ARTICOLI CHE PARLANO DI DOMENICO_OLIVIERI
Rimini, se si esclude Igor Gaudi, un giocatore che seppe issarsi ai fasti della Prima Categoria, non ha mai prodotto tennisti di vertice e il motivo è assai semplice: nella nostra città, per anni, non ci sono stati né maestri né strutture federali e per questo motivo chi si avvicinava allo sport dei gesti bianchi lo faceva improvvisando.
Negli anni ‘70 tuttavia, sia al Circolo Tennis, sia al Dopolavoro Ferroviario, sia al Circolo di Viserba, si ebbe una proliferazione di giocatori che con tenacia ed entusiasmo ottennero e tra i Non Classificati (N.C) e i Terza Categoria, buoni risultati. Era quello un tennis ruspante popolato di studenti ed artigiani, medici e fattorini, nobili e plebei, astemi e ubriaconi.
Nel lutulento sottobosco degli N.C, in quel tempo, dominava incontrastato Domenico Olivieri. Domenico, nato nel 1936, era impiegato nelle Ferrovie di Stato ed il suo feudo erano i tre campi in terra rossa del Dopolavoro. Dovunque si disputasse un torneo, l'uomo da battere era lui. Tuttavia sconfiggerlo non era semplice e ben pochi ci riuscirono. Col suo abbigliamento, diciamo pure "casual", Domenico non pareva davvero un vero tennista, Tuttavia, a partita iniziata, ci si rendeva conto di quanta sapienza tennistica possedesse il ferroviere. Colpiva immancabilmente la palla in controbalzo riducendo al minimo l'apertura dei colpi. Questa maniera di giocare (insolita per quei tempi) gli permetteva di conquistare terreno e di giocare d'anticipo.
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