ARTICOLI CHE PARLANO DI GIORGIO_BETTI
In età giovanile, lo sport l'ha praticato, arrivato alla maturità lo ha raccontato. Questa, in sintesi, la parabola di Giorgio Betti, giornalista riminese nato nell'ormai lontano 1940. Una bella storia la sua. Tedicenne giocava in una squadretta rionale: l'OSAR padroneggiando così bene la palla da destar meraviglia. In seguito ai giocolerismi, agli acrobatismi, alle invenzioni secondo estro aggiunse un'impeccabile armonia di ritmo ed una severa razionalità geometrica, tanto che un talents scout lo condusse per un provino all'Inter.
Nel 1956, a sedici anni non ancora compiuti, Giorgio Betti, fasciato dei colori nero-azzurri, giocava nei boys del grande club milanese avendo come allenatore Peppino Meazza e per compagni atleti del valore di Mazzola e Facchetti. Per tre anni rimase a Milano, ma furono stagioni costellati da infortuni e da inciampi, tanto che, nel 1959 emigrò al sud per pedatare nelle serie minori. Fu alla Battipagliese ed alla Salernitana. Poca roba, in verità. A salvarlo dall'incerta sorte del "giocatore di ventura" fu il servizio militare che il nostro uomo svolse nella Compagnia Atleti.
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