ARTICOLI CHE PARLANO DI FRANCESCO_TONTI

mer 09 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Gli esercizi di stile" di Raymond Queneau sono una formidabile macchina affabulatoria. In "Pierrot amico mio" respirano la malinconia comica di Buster Keaton e la grazia lunare di Marcel Marceau. Far dialogare i due capolavori del multiforme scrittore francese è la sfida di "Pierrot parisien", lo spettacolo che andrà in scena - in prima nazionale - agli Atti il 20 febbraio. "Riminesi venuti da lontano" è il titolo della rassegna, e racconta bene la compagine di talenti dietro le quinte di questa pièce. Di Queneau, chiosava pressappoco Umberto Eco, non è pensabile una traduzione quanto la riproposizione del gioco comprendendone le regole e giocando lo stesso numero di mosse. "Pierrot parisien" lo traduce attraverso il corpo e la storia d'attore del protagonista, Francesco "Checco" Tonti.

Francesco, cosa c'è dietro le quinte di questo spettacolo?
«Lo chiamerei piuttosto uno "studio", come non potrebbe essere diversamente trattandosi di uno scrittore così complesso. L'idea è partita da Simone Bruscia, ispirato da un mio lavoro che "contaminava" Achille Campanile con gli "Esercizi di stile". Mirco Depaoli, studioso di Queneau, ha accostato "Pierrot amico mio" agli "Esercizi". È sembrato loro che io avessi qualcosa di Pierrot, e da lì è iniziato il lavoro. A realizzare l'alchimia ci hanno aiutato Roberto Naccari per i testi, Marco Mantovani per le musiche, Nevio Cavina con le luci, Claudio Ballestracci per le scenografie, con Mario Cavallero aiuto regista, l'organizzazione di Mariagrazia Cavallo e una serie di voci fuori campo. Abbiamo messo a frutto talenti importanti e "nostri"...»

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