ARTICOLI CHE PARLANO DI FORLI

mer 11 mar 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Pari Gianmarco

Cantautore versatile e di rara sensibilità, Andrea Chimenti vanta una carriera ventennale e densa di collaborazioni illustri: Mick Ronson, David Sylvian e Carlo Verdone per citarne tre a caso.
Protagonista nell’età dell’oro della new wave italiana alla guida dei fiorentini Moda, ha intrapreso dagli anni ’90 un percorso del tutto personale di ricerca espressiva e contaminazioni artistiche, incontrando le opere di maestri come Tolstoj, Buzzati e Ungaretti e amalgamandole alla musica e all’impronta della propria voce  profonda  ed espressiva. E' uno degli artisti italiani più coerenti ed intelligenti, quindi non sorprende che sia poco frequentato.

mer 25 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ortalli Matteo

Volare low cost in Italia e nelle maggiori città europee con la comodità di partire praticamente da casa: mancano ormai pochi giorni al decollo dall’Aeroporto “Ridolfi” di Forlì degli Airbus Wind Jet per destinazioni nazionali ed internazionali. Dal 29 marzo partiranno infatti dall’aeroporto forlivese i nuovi voli nazionali (Napoli, Cagliari, Lampedusa, Catania, Palermo) ed internazionali (Amsterdam, Berlino, Cracovia, Bruxelles, Timisoara, Riga, Parigi, Praga) della compagnia leader del low cost in Italia. I nuovi voli si andranno ad aggiungere ai collegamenti già attivi per Bucarest, San Pietroburgo, Mosca e Samara.

mer 18 nov 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Ardito Beppe

Il 4 dicembre il Naima club di Forlì riscopre la musica di Bessie Smith con la voce e la professionalità di Minnie Minoprio accompagnata dai Blues Minstrels. Una rivisitazione di una delle interpreti che ha inaugurato un'alta tradizione femminile e che ha visto in altrettante icone quali Billie Holiday e Janis Joplin una degna continuazione espressiva e stilistica. Il locale si dimostra sempre attento a unire i concerti a una cultura superiore della musica blues e jazz. Minnie Minoprio non è nuova ad altri concerti al Naima, ricordiamo che nel corso della sua carriera ha rivisitato standard jazz insieme a formazioni di spessore. Inizio concerti ore 22.30 biglietto 15 euro.

mer 20 ott 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Ardito Beppe

Ci sono artisti che hanno lasciato una traccia indelebile del loro passaggio oltre a rivoluzionare lo stile. Il periodo che va dal 1966 al 1970 ha visto una stella brillare nel firmamento musicale, quella di James Marshall Hendrix, meglio conosciuto come Jimi Hendrix. A distanza di quarant'anni dalla sua scomparsa rimane indubbiamente il più grande chitarrista di tutti i tempi secondo la classifica stilata dal Rolling Stone magazine nel 2003. Non solo per il rock, ma perché riuscì a trovare dalla chitarra soluzioni ardite fino a quel momento impensabili. Dall'esibizione al Monterey Pop Festival del 1967 con cui Hendrix mimò veri e propri amplessi con la sua chitarra (dandole anche fuoco e distruggendola) fino all'inno americano e alle simulazioni di bombe sul Vietnam, sempre riprodotte con la chitarra davanti a 200.000 spettatori allibiti all'alba, durante lo storico festival di Woodstock del 1969. Grazie a Jimi, il feedback, quel fastidioso rumore prodotto quando la chitarra è al massimo del volume, diviene un mezzo di espressione che influenzerà le generazioni a venire (ad esempio i Sonic Youth).

mer 15 dic 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Tomasicchio Marta Ileana

Venerdì 17 "torna sul luogo del delitto" Vinicio Capossela presso il Naima Club. Una data per festeggiare un po'il Natale, ma soprattutto i 20 anni di carriera del cantautore, che ha registrato proprio su quel palco il ‘Live in Volvo' nel 1997. La notizia della data ha avuto immediata diffusione con relativo ‘tutto esaurito', tanto che è ipotizzabile una seconda serata il sabato 18, da confermare. Vincitore per tre volte del premio Tenco e di diversi prestigiosi altri premi, Capossela sembra ritrovare sempre nuova fonte creativa grazie alla ricerca minuziosa verso nuovi strumenti e soluzioni sonore. L'ultimo lavoro "Da Solo" vanta una collaborazione con la band Calexico e il produttore JD Foster, tanto da permettere una notorietà internazionale del nostro Vinicio nazionale.

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Melozzo da Forlì - L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello" è la mostra-evento che dal 29 gennaio al 12 giugno porta al Museo San Domenico di Forlì la più completa esposizione che mai sia stata dedicata al pittore forlivese. Al San Domenico saranno riunite 14 delle 21 opere superstiti dell'artista, compresi gli affreschi per l'abside della Chiesa dei Santi Apostoli a Roma, dispersi tra Musei Vaticani e Quirinale. Il fil rouge temporale della mostra, curata da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, è la biografia del Maestro, quello concettuale il dimostrare che "senza Melozzo non avremmo avuto Raffaello", come ha affermato Paolucci in un'intervista a L'Espresso (6 genn.), e che la "bellezza perfetta" l'abbiamo inventata noi italiani, in quel torno di tempo "tra il 1450 e il 1520, tra Piero della Francesca e le Stanze di Raffaello". Con le opere del pittore forlivese in esposizione anche capolavori di Mantegna, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Bramante e Raffaello. 

mer 26 gen 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Alla vigilia del Centenario di Pellegrino Artusi (1820-1911) - e non a caso nel 150esimo dell'Unità d'Italia - la sua opera principe "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" non ha ancora finito di metterci a tavola: una nuova edizione, a cura di Alberto Capatti per la collana "Radici" della BUR è da poco in libreria. E sarà presentata il 28 gennaio a Casa Artusi, a Forlimpopoli, dal curatore e da Massimo Montanari, l'eminente studioso di cultura gastronomica presidente del Comitato Scientifico di Casa Artusi (ore 20.00). 
Un libro che è davvero una radice della cultura italiana, e non solo per quello che riguarda la creazione di una koinè gastronomica che amalgama le "differenze" regionali, ma anche per il contributo nella creazione di una lingua nazionale. «Dopo l'Unità d'Italia», scrive Artusi, «mi sembrava logica conseguenza il pensare all'unità della lingua parlata, che pochi curano e molti osteggiano, forse per un falso amor proprio e forse anche per una lunga e inveterata consuetudine ai proprii dialetti». Creando un italiano familiare "parlato", in cui la rigidità scolastica dei manuali di economia domestica e il gergo fiorito di gallicismi delle opere di culinaria si stempera sul tono di una istruttiva conversazione, Artusi diede un modello di scrittura riconosciuto anche dal Panzini del "Dizionario moderno", che rendeva omaggio alla sua «grazia nostrana e alla purezza di lingua da far arrossire molti testi scolastici».

mer 27 lug 2011 - Notizia di sport - scritto da Pirroni Enzo

Nella primavera del 1957 frequentavo la quinta classe elementare alle scuole Tonini. In quel tempo deliravo per il ciclismo. Passavo le giornate a "studiare" gli ordini d'arrivo, imparavo a memoria i nomi dei corridori, mi deliziavo alla vista delle cartine altimetriche e sognavo leggendo la prosa dei quotidiani sportivi. 
Durante il Giro d'Italia, la mia frenesia toccava l'apice. Restavo come ipnotizzato, per lunghi pomeriggi, davanti alla radio, in attesa del collegamento ed intanto trasmettevano musica leggera. Poi la musica cessava e Ferretti partiva per quei lunghissimi, magnetici assolo che erano cronaca, epopea, fantasia e finzione. A scuola ero insofferente e distratto e nulla riusciva a distogliermi dalle mie fissazioni. Avrei voluto coinvolgere e far partecipi anche i compagni a questo mio frenetico interesse ma i più si ritraevano lanciandomi un mariolesco sguardo di sberleffo. 
Nell'ultimo banco, solitario, stava seduto, assolutamente disinteressato a tutto ciò che accadeva intorno a lui, Ciccio Forlivesi. Aveva costui qualche anno più di noi, poiché incidenti di percorso l'avevano obbligato a ripetere alcune classi. L'unica sua preoccupazione, durante le ore di lezione, era quella di guardare oltre i vetri della finestra. Ai rimproveri, in verità reiterati, della maestra il povero Ciccio, opponeva l'incolume sorriso dei suoi occhi bonari. Un giorno, mentre in frotte, tornavamo a casa (anche Ciccio come me abitava nei palazzoni di via Balilla, veri e propri inni alla lugubrità dell'architettura popolare), mi domandò quale, secondo me, fosse la tappa in cui si sarebbe deciso il Giro d'Italia.

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inèditart