ARTICOLI CHE PARLANO DI DAVIDE_VAN_DE_SFROOS
Venerdì 6 maggio Davide Van De Sfroos sarà in concerto al Teatro Novelli per una tappa dello "Yanez tour 2001". Anticipato dall'omonimo singolo scritto e cantato in dialetto tremezzino (o laghée) arrivato quarto all'ultima edizione del Festival di Sanremo,Yanez si compone di brani che alternano momenti di allegria ad altri di più intensa riflessione, storie dure e suoni aspri, dominati dagli strumenti acustici mentre le suggestioni musicali attingono da quello che, fin dall'inizio, è il mondo sonoro caro a Van De Sfroos: il folk, nell'accezione più ampia del termine, il rock venato di blues, qualche aroma country e perfino speziature sudamericane. Chiediamo al cantautore, affabile e disponibile, di raccontarci qualcosa del suo album.
Hai dichiarato che questo disco, molto più dei precedenti parli di te, del dark side di Davide. Com'è avvenuta questa svolta intimistica?
«È stato un processo naturale. Si parte parlando di ciò che ti detta l'età ma poi, invecchiando, si sente il bisogno di sondare altri territori ed emozioni che, nel frattempo, hanno fermentato e hanno bisogno di emergere. E a quel punto o li canti o rimangono inesplosi. In questo disco ho messo qualcosa di me stesso che fino a tre anni fa non avrei avuto il coraggio di esplorare, parlo di amori, di sentimento, di emotività».
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