ARTICOLI CHE PARLANO DI ERON

mer 23 mar 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Ortalli Matteo

Un'opera ricca di passione, che solo un artista riminese poteva esprimere e trasmettere, un'immagine che riconcilia la città col suo mare toccando le più profonde corde della riminesità: è stato presentato lunedì 21 marzo il manifesto balneare 2011 firmato quest'anno dal celebre writer Davide Eron Salvadei.
Per la prima volta nella storia dell'affiche balneare (dal 2000 a oggi) si è scelta la spray art, affidandosi alla bomboletta di un riminese che negli anni si è fatto conoscere al mondo intero (le sue opere sono state esposte dal Museo di arte Moderna del Cairo sino al Chelsea Art Museum di New York) mantenendo ben saldi i legami con la sua città. Legami che emergono in quest'opera ricca di passione e amore per Rimini, un dipinto che rientra nel percorso artistico "mindscape" al quale Eron sta lavorando in questo periodo e in cui disegno, scrittura e realismo convivono all'interno di una stessa opera, riuscendo a dare una sorta di consistenza fisica al pensiero. Troviamo quindi rappresentato l'elemento più caro ai riminesi, il mare, tratto identitario che per la prima volta è l'unico protagonista, senza intermediazioni, della capacità evocativa di Rimini: non più sfondo di una città che valorizza quanto c'è attorno, ma vero protagonista di una Rimini che ha nel mare e nell'estate la sua naturale vocazione. "Nel cielo, all'orizzonte, la scritta Rimini si integra perfettamente nel paesaggio come un elemento naturale - spiega il writer - illuminando l'acqua e la sera, sia fisicamente che concettualmente. E' un'idea nata in modo naturale, spontaneo: tra progettazione e realizzazione ho impiegato una settimana".

mer 26 ott 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Frenquellucci Carlotta

 

Un quanto mai appropriato "Coming soon", stiamo arrivando, campeggia sulle pannellature che ricoprono la facciata del cinema Fulgor in attesa dell'apertura del cantiere prevista tra dicembre e gennaio prossimo. Tre riproduzioni che rivestono le tre arcate centrali di Palazzo Valloni dell'artista riminese Eron, al secolo Davide Salvadei, ormai da tempo lanciato internazionalmente nel mondo della writing art, che a Rimini e alla sua storia ha dedicato molti dei suoi lavori, dall'intervento di pannellatura del molo di destra al manifesto dell'immagine turistica della città di quest'anno. 
A Eron chiediamo quale aspetto di Fellini ama di più.
"Ciò che mi affascina di Fellini è il modo in cui esprime una realtà onirica, malinconica e un po' angosciante ma sempre carica di poeticità".

A cosa ti sei ispirato per le tue gigantografie?

"Ho realizzato tre opere dipinte con vernici spray su tela. I dipinti originali sono stati fotografati, riprodotti in grande formato ed adattati alla all'architettura esterna del cinema Fulgor (futura sede del Museo Fellini).
L'idea è nata dalla mia attuale ricerca pittorica appartenente alla serie "scribblescape"; paesaggi fatti di scarabocchi con i quali cerco di dare una sorta di tridimensionalità al tratto gestuale e istintivo dello scarabocchio che spesso è piatto ma mantiene una forte carica espressiva. Nei tre dipinti, il tratto vorticoso distribuito in maniera apparentemente casuale, diventa consistente, acquista profondità e si allontana dall'osservatore componendo tre diversi ritratti di Federico Fellini che si impongono con discrezione tra la foschia. In questo modo ho voluto sottolineare il concetto di consistenza fisica del pensiero su cui è basata la mia ricerca e che spesso caratterizza l'aspetto onirico dei film di Fellini".

 

mer 23 nov 2011 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Bernucci Annamaria

 

Nella composta architettura cinquecentesca della chiesa di San Giuliano sono conservati i resti del Santo martire venerato dal X secolo nella città (storia, martirio e leggende si sono intrecciate e le narrazioni hanno preso una declinazione tutta riminese). Ma oltre le reliquie, la chiesa vanta uno dei dipinti più visitati della città. E' opera del veneziano Paolo Veronese, realizzata poco prima della morte del pittore (1587) per i Padri canonici di San Giorgio in Alga. L'altar maggiore dove è collocata la pala fu consacrato nello stesso anno della chiesa e dedicato alla Vergine e ai santi Pietro e Paolo (cui in origine era dedicata l'abbazia) e Giuliano. E' probabile che la commissione fosse antecedente a tale data e riconducibile al 1583. 

Espressione di una versatilità compositiva e di un impianto formale ripreso più volte dal pittore (Martirio di S.Giustina a Padova), anche la pala riminese accentua, in ragione delle esigenze devozionali e pietistiche di quegli anni, una forte dimensione della gloria e della esaltazione divina: tutta la parte superiore del quadro è orchestrata infatti sulla figura della vergine attorniata da angeli e dai santi apostoli; nel registro inferiore è collocata la scena del martirio di Giuliano, con l'immagine luminosa del giovane dai biondi capelli, vicino al quale si muove la dolorosa figura della madre Asclepiodora, dalle vesti sontuose, inginocchiata, nell'atto di sostenerlo nella fede e di accompagnarlo al tragico supplizio. 

 

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