ARTICOLI CHE PARLANO DI FONDAZIONE_FELLINI

mer 08 apr 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Micucci Eva

Tullio Kezich dal 27 marzo è il nuovo Presidente Onorario della Fondazione Fellini. Critico cinematografico, commediografo, scrittore, sceneggiatore e amico personale del Maestro, Kezich ha seguito l’intero arco dell’avventura felliniana, da Lo sceicco bianco fino a La voce della luna. È considerato il biografo ufficiale del regista riminese e a lui ha dedicato Fellini, un’opera fondamentale, per chiunque voglia conoscere la vita e l’arte dell’uomo Fellini. Collabora attivamente con la Fondazione che lo considera come un padre nobile. Al prossimo Festival di Cannes (13 – 24 maggio 2009) verrà presentato un documentario ideato dallo stesso Kezich, realizzato dalla Fondazione Fellini e da Raisat, girato dal regista Gianfranco Mingozzi. Attualmente sta preparando un nuovo volume sul maestro che si intitolerà Il libro dei miei film.

mer 15 lug 2009 - Notizia di sport - scritto da Redazione

Venerdì 17 luglio (Corte degli Agostiniani, via Cairoli 42 - ore 21,30) la Fondazione Fellini rende omaggio al Maestro con uno spettacolo di danza a scopo benefico, realizzato in collaborazione con Pallacanestro Rimini Crabs. Attraverso le coreografie ideate da Katia Tubini, le allieve della scuola Le petit pas di Verona, supportate da alcuni attori del Teatro Stabile di Verona, metteranno in scena le fasi più significative della vita e della carriera del regista riminese. L'incasso della serata sarà interamente devoluto all'Associazione Special Crabs che da anni lavora con ragazzi di tutte le età, affetti da distinte forme di disagio psichico.

Info: Fondazione Fellini - 0541-50303 - fondazione@federicofellini.it - www.federicofellini.it


mer 26 ago 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Già nel 1996, appena tre anni dopo la scomparsa di Federico Fellini, Tullio Kezich doveva constatare che "la sua eredità è stata contesa come la Bosnia". Di anni ne sono passati ancora 13, la guerra in Bosnia è finita, ma quella intorno alle memorie del regista riminese non accenna a placarsi.

L’ultimo capitolo è la richiesta avanzata da Francesca Fabbri, figlia di Maddalena Fellini e nipote di Federico, alla Fondazione intitolata al Maestro: poter disporre della sua biblioteca. I libri che Fellini e Giulietta leggevano si trovano attualmente presso la Fondazione, mentre la Fabbri ritiene facciano parte della sua eredità. Inoltre, il legale della nipote di Fellini ha anche intimato lo sfratto alla Fondazione: la casa di via Oberdan che la ospita è di proprietà della Fabbri. La Fondazione sta però per trasferirsi in un’altra sede predisposta dal Comune. Per tentare di risolvere amichevolmente la disputa, Ugo De Donato della Publiphono si è dichiarato pronto ad acquistare il fondo librario e gli altri cimeli mettendo assieme una cordata di imprenditori, purché quei beni restino presso la Fondazione.

mer 26 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Bisacchi Simona

 

Un velo di tristezza è calato come un sipario alla morte di Tullio Kezich, critico cinematografico, commediografo, sceneggiatore, scrittore, avvenuta nei giorni scorsi all’età di 81 anni. In molti l’hanno ricordato non solo per la sua opera ma anche come un grande amico di Federico Fellini. È così: di fatto il loro sodalizio artistico iniziò in occasione de “Lo sceicco bianco” e proseguì sino alla fine, e nei fatti Kezich è diventato d’ufficio il suo principale biografo. Dopo la scomparsa del regista riminese, Tullio Kezich ha stretto una importante e sentita collaborazione con la Fondazione Fellini - di cui era stato nominato Presidente Onorario - e che oggi ne onora la scomparsa con dolore e commozione. Una collaborazione che negli ultimi anni è stata fondamentale per la pubblicazione de “Il libro dei sogni”, mentre presto sarà  dato alle stampe “Il libro dei film”, panorama completo della filmografia felliniana.

 

mer 18 nov 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Micucci Eva

In via Nigra 26 è stata inaugurata ufficialmente la nuova sede della Fondazione - Casa-Museo Fellini. Un istituto polifunzionale dove convivono gli uffici con l'archivio Fellini, consultabile su prenotazione da studiosi e cinefili. Allestimento coreografico con i fantasiosi costumi di scena di alcuni film del Maestro riminese, alcuni magici disegni tratti dal Libro dei Sogni, adornano le pareti accompagnati dalle storiche locandine delle pellicole più famose da Fellini-Satyricon a I Vitelloni, nonché dalle foto di scena.

mer 13 gen 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Redazione

Il 20 gennaio 2010 Federico Fellini avrebbe compiuto 90 anni. La Fondazione a lui intitolata insieme a 01 Distribution e a Rai Cinema, offrono alla città che ha dato i suoi natali, la proiezione di Nine, film di Rob Marshall, tratto dal musical omonimo del 1982 di Artur L. Kopit e Mauri Yeston , ispirato ad 8 ½. La proiezione si terrà, in contemporanea con l’uscita nazionale del film, al cinema Settebello alle ore 21 di venerdì 22 gennaioL'ingresso è ad invito e i biglietti potranno essere ritirati presso la Fondazione Fellini  in via Nigra 26,  dalle 9.30 alle 13 e  dalle 14.30 alle 17, dal lunedì al venerdì. Il film è sorretto da un cast di grandissimo livello: Daniel Day-Lewis veste coraggiosamente i panni del protagonista, Guido Contini, il regista in crisi esistenziale e professionale di cui Marcello Mastroienni è l’immortale interprete; Penélope Cruz è Carla, personaggio che fu di Sandra Milo; Marion Cotillard interpreta Luisa, l’ingenua ma caparbia moglie di Guido. 

mer 13 gen 2010 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Vici Luca

 

Sono diversi i motivi di interesse per visitare la nuova sede della Fondazione Fellini, a pochi passi dal Parco Cervi e dall’arco d’Augusto. I pezzi forti dell’esposizione sono collocati al primo piano della palazzina. Spiccano i costumi del film “Roma” e il cosiddetto “uccello amoroso” - il congegno meccanico che accompagnava nel film “Casanova” le prestazioni erotiche del celebre veneziano - oltre a locandine e foto buste.

Alle pareti, le immagini dei set di Fellini, oltre ai disegni preparatori di mano del maestro, che servivano a fissare le prime idee sui personaggi che avrebbero poi popolato i suoi capolavori e per trasmetterle ai collaboratori.

E’ possibile, inoltre, consultare una copia del Libro dei Sogni, il diario che l’analista di Fellini, Ernst Bernhard (1895-1965), gli consigliò di tenere per raccogliere disegni e pensieri che derivavano dalle sue visioni oniriche, che Federico definiva “il lavoro notturno”.

Il testo raccoglie più di mille tavole di un periodo compreso tra il 1960 e il 1990: una preziosa testimonianza dell’estro creativo del regista riminese.

 

mer 24 feb 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Ioli Luca

Irrompe nel sonnacchioso mondo culturale riminese il dissesto della Fondazione Fellini (220 mila euro di deficit nel 2009 e 582 mila di debiti pregressi, ma la cifra continua a ballare) con le dimissioni del vicepresidente Giuseppe Chicchi. C'è un dato interessante: nessuno si è chiesto la percentuale di perdita sul fatturato. Già questo la dice lunga sulla difficoltà ad inquadrare il problema. Poi, una girandola di opinioni più o meno altisonanti che parlano dei necessari investimenti. Ma con quali soldi? Per tutti, è ovvio, è il pubblico che deve investire di più. Proviamo a dipanare la matassa delle responsabilità: i sindaci revisori precedenti si sono dimessi, i nuovi non hanno controfirmato il bilancio. Qui esiste una responsabilità precisa del consiglio d'amministrazione, che ha pieni poteri dovendo votare i documenti contabili. Se li ha approvati si è preso le sue responsabilità e per questo motivo va azzerato. Questo è compito dell'assemblea dei soci. Il direttore Vittorio Boarini ha svolto un lavoro prezioso nel recupero del materiale del Maestro e nella impostazione filologica della Associazione Fondazione Fellini. Ma a Boarini non si può chiedere di stare chinato sui conti, né una visione manageriale del progetto. 

mer 10 mar 2010 - Notizia di attualità

Federico Fellini muore il 31 di ottobre al Policlinico di Roma. A Santa Maria degli Angeli si tiene la cerimonia funebre alla quale partecipa commosso tutto il mondo del cinema. Poi il feretro prende la strada di Rimini. La camera ardente viene allestita nella Sala delle Colonne dove ventimila riminesi portano il loro saluto. Il sindaco e Maddalena Fellini concordano gli impegni solenni da annunciare il 4 novembre, nel giorno del funerale: una via intitolata a Federico (poi si scelse il piazzale davanti al Grand Hotel) e una Fondazione che mantenga viva l'attenzione alla sua opera. In quel discorso, parlando della Fondazione, il Sindaco di Rimini diceva: "Sarà una cosa che apparterrà all'Italia e al mondo". L'anno dopo la città dedicherà a Federico, a Giulietta che lo ha raggiunto e al loro bimbo Federichino, la Grande Prua di Arnaldo Pomodoro al Civico Cimitero. Dopo diciassette anni è giusto fare un bilancio; per farlo, dobbiamo guardare a quanto è stato prodotto, a quanto si è studiato sull'opera di Fellini, a quanto sia rimasto vitale il suo lascito intellettuale. Possiamo anche guardare a come nei cinque continenti il suo nome sia ancora pronunciato con il rispetto e lo stupore che merita chi ha come pochi altri capito e interpretato la modernità.

mer 30 giu 2010 - Notizia di cultura - scritto da Nanni Gabriele

"La dolce vita raccontata dalla Fondazione Fellini" è il titolo della mostra alla Rocca Malatestiana di Rimini dedicata ai 50 anni del celebre film del Maestro. La mostra, realizzata grazie al contributo dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini, sarà aperta fino al 25 luglio. Entriamo un po' più nel dettaglio: entrando nel Castel Sigismondo ci si troverà di fronte alcune immagini che rappresentano Fellini sul set di Via Veneto, strada che grazie a Fellini diventa ribalta, passerella di personaggi bizzarri e contradditori. Tavolini e sedie al centro della sala richiamano quelli dei caffè all'aperto delle notti romane, un invito a sostare per avvicinarsi ulteriormente alle suggestioni felliniane. Le donne de La dolce vita dominano lo spazio della seconda sala, dove troviamo anche una preziosa raccolta di ritagli di stampa con indiscrezioni, scandali, querelle culturali, risvolti psicologici e di costume legati alla realizzazione del film.

mer 25 ago 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Caro Pupi,
L'Assemblea dei Soci della Fondazione Fellini, che ho avuto l'onore di presiedere l'11 agosto scorso, mi ha affidato il gradito incarico di scriverti i più sentiti ringraziamenti per l'opera da te prestata generosamente alla Fondazione durante i molti anni che ne sei stato il Presidente. (...)
A ciò aggiungo la mia personale stima, la gratitudine per avermi indicato quale tuo successore e il compiacimento per aver suggerito l'amico Ermanno Olmi quale Presidente onorario.
Abbiti un abbraccio affettuoso 

Giuliano Montaldo

C'era perfino questo in cartella alla conferenza stampa delle beffe, quella dove Montaldo doveva essere presentato come nuovo presidente della Fondazione Fellini. Perfino la lettera al predecessore era già stata distribuita ai giornalisti. E poi.. va a finire come abbiamo visto: Montaldo rifiuta l'incarico già accettato, il caos regna sovrano.
Questa estate del 2010 ci consegna così due tracolli che sembrano fatti apposta per simboleggiare il tramonto di un'intera classe dirigente riminese, che comprende la politica come gli imprenditori come le banche. Sul versante "popolare", la vicenda della scomparsa della Rimini Calcio. Sul fronte culturale, la debacle della Fondazione Fellini. Oltre agli aspetti che coniugano il tragico al ridicolo, le due vicende hanno in comune una desolante dimostrazione di incapacità a gestire patrimoni comuni, che sono culturali e sociali, oltre che economici.

 

mer 20 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Niente da fare. Nemmeno Sergio Zavoli accetta di diventare presidente della Fondazione Fellini. Il senatore e presidente della commissione di vigilanza della Rai, amico personale del regista riminese, ha affidato il suo "no" ad una lettera dai toni cortesi quanto implacabili. Zavoli scrive fra l'altro di aver già chiesto, tre settimane fa, di rinunciare all'incarico, "spinto dalla perdurante esclusione (in tutti gli approcci, pubblici e privati) di argomenti essenziali: un atto d'indirizzo da cui trarre l'identità nuova della Fondazione, il progetto che fissi il suo carattere culturale e le modalità con cui dargli vita, risorse comprese, la composizione del Cda e del Comitato scientifico, di conseguenza la riscrittura di uno Statuto da cui far discendere ruoli e responsabilità". Il senatore era stato poi convinto che tutto sarebbe stato chiarito, ma il "perdurare di quei silenzi" lo ha convinto a gettare definitivamente la spugna.

mer 01 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Rimini è un ossimoro: luogo "felliniano" nell'immaginario cinéphile di tutto il mondo, affamato di buon cinema - le proposte di qualità della Cineteca Comunale attirano un pubblico che eccede quasi sempre i 94 posti a disposizione - mentre nel centro storico una dopo l'altra le sale hanno chiuso, e la débâcle della nostra Fondazione Fellini non rende di certo onore al grande regista. La pars destruens si è svolta in questi mesi sotto gli occhi di tutti, della pars construens chiediamo a Gianfranco Miro Gori, Sindaco di San Mauro, poeta e narratore, che dirige la Cineteca, chiamato il 20 ottobre nel CDA della Fondazione Fellini per il Comune di Rimini.

Miro Gori, a ottobre si è delineato un nuovo organismo operativo, di cui lei fa parte: quali le priorità in agenda e gli obiettivi? 
«A nessuno sfugge che i conti della Fondazione Fellini siano da sistemare. Per un fatto economico, ovviamente, ma anche etico. Ciò premesso, poiché la Fondazione non parte da zero, occorrerà fondare il "nuovo corso" su ciò che di buono è stato fatto. Rafforzarlo. Rinverdirlo. E abbandonare il resto. Il buono è stato il materiale felliniano raccolto: libri, disegni (fino all'eccezionale acquisizione del "Libro dei sogni", nel quale Fellini disegnò per anni la sua attività onirica), costumi dei film, audiovisivi... Mi guardo bene dall'affermare che il resto - come i convegni, le mostre, la rivista ecc. - sia stato inutile.

mer 23 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

All'Ebook Lab Italia, la prima fiera italiana dell'editoria digitale - che porterà a Rimini Fiera dal 3 al 5 marzo le novità di un settore in ebollizione - ci sarà un po' di Fellini. "Rimini nei sogni e negli incubi di Federico Fellini" (Guaraldi) è il primo di una serie di ebook che la Fondazione Fellini trarrà da "Il libro dei sogni" del grande regista. Che per trent'anni, su suggerimento del suo analista Ernst Bernhard, tracciò al risveglio un diario onirico in "segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati". Un'opera già ipertestuale per complessità di piani, straripante di spunti creativi che adesso, disincarnata, dal web raggiungerà studiosi e appassionati di tutto il mondo. A raccontarla, Paolo Fabbri, direttore della Fondazione Fellini.

Professor Fabbri, come è nato questo ebook?
«È venuto fuori da una semplice constatazione: la Rizzoli ha edito tre edizioni cartacee del "Libro dei sogni" - tra cui il fac simile consegnato quest'anno a Sorrentino in occasione del nostro Premio (che lo aveva quasi terrorizzato con la sua imponenza...) - ma ci siamo resi conto che nel loro contratto non erano compresi i diritti per la riproduzione in formato digitale. E io penso che Fellini debba avere una vita internazionale attraverso le nuove tecnologie, come il sito cui stiamo lavorando con Paolo Rosa di Studio Azzurro, che presenteremo a fine aprile. 

mer 29 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La scambieresti per un'installazione di Claes Oldenburg, la gigantesca macchina fotografica a rullino che guarda al mare accanto al Grand Hotel. Un monumento minimo, che pure è uno spazio identitario della città. Costruita nel 1948 dal fotografo Elio Guerra, per attirare lo sguardo dei passanti agli albori del boom turistico riminese, ne diventerà uno dei simboli. Da lì, Guerra distribuiva le sue foto, scattate ai turisti in villeggiatura, ben presto la Macchina stessa diventò lo sfondo delle foto di riminesi e ospiti. Per poi passare negli anni Sessanta ad Ario Rastelli e Laura Renzi, che nel 2002 la donarono al Comune di Rimini. Pur restaurata, era rimasta chiusa, un po' malinconica: adesso la concessione in usufrutto alla Fondazione Federico Fellini riapre quest'occhio. Battezzata "Fellinia" e inaugurata il 24 giugno, la macchina fotografica è diventata la sede estiva/front office della Fondazione. Ribattezzata "Fellinia" resterà aperta tutti i giorni, grazie alla collaborazione con il Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità e il Consorzio dei Saperi, per dare informazioni sulle iniziative che dalla Macchina si irraggeranno per tutta l'estate - tra workshop di fotografia ed eventi felliniani - ma anche sulle attività culturali e turistiche di tutta la Riviera.

mer 27 lug 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Bronzetti Paolo

Fellini ha trovato il modo nella sua opera di generare continuità fra il paese del reale e quello dell'immaginario. Nella "stanza degli sguardi" percorso/mostra inaugurato alla Galleria dell'immagine presso la biblioteca di Rimini, Fethi Atakol (artista e re-designer) ha giocato con lo sguardo dello spettatore che può liberamente ricostruire il suo personale "libro dei sogni".
Proprio questa fondamentale opera di Fellini, "Il libro dei sogni", i quaderni dove il maestro appuntava "i suoi segnacci sgrammaticati" è una vera e propria mappa dell'onirico. Una mappa preziosa, che mette in relazione il mondo dell'immaginazione e della poesia con la quotidianità del maestro e la necessaria psicanalisi dell'inconscio. 
Nella reinterpretazione allestita da Atakol troviamo una tenda di velluto, forse presa da un cinema, un lettino piccolo davanti ad un lettone. Quasi due mondi complementari che si specchiano, due epoche di vita che gettano luci e ombre su un lenzuolo che pare uno schermo o forse è solo una vela. Il nostro sguardo è così libero d'avventurarsi nell'immaginario del regista riminese che ha fatto dell'impalpabile materia dei sogni la sostanza viva del suo cinema universale.

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