ARTICOLI CHE PARLANO DI CERASOLO_AUSA

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da D'Angeli Mara

Per mantenere viva la superstrada del commercio è necessario mettere un punto al problema viabilità. La pensa così il Comitato dei commercianti e degli artigiani di Cerasolo Ausa, che riconosce nella faticosa accessibilità pedonale alla Consolare Rimini - San Marino il principale neo che la zona commerciale del comune di Coriano dovrebbe eliminare. "A Cerasolo c'è di tutto - spiegano gli imprenditori di Elite Arredo, una delle aziende storiche del corianese - dal vestiario ai materassi, dall'intrattenimento alla gastronomia". Senza dimenticare che dopo una giornata di shopping ci si può rilassare in uno dei ristoranti e bar della zona, o sfidare gli amici a una partita a bowling. Un vero e proprio centro commerciale all'aperto lungo 4 chilometri, che ben poco ha da invidiare in termini di offerta agli iper più strutturati. Che però si ritrova da sempre a fare i conti con seri problemi di sicurezza stradale. 
La Consolare ha infatti il triste privilegio di occupare il secondo posto nelle classifiche Aci Istat delle strade più pericolose d'Italia. A parlare sono i fatti: 8 morti negli ultimi 10 anni. Numeri difficili da mandare giù quando, come ripetono i signori di Elite Arredo, si tratta di una problematica che il Comitato, di cui anche l'azienda fa parte, cerca di risolvere da anni assieme al Comune. Progetti mai andati in porto e che rimarranno sospesi ancora per diverso tempo, viste le turbolenze politiche che Coriano sta vivendo negli ultimi tempi. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Un treno chiamato desiderio, che diverrà realtà? Perché solo di desiderio si è trattato fin'ora. Desiderio di rimettere in auge il tratto ferroviario che collegava Rimini a San Marino. Un sogno che è diventato oggi finalmente un progetto con tanto di documento approvato dalla Giunta provinciale, promosso e sostenuto dal Presidente Stefano Vitali. 
Se non proprio sarà il trenino azzurro di una volta, il progetto per un collegamento su gomma in corsia riservata tra Rimini e la Repubblica di San Marino è sicuramente ambizioso ma realizzabile. L'intervento rappresenterebbe un indiscutibile miglioramento della qualità della vita per i circa 6 mila pendolari che quotidianamente si muovono nelle due direzioni, e sarebbe capace di produrre ricadute importantissime sul turismo e per l'intero contesto ambientale dell'ampia area al confine tra la provincia di Rimini e il Titano. 
Nel percorso programmato, una fermata della linea è sicuramente prevista per Cerasolo, area commerciale ed industriale di rilievo. Una ricognizione di massima già realizzata indica come il vecchio tracciato ferroviario sia oggi in buona parte non recuperabile: l'espansione urbanistica, la costruzione della superstrada e di alcuni percorsi ciclopedonali consentono un suo riutilizzo inferiore al 30% sul totale della lunghezza prevista. Ma come sarà organizzata la nuova linea di collegamento? "Ad una prima ipotesi che si sviluppa prevalentemente lungo l'attuale sede stradale, con arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia, si affianca anche una seconda soluzione in grado di recuperare l'ultimo tratto del vecchio tracciato, circa 3,4 km, sino a giungere presso l'ex stazione di San Marino. 

mer 10 ago 2011 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Passeggiando fra la villette, osservando la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, poco lascia pensare che Cerasolo sia un centro antico. Solo una tabella stradale fa intuire che invece non è così: via Largo Castello. E infatti qui un castello esisteva, e da tempo immemorabile. Ed esisteva una pieve, citata in un documento del 1059. Si tratta di un atto con cui il vescovo di Rimini, Uberto, concedeva ai conti Everardo e Marozia diversi appezzamenti di terreno, tra i quali i fondi Paterno, Firmano e Falciano ubicati appunto "in plebe Sancti Iohannis qui vocatur in Cella Iovis". Una pieve, come si può presumere dalla denominazione, che probabilmente fu eretta su di un precedente tempio pagano.
Nel 1292 Cerasolo è definito "castelari", termine che indicava fortificazioni non più esistenti. Ma il 3 marzo 1321 dovevano essere state ricostruite, se venivano nuovamente distrutte da truppe ghibelline. In seguito il castello, appartenente al comune di Rimini, passò a Galeotto Malatesta, che consentì ai suoi abitanti di ricostruirlo un'altra volta. Lavori che dovettero andare per le lunghe, se nel censimento del Cardinal Anglico del 1371 figura ancora come "villa", che pagava un censo per 16 "fuochi". Nel 1380 si parla ancora di ricostruzioni, che questa volta dovettero andare in porto. Fatto sta che nel 1463 a un Sigismondo Malatesta ridotto allo stremo restano solo Rimini e, appunto, il castello di Cerasolo.

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