ARTICOLI CHE PARLANO DI FESTA_DE_BORG
Allora per noi era così. Non c'era scelta, cosa dovevamo fare? Eppure ci riesce difficile capire quanti, oggi, si trovano stretti nella stessa tenaglia. O partire o fare la fame. O finire in guerra, o in galera per delle idee politiche, o piantare tutto e sperare nella fortuna.
Allora, a metà Ottocento, i primi a dover alzare i tacchi da una patria che ancora non c'era, che anzi si agognava, furono proprio i politici. Con i romagnoli, naturalmente, in prima fila. A sciamare per mezza Europa e "nelle Americhe". Poi la patria alfine si fece, ma i guai non finirono. E a dover partire furono migliaia, milioni. Trenta milioni, durante la storia dell'Italia unita.
Storie del XIX secolo? Macchè.
Ancora nei primi anni ‘70 del Novecento, gli italiani continuano a varcare le frontiere a legioni e non certo per turismo. Anche qui nel riminese, nel bel mezzo del boom economico, per una ragazza di campagna o dei paesi delle valli "andare a servizio" era la normalità. E se il servizio era presso una famiglia di signori di Bologna, Parma, Milano, Roma, beata quella ragazza! Magari reclutata e provata nei villini delle villeggiature, poi praticamente acquistata dalla famiglia benestante. E pazienza per i "pericoli", le chiacchiere del paese, i legami con la famiglia d'origine ormai spezzati.
Era difficile non prevedere un successo della diciasettesima Festa del Borgo visto lo spettacolare programma e le aspettative dei riminesi, ma l'affluenza di cittadini e turisti è stata superiore ad ogni previsione. Sabato scorso migliaia di visitatori hanno riempito all'inverosimile il Borgo San Giuliano decretando con la loro presenza non solo la riuscita della festa e la fiducia negli organizzatori, ma anche la voglia di stare insieme per parlare o solo per un saluto. Spesso si vedevano mani alzate per farsi notare da amici, strette di mano, abbracci, atteggiamenti accompagnati sempre da un sorriso. Tutti erano gentili e disposti verso gli altri, in un clima favorevole, in un luogo dove la gente era invitata ad incontrarsi senza scontrarsi nonostante il gran numero di persone. Lo spettacolo della prima sera, quello della compagnia Ilotopie nell'invaso del Ponte, con la sua imponente scenografia ha affascinato migliaia di spettatori trasmettendo nel contempo messaggi di speranze, ma anche domande senza risposta, alle volte difficili a comprendere. In ognuno dei sei stand allestiti per la ristorazione, oltre a quelli dei ristoranti e cantinette, c'era la fila e il cibo come da tradizione che sia stato a base di pesce o di carne o altre specialità era ottimo e apprezzato dai commensali.
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