ARTICOLI CHE PARLANO DI GIORGIO_ALBERTAZZI

mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Giorgio Albertazzi e Vittorio Franceschi. Due attori poliedrici, i cui percorsi hanno intersecato la regia, la scrittura scenica e la poesia, due diverse ipotesi di teatro in un interessante confronto a distanza sul palcoscenico del Novelli. Giorgio Albertazzi è l'ultimo dei mattatori, ma riesce a rendere una carriera teatrale oggi senza pari ancora linfa e radice di un oltre, ad ogni spettacolo. Nel tempo, voce e presenza si sono affinate in segni essenziali, personaggi di cui diventa egli stesso traduzione, in un corpo a corpo emozionante. In questi ultimi tre anni è stato l'Adriano delle "Memorie" della Yourcenar e il titanico e inafferrabile Achab di Melville nella messa in scena di Antonio Latella. Ancora con lui affronta quest'anno il quarto Re Lear della sua carriera, forse il più emblematico della sua cifra interpretativa nell'essere uno e trino, Lear e Fool e Albertazzi insieme. E sarà il Padre in "La casa di Ramallah", al Novelli il 25 novembre,  con la regia di Calenda su testo di Antonio Tarantino, voce alta e aguzza della drammaturgia contemporanea. In scena, il martirio della Palestina nel dialogare metafisico di tre personaggi, una kamikaze che va a farsi esplodere e i suoi genitori, che in questo viaggio l'accompagnano.

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