rocca di Luna è da ormai tre lustri una delle manifestazioni più suggestive (e stimolanti) della Provincia di Rimini. Nel week end del 24-26 luglio Montefiore Conca, uno dei borghi più belli a nostra disposizione, si animerà con una serie di eventi e degustazioni. Per tre giorni sarà possibile passeggiare lungo le contrade del Castello sino al bosco, ascoltare musica e ogni tanto lanciare uno sguardo lassù, alla silente ispiratrice di tutto questo.
Quest'anno ricorre il trentesimo anniversario dalla fondazione dell'Istituto Oncologico Romagnolo. Rimini festeggia questa ricorrenza attraverso un evento di piazza, ad ingresso gratuito, con la partecipazione di realtà musicali profondamente legate al nostro territorio. Il Coro Lirico Amintore Galli e la Banda città di Rimini hanno creato, da alcuni anni, un sodalizio artistico che li porta ad esprimersi in un repertorio lirico e sinfonico di grande impatto emotivo per far rivivere pagine fastose e trascinanti delle più celebri arie e brani delle grandi opere. Domenica 9 agosto (ore 21) piazza Cavour diventa teatro di una serata musicale en plein air. A celebrare i trent'anni dello Ior ilConcerto Lirico di Mezza Estate sarà animato dall'esibizione cantata e suonata del Coro Giovanile Note in Crescendo, che conta tra le sue fila 80 ragazzini di età compresa tra i 7 ed i 12 anni, diretto dal M. Fabio Pecci e dall’esecuzione delle più celebri arie e sinfonie del melodramma della formazione Coro Lirico città di Rimini Amintore Galli e Banda città di Rimini diretti dal Maestro del Coro e Direttore Matteo Salvemini e dal Maestro della Banda e Direttore Jader Abbondanza.
E’ questa la storia minimalistica di un nuotatore riminese, il quale negli anni tribolati dell’immediato dopoguerra stabilì il record italiano nei cento metri farfalla. Giorgio Cetera, classe 1931, mi riceve nella sua casa di via Clodia, dove in vecchie stanze, in bui corridoi, tra una ciurmaglia di scartabelli ingialliti, si elevano ovunque pile di libri. In una sorta di magia della casualità, di ibridità diabolica volumi accatastati convivono insieme ad una popolosa famiglia di utensili sbrecciati, di decrepiti oggetti cariati, di ninnoli incongrui. Fotografie in bianco e nero accompagnano lo sfavillante tessuto dei ricordi, sul quale la fantastica memoria del mio ospite caprioleggia con matematica chiarezza.
Dopo lo straripante successo del programma che ha segnato nella scorsa primavera la nascita del nuovo canale satellitare SkyUno, Fiorello si prepara per la seconda stagione del fortunato show, questa volta itinerante. Abbandonato il palatenda di piazzale Clodio a Roma, lo showman siciliano è pronto ad affrontare un vero e proprio giro d'Italia che lo porterà insieme alla sua banda nelle principali città italiane, a partire da Pesaro, dove il 13 novembre (e replica il 14) è previsto l'esordio.
Il Fiorello Show Tour 2009, con la regia di Giampiero Solari, sarà un flusso di storie e di canzoni che nel corso delle diverse tappe si evolverà e cambierà ad ogni appuntamento. In un continuo divenire e in continuo movimento, Fiorello sul palco, accompagnato dal maestro Enrico Cremonesi e la sua band, trasformerà ancora una volta i fatti di attualità e gli elementi del quotidiano in uno show.
Ritorna ad allietare le nostre domeniche uggiose la stagione teatrale del Malatesta di Montefiore con la tredicesima edizione di "Ammazziamo la domenica!" sotto l'egida artistica della Compagnia del Serraglio. A partire dal 15 novembre fino al 13 dicembre ogni domenica alle 17 calcheranno il palco del teatro Malatesta esilaranti comici. La formula è quella che contraddistingue la poetica del Serraglio: tanto buon teatro, comico o musicale a volte ricercato, ma sempre leggero; l'imperdibile aperitivo di Belfiore Enoteca, dedicato quest'anno interamente alla Spagna. E, infine, la classica "seconda parte": quindici minuti di "appendice" in cui il pubblico potrà assistere alle prove aperte di Ciò che vide il maggiordomo, una esilarante pièce della swinging London degli anni '60 che la Compagnia del Serraglio metterà in scena prossimamente. Ad aprire la rassegna Alessandro Benvenuti e poi domenica 22 novembre Antonello Pinto proporrà "Dipinti di Pinto", una galleria di personaggi tratti dal quotidiano (dal barista all'extracomunitario, dal cameriere al bellone) che hanno come tratto distintivo una sorta di "follia" buona, a tratti ingenua.
Ogni leggenda nasconde qualcosa di vero, e così è anche per quella sul tesoro di Sigismondo Malatesta. In epoche diverse fino alla nostra, semplici cittadini, nobili e perfino i reggenti veneziani - che acquistarono la nostra città nel 1500 da Pandolfo IV “il Pandolfaccio” - cercarono le ricchezze nascoste del signore di Rimini. La ricerca, per quel che ci è dato sapere, non ha mai avuto successo. Diverse cronache del tempo ne hanno fatto cenno, già subito dopo la morte di Sigismondo nel 1468, e diversi sono i castelli indicati come possibili luoghi adatti a nascondere il tesoro. Quello di Montefiore è tutt’ora il più accreditato. Sono state fatte negli anni ricerche anche approfondite in quella costruzione, con particolare insistenza nella torre così detta del Diavolo colpita da un fulmine attirato “sicuramente” dall’oro e dall’argento. Di ricchezze Sigismondo ne aveva accumulate molte nella sua vita come capitano generale delle milizie della Chiesa, di Firenze e di Venezia. La sua fama di abile condottiero era conosciuta in tutt’Italia e i suoi servigi richiesti e ben pagati.
Per non dimenticare il vero significato del Natale, si sta svolgendo la X edizione de "Il Gioco di Natale per Vincere e Aiutare", tradizionale lotteria dell’Istituto Oncologico Romagnolo, i cui proventi contribuiscono alle finalità dell’Istituto. I biglietti si possono trovare presso le Sedi IOR di Rimini e Riccione, il Punto di Santarcangelo e l’Isola Lotteria situata all’interno del Centro Commerciale Le Befane - "piazza Marco Polo"– dove vengono esposti i premi in palio (Automobile Nissan Pixo, Scooter Aprilia Scarabeo 50, TV LCD 32” LG, NETbook Acer, Telefono cellulare Samsung) e materiali d’informazione medico-scientifica. Proprio a Le Befane il 6 gennaio si terrà l’estrazione dei premi durante una grande Festa con la Befana IOR.
“Se film, libri, quadri e composizioni musicali hanno saputo balbettare Auschwitz, perché non lo potrebbe fare anche quella peculiare forma d’arte che è il fumetto?” si domandano Raffaele Mantegazza e Brunetto Salvarani, autori del saggio “Le strisce dei lager” (Unicopli). La risposta si trova in “Lacrime, lupi e tragici topi. Come i fumetti hanno raccontato la Shoah” mostra che sarà possibile visitare alla Galleria dell’Immagine di Rimini fino al 30 gennaio.
Un’accurata panoramica sui comics che in giro per il mondo hanno trattato Auschwitz: da “Maus” di Art Spiegelman(opera vincitrice del Premio Pulitzer) ad “Anna Frank” di Mino Milani e Attilio Micheluzzi, fino al toccante episodio di “Dylan Dog” intitolato “Doktor Terror” di Tiziano Sclavi.
Alla mostra - organizzata dal Cartoon Club in collaborazione con Comune di Rimini, Progetto Educazione alla Memoria - è associato un reading audiovisuale, condotto da Davide Barzi,, ideatore del progetto, per i ragazzi di terza media ( su prenotazione, dal 25 al 27 gennaio).
Una chiesa, quella di Santa Rita a Rimini in piazza Gramsci, dall’aspetto esteriore modesto, semplice che però al suo interno custodisce tesori dell’arte. Un luogo assai frequentato dai devoti della santa che là si raccolgono a pregare. Le pareti, l’abside, i quadri erano coperti della grigia patina del tempo. Nel 2005 cominciarono i restauri e questi svelarono ben presto la bellezza degli affreschi, delle tele, degli scranni in legno di noce del coro quattrocentesco e dell’organo del settecento. I risultati che ognuno può costatare con i propri occhi, sono stati documentati in un bel libro “La chiesa riminese dei Santi Bartolomeo e Marino detta di Santa Rita”scritto e curato da Pier Giorgio Pasini, edito da Minerva edizioni con il contributo della Banca Carim e Fondazione Cassa di Risparmio. Pasini oltre a spiegarci l’origine dei dipinti e degli affreschi e l’arte dei loro autori, traccia la storia millenaria della chiesa che forse non molti conoscono a Rimini a cominciare dal nome. In origine la chiesa fu dedicata a San Marino.
Per il 27 gennaio, Giorno della Memoria, il Comune di Rimini propone un ricco programma di iniziative rivolte alle scuole e ai cittadini, un programma di testimonianze e incontri, di conferenze e appuntamenti sia teatrali che cinematografici, di mostre e viaggi-studio. Un programma che riguarda un intero anno scolastico ma che per il 27 gennaio riserva alcuni dei momenti più importanti, a cominciare dalle 10.30 del mattino quando nel parco “Ai caduti del lagher 1943-45” verrà depositata la corona d’alloro al monumento dedicato alle vittime, con la lettura di riflessioni e testimonianze degli alunni delle scuole di Rimini. Di pomeriggio, a partire dalle ore 17, Gad Lerner sarà ospite nella Sala del Giudizio del museo della città di via Tonini per presentare il suo libro “Scintille. Una storia di anime vagabonde”, volume edito da Feltrinelli che è un viaggio nella memoria familiare dell’autore e un occasione di discussione e riflessione che verrà affrontata insieme a Laura Fontana, la Responsabile del Progetto Educazione alla Memoria del Comune di Rimini.
La commedia dialettale riscuote sempre un grande successo. Ne sono una prova le serate da tutto esaurito al teatro Tiberio di Rimini. Ma quello del teatro dialettale è un vero e proprio fenomeno che coinvolge e appassiona tutta la Provincia. Al teatro Rosaspina di Montescudo la rassegna dialettale è giunta addirittura alla sua diciassettesima edizione e anche quest’anno propone serate all’insegna del divertimento e dell’allegria (ogni sabato fino a marzo). Partirà invece il 6 febbraio la quindicesima edizione di “Rumàgna marzulèna” la rassegna di Montefiore Conca curata dal poeta Giovanni Martelli, al teatro comunale Malatesta (ogni sabato fino al 28 marzo ore 21.15).
Le canzoni fanno parte della nostra vita, contenitori di emozioni e dei momenti più rilevanti. Ci sono tante canzoni in cui è facile riconoscersi, ma ben altra cosa è una canzone che ci parli proprio della nostra storia. Ci ha pensato così un ragazzo di Rimini, Marco Giorgi, musicista che vanta numerose collaborazioni (tra cui anche Saverio Grandi e Mario Manzani), a renderlo possibile. Un sito (www.latuacanzone.it) e la possibilità di creare una canzone che parli solo di noi, autentica e personale. Dietro a quest’idea si è sviluppata una proposta commerciale adatta a tutte le esigenze, dai semplici auguri agli spot commerciali, fino a una consulenza professionale per chi vuole lanciarsi nel mondo della canzone: una proposta che si rivela vincente e dalle interessanti prospettive. Lasciamo che sia lui a illustrarcele.
Sono più di quanto uno può pensare le persone che cercano la poesia, per sentire il suono delle parole, ritrovarsi nella sua atmosfera, nei suoi colori. Le poesie che rispondono e appagano le tue domande e danno forma e immagine ai ricordi sono difficili da trovare, sono sparse qua e là nei libri, bisogna saperle riconoscere. Vincenzo Giorgetti in “Impronte” - la sua nuova raccolta di versi edita dalla Theut - ci apre una porta per entrare nella sua anima, ma ancor più, come accade quando si leggono componimenti poetici, in noi stessi. Quei versi, sparsi in una trentina di poesie alle volte abbandonano l’autore e allora sei tu che percorri il viale “accanto agli enormi pini riempiti di freddo” la notte di San Silvestro o che vedi i silenzi “dipingere i sussurri, le emozioni del cuore”. Vincenzo cammina sulla spiaggia, lungo le strade portandosi dietro la sua vita e mischiandola con le cose, le persone, i ricordi, l’amore. Poi si ferma e scrive i versi delle sue poesie. Il libro inizia con un racconto per immagini, quelle della giovinezza, della speranza del futuro, della solitudine, dei luoghi nei quali si svolge tutta un’esistenza. Poi la prosa si trasforma in versi e trovi in entrambi la stessa persona Fabio Boni ovvero Vincenzo e la città o meglio un suo quartiere. Da qui si può sentire la brezza marina e lungo un viale costeggiato da pini arrivare al mare, alla spiaggia e d’inverno sentire con la nebbia la solitudine. Si possono anche risentire le voci dei bambini che nel campo del quartiere giocavano, le madri e le nonne che li richiamavano a casa e le tante persone che ora non ci sono più se non nei versi e nella prosa di Vincenzo.
Questa non è la recensione di un ristorante, ma la suggestione di un luogo. Che parte da un ricordo, quello di una delle cene più semplici (e golose) gustate negli ultimi tempi. Autunno 2009. Cibo frugale, a tavola con i proprietari: uova al tegame, di morbidezza perfetta, avvolte da una nuvola odorosa di tartufo bianco pregiato, il pane ferrarese fatto in casa (il più buono che abbia mai mangiato), una bottiglia di Barbaresco del 1999. Non servono grandi cose, ma cose grandi per fare la felicità a tavola. E i commensali non sono certo secondari, Giovanni e Cristina, proprietari delle Occare, dimora con cucina nella campagna ferrarese, a Runco di Portomaggiore, sono ospiti attenti, delicati e colti come pochi se ne incontrano in giro per l'Italia. Li ho conosciuti scrivendo il romanzo La signora del caviale. Nel libro si parla anche del mitico caviale del Po che Cristina stava cercando di riportare agli antichi splendori (e le sperimentazioni fanno ben sperare). Cristina, che di cognome fa Maresi, è riminese e questo ha reso l'incontro ancor più interessante: non tutti i riminesi che si occupano di ospitalità in giro per il mondo ripropongono lo stereotipo della pensione mariuccia.
“Un castello per le arti. Atelier della luna” organizza cinque workshop di costruzione teatrale al Castello di Montefiore Conca, nei mesi di luglio e agosto.
Questi i laboratori tenuti da artisti riconosciuti a livello internazionali: “Costruire le ombre” di Giorgio Gabrielli, “Microscenografia e oggettistica di scena” con Natale Panaro, “Carta che cammina” di Riccardo Canestrai, “La maschera di cuoio” di Giorgio de Marchi e Giulia Baldassari, “I burattini di legno” di Brina Babini.
Le lezioni sono rivolte sia a docenti di scuola primaria e secondaria, che a studenti, educatori e professionisti desiderosi di ampliare le proprie conoscenze sulle tecniche di costruzione teatrale.
I workshop sono a numero chiuso. Il termine delle iscrizioni è il 10 giugno. Info http://www.atelierdellaluna.org
Quotidiano, inesorabile, è l'appuntamento con il sangue sulle strade. Il suono straziante delle sirene, la lugubre contabilità dei weekend, le indicibili tragedie di famiglie distrutte, vite spazzate via, invalidità. E soldi, una marea di soldi per curare, riparare, risarcire.
Da anni 19 anni l'ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, si impegna strenuamente per opporsi alla strage perenne. L'iniziativa fu di un gruppo di appartenenti alla Specialità di Forlì, Cesena, Ravenna e Faenza. Un gruppo di Giacche Blu, stanche di dover sentire le sterili ed improprie chiacchiere per l'assoluta mancanza di conoscenza dei temi costitutivi la sicurezza sulle nostre strade, seppe diventare uno stimolo formidabile. I professionisti del settore, riuscirono per la prima volta in Italia a parlare fuori dal coro, a dire le cose giuste al momento giusto, iniziando così un cammino di studio e di crescita culturale che in altri stati era già lanciato da tempo. Oggi il sodalizio conta oltre 30mila soci, tra tutte le forze di polizia e tra la gente comune. L'ASAPS è oggi presente in tutti gli uffici ed i comandi della Polizia Stradale ed in molti della Polizia Locale, con una struttura di oltre 600 tra referenti provinciali e responsabili periferici.
Quest'anno i balconi di Santarcangelo fioriranno per la XXII volta. Non c'è male per un'iniziativa partita quasi come sfida da parte dell'Associazione Noi della Rocca. All'Associazionee, tutt'oggi capitanata dall'impareggiabile Luciana Donini, si è negli anni aggiunto il Comune, seguito poi da Blu Nautilus per la parte commerciale e quindi dalla Provincia di Rimini con un premio all'imprenditoria femminile, fortemente voluto da Leonina Grossi.
Il cartellone di quest'anno vede la partecipazione di un nuovo partner per la parte culturale: la Seven Arts di Tiziano Corbelli. Si parte con un'anteprima: l'8 maggio una estemporanea di pittura distribuita in vari locali della città e riunita il 15 e 16 lungo la scalinata. Quest'ultima sarà uno dei punti di passaggio obbligato, perché occupata da cima a fondo con iniziative. Oltre la pittura appunto, c'è Passioninsieme che intitola la sua presenza di quest'anno a "Sole e girasoli" ed espone i curiosi oggetti d'arte dei suoi associati: un gruppo di ricamatrici di Rimini presenta i propri merletti fatti rigorosamente a mano, mentre una mostra fotografica di Ivana Manenti concluderà la salita.
Intervistando Fiorella Mannoia, ho avuto per un po' la sua voce tutta per me. La voce di "Sally", di "Quello che le donne non dicono". La voce dell'interprete più intensa nel nostro panorama musicale, e non solo: una donna bella, forte e impegnata, che adesso "ha imparato a sognare". Un'esperienza emozionante, da condividere andando ad ascoltare Fiorella Mannoia il 15 maggio, al Carisport di Cesena, accompagnata dalla sua band e da un quartetto d'archi. In scena, l'Acoustic tour dal nuovo album "Ho imparato a sognare" e dal suo repertorio sconfinato, con interpretazioni inedite. Per avere la sua Voce tutta per voi.
L'integrazione degli immigrati ora si misurerà con i punti. Questo è il futuro modello italiano, che vuole essere diverso da quello francese (assimilazione) o quello inglese (multiculturalismo indifferente). Il Ministro Sacconi identifica il modello italiano come quello dell'"Identità e dell'Incontro". In merito ai "punti", gli immigrati dovranno firmare un atto al momento della richiesta del permesso di soggiorno. Con questo accordo, l'immigrato si impegna, entro due anni, a frequentare corsi di lingua italiana, corsi di educazione civica, corsi informativi sugli usi e costumi italiani, il diritto dei figli nella scuola d'obbligo, ecc.
L'anno accademico è in dirittura d'arrivo, come la Riforma Gelmini il cui DDL applicativo è all'esame del Senato. La manovra di Tremonti ha riservato, inoltre, altri "tagli"che possono mettere l'Università di Rimini di fronte a una sfida. Di cui parliamo con il prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente del Polo Scientifico-Didattico di Rimini.
Professor Cantelli Forti, il decreto legge Gelmini è molto discusso. Qual è il suo punto di vista al riguardo?
«E' un decreto legge che risponde all'esigenza di una riforma che adegui la nostra Università a canoni moderni, rendendola più funzionale. La cui necessità era sentita, nell'ottica di svolgere una selezione degli studenti, di incrementare la ricerca, di migliorare la qualità. Bisogna rivedere molti aspetti organizzativi: ad es. il 3 più 2 e i troppi corsi di laurea di "fantasia" sono stati comodi per l'Accademia, ma inutili per gli studenti. L' "autonomia" non credo ne venga toccata ed è possibile con la valutazione della "qualità" garantire la competizione virttuosa all'interno delle facoltà. L'Ateneo di Bologna col sistema Multicampus - unico in Italia - dovrà capire come regolamentarsi, innescando una sana competizione interna e scegliendo regole che sviluppino la qualità.
Il Gran Gala di Rimini, organizzato dall'Agenzia Company per l'Istituto Oncologico Romagnolo, è giunto alla XI edizione e si svolgerà al Grand Hotel Rimini sabato 17 Luglio dalle ore 20.
Ringrazio particolarmente Michele Cucuzza - spiega Vinicio Paganini Vice Presidente IOR e Responsabile della sede di Rimini - che quest'anno addirittura arriverà a Rimini il giorno prima del Gala, con l'intenzione di visitare il reparto di Oncologia del Dott. Ravaioli, e per avere un aggiornamento diretto sul Progetto del Nuovo Day Hospital Oncologico che stiamo realizzando al fianco della AUSL. Michele Cucuzza si è offerto di essere portavoce, con il nostro Presidente della Provincia Stefano Vitali, del Progetto stesso.
Prenderà il via il 23 luglio (fino al 25) nella suggestiva Rocca Malatestiana di Montefiore, la sedicesima edizione di "Rocca di Luna", una delle manifestazioni più attese e frequentate della lunga estate romagnola.
Durante i tre giorni dell'evento, che da sedici anni si svolge nella settimana di luna piena di luglio, il Borgo antico si trasforma per offrire, dal tramonto fino a notte fonda, i suoni, le luci, i ritmi, le visioni, le parole, i sapori, gli odori e tutte le suggestioni suscitati dalla luna nel suo transito.
Nell'edizione 2010 sarà esplorato il tema della luna quale musa ispiratrice delle arti: musica, danza, teatro, arti circensi e visive animeranno le tre serate, a partire dalle 19 fino a notte fonda, con spettacoli e animazioni che andranno in scena nella Rocca, nelle strade e nelle piazze del borgo.
Nel 1984 fu la Francia a organizzare per la prima volta la "Giornata porte aperte dei monumenti" con l'idea di permettere al grande pubblico di visitare gratuitamente siti e monumenti, soprattutto quelli abitualmente chiusi. L'anno successivo il ministro della cultura francese propose di attribuire a questa iniziativa una dimensione europea e molti paesi misero in atto analoghe manifestazioni. Il Consiglio d'Europa coordinò poi le diverse attività, allo scopo di rafforzarne la coesione e la dimensione internazionale, fino al 1991, quando istituì ufficialmente le "Giornate Europee del Patrimonio", cui l'Italia aderì nel 1995. Giunto dunque al suo venticinquesimo anno di vita, l'evento coinvolge per due giorni (25 e 26 settembre) anche la Romagna che si trasformerà in un grande teatro aperto a tutti, dove tanti palcoscenici sparsi in ogni angolo metteranno in scena la bellezza, il paesaggio, la storia, la cultura: una festa aperta a residenti e turisti, che si traduce in oltre 200 iniziative gratuite capaci, da un lato, di affermare e consolidare le singole caratteristiche territoriali e di sottolineare, dall'altro, l'appartenenza culturale al patrimonio di quell'Italia che il mondo indica come il "tesoro d'Europa".
I Boeri, i famosi cioccolati al liquore prodotti dalla dolciaria Rovelli di Montefiore, descritti da Stefano Benni nel suo libro "Bar Sport" (scritto nel 1976), saranno tra i protagonisti dell'omonimo film in fase di realizzazione, insieme alle avventure, alle trasferte, ai grappini, agli amori, ai campioni, alle sfide e ai cappuccini. La pellicola è tratta da uno dei veri e propri cult della narrativa italiana, considerata una specie di "bibbia" della comicità: da qualche giorno sono iniziate le riprese a Sant'Agata Bolognese, vicino a Bologna, una produzione Aurora Film-Rai Cinema, regia di Massimo Martelli e nel ruolo del "tennico" Claudio Bisio.
Allo scioglimento dell'Unione Sovietica, nelle famiglie russe, ucraine o di uno qualsiasi dei paesi che ne facevano parte, regnava un solo argomento. Cosa avrebbero fatto per andare avanti ora che l'Unione era sciolta? Con l'economia ferma, non c'era possibilità di trovare un lavoro e quindi di avere la possibilità di tenere un tenore di vita adeguato al sostentamento di una famiglia e ai suoi bisogni, come lo studio dei figli, il cibo, le bollette.
L'unica speranza era rappresentata dal chiedere in prestito una somma sufficiente a lasciare il paese per trasferirsi in un'altra nazione dove era più facile trovare un lavoro. In questo modo molte famiglie si dividevano e i genitori andavano all'estero con la speranza di trovare un'occupazione che garantisse ai figli in patria lo studio e una vita normale. In ogni situazione era necessaria fermezza d'animo, coraggio e fortuna. Perché trasferirsi in un paese straniero significa riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno, trovare un posto dove vivere, un lavoro per mantenersi e mantenere i propri figli in patria. Alcuni partivano e riuscivano a trovare la loro "America" nel nuovo paese, altri invece fallivano e tornavano in patria, in una situazione ancora più aggravata rispetto alla partenza. Ma la maggior parte degli emigranti riuscivano in una via di mezzo. Trovando un lavoro si sostentavano e aiutavano la famiglia in patria, senza però riuscire a uscire dalla situazione difficile in cui si trovavano non avendo abbastanza da poter tornare a casa. Di recente ho incontrato una signora che vive in Italia dal 1996 e che quest'anno finalmente ha ottenuto un permesso di soggiorno.
Giorgio Albertazzi e Vittorio Franceschi. Due attori poliedrici, i cui percorsi hanno intersecato la regia, la scrittura scenica e la poesia, due diverse ipotesi di teatro in un interessante confronto a distanza sul palcoscenico del Novelli. Giorgio Albertazzi è l'ultimo dei mattatori, ma riesce a rendere una carriera teatrale oggi senza pari ancora linfa e radice di un oltre, ad ogni spettacolo. Nel tempo, voce e presenza si sono affinate in segni essenziali, personaggi di cui diventa egli stesso traduzione, in un corpo a corpo emozionante. In questi ultimi tre anni è stato l'Adriano delle "Memorie" della Yourcenar e il titanico e inafferrabile Achab di Melville nella messa in scena di Antonio Latella. Ancora con lui affronta quest'anno il quarto Re Lear della sua carriera, forse il più emblematico della sua cifra interpretativa nell'essere uno e trino, Lear e Fool e Albertazzi insieme. E sarà il Padre in "La casa di Ramallah", al Novelli il 25 novembre, con la regia di Calenda su testo di Antonio Tarantino, voce alta e aguzza della drammaturgia contemporanea. In scena, il martirio della Palestina nel dialogare metafisico di tre personaggi, una kamikaze che va a farsi esplodere e i suoi genitori, che in questo viaggio l'accompagnano.
Mercoledì 1 dicembre parte la Lotteria di Natale realizzata dalle sedi IOR Rimini e Riccione. "Il Gioco di Natale per Vincere e Aiutare" compie 11 anni. Vi partecipano grandi realtà cittadine come Banca Malatestiana, il Centro Commerciale Le Befane, la Società Gas Rimini e le aziende che mettono a disposizione i premi in palio e l'attesa festa finale con l'estrazione nel giorno dell'Epifania, aperta a tutta la città. I biglietti si possono trovare presso le sedi IOR di Rimini e Riccione, presso il Punto di Santarcangelo, presso tutte le filiali di Banca Malatestiana e all'interno del Centro Commerciale Le Befane dove vengono esposti i premi in palio e materiali d'informazione medico-scientifica.
Il 6 gennaio 2011, il Centro Le Befane viene animato dalla tradizionale Festa con la Befana IOR e dall'estrazione dei biglietti vincitori con musica e animazioni.
Dal 9 dicembre 2010, chi chiederà il rilascio del "permesso di soggiorno per soggiornanti a lungo periodo CE" (ex Carta di Soggiorno), dovrà prima dare un esame di conoscenza elementare della lingua italiana (livello A2). Per dare l'esame d'italiano, bisogna rivolgersi agli Sportelli Unici per l'Immigrazione presso le Prefetture, effettuando prima on line una richiesta di prenotazione. Lo Sportello Unico, poi, entro 60 giorni convocherà lo straniero e lo indirizzerà alla scuola convenzionata sul territorio per effettuare l'esame. Ovviamente, chi non passa l'esame, non avrà la Carta di Soggiorno e dovrà ripresentare la richiesta e ridare l'esame d'italiano. Sono esonerati dall'esame: i figli minori di anni 14, stranieri con gravi limitazioni derivanti all'età, da patologie o da handicap, gli studenti che hanno studiato in Italia, stranieri che hanno frequentato corsi di lingua italiana anche serali di livello A2. Per le feste natalizie, quindi, gli stranieri interessati devono leggere "Io imparo l'italiano".
Le persone si spostano e migrano sin dall'alba dei tempi. Migravano da un posto all'altro, formando nuove tribù, popolando nuove terre e difendendole dalle invasioni altrui, creando nuove società.
Dopo la seconda guerra mondiale i confini erano ben marcati e protetti, conseguenza diretta della fine del conflitto. Questo finché le persone non si sono trovate nell'impossibilità di continuare a vivere dignitosamente e hanno iniziato ad emigrare in altri stati dove le condizioni di vita erano migliori, dove vi era più offerta di lavoro e una migliore aspettativa di vita.
Ma una volta arrivati a destinazione, come si trasforma la vita degli emigranti?
La maggior parte, una volta arrivati a destinazione, riescono, tramite sanatorie e decreti che permettono loro di farlo e superando gli innumerevoli ostacoli che si trovano ad affrontare, a trovare un lavoro e garantirsi una vita dignitosa. Questo comporta il fatto che si possano trovare datori di lavoro che non mantengono la parola data, di regolarizzare il proprio lavoro, che porta poi a dover attendere, pagando alte cifre di denaro, in un clima di tensione continua, la messa in regola. E solo i più fortunati dopo una lunga attesa ottengono finalmente il prezioso permesso.
Incubo di albergatori e famiglie, che d'estate si trasformavano in affitta-camere, la sua abolizione fu salutata come liberazione da un odioso balzello di stampo medievale. Ora la tassa di soggiorno potrebbe ritornare sotto forma di brillante innovazione con il federalismo fiscale. Infatti, oltre a una raffica di imposte locali (immobiliare unica che erediterebbe altre imposte come l'ICI, senza toccare comunque la prima casa; cedolare fissa del 23% sugli affitti; Tarsu calcolata sul nucleo famigliare e non solo sui metri quadri) le città turistiche potrebbero contare su di un'entrata in più: la rediviva tassa di soggiorno, appunto, la cui applicazione sarebbe comunque facoltativa. In un primo tempo pareva che la "facoltà" toccasse solo ai comuni capoluogo di provincia, come Rimini. Ora si prospetta che invece potrebbero applicarla tutti. Ma chi potrebbe permettersi, di questi tempi, di rinunciare a un'entrata tanto ghiotta? Il Sole 24 stima che Rimini potrebbe ricavarci 16-17 milioni: il triplo del gettito Irpef.
Fin qui, comunque, dalle nostre parti tutti dicono no. Contrarie le associazioni degli albergatori - "semmai abbassiamo l'iva sul turismo che non ci fa competere in Europa" - così come i sindaci di sinistra (il riccionese Pironi) e di destra (il bellariese Ceccarelli).
Vorrei prendere le distanze dallo sport attuale, dalle sue aberrazioni mercantilistiche e, con un'operazione "archeologica", desidererei riproporre, come in uno specchio, l'atmosfera del com'eravamo. Da bambini vivevamo nei palazzoni di via Balilla, veri e propri inni alla lugubrità dell'architettura popolare. Pochi giocattoli allietarono la nostra infanzia ed allora i giochi di gruppo nell'immenso prato della Sartona furono per tutti noi i passatempi privilegiati. Partite di calcio che avevano inizio nel primo pomeriggio e terminavano col buio, quando le madri urlando e minacciando orribili castighi venivano a riprendersi i propri figli. Corse a perdifiato lungo le vie Lagomaggio e via Pascoli: dallo Stadio al mare e ritorno ed in tutti i modi ci misuravamo mettendoci ogni giorno in discussione. Poi venne il tempo della bicicletta e fu una passione collettiva. Ogni domenica una corsa. Ogni domenica si fissava un traguardo diverso ed un enorme, variopinto, eterogeneo serpentone si dispiegava avendo come mete il castello di Gradara, la rocca di San Leo e la classica delle classiche un percorso davvero selettivo che da Rimini giungeva a Santarcangelo e di qui, costeggiando il fiume Uso saliva a Sogliano al Rubicone, quindi sempre andando all'insù toccava Strigara, Savignano di Rigo, fino al traguardo della montagna posto a Perticara di qui discesa fino a Novafeltria e ritorno a Rimini pedalando lungo la Marecchiese. Nove volte su dieci, chi risultava vincitore in codesti ingenui, improvvisati tramagli era un ragazzino di piccola taglia duro come il fil di ferro, fenomenale in salita e nel contempo resistente e veloce, il suo nome: Giorgio Brumali, anche se per noi tutti era ed è Dodo.
Riccione come una piccola Cannes, e il Palazzo dei Congressi come il Palazzo del cinema. La Perla Verde si prepara ad ospitare l'evento più importante del cinema italiano, l'edizione estiva delle "Giornate Professionali del Cinema", la kermesse che vede protagoniste le industrie della cinematografia italiana per presentare i film della nuova stagione. L'evento, organizzato dalle associazioni di categoria Anec, Anem e Anica, si terrà dal 4 al 6 luglio e conferma l'importanza assunta il Palazzo dei Congressi, divenuto un punto di riferimento a livello nazionale, come sottolinea il Presidente Berardi: "Essere stati scelti dal più grande evento di cinema italiano ci riempie di soddisfazione. Questo successo dimostra che il Palazzo è una struttura in grado di ospitare grandi eventi tutto l'anno. Questa è una vittoria di tutta la città, che garantisce nel raggio di 500 metri dal Palazzo dei congressi, strutture ricettive, locali, negozi e stabilimenti balneari di qualità, una grande isola pedonale e un nuovo lungomare di livello internazionale". L'ulteriore conferma sull'importanza strategica della location riccionese la fornisce Remiglio Truocchio, direttore organizzativo e produttore dell'evento: "La scelta di Riccione è dovuta in primo luogo per le caratteristiche del Palazzo dei Congressi. Ospitare 1400 operatori in un'unica sala, la disponibilità di uno spazio espositivo, la presenza di una multisala di qualità superlativa, non sono facili da trovare tutte assieme in un'unica struttura. E poi la presenza di alberghi di qualità, rinnovati e di qualità superiore, a una distanza molto breve".
Domenica 22 maggio, dopo un rinvio per maltempo, si è svolto a Santarcangelo il concorso Miss Fiore...di Ragazza, nell'ambito di Balconi Fioriti. La vincitrice accede di diritto alle selezioni per Miss Italia. All'evento ha collaborato CNA, pettinando e truccando le candidate. I parrucchieri impegnanti sono stati Equipe Cristina, Renzo Parrucchiere, Salone D.D. S di Saragoni Donatella e Dolores. Le estetiste Studio Estetico Top Relax di Razzani Mirna e Tra Oriente ed Occidente di Sara e Silvia. Fra gli ospiti della manifestazione, Rosa Palmieri, che ha cantato canzoni scritte per lei da Gigi D'Alessio.
In età giovanile, lo sport l'ha praticato, arrivato alla maturità lo ha raccontato. Questa, in sintesi, la parabola di Giorgio Betti, giornalista riminese nato nell'ormai lontano 1940. Una bella storia la sua. Tedicenne giocava in una squadretta rionale: l'OSAR padroneggiando così bene la palla da destar meraviglia. In seguito ai giocolerismi, agli acrobatismi, alle invenzioni secondo estro aggiunse un'impeccabile armonia di ritmo ed una severa razionalità geometrica, tanto che un talents scout lo condusse per un provino all'Inter.
Nel 1956, a sedici anni non ancora compiuti, Giorgio Betti, fasciato dei colori nero-azzurri, giocava nei boys del grande club milanese avendo come allenatore Peppino Meazza e per compagni atleti del valore di Mazzola e Facchetti. Per tre anni rimase a Milano, ma furono stagioni costellati da infortuni e da inciampi, tanto che, nel 1959 emigrò al sud per pedatare nelle serie minori. Fu alla Battipagliese ed alla Salernitana. Poca roba, in verità. A salvarlo dall'incerta sorte del "giocatore di ventura" fu il servizio militare che il nostro uomo svolse nella Compagnia Atleti.
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