ARTICOLI CHE PARLANO DI CRISI_ECONOMICA

mer 14 gen 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Proviamo a pronunciare 1.670,6 miliardi di euro. Non bastasse, proviamo a tradurre in vecchie lire, per arrivare a 3 milioni 234.732 e rotti miliardi. A tanto è giunto, secondo il dato della Banca d'Italia, il debito pubblico italiano. Più o meno, il baratro di cinque anni fa. Eppure, sempre secondo la stessa fonte, le entrate tributarie sono aumentate in un anno del 2,8 per cento, toccando 344 miliardi di euro. L'unica notizia onfortante per i conti dello Stato è che il rendimento dei bot ha toccato minimi storici, scendendo all'1,84 per cento.

mer 25 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

 

Un detto francese recita “partire è un po’ morire” e mi chiedo allora quante volte debba morire, in senso figurato, uno straniero che lascia dietro le spalle il paese dove è nato con la speranza di trovare una strada migliore altrove nell’ignoto?

Lui, un operaio che lascia in patria moglie e bambini perché i soldi non bastano, lei una badante che deve allevare da sola 5 bambini, lui un bracciante che si ricorda molto bene la guerra dalla quale è scappato, lei è infermiera in un grande ospedale, lui fa il muratore e adesso spera di poter tirare su le mura della propria casa, lei cuce scarpe in un’azienda, lui sta per laurearsi, lei fa la segretaria. Sono stranieri, venuti in Italia con la speranza di un futuro migliore di quello che si prospettava nei loro paesi di origine, perché l’Italia è un paese civile, accogliente, dove c’è bisogno di lavoratori soprattutto in ambiti dove gli italiani non si vogliono più impegnare.

 

mer 25 mar 2009 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Dal punto di vista monetario, la crisi è un 'credit crunch', cioè, per dirla alla riminese, 'scriccata del credito': girano meno soldi. Ci sono meno soldi perché una massa enorme di valore, costituita da titoli di credito, è scomparsa. Di fatto si è trattato di tanti debiti che non sono stati pagati. Un debito viene scritto in bilancio come una somma che devi avere, quindi è un 'più'. Inoltre, ci sono gli interessi, che il debitore paga nei modi previsti dal contratto di prestito, che sono profitti. Ma quando il debitore non paga, si arriva alla fine all'inevitabile: la cancellazione della somma. Quei soldi il creditore non li avrà mai più. Il debitore può averli usati in tanti modi: comprando beni, prestandoli a sua volta, facendoseli rubare, ecc ecc. Quei soldi da qualche parte sono andati a finire, quindi non sono scomparsi. Ma sono scomparsi gli interessi. Se il debitore doveva il 5% di 100, quel 5% esisteva solo sulla carta. E se il titolo di credito veniva a sua volta venduto (come di fatto avveniva) e quotato in borsa, e se questo lo moltiplichiamo per un fattore molto alto, otteniamo una cifra enorme, che però non esisteva in moneta, ed è sparita. Il valore non è moneta se non nello scambio. Ma il valore virtuale di qualsiasi cosa muove la moneta.

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