ARTICOLI CHE PARLANO DI CARLO_CICCHETTI

mer 09 feb 2011 - Notizia di sport - scritto da Pirroni Enzo

Incontrai Carlo Cicchetti, il "portiere" nella sua abitazione di via Lagomaggio, molti anni orsono. Per me che lo conoscevo soltanto in virtù del nome fu un'emozione forte trovarmelo di fronte. Parlava sottovoce, incespicando leggermente nelle parole. Ci teneva a dire che la sua era stata una storia normale, nella quale avevano trovato posto, quasi casualmente, piccole vicende sportive. Poi, sostenuto da una memoria precisa, aveva incominciato a sovrapporre i ricordi uno sull'altro. 
Aveva detto del debutto avvenuto ad Imola nel 1943. Aveva, in quel tempo, diciassette anni non ancora compiuti. Disse di aver giocato male per l'emozione. Il Rimini disputava allora il campionato di Serie C. Ricordò il periodo bellico e la sua assunzione in Ferrovia. Ricordò di essere stato riserva di Sergio Campana e di come i dirigenti della Rimini Calcio l'avevano parcheggiato a Riccione con la formula del "prestito". Il servizio militare lo fece in Toscana e trovò modo di difendere la porta del Poggibonsi. Venne convocato nella Nazionale Militare. La Fiorentina lo chiamò per un provino. Il passaggio con i gigliati sarebbe stata cosa fatta se la sua famiglia non si fosse messa di mezzo: "Pensa al lavoro! A Rimini hai un posto sicuro!". Lo convinsero. Ma il divieto posto dalla famiglia, credo, fu solo una scusa. Per nulla al mondo Carlo Cicchetti, classe 1926, avrebbe abbandonato Rimini. Il suo posto, finché visse, è sempre stato qui tra gli amici della "Fossaccia" con i quali si trovava alla sera al ballo di Pagnocch o sui palcoscenici dei vari teatrini intento a recitare in esilaranti commedie dialettali. 

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