ARTICOLI CHE PARLANO DI FINANZIAMENTI_AI_PARTITI

mer 18 apr 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Carabinieri in via BellerioAbolire del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti «sarebbe un errore drammatico». Lo hanno detto in coro i tre leader dell'insolita e attuale maggioranza, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini.
 Il trio ABC, come viene affettuosamente abbreviato, pare non notare l'evidenza di un errore altrettanto "drammatico": il solo parlare di dare ancora soldi ai partiti. In barba al referendum del '93, ma soprattutto mentre abbiamo le orecchie piene di cosa i partiti abbiano fatto di quei soldi.
E' un dramma vero, quello di ABC. Perché in linea di principio quanto sostiene il trio è sacrosanto: «Cancellare i finanziamenti pubblici ai partiti, già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011, punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies». 

Ed è vero che i finanziamenti pubblici esistono praticamente dappertutto, a iniziare da Paesi virtuosi e democraticissimi. In Europa, gli unici Stati che non sganciano in centesimo sono Malta, Andorra, Svizzera, Bielorussia, e Ucraina. Tutti gli altri prevedono o il finanziamento diretto, o il rimborso delle spese elettorali, o addirittura entrambi, come Francia e Spagna.
Perfino negli Usa il finanziamento pubblico è contemplato. Ma solo durante le campagne per le elezioni presidenziali (primarie comprese); però i modesti finanziamenti dello Stato escludono per legge quelli privati, dunque la maggior parte dei candidati americani li rifiuta.

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